Eretico di SienaLa domenica del villaggio: il XXV aprile, e non solo (con 7 Ps) - Eretico di Siena

La domenica del villaggio: il XXV aprile, e non solo (con 7 Ps)

Puntata quasi monografica, questa, sui fatti del XXV aprile, in terra di Siena e fuori: inevitabile che così sia, fra Storia, triste polemica politica ed umanità varia; di certo, comunque la si pensi, un dato garantito c’è, detto da uno che ha partecipato a tante cerimonie della Festa della Liberazione: chi era il 25 nel Campo di Siena (quorum non ego) ha assistito a tutto, fuorché alla solita, stantia rievocazione agiografica ed aprioristica.

In ogni caso, domenica essendo, buona lettura a tutti: con l’augurio – ovviamente utopistico – che l’anno prossimo, per i 75 anni dall’evento, la Storia prevalga finalmente sulla politica (e che politica, verrebbe da chiosare!). In primo luogo, per il rispetto dovuto a chi ha creduto ad uno Stato democratico e pluralista.

LA LEZIONE DI VITTORIO FOA, 17 ANNI DOPO

Nessuno nutriva grandi dubbi, ma questo 25 aprile non è stato, a livello nazionale, un bel XXV aprile: la politichetta (ad un mese da elezioni europee molto importanti, abbinate ad amministrative pesanti) ha quasi del tutto prevalso sulla Storia. La politichetta ha vinto sulla ricerca di conoscenza, dunque: e non ai punti, proprio per mero ko, unfortunately.

Già citata in passato, mi torna in mente l’immagine di un autentico gigante del Novecento italiano, capace però di parlare anche ai giovani del XXI secolo; chi scrive, c’era, a Piazza San Giovanni, quel 14 settembre 2002, per la kermesse – organizzata dai cosiddetti “girotondini” -, chiusa da un intervento memorabile.

Si creò un silenzio pressoché assoluto, in quel pomeriggio romano, allorquando prese la parola Vittorio Foa, che si stagliava dal maxischermo (avvicinarsi non era possibile, stante la calca): ebreo, classe 1910, 8 anni di galera fascista senza sconti (anche con Ernesto Rossi), poi la Resistenza da protagonista, in Giustizia e Libertà. Antifascista all’ennesima potenza, subito dopo anticomunista (subito dopo, ma solo perché il Comunismo realizzato in Italia non c’è mai stato, a Zeus piacendo).

Come un vate che procede senza vedere (“non vi vedo, ma vi sento”, esordì di fronte alla marea umana che era assiepata nella piazza romana), ad un certo punto del suo discorso disse che il Novecento gli aveva insegnato soprattutto una cosa: a cercare di rispettare chi la pensava in modo differente da lui. Berlusconi (oggi guardato come padre costituente, o giù di lì), illo tempore, era il nemico da abbattere (qualcuno si ricorda il XXV aprile del 1994?), e cosa disse – con meraviglia assoluta di molti, che rimasero a dir poco spiazzati – il 92enne Vittorio Foa? Che bisognava non solo ascoltare tutti, ma perfino parlare con tutti, a maggior ragione con chi ha idee del tutto antitetiche rispetto alle proprie. Fatta salva ovviamente la coercizione psicologica, o, peggio ancora, la violenza fisica.

Sono trascorsi 17 anni da quel discorso a dir poco illuminato ed illuminante (ed ovviamente mai rilanciato da alcuno, Vittorio Foa non avendo “chiese” politiche alle spalle, in quel momento): come prevedibile, fu una vox clamans in deserto. Non per questo, però, la forza della testimonianza di Vittorio Foa perde di valore, anzi: sta a tutte le persone di buona volontà, abbinata ad una dose minima di onestà intellettuale, farla fruttare come davvero merita.

Per concludere, a livello nazionale-generale: nessuna parificazione fra le parti, come scritto non sappiamo quante volte (tutti uguali davanti alla morte, non tutti uguali davanti alla Storia); e più Storia, con parecchia meno politica, inevitabilmente faziosa, nonché del tutto anacronistica: questa sarebbe la ricetta giusta, per un almeno decente 25 aprile.

Ogni volta che qualunque forza politica mette in atto un qualcosa che, anche di striscio, possa minare l’esercizio liberamente democratico di chicchessia, lo si denunci a chiarissime lettere; per il resto, dopo 74 anni, se ancora ci sono fans (e ci sono, certo che ci sono) del Mascellone, non pretendiamo di convincerli: purché quanto sopra appena scritto non si verifichi in alcun modo, e ovviamente seguendo i dettami costituzionali e legislativi, se qualcuno lo pensa ancora, libero di farlo.  Chi scrive è contro ogni coercizione della libertà individuale, di ogni genere, e i suoi modelli sono gli Ernesto Rossi ed i Vittorio Foa: ognuno, dunque, si prenda i suoi, e se li tenga ben stretti…

IL XXV APRILE A SIENA

Credo che tutti abbiano visto i video dell’evento, e non pochi erano i presenti (il Sindaco non più piddino attira più delle stanche liturgie rituali pregresse?); arriviamo subito al punto: se il Sindaco Luigi De Mossi fosse stato un monaco buddhista, oppure un noto e riconosciuto seguace dello stoicismo più ortodosso, sarebbe certo rimasto zitto e muto, di fronte ai giovanotti che – oltre a dargli del “fascista” -, gli ricordavano in modo esplicito di”essere il primo della lista” (chissà il secondo ed il terzo, chi saranno…).

Invece, Luigi De Mossi non è un monaco buddhista, né un seguace della filosofia stoica e della conseguente ricerca dell’atarassia. Diciamo che si è limitato a fare effettuare una cerimonia in linea con le precedenti – a differenza di grandissima parte delle altre realtà amministrate da leghisti o simili, con la lodevole eccezione della Regione Veneto di Zaia -, e di ricordare una storia familiare della quale giustamente, e da tempi non sospetti, mena vanto, legata anche alla città di Alba (che forse, per qualcuno dei contestatori, è la città della Nutella…).

Sdirazzando quindi dal discorso che si era preparato, vista la dura contestazione, ha detto icasticamente ciò che, secondo lui, avrebbero fatto i contestatori in quella particolare e drammatica temperie, cioè che loro sarebbero scappati; mi permetto di aggiungere – dato che ci siamo, e senza andare al contesto fra il settembre 1943 e l’aprile 1945 – un dato, questo ancora più facilmente verificabile: i contestatori (non solo i giovanotti, allora magari alle prese con la play station), parlo anche di qualche grandicello, pronti ad assegnare ad altri il ruolo di fascista, dove erano ai tempi d’oro in cui Siena svendeva la sua plurisecolare ricchezza? Io, quando scrivevo di certe cose pesantuccie assai, non li ho mai sentiti al mio fianco, neanche una volta (mentre c’era sempre il da loro definito “fascista”, a difendere la libertà di stampa e di informazione).

Dai, su, poi per un anno non si cita più: vi ricordate quando un certo Pasolini scriveva di “fascisti dell’antifascismo”?

Ps 1 Quanto all’immediato post-25 aprile, un paio di cose finali; del tutto sbagliato l’intervento (su Fb) del Consigliere comunale, avvocato Maurizio Forzoni (amicus Plato, sed magis amica veritas): che moltissimi dei repubblicani (che io chiamo così) fossero, a modo loro, degli idealisti, si può certo dire: ma bisognerebbe aggiungere che quegli ideali erano/sono antitetici a quelli della Costituzione della Repubblica italiana. Positiva, invece, la presa di posizione di Alessandro Orlandini, su questo XXV aprile senese: saggia ed equilibrata.

Ps 2 Appuntamento ghiotto assai, sabato prossimo (ore 21, Siena tv), per “Il sabato del villaggio”; si rende omaggio a Sergio Leone (trent’anni dalla morte, novanta dalla nascita), come è più che dovuto. Ma soprattutto, un approfondimento su Santa Caterina, con documenti presenti alla Biblioteca comunale (molto poco noti), ed un problema di fondo: era davvero una “sancta illetterata”, Caterina Benincasa?

Ps 3 Tutti presi dal 25, ci siamo dimenticati del 26 aprile: anniversario dello scellerato Patto di Londra (1915), con il quale il Governo italiano (non fascista, liberale…) firmava per l’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra. Peccato che l’opinione pubblica ed il Parlamento non ne sapessero alcunché; mentre oggi, il Governo italiano – il 26 aprile, potenza dei ricorsi storici – annuncia una clamorosa svolta sulla Libia: siamo diventati di fatto equidistanti fra Sarraj e Haftar. Il Parlamento ne parlerà di certo, a questo giro? Oppure si fa come un secolo or sono?

Ps 4 Qualcosa di leggero, suvvia: Giancarlo Magalli e la ventenne si lasciano; lui dice che erano solo amici, elenca le due o tre occasioni in cui si sono visti. Poi, però, dice che gli davano noia le videochiamate (notturne) di lei: c’è qualcosa che non torna, no? E soprattutto: ma perché quando uno si lascia, oggi lo deve dire pubblicamente?

Ps 5 Cinocrazia ormai drammaticamente imperante: dal Giornale di ieri (supplemento “Stile”), si viene a sapere che imperano (speriamo non troppo) i centri benesseri per cani. Centri massaggi tutti per loro, con yoga per cani e psicologo veterinario. Ogni commento, superfluo sarebbe.

Ps 6 Alla Maratona di Trieste, in un primo momento esclusi i runners africani, poi reintegrati sull’onda delle polemiche (come fare il Palio senza fantini sardi, sic); meravigliosa la motivazione addotta, in un primo momento, dagli organizzatori, cioè che lo facevano per tutelare questi atleti, spesso sfruttati dai loro allenatori-manager (il problema esiste, sia chiaro).

Ps 7 Lancio della settimana alla Comunale: giovedì 3 maggio, si riparte, per l’intensissimo maggio della Comunale; giovedì 2 maggio (ore 17,30, Sala storica), presentazione del romanzo storico di Barbara Cucini “Diario di Matteuccia”, basato su una storia realmente accaduta ad una “strega” umbra, arsa il 20 marzo del 1428 (introduce il Presidente, con l’autrice, Francesco Ricci e Sarita Massai); sabato mattina (ore 11), inizia il ciclo per i maturandi (ma apertissimo a tutti, grandi e piccini) su 4 autori che hanno lasciato una traccia importante nella Letteratura italiana fra Otto e Novecento: si parte con il professor Riccardo Castellana – già ospitato per discettare di Federigo Tozzi -, il quale ci squaderna le”Fiabe italiane” di Italo Calvino. Siete tutti invitati.

36 Commenti su La domenica del villaggio: il XXV aprile, e non solo (con 7 Ps)

  1. A.B. scrive:

    Essere permalosi non è una grande dote politica. Una contestazione becera e fuori luogo (come quasi tutte le contestazioni del resto) aveva regalato al sindaco un assist che avrebbe permesso a chiunque sia dotato di eleganza ed ironia, di uscire dalla giornata da gigante in mezzo ai nani. Così non è stato. Prima la risposta in piazza. Poi il commento social successivo nel quale ribadisce la libertà di criticare (bontà sua) ma non di offendere, quando ormai è chiaro che siamo di fronte ad un uomo facile ad offendersi. Infine la bruttissima (non) presa di distanza da quanto scritto dal consigliere della sua maggioranza Forzoni. Ma come, uno scrive “w la rsi e onore alla decima mas” e De Mossi commenta con un “è stato un errore ma indotto da comportamenti inopportuni”? Che significa, che prima a Forzoni la rsi non piaceva ma dopo la contestazione al sindaco ha cambiato idea? Dai, sono spaccati di una politica piccola piccola, fatta da uomini proporzionati ad essa (sará una critica o un’offesa?).

    • manunta scrive:

      Significa che il camerata repubblichin nostalgico, covo’
      silente et a stento trattenuta la sorda rabbia nel vedere canee bolsceviche
      profanare il cultuale loco delle senesi tradizioni,appoi un rigurgito irrefrenabile gli sovvenne il giorno appresso ,egli non avea preso sonno
      l’ oltraggio subito era di tal magnitudo, che justa et anco poca fue la reactione sua social espressa.

      basta!! qui ci vole il juicium dei , che i rossi scelgan il loro campione
      spada a du’ mani, mazza, ascia( gradita bipenne) ,
      i neri par che gia’ l abbian trovato ,egli scalpita freme ,a stento lo zazzeruto suo duce riesce a trattenerlo.
      A luglio pria della carrera che sia regolata in pubblico la faccenda.

      Da “le nove cronache sanesi ” di manunta florentinus

  2. Stefano pardi scrive:

    Bello!
    Bravo!
    Soprattutto esplicativo….
    Ma…!

  3. Un fan dell'Eretico scrive:

    Ottimo pezzo, caro Eretico: ti sei solo dimenticato di ricordare di quando l’esperto di Resistenza, il Sindaco Valentini, si fece fotografare sorridente sul sidecar nazista. Gli antagonisti protestarono?

  4. Mario Ascheri scrive:

    ottimo Raf! metto link in FB

  5. Marianna scrive:

    Il battibecco tra il sindaco e il gruppetto di facinorosi è durato meno di cinque minuti e non ci sarebbe stato se De Mossi ( le cui reazioni abnormi ormai tutta la città conosce, vedi cena dei mangini) non si fosse lasciato coinvolgere. Lui aveva il microfono e la sue parole si sentivano benissimo in ogni angolo della piazza, quelle dei facinorosi no, bastava ignorarle.
    Dopo ci sono stati discorsi saggi e interessanti, come quello della giudice sul ruolo delle donne nella resistenza, applauditi da tutti ( escluso il sindaco che non ha applaudito gli altri oratori) La stampa locale e il chiacchericcio in rete parla solo dell’episodio iniziale ignorando volutamente il resto della cerimonia.

  6. Riccardo Bertoccini scrive:

    Strano…il sindaco si offende( e viene giustificato x la sua reazione-ancora-non istituzionale) se 4 giovani esaltati gli danno del fascista e non si offende se un ” suo” consigliere ( ecapogruppo) inneggia alla rsi e alla x mas?
    Curioso! Se fossi un bloggers vorrei approfondire la cosa….Se potessi…altrimenti la liquiderei come sopra!

  7. anonimo scrive:

    Caro Professore
    La fine del ponte di Pasqua finisce e devo ritornareiportaarea Elvetica.
    Il gruppo si scioglie. Abbiamo trascorso la nostra bella vacanza, anche se il tempo è stato un poco capriccioso. Mi dispiace professore che alcune persone pensino che ritornerà il fascismo. Questo non sarà possibile. Mi pare più una retorica per tenere al potere una classe dirigente ormai esausta, per mantenere dei privilegi. Sarebbe tempo di insegnare alla gente cosa è il PIL.
    E che ormai misura solo il disagio. Come ha detto l’ economista Inglese ” è tempo di misurale gli attivi come attivi, le perdite come perdite. Sarebbe più attale fra Luca Pacioli. Vostro notevole economista e contabile. Studiatelo. Il pil è servito per far funzionare le banche centrali relative alla pressione monetaria. Ma questo sistema è inceppato e non funzionerà più”
    Bene ora saluto il blog e non fatevi ingannare l’ Italia non è messa male, basta qualche riforma ben assestata contro certa finanza…..
    Ci risentiremo forse a Luglio

  8. manunta scrive:

    O citti ,ma che siete a meravigliarvi che il cane abbaia?
    Sveglia citti ,il fronzoni viene da un partito che ha candidato
    alle prossime elezioni caio giulio cesare mussolini, ergo, o di che vi meravigliate?
    Sulle guerresche e bellicose reazioni dello zazzera at ogni critica et
    dissentium, ormai sono un must fanno parte del personaggio, egli ha ben
    scelto la paggesca e zazzeruta acconciatura, simtomo di chiaro riferimento
    alle antiche tradizioni belliche di stampo medievale e quando vien sfidato in pubblica tenzone non puote altro far che pugnar per l onor suo difendere.
    Viva montaperti, viva provenzan salvani( e occhio a non fa’ la stessa fine)

    veggo sienin vestirsi lei d antico
    duce implacabil la cittade scelse
    questo io vedo e questo vi dico

    sguainate son le spade for da l’ else
    la decima* or pagate dopo l voto *mas
    che quel groviglio armonioso sciolse

    da fori questo veggo e questo noto
    omo sanguigno or tien la podestate
    reagisce ad ogni cenno et ogni moto

    e state all occhio quando protestate
    di non chiappa’ da’ neri bastonate

    manunta florentinus scripta nell anni di cristo 2019

  9. Adriano Fontani scrive:

    Sapevo della contestazione, a mio avviso sbagliata, al Sindaco DeMossi apostrofato come “fascista” durante le celebrazioni del recente 25 aprile.
    Inaccettabile come tutte le solite manifestazioni di paradossale intolleranza “fascista” tipiche di coloro che si sono da decenni impadroniti della festa del 25 Aprile impedendo la partecipazione a chi è a loro politicamente sgadito.
    Basti ricordare la cacciata dal corteo a Milano dell’allora neoSindaca Moratti e di suo padre in sedia a rotelle per non parlare del sistematico boicottaggio annuale della “Brigata Ebraica”, il massimo del paradosso: accanirsi contro i partigiani appartenenti a quella etnia che del nazifascismo fu, numericamente e non solo, la prima vittima.

    Ma il giorno dopo ho letto però sul CorrSiena che il capogruppo di FdI in comune Forzoni che sostiene la maggioranza di DeMossi avrebbe dato una replica su Fb inneggiante alle “imprese della X.a Mas e di Junio Valerio Borghese” (evidentemente non solo a quelle militari gloriose nel Porto di Alessandria ma pure a quella spietate fatte anni dopo contro i partigiani per la RSI) che, seppur sconfessata ma al contempo giustificata dal Sindaco, finisce paradossalmente per dar ragione al contestatore di DeMossi.
    Se è tutto vero, un tale consigliere può continuare a rappresentare un’istituzione democratica e repubblicana se non piuttosto, piu’ adeguatamente, una “repubblichina”?

  10. manunta scrive:

    ps 8 ricorrenze 27/4/37

    Du’ giorni dopo i venticinque aprile
    ott anni prima della liberazione
    moriva gramsci e venne fori un vile

    ricordasi l evento e la cagione
    dopo di gramsci i rossi furon preda
    d una cacata d omo un imbroglione

    migliore si migliore ma’ una sega
    migliore a abbindolar pecore e ciuchi
    miglior ruffian di gramsci o di bordiga

    miglior carogna come furon pochi
    complice servo e sodal di tito
    di stalin bene lui serviva i giochi

    con lui compagni v hanno ben condito
    tutti a obbedigli appen moveva il dito

    pecore rosse strulle e scervellate
    dalla migliore merda eran guidate

    pecore e pecoroni rossi e neri
    fave col tonchio oggi come ieri

    e chi rammenta la decima mas
    farebbe meglio a attaccassi ai gas

  11. Roberto scrive:

    Se De Mossi non se la sente di condannare fermamente le farneticanti affermazioni di Fronzoni, che nessuna smentita o correzione del diretto interessato possono sminuire (se inneggio alla rsi e alla X Mas non posso poi dire che ho scritto di impulso, anzi se cosi fosse peggio mi sento), e si limita a dire che è stato un errore (nel senso che era inopportuno esprimere chiaramente di essere un nostalgico del fascismo?), allora forse le contestazioni non erano poi cosi campate in aria. Io al posto di De Mossi chiederei al Fronzoni di non far parte più della maggioranza.

  12. Flavia scrive:

    Dunque professore lei giustifica ” le” reazioni del sindaco , con o senza fascia tricolore, alle vere e presunte provocazioni!
    Anche mio nonno non era buddista o storico o altro, insegnava al caselli, edi provocazioni ne ha avute molte, moltissime.evidentemente era più degno del suo avvocato a ricoprire incarichi ufficiali.

  13. Flavia scrive:

    Ed aggiungo molto più degno del suo contradaiolo “Plato” visto quanto affermato sul suo profilo( avvocato anche lui…ci sarà un germe in via Mattioli?)!

  14. Simone Poli scrive:

    Caro Raffaele
    se l’amico si scopre nel momento del bisogno, il nemico svela la verità.
    Sono due nudità che appartengono al paradiso terrestre delle relazioni.
    L’albero della vita probabilmente funziona in modo semplice : una chiara e immediata comprensione.
    Probabilmente hanno inventato il diavolo per supplire alla mancanza interiore dell’altro.

    Detto questo la realtà resta ambigua.
    Tanto che l’esperienza è governata da un altro albero biblico.
    E qui diventa necessario saper discernere il bene dal male : compito che la conoscenza assegna alla coscienza.
    La falsa coscienza però ci può tirare un brutto scherzo.
    E se ti tiro una scarpa forse è perchè non voglio più camminare con te.
    Non mi sai dire dove vuoi andare, o peggio, non me lo vuoi dire.
    Non andremo da nessuna parte.
    Papale….Papale.

    Ecco. L’altro giorno ho usato l’anticipo e il ritardo come categorie politiche della tempistica. La barca comune delle scelte programmatiche esige una rotta.
    L’ipotesi emersa -dopo le elezioni- sulle scuole comunali era una prima avvisaglia. Ravvisata e contestata subito nella sede deputata.
    Stiamo a vedere, mi sono detto.

    Ma ora, dopo la difesa doverosa, giusta e necessaria dai cori infondati, si palesa l’inno dell’avvocato Forzoni, e cosa decide il Sindaco?
    Decide di dissimularne la portata.
    Decide di ridimensionare il contenuto oggettivo derubricandolo a forma di reazione.
    Quando invece è una convinzione.

    Il Sindaco decide di camminare al fianco di Forzoni (che è pure avvocato e sa esattamente cosa significa la parola responsabilità) senza chiedergli adeguate spiegazioni.

    Nessuno dà le dimissioni , quindi sarò io a darle.
    Innanzituto da me stesso, perchè me lo merito.
    Non sono stato capace di capire in anticipo l’essenza della coalizione, che inevitabilmente viene fuori – come spirito guida – nelle difficoltà.
    Mi dimetto anche dalla sinistra notoriamente settaria (ha questa tabe dell’epurazione permanente). Io mi accontentavo del patriottismo costituzionale ma per qualcuno i sacri testi sono altri (sono l’appartenenza, al di là del merito specifico).
    Il settarismo è macroscopico nel valutare pesi e misure.

    Sappiamo che non depone a favore della credibilità la reazione scomposta e ingiustificata su De Mossi (in versione anticipata), perchè la canea è stata totalmente assente (nemmeno ritardata…) per quanto e su quanto avvenuto a Siena precedentemente.

    Però l’inno c’è ed è una pietra d’inciampo.

    E’ indispensabile ricordare a tutti la precedente corda sul collo del pluralismo senese, praticata dal “partito unico”.
    Sono note le vicissitudini e tu sei fra i protagonisti in positivo.
    Allora il nodo si stringeva in forme autoritarie meno invasive del fascismo, ma non per questo inesistenti. Forse solo in chiave autocensoria.
    Ma l’avvocato De Mossi c’era, eccome se c’era.

    Forzoni invoca l’onore, cioè l’assenza di peccato originale e politico sulle intenzioni.
    Io non interpreto l’inno al passato come la volontà presente di sopprimermi. No.
    Concedo volentieri che sia soltanto una richiesta d’onore.
    Però questa richiesta d’onore la capisco soltanto se è rivolta al passato, come difesa della patria, pronta per essere superata nel futuro.
    Alla luce della Storia.

    Era un ideale e in questa terra di mafiosi, evasori, camorristi e ndranghetisti, aver avuto un ideale (seppur terribile),fa la differenza.
    Tuttavia il tema vero riguarda il futuro e qui non c’è chiarezza, anzi si avanza per strappi, per rivendicazioni implicite ed esplicite.
    Il tema comune rimane il compito della Repubblica (quello fissato dall’art. 3 ,comma 2).
    Compito da realizzarsi nel rispetto dei restanti principi fondamentali.
    Quindi : la volete o non la volete questa Repubblica democratica che ha il compito di rimuovere la disuguaglianza sostanziale ?
    Va festeggiata o non va festeggiata questa opera comune ?

    Intendiamoci , nessuno è perfetto.
    Guarda la chiesa : chi ha bruciato le streghe e gli eretici aveva il compito di salvarli…dalle fiamme dell’inferno…
    Ma se il punto è la libertà, si sappia che senza questa (in coscienza) non può esserci né giustizia, né bellezza, né tantomeno concordia e bene comune nell’uguaglianza (almeno delle opportunità).

    E qui arrivo alla fine, scusandomi per l’ulteriore necessaria argomentazione.

    Siamo sempre di fronte all’interazione fra teoria e prassi, o se si preferisce fra ideologia e azione.

    A sinistra se hai cedimenti sull’identità (seppur tesa a migliori e ragionevoli compromessi) perdi l’anima della coscienza di classe e vieni lapidato sull’altare della prima pietra tirata dal puro di turno.
    Perchè qui il consenso di quella coscienza collettiva è più importante del consenso della maggioranza. Diciamolo.

    La piazza si può offendere se è fascista… (la piazza per definizione è democratica, democrazia diretta, ma può essere anche infingarda come l’opinione pubblica infondata).
    A sinistra maggioranza effettiva (il popolo che sbaglia !…) e imperativo categorico possono essere in conflitto virtuoso.
    Mai che ci sia qualcuno pronto a dire : sono in minoranza sulla giustizia universale e sui diritti umani e sociali ? me ne frego ! (e ciò significherebbe essere fascisti…ma va bene uguale).
    Ecco l’agognata parità : i fascisti quando hanno ragione , hanno ragione, anche se sono fascisti.

    Ma mi si dice : i fascisti non hanno mai ragione.

    A destra invece (almeno quella odierna) l’unica coerenza attuale è far fessi gli altri, in qualunque modo e con qualsiasi stile.
    La destra storica è stata altro : rigore, soprattutto con se stessi ; dovere come cifra dell’etica pubblica.

    Pertanto : se l’inno parla al presente i remi sono in barca. La nave rimane nel porto con le vele marce.

    Non c’è nemmeno Ulisse. Non c’è storia. Non c’è mossa del cavallo, avrebbe detto Foa : potremmo parlare della rotta ma qualcuno copre le stelle con la sua nuvola nera.

  15. manunta scrive:

    Dedicato al poro SEMPLICIOTTO, ad ulteriore conferma della sua
    rozza favaggine settaria

    ps 9. ricorrenze 28/4/45

    Ucciso Ugo Gobbato ,un grande ,il padre del alfa romeo IRI
    Chi lo uccise? una merda di comunista tale Mutti sodale di Togliatti

    https://it.wikipedia.org/wiki/Ugo_Gobbato?wprov=sfla1

    quando arrivate al suo accusatore (Giuseppe marozin) al processo che
    i comunisti gli intentarono e che si concluse con l assoluzione di Gobbato aprite il sotto link , Marozin comandante partigiano comunista ,ma ex combattente in spagna nel tercio ( la legione straniera spagnola) con i franchisti

    aprite anche questo benche’ sia un sito di fasci ritinti un ottimo
    articolo che descrive meglio chi era Mutti il killer di Gobbato

    http://www.barbadillo.it/82239-la-storia-unauto-mai-nata-e-ugo-gobbato-dg-alfa-romeo-ucciso-dai-rossi-il-28-aprile-1945/

    bene/male , giusto/sbagliato ……poro sempliciotto

  16. Anonimo scrive:

    Ah ah ah ah, grande Manunta!
    Ma se tu la sapessi tutta…..

  17. Flavia scrive:

    Ancora ad oggi il sig sindaco non ha detto e fatto nulla in merito alle affermazioni e convinzioni del consigliere fascista…dunque ad oggi mi sento di dire che forse i 4 scalmanati in piazza non avevano tutti i torti!
    E comunque sig poli il fascismo non era un ideale, ma un metodo, antidemocratico, antiliberale autoritario e violento.
    Il nostro primo cittadino strizza l’occhio a questi figuri facendo rivoltare nella tomba i suoi (antifascisti) genitori, nella condiscendenza degli ipocriti bloggers che l’hanno sostenuto( e continuano a sostenerlo) e dei media che preferiscono una lingua che sa di culo ad un’ etica che profuma di onestà

    • Eretico scrive:

      Cara Flavia (?),
      come vedi, pubblico anche il tuo intervento, che mi pare piuttosto pesante nonché poco continente (“lingua che sa di culo”, per dire…);quanto agli “ipocriti”, a parte il fatto che ognuno scrive per sé, ciascuno come sempre ragioni con la sua testolina, che fa molto bene anche alla salute.
      Leggendo e rileggendo alcuni degli interventi di questi giorni, mi pare che il tono si sia alzato un pochino troppo (l’argomento eccita, non c’è dubbio), dunque credo che una moratoria, almeno per il Primo maggio, ci potrebbe anche stare, no?

      Buona Festa del Lavoro a tutti: sempre ricordando – come ogni anno – che la succitata celebrazione fu mantenuta da Hitler, una volta giunto al potere. Si fa per chiacchierare, ovviamente…

      L’eretico

      • Roberto scrive:

        Quindi dobbiamo dedurre che chi festeggia il primo maggio in qualche modo è sodale di hitler, oppure dobbiamo rivalutare hitler perché mantenne il primo maggio.? O che hitler era un buon Cristiano perché mantenne il Natale e la Pasqua? Puoi chiarire, giusto per chiacchierare.

        • Eretico scrive:

          Ti chiarisco subito (si fa per dire), caro Roberto, dai blocchi di partenza verso la Comunale: vuole semplicemente dire che gli eventi della Storia – Historia magistra vitae – dovrebbero insegnare tantissime cose, ma soprattutto, forse, una: che le cose, per l’appunto, sono molto più complesse e variegate di quanto i manichei di ogni epoca le abbiano sempre volute fare passare…

          L’eretico

          • Roberto scrive:

            Si, ma a tutto c’è un limite, oltre il quale si finisce nel piu becero qualunquismo e si finisce per giustificare tutto e il suo contrario.

          • Eretico scrive:

            Beh, caro Roberto: visto che è a me che rispondi, non mi pare proprio il mio caso, scusa se devo precisare.
            Apprezzabili gli interventi di Adriano Fontani su Porzus e non solo, nonché quello di Vedonero sulla vergogna delle nuove disposizioni governative in materia scolastica (scuole Elementari, o Primarie come si dice oggi): un autentico scandalo che viene inghiottito, tamquam non esset.
            Per chi voglia last minute, a proposito: stimolante lezione del professor Castellana sulle “Fiabe italiane” di Italo Calvino, stamattina alla Comunale (ore 11).

            L’eretico

          • Roberto scrive:

            Non volevo accusarti di qualunquismo, avrei dovuto scrivere al posto di “si finisce” “si rischia di finire”.

  18. Fradiavolo scrive:

    Guarda un refuso…
    Marozin non è mai stato comunista.
    In questi casi è meglio essere più precisi.
    Marozin non era comunista forse efferato delinquente si ma comunista no.

  19. Eretico scrive:

    Dimenticavo il buon Manunta: nessuna censura – come vedi -, ma un invito alla moderazione, quello sì!

    L’eretico

  20. Simone Poli scrive:

    Caro Raffaele
    dammi un punto di appoggio e con il dialogo solleverò il mondo.
    Il dialogo , quella cosa meravigliosa del pensiero che serve a capire il perchè.

    Il fatto in politica è un (il) punto di appoggio.
    Il punto di appoggio è la nozione stessa dell’equilibrio.
    I fatti supremi in politica sono la legge e l’atto amministrativo.

    Siamo accerchiati da leggi illeggibili e atti inesistenti.
    Nessuno si presenta più con il testo (l’articolato) definitivo e intelleggibile.
    Tutti sottopongono al giudizio equilibrato solamente l’annuncio.
    Reiterato e stancante
    Di quello che sarà.

    Poi quello che sarà diventa solo una sistematica superfetazione : inapplicabile. Inapplicabile, come il grave turbamento (notturno o diurno).

    Ho fatto un esempio, per capirci.
    Tutti ricordano che il primo a tradurre i testi mancanti in slide o titoli già preconfezionati (moderne veline) è stato il primo Matteo.
    Scagliare la pietra è impossibile.

    Abbiamo avuto finanziarie (l’ultima) con oltre mille commi.
    Un mercato allucinante.

    I fatti sono diventati propaganda.
    Prima ci si faceva vedere a lavoro concluso.
    Ora soltanto lavori in corso (e senza progetto).

    Non sono un nostalgico dei congressi e del corpo a corpo.
    Della vita vera.
    Della discussione seria.

    Dico soltanto che questo liderismo (crasi fra economia senza funzione sociale e rappresentanza senza elaborazione programmatica) ci sta portando verso un’improvvisazione movimentista che distrugge e svuota la continuità virtuosa delle istituzioni.

    Le istituzioni rimangono, le persone passano.
    E comunque non vedo grandi figure carismatiche.

    Un punto di appoggio è necessario: il rispetto nasce e cresce nell’equilibrio dialettico della buona fede.
    Ad ognuno il suo ruolo.

    Senza prevaricazioni.

    I fatti continueranno a parlare: anche da soli, anche nel silenzio.

    Alcuni fatti senesi.
    Il movimento 5 stelle non si è presentato alle ultime amministrative e nessuno ancora ha spiegato il perchè.
    Il PD non ha ancora un segretario comunale – a distanza di un anno – e nessuno chiede il perchè.

  21. Beppe scrive:

    Quante chiacchiere! Ma quelle di Manunta (che non ho il piacere di conoscere) almeno fanno sorridere, pur essendo molto serie.

  22. Adriano Fontani scrive:

    Ho letto nell’articolo precedente sul 25 Aprile un ottimo commento, che condivido in pieno, su una delle pagine piu’ vergognose della Resistenza quale fu LA STRAGE DI PORZUS e sull’assurda protezione+agiatezza che l’Italia ha garantito al massacratore Toffanin e sulla “privatizzazione” del 25 Aprile fatta da parte del PCI e suoi derivati, dimenticando che nessun benemerito gruppo partigiano avrebbe mai liberato l’Italia se decine di migliaia di giovanissimi 20/30enni non fossero venuti a morire qui dai lontani paesi degli USA e del COMMONWEALT ma a cui NESSUNO rende omaggio il 25 Aprile.

    Diventerà mai il 25 Aprile davvero la festa di tutti, senza “padroni”, in cui tutti si riconoscono?

    • Roberto scrive:

      Sulla storia del PCIe derivati che si sono appropriati della festa della liberazione, direi che è una fase storica ampiamente superata. Non mi pare che l’attuale PD monopolizzi più nulla. Anche nel passato non mi pare che DC PSI e altri partiti storici minori abbiano mai ridimensionato il valore della Liberazione. L’unico partito che non ha mai riconosciuto pienamente il valore fondante della Liberazione è stato per ovvi motivi il MSI, derivazione diretta dei repubblichini o repubblicani che dir si voglia di Salo’. Il problema di oggi e’ che ci sono partiti che esplicitamente tendono a ridimensionare o rinnegare addirittura tale valore, e addirittura strizzano l’occhiolino a minoranze che si rifanno esplicitamente al fascismo. Certo che in alcuni episodi alcuni partigiani hanno fatto degli eccessi, ma, per rifarsi a quanto tu dici, anche gli americani hanno fatto dei bombardamenti indiscriminati. Ma ricordiamoci che c’era una guerra, anche civile, e nella guerra non sempre si va per il sottile. A me pare che molti strumentalizzino ancora oggi gli errori del passato compiuti dalle parti per fortuna vincitrici, soltanto per velatamente ( e alcuni nemmeno tanto) rispolverare nostalgie assolutamente esecrabili e da condannare, come ha fatto la storia, per sempre.

  23. VEDO (meno) NERO scrive:

    Bravi, veramente bravi in questo blog come sempre del resto. Argomenti interessanti che non manco di leggere, una ventata di libero pensiero in questo mondo sempre più omologato da instagram, whatsapp e simili. Buone idee che però finora restano da sole, o almeno cercano di farlo, perché il mondo, i progetti di quelli che hanno il comando, vanno in un’altra direzione. Si parla nei media di 25 aprile, primo maggio, libertà, democrazia, diritti (molti) e doveri (pochi) e blabla varii. Intanto questo Paese sta andando a rotoli. Non illudiamoci ci sono dei poteri che ci vogliono sempre più omologati e stupidi dal telefonino al “Grande Fratello”; sarà una società sempre più stupida senza punti di riferimento. Abbrevio il discorso: l’asineria del troppo elogiato ’68 sta giungendo alla fase finale con quel decreto ipocrita che reinserisce dall’elementari l’educazione civica ed elimina tutti i provvedimenti atti a punire chi a scuola non studia ed anche si comporta male con i compagni ed insegnanti. Nota, ammonizione, sospensione, voto in condotta, ecc, via, spariti, annullati, sostituiti con richieste confuse ai genitori del Pierino di turno di provvedere alla sua educazione mentre spesso sono proprio quest’ultimi i fedeli difensori a priori del figlio discolo. Si leggono sempre più episodi di bullismo e questi scienziati al Parlamento decidono queste cavolate, pensino a cose più importanti cominciando semmai a ridursi i privilegi e compensi. Già la scuola è in crisi di autorità diamole quest’ultimo colpo di grazia, che cittadini avremo in futuro? Bravi solo a protestare per i diritti senza considerare che esistono anche i doveri, le regole in una civiltà civile. Ho degli amici insegnanti che mi raccontano gli equilibrismi che devono fare per insegnare in questa scuola, togliamoci gli ultimi strumenti, alla fine verrà dato un bel 10 e lode al Pierino che colpirà con la fionda la fronte dell’insegnante. Bravo, una spcie di moderno Guglielmo Tell o David che colpisce Golia. Già ma i marmocchi sapranno almeno chi sono questi personaggi? Ai posteri l’ardua sentenza. E il Manzoni chi sarà per loro? Se lo trovassero per strada ci farebbero un selfie (il volgare autoscatto). Ma noi non ci arrenderemo e cercheremo di seminare qualcosa con la nostra piccola conoscenza chi abbiamo vicino, farli almeno pensare con il proprio cervello essere critici. Io ci provo, almeno posso dire di averlo fatto finora. Voglio precisare che non volgio il ritorno delle punizioni corporali di decenni fa, ma una nota una sospensione e un maggiore rispetto per l’insegnate, che in aula non passa il tempo a divertirsi, deve rimanere. I genitori pensino ad educare i figli e stargli più vicini invece di difenderli sempre e comunque. Il calcetto, il tennis la palestra e cavolate simili vengono sempre dopo l’educazione ai figli.

    • VEDO (meno) NERO scrive:

      Correzione: si dice dalle elementari e non dall’elementari. L’italiano è una lingua piena di trabocchetti.

  24. Paolo Panzieri scrive:

    Un argomento da approfondire storicamente, però, sarebbe proprio la X MAS.
    Una formazione di élite della Regia Marina prima dell’8 settembre, pluridecorata per le imprese contro i porti prima austriaci e poi inglesi, successivamente divenuta una specie di esercito privato del principe Junio Valerio Borghese al tempo della R.S.I.
    Prerequisito dell’ammissione era non aver mai avuto tessere politiche … quindi nel 1944 dopo vent’anni di dittatura fascista, proprio ed inevitabilmente non essere mai stati fascisti!
    Lo chiarisce benissimo Nicola Marini nel suo giallo-saggio storico “una foto un delitto”.
    Chi non l’avesse letto, soprattutto Roberto, Flavia, Pardi etc., lo faccia senza pregiudizi, perché apre orizzonti incredibili….
    Pur rimanendo della vostra idea, guarderete Siena con occhi un po’ diversi. Credetemi.
    Ecco, quindi, l’errore marchiano di chi non conosce la storia: confondere o peggio pensare di poter glorificare o anche solo riabilitare il fascismo attraverso la X MAS, composta da persone che per quasi vent’anni di dittatura mai avevano preso la tessera del partito.
    La cosa interessante, invece, sarebbe ricostruire il loro coinvolgimento, verrebbe da scrivere quasi obtorto collo (perché la X MAS era nata per combattere soltanto gli angloamericani e mai altri italiani), nella lotta anti-partigiana.
    Atrocità incredibili commesse e talvolta subite.
    Patti scellerati con i presunti nemici con annessi tradimenti e vendette.
    Difesa fino allo stremo del confine orientale contro i Titini ed inevitabili infoibamenti di massa.
    Insomma materia bastevole per innumerevoli saggi e romanzi storici.
    Ma è una storia “sporca”, inevitabilmente grondante sangue, che nessuno né a destra né a sinistra (di cosa ormai si è persa la geolocalizzazione) vuol sentire, ma che prima o poi riemergerà per forza dalle nebbie del tempo.
    E magari a qualcuno sarà veramente tolto ed a qualcun altro restituito l’onore, a prescindere dalla parte – giusta o sbagliata – della barricata.

    • manunta scrive:

      Panzieri nella x mas c era di tutto e di tutti
      dal barbarigo che combatte’ onorevolmente ad anzio, e il cui comandante
      il livornese bardelli fu’ ucciso dai partigiani piemontesi durante
      una tregua per scambio prigionieri, agli adolescenti psicopatici del battaglione camilluccia della legione tagliamento, autori delle peggio nefandezze dall adriatico
      fino alle alpi.
      Fino a gente come Sergio Denti, che fece solo azioni
      sui barchini contro la flotta alleata.
      Ma citare la x mas , con un post su fb, come
      ha fatto il noto fratellitaliota, qualifica il personaggio.
      Il sindaco farebbe meglio ad amministrare senza dare incarichi ad amici con poca riflessivita’ ,che lo espongono
      a figurette , e che poi deve difendere in nome di un amicizia che non dovrebbe essere titolo per scegliersi i collaboratori.
      E farebbe meglio a ricordarsi che mostrare permalosita’ e poco controllo nelle uscite pubbliche,rischia di esporlo
      ad altre provocazioni, alle quali spero per lui ,in futuro
      magari evitera’ di reagire.

      • Paolo Panzieri scrive:

        Un’unica precisazione Manunta: non sono molto esperto in materia, ma il battaglione Camilluccia della Legione Tagliamento non credo facesse parte della X MAS.
        Si trattava piuttosto di un’altra unità formata con legionari e giovani volontari esaltati provenienti dal Lazio, tutti fascisti….
        Non così i marò della Decima, che viceversa non dovevano aver mai avuto la tessera del partito fascista.

  25. Eretico scrive:

    Buona, laicissima e paganeggiante, domenica a tutti: ci leggiamo stasera, ma la notizia della dipartita da Siena dell’Arcivescovo Buoncristiani ci addolora profondamente (eventuali commenti, li terrei in serbo per il pezzo odierno, date retta).
    A Manunta: proprio per il rischio di fare lavorare avvocati e Giudici, io direi obtorto collo (ci sono almeno un paio di passaggi notevoli) di censurare (“feccia”, e non solo, è da 595 C.p.p.).

    L’eretico, da sempre primo fan di Buoncristiani

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