Eretico di SienaTris del venerdì: Boschi, Lamorgese, Pablito - Eretico di Siena

Tris del venerdì: Boschi, Lamorgese, Pablito

Tris di personaggi, a questo giro: il Governo non è caduto (per ora), ergo si parla anche di altro; si era pensato di scrivere qualcosina sui 100 anni dalla nascita di Carlo Azelio Ciampi (caduti il 9 dicembre), ma la morte di Paolo Rossi ha comprensibilmente destabilizzato il palinsesto: come non scriverne, di grazia?

 

LA GRUBER AZZANNA LA BOSCHI

Martedì sera, nel prime time de La 7, guest star del salottino della Gruber era Meb, alias Maria Elena Boschi, fedelissima pretoriana di Matteo Renzi; donna improvvisamente trovatasi potentissima nel 2014 – all’apice del renzismo trionfante, con il suo 40,8% alle Europee -, oggi invece a serio rischio di “pivettizzazione” (anche se c’è chi la dà come papabile per il Ministero dell’Istruzione, in caso di rimpasto): come spesso capita a chi raggiunge una grande importanza ed un grande potere personale troppo presto, e soprattutto troppo repentinamente, senza fare alcuna gavetta. Come appunto era accaduto nel 1994 ad Irene Pivetti: troppo successo, troppo presto.

Ebbene, martedì sera, per la primissima volta in vita nostra, abbiamo simpatizzato per la Boschi, a fronte di un attacco davvero astioso e livido della giornalista, di solito tanto simpatetica con le presenze femminili (e che, a quanto si ricordi almeno, nelle pregresse interviste alla Boschi non ce la ricordavamo con la bava alla bocca); la Gruber era con gli occhi fuori dalle orbite – da autentica, nonchè autoproclamata, guardiana della neo morale igienicosanitaria – perchè la Boschi minacciava il voto contrario, sul Mes, al Governo Conte: come osare, per Zeus?

Dopo una singolar tenzone fra le due sulla questione Mes, la giornalista che ha ospitato plurime volte il dottor Ranieri Guerra senza mai fargli una domandina birba che fosse una, ecco che la Gruber – per affondare il colpo – ha voluto tirare fuori lo “scoop” fotografico di Chi, con la Boschi ed il suo attore-fidanzato che si sbaciucchiano en plein air, con – udite udite – la mascherina abbassata. Luogo apertissimo, assolutamente nessuno nelle vicinanze, da ciò che si evinceva. Ma la inflessibile padrona di casa, la sacerdotessa del neopuritanesimo sanitario, non ha avuto pietà, ha preteso l’autodafè di Meb; autodafè che è, almeno in parte, arrivato.

Ah, dimenticavamo: nel salottino dell’intervistatrice – si presume ben al chiuso, essendo uno studio televisivo – nè la Boschi, né la Gruber stessa erano mascherate, neanche con i dispositivi abbassati. Il “dagli alla mascherina mancante”, però, in questo caso specifico, non è partito…

 

LAMORGESE POSITIVA: UNLUCKY LUCIANA

La settimana tramontante, fra le altre cose, ha portato la positività al maladetto Covid del Ministro degli interni, Luciana Lamorgese (augurissimi di pronta uscita dalla brutta, ma verosimilmente non drammatica, avventura); come era accaduto per altri casi (l’ex Ministro della Salute Lorenzin, per esempio), la domina del Viminale ha detto di non riuscire a capacitarsi di come sia potuta diventare positiva (in buonissima compagnia, come da quotidiani bollettini: darne uno solo a settimana, non sarebbe meglio, di grazia?).

Ci permettiamo di chiosare questo, dopo quasi un anno di maladetto Covid: il diventare positivi (se asintomatici, NON si può dire malati), può capitare davvero a tutti, dalla persona che sta attentissima – come dice di avere fatto la Lamorgese, e ci crediamo davvero -, all’ultimo dei coglionazzi che se non prende uno spritz a serata, non va a letto tranquillo e beato. Certo, dal punto di vista probabilistico, il coglionazzo rischia molto, molto di più: ma rischia anche l’assennato, rischiamo tutti noi.

Sarebbe bene dunque evitare il pur implicito stigma da positività al coronavirus, una volta per tutte; fra l’altro, sarà forse un termine tecnico, ma in ogni caso – giacchè le parole sono seriamente cogenti -, perchè usare in continuazione il verbo “PROCESSARE”, per quanto concerne i tamponi? Se dopo un “processo” c’è un positivo, in qualche modo questi, nel guazzabuglio delle nostre menti ormai pandemizzate, si associa ad una idea di colpa, inutile girarci intorno. Non si può sostituire, senza grandi problemi, il “processare” con il verbo “analizzare”, oppure “testare”, parlando dei tamponi, di grazia? E, di nuovo e davvero, tanti auguri ad “unlucky Luciana”…

Ps ad hoc: la redazione è venuta a conoscenza, dopo la pubblicazione, che il Ministro Lamorgese NON è mai stata positiva: si è trattato di un falso positivo, come acclarato da due successivi tamponi effettuati mercoledì e giovedì (quello farlocco era di lunedì); ciò detto, la necessità di evitare lo stigma – come suggerito dal pezzo -, modificando magari qualche verbo, appare vieppiù confermatissima, vista la concreta possibilità di tamponi fasulli.

PAOLO ROSSI, L’UOMO DELLE DUE RINASCITE

Paolo Rossi, Pablito per tutti (quantomeno per quelli dai 50 in su), ci ha lasciato, a 64 anni: un’età quasi veneranda un tempo, ormai abbinabile all’aggettivo “prematura”; il Fato ha voluto che spiccasse il volo senza ritorno proprio da Siena, come un altro grande che, in quel 1982, di certo a modo suo gioì per lo straordinario successo al Mondiale spagnolo, Italo Calvino.

Paolo Rossi, ci piace ricordarlo – oggi, ancora a caldo – soprattutto come l’uomo delle due rinascite: quella personale, dopo la squalifica per due anni legata al calcioscommesse (rispetto alla quale peraltro pare davvero esserci entrato poco, come nel 1985 dimostrato da Oliviero Beha e Roberto Chiodi), e quella dell’Italia tutta, che con quell’incredibile vittoria al Santiago Bernabeu sembrò per qualche ora mettersi alle spalle i cupissimi Settanta, per entrare nei gioiosi e gaudenti Ottanta (che però portarono ancora sangue ed eventi orrendi: neanche due mesi dopo, arrivò l’omicidio di Carlo Alberto Dalla Chiesa, solo per fare un esempio di quella estate del 1982); Rossi ispirava simpatia, era ironico, non aveva alcunchè di canagliesco e neanche di troppo vissuto, nella sua faccia. Era un centravanti – non certo di sfondamento, che pure in quegli anni andavano assai di moda: Hrubesch in Germania, e molti altri -, che sapeva farsi trovare al posto giusto, nel momento giusto.

Formatosi all’oratorio, tre menischi fuori uso prima dei 20 anni, un fisico da calciatore di quella generazione (gambe con fasce muscolari potenti, poi dalla “cintola” in su corpo da atleta amatoriale), insomma da shock da immedesimazione, uno dei pochi giocatori italiani che si identificano forse più con l’azzurro che con la maglia dei club in cui ha militato; tre Mondiali: il 1978, in cui si affacciò alla ribalta; il 1982, l’apogeo da tutti oggi ricordato; il Messico, nel 1986: solo panchina, in un Mondiale nefasto e livido. Quando l’aereo che riportava gli azzurri dal Messico atterrò – ricorda Emanuela Audisio su Repubblica di oggi -mandò avanti lei, per vedere se la gente accoglieva i non eroi con carciofi e pomodori.

Sarà per cercare di spazzare via un po’ della retorica che inevitabilmente si accumula in queste ore, ma la butto sul polemico-comparativo: gli “eroi” del Mundial del 1982, restano impressi come artigiani di lusso, o operai specializzati, che avevano un background spesso proletario; i baffi da duro di Gentile, sbracamaglie (altrui); l’età abbinata all’esperienza, straordinaria, di Zoff; la faccia adrenalica-tarantolata di Tardelli, non solo dopo il goal alla Germania; Causio, ala meravigliosa, che sembrava uscito dalla febbre del sabato sera come compagno di ballo di Tony Manero; appunto la simpatia e l’ironia garbata di Pablito, con il suo fiuto della rete altrui. Sento molti, che non hanno vissuto quel Mondiale per motivi anagrafici, dire che per loro il Mondiale da ricordare è quello del 2006, anagrafe alla mano; va bene, ci mancherebbe: ad ogni generazione, il suo Mondiale (quando va bene): ma tra il portamento sabaudo di Gaetano Scirea – il primo ad essersene andato -, più tutti i sopra ricordati, e un Cannavaro dalle sopracciglia ritoccate e sempre fresco di lampada, io preferisco tutta la vita i primi. E non di poco (e non fatemi neanche dire tutti i motivi per cui)…

 

 

 

 

14 Commenti su Tris del venerdì: Boschi, Lamorgese, Pablito

  1. alberto bruttini detto "il Cacaccia" scrive:

    ma davvero avresti voluto scrivere due righe su Ciampi ?

    Se mi punge vaghezza un giorno ti racconterò di quando – abitando a Rosignano e lavorando sulla costa etrusca – entrai in un negozio di ottica in centro a Livorno.

    A presto

  2. Luca scrive:

    Lilli Gruber è la perfetta sintesi di un elettore del PD! Una vera donna progressista! Una vera Italiana… Lilli Gruber!

  3. Vedo nero e basta scrive:

    Più passa il tempo e più si deve constatare il dilettantismo di questo governo. Quante incongruenze nella gestione della pandemia. Mentre ovunque ai primi di gennaio sono già partiti con le vaccinazioni, o già ora lo stanno per fare, noi siamo nettamente in ritardo. Io vorrei anche sapere con che criteri sono state messe “zona gialla” due regioni come il Piemonte e Lombardia dove fino a poco tempo fa erano i principali focolai del virus mentre la Toscana con un numero nettamente inferiore è rimasta “zona arancione”. Settori economici importanti da sostenere? Ma anche la Toscana ne ha molti che sono in crisi e da salvaguardare. Questa disparità è ingiusta. Sospetto che abbia influito il maggiore peso politico e di convincimento dei due governatori che hanno spesso battuto i pugni sul tavolo e difeso le proprie ragioni, cosa di cui dubito abbia fatto il nostro Giani, tanto ligio alle ordinative di questo governo a trazione PD e M5S. Poi ciliegina sulla torta, lo scaricabarile di Conte riguardo alle deroghe ai comuni per gli spostamenti sotto le Feste delegando della decisione il Parlamento ed il Senato. Ed intanto il tempo passa.

  4. MBE scrive:

    ….. “con la Renzi e il suo fidanzato” ….

    Codesto è un lapis freudiano !

    Ciao grande Ere.

  5. Daria gentili scrive:

    Positivo idea di colpa ? Verissimo, ma temo che il bello è al di là dal terminare. In attesa, infatti, che la colpa prossima ventura si estenda a chi non si fa il vaccino, marchiati a sangue con patentino……Chissà che non tirino fuori anche una nuova fattispecie di reato

    • Roberto scrive:

      Io penso che ognuno debba essere libero di non vaccinarsi, ma penso anche che poi se si becca il virus le cure se le paga.

      • Burchiccio scrive:

        Pensierone come del resto attendevasi da tanto pensatore
        Ma’ in ritardo
        https://www.repubblica.it/cronaca/2020/12/11/news/covid_dal_consiglio_di_stato_via_libera_all_uso_dell_idrossiclorochina_su_prescrizione_e_non_rimborsabile_-277916176/

        Vaccino a 27 € a dose paga lo stato, farmaci a pochi euro te li paghi da te.

        Pleonastico e in ritardo come sempre, letteralmente e senza intento offensivo.
        Mi fa’ molto piacere apprendere che sarai tra i primi a vaccinarti, ti consiglio lo pfizer ,anzi moderna che costa di piu’ sicche’ di ceerto e’piu’ bono e fa’ melllio,quando c’e’ la salute di mezzo lo stato non bada a spese.
        L astra zeneca e’ brenna di sicuro, vedrai costa un decimo sicche’, daje cor bombolone.
        Non sta’ a senti’ il negaziumaio, e’ roba sicura, e comunque qualsiaisi effetto secondario pe’ te sarebbe sempre un miglioramento.

        Ps . Senti ma che ti devo imbeccare io? Ma il servizio di report sui
        fratelloni d itaglia , non l hai visto?
        Io il Raffa che articoleggia su’ boschi/gruber e nulla dice su’report e il servizio sui frates italicorum, che t’ ho a di’, non gliel avrei fatta passare liscia.
        Calabria/latina , l ex avvocato di licio gelli , riciclaggi internazionali,
        avvocati morti, consiglieri comunali minacciati,boss che giran in riscio’ a billo scioccolo ( letteralmente eehh non in mmetafora) gnamo Roby, potevi fa’ uno spagliolio.
        Richiamamelo all ordine quest uomo, qui par d essere al bar sport, maradona rossi e una spruzzata di gossip sulla siliconata che sbertuccia la boschina, o che e’ diventato questo blog?
        E te un dici nulla? Io lo sai dentro certe robe mi ci crogiolo , ma da te mi sarei aspettato di piu’ e di mellllio, Roby qui siamo al decadimento culturale totale e assoluto mettici mano, senno’ un se ne esce.
        I Raffa ha preso una brutta china ( idrossicloro?) Bigna vaccinallo contro il becerume populsportivogossipparo, tocca a te.

        • Roberto scrive:

          purtoppo sono capace di pensieri semplici, non miro ad arrivare alle tue altezze.
          mi limito ad esprimere qualche mio piccolo punto di vista, e non mi sogno di giudicare le persone per quelle poche righe che scrivono qui.
          Ti ringrazio comunque per l’attenzione che di tanto in tanto dedichi ai miei piccoli pensieri, che è tanta roba considerata la tua onniscienza. Sono onorato per questo

          Grazie

    • Vedo nero e basta scrive:

      Certamente il patentino. Quei settori, i sanitari, che sono più vicini ai malati o i più fragili, gli anziani, saranno obbligatoriamente vaccinati. Come già avevo scritto in un precedente commento, per le altre persone la vaccinazione sarà facoltativa, ma ipotizzo che il patentino di vaccinazione sarà uno dei requisiti richiesti per l’assunzione a qualunque impiego, l’iscrizione a palestre, squadre sportive, partecipazione ad eventi sportivi e non e via dicendo. Concludendo la vaccinazione sarà forzatamente obbligatoria e discriminatoria per chi non la farà. Speriamo almeno che per le prime persone che dovranno vaccinarsi che vada tutto bene e non appaiano effetti collaterali per nessuno. Tra qualche settimana ne saremo più a conoscenza perché già in diversi Paesi hanno iniziato la campagna dei vaccini. Concludo prevedendo che, per come stanno andando le cose, anche per 2021 tante manifestazioni, cittadine e non, saranno rinviate al 2022.

  6. Salvo scrive:

    Ma la Lamorgese chi rappresenta politicamante? Questi giochini sono tipici del PD

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