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La domenica del villaggio: Granada val bene una messa

- 19/07/15

 

Questa domenica scrivo dall’Andalusia, da Granada in particolare (con tastiera spagnola, quindi mi scuso subito per gli accenti mancanti!); a domenica prossima per l’appuntamento estivo con il secondo Capitolo de “Gli scheletri nell’armadio”.

Oggi, invece, vi racconto di una mia curiosa esperienza di stamattina…

 

L’ERETICO A MESSA, A GRANADA

 

Non si tratta di una chiesa, di una cattedrale come un’altra: la cattedrale di Granada e (non lo dico un’altra volta: tastiera spagnola) il luogo sacro che Carlo V, nel 1522, fece edificare per onorare la nonna Isabella di Castiglia (ed anche il nonno Ferdinando il Cattolico). Granada, la sua cattedrale, valgono dunque una Messa, la domenica mattina: e cos¡ messa e stata…

Alle 10, con accettabile puntualita, il tutto ha avuto inizio: il sacerdote, era un anziano prete che a malapena si reggeva in piedi (durante l’omelia, era seduto); gente, pochina (probabilmente alla Messa delle 11 ed a quella delle 12,30 avremmo visto una maggiore partecipazione); il meraviglioso organo della cattedrale tra l’altro non ha fatto sentire la sua voce.

Ma non di questo si vuole parlare, quanto di un’altra cosa, tra le tante che possono venire in mente trascorrendo un’ora all’interno di un luogo cos¡ pregno di Storia (Isabella e Ferdinando sono sepolti nella adiacente Cappella reale); il grande altare che si trova dietro il sacerdote officiante (tutto quanto argenteo), ha come precipuo significato ideologico che l’Eucarestia deve irraggiare tutta la comunità di Granada, ultima a cadere sotto il maglio della implacabile Reconquista cattolica (1492: s¡, lo stesso anno della scoperta dell’America).  Quell’argento, con ogni evidenza, proviene da quelle terre che i conquistadores spagnoli stavano giusto in quegli anni conquistando, col ferro e con il fuoco; quell’altare, dunque, significa sopraffazione verso gli autoctoni americani; quell’altare, significa sopraffazione verso i musulmani (sconfitti, dunque per un secolo moriscos, poi espulsi in toto); quell’altare, significa sopraffazione verso gli ebrei, i sefarditi in particolare (i marranos, epiteto antisemita usato senza cognizione di causa da tanti ignoranti di oggi e di ieri).

L’ottimo Papa Francesco (senza ironia, davvero), reduce dall’America Latina, ha avuto parole di elogio – durante il suo viaggio – per Simon Bolivar, il Liberatore del Sud America dal giogo coloniale (oltre ad accettare il controverso crocifisso comunista dalle mani dell’ex cocalero Evo Morales); la domanda, per tutti i lettori, sine ira ac spe, potrebbe essere la seguente: come si fa ad esaltare il liberatore dai popoli europei del Sud America (appunto Simon Bolivar), quando proprio senza quella oppressione quei popoli mai avrebbero conosciuto il Cristo? Senza i conquistadores, niente argento (plata); senza plata, niente cattedrale, e niente altare centrale.

Ed ancora, visto che l’aria andalusa stimola molto (40 gradi, ma si sopportano benone): il Papa accetta, in dono, il Cristo “marxista”; ma proprio nel cuore della cattedrale di Granada, si trova una lapide che celebra i martiri della diocesi locale caduti sotto gli antifranchisti.

Sapete a chi viene data, nella suddetta lapide, la colpa dei preti trucidati? Al marxismo: s¡, proprio al marxismo! Allora il Santo Padre si schiera con i carnefici della Guerra civile spagnola (1936-1939), forse?

Uffa, quanto sono complicate, le cose (specialmente alcune): come se ne esce?

In ogni caso, sia ben chiaro a tutti: Granada val bene una Messa…

5 Commenti su La domenica del villaggio: Granada val bene una messa

  1. Anonimo scrive:

    Le cose sono complicate, ma almeno in vacanza stacca la spina, non pensare…

  2. fede scrive:

    caro eretico, in tutta l’andalusia, ma anche altrove, a casa nostra, le chiese sono state edificate sopra altre opere d’arte di diversa fede: la storia la raccontano i vincitori, purtroppo… ma, non essendo mai la verità da una parte sola, le contraddizioni ci sono eccome! la chiesa si ammanta di bontà per nascondere che l’unica cosa che persegue è il potere, come qualsiasi altra multinazionale. si crea odio contro gli estremisti islamici quando i primi che hanno ucciso, torturato e distrutto sono stati proprio i cattolici. e non solo con le crociate, ma anche col concetto di peccato e mortificazione del corpo: i romani avevano le terme, musulmani ed ebrei si devono lavare prima di pregare… i cristiani non si lavavano perché commettevano peccato, ed ecco le pestilenze… ci hanno fatto un bel servizio, anche a noi europei!
    P.S.: non perdere la mezquita di cordoba: moschea dalle mille colonne, con in mezzo una cappella cristiana che interrompe la meraviglia infedele!

    • Eretico scrive:

      Caro Fede,
      la Mezquita di Cordoba NON l’ho certo persa, anzi l’ho gustata in pieno, lo scorso 16; la chiesa cui tu accenni e (tastiera spagnola) il cosiddetto “crucero”, che fu stigmatizzato – per la brutalità che implicava, devastando il pregresso islamico – perfino da Carlo V.
      Il che, francamente, pare cosa davvero significativo.

      Da Granada (last night: domani gran finale sivigliano), l’eretico

  3. Paolo Panzieri scrive:

    La chiamavano “limpieza”. La praticavano assiduamente sia i Nazionalisti che i Repubblicani. Questi ultimi tra gli avversari politici da eliminare a prescindere includevano anche i preti.
    Ho avuto recentemente occasione di leggere un librettino di Arrigo Petacco sulla guerra civile spagnola, intitolato “Viva la muerte!” che ho trovato molto stimolante.
    Si scoprono retroscena inediti e si superano anche alcuni luoghi più o meno comuni, propri di ciascuna fazione in lotta.
    Se lo trovate, ve lo consiglio.

  4. Precaria i. scrive:

    Attuale il tema della Reconquista, certo mossa da interessi politici ed economici oltre che, o forse benché mascherati da, motivazioni religiose. Oggi che nello stanco mondo occidentale pare in atto una conquista di segno, religiosamente parlando, opposto a quello che fece da vessillo ai Re cattolici.

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