Eretico di SienaSiena ai tempi del virus (XII): scuola, Salute, giornalismo - Eretico di Siena

Siena ai tempi del virus (XII): scuola, Salute, giornalismo

Eccoci al consueto appuntamento infrasettimanale con la rubrica “Siena ai tempi del virus” (che poi si scrive più di altro, che di Siena, ma insomma); ci ha lasciato Luis Sepulveda, di lui scriveremo qualcosina nella rubrica cultural-domenicale: è la prima vittima (nel senso di chi ci ha lasciato la pelle), fra i tantissimi personaggi pubblici ammorbati da questo maledetto virus. Noi, as usual, procediamo con tre argomenti, che concernono tre cosette piuttosto importanti (almeno per noi, forse per qualche influencer di grido meno): scuola, che inserisco nel pezzo infrasettimanale perchè tanto, ormai, lo iato fra la Cultura ed il mondo scolastico, con il coronavirus, è diventato definitivo; Salute, con vari annessi e connessi; giornalismo, con il triste esempio di guerre per bande che, ancora una volta, è venuta fuori, sic.

LA GIORNALISTICA GUERRA PER BANDE

Nessuno aveva grandi dubbi a tal proposito, figuriamoci: ne abbiamo viste, ascoltate e lette troppe, per essere ottimisti; diciamo che siamo all’insegna del niente di nuovo sotto il sole. Anche di fronte al Covid-19, infatti, si è scatenata la consueta guerra per bande all’interno della “grande” stampa nazionale (che per altri versi ha tanti meriti, e lo scrive un malato cronico di stampa cartacea, come scritto anche domenica scorsa): Repubblica parte lancia in resta – con editoriale di Gad Lerner – sullo scandalo del Pio albergo Trivulzio (ove crepano gli anziani, ma che ci fa tornare tutti giovani, ricordandoci il “mariuolo” Mario Chiesa del 1992), Il Fatto è dai tempi di Codogno che prende lo spunto per attaccare con geometrica potenza giornalistica le lacune e gli errori del duo Fontana-Gallera; i giornali dell’opposizione (dal Giornale di Sallusti, fino agli ancora più duri Verità e Libero), da par loro, che fanno, come rispondono?  Ribaltando il tutto, e scrivendo che anche nelle Rsa delle Regioni rosse è successo il finimondo (peraltro, una rsa è il luogo perfetto per il trionfo del virus, in Lombardia come a Tenerife).

Ciò detto, come si fa a difendere a priori un sistema di potere sanitario (che, poi, è l’erede diretto di quello dell’ottimo Roberto Formigoni), che mostra falle da ogni dove? In una Regione, che da sola conta circa il 10% dei morti di Covid di tutto il mondo(!)? D’altro canto, anche Sallusti – nel suo tentativo di difendere l’indifendibile – nel suo editoriale odierno (“Gli intelligentoni senza macchia”), in cui attacca alzo zero Travaglio e la linea editoriale de Il Fatto, qualche freccia in faretra sinceramente ce l’ha. Anche perchè vedere un quotidiano come Il Fatto così allineato con il Governo, è davvero un elemento di (relativa, ormai) novitas.

Purtroppo, almeno in campo giornalistico (e politico), l’emergenza del coronavirus ci insegna una cosa, questa sì certa e garantita al limone (e qui l’Europa mi pare che ci entri parecchio pochino): la stampa italiota non uscirà migliorata da questa fase emergenziale, resterà tutto al più quella di prima. Guerra per bande era, guerra per bande sarà; niente di più, niente di meno.

NON DI SOLO CORONA SI STIANTA E SI SOFFRE

Permettete allo scrivente di tornare su di un argomento che gli sta molto a cuore (in senso tecnico, come vedrete a breve), argomento tra l’altro anche di discreta importanza (la salute della popolazione); tra l’altro, è da qualche puntata che riusciamo, sebbene a stento, mordendo il freno, a trattenerci: oggi invece tiriamo fuori qualcosina, suvvia.

Abbiamo in mano l’inserto (lodevole, e che raccomandiamo toto corde, per restare in argomento, ai lettori del blog) “Corriere Salute”, omaggio del giovedì del Corrierone (che poi fa arrabbiare per altro, ma ora non ci interessa); data la prima occhiata, che viene fuori? Guarda un po’ il caso, quello che si è scritto nelle prime puntate del nostro diario: certo, senza arrivare alla polemica diretta contro i virologi, unici sacerdoti della salute pubblica. Si parla comunque di medici, e siamo sul felpato Corrierone per l’appunto, per Zeus, non su un blog; comunque, dando per scontato di essermi perso qualcosa, partiamo.

Argomento principale dell’inserto – di una certa attualità – i polmoni; fra le varie cosette, emerge che il “quarto posto per le cause di morte in Italia, è quello occupato dai tumori dell’apparato respiratorio” (niente virus, chiaro?); a pagina 8, invece, si parla di ictus: “mantenere il corpo (e il cervello) in attività è fondamentale nella battaglia per ridurre il rischio di problemi cerebrovascolari”. E a chiocco, si raccomandano 30 minuti di attività fisica giornaliera AEROBICA, subito dopo – essendo stampa di guerra, no? – dando i consueti suggerimenti succedanei (camminate in casa, fate le scale e via dicendo: ma in un condominio, fare le scale non è più a rischio che stare fuori?); poi, a pagina 15, un articolo che pone il focus su un autentico dramma nel dramma: “Il doppio isolamento di chi soffre di demenza” (600mila malati di Alzheimer, in Italia, molti dei quali – per non dire quasi tutti – lasciati soli con le famiglie, stante la chiusura di laboratori e centri diurni). Pensare ad una quarantena con un malato di Alzheimer, che non capisce neanche di doversi lavare le mani, magari in un ambiente piccolo, mette semplicemente i brividi.

Per terminare in allegria, infine, una lettera (a pagina 18), indirizzata al dottor Claudio Mencacci, Direttore del Dipartimento di Salute mentale del Fatebenefratelli Sacco di Milano, il quale scrive che “il danno (ulteriore, da quarantena, Ndr) alla salute mentale sarà un’altra ferita da cicatrizzare, un’eredità negativa che il coronavirus imprimerà su questa e le altre generazioni”, individuando dunque un problema addirittura di medio-lungo periodo; questa, invece, la parte della lettera – ovviamente anonima – che mi permetto di citare: “i soggetti depressi come me ne usciranno spezzati (sono più di 3 milioni, quelli certificati, in Italia, Ndr)…ma noi non facciamo audience, non contiamo. Siamo i malati invisibili, quelli di cui nessuno si accorge e nessuno cura…Non so se ci saranno morti effettive (cagionate dalla quarantena, Ndr), ma di sicuro ci saranno molti morti “dentro”. Non sarà soltanto l’economia a doversi rialzare ma anche le persone, e a quelli come me non so se sarà data la possibilità di farlo. In tempo”.

SCUOLA: NESSUN AUMENTO, PLEASE!

Arrivano spifferi strani, a mio modo di vedere incomprensibili, da certo mondo scolastico: nel mare magnum di incertezza, per non dire di casini totali, in cui la scuola (avevo scritto “suola”, ho subito corretto…) si dibatte, qualche autentico genio in settimana ha avuto una pensata: non sugli esami (ci ha già pensato il Ministro: “nessun sei politico!”, infatti ci sarà il 7 politico, tranquilli); non su come ridurre il distanziamento interpersonale nella scuola futura (unica soluzione: fare scuola nei parchi, socraticamente. E non è uno scherzo). No, la proposta è un’altra: un aumento di almeno 100 euroni, netti, in busta paga,a favore di ogni docente.

Quante volte abbiamo detto che i nostri stipendi sono da ceto medio intellettuale impoverito assai, rispetto ai colleghi europei? Ma il tirare fuori l’idea di un aumento – anche fosse di 0,50 centesimi mensili – adesso, in questo contesto in cui lo Stato non si sa come sta cercando di aiutare chi è stato costretto dagli eventi a chiudere la propria attività (cioè lo si sa troppo bene, come farà: dilatando un debito pubblico già impressionante), è una mossa eccellente: per rendere la nostra categoria ancora più simpatica e ben vista, nell’agorà pubblico.

Noi, che lo stipendio lo abbiamo garantito (non siamo gli unici, ma tant’è, e comunque siamo davvero parecchi); noi, che mentre l’Italietta post trauma andrà verosimilmente allo scontro sociale, saremo a goderci il sole (se non in spiaggia o in montagna, certo almeno sul terrazzino), con luglio ed agosto retribuito senza fare un’acca, pretendiamo anche l’aumento? Ma vada via et cetera, come si dice dalle parti più gravate dal virus…

Ps 1 Riaperture delle librerie (ne approfitto per gli auguri a Filippo Mazzieri, che non sta attraversando un bel momento): non tutte hanno riaperto, per tanti motivi; a maggior ragione, lode a chi lo ha fatto: perché una libreria non è solo una attività commerciale, è un autentico presidio culturale.

Ps 2 Ci ha lasciato Franco Lauro (a soli 59 anni, di infarto), giornalista sportivo-televisivo ben noto; appassionato soprattutto di basket, era conosciuto anche a Siena. Personalmente, non l’ho mai trovato né troppo competente, né con particolari frecce al suo arco, ma la sua voce è collegata a momenti vissuti – dalla poltrona, eh – con forte intensità, e lo ricorderò con affetto e simpatia: perché quella, francamente, non gli mancava.

25 Commenti su Siena ai tempi del virus (XII): scuola, Salute, giornalismo

  1. casmar scrive:

    Quando ho letto qui sopra che il Corrierone “fa arrabbiare per altro…” mi sono sentito colpito nel vivo… *#!!# Il duo Fontana Gallera, forse consapevole dei disastri compiuti, pensa ogni sera di esibirsi in performance che non so se chiamare comizi o televendite di pentole. Lo fa cercando addirittura di rubare spazio alla conferenza stampa di Borrelli. Ci sono quotidiani che nella loro edizione on line riportano garbatamente il numero di pentole da loro vendute, ma il Corriere della Sera esagera, dando a quei due uno spazio gratuito in una cornice d’argento. Gallera va in onda e il malcapitato, che apre la pagina web del Corriere per leggere d’altro, lo deve subire dal vivo. D’accordo, Repubblica ha riempito numerose volte le sue prime pagine con le interviste a Renzi (tiratura implosa), ma il Corriere sta diventando la voce di Gallera. Facendo sentire lui e solo lui, sembra che la Lombardia sia il laboratorio politico e sanitario che sta salvando il genere umano.

  2. manunta scrive:

    Off record: me quedo sin palabras, dos orejas ovacion y salio a ombros
    Mai statomi simpatico, ma l articolo e’ da applausi.
    Se lo ha scritto lui, chapeau.

    https://pierluigipiccini.it/lo-stato-di-emergenza-e-lo-status-di-cittadino/

    • Eretico scrive:

      Caro Manunta,
      l’ha scritto l’avvocato Massimo Rossi, e mi trova su molti aspetti d’accordo.

      L’eretico

    • A.B. scrive:

      Effettivamente sono tutti argomenti appassionanti, da affrontare in punta di diritto costituzionale. Rimane però il fatto che in tutte le democrazie costituzionali, alcune delle quali con un’origine ben più antica e gloriosa della nostra (Regno Unito, USA e Francia solo per dirne tre), sono state attuate analoghe “compressioni” delle libertà individuali. L’avvocato Rossi, evidentemente focalizzato per la sua formazione giuridica sulla supremazia della Costituzione come apice della piramide legislativa, dimentica che la nostra è stata concepita in un limitato lasso di tempo da esseri umani, per quanto illuminati, non da infallibili divinità . È normale quindi che non possa prevedere nel suo testo ogni evento eccezionale che può sconvolgere la comunità che si prefigge di regolare. Quindi semplicemente i costituenti non hanno previsto un evento pandemico come quello in corso, così come magari l’impatto di un meteorite sul territorio italiano. Purtroppo però poi queste cose succedono e chi le deve affrontare deve fare con quello che ha a disposizione. Ha detto bene l’avvocato, ci si penserà a tempo debito, si farà una bella modifica della Costituzione e si colmerà la lacuna con la concordia e l’unità di intenti che ci ha sempre caratterizzato. E poi noi con un bel referendum valideremo queste modifiche.
      Già mi viene da ridere al pensiero.

  3. casmar scrive:

    Se, in ambito universitario, la didattica a distanza può in molti casi funzionare, non così è per la scuola dell’obbligo, né per la scuola di secondo grado: in questi casi la relazione educativa in presenza è essenziale. Quanto sopra come premessa ad un altro discorso, che riguarda la considerazione della professione docente presso la società civile, sensibilmente e progressivamente scaduta da 50 a questa parte (chissà perché ho scritto 50…). Negli anni avevo maturato nella mia mente una soluzione. Secondo me, alla stregua di ciò che avviene nei paesi nordici, la scuola dovrebbe funzionare sino alle 16, con intervallo mensa. I docenti non sarebbero tenuti a svolgere solo 18 ore di lezione nei locali scolastici, ma il loro tempo scuola, in quella fascia oraria giornaliera, dovrebbe essere utilizzato per le riunioni, per il supporto e il potenziamento, per la correzione e la preparazione degli elaborati, per la progettazione didattica.
    L’obbligo di rimanere a scuola dalle 8 alle 16 costituirebbe un deterrente per i molti che intendono oggi solo mungere la mucca e, al contempo, nessuno si dovrebbe “portare il lavoro a casa”. Si assisterebbe al riequilibrio di genere nel corpo docente.
    Certo è che occorrerebbero investimenti. Avere la mensa, destinare molti più locali e laboratori per le attività e, allora sì, pagare di più i pochi appassionati disponibili. Insomma solo mie fantasie.

    • Eretico scrive:

      Caro Casmar,
      proposte sensate, direi, dall’alfa all’omega; il problema è che voglio vedere come strigano il problema del distanziamento, da settembre in avanti: ad essere generosi, sarà in regola il 4% delle classi. Ad essere generosi assai, per meglio dire…

      L’eretico

  4. Beppe scrive:

    Mi sento onorato

    Mi sento molto, ma molto onorato,
    credo finora che un sia mai accaduto
    che il buon Manunta abbia dedicato
    a un povero senese sprovveduto

    guasi un poema, di tono ispirato,
    so’ dodici terzine, un è uno sputo,
    e, udite udite, dichiara che è stato
    buttato giù solo in qualche minuto.

    Tanto mi basta, so’ riconoscente,
    io scrivo qualche cosa a tempi persi
    e quel che scrivo vale poco o niente,

    ci ponzo sopra, ho poche competenze,
    ma almeno posso di’ che ne mi’ versi.
    un ci si sente ‘l puzzo di Firenze.

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      Bravo!

    • manunta scrive:

      A beppe che conclude sue sentenze
      Rimando dell odore di Firenze

      Ad ogni loco i suoi profumi e essenze
      Fior di Fiorenza odora di cultura
      Sienina sol di lezze flatulenze

      nera visione c’ a siena perdura
      Buia meschina permalosa e lezza
      Rifuta siena luce ed aria pura

      musoni astiosi e pieni di tristezza
      Come lo sono i cani bastonati
      Che nero vedon senza ave’ chiarezza

      Versi da poco vieti e mal rimati
      Con rime facili e mpermalosite
      Beppe li fa’ ei nero l ha acclamati

      Vediam di questi ora che ne dite
      Che sotterrati v ho con certo stile
      Con l argomenti che voi mi fornite

      ve ne potrei abbarcare come pile
      di rime fatte bene e con arguzia
      Da farvi trabboccare ben la bile

      Posso rimar fluente e con dovizia
      D esempi e di metafore calzanti
      La dove a voi manca cultura e astuzia

      Sete dei permalosi principianti
      Allievi d’ un noto gran maestro
      Che d’incapaci n’ha formati e spanti

      Pe’ far vedere che non hanno l estro
      che i fiorentini hanno manifesto
      La rima pel senese e’ sol capestro

      Che strozza sua natur cui troppo ha chiesto
      Persino i grande di montepulciano
      Da fiorentini panni fu’ rivesto

      Apprese l eleganza il poliziano
      Quando passo’ da val dichiana all arno
      Chi non passa di li seguita invano

      Come beppino, a rimeggiar indarno

      Citti che libecciata aete presa
      In undici terzin prologo e chiusa

      da un fiorentino che rimeggia a stesa
      Sfacendo dei senesi ogni pretesa

      manuta rimator che mai e’ stracco
      ed i senesi li piglia di tacco

      In venti minuti forse meno.

      • manunta scrive:

        Lezione prima .( aggratisse e fuor di laboratorio)
        Del come rispettar la rima data,e, con uso di lemmi e concetti appropriati,capovolgere metaforicamente una rozza espressione permalosamente formulata , dando elegante risposta ad un incerto rimatore a lui e a chi lo bravificava
        Metaforicamente s’ illustrava
        piccioni due chiappati co’ una fava

  5. Anonimo scrive:

    Risposta a Manunta per la sua replica nel Virus XI.
    Come previsto, ma era troppo facile intuirlo, sono arrivati gli insulti e gli epiteti destinati a chi non la pensa come te. Fa niente. Comunque cerca di ridimensionarti, quando scrivi poco e con misura talvolta dici anche cose giuste e condivisibili, ma quando il tuo delirio di onnipotenza esplode, quasi sempre, non soltanto sei palloso e molti sono costretti a saltarti a pié pari, ma vengono fuori anche tutti i limiti di una persona che ritiene di essere la verità e che per contrastare quella degli altri scade sistematicamente negli insulti.
    Invece di stare tutto il giorno a fare ricerche per mostrare al mondo la tua cultura e scrivere incessantemente, vai fuori a prendere un pò d’aria, visto che sbandieri ai quattro venti la tua posizione di privilegiato rispetto a noi poveri comuni mortali.
    Quanto alla gentilezza e all’ospitalità dell’Eretico cerca di non approfittarne, perché l’ospite invadente diviene sgradevole. E’ una questione di educazione, ammesso che questa parola faccia parte del tuo forbitissimo vocabolario.
    Comunque, a parte nuove battute o insulti che potrai mandarmi, per me è finita qui. Fortunatamente resta la libertà di leggerti, se scrivi in maniera concisa e con limiti, o passare al prossimo intervento quando straripi come spesso fai e cominci a sclerare. Sempre ammesso che questo possa essere concesso.
    Mi scusino gli altri per questa lunghissima pappardella stile Manunta. Non lo farò più

    • manunta scrive:

      La pappardella a me pare buon pasto
      Il tuo pero’l’e’sciapo e non condito
      Se male poro citto sei rimasto

      a farti dare di pesce bollito
      Inutile che t usi maionese
      Di tono educatino e ben forbito

      Avesti sciocche e vane le pretese
      Di dar consigli al padron di casa
      E se risposta arguta la t’ offese

      Allora ben l orecchi nini stasa
      manunta all aria aperta lui compone
      e se ti frizza ancora la mi ‘masa

      Se scrivi di mia maleducazione
      Ricorda che e’ piu’ gran maleducato
      chi ‘n casa d altri vuol esser padrone

      E questo , citto l hai dimenticato
      e’ inutile che giri la frittata
      Persino dal cappotto rivoltato

      del lezzo arriva sempre la zaffata

      Mellifluo , subdolo, vano sciocco e volta frittate. Devi esse uno che ha fatto il mangino, lo stile richiesto e’ quello c hai mostrato.

  6. Gp scrive:

    Spero che dopo questo macello emerga il problema delle clientele e delle baronie. Il Trivulzio è un conclamato poltronificio della destra lombarda e da mani pulite in poi è salito alla ribalta delle cronache altre volte per nomine, consulenze ed assegnazione di alloggi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
    Se in periodi ‘normali’ ci siamo ahimé assuefatti al malcostume dei concorsi truccati, del nepotismo, delle baronie, delle consulenze, delle raccomandazioni, del controllo politico, massonico, mafioso dei posti chiave della PA, oggi in questo drammatico contesto dobbiamo realizzare che ogni incarico dato ad una persona non adatta genera sofferenza, povertà, morte.
    Il confronto con i numeri della Germania è impietoso.
    Chi ha truccato concorsi, e non solo nella sanità, è complice di epidemia… invece si perseguita chi va a cogliere asparagi o a correre nei campi.
    La meritocrazia risolverebbe tutto.

  7. alberto bruttini detto "il Cacaccia" scrive:

    intanto vorrei ringraziare tutti quelli che si sono preoccupati per me, e vorrei tranquillizzare perché non sono (non mi sento) in crisi depressiva ma al più in crisi esistenziale.
    Ricordando Sartre mi sto paragonando al fratello maggiore de “i sequestrati di Altona” che rivede la luce dopo un bel po’ di anni (vo a memoria e spero perdonerete qualche sfondone).
    Come ho già detto ho smesso da tempo di scrivere e sto annaspando per cercare di leggere però ho molto tempo a disposizione per pensare.
    A cosa.
    Ad esempio a questo blog.
    Negli ultimi tempi l’Eretico mi ha dato la possibilità di ricordare.
    Ricordare ad esempio l’aver conosciuto, grazie a mio zio Armando, personaggi come Altamante, lo Zena, e mi è tornato alla mente di quando lo accompagnai a parlare con un certo Trombetti per chiedergli consigli sul come aprire e gestire una pensione (Iche poi aprì).
    In quell’occasione conobbi anche una bambina dai riccioli d’oro, di nome Caterina, che sarebbe diventata, da un po’ più grandicella, la segretaria di Mario Luzi, poetessa anch’ella, che mi fece dono di un suo libro quando la ritrovai, casualmente, molti anni dopo ad un pranzo in un paesino vicino Siena,

    E Oscar di Simplicio mi ha fatto tornare alla mente le sere che andavo ad allenarmi con la squadra della MensSana (allenarmi è un parolone) e ammiravo la sua eleganza nel portare il pallone (uno dei pochi senesi ad aver giocato in serie A).
    Ed in quel periodo andavo a cena il sabato sera da Beppino alle Campane e mi sedevo sempre insieme alla squadra della MensSana ed avevo fatto amicizia con un atleta della Compagnia Atleti dell’Esercito.
    Era sempre incazzato perché non sopportava di levarsi all’alba quando amava dormire fino a tardi: era Gigi Riva.

    Penso di aver conosciuto anche il Terzani (itterzani) dopo uno dei suoi viaggi ai limite del conosciuto, ma di questo chiederò lumi a Manunta.

    Ci sarebbe anche il discorso su Gesù, diretto discendete di David, ma qui si andrebbe per le lunghe e preferisco rimandarlo ad altri momenti.
    Ma torniamo a noi.
    In tutte questi ricordi e riflessioni mi sono reso conto delle stupidità di cui abbiamo riempito il “nostro” blog.
    Ci siamo “infamati” come ha ricordato A.B., sono corse anche offese decisamente pleonastiche in un blog dedicato principalmente alla cultura, senza rendersi conto che parlando bene o male del politico di turno non avremmo certamente cambiato la nostra idea o l’avremmo fatta cambiare al “competitor” del momento.
    Magari potrebbe essere l’ora per cambiare il nostro modo di colloquiare con gli altri e lasciare i momenti salienti per le prossime elezioni amministrative.
    Sinceramente scrivere sul blog di Salvini o di Conte credo sia solo una notevole perdita di tempo.
    Scusate il tempo che vi ho rubato ed eventuali errori.
    E’ tardi e vo a letto.
    Buonanotte

  8. manunta scrive:

    E seguiti ne modi tuoi perversi
    Seguiti a stare sulla difensiva
    Pare c ha rimeggiatti i tempo persi

    Rinchiuso nella tana che ti priva
    Di verve brillantezza e arguzia
    Ammusonito e d una razza schiva

    Che solo i lezzo suo sempre balbuzia
    Considera che l lezzo senesota
    Maestro pensa d essere in astuzia

    Non si sbilancia e mai cambia nota
    Seguita lui a cantar sulla verbena
    e schifa sempre qualsicosa ignota

    Cosi’ procedi co immutata lena
    Cosi’ beppino sempre batti i piede
    Seguendo eterna tradizion di siena

    Che nulla vo’ sapere e nulla chiede

    15 minuti no mas. e Ghigo qui m arebbe abbracciato comosso.

  9. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Dopo “La peste” di Camus sono andato sul leggero e mi sto dilettando a leggere le disavventure del professore Ugo Popolizio. In questo clima tetro e acido ci voleva una sana risata nel leggere questo libro. Stile scorrevole e divertente. C’è anche un po’ di cultura, che non fa mai male, nella descrizione dei monumenti di Lucera e Trani. Anche se fa un mestiere diverso, questo Ugo mi ricorda un po’ il suo omonimo Fantozzi, indolente, disamorato del suo lavoro, pavido e represso. La collega Marta invece mi ricorda alla lontana la signorina Silvani, meno becera, ma ugualmente stronza ed opportunista. Ma la moglie Magda non è la fantozziana Pina, tutt’altro, è l’ingegnante modello, amante del suo lavoro, seria ed affidabile. Peccato che il signor Popolizio non la apprezzi abbastanza, dovrebbe prenderla come esempio per uscire dalla sua mediocrità. Farebbe bene a sé stesso ed anche ai suoi allievi. Finora sono a metà del libro e sono proprio curioso di leggere come andrà a finire.

    • Eretico scrive:

      Caro “Vedo sempre più nero”, mi fa piacere che il mio ultimo libro possa, almeno in minima parte, allietarti questa agra quarantena; se sei a metà, fra poco, dopo Lucera e Trani, andrai a Napoli: se De Luca ti ci fa entrare, eh…

      Stimolanti e condivisibili anche vari altri interventi, primus inter pares quello di GP sulla meritocrazia: anche in Germania ci sarà qualche spintarella, certo non come alle nostre latitudini; i morti in meno, si spiegano anche così, drammaticamente. Ben scritto!

      L’eretico

  10. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    L’inserto “Corriere salute” l’ho comprato per caso perché il quotidiano che leggo usualmente era esaurito. Si, l’inserto è interessante, si fa una disamina di tutte le cause che portano alla malattia dei nostri polmoni, buono a sapersi, peccato è che da anni si dice sempre le stesse cose e non viene fatto nulla per fare una seria prevenzione. Quante volte si è letto che il fumo è una delle principali cause di tumore, di tutte le malattie dell’apparato respiratorio e cardiaco ecc, l’elenco sarebbe lungo, eppure anche stavolta è stato chiuso tutto il possibile, ma chi è schiavo del tabacco è stato graziato. Chiuse le tabaccherie, ma aperti i distributori automatici. I fumatori possono impestare tranquillamente l’aria di casa, pensiamo a chi deve sopportare il fumo passivo; si salveranno in parte quelli che possiedono la terrazza così, approfittando del bel tempo, possono mandare all’aperto (via dai co…oni) il pestilenziale fumatore. Ma anche all’aperto danno fastidio tipo quando te li trovi davanti a fare la fila davanti al supermercato. Mi verrebbe voglia di tirargli una bella secchiata d’acqua per spegnergli la cicca, invece…

    • Giacomo rossi scrive:

      Su questo argomento concordo in pieno sotto tutti i punti di vista…salutare, economico, culturale….

  11. Beppe scrive:

    Mi diverte

    Il buon Manunta, l’ho detto e ridetto,
    a petto a me è un super sapiente
    e se io gli dedico un sonetto
    basta che lui lo tenga presente

    e si degni, lo dico con rispetto,
    di fanne appena un cenno quant’e niente,
    a me mi basta, di più non m’aspetto
    e le su’ bòtte l’accetto umilmente.

    In quanto a le polemiche che sento
    su politica, stato e sanità
    ormai so troppo vecchio, mi contento

    e mi diverte stare ad ascoltà,
    n’ho viste tante e di tutti colori,
    ma ora preferisco stanne fòri.

    • manunta scrive:

      Lezione seconda per beppe e altri laboratoristi sonettaioli, che armeggiano con poco costrutto su’ istrumenti pei quali natura dettegli poco e punto talento pe’ adopralli.Appoi s affidano a un brindellone stalentato piu’ di loro , un chiapparondoni che si vende pe’ maestro, che se gl entro a contatto diretto, riman in terra ridotto a mucchio d ossi scarnificati
      ( metaforicamente)

      sul vano sonettare dei senesi ,
      e di come la gente di fiorenza
      con istrumenti dati e di poi presi

      dai vani temi passi all alta scienza
      Chiappare al volo l altrui espressione
      Espressa con notevole ignoranza

      E collimarla pe’ illuminar ragione
      A chi mancano i buoni modelli
      Dando metafora di paragone

      Ch’ e’ riferita a i’ Gianbattista Gelli
      E a botti che contengono l essenza
      Dei succhi fermentati che poi a berli

      Rivelan spirito anima e coscienza
      Che corpo e botte all uman consente
      D averne esperienza e cognoscenza

      Vediamo dove arriva la tua mente

      Le botte il bottaio da’ alla botte
      Per farla salda e con bona chiusura
      Che poi contenga senz avere fotte

      Succo d ingegno , poiche’la natura
      Fa’ cresce l uva ma l mosto fermentato
      Va’ nella botte per la stagionatura

      Non basta sai d avere vendemmiato
      Ci vuole conoscenza e uso d ingegno
      Cosi col verso che va’ strutturato

      devi imparare a scegliere i legno
      Secondo l uso e la natur del vino
      Di moro quercia oppure di castagno

      Quercia se rosso e di lungo affino
      Gelso pe’ ngentilre i bianco
      Castagno pe’ far solamente i tino

      Sicche’ se parti che di garbo manco
      E se fiorentinaccio rude appaio
      ricordati che n rima mai mi stanco

      e c oltre contadino son bottaio
      Poiche’ del vino bon mi garba i gusto
      e sempre schifo il vino ch’ e’ troiaio

      bottaio come l era un certo Giusto
      Lo fece dialogare un certo Gelli
      Con l anima ovverosia co i mosto

      Che con lo spirito pare sian quelli
      i contenuti nel contenitore
      Tal di natura par siamo i modelli

      Impara beppe come i rimatore
      Quand ha cervello e modo fiorentino
      Persin al vano riesce a dar valore

      Al vano rimeggiare d’ un cittino.

  12. Unberto scrive:

    Le tre testate giornalistiche citate dall’eretico, facendosi scudo con la libertà di stampa, non perdono occasione da mesi( molti mesi) per sobillare e istigare le menti più semplici e le pance più ulcerose: basta leggere le prime pagine per essertravolti da toni fortissimi e spesso da quasi notizie!
    Da un lato sostengono che il modello lombardo di sanità e il migliore del mondo, dall’altro accusano Roma x i loro errori….esaltano il capitano contro il mes e glorificato il Cavaliere a favore del mes…incollano il governo per le rsa nelle regioni neroverdi e attaccano le rsa in quelle rosse… e cosi viasoprattutto in un momento di crisi come questo dove nemmeno i tabloid inglesi hanno l’ardire di certi comportamenti!
    Tra l’altro molte delle penne che macchiano quella carta sono degli impresentabili del giornalismo : radiazioni, sospensioni, invenzioni ecc. Ciononostante c’è chi ancora da loro credito!

  13. Beppe scrive:

    Mi so’ spiegato?

    Per avemmi approvato “Vedonero”
    (un lo conosco, ma gliene so’ grato)
    è incappato nel biasimo severo
    del buon Manunta, piuttosto incazzato,

    che i mi’ versi disprezza per davvero,
    ma un me ne sono per niente adontato,
    però la rima, quella, so’ sincero,
    gliela posso insegnà. Mi so’ spiegato?

    Non so’ musone e triste non mi sento,
    nemmeno al tempo de la pandemia,
    la vecchiaia per me non è un tormento

    e devo di’ che un mi dà punta noia
    sta’ guasi sempre chiuso in casa mia.
    Meglio che sottoterra, mondo boia!

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      Il “caro” Manunta che disprezza un po’ troppo la nostra terra, stranamente ha scelto di fare la quarantena nei nostri dintorni. Bella Fiorenza, senza dubbio, ma allora perché ha scelto di stare vicino alla vituperata Siena? Qualcosa di buono allora ce l’abbiamo anche noi o no? E quindi come si dice? Chi gode Siena e ne dice male deve fare la fine del maiale. Manunta non essere astioso sei fuori tempo, i Guelfi, i Ghibellini, Montaperti, Colle Val d’Elsa, Marciano della Chiana ormai sono ricordi lontani, pensa positivo e non essere astioso. Penso se tra toscani collaborassimo di più risolveremmo tanti problemi economici che angustiano la nostra regione. E poi un rimatore ribelle e scollacciato parecchio bravo ci abbiamo avuto il Cecco Angiolieri, contemporaneo del Sommo con cui si racconta che ai tempi di Campaldino (Siena e Firenze erano alleate)andavano insieme a giro tra le vigne ed i campi del contado aretino a caccia di giovani ed ingenue (dopo) pulzelle. Vecchi briganti, anche allora la politica divideva, ma la p…era univa sempre.

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