Eretico di SienaA suon di querele: Tabucchi sconfigge Schifani (però...) - Eretico di Siena

A suon di querele: Tabucchi sconfigge Schifani (però…)

Quest’oggi torniamo a parlare di querele: grazie a Zeus, NON concernenti il gestore di questo blog, quanto di quella che l’allora Presidente del Senato (oggi senatore di Forza Italia) Renato Schifani aveva intentato contro il noto scrittore pisano – docente per lunghi anni nell’Ateneo senese – Antonio Tabucchi, purtroppo scomparso nel 2012. La Cassazione ha infine sentenziato pro-Tabucchi (in primo grado soccombente, in secondo grado vincente), condannando il senatore al pagamento delle spese processuali. Quanto alle motivazioni, però, qualcosa da scrivere ci potrebbe anche essere…

Buona lettura a (quasi) tutti, dunque!

AGLI SCRITTORI SI PERDONANO GLI ERRORI…

Parliamoci chiaro, e sin da subito: fra uno Schifani ed un Tabucchi, lo scrivente per chi avrà più umana simpatia ed ammirazione? Domanda retorica, no? Ed ancora: ritengo che Schifani abbia fatto illo tempore (maggio 2008) un errore a dir poco madornale, nel querelare l’intellettuale Antonio Tabucchi, chiedendogli 1,3 milioni di euroni di risarcimento per averlo attaccato dalle colonne de L’Unità (Tabucchi vendeva bene, era un professore universitario, ma insomma…); anche perché all’uomo pubblico e di potere  “si richiede un alto tasso di resistenza e di tolleranza alla critica” (parole sante, dalla sentenza della Cassazione in oggetto).

Nelle more della motivazione , c’è qualcosa su cui riflettere, però: per Tabucchi è tollerabile e non sanzionabile l’avere confuso una archiviazione con una assoluzione (di Schifani);  leggendo il pezzo di Silvia D’Onghia sul Fatto di mercoledì (poi attaccata da Facci su Libero di giovedì), qualche dubbio sulla motivazione fondamentale dell’assoluzione tabucchiana, da parte della Terza sezione civile della Corte di Cassazione, può anche sorgere. Perché la Cassazione, in questo caso, pone l’accento su due elementi, per motivare l’assoluzione: la notorietà ed il prestigio del querelato (“scrittore di fama internazionale, un professore di letteratura portoghese”), ed in secondo luogo – ed in quanto tale – “non un esperto di diritto o un giornalista di cronaca giudiziaria”, giacché lo scrittore può esercitare “il diritto di critica politica…che ha per sua natura carattere congetturale e non può, per definizione, pretendersi rigorosamente obiettiva ed asettica”.

Sintesi della sentenza della Cassazione: se uno è uno scrittore famoso a livello internazionale, capace di mobilitare in sua difesa gente come Camilleri o Pamuk, può scrivere castronerie giudiziarie su un politico attaccato, perché la chiara fama lo esime dal controllo rigoroso delle fonti; se un praticante che si arrabatta di cronaca giudiziaria scrivesse di un politico querelante prendendo fischi per fiaschi, la Cassazione scriverebbe la stessa cosa?

Non c’è in fondo un po’ di classismo, in questa sentenza – ovviamente da rispettare, e che anzi, nel merito, ci fa piacere – della Cassazione?

Nota personale, in conclusione: salvo che in un’occasione (nella quale peraltro rettificai subito il tutto), lo scrivente in vari annetti di carriera (ora chiusa) di blogger-scrittore di inchiesta, non è mai stato querelato per avere riportato notizie false a livello giudiziario sui personaggini di cui si occupava con una certa assiduità. Sono stato accusato per il tono, per il linguaggio secondo l’accusa non continente e via discorrendo (ed il Superavvocato De Mossi ha sudato le sette camicie, per smontare queste accuse): in Italia spesso si può essere condannati – e di brutto – per avere scritto che uno zoppo, è zoppo.

Siamo dunque contentissimi che – dal Paradiso degli scrittori – Antonio Tabucchi si goda il suo postumo successo contro il senatore Schifani; augurandoci che la clemenza della Cassazione, in futuro, possa riguardare anche l’ultimo dei praticanti dell’ultimo degli organi di informazione.

Ps 1 Stefano Morandini –  ex Priore della Pantera, ex allenatore del Costone basket femminile – ci ha lasciato, dopo una lunga malattia; conoscenza superficiale, la mia, e risalente agli anni costoniani: ma sufficiente per potere dire che era una brava persona, con una pacatezza di modi che ormai è rara avis, in tanti. Condoglianze, sincere, alla famiglia e a chi gli era più vicino.

Ps 2 Dati Istat sul lavoro, ieri: disoccupazione al 9,9% (livelli 2011), quindi siamo in trend positivo, ma con luci ed ombre; e soprattutto, un dato emerge, che da solo basterebbe ad aprire un dibattito che ci porterebbe lontano: l’82% degli intervistati, dice che per trovare lavoro ha usato il canale informale (parentele, conoscenze, spesso esplicite spintarelle). Ogni tanto ci si domanda come facciamo ad essere fra le maggiori potenze economiche mondiali, quantomeno in non pochi settori…

5 Commenti su A suon di querele: Tabucchi sconfigge Schifani (però…)

  1. A.B. scrive:

    Ma la “carriera di bloggher-scrittore d’inchiesta” è davvero “ora chiusa” o per ora chiusa? Sennò quando ritornerà baffone, in qualsiasi variante si possa presentare, qualora tu dovessi riprenderla, mi toccherà rinfacciartelo. E comunque la chiusura definitiva mi dispiacerebbe parecchio.

    • Eretico scrive:

      Caro A.B., mai dire mai, ma mi vedo proiettato davvero su altro…poi se arriva una gola profonda, con materiale esplosivo su qualche cold case, beh, chi lo sa…in ogni caso – visto che giustamente alludi al discorso politico – NON accadrà-accadrebbe per il ritorno di Baffone…

      L’eretico

  2. Eretico scrive:

    Cari lettori,
    La Nazione di oggi dà notizia di un dipendente della Comunale rinviato a Giudizio dal Gup Malavasi; un grazie, sincero, alla Nazione che ha dato la notizia (anche al Presidente stesso, che ne era del tutto all’oscuro), e domani sera state tranquilli che qualcosa sull’argomento si pubblica: quando ci vuole, ci vuole, per Zeus…

    L’eretico

  3. Stefano pardi scrive:

    Vista la difesa, saranno proibite le bottigliette d’acqua?
    Mi auguro che sia una difesa d’ufficio o “pro bono”, altrimenti il bibliotecario dovrebbe avere due accuse, e una condanna sicura!!!
    Si scherza eh! D’altra parte chi è causa del suo mal pianga se stesso!

  4. Adriano Fontani scrive:

    Per il principio sancito dalla Cassazione che se sei uno scrittore famoso a livello internazionale puoi “smarronare”, dispiego tutta la mia indignazione che conservo intatta come quando ero ragazzo.
    Violazione flagrante dell’art. 3 della Carta.

    D’altra parte vi ricordate quando i SUPREMI MAGISTRATI scrissero che era meno grave stuprare una ragazza se era già stata stuprata prima?

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