Eretico di SienaIl Primo maggio del villaggio: Foscolo, cinema, Coree (e Ps musicali) - Eretico di Siena

Il Primo maggio del villaggio: Foscolo, cinema, Coree (e Ps musicali)

Torna la rubrica cultural-domenicale del blog, che ha quasi (il gap c’è sempre, sia chiaro) raggiunto come contatti quelli degli articoli sulla Politica e di giornalismo di inchiesta; oggi pubblichiamo per il 1 maggio, Festa del Lavoro (come si scrive ogni anno: Festa mantenuta da Hitler durante il Terzo Reich).

Si parte dal beneamato Ugo Foscolo, recensendo un libro che ci parla (soprattutto, ma non solo) degli ultimi 11 anni – quelli inglesi – dell’autore dei Sepolcri; poi, si presenta un agile volumetto che ogni appassionato di cinema e di storia locale dovrebbe avere (e soprattutto leggere), concernente per l’appunto la storia del cinema a Siena; per concludere con la rubrica professorale, una ironica – ma non troppo – riflessione sull’avvicinamento fra le due Coree: grande show, o pace sincera e duratura?

Buona lettura a tutti, dunque!

“FORSENNATAMENTE MR FOSCOLO”: POVERO UGO, POVERO DAVVERO!

Luigi Guarnieri è un autore che occupa uno spazio davvero particolare e singolare, nel panorama letterario italiano: romano, classe 1962, si è segnalato per biografie di uomini che hanno lasciato un segno, biografie scritte in modo impeccabile, per rigore di documentazione – pur non essendo uno storico – e, ancora di più, per la pregevole qualità della scrittura. Da Lombroso e Veermer, fino ad Adolf Hitler, di cui abbiamo letto (rectius: divorato) lo stimolantissimo “Il sosia di Hitler” (2014).

La sua ultimissima fatica è una biografia sugli anni dell’esilio inglese di Ugo Foscolo (“Forsennatamente Mr Foscolo”, La nave di Teseo, 208 pagine, 17 euro), fino alla morte del 1827, senza tralasciare quell’evento, davvero notevole e significativo, che fu la traslazione dal cimitero presso Turhnam Green (Londra) a Firenze, nel “tempio delle itale glorie” dal Foscolo stesso eternato in versi: quando ancora l’Italia (fanciulla, e con Roma appena inglobata) aveva a cuore le sorti dei suoi grandi intellettuali, e si accollava le spese di una cerimonia non economicissima (lo farebbe, oggi?).

I soldi, per l’appunto: autentica croce del Foscolo, soprattutto dell’ultimo; con un’aggravante personale, secondo la copiosa documentazione portata da Guarnieri: l’autore dei Sepolcri, di certo era pagato molto meno di quanto avrebbe meritato (litterae dant panem, ma poco companatico, purtroppo…); il problema è che, dopo avere guadagnato 10, il giorno dopo spendeva 20, se non di più. Gli piaceva fare la vita del dandy avanti lettera, non disdegnando il gioco (anche in Patria); questo problema, lo portò a dovere cambiare nome per fuggire dai creditori, ed a farsi anche un pò di galera in una sponging house (carcere per debitori insolventi); tutto ciò, insieme ai problemi di salute (non certo risolti con i salassi e le sanguisughe, sic), gli impedì, dopo i trenta anni, di scrivere altri capolavori, né ebbe morte eroica come altri patrioti-intellettuali leggendari, e come lui stesso avrebbe agognato (Lord Byron, o Santorre di Santarosa, per fare solo un paio di esempi).

Se ci mettiamo che nell’ultimo periodo, Mr Foscolo non aveva neanche più grande successo con le donne, resta il quadro di un amaro, amarissimo declino verso la fine (Foscolo muore sulla soglia dei 50 anni), con la sola soddisfazione della vicinanza di una figlia – Floriana – ritrovata per puro caso (nonché prosciugata, dall’amatissimo padre, dei suoi soldi)…

IL CINEMA, A SIENA

Attraverso la storia del Cinema – è cosa risaputa -, si fa la storia di un Paese, del suo Potere, specie se dittatoriale (pensate al cinema sotto Mussolini, Stalin e Hitler-Goebbels); ma anche conoscendo l’ubicazione, la data di nascita, il tipo di fruizione offerto dai locali in cui si proiettavano pellicole, si fa Storia: quantomeno urbanistica, e soprattutto della capacità di penetrazione di un potere all’interno dell’immaginario collettivo.

Il caso senese è uno dei tanti di una cittadina di provincia, nella quale agli inizi del “secolo breve” l’arte cinematografica inizia a farsi spazio; il primo “cinematografo” a pieno titolo è sito in Via Montanini (futuro negozio Mascagni, dal 1973), sotto la denominazione di “Cinematografo senese permanente”, ed iniziò ad essere tale nel 1906; ma la prima proiezione in assoluto è ascrivibile al 1905 (27 maggio), nell’allora Casa del popolo in Via Pianigiani (poi entrata ovviamente nell’orbita fascista, inserita nell’alveo dopolavoristico, autentico capolavoro propagandistico del Duce); e poi, chissà perché il primo cinema extra-moenia (anche se per pochi metri…), si chiamò “Impero” (progettato tra l’altro dall’ingegner Socini Guelfi)? Ci sarà entrata qualcosa, la vittoriosa campagna d’Abissinia, la creazione dell’AOI (Africa Orientale italiana) ed il ritorno dell’Impero sui colli romani?

La gloriosa epoca dei cineforum, poi: quello bianco, all’Alessandro VII in Piazza dell’Abbadia (dal 1973) e financo, in precedenza, quello all’Alberino (dal 1951 al 1966); quello rosso – per un certo periodo -, al fu Smeraldo, dal 1976 al 1980 (poi Fiamma, nel 1980; adesso supermercato, sic), non è forse da rimpiangere, pur con tutta la sua faziosità ideologica?

Di tutto ciò si dà conto nell’esauriente libretto “Siena incontra il cinema – Manifesti, proiettori e sale del Novecento”, uscito da pochi giorni a corredo di una mostra posta all’interno del complesso del San Marco (curato, fra gli altri, dall’ottimo Franco Vigni, da Filippo Pozzi e dal documentato Jacopo Rossi Napoli); essendoci anche la Contrada della Chiocciola dietro al progetto (con tanto di intervento del Priore Maurizio Tuliani, non a caso), ancora una volta si rinnova l’invito a tutti coloro che dedicano il loro tempo ad una delle 17 consorelle: meno fantini, più Cultura. C’è tutto da guadagnare (oltre che da risparmiare!), e niente da perdere…

 

L’ANGOLO DEL PROF: PACE FATTA, FRA LE COREE?

Immagini belle, intense, suggestive (il pino del 1953 bagnato dalle acque di entrambe le Coree: già cult, per noi dendrofili…), quelle del summit fra i leader del Sud e del Nord Corea? Di certo, per ora, c’è solo che il nazionalismo pancoreano sta riprendendo quota in modo vertiginoso, e che il Giappone – che è stata la Nazione più concretamente allarmata dai test nordcoreani – non rientra nel big game politico-diplomatico dell’Estremo Oriente, cosa inaccettabile: wait and see. Vedremo l’incontro di Kim Jong Un con Donald Trump (c’è chi lo vuole candidare al Nobel per la Pace, che perderebbe così ogni residua credibilità, dopo l’azzardo obamiano…), e valuteremo, passo dopo passo.

Cosa c’entra con i ragazzi della scuolina, tutto ciò? Ci entra, nella misura in cui ovviamente nel corso dell’anno più volte abbiamo parlato della crisi coreana (a Geografia, in particolare: disciplina interdisciplinare al massimo grado), compreso nell’interrogazione di venerdì scorso; e il legame è che – parlando della crisi coreana, e del rischio di una conflagrazione nucleare -, mi è spesso sovvenuto il clima in cui i (quasi) cinquantenni sono cresciuti: il pericolo dell’Olocausto nucleare, in piena Cold war.

Mi ricordo quando una mattina – in un Metropolitan colmo in ogni ordine di posti – in cui ci portarono a vedere un mediocre (nobilitato soprattutto dall’interpretazione di Jason Robards), ma significativo, film (“The day after”), in cui si immaginava appunto il giorno dopo la grande, temutissima, deflagrazione. Per farla breve, noi almeno un po’ di paura ce l’avevamo, quorum ego; i ragazzi di oggi, pare che non ne abbiano per nulla.

Abbiamo dunque provato a fargliene venire almeno un pochina (fattore di crescita, il misurarsi con questo tipo di paure, no?), senza alcun palpabile successo: se poi si mettono anche a fare gli amiconi, il sudista Moon e il nordista Jong Un, ci fanno fare la figura dei fessi (più di quella che già facciamo di solito)…

 

Ps 1  Nell’ultimo domenicale abbiamo scritto una cosucola su Francesco De Gregori, e molti sono stati i commenti, che hanno riguardato anche Guccini e De André (purtroppo, anche il principe dei mediocri, Claudio Baglioni); casca giusto a fagiolo, dunque, per la rassegna di conferenze organizzate dal Sarrocchi (illo tempore, segnalati anche gli appuntamenti di Mario Ceroti, Marco Bianciardi e Franco Nardi), l’appuntamento con la collega Marianna Marrucci: “Dalla letteratura alla canzone: Fabrizio De André e la poetica del saccheggio” (3 maggio, ore 15, aula Baragli del Sarrocchi stesso).

Ps 2 Sempre in tema musicale: ieri sera – Rai tre, ore 21,15 – speciale per i 70 anni di Patty Pravo (“In arte Patty Pravo”); indubbiamente agiografico, ma stimolante; una nota a margine, sulla complessità dell’italico 1968: furoreggiava la battaglia per i diritti femminili, e al contempo, con “La bambola”, le classifiche premiavano una canzone che è la quintessenza della concezione della donna-oggetto, per non dire della pura misoginia. Complessità dell’italico 1968, per l’appunto…

Ps 3 Aggiunta di fine giornata festiva; oggidì, passo – dopo anni e anni che non lo facevo – nei pressi del castello della Chiocciola, nel cuore della Montagnola senese; uno dei luoghi simbolo della resistenza repubblicana contro gli invasori fiorentino-imperiali, nel 1555.

Peccato davvero che nel cartello (con tanto di logo della Francigena!), sia scritto a chiare lettere che esso fu teatro di un episodio di resistenza contro le “truppe imperiali francesi”(forse Napoleone, sic?): spero vivamente che si provveda a correggere il tutto, eh…

8 Commenti su Il Primo maggio del villaggio: Foscolo, cinema, Coree (e Ps musicali)

  1. anonimo scrive:

    Caro professore
    Vorrei chiarire la posizione coreana che è una nazione economicamente potente. Il nord della Corea ha sviluppato armi tecnologicamente micidiali e lo ha dimostrato. E non dismette niente del suo armamentario nucleare, perchè l’occidente conosce solo la violenza delle armi ed anche questo ampiamente dimostrato, /Sadam, Ghedaffi) ecc. Quindi nessun accordo è possibile con il liberismo economico.
    Ecco la Corea ha capito bene,e si tiene ben efficienti le sue armi e il Truppa andrà ai colloqui con il capo cosparso di cenere. Ha perso…. Il Giappone non conta perchè è un’economia morente, e finisce da se per vecchiaia anagrafica. Stasera ripasso il confine e torno a Zurigo, dopo aver visto la perfomance dei nostri politici Pentastellati mi sento Triste… Avevo fatto bene a non votare l’ultima volta. Ma se si dovesse rivotare Voterò Lega

    • Paolo Panzieri scrive:

      Ciccio Kim si è dotato dell’arma atomica proprio come polizza assicurativa per non rischiare di fare la fine di Saddam, Gheddafi e forse chissà alla fine pure di Assad. Non ci rinunzierà mai.
      Ma che si tratti di una nazione economicamente fiorente e tecnologicamente sviluppata, devo dire, che è la prima volta che lo sento dire.
      Credo anzi che la pacificazione sia una necessità imprescindibile, un po’ come ai tempi dell’URSS, dettata proprio dal disastro economico derivante dal sistema economico comunista, in uno con le sanzioni e l’embargo, imposte e minacciate, anche attraverso la Cina, dal marito di Melania.
      Ma mi posso anche sbagliare; il mio angolo di osservazione è modesto e limitato ai media ed alla rete.
      Forse bisognerebbe sentire in proposito l’ex onorevole Razzi, uno dei migliori amici di Ciccio Kim, per avere un riscontro diretto ….
      Semmai avrei una domanda circa il Giappone.
      Se la loro economia è “morente” come definire allora la nostra?

  2. sabrina pirri scrive:

    Confermo l’ottimo giudizio sul libro foscoliano e aggiungo 3 postille:
    1) il singolare rapporto con Byron ( 2 vite, più che parallele, incrociate, dalla Grecia all’Inghilterra e viceversa: nel 1816 entrambi in Svizzera)… 2) quello col segretario greco Calvos, prima lautamente pagato, e che dopo la rottura, alla morte di Foscolo tacque vergognosamente, mentre il poeta greco Solomos tenne l’orazione funebre a Zante….
    3) la conferma che l’unica donna che l’amò davvero -disinteressatamente- fu la senese Quirina…

    • Eretico scrive:

      E fu proprio lei – la Mocenni -, che avrebbe voluto venisse alla luce la biografia foscoliana commissionata a tale Giuseppe Mazzini, grande estimatore del Foscolo: pensiero ed azione, ma in questo caso (anche per la questione dei debiti, che attanagliò anche il genovese) l’azione si fermò allo stadio iniziale…
      Cara Sabrina, ho aggiunto anche un Ps: da professorino, quando ci vuole ci vuole, eh!

      L’eretico

  3. Umberto Melani scrive:

    Ciao Raffaele, ti allego un articolo riguardante i recenti furti fatti alla palestra del Campo Scuola. Vedi se hai la possibilità di divulgare la notizia in modo che il Comune intervenga per far fare dei controlli all’ingresso del Campo.
    Ti ringrazio e ti saluto con amicizia
    Umberto Melani

    LADRI AL CAMPO SCUOLA
    Negli spogliatoi degli impianti sportivi capitano spesso piccoli furti con prelievo di portafogli dagli abiti oppure dalle borse di utenti un po’ distratti che li lasciano incustoditi e quindi alla mercé del piccolo ladro di turno. Al Campo Scuola di Siena, questi “signori”, stanno seriamente esagerando. Sono riusciti, infatti, a portarsi via nientemeno che parte dell’attrezzatura pesante in dotazione alla palestra di muscolazione. Come abbiano fatto è ancora un mistero considerata la pesantezza degli attrezzi e l’impianto di televisione a circuito chiuso, fatto installare qualche anno fa dall’Amministrazione Comunale. In occasione del primo furto, avvenuto circa un mese fa, non fu possibile visionare la registrazione del filmato perché l’hard disk era rotto, fuori uso. Lunedì scorso è avvenuta l’altra ruberia di materiale pesante e questa volta, addirittura, l’impianto di videoregistrazione era fuori servizio. Questi furti sono possibili perché al Campo Scuola NON ESISTE NESSUN CONTROLLO, non c’è nessuna persona deputata al controllo degli accessi, sebbene all’ingresso sia posizionato un vistoso cartello “controllo tessere accesso”! Ma chi sono le persone deputate al controllo dei tesserini di accesso? Nessuno lo sa!!! In questo periodo di campagna elettorale per le amministrative del prossimo giugno si leggono, via via, nei quotidiani locali articoli in cui il candidato di turno, si fa paladino delle condizioni del Campo Scuola; della mancata manutenzione, delle piante che sarebbero da potare, della pulizia delle canaline dello scolo delle acque meteoriche, della pista oggetto di “retopping” fatta circa due anni fa che dà già segni di cedimento, etc. Per non parlare del ponteggio in prossimità degli spogliatoi maschili che persiste, oramai da circa 10 anni…… e per ultimo dello smottamento che ha interessato una vasta area del piazzale dietro la tribuna ancora transennata sebbene allo stato attuale, sembra, non ci siano pericoli di frana. Ma questi candidati, per caso, sono mai entrate al Campo Scuola? Hanno visto con i loro occhi il vero stato di salute dell’impianto? Sanno della carenza delle attrezzature necessarie per organizzare manifestazioni agonistiche? Sanno almeno, dove è ubicata questa struttura? Signori/e venite al Campo Scuola per prendere visione di quanto c’è e di quanto sarebbe necessario che ci fosse; che Vi rendiate conto “de visu” di come questa struttura potrebbe migliorare sebbene, nonostante tutto, sia ancora tra le migliori in Italia. Venite, signori candidati, a chiedere ragguagli agli abituali frequentatori che amano il Campo Scuola, dei problemi che lo affliggono e che vengono puntualmente, sistematicamente, disattesi; non considerate questa struttura da strumentalizzare solo a fini elettorali ma prendete in seria considerazione questo meraviglioso spazio verde. E ricordatevi, tuttavia, che il male principale è l’assenza del controllo di accesso in particolare nelle ore pomeridiane, in cui, veramente, all’interno del Campo può entrare chiunque, anche persone che ci vanno con il preciso scopo di rubare soldi negli spogliatoi e attrezzatura della comunità facendosi poi, addirittura, beffa di tutti noi.
    Umberto Melani
    Siena, 30.04.2018

    • Eretico scrive:

      Caro Umberto,
      non solo pubblico (volentieri) il tutto, ma lo rilancio anche nel prossimo pezzo, che immetto in rete domani (salvo imprevisti…); i fatti che denunci, ben conosciamo: certo che sia stata portata via anche quello che dici, è cosa ai limiti dell’incredibile…

      L’eretico

  4. quello di gracciano scrive:

    off topic. Novità sulla Fabbrichina di Colle uno dei fiori all’occhiello nazionali della buona amministrazione piddina. Lago quasi prosciugatosi….ovviamente per intervento esterno…e movimenti….qualcosa cova….

  5. VEDO NERO scrive:

    Il Foscolo un Grande, comprerò sicuramente il libro segnalato. Foscolo mi è sempre stato simpatico sia per le sue poesie ed altri scritti, tutto bello, sia perché ha fatto una vita interessante ed avventurosa, una simpatica canaglia. Lasciare un ricordo oltre la morte e l’urna ne riporta la memoria. Chi puo’ scordare l’inizio della poesia dopo la sua visita alla Chiesa di Santa Croce di Firenze “A egregie cose il forte animo accendono l’urne de’ forti, o Pindemonte…”(Dei Sepolcri. Poi quando piange davanti al monumento dei caduti della battaglia di Monteaperti, italiani contro italiani (Ultime lettere di Jacopo Ortis)E molto altro, non era certo banale. Ha lasciato un bel ricordo oltre la morte. Immortale.
    Le due Coree: se non sbaglio nelle varie riforme scolastiche la geografia è stata ridimensionata; è stato una sbaglio perché conoscere le altre nazioni economicamente e culturalmente era un mezzo per capire seriamente questo mondo globalizzato. Per fare un esempio, nella cultura dell’Asia non esistono solo i manga giapponesi c’è molto di più ed in Europa non c’è solo Disneyland di Parigi, Ibiza, il libero scambio di droga in Olanda ecc. La cortina di ferro, il comunismo e chi ci pensa più? Concludo l’argomento, per brevità. Mi sono spiegato.
    Guccini, De Andrè, Gaber sono dei Grandi e potrebbero figurare nelle antologie moderne, ma non avercela troppo con Baglioni, è un onesto musicante che si è dedicato al cuore di adolescenti che poi crescendo forse apprezzeranno anche testi più impegnati. Pensa alla nefasta noiosa moda moderna del “rap”, non è peggiore del leggermente mieloso Baglioni?
    Ultima considerazione che esula dai post: ho letto su “LA NAZIONE” il sondaggio trai senesi su chi andrà al ballottaggio come Sindaco; in cima alla classifica due nomi nefasti Valentini e Piccini. Il vecchio che avanza. Che delusione. Se i senesi sono di questo parere, caro Eretico onore alle armi a Te, a Bastardo senza gloria ed ad altre brave persone, che hanno cercato di svegliare le menti ai senesi per un rinnovamento, ancora i nostri concittadini non ci hanno capito nulla. Purtroppo troppi senesi sono debitori di privilegi non dovuti e favori non meritati da parte della Casta. Poi c’è lo zoccolo duro degli “omini degli orti” e delle “donnine della Cooppe”, una sicurezza per loro. In questo triste scenario rientra anche la lacunosa indagine giudiziaria del caso Rossi. Onore delle armi, di nuovo, ci abbiamo provato a cambiare qualcosa, speriamo che il sondaggio sia stato guidato dai “soliti noti” e non dica il vero. Chissà.

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