Eretico di SienaLa domenica del villaggio: un tour marchigiano (Porto Sant'Elpidio, Loreto, Tolentino) - Eretico di Siena

La domenica del villaggio: un tour marchigiano (Porto Sant’Elpidio, Loreto, Tolentino)

Torna la rubrica culturale della domenica, con qualche appunto sulle tre tappe marchigiane di un breve giretto di fine agosto: Porto Sant’Elpidio, località marinara in ascesa turistica; Loreto, luogo di culto mariano e non solo, invece in crisi di presenze; infine Tolentino, per fare qualche considerazione, a tre anni precisi di distanza, dal sisma del Centro Italia (ancora attivo, vedasi stanotte stessa), che anche in loco ha battuto forte, pur senza uccidere. Per finire, poker di Ps, come d’abitudine.

Buona lettura a tutti (ai lettori marchigiani e di origine, a fortiori)!

PORTO SANT’ELPIDIO

Un borgo marinaro, cresciuto di abitanti grazie alla ferrovia, capace di fare arrivare tante braccia dal Meridione; poi trasformatosi – affrancandosi da una miseria oggi non immaginabile – in centro del manifatturiero delle calzature (capace di arrivare ad assorbire il 70% della forza lavoro autoctona), ora in crisi; il tentativo di recuperare posizioni, con il turismo balneare, all’insegna dei pochi alberghi e dei tanti bed and breakfast (che poi, magari, il breakfast neanche te lo fanno, demandando ai bar). In estrema sintesi, questo è, oggi, Porto Sant’Elpidio (mentre Sant’Elpidio a mare, curiosamente, è ad una manciata di chilometri nell’interno: nomen non est omen, in questo caso…).

Luogo eccellente per fare sport en plein air (bella pineta, con percorso fitnico; pista ciclabile di ordinanza, ovviamente; nonché play ground di basket, perché sono luoghi di alta tradizione cestistica, questi); un Adriatico, da par suo, ben diverso da quello della costa romagnola: più profondo, più scuro; infine, una enogastronomia che – soprattutto se uno non ricerca l’eleganza e la ricercatezza dell’ambiente – permette di abbuffarsi di pesce freschissimo, anche discretamente innaffiato, con una quindicina di euro. E siamo in Italia, non in Bosnia-Erzegovina.

LORETO

Curioso, di certo ambivalente, l’approccio per un laico in quel di Loreto: da una parte, indubbiamente pare di essere in una enclave vaticana in terra marchigiana, con bandiere vaticane esposte in ogni dove (non mancando opinabilissimi drappi con su scritto “W il Papa” a fare bella mostra di sé all’ingresso di una pizzeria); dall’altra, è una cittadina che merita di essere visitata per le sue intrinseche bellezze artistiche anche da un non cattolico: si pensi alla Basilica pensata dal Bramante – architetto di Giulio II -, in collaborazione anche con Francesco di Giorgio Martini, certo; ma ancora di più, all’interno dello stesso Palazzo apostolico pensato dal Bramante, la Pinacoteca (“Museo pontificio Santa casa”): da non perdere,e curiosamente gratuita, pur vaticana. Essendo la Madonna lauretana protettrice del volo, ecco il museo che non ti aspetti: quello dell’Aviazione militare, intitolato a Giulio Douhet (cosa un po’ stridente con “Loreto città della Pace”, ma lasciamo stare…).

Rispetto ad altri luoghi mariani – Lourdes, Medjugorje, Fatima -, la differenza è proprio questa, insomma: qui merita di venire a prescindere dalla Madonna, in questa caso dalla – presuntissima – casa di Maria che i crociati a fine XIII secolo si sarebbero portata in Italia (1294, per la precisione), passando dall’Illiria, e posizionandola proprio a Loreto, e non nella Roma illo tempore di fatto sedevacantista, a cagione di colui che “fece per viltade il gran rifiuto”.

La Pinacoteca, dunque: che si apre con materiale senesissimo, di quel Cesare Maccari (di cui ricorre il centenario della morte), che ben conosciamo dalla Sala del Risorgimento del Palazzo comunale; per poi approdare ad autentici capolavori, tre fra tutti: “Gesù e l’adultera” del Lotto, il “Gesù Cristo” (un noli me tangere?) di Guido Reni, caravvaggesco all’ennesima potenza, nonché un ritratto di San Nicola da Tolentino del Guercino.

Altro legame con Siena: i tatuaggi lauretani, che i pellegrini amavano farsi fare quando arrivavano in zona (chi l’avrebbe detto, il tatuaggio devozionale? Consuetudine finita nel 1860, con l’arrivo, post Castelfidardo, dei Savoia, che sganciarono Marche ed Umbria dalle grinfie papaline); e sapete quale era la scritta più tatuata? “Iddio mi ha da giudicare”, come soleva predicare un certo San Bernardino…

TOLENTINO

C’ero stato, e di fretta, qualche anno or sono, e ne ero ripartito con la voglia di tornarci; il luogo promana fascino, tanto della Grande Storia (il celebre Trattato fra Napoleone e Pio VI, nel 1797, che iniziò a fare scricchiolare il potere temporale del Papa, pur ribadendolo in quel momento), ed anche la battaglia del 1815, che pose fine alle velleità post-napoleoniche del Murat.  Per non dimenticare la figura di San Nicola da Tolentino, primo agostiniano fatto Santo, noto per le virtù taumaturgiche. Cittadina che ha il respiro lungo della Storia, dunque: eppure è la desolazione del presente, a dominare su tutto. In seguito al terremoto dell’agosto 2016, infatti, il centro storico è quasi disabitato, ormai: lo immaginavo, diciamo che lo sapevo; ma respirarlo, vederlo, toccarlo, è cosa altra.

Mi fermo a mangiare dei gustosi ravioli alla ricotta fatti in casa, in un locale attiguo al centro; la signora del locale – una volterrana che vive a Tolentino da anni – mi squaderna la drammatica situazione; su circa 20mila abitanti, tremila sono ancora senza sistemazione: molti vivono nelle pensioni sulla costa (i più fortunati), gli altri in pseudo-casette, con cucina e cesso in comune (immaginiamo il caldo estivo ed il freddo invernale: quale peggio?). La comunità del centro storico quasi non esiste più: sono più le puntellature (di legno o di ferro), che i residenti. E a Tolentino – come detto – non c’è stato neanche un morto, tre anni or sono; si può amaramente constatare che il combinato disposto geologico-politico ha fatto morire una cosa sola: la civitas del centro storico. Il suo passato, la sua storia: dunque la sua anima. E – lo si dovrebbe sapere – i centri storici, quando muoiono, molto difficilmente risorgono. Tolentino potrebbe essere uno dei tanti esempi.

Ps 1 Carlo Delle Piane, ad 83 anni, ci ha lasciato (bel di lui ricordo sul domenicale del Sole del 25 agosto, by Luigi Paini): nato come caratterista-spalla (si pensi “Un americano a Roma”, con Alberto Sordi), Pupi Avati lo scoprì poi come attore drammatico; fra i vari film di qualità (“Regalo di Natale” e “Rivincita di Natale”, per esempio, che lo fece premiare a Venezia con la prestigiosa Coppa Volpi), a noi è sempre rimasto impresso in modo particolare “Una gita scolastica” (1983), in cui il professore da Delle Piane interpretato perde la testa per l’avvenentissima Tiziana Pini. Un film da fare vedere nelle scuola (anche per apprezzare la sobrietà delle gite di allora, tra l’altro). Comunicava un’umanità profonda, Carlo Delle Piane; e, comunque sia, ci piace ricordarlo così.

Ps 2 Continua la grande mobilitazione del popolo di Hong Kong contro la politica filocinese del suo Governo; in contemporanea, ieri, grandi manifestazioni in trenta piazze del Regno unito contro il Premier Boris Johnson. Ciò che è curioso assai, è che i manifestanti di Hong Kong vorrebbero ottenere quella democrazia che coloro che li hanno egemonizzati fino al giugno del 1997 (gli inglesi, per l’appunto) stanno utilizzando da tempo nel peggiore dei modi, con l’inusitata chiusura della House of Commons come ciliegina finale. Complessità della Geopolitica, as usual…

Ps 3  Da domani, troverete on line il nuovo programma degli eventi della Biblioteca comunale (si parte il 17 settembre, a Zeus piacendo); tanta ciccina al fuco, come l’anno scorso: la prima settimana, si inizia con un incontro sulla figura dello scultore senese Giulio Corsini (martedì 17 settembre: primo appuntamento dei “Martedì senesi”, che ci accompagneranno per molto); poi, giovedì 19, si presenta una biografia di Masaniello (di Aurelio Musi, Rubbettino editore), figura che va riconsiderata, e che, molto spesso, viene citata del tutto a sproposito; per poi offrire – venerdì 20 settembre – un libro di grande attualità socio-economica-politica: “Declino. Una storia italiana” (del professor Andrea Capussela, edizioni Luiss university press). Questo, solo come antipastino per la prima settimana, eh…

Ps 4 Un anniversario da tenere bene a mente: 1 settembre 1939,  inizia la Seconda guerra mondiale, con l’hitleriana invasione – dopo 15 giorni completata da quella staliniana – della Polonia, stritolata dunque da Ovest prima e da Est subito dopo. Con certa gente (Hitler, per capirsi), l’appeasement non paga: almeno questo, la Storia lo dovrebbe insegnare. E venendo all’attualità odierna: stasera sapremo se un Partito, piuttosto vicino a certe tesi hitleriane, avrà la maggioranza in Brandeburgo, vale a dire a Berlino. Sarebbe un gran bel modo, per onorare l’anniversario, no?

 

26 Commenti su La domenica del villaggio: un tour marchigiano (Porto Sant’Elpidio, Loreto, Tolentino)

  1. Fradiavolo scrive:

    La sparo grossa…. in merito alla contestualizzazione della situazione socio politica attuale della ex Ddr mi permetto di consigliare un libro al padrone di casa:
    Anschluss di V. Giacché, l’annessione della Germania dell’est.
    Se negli stati della Germania ex Ddr l’ultradesta supera il 20% ci sarà un perché ed in quel libro di Giacché è tutto molto ben condensato,

    Saluti

    • Eretico scrive:

      Caro Fradiavolo, grazie – a nome di tutti i lettori, anche – della segnalazione, gradita a prescindere; se troverò il tempo, volentieri lo leggerò…

      L’eretico

    • manunta scrive:

      Breve intervista a V. Giacche’ dove delinea(secondo lui) le cause del sottosviluppo/disoccupazione dell ex germania est.

      http://www.comunisti-italiani.it/2014/07/04/intervista-a-vladimiro-giacche-sul-libro-anschluss-lannessione-lunificazione-della-germania-e-il-futuro-delleuropa/

      Che la situazione socio economica dell ex germania est sia alla base
      del successo elettorale di afd ,pare ovvio.
      Sulle cause di tale situazione Giacche’ ha pochi dubbi.
      Imposizione di una politica di immediate privatizzazioni delle ex aziende ,di stato del ex DDR all insegna del liberismo,colonizzazione culturale del ex ddr da parte della germania federale

      sempre intervista a Giacche’

      http://www.leparoleelecose.it/?p=12338

      nb. fradiavolo , il libro che ha segnalato merita la lettura , i due link danno un idea delle tematiche
      trattate e magari invoglieranno qualcuno a schiodarsi chesso’ dalla lettura
      delle biografie di bachicche o del gobbo saragiolo

      • Ronerto scrive:

        Non ho capito se condividi o no la tesi di Giacche’ o è solo un invito a informarsi.

        • manunta scrive:

          La tesi di Ghiacche la condivido in pieno, aggiungo ,caso strano tra il 1989 il 1991
          la raf rote arme fraktion ,dopo anni nei quali era sparita ,riappare
          improvvisamente e rivendica gli assassini di herrausen e rohwedder
          uno direttore della bundesbank che premeva per l istituzione di una banca
          con sede a Varsavia per il finanziamento delle ex imprese pubbliche nei
          paesi ex patto di Varsavia,l altro, dirigente delle imprese a partecipazione statale
          tedesche ,era per una privatizazzione graduale e non immediata ( come invece e’ avvenuto con grave impatto per l occupazione) delle ex imprese pubbliche DDR,
          strana coincidenza.
          e nb . il primo link veniva dal sito comunisti italiani,e nmb oltre
          a afd nell ex germania est sono die linke a registrare un incremento
          dei voti.
          Pare che anche alcuni tedeschi comincino ad aver le palle piene delle politiche liberiste imposte da bce e commisione europea,

          Rispondendo all altro tuo post sulla brexit, caro roby, il parlamento europeo, ha un presidente del consiglio, (tusk) eletto dai capi di governo dei paesi aderenti ma’ non conta un cazzo ,fa’ solo da passacarte ,come dimostra il secondo link tratto dal sito ufficiale della commissione europea.
          In realta’ non esiste un governo europeo, frutto di una maggioranza espressa dal parlamento europeo , e non esistono ministri europei ,l europa cosi’ come e’ viene governata dalla commissione europea ,ORGANO NON ELETTIVO , la maggioranza parlamentare europea serve solo a ratificare ,o respingere le “proposte legislative” della commissione europea.
          Ergo rinunciare alla propria sovranita’ nazionale, non ha come conseguenza l essere governati da un governo europeo sostenuto da una maggioranza parlamentare europea a seguito di elezioni.
          Rinunciare alla sovranita nazionale ,con l attuale struttura della comunita’ europea ,significa farsi governare da tecnocrati provenienti dalla finanza internazionale ,dato che la commissione europea (il vero governo europeo) e’ composta da loro.
          Ti c’ entra nella testolina senese??
          E per chiudere, johnson senza piu’ maggioranza ,avra’ come conseguenza o le elezioni , o un governo di laburisti transfughi conservatori e liberali.
          In tal caso stessa situazione italiana, dureranno tre cacate ,e alle seguenti elezioni , johnson e farage faranno il pieno.
          Cosi come faranno il pieno salvini/meloni dopo la breve vita dei giallo/rossi.

          • Roberto scrive:

            Scopriamo un insolito manunta filo comunista. Quanto alle considerazioni sul parlamento europeo, quanto affermi rafforza la mia tesi che affidare ad esso la soluzione per la Brexit è pura utopia. Per non parlare del parlamento inglese che non riesce ad esprimere una maggioranza che esprima qualcosa di sensato sul come uscire dalla impasse in cui si trova il loro paese. Infine non ho dubbi nemmeno io sul clamoroso successo che potrebbe avere Salvini in caso di fallimento, sulla carta molto probabile, del nostro nuovo governo. E sarebbe secondo me una grossa disgrazia per il paese, per la assoluta incapacità dimostrata dal nostro ex ministro dell’interno nel risolvere il problema dell’immigrazione. Infatti, oltre ad aver tenuto in mezzo al mare due o tre navi, per altro poi tutte attraccate nei porti italiani, mentre lontano dagli obiettivi di televisioni e social, decine di barchini continuavano ad arrivare e sbarcare. Immaginiamo i disastri che combinerebbe se avesse più poteri in tutti i campi.

  2. Silvia Tozzi scrive:

    Sul Ps 2: Da Hong Kong a Londra, grandi mobilitazioni di gente arrabbiata, non tanto per mancanza di qualcosa di immediatamente materiale, ma per gravissime minacce contro la DEMOCRAZIA. “Back to democracy” mi è sembrato uno degli slogan più belli gridati a Londra contro la chiusura del Parlamento. Istituzioni criticabili quanto si vuole, significano ancora qualcosa dalla parte opposta del mondo. Vale la pena farci un pensiero, prima che sia troppo tardi.

    • Stefano Ricci scrive:

      domanda:
      ma se la regina, persona molto attenta, pratica e scrupolosa, ha applicato questa norma vuol dire che probabilmente è contemplata dalla democrazia britannica?
      e poi, domando ancora, se il popolo è sovrano e ha votato per la brexit oramai più di tre anni fa, sarebbe opportuno che i partiti britannici smettessero di fare ostruzione e soddisfacessero questa richiesta popolare?
      poi (per le conseguenze) saranno cazzi loro……..
      grazie per le risposte Raffaele (e le chiedo solo a lui, altri astenersi please)
      comunque il futuro va sempre scritto, e ultimamente parecchi (presunti) progressisti hanno sempre cannato le fosche previsioni fatte…..

      • Eretico scrive:

        Caro Stefano,
        sulla Regina, la faccenda è complessa assai, e ci ritornerò (comunque la cosa è contemplata, certo); quanto al voto, hai ragione, altrimenti che democrazia è? Certamente, l’errore è stato di Cameron nell’avere creato un referendum che poi gli si è ritorto contro (nello stesso anno 2016, qualcun altro fece lo stesso in Italia, par di ricordare…). Questo non toglie che la via di uscita, il famoso deal, vada gestito al meglio: a mio modo di vedere, NON chiudendo il Parlamento…

        L’eretico

        • Stefano Ricci scrive:

          Grazie
          Cameron era probabilmente un’altro bulletto come irrenzi
          E si è sopravvalutato
          E non ha capito la pancia del suo popolo
          Come molti politici (?) moderni ed attuali stanno facendo

        • manunta scrive:

          Gli accordi (deal)si fanno in due .
          Sicche’ …….

          Va poi ricordato che il referendum era “consultivo” e non vincolante, spettava poi al parlamento inglese decidere se e come attuarlo( e lo ha fatto, con tanto di ratifica da parte della regina)
          L’ accordo andrebbe trovato tra i due parlamenti eletti inglese/europeo
          Ma come al solito ,la commissione europea (organo non eletto) mette bocca,
          impone, decide e pretende lei di fare i conti su quanto la GB dovra’ sborsare.
          La May non trattava solo con tusk, ma con tusk e l alcolizzato cistifellea marcia juncker.
          Il parlamento europeo da sempre esegue pedissequamente i diktat della commissione non eletta.
          Un accordo tra i due parlamenti potrebbe essere possibile , ma pare che la commissione abbia interesse a farlo naufragare.
          Chi decide in europa??
          I tecnocrati provenienti dalla finanza internazionale bce fmi bri non eletti .
          Ergo ma de che stamo a parla’ la regina???

          https://ec.europa.eu/italy/news/20190314_brexit_PE_adotta_misure_emergenza_in_caso_no_deal_it

          Dal sito della commissione europea ,notare bene l esordio :
          La commissione europea si compiace ………..
          si compiace di constatare come i burattini del parlamento europeo eseguono tal quali
          17 dei suoi 19 “suggerimenti legislativi”, e ne modificano 2.
          “Suggerimenti’ relativi ai provvedimenti da prendere a seguito dell eventuale no deal con la GB.
          Ovvero la commissione decide quanto la GB dovra rimborsare all europa senza accordarsi con la GB.
          E la commissione decide quello che l unione europea attuera in caso di no
          deal.
          Un diktat non e’ esattamente un “deal”
          Lo scontro attuale nel parlamento inglese non riguarda piu la brexit,
          gia’ decisa e ratificata, ma se uscire comunque anche in caso di no deal.
          Deal con la commissione europea, e non col parlamento europeo ,che come
          tutti sanno,
          non conta un beneamato cazzo.

          • Ronerto scrive:

            In teoria potresti aver ragione, ma la vedo un po’ dure che due parlamenti divisi all’interno tra loro come non mai possano accordarsi prima all interno di se stessi e poi tra di loro. Bisogna essere anche un po’ concreti e lasciare che siano i governi rappresentativi delle parti in causa ad accordarsi ( penso sia la logica e la storia degli accordi internazionali a suggerire ciò) e si da il caso che un accordo era stato trovato. E il governo inglese non è stato capace di portarlo a casa. Poi è andata via la may ed è arrivato il biondo (che proprio oggi è riuscito anche a perdere la sua maggioranza in parlamento), senza nemmeno cambiamento di colore politico. Ora con tutte le critiche che si possano fare alla UE, come si può chiederle di rinegoziare un accordo, senza nemmeno avere alcuna garanzia che poi anche questo non venga ratificato. A questo punto secondo me o fuori dalla ue senza accordo, o con l’accordo siglato dal governo may, o forse nuovo referendum, col rischio di trovarsi punto e a capo.

  3. Fradiavolo scrive:

    Scusi l’intromissione egregio Ricci, pur essendo questo blog moderato e gestito dall’Eretico fondatore credevo fosse anche un luogo di discussione pubblica dunque che le domande o comunque qualsiasi discussione fosse aperta a tutti ovviamente entro il limite della moderazione del gestore.
    Posso sbagliarmi ma se uno volesse invece selezionare pareri non sarebbe meglio e più facile porre quesiti in forma privata?
    Per capirsi se crede che una risposta ad una suo cruccio da parte dell’Eretico abbia più valore della mia non sarebbe meglio inviare una mail privata o meglio ancora fermarlo per il corso e chiedere a voce?

  4. Roberto scrive:

    Su brexit. I principali fautori (colpevoli o meritori), Farage e Cameroon, avendo, soprattutto il primo, turlupinato il popolo con una serie di menzogne, appena vinto il ref. si sono cavati dai cosiddetti, consapevoli delle difficoltà insupe rabili da affrontare. Ora sono tre anni che stanno letteralmente mendicando, anche ostentando muscoli che non hanno, presso l’europa una uscita onorevole per loro. Ora si affidano a Trump, poveri loro. L ultimo eroe della brexit sta facendo di tutto per peggiorare se possibile, la situazione, cercando di spaventare l’europa, che spero tenga duro.per me prima se ne vanno e tanto da guadagnare ne avrebbe il resto d europa.

  5. Francesco scrive:

    Se Renzi era( è ) un bullo, salvini cosa e’?
    Rileggiamo le affermazioni, riascoltiamo i comizi dei due Matteo e giudichiamo chi dei due d’ più dall’altro!

  6. VEDO (di nuovo) NERO scrive:

    Riguardo l’anniversario del primo settembre 1939: alle elezioni nella Sassonia e Brandeburgo l’estrema destra ha preso una marea di voti, non si parla di una destra moderata, ma una parte politica che si ispira al nazismo. Ah, questi tedeschi sono sempre i soliti. Dovevano rimanere separati, dovevano. Anche quando sono più moderati, come la Merkel e soci, fanno danni lo stesso. Sotto sotto per loro, l’Europa deve diventare il quarto Reich. Sono fondamentalmente anti europeisti, benché dicano il contrario.

  7. VEDO (di nuovo) NERO scrive:

    Riguardo alla situazione inglese, parlo solo di questa perché per Hong Kong c’è poco da dire e sperare considerato che la Cina è una dittatura accettata e rispettata da tutti i governi mondiali per meri motivi economici, alla faccia dei diritti umani. Il deleterio referendeum inglese ha deciso la separazione della Gran Bretagna dall’Unione Europea, non c’è niente da fare sono in democrazia e quindi la maggioranza vince, non possono tornare indietro. Il problema è che non sono riusciti a gestire un’uscita morbida e domina la confusione. Ha vinto democraticamente la parte per la separazione, ma personalmente lo considero un errore molto grave perché ora ritornerà il problema dell’Ulster ed anche la Scozia non è molto contenta di uscire dall’UE. Trump ha promesso un certo aiuto, ma conoscendo il tipo non sarei molto tranquillo. Mah, facciano loro, pensiamo all’Italia ed ai nostri problemi, poi come si dice? Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Hanno voluto la separazione? Buona fortuna.

    • Eretico scrive:

      Al prolificissimo “Vedo nero”,
      sulla Germania ti ricorderai cosa soleva dire un certo Andreotti: “Amo talmente tanto la Germania, che ne vorrei sempre due”(citato a memoria); e chapeau per il fatto di citare sovente il Presidente emerito Napolitano, alla repressione magiara del 1956 ben plaudente (scripta manent, per Zeus).
      Del Governo, scriveremo domani, sempre a Zeus piacendo.

      L’eretico

  8. VEDO (di nuovo) NERO scrive:

    Tolentino? L’ho visto. Ho visto anche Norcia, la valle del Tronto a cominciare da Arquata ed Amatrice. SEmbra che ci sia passato il bombardamento. Gente orgogliosa e dignitosa che cerca di risorgere. Il grande assente è lo Stato, come sempre. Stanno a discutere delle poltrone e non fanno una legge a favore dei terremotati. Pensiamo che ancora all’Aquila e dintorni, tutto transennato e molti ancora dormono nelle case prefabbricate; poi non scordiamo l’Emilia ancora segnata dal terremoto. Tutta gente che dovrebbero essere aiutata, invece stanno a discutere di poltrone, di non perdere privilegi. Salveranno i loro ricchi stipendi e vitalizi e poi magari faranno la solita manovrina economica -p.e. il ripristino dell’IMU sulla prima casa- e pagheranno i soliti comuni cittadini.

  9. VEDO (di nuovo) NERO scrive:

    Se in Italia esistesse ancora una vera Sinistra un ex Presidente, ex comunista che avallò nel 1956 la sanguinosa invasione russa dell’Ungheria, ma ora grande difensore dei privilegi dei senatori e parlamentari, dovrebbe essere contestato invece viene lodato senza riserve. Non c’è più la Sinistra in Italia, e se ancora esiste ancora qualche rappresentante “puro” è stato emarginato o zittito, oppure è già morto e, se vivo, ormai un arzillo quasi centenario che ormai vive solo di bei ricordi.

  10. Marianna scrive:

    A proposito del voto inglese sulla Brexit e dell’influenza di Facebooh sul suo risultato consiglio di leggere l’inchiesta della giornalista dell’ Observer Caorole Cadwalladr

    https://www.agi.it/estero/perche_facebook_minaccia_la_democrazia-5367741/news/2019-04-21/

    • VEDO (di nuovo) NERO scrive:

      Speriamo bene, ma con tutti questi telefonini tra selfie, storie Instagram e simili stiamo diventando sempre più manovrabili. Tutti questi strumenti dovevano servire per unirci, comunicare invece p.e. in un tram pubblico di qualunque città e notate quante pochissime persone si guardano intorno e magari conversano anche con qualcuno (un tempo era una cosa usuale) ora sono tutti con gli occhi fissi sullo schermo del cellulare isolati dal mondo, se arrivasse anche un UFO non se ne accorgerebbero. Ci vogliono staccare la spina, spegnere il cervello, farci pensare come vogliono loro e se continua così ci stanno riuscendo principalmente trai giovani, il nostro futuro.

  11. VEDO (di nuovo) NERO scrive:

    Avete notato quante edicole stanno chiudendo? Si legge sempre di meno. Ovviamente la stampa deve essere libera in modo che leggendo vari giornali, varie campane, siamo aiutati a confrontare le diverse idee e giudicare i fatti quotidiani. Internet serve certo, ma è troppo sottoposto alle notizie spazzatura. Nei giornali lo scritto resta, spesso su internet la notizia appare e puo’ però sparire entro poco tempo.

  12. VEDO (di nuovo) NERO scrive:

    Pensiero mattutino: Allegria! Ora che Salvini non c’è più al Governo tutti i problemi sono risolti, azzerati tutti i provvedimenti anti miranti. Mamma UE ci ha dato qualche zuccherino come premio e tutto va avanti come prima dell’arrivo del “Bobo Omo Nero” Salvini. Si sia felici, gaudemus, continuiamo a farci del male.

  13. Francesco scrive:

    L’uscita di scena di salvini spero archivi una stagione di odio, di ignoranza ( istituzionale, geografica e etica) di li viaggio aggressivo.
    La politica dovrebbe essere onore e alta rappresentatività. Saĺvini ha mostrato il peggio di noi, con modi e parole da vergognarsi solo a pensarle.
    C’è un modo giusto ed uno sbagliato di comunicare e di agire, nella speranza che i giovani, e non, possano emulare gli atteggiamenti migliori.

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