Eretico di SienaLa domenica del villaggio: Willy, Fiume, Rapolano - Eretico di Siena

La domenica del villaggio: Willy, Fiume, Rapolano

Eccoci al consueto appuntamento cultural-domenicale del blog, con questi argomenti principali: si parte con la tragedia di Colleferro, un caso di cronaca nerissima che – come sovente accade – si presta a vari commenti esulanti dall’attualità in senso stretto; la Costituzione di Fiume: ricorre il misconosciuto centenario di una Carta a dir poco progressiva, della quale vale la pena di sapere qualcosina di più; per la rubrica extra moenia, facciamo un saltino a Rapolano, che ci sta sempre bene.

 

FIUME, UNA COSTITUZIONE STRAORDINARIA

Giusto un secolo or sono (l’8 settembre 1920, per i pignolini come lo scrivente), in quel di Fiume veniva promulgata la Carta del Carnaro, di fatto la Costituzione di quel curioso laboratorio politologico che fu la Fiume occupata, nel settembre del 1919, da Gabriele D’Annunzio e dai suoi legionari. Una Carta costituzionale che definire moderna e progressiva sarebbe riduttivo: egualitaria (nessuna distinzione etnica, in un crogiuolo come quello balcanico; nessuna differenza di genere, 26 anni prima che, in Italia, alle donne si desse diritto di voto, e si potrebbe continuare); legata al lavoro produttivo (non parassitario oppure assistenziale, come va tanto di moda oggi in Italia); ovviamente utopistica, e non a caso tutta l’esperienza fiumana fu fatta sloggiare dalla realpolitik giolittiana solo tre mesi dopo, cannoneggiando la città oggi croata.

Solo pochi sanno che l’autentico demiurgo della Carta del Carnaro non fu il Vate – che si limitò ad abbellirla con la sua prosa sovente enfatica -, bensì il sindacalista rivoluzionario Alceste De Ambris: di 11 anni più giovane di D’Annunzio, fino all’esperienza fiumana i due non solo non si conoscevano, ma verosimilmente si detestavano, come scrive con la consueta acutezza Emilio Gentile sul domenicale del Sole 24 ore (6 settembre, pagina 7).

E qui si arriva al punto forse oggi più stimolante: i maestrini dalla penna rossa dell’intellighentsia di sinistra, una figura come D’Annunzio la collocano in un certo modo (peraltro, fu un certo Lenin a definire il Vate “l’unico rivoluzionario italiano”, ed il pescarese oscillò in Parlamento fra la Destra e la Sinistra); ma uno come De Ambris, schieratissimo a Sinistra, sempre dalla parte degli ultimi e dei penultimi, attivo in tal senso anche in Brasile (lo potremmo definire “il sindacalista dei due mondi”?), collaboratore di Mussolini nel 1919, poi fiero oppositore del Fascismo fattosi Partito, anzi Partito dittatoriale (nonchè per l’appunto estensore della succitata, progressiva, Carta), come lo si colloca, di grazia? Eh sì, per chi taglia i personaggi storici con l’accetta, De Ambris è un bel rebus: non è infatti un caso che sia caduto nel dimenticatoio della Storia. Cosa che, invece, non merita davvero, anzi…

WILLY: LA TRAGEDIA, LE PAROLE (SBAGLIATE)

La tragedia di Colleferro ha scosso tutta l’Italia: come sarebbe potuto essere altrimenti? La giovanissima età della vittima, la crudeltà del gesto (giustamente, l’ipotesi di reato è diventata omicidio volontario, con l’aggravante dei futili motivi), il senso di un’amicizia, per difendere la quale il ragazzo ha perso la vita.

Non si vuole scendere – non solo perchè è domenica – in bassa polemica politica, per esempio sulla presenza di Conte ai funerali (Il Tempo di oggi, per esempio, stigmatizzava duramente la passerella del Premier): ci piace pensare che Giuseppe Conte abbia agito in coscienza, pensando alla tragedia e non a domenica prossima.

Quello su cui – non certo per primo, ma mai abbastanza – si vuole fare particolare attenzione sono i collegamenti, gli accostamenti davvero opinabili che sono venuti fuori; transeat per la Ferragni, che si è improvvisata – seguendo loZeitgest imperante, visto che le si fanno pubblicizzare gli Uffizi – storica contemporaneista, a seguito dell’incresciosissimo fatto, distribuendo giudizi parastorici sull’evento; stupisce, e non poco, che una figura adamantina come la senatrice a vita Liliana Segre – a proposito, auguri per i primi 90 anni –  sia stata, pur nel dolore del momento, lei stessa portata ad indirizzare politicamente, in senso fascista, un gesto semplicemente e brutalmente carognesco e vigliacco.

Davvero non si capisce – come ha scritto Marcello Veneziani, figura di intellettuale di destra ma certo capace di pensare, e bene, con la sua testa – cosa ci possa entrare il Fascismo, in questo caso specifico: nè in generale (facciamo la solita conta dei morti fra Fascismo e Comunismo, nel Novecento?), nè in particolare in Italia, ove purtroppo abbiamo conosciuto certo di più la violenza nera (nello sciagurato ventennio), ma siamo stati tutt’altro che privi di quella rossa (i liberaldemocratici, guardacaso, hanno qualche scheletruccio in meno nell’armadio).

A forza, insomma, di inserire tutto nel calderone del Fascismo, se ne perde l’effettiva e concreta perimetrazione storica, che la senatrice Segre ha purtroppo conosciuto contro se stessa e contro la sua famiglia. Esattamente come tirare fuori la parola “negazionismo” per chiunque contraddica le politiche governative sulla gestione del coronavirus (non l’inesistenza del virus, cosa da dementi): gli slittamenti semantici sono sempre perniciosi, ricordiamocelo. Vale per tutti: compreso per gli influencer che sdottorano di Storia.

Tornando, in conclusione, al povero Willy: purtroppo, come dimostra anche ciò che sta accadendo negli States (di cui parleremo), senza guerre da combattere all’esterno, le guerre si fanno in casa. O le si pantomimano. Senza ideali, ma per noia e narcisismo da like: e in questo caso, i trattati di pace non esistono.

PAESE CHE VAI: RAPOLANO

Baluardo difensivo plurisecolare di Siena sul versante orientale sin dal basso Medioevo, oggi Rapolano terme è quel che si dice un ridente borgo, che vive di termalismo (Antica querciolaia e San Giovanni) e di quel che resta – non poco – della lavorazione del travertino. Passeggiando nel centro storico, ben tenuto, si ascoltano idiomi allogeni, come in molti altri paesi del Senese.

Quella che è la Piazza principale del centro, oggi, è intitolata a Giacomo Matteotti (e va benissimo, sia chiaro), ma chi abbia l’occhio ben allenato può scorgere una lapide – che andrebbe resa un pochino più leggibile -, la quale ci informa che, a fine Ottocento, quella stessa Piazza era intitolata a Dogali, sfortunato episodio del primo colonialismo italiano. Passaggio del testimone fra epopea ottocentesca e resistenziale, di certo non sgradito dall’Associazione nazionale dei partigiani, che in questa Piazza ha sede.

Paese di tradizione musicale e podistica (il mio ricordo di una gara rapolanese, in una serata di settembre, va ad un amico che non c’è più, da 15 anni esatti: Michele Lucci, la terra gli sia lievissima), Rapolano vuol dire travertino, all over the world; un attento lettore, domenica scorsa, ha scritto a proposito di Radicofani di “acrocoro basaltico”, con espressione pregnante.

Rapolano, da par suo, è per un geologo un luogo di un interesse pazzesco: fenomeni di vulcanesimo secondario spuntano fuori come funghi, e vedere l’affaccio che, dalle terme San Giovanni (le mie preferite, non si adombrino i concorrenti), squaderna la campagna circostante, è cosa straordinaria.

Siamo di fronte ad un autentico sincretismo naturalistico, nonchè ad una sorta di Paradiso in terra: elementi prettamente anglosassoni (pratino all’inglese, virente come se piovesse tre volte al giorno) si mescolano ad altri tipicamente nipponici, con piante e alberi di foggia diversa ma distanziati ad arte, perfetti per un mix fra ikebana e shinrinioku; infine, flora prettamente autoctona, con cespugliate di rosmarino su tutto.

Uno porge lo sguardo sulla valle che si trova verso Asciano, e pensa al meraviglioso verso di Luzi – davvero tra poesia e geologia -, che pennellava questo paesaggio definendolo “mareggiare morto”, in memoria di quando qui (e non solo qui, anche a Siena) era il mare a farla da padrone, a coprire di sè tutto.

Che dire, insomma? Meno male che non mancano mosche e tafani, a disturbarci almeno un po’, durante la visione: altrimenti, l’invidia degli Dei sarebbe in agguato…

Ps 1 Abbiamo parlato di Fiume, e di quella temperie; ne approfittiamo per raccomandare ancora la lettura del gran bel saggio di Paolo Soave sulla vittoria mutilata, uscito per Rubbettino e presentato in settimana scorsa in Fortezza dallo scrivente e dal professor Monzali; per ricordare e tenere presente che, poi, così mutilata la vittoria nella Grande guerra non fu; grazie – come ha detto lo stesso autore – al combinato disposto di Saint Germain (il Trattato che riguardava la spartizione dell’Austria) e del Trattato di Rapallo, infatti, era dai tempi dell’Impero romano che l’Italia non aveva confini così ampi e sicuri, come quelli di un secolo or sono.

Ps 2 Il Bruco martedì pomeriggio, alle ore 18 nei suoi giardini, organizza un evento culturale che promette bene (pur non rientrando fra gli eventi ufficiali organizzati dal Comitato tozziano, i quali riprenderanno nel marzo 2021, a Zeus piacendo): la presenza di Alessandro Benvenuti e di Luigi Oliveto è una garanzia di serietà. E Federigo Tozzi – cosa sulla quale si tornerà – era brucaiolo.

Ps 3 Giovedì 17 – alle 18, come sempre al bastione San Domenico – appuntamento per affrontare un tema come quello del rapporto fra sport e Covid-19 (piuttosto di attualità, no?); il professor Saverio Battente – che di Storia dello sport si occupa da tempo – ci illustrerà, insieme al professor Sebiactou dell’Università per stranieri, tutta la variegata gamma di interazioni fra sport e società occidentale, a livello di business, di wellness e via dicendo. E si può pensare che, nell’introduzione, un paio di cosette sfiziose non le tiri fuori anche lo scrivente, di grazia? A giovedì, ordunque (ed il 22 settembre, big event dedicato alla figura di Giorgio Bocca, a 100 anni dalla nascita: a breve lo lanciamo)…

51 Commenti su La domenica del villaggio: Willy, Fiume, Rapolano

  1. Marco Burroni scrive:

    Quando si e’ colpiti da un evento ognuno risponde a modo suo, e questo modo e’ rivelatore del suo pensiero: c’e’ chi dietro un fatto di cronaca vede – per esperienza o per formazione culturale -un sintomo del ritorno di una cultura ed una mentalita’ fascista, e invece c’e’ chi, piu’ che dal fatto in se’ stesso e’ infastidito da certi commenti e da certi commentatori, piu’ che dal fascimo – reale o presunto che sia- e’ infastidito dall’antifascismo; e anche questo e’ rivelatore di un certo pensiero… Lasciamo perdere poi il riferimento alla situazione americana, del tutto gratuito.

    • Burchiccio scrive:

      Quando si fissa l attenzione mediatica su’ di un episodio di cronaca che non ha risvolti riconducibili a scrontri politici ,evocando il pericolo
      del ritorno di ideologie dittatoriali del passato, e si tace su’ un governo ( quello di conte) che si struscia con la piu’ grande dittatura attualmente esistente al mondo (quella del partito comunista cinese) dittatura che viola ogni tipo di diritto civile.
      Allora certe lezioni di moralismo scadono nel ridicolo, certi moralisti d accatto che ignorano il presente ed evocano di continuo fantasmi del passato, danno la misura della loro ipocrisia e della loro doppia morale .
      Farebbero meglio a preoccuparsi della cultura e della mentalita’ dittatoriale di xi linping e della sua cricca , piuttosto che del defunto cranioleso di predappio.
      Ridicoli .

      • A.B. scrive:

        Fammi capire, Burroni scrive che dietro alle imprese dei fratelli ciociari si notano dei sentori di fascismo (e aggiungo io con il mio moralismo d’accatto, anche di razzismo), dissentendo dall’Eretico, e tu parli di doppia morale per la politica di Conte nei confronti della Cina? Ma che hai trovato, dei funghi allucinogeni nel bosco?
        Parliamo allora di quelli che cantano le gesta degli eroici picchiatori del calcio fiorentino in Pania?
        Meglio moralisti o idioti?

        • Burchiccio scrive:

          Farti capire sara’ difficile visto che ti sei smentito da solo senza neanche accorgertene.
          I due episodi che citi hanno dietro lo stesso scenario, che ha poco a che vedere col razzismo e col fascismo.
          In entrambi i casi si tratta di due gruppi di gente violenta di poco cervello dediti abitualmente alle risse e all uso di stupefacenti con vari precedenti penali.
          Se nel caso della pania a nessuno venne in mente di parlare di fascismo, chiediti perche’ nel caso di colleferro invece il presunto movente razzista fascista viene evocato.
          Ovvero gli sciacalli doppio moralisti di sinistra, usano il fatto ,casuale, che la vittima e’ d origine sudamericana,per parlare di razzismo e fascismo,
          Se poi ti sfugge il nesso tra’ chi evoca la passata dittatura fascista a ogni pie’ sospinto , ignorando la presente dittatura del PCC, confermi di essere allucinato o magari idiota per natura e senza bisogno di usar sostanze.

          • A.B. scrive:

            Cerchiamo di essere seri. Nessuno pensa che dietro all’esecuzione di Colleferro ci siano dei neofascisti nel senso degli attivisti politici, ma negare che dietro al modus operandi di quei ragazzi ci sia quella che un’intellettuale come la Ferragni (preceduta da altri filosofi minori come per dirne uno Eco) ha definito cultura fascista è, a mio parere, scorretto. Ho vissuto per vari lustri nel Lazio ed ho ben presente quei gruppi di picchiatori, col culto del fisico, degli sport violenti e delle spedizioni punitive, con macchinoni e donne oggetto. E a pensarci me ne vengono in mente alcuni anche a Siena. Quelli che quando avviene qualche discussione arrivano fulminei e se trovano qualche amico prontamente gli chiedono chi deve essere picchiato. Quelli che odiano i diversi e che guarda caso hanno case e automobili piene di armi improprie, coltelli, mazze e cellulari pieni di memorabilia del ventennio e di facezie sui forni crematori. Quelli che i neri sono scimmie, i gialli sono tutti uguali e i rossi sono oranghi.
            Ragazzi, potete anche buttarla in caciara, cercando di confutare una strumentalizzazione politica che nessuno si è mai sognato di adombrare. Peró fare finta di non vedere cosa c’è dietro la cultura dell’odio, negando l’evidenza, significa porre le basi per futuri episodi analoghi.
            Ancora non mi è chiaro poi cosa c’entri la Cina e perché chi la pensi come Burroni (e come me) dovrebbe essere complice della dittatura cinese (!).

    • Eretico scrive:

      Caro Marco,
      continuo ovviamente a pensare che l’accostamento fra il Fascismo e la morte di Willy sia del tutto immotivato e fuorviante; mentre invece, per restare alla cronaca nerissima, la morte infrafamiliare di Caivano, quella sì, affonda le sue radici in un passato clericofascista da Patti Lateranensi (poi entrati in Costituzione grazie al Pci, si badi benissimo) e da Tassa (fascista) sul celibato.
      A Luca, sulle bandierine delle Contrade a Modena: in questo caso, siamo alla par condicio, fra strumentalizzazioni di questo genere, purtroppo.

      L’eretico

  2. Luca scrive:

    Sapere che con i soldi delle mie tasse ci viene pagato lo stipendio di questa Signora mi mette di cattivissimo umore!

    • Salvo scrive:

      Luca fai come me… quando parla la Segre cambia canale… Sul fatto che dobbiamo mantenerla noi con le nostre tasse, se ci penso mi viene l’ orticaria.

  3. Luca scrive:

    Ancora una volta il PD si è dimostrato per quello che è! Bandiere delle nostre contrade alla Festa dell‘ Unità di Modena! VERGOGNA! Fanno di tutto per provocare!

    • Gp scrive:

      Un altr’anno si mette la bandiera del PD fra le contrade soppresse, se non sopprimono il Palio

    • Lucia marzi scrive:

      E evidente che tu sia un bel ” gazzilloro”( virgolettato non dovrebbe essere censurabile) altrimenti ti saresti accorto che non sono “bandiere”, ma gadget acquistabili in ogni tabaccheria o negozio di souvenir d’Italia: non ufficiali dunque e quindi chi le acquista ci fa quel che gli,pare.
      Ma capisco che delle due luna…o sei in malafede o non ci capisci niente di palio e di contrade.
      O entrambe( probabile)

      • Luca scrive:

        La Signora Marzi è di Siena? Non penso

        • Giacomo rossi scrive:

          La sig.ra marzo non lo so, ma dimostra di si. te dimostri di non esserlo!
          Infatti non ti sei scandalizzato quando il tuo salvini ha fatto impropri paragoni palieschi al comizio in piazza indipendenza!
          Una volta i senesoni si sarebbero agitati!
          Fuori il palio dalla politica e fuori la politica dal palio!
          Alle vostre sagre fate quello che vi pare.

  4. Il Giaguaro scrive:

    Si, a Rapolano travertino dapertutto.
    E potrebbe essere altrimenti dopo un secolo ed oltre di sfruttamento della risorsa principe del territorio?.Per rendersi conto della grandiosità del prelievo basta percorrere la “Strada delle cave” che si snoda poco sotto Serre di Rapolano e da cui si domina tutta la vallata che porta ad Asciano ed oltre.Forse è da questa panoramica che Luzi trasse ispirazione sul “mareggiare morto?..
    Siamo sulla catena Monti del Chianti-Monte Cetona che a suo tempo fu la sponda orientale del”bacino marino di Siena”( a nord lo conteneva la soglia di Montarioso,a sud quella di Pienza).
    Da una serie di faglie risalgono acque calde cariche di sali di calcio, zolfo ed altri elementi dando origine,nel raffreddarsi, alla deposizione dei travertini che infatti sono rocce di origine chimica.
    Il Professore ha notato la targa ottocentesca dedicata a Dogali posta nella piazza principale,più avanti avrebbe potuto notare(se non è stata tolta) una targa indicante la “Strada dei tribbi”corrispondente alla Strada provinciale sud.
    Tutti sappiamo che dalle nostre parti per tribbio si intende cazzotto ed infatti si narra che in quel tratto di strada fossero frequenti incontri ravvicinati ( fronteggiamenti….)tra rapolanesi e serraioli, quest’ultimi molto risentiti per lo scippo di titolo di capoluogo (un tempo infatti il Comune era nella grancia delle Serre).Addirittura pare che una Processione del Venerdì Santo finì non solo a tribbi ma anche a legnate con l’uso del sacro legno della Croce al grido di: Ite Nemici Rapolanesi Ingrati !(INRI).
    Vero,falso?comunque sia grazie Eretico per queste tue gite extra moenia.

  5. Uno di Val serena scrive:

    Dò ragione all’Eretico e anche a Manunta-Burchiccio: queste anime belle che si infervorano dando a tutti dei fascisti,anche quando non ci entra niente, poi stanno in totale silenzio per esempio sulla complicità fra Italia e Cina a livello governativo, e quando uno dei due principali sponsor – con Dimaiò – dell’asse fra Roma e Pechino gli si presenta alla Festa nazionale, baci e abbracci e salamelle. Perchè la Cina di oggi è una Nazione sinceramente democratica, attenta ai diritti delle minoranze, con una stampa ed un Internet assolutamente liberi.

  6. Lucia marzi scrive:

    Comincio a pensarla come manunta in merito all’educazione che molti ricevono a scuola….non c’è capacità di ragionamento, di analisi…rischiamo di entrare in un altro periodo oscurantista dove intelletto è un optional e conta solo l’istinto, che ci avvicina sempre più agli animali.
    E manunta questo lo sa, ma si diverte a giocare col fuoco fomentando invece di argomentare in modo civile e costruttivo. Anche lui a scuo.a deve aver avuto dei problemi affettivi

    • Burchiccio scrive:

      Appunto cara lucia, la scuola s’e’ sdraiata su’ modalita’ d insegnamento
      nozionistico/dogmatiche assertive, classiche dei modelli di condizionamento
      mentale, modelli che implicano la dismissione del ragionamento e dello spirito critico, se cominci ad accorgertene buon per te.
      Invece dissento sulla tua seconda affermazione , gli animali selvatici usano l istinto, i canetti di pavlov condizionati dalla scuola invece usano
      solo i riflessi condizionati.
      Sul fomentare se mi chiarisci cosa fomenterei te ne sarei grato.
      Fomentare l’ uso del cervello?

      • A.B. scrive:

        A proposito di ragionamento e spirito critico, conoscevo uno che un giorno diceva che il più grande errore di politica estera italiano era stato abbandonare il democraticissimo Gheddafi e poi magari il giorno dopo accusava i governanti italiani di strusciarsi con la dittatura cinese. Uno che un giorno sproloquiava contro i tedeschi, accusandoli di essere intrisi di cultura totalitaria per poi prendersela in altra occasione con chi parla di cultura fascista in Italia. Uno che un giorno se la prendeva coi turchi e un altro con gli americani, il martedì con i pugliesi e il giovedì coi lombardi, tre volte alla settimana con i senesi (molti dei quali al culmine del masochismo se ne beavano) ed il resto della settimana contro tutto il resto del mondo. Uno che trasudava violenza in qualsiasi cosa scrivesse, comprese le elegie di eroici picchiatori fiorentini in trasferta salvo poi stigmatizzare la cultura della violenza.
        Ragionamento e spirito critico, ragionamento e spirito critico, ragionamento e spirito critico, ragionamento e spirito critico, ragionamento e spirito critico, ragionamento e spirito critico, ragionamento e spirito critico, ragionamento e spirito critico…

        • Burchiccio scrive:

          Tanto per stare all esordio, del tuo consueto attribuire cose non scritte,dove lo hai letto che avrei definito “democraticissimo” gheddafi?
          Che fai il bis con la volta che mi tacciasti di antisemitismo, senza che mai avessi nominato gli ebrei?
          Per poi scusartene.
          Inoltre , leggi bene , io non ho scritto sui cinesi, ho scritto invece sulla dittatura del PARTITO COMUNISTA CINESE, e su’ come il governo italiano traffica (ovvero cede il porto di trieste in gestione e affida il sistema 5g)con la cricca dittatoriale comunista di xi jinping.

          Sulla pania, caro ab alla pania ci fu’ violenza gratuita da parte di gente che in pania era stata invitata da qualche senese, e codardia da parte di alcune centinaia di presenti al fatto.
          Certi pettoni che dopo pochi giorni dalla vicenda, presero a cazzotti e inseguirono tre turisti attempati americani fino a san domenico per risibili questioni di palio e cavalli in chiesa, quella sera in pania stettero boni e zitti a subire lo show di 4 ragazzotti imbenzinati .
          A suo tempo questo scrissi e questo feci notare.(in rima)

          Come al solito la tua abitudine di rigirare cio’ che uno scrive prosegue ,fatti una domandina, sara’ forse per questo che con tutto il tuo politically corretteggiare, e il tuo mellifluo arruffianarti , con la tua smania di voler riuscire simpatico, riesci solo a fare onco ai bachi?
          Poi piccino addirittura chiedi la censura del gestore?
          Ti scordi quando mi accomunasti a pacciani?
          Continua pure a belare e ad indignarti
          Fai una cosa,fatti dare la poccia dalla giumenta , dopo che l ha strigliata il barbaresco.

          • A.B. scrive:

            1. Non ho mai chiesto la censura in discussioni, insulti o risse verbali dirette, ma c’è un limite alle idiozie, quando si finisce con commenti non da caserma, ma da scuole medie inferiori (le tue insomma)
            2. Non me ne può frega de meno di essere simpatico e mi pare ardito affermare che ti ho accomunato a Pacciani, avendo io scritto “compagni di merende” in quanto commensale effettivo del titolare del blog ed avendo fatto una battuta sul non essere certo di quello che fai nelle tue lunghe permanenze nelle macchie
            3. Confermo che sprizzi violenza, aggressività, disprezzo e nelle tue prove peggiori anche odio nei confronti della maggior parte dei tuoi interlocutori in questo blog ed in tutti gli altri social che frequenti in giro per il web
            4. La mia giumenta è completamente piallata, dovrò fare altro, ovviamente dopo il passaggio in tutte le stalle con tutti i barbareschi, fantini e guardiafantini, ma mica solo a Siena, anche in provincia e in tutti i paliotti e le sagre d’Italia. Contento?

        • Burchiccio scrive:

          Punto 1 hai chiesto la censura.
          Punto 2 caro smemorato ,sul commento alla cena che hai citato ,ecco cosa
          scrivesti

          A.B. scrive:
          29 giugno 2020 at 00:10
          Un seratone, la prossima volta invitate Pacciani e Lotti

          Vedi,caro viscidume piagnucoloso che non sei altro, sei continuamente a rigirare non solo quello che scrivono gli altri, ma anche quello che scrivi tu.
          Confermo ,ruffiano, mentitore e belone

          • A.B. scrive:

            Questo avevi scritto tu:
            “ Comunque, li puoi invitare tutti, meno uno,ovvero tutti i Sanesi.
            Quell’ altro lascialo a casina sua,dato che, quando ospito seguo le antiche usanze del rispetto per gli ospiti,ma quando sono in trasferta o in terreno neutro , NO.”
            Questo aveva ribadito quell’altro fenomeno:
            “ Chi mi conosce sa bene che sò tipo da labbrata facile e posso ancora permettermi di spendere senza problemi qualcosina in risarcimenti,as usual,per cui è bene rimane’ tra noi che ci si conosce da tempo e ci si stima…senza tanti anonimi,locali e non,che mi fa l’idea durerebbero quanto le salcicce di nero dei nebrodi dell’altra sera.”
            Ho risposto a delle manifeste minacce, oltretutto anche a sfondo razzista, con una battuta (per altro ingiustamente stigmatizzata dal titolare del blog) che divertirà solo me ma che tale rimane, data la sua evidente inverosimiglianza.
            Comunque io sono onesto intellettualmente e sono sempre disposto ad accettare insegnamenti da chiunque, persino da te, come ho dimostrato le svariate volte in cui mi hai dato delle dritte interessanti o hai esposto delle opinioni convincenti, ma tu sostanzialmente rimani un povero parassita, per giunta presuntuoso, di una società che critichi senza tregua ma da cui acchiappi tutto quello che ti fa comodo per vivere come più ti aggrada. Uno che prende quando serve ma che non dà assolutamente niente.
            Ora continua con le tue lezioncine sulla cultura della violenza, così mi faccio qualche altra risata và.

        • Burchiccio scrive:

          O fenomeno ,ognuno e’ responsabile di cio’ che scrive , non di quello che altri scrivono, se ti sembra di essere stato minacciato da un no, pora creatura …….
          Poi con lo scrivente del secondo commento , magari avrai modo di chiarirtici quando andrai a vedere la robur, che pare essere il tuo nuovo
          Interesse.
          Ma stai tranquillo, e’ un omo dotato di pietas umana e visto il tuo caso, di certo avra’ pieta’ per il tuo stato.
          Stai tranquillo bacolino di sego che nessuno ti tocca , neanche con un palo telescopico,che poi sarebbe comunque da lavare e disinfettare.
          Che tu sia intellettualmente onesto, come affermi , quella si che e’ una grande battuta
          degna dell ambra jovinelli.
          Usato da un dissociato cognitivo come te,il termine parassita diventa un involontario complimento.
          Ti ripeto , non preoccuparti quando ti vedo abbigonato o squanquanato sui marciapiedi evito sempre di schiacciarti.
          Ciao caro.

          • Eretico scrive:

            Bene, ragazzi: ora ve le siete dette (scritte), date un po’ di requie ai lettori ed al gestore, suvvia!

            L’eretico

  7. Lucia marzi scrive:

    Esilarante quel candidato di centrodestra che critica il comune( di destra) x come ha gestito il traffico al rientro alla scuola Dupre ‘ , e che contesta la candidatura alle regionali di chi ha già un incarico politico( tipo appolloni, ceccardi, castellani…tutti di destra…..
    Ce una sinistra per salvini e un sisi per giani

  8. quello di gracciano scrive:

    leggo di nuovi banchi scolastici totalmente assenti. Una piccola osservazione:ma prima di buttare i vecchi non potevano aspettare i nuovi?

  9. RiccardA scrive:

    Ripensandoci, mi piace che alcuni astanti mi appellino al femminile!
    Le donne hanno molti pregi, molte qualità e sicuramente sono prive di quel tratto tipicamente trogloditico che è proprio ad alcuni uomini di ritenere gli altri inferiori al punto di variarne la sessualità lasciando emergere la propria misoginita’.
    Dunque amici di tastiera dell’animo così povero, chiamatemi pure Riccarda, ne andrò fiero!

    • Luca scrive:

      Brava Riccarda! Non avevo dubbi!

    • Burchiccio scrive:

      Riccard A/o

      Basta coi trogloditi mascolini
      Basta col Giani a canottierare
      E basta coi calcianti fiorentini

      La rozza tradizione muscolare
      Fatta di tonfi lacche e di violenza
      Giani assessore la volle governare

      Di certe robe bisogna fare senza
      Pero’ mi chiedo, cara mia riccarda
      Se per il tuo parlar,di conseguenza

      Ti tocchera’ votar donna ceccarda?

      Di poi seguendo quello che proponi
      Magari voterai per la meloni?

      • Flavia scrive:

        Le vostre risposte, Luca e manunta, non fanno altro che confermare e avvalorare quello che ha scritto Riccardo!
        Avete dimostrato la pochezza luno e la vacuità l’altro!
        Ipotizzare la nostra regione rappresentata da gente come voi inorridire e squalifica il concetto di civiltà!

  10. Burchiccio scrive:

    Raffa se l intervento delle 12 34 sugli eventi della pania e’ fermo per motivi di censura.
    Ti faccio notare che contiene notizie di pubblico dominio,uscite sui giornali.
    Se non lo hai pubblicato perche contiene illazioni , in tal caso non erano illazioni ma domande con tanto di ?
    Ovvero :
    Possibile che a firenze senza essere imbeccati da qualche senese,
    i rissaioli in questione sapesserro data e luogo della cena in pania?
    Possibile che con uno in terra con la mandibola troncata , nessuno abbia fatto intervenire prontamente caramba o polizia?
    Se fosse

    • Burchiccio scrive:

      Continua
      Se fossero stata immediamente chiamati caramba o polizia, vista la gravita’ delle conseguenze( una mandibola rotta prevede prognosi superiore ai 40 giorni) ci sarebbe stato stato fermo e arresto immediato, con tanto di pequisizione personale al momento del fermo.
      Forse qualcuno ha voluto evitare che emergessero le responsabilita’ di qualche concittadino, per avere invitato certa gente?
      Forse qualcuno ha voluto evitare che emergesse il perche’ e da chi certa gente era stata ” invitata” alla pania?
      Come a colleferro certi soggetti esistono e si affermano grazie alla considerazione che con le loro “imprese” si guadagnano presso altri deficenti come loro.
      Considerazione frutto di una cultura d accatto promossa da deficenti rapper
      che inneggiano alle droghe e alla violenza gratuita.
      Il fascismo c entra come il cavolo a merenda.

  11. casmar scrive:

    Buonasera a tutti.
    vorrei commentare l’intervento del maestro della palestra ove i fratelli Bianchi si allenavano (ora hanno meno spazio). Il maestro si lamenta della criminalizzazione in atto di tale disciplina, asserendo anche che ha contribuito a motivare numerosi giovani, a toglierli dalla delinquenza.
    Non sempre gli è riuscito eh…
    Io sarei del parere di obbligare a compilare un registro (anche telematico) presso forza pubblica con i nomi di chi si allena, o frequenta corsi relativi a discipline le cui tecniche, impropriamente applicate, possono produrre danni gravi alle persone. Secondo me, usare quelle tecniche in modo improprio nella vita civile, dovrebbe condurre ad un inasprimento della pena (chessoio, vietare loro gli aperitivi in cella)

  12. alberto bruttini detto "il Cacaccia" scrive:

    il tribbio era lo strumento formato da due legni lunghi circa 1 metro legati in cima da un canapetto robusto ed usato per la tribbiatura.
    Da qui deriva “ti do un tribbio”.

    In italiano “trebbio” e “trebbiatura”

  13. quelo di gracciano scrive:

    Notarella sul covid nelle nostre zone. Ultimo decesso in provincia di Siena,una donna di 96 anni il 24 giugno. Pandemia devastante?

  14. Giacomo rossi scrive:

    Bella figura dell’assessore alla cultura e del sindaco di Siena!
    Una Nobile Contrada ha celebrato, semplicemente, un artista senese, mentre il comune per voce di assessore e sindaco si giustifica attribuendo la mancanza al covid!
    Quanto dovremo aspettare x un assessore alla cultura degno del ruolo?
    Per un nuovo sindaco altri due anni e mezzo, ma x l’assessore speriamo meno!
    Anche i più ciechi e sordi alla fine si rassegneranno a far tornare questa gente dove merita

    • Eretico scrive:

      Caro Giacomo,
      solo per un chiarimento per i lettori: il Comitato, di cui fa parte anche lo scrivente, aveva predisposto una fior di programmazione, per onorare il centenario del buon Federigo, poi il Covid ha spazzato via tutto (si sarebbe partiti il 21 marzo, sic); ora tutto è rimandato al 2021: certo, c’è chi ci ha preceduti, organizzando una ottima serata come quella di martedì nel Bruco, in cui tu stesso ti sei lodevolmente esibito.

      L’eretico

      • Giacomo rossi scrive:

        Il mio al punto non era rivolto a te, ma ai due citati!
        Sono certo che con te nel ruolo vacante avresti anticipato o contemporanizzato la serata.
        Con rinnovata stima

  15. Vedo nero e basta scrive:

    Manunta contro tutti, tutti contro Manunta, tutti contro tutti. Tutto questo è deprimente, non è certo offenderci tra di noi che risolviamo i problemi, quando andremo al voto potremmo decidere qualcosa, siamo in democrazia, almeno credo. Sarebbe più utile una discussione reciproca più rilassata, così qualcuno si fa solo il sangue amaro, il bercio crea altro bercio. Nel momento io preferisco andare a sentire in Fortezza i vari convivi letterari, almeno sento parlare di ottimi argomenti ci rifletto sopra e ciò mi tranquillizza. La cultura, senza paraocchi ideologici, ci salverà. Resto sempre del parere che dei soldi, che ci dovrebbe dare l’UE, la scuola dovrebbe essere una delle principali beneficiarie, perché con una buona istruzione si fanno dei buoni nuovi cittadini. Speriamo vada così, cerchiamo di essere ottimisti e non illusi.

  16. Vedo nero e basta scrive:

    Rapolano? Bel paese, le terme che risanano, il prezioso travertino delle Serre, le Crete crude e solitarie. Dovremmo valutare maggiormente il nostro territorio, toscano e nazionale, invece di favorire luoghi stranieri tanto di moda; ora meno perché siamo in un periodo di vacche magre. Maldive, Seycelles, ecc., a me piace tanto l’Elba, la Maremma, la verde e sfortunata Umbria, insomma tutta l’Italia.

    • leonardo scrive:

      non siamo il paese più bello al mondo…va bene restare nelle vicinanze in caso di pericolo e questo è il momento per stare fermini. Ma è vero che ormai siamo curiosi di scoprire il mondo, e non andare più oltre ci riporterebbe purtroppo indietro culturalmente

      • Anonimo scrive:

        Si certo, ma ci sono persone che sanno tutto di Sharm el Sheikh, le maldive ed altri posti esotici, poi se gli parli del buon prosciutto di Filetta, Brenna, la spiaggia di Siena che fu, Orgia e altri luoghi vicinissimi a Siena nonsanno nemmeno dove sono; talvolta conoscono appena il Chianti. e le Crete, la Val d’Orcia la conoscono perché appare spesso nella pubblicità alla televisione. Sarò esagerato ma ne ho trovati tanti specie trai giovani questi elementi. Poi se in tempi normali uno puo’ andare dove vuole, ma conoscere di più quello che ti è vicino sarebbe sempre auspicabile.

        • Burchiccio scrive:

          Comunque le meglio spiaggie sulla merse sono 1) sotto castiglion balzetti, dove il ricausa entra in merse, 2) davanti il poggio di mallecchi dove la gonna entra in merse.
          3)discreta anche davanti campalfi , e a monte della steccaia di campafi,4) bella spiaggia anche sotto il castello di capraia , ma acqua non cristallina
          Brenna e per chi vuol lasciare la macchina vicino.

        • leonardo scrive:

          giustissimo, ma il percorso culturale nasce dal basso sempre per poi salire..il viaggio nasce dal primo passo, inutile saltare subito al milionesimo passo in là

  17. Vedo nero e basta scrive:

    Ovviamente le Maldive e simili in senso dispregiativo.

  18. Flavia scrive:

    Urge un sistema di trasparenza dei finanziamenti ai partiti e ai candidati: per esempio, chi finanzia la campagna elettorale( e gestisce la comunicazione) del candidato sisi?
    Emerge che abbia il supporto di fiore…..con molte spine!

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