Eretico di SienaLa domenica del villaggio: foibe, farmers, fake news - Eretico di Siena

La domenica del villaggio: foibe, farmers, fake news

Eccoci al consueto appuntamento cultural-domenicale del blog: mentre il neonato Governo Draghi deve subito prendere la sua prima grande decisione (chiudere o non chiudere, non solo gli impianti sciistici), stretto fra il fronte dei rigoristi incarnato dal Ministro Speranza con Ricciardi al seguito (o viceversa), e quello leghista e forzaitaliota della riapertura (il Pd, as usual, non ha linea decifrabile), noi ci buttiamo dunque su altro. Anche perché – come più volte detto – non di solo Covid vive (ed anche muore) l’uomo…

EVENTO SULLE FOIBE: I PRESENTI, GLI ASSENTI…

Come avevamo annunciato domenica scorsa, abbiamo partecipato all’evento organizzato dal Comitato X febbraio, e patrocinato dal Comune di Siena, in occasione del Giorno del Ricordo (istituito, per Legge della Repubblica, nel marzo del 2004); evento molto partecipato – nonostante la giornata ben fredda, sic -, con presenti, insieme a cittadini non etichettabili, sicuramente una maggioranza di attivisti di Destra (Fratelli d’Italia e Casapound).

Ciò che più amareggia della questione foibe (senza dimenticare i circa 300mila esuli che, nel 1947, lasciarono l’Istria e la Dalmazia, spesso accolti indegnamente da altri italiani, pronti a bollarli, accecati dall’ideologia, come “fascisti a prescindere”), non è solo che da parte di certa Sinistra si tentino delle operazioni – a metà strada fra il riduzionismo ed il giustificazionismo, come nel libro uscito di fresco di tale Eric Gobetti (che tristezza, cotanto cognome abbinato a cotanta opera) -, ma anche che quella parte della Sinistra che, pur con tutti i ritardi del caso, ha iniziato timidamente a fare i conti con la tragedia in questione, non partecipi mai, fisicamente, a questi eventi. Eventi sulla cui drammaticità esponenti ex comunisti come Napolitano (uno dei rarissimi meriti, diamoglielo) o Violante, ma soprattutto figure del migliore antifascismo (che è quello liberaldemocratico ed azionista, ricordiamocelo sempre) come Carlo Azelio Ciampi, hanno detto e fatto passi, fatti i quali non si torna indietro (medaglia d’oro al valore civile a Norma Cossetto, per dirne una). Sempre tenendo presente l’aggressiva, violenta opera di italianizzazione coatta cui le componenti croate e slovena furono sottoposte dopo il Trattato di Rapallo e la Marcia su Roma da parte dei fascisti, in loco. Aspetto che non si può, e non si deve, sottacere in alcun modo: ma il tributo alla verità storica, lo si fa testimoniandolo, non nascondendosi o dicendolo solo in faccia a chi la pensa come te.

Sempre fossilizzati sulla componente croata e slovena (sono loro i macellai delle foibe e di Norma Cossetto, ma almeno loro potevano dire di avere subito l’aggressiva, e a tratti sanguinaria, campagna di italianizzazione di cui sopra), focalizziamo su quegli italiani che – nel 1947, mentre il Guardasigilli Togliatti firmava l’amnistia per molti criminali fascisti – accolsero come bestie da soma gli esuli istriani e dalmati; alla stazione di Bologna, era pronto del latte, per rifocillare i figli piccoli degli esuli, provati dal viaggio. I ferrovieri rossi decisero di versarlo per terra, pur di non darlo a quei bambini: che non erano croati o sloveni, erano italiani; e le cui famiglie, se erano state in qualche caso fasciste, lo erano state come la stragrande maggioranza di quelle bolognesi, prima dell’8 settembre. Ma questa è una storia che, evidentemente, non appassiona gli eredi di quella parte politica; i quali preferiscono stendere un velo (non ) pietoso sulla vicenda, pur di evitare di farsene carico, lasciandone il monopolio della Memoria all’altra parte. Errore politico madornale, abbinato alla mancanza di pietas: un autentico capolavoro, è davvero il caso di dire.

L’AMERICA RURALE, QUELLA AUTENTICA

Nei giorni scorsi, ci è capitato di leggere un’intervista piuttosto illuminante (sulla Lettura del Corriere della sera di domenica 7 febbraio, pagine 4-5, a cura di Costanza Rizzacasa D’Orsogna); e – rara avis – illuminante per ben due motivi insieme: perché ci ha fatto conoscere una scrittrice che non conoscevamo affatto (Sarah Smarsh, della quale sta per uscire per Black coffee, con la traduzione di Federica Principi, “Heartland. Al cuore della povertà nel Paese più ricco del mondo”), e per il fatto di averci dato le chiavi di interpretazione di quell’America rurale – spesso etichettata “profonda”, tanto per trovare un aggettivo: è capitato spesso anche allo scrivente -, cui molti fanno riferimento come “l’America di Trump”, senza però conoscerla a fondo. D’altra parte – ci informa la scrittrice stessa – “i media liberal faticano a parlare di povertà bianca”.

La scrittrice in questione (classe 1980), è figlia di piccoli proprietari terrieri del Kansas; famiglia arrivata a metà Ottocento dalla Germania (che ancora non esisteva, ma si fa per capirci), per coltivare la terra: poveri erano, e poveri sono rimasti, nonostante la fatica transgenerazionale; l’autrice dice di essere la prima donna della famiglia ad essere riuscita ad accedere a studi universitari, nonché di essere la prima – quantomeno da due generazioni – a non essere divenuta ragazza madre (fattore che garantisce permanenza pressoché automatica nel limbo fra povertà e semipovertà): un autentico schiaffone al mito dell’ascensore sociale americano, quantomeno per il contesto dei farmers (60 milioni di persone!). E l’ascensore si sarebbe bloccato ben prima del 2016; si capisce che la giovane scrittrice ha accolto con piacere l’elezione di Trump, sperando che desse una più ampia visibilità a questa presenza di bianchi poveri, ma poi ne è stata progressivamente delusa. Si è arrivati a coniare un’espressione che davvero è a dir poco icastica, a livello sociologico: quella del white trash.

Cosa ben nota, è che il povero, negli States, sia più in difficoltà che nel resto del mondo: perché non solo ha il portafoglio vuoto, ma è anche pervaso dal senso di colpa puritano per il non avercela fatta; “nessuno vuole sentirsi povero, nella terra dell’abbondanza”, dice la Smarsh. Con una punta di ulteriore amarezza, allorquando ragiona sul fatto che la sua classe sociale, appunto bianca e povera, è proprio quella che, ogni singola mattina, si attiva per produrre i frutti di quella stessa abbondanza…

PROMESSI SPOSI 4.0, CAPITOLO XII: LE FAKE NEWS DEL 1628

Umberto Eco, scomparso giusto un lustro or sono, ci suggeriva che le fake news sono sempre esistite, solo che con i social hanno una possibilità di diffusione assai maggiore: discorso che, in effetti, non fa una grinza; epperò, nel Capitolo XII dei Promessi sposi, vediamo che anche senza social la malapianta delle cattive informazioni aveva grandi praterie. Capaci financo di incendiare una città come Milano, in quel novembre del 1628.

Nel Capitolo rimasto famoso soprattutto per l’assalto al forno delle grucce, con Renzo spettatore incredulo, il Manzoni squaderna tutta la sua profonda diffidenza verso il popolo lasciato a se stesso a protestare (ne scriviamo la prossima volta), e ci offre la sua concezione liberista dell’Economia (vade retro all’interventismo statuale nel campo economico: questo a fronte della carestia, oggi che penserebbe?).

Ma teniamo presente che uno dei motivi principali degli incipienti moti di San Martino è quello, per l’appunto, delle fake news sulle cause della mancanza di pane: cause che sono storicamente da attribuire alla malannata pregressa, alla guerra in corso (costola italiana di quella, devastante in tutta Europa, dei 30 anni), oltre che – per il Manzoni – alla mala gestio spagnola del tutto; ma ecco che “si suppone tutt’a un tratto che ci sia grano abbastanza, e che il male venga dal non vendersene abbastanza per il consumo: supposizioni che non stanno né in cielo, né in terra; ma che lusingano ad un tempo la collera e la speranza”.

Individuazione di capri espiatori (i fornai, fra gli altri, ma non solo loro), risposte semplici a questioni ben complesse, rabbia collettiva che si tramuta in violenza: a pensarci bene, non siamo cambiati poi molto; abbiamo solo espunto la violenza di piazza. Per ora, almeno…

 

 

Ps 1 Per non farci mancare niente, andiamo in Sudan, ove il Governo in carica (che ha scalzato la dittatura pregressa!) ha proposto di vietare lo studio dell'”arte degenerata” tipo il Giudizio universale di un certo Michelangelo, in ottemperanza ai desiderata dei gruppi integralisti islamici che lo sostengono. Pare non vadano bene neanche i braghettoni, eh…

Ps 2 Ci ha lasciato Chick Corea, a quasi 80 anni; leggenda del jazz, compagno di memorande scorribande con Miles Davis ma anche sperimentatore fino all’ultimo (il fusion l’ha creato lui, di fatto).23 Grammy awards vinti, così per ridere. Da leggere, il ricordo che Ernesto Assante gli ha tributato venerdì su Repubblica (pagina 35).

Ps 3 Solo un accennino al neo-Governo Draghi, di cui scriveremo qualcosa in settimana: ma un dicastero per lo sport, per Zeus, non si poteva proprio trovare?

 

 

41 Commenti su La domenica del villaggio: foibe, farmers, fake news

  1. Vedo sempre più nero scrive:

    Il Governo Draghi? Mi ricorda Frankestein. Un pezzo di PD, uno della Lega, uno del M5S e così via, ma la testa è quella di Draghi. L’Europa ci da i soldi, ma prima vuole delle riforme e progetti seri; questo è il problema. Io resto sempre del parere: al voto. Con il voto avremmo una maggioranza reale e non farlocca come ora, più stabilità politica ed un governo con dei progetti presentare in Europa, invece per i nostri politici la poltroncina passa avanti a tutto.

  2. Il resiliente scrive:

    Con i media polarizzati sulle coste, è stato un certo tipo di cinema a meglio raccontarci la variegata umanità dell’altra America.
    Vengono in mente film come Fargo o il più recente Tre manifesti ad Ebbing Missouri.

    È iniziata comunque l’epoca della riconciliazione: no all’impeachment si all’ascolto delle istanze dei reietti. Chi vuole continuare a dominare il mondo non può permettersi fratture interne rilevanti

    Nei prossimi anni le vacche saranno più grasse nell’america profonda che nel belpaese

  3. Daria gentili scrive:

    Mi ero ripromessa di non avere pregiudizi su Draghi, ma di giudicare, step by step, in base ai provvedimenti assunti.
    Già la formazione della compagine ministeriale, mi fa storcere il naso e molto.
    Vi erano degli impresentabili nel Conte 2 esono stati ripropinati nel Draghi 1, due fra tutti: Di Maio agli Esteri e Speranza alla Salute.
    A proposito di salute, il nostro, con quella faccina di topo, già vuole richiudere tutto………
    mentre di aumentare le difese immunitarie, di prendere il sole per la vitamina D, di fare, e vengo a te, sport, ecc. nemmeno se ne parla

    • Paolo Panzieri scrive:

      La cartina di tornasole – mi ripeto – è Arcuri, non Manuela, ma il maschio della specie, perché, se resta al suo posto pure lui, con quante ne ha combinate, vuol dire proprio che abbiamo scherzato e potevano anche fare il Conte XVI.
      Almeno si era fatto un passo avanti verso la ghigliottina … virtuale eh, sempre e solo mediatca, s’intende.

  4. cherubino scrive:

    Se al dicastero dello sport si doveva metter a capo un simil-Spadafora, che candidamente ammetteva di non saper un fico secco della materia che andava a governare, è sicuramente meglio evitare di crearlo il ministero….

    • Roberto scrive:

      Diciamo che Spadafora è stato ingenuo ad ammetterlo. C’è bisogno di fare un elenco i ministri incompetenti degli ultimi 10/15 governi? Basta guardare anche l’ultimo.

  5. Cecco scrive:

    Quelli che piangono sul delitto delle foibe sono gli stessi che pensano che gli italiani si siano comportati bene durante la campagna coloniale in Africa. Non per giustificare nessun delitto infame ma semplicemente perchè è inutile nasconderci dietro un dito, metà delle famiglie italiane hanno ancora una certa nostalgia per il regime. Per raggiungere l’obiettivo di piangere tutti gli stessi martiri, ovvero tutti quelli che furono perseguitati ingiustamente (tra questi gli italiani perseguitati dell’Istria e della Dalmazia esclusi però i carnefici fascisti), bisognerebbe fare finalmente i conti con la nostra storia e farla finita con il giustificarci come popolo per i crimini commessi nel ventennio senza se e senza ma, altrimenti ognuno rimarrà legato ai propri martiri con buona pace dei martiri altrui, purtroppo ma è così. Comunque la vera operazione di pacificazione nazionale non la fece il ministro Togliatti ma è attualmente in corso con il governo del buon Draghi: finalmente qualcuno ha capito che dietro ad un becerume indegno su questioni secondarie, fatte apparire come fondamentali, le politiche economiche dei governi di centro-destra e centro-sinistra degli ultimi vent’anni sono state pressochè identiche, non sarà troppo difficile governare tutti insieme.

    • Gp scrive:

      Il problema delle foibe è che fino a qualche anno fa, a differenza di altre stragi coeve, non erano neanche citate nei dizionari e nei libri di scuola. Personalmente non lo vedo tanto come un problema di ‘vittimismo storico’ o di nostalgia del regime, quanto un significativo esempio di manipolazione storiografica e culturale. Detto questo penso che l’Italia si sia macchiata di orrendi crimini anche nelle guerre coloniali, ma anche che l’Inghilterra (che ancora negli anni 50 sterminava 100000 mau mau in Kenya), la Francia, gli USA (le cui multietniche fondamenta sono solidamente costruite sul genocidio dei nativi e sulla deportazione degli schiavi) hanno fatto peggio e non hanno i nostri sensi di colpa.

      • Paolo Panzieri scrive:

        Sono molto d’accordo: i morti ammazzati sono soltanto morti e non possono esistere quelli di serie A e quelli di serie B, i nostri ed i loro, i buoni ed i cattivi, quelli di destra e quelli di sinistra..
        Sono morti e basta, tutti morti.
        Piuttosto andavano processati i criminali che li avevano uccisi a tradimento.
        La famosa amnistia di Togliatti con la sua interessata clemenza, invece, ha causato con la sua ingiustizia una specie di guerra civile permanente, che credo neppure il taumaturgico Mario Draghi – temo – riuscirà a placare.

        Ma perdonatemi, invece di continuare pensare sempre e soltanto ai morti di 70 anni fa, ogni tanto non sarebbe meglio occuparsi dei vivi?
        Di quelli che anche adesso vengono uccisi ogni giorno in tutto il mondo per o causa di una fede religiosa o politica?
        E’molto più difficile, mi rendo conto, ma parecchio più utile.

        Certo la memoria è importante, ma il presente è la memoria di domani.
        Anche riuscendo a salvare una vita sola …

  6. Silvia Tozzi scrive:

    Non c’è che dire, è una buona notizia che il Comune di Siena abbia patrocinato l’iniziativa organizzata domenica scorsa per ricordare le foibe e l’esodo istriano e dalmata. Eventi analoghi sono stati contestati da sinistra, a Firenze come nel Chianti (Castelnuovo Berardenga). Invece tutto è andato liscio a piazza Amendola nello spazio dedicato a Norma Cossetto, con interventi che nessuno ha interrotto anche se erano di parte.
    Purtroppo gli schieramenti restano fossilizzati senza uno sforzo per uscirne: l’ha fatto capire benissimo Raffaele parlando, per ultimo, di storia di quelle terre troppo complessa per comprimerla in slogan, tutta da conoscere e studiare. Tra parentesi, ha detto, chi si ricorda che il “nostro” Tommaseo era nato in Dalmazia?

  7. Diego scrive:

    Sabato ero lì, nonostante il gelo per il ricordo date le mie origini dalmate. Ho fatto parte da dietro alla manifestazione, non mi sono mai piaciuti i riflettori. A parte i dieci personaggi pubblici di fratelli D’italia, il resto erano tutti di Casapound. Prima del loro arrivo ahimè eravamo veramente quattro gatti. Sono ben distante da Casapound, ma se non ci fossero stati loro con i giovani, le giovani e anche uomini e donne più attempati, i vari interventi istituzionali sarebbero andati ad interessare forse (ad essere ottimista) solo una decina di persone. Questo per dire cosa, dispiace vedere che le foibe e la tragedia degli esuli, sono ancora un ricordo che interessa a troppe poche persone. C’è da lavorare.

    Diego

  8. Vedo sempre più nero scrive:

    Quando non sentirò più di ius soli e culturae, vedrò meno ospiti non invitati, ma sempre a usufruire dei nostri ammortizzatori sociali, asili nido gratis, agevolazioni trasporto pubblico, preferenza nelle graduatorie delle case popolari e via dicendo, sarò allora convinto che le cose stanno migliorando. Non ce li voglio, sono troppi ed aumentano in maniera esponenziale e non si voglio integrare. Vergogna, con i loro telefonini comprati al posto del cibo. I soldi glieli hanno dati i nostri buonisti tramite cooperativr truffaldine.

    • Vedo sempre più nero scrive:

      Ed anche oggi sono sbarcati oltre 400 col barcone. Altra arne da macello da sfruttare dalla malavita organizzata e sovvenzioni alle numerose cooperative buoniste; dei soldi arrivati tutto alla cooperativa e qualche spicciolo al migrante, ma che buoni i buonisti e poi si dicono di sinistra. Bibbiano, Il Forteto docet.

      • Roberto scrive:

        Basta col buonismo. Li affondiamo?

        • IL CATTIVO scrive:

          No. Dovremmo aiutarli a casa loro. L’ONU potrebbe essere supervisore dei finanziamenti. Il problema sono le multinazionali, cito la Nigeria, stanno sfruttando senza scrupoli le ricchezze dei Paesi africani. La Francia col CFA imposto alle sue ex colonie, ma anche gli altri Paesi Europei, compresa l’Italia, sfruttano l’Africa prendono e inquinano, senza creare lavoro in loco. Chi si è opposto a questo sistema ha fatto una brutta fine, uno dei tanti fu Enrico Mattei che si propose come Italia non solo a collaborare nell’estrazione di petrolio, ma anche a raffinarlo in loco. E tanti altri. La soluzione di farli arrivare qui è come volere nascondere la polvere sotto il tappeto, se non andiamo alla sorgente del problema non risolveremo mai il problema. In una stanza di dieci persone cinquanta non entrano. Si crea solo disperazione e risorse per la delinquenza organizzata. Consideriamo una persona senza lavoro, casa in un Paese come l’Italia, già con il problema della disoccupazione generale (e non solo quello), per sopravvivere sarà facilmente preda della delinquenza organizzata e diventare carne da macello per i suoi loschi affari. Insomma il problema è difficile, ma col buonismo non risolveremo certamente nulla. L’UE, l’ONU, gli USA, e tutte le potenze economiche principali dovrebbero coordinarsi per l’Africa, ma finora è solo ipocrisia.

          • Roberto scrive:

            Il tuo ragionamento non fa una piega in teoria. Ti chiedo però una cosa: quanta parte delle tue tasse saresti disposto a pagare per sostenere lo sviluppo dei paesi poveri? E se questo sviluppo togliesse posti di lavoro da noi? E fino a quando questo sviluppo non creerà le condizioni per interrompere i flussi migratori, nel frattempo che ne facciamo di quelli che continueranno a sbarcare?
            Non nego che gli sbarchi siano un problema, ma il problema è molto complesso, e non mi pare che si possa risolvere parlando di buonismo o cattivismo. Questi arrivano e continueranno ad arrivare, quindi o si gestisce il problema, o si affondano e lasciano morire.

          • Jerry Fletcher scrive:

            Il problema è pensare che siano un problema. E se fossero l’unica soluzione per un popolo demograficamente morto, desertificato dal benessere, dal nichilismo e dall’egoismo?

  9. Vedo sempre più nero scrive:

    Ovviamente dovranno sparire privilegi, vitalizi ai vecchi politici. Abolizione dei senatori a vita. Molti di loro gente politicamente inutile che chiamano per elezioni falsate,Hanno avuto tanto dalla vita e questo gli deve bastare.

  10. Vedo sempre più nero scrive:

    Spero che si parli presto dei 10 anni dalla caduta di Gheddafi e della Primavera Araba. Avrei tanto d dire sul Nobel della Pace Obama, Sarkozy, Cameron, Clinton Hillary, anche Berlusconi; tutte brave persone che senza volere (credici) hanno fatto tanti danni di cui ancora paghiamo le conseguenze.

  11. Marco Burroni scrive:

    Abbi pazienza eretico, ma prendersela con quelli di sinistra che non vanno alla celebrazione delle foibe e’ come prendersela con quelli di destra che non vanno alla festa dell’unita’. Ognuno si fa la sua festa e nessuno e’ obbligato a partecipare.
    Se poi pensi veramente che la destra abbia istituito questo giorno del ricordo per commemorare la memoria delle vittime di Tito mi sa che sei piuttosto ingenuo.

  12. Vedo sempre più nero scrive:

    Foibe? La morale è che a rimetterci sempre sono quelli che non c’entrano niente, le persone semplici che non hanno santi in Paradiso, non sono quelle colpevoli che qualcuno copre, se no si scoprirebbero diversi “altarini”, e fa scappare all’estero a prescindere dalla parte politica. Un esempio storico è quello di Togliatti che ammise l’amnistia per i delitti di ex fascisti, per tacere di quegli assassinii fatti da partigiani comunisti innocenti e anche ad ex compagni antifascisti, che non erano in linea con loro. Ricordiamo Porzus, le foibe, il “Triangolo della morte”, detto anche “Triangolo Rosso”, in Emilia. Pari e patta, insomma. Il mondo non è cambiato, purtroppo ci sono sempre le stesse divisioni politiche di destra e di sinistra, più di comodo che di fede.

  13. A.C scrive:

    Ma che qualcuno veramente poteva pensare che con Draghi sarebbe potuta cambiare qualcosa? Poco cambia affinchè nulla cambi (mi perdoni Beppe Tomasi di Lampedusa), e se qualcosa cambierà sarà esclusivamente in peggio!

  14. IL CATTIVO scrive:

    Argomento di cui sempre parlare. Si parla di variazioni covid inglese, brasiliana, sudafricana ora anche napoletana, ma una possibile mutazione del virus da parte dei migranti che sbarcano non si parla? Sempre politicamente corretti i nostri politici.

  15. Roberto scrive:

    Togliatti infatti fece un drammatico errore. Ci voleva una Norimberga Italiana. Però chissà se i democristiani di allora (pregni di ex fascisti riciclati) lo avrebbero permesso o si sarebbe invece scatenata una guerra civile sanguinosa, con tutti i risvolti internazionali che ci sarebbero stati. La Real Politik ebbe il sopravvento.

  16. loriano spaziani scrive:

    Non c’è stata una Norimberga Italiana perché anche molti voltagabbana nascosti nella dirigenza del p.c.i. potevano essere implicati. C’è un lungo elenco con centinaia di nomi di ex fascisti riciclati che hanno fatto il salto ancora più lungo. Sono d’accordo che la Real Politik ebbe il sopravvento.

  17. IL CATTIVO scrive:

    Si, si. Si parla di pacificazione tra destra e sinistra, ma alla cerimonia del Parco Cossetto eravamo quattro gatti. Si dice ‘Chi avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato ‘, ma i suoi morti ognuno se li piange da solo.

  18. Vedo sempre più nero scrive:

    Contattare “Chi l’ha visto?” per sapere dove è finito Manunta. I suoi monologhi davano un po’ di sapore al blog. Forse si è ritirato in solitudine, schifato del comportamento dei nostri politici tutti dietro ossequienti a Draghi e felici di non avere perso la poltroncina? Non gli darei torto. Dai ritorna, anche se qualche volta esageravi con la tua misantropia, eri un protagonista del blog. Molti tuoi commenti erano interessanti ed azzeccati, tranne quando ti facevi prendere dall’antisenesità.

  19. Vedo sempre più nero scrive:

    Tre cose: il progetto dei banchi a rotelle: accantonato, l’applicazione IMMUNI: non se ne parla più, le strutture PRIMULA: già in fase di abbandono. Quanti soldi sono già stati spesi inutilmente, come verranno usati quelli che ci darà, con riserva, l’UE? Se il buondì si vede dal mattino….

  20. Da lega a italia viva
    da leu a cinque stelle
    Saldo’ la divergenza
    D un parlamento imbelle

    Giunse per mano della provvidenza
    L allievo dei seguaci di loyola
    Di lor lezioni sintetizzo’ l essenza

    D un tal caffe’ ,pare, segui’ la scuola
    Poi a centottanta gradi cambia rotta
    Sul vento liberista lui s invola

    Come chi sappia usare culo e potta
    E volgesi didietro oppur davanti
    Tenendo pur comunque sempre botta

    Se navighi tenendo n poppa i venti
    Raggiungi lesto l porto piu’ lontano
    Seguendo la direzione degli eventi

    La nave italia e l popol italiano
    Hanno trovato infin bon timoniere
    Giunsegli plauso infin dal vaticano

    Contrariamente a i grande romanziere
    Pe’ chi c ha fede nella provvidenza
    La sara’ brutta in tutte le maniere

    Chi di cervello usa fanne senza
    Come i coglion che seguono manzoni
    Si merita ogni peggio conseguenza

    Doddi imbecilli vani creduloni
    Avvezzi a merda ben confezionata
    Dal puzzo a riconoscerla un so’ boni

    L ingollan come fosse cioccolata
    Basta di presentargliela a modino
    In una confezione infiocchettata

    • Jerry Fletcher scrive:

      Lo scrutatore non votante

    • Vedo sempre più nero scrive:

      Ben tornato Manunta. Sempre mordace, comunque non hai torto. A parte sull’innocente Manzoni.

      • Jerry Fletcher scrive:

        Ma porco giuda, vedo nero, quello se ne stava buono buono con la sua motosega a disboscare greppi e a raddrizzare pievi, non recideva epididimi da settimane e lei lo ha rievocato? Ma come le è venuto in mente. Arindanghete, si ribecchi il solito torrenziale delirio di link, terzine e insulti da bimbominchia.
        Vuole che le procuri una mistress?

  21. Sulle foibe due video da nova lectio, canale storico yt d un pischello pratese in gamba che a quer topogio cazzaro main stream del sor barbero lo svernicia

    Sulle foibe e i loro precedenti storici, ovvero sulle politiche di pulizia etnica cominciate gia’ dall impero asburgico dopo il congresso di vienna .
    https://youtu.be/RURuYncCSlw

    Sull esodo fiumano post tito post foibe
    https://youtu.be/PrT-_qsbIGU

    Buona visione, fanculo manzoni, fanculo barbero , fanculo chi gli legge .
    Banda di rindodditi cittini scemi bisognosi di culla poccia e ninna fin dentro la bara.

    • Vedo sempre più nero scrive:

      Manunta mea culpa. Quel canale youtube che hai segnalato è uno dei miei preferiti, tutti i giorni mi ci collego per molto tempo. Quel ragazzo pratese è veramente in gamba e spiega la storia in una maniere più che eccellente. Colpa mia non averlo mai segnalato, cosa che tu hai fatto. Per tutti collegatevi al sito segnalato e da li partite con scaricare ottime lezioni di storia antica e moderna.

  22. In memoria d un grande pugliese, che con la sua esistenza emenda sua terra
    da certi melliflui scarti di presunta civilta’ umana ,li’ prodotti e importati in tuscia. Conte,jerry/ab e mooolti altri ancora.

    https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/sono-apparso-stalin-ndash-libro-luisa-viglietti-rsquo-ultima-261635.htm

    Da un articolo di Luca Ricci per Il giornale
    Dal quale traggo e incollo
    . A Mosca, in piena Perestroika, Luisa Viglietti ci racconta di quando interrompe una discussione a lui dedicata al teatro Majakovskij, irrompe in scena, comincia a dire con veemenza: «Bisogna dire agli spettatori che non c’ è niente da capire! Che non possono capire. Uno solo avrebbe potuto capire quello che faccio, e l’ avrei voluto qui, in sala, di fronte a me. Purtroppo non c’ è. È Stalin! Perché lui faceva con voi, popolo russo, la stessa cosa che io sto facendo, ovvero condurvi dove meritate di andare: al nulla, al vuoto!». A quel punto gli interpreti russi tacquero e vennero spenti i microfoni.

    W Bene,w Leopardi
    malidetti sian manzoni e deamicis cancerogeni sedativi dell umana coscienza.

    • Vedo sempre più nero scrive:

      Salviamo il Manzoni almeno sotto l’aspetto stilistico era bravo. De Amicis, l’ipocrita, invece capra, capra, capra.

      • Eretico scrive:

        “Capra”, in senso sgarbiano, non mi pare si addica al Nostro, ma rispettiamo il parere altrui.

        Quanto a Manunta, che dà il suo bentornato ad un commentatore che da tempo mancava, mi raccomando: moderazione, perchè francamente non vorrei avere altri guai per cagione tua, eh…

        L’eretico

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