Eretico di SienaLa domenica del villaggio: Stallone,Cutolo, "vecchio malvissuto" (e Gozzini) - Eretico di Siena

La domenica del villaggio: Stallone,Cutolo, “vecchio malvissuto” (e Gozzini)

Eccoci, in questa domenica quaresimale (cui nessuno più fa caso, come scrive il cardinale Ravasi sul Domenicale del Sole 24 ore di oggi, alzando bandiera bianca di fronte alla ipersecolarizzazione), con i consueti due argomenti forti (Cutolo e Stallone), abbinati alla rubrichetta manzoniana e, as usual, con tre Ps a concludere: a questo giro, particolarmente densi.

LA MORTE DI DON RAFFAELE CUTOLO

Il suo ultimo giorno di libertà, era stato il 15 maggio del 1979, dopodiché iniziò il periodo detentivo più lungo della attuale storia carceraria italiana; galera più che meritata, ci mancherebbe. Ma come saremmo orgogliosi di un’Italia, la quale i galeotti si limitasse a tenerli in galera (al 41 bis, da quando esso fu istituito, negli Ottanta), invece di renderli garanti di un autentico, scandaloso, pactum sceleris come fu quello che portò alla liberazione – previo pagamento di maxi riscatto, nella migliore tradizione italiota – di Ciro Cirillo, il braccio destro di Antonio Gava, dominus campano della Dc. Correva l’anno 1981, e lo Stato italiano si avvalse della Nuova camorra organizzata e di don Raffaè per liberare Cirillo: dopo che, tre anni prima, lo stesso Stato aveva fatto morire come un cane Aldo Moro, con il beneplacito targato Jimmy Carter.

Raffaele Cutolo ci ha lasciato in settimana, con i suoi 79 anni, di cui appunto 42 in galera (anzi di più: qualcuno ricorderà la sua clamorosa fuga dal manicomio criminale di Aversa, ove era stato mandato, per non farsi mancare alcunché); personaggio indubbiamente non sfornito di fascino, aumentato dal film di Tornatore (“Il camorrista”, del 1986, tratto dal libro di Marrazzo senior: con un Ben Gazzara semplicemente sublime), e della canzone di Fabrizio De André (“Don Raffaè”), che peraltro Faber diceva non essere riferita ad personam a Cutolo (come ricorda Aldo Grasso sulla prima pagina dell’odierno Corriere della sera).

In ogni caso, la domanda finale e cruciale resta questa: Cutolo si vantava di conoscere cose, segreti, a dir poco imbarazzanti per la Repubblica italiana (forse non solo sul caso Cirillo, che comunque sarebbe bastato ed avanzato); negli anni, nei decenni, ha visto andarsene tutti coloro che lui avrebbe potuto mettere in enorme difficoltà, da Gava in su. Perché non ha mai parlato, su niente?

Materia splendida, per i nostrali complottisti da bar e da social; forse, Raffaele Cutolo non ha parlato solo per tutelare l’ultima figlia Denise – classe 1983 -, concepita con la fecondazione artificiale. Anche don Raffaele, in fondo, pur dal 41 bis, teneva famiglia…

STALLONE: ATTORE MEDIOCRE, MA DA LIBRI DI STORIA

Silvester Stallone, detto Sly, è un attore a dir tanto mediocre, specie se raffrontato a suoi coevi statunitensi; ma ha una particolarità: può vantarsi di essere presente sia nei libri di Storia del cinema che in quelli di Storia, giacchè alcuni suoi personaggi (Rocky, ma soprattutto Rambo) sono davvero tali, da potere caratterizzare un’epoca, vale a dire quella dei roaring Eighties; ed ora, Sly ha l’onore di vedersi dedicare un saggio, ben documentato, quello da poco uscito di Diego Gabutti (“Il grande Sly – Film, Avventure di Sylvester Stallone, eroe proletario”, Milieu, pagg. 173, 15,90 euro).

Gabutti mette opportunamente in evidenza come Stallone sia una sorta di Giano bifronte, forse anche in modo non del tutto consapevole: incarna l’eroe della Destra repubblicana e reaganiana, quando interpreta il ruolo di John Rambo, veterano del Vietnam, sempre pronto ad armarsi e partire per servire il suo Paese; al contempo, in altri ruoli, incarna in effetti il ruolo dell'”eroe proletario” che – con una punta di salutare provocazione – il saggista gli attribuisce.

Che dire per esempio dell’interpretazione di un film come “F.I.S.T.”, in cui Sly è addirittura Johnny Kovak (cioè Jimmy Hoffa), capo sindacale carismatico e controverso (per i suoi legami con la mafia), leader degli autotrasportatori? E d’altra parte, dalla Apulia i nonni Stallone arrivarono, per la precisione da Gioia del Colle nel 1930, e se Stallone non avesse sfondato nel cinema – dopo la sua onesta gavetta – avrebbe fatto il barbiere, proseguendo il magistero di Frank senior in un barber shop. Invece, per lui, l’American dream si è inverato.

Reaganiano e proletario ad un tempo, Sylvester Stallone: mica da tutti, eh…

PROMESSI SPOSI 4.0, CAPITOLO XIII: IL “VECCHIO MALVISSUTO”

Il Capitolo XIII del capolavoro manzoniano è uno dei più politici, giacché in esso si sostanzia la critica dell’autore nei confronti della folla, se lasciata a se stessa, in balìa di capopolo della peggior risma (il “vecchio malvissuto”, di cui stiamo per dire); è il Capitolo in cui il popolo milanese, inferocito, attacca la residenza del povero Vicario di provvisione, per massacrarlo coram populo; il malcapitato viene salvato solo dall’arrivo provvidenziale del Ferrer, osannato dalla plebe e, per quel che conta, dal buon Renzo, che si era appena opposto alla deriva violenta contro il Vicario stesso.

Eccolo, dunque, questo personaggio del “vecchio malvissuto”, che è davvero difficile dimenticare: “Spiccava fra questi, ed era lui stesso spettacolo, un vecchio mal vissuto, che, spalancando due occhi affossati e infocati, contraendo le grinze a un sogghigno di compiacenza diabolica, con le mani alzate sopra una canizie vituperosa, agitava in aria un martello, una corda, quattro gran chiodi, con che diceva di volere attaccare il vicario a un battente della sua porta, ammazzato che fosse”.

Figura per l’appunto quasi luciferina (“sogghigno di compiacenza diabolica”), plasmata sul dantesco modello del traghettator Caronte (gli “occhi affossati e infocati”), il vecchio mal vissuto è l’emblema della deriva violenta del popolo lasciato in mano ai peggiori sobillatori: Manzoni, moderato di animo e di convinzioni politiche, aveva forse in mente le scene cui aveva assistito nella Parigi post rivoluzionaria (1810), ed anche nella Milano napoleonica non erano mancate situazioni simili.

Il Salinari ebbe parole di lode (politica, oltre che letteraria) per il Manzoni di questo Capitolo, presentando un Gran lombardo comunque fiducioso nella rivoluzione (moderata e borghese, però); Sebastiano Timpanaro, invece, sulla scia gramsciana, stroncò con durezza l’atteggiamento manzoniano,  tacciato di essere esplicitamente antirivoluzionario, nonchè agorafobico. Fra i due litiganti, ci sembra che il Timpanaro colga più nel segno, ma certo la condanna manzoniana non è contro il popolo tout court (vedasi il montanaro Renzo – uomo del popolo quanti altri mai -, che si oppone, a suo rischio e pericolo, alla deriva violenta). Come sempre, il Manzoni rende la complessità della situazione, e ce la descrive con pennellate memorabili. Non c’è diatriba fra critici che tenga.

 

Ps 1 Ebbene sì: di fatto, la Città del Vaticano obbliga i suoi dipendenti alla vaccinazione contro il Covid-19; cosa assai opinabile, sarà pur consentito dire. Non esistendo più nessun Partito o movimento che pensi alla questione della laicità, tutti zitti, anzi applausi. Certo, dalle posizioni antiscientifiche (e antidemocratiche) del Sillabo, si sono fatti passi avanti, al punto che – dall’esterno, in quanto come notorio lo scrivente è convintamente pagano – si può osservare che non solo, dall’altra parte del Tevere, si è superato il plurisecolare iato fra Fede e Scienza, ma che anzi i due elementi non sono mai stati così vicini. Meno male che resta l’Olimpo, cui aggrapparsi…

Ps 2 Fra tante notizie tristi (a livello sportivo, la morte di Maurone Bellugi, del quale si era scritto qualche settimana or sono per la triste amputazione), in settimana ne è arrivata una da stappare champagne, e di marca: finalmente, il marciatore altoatesino Alex Schwazer è stato pienamente riabilitato (dalla Magistratura, quantomeno). Noi, che lo abbiamo sempre salutato con simpatia, avevamo capito da subito l’inghippo: una figura come quella del dottor Donati – suo allenatore, paladino della lotta al doping – era una garanzia in più, in tal senso. Inutile dire che, però, la strada per partecipare alle Olimpiadi nipponiche è ancora in piena, pienissima salita: forza Alex, per Zeus!

Ps 3 Lo storico contemporaneista – fiorentino, docente all’Università senese – Giovanni Gozzini, due giorni or sono, ha pesantemente offeso Giorgia Meloni, in un programma radiofonico: non per le sue idee o proposte politiche, quanto sul suo essere donna (dunque “vacca” e “scrofa”, secondo Gozzini), ed anche sul fatto – a suo dire – di non avere “con tutta evidenza” mai letto un libro (Zingaretti, invece, dà proprio l’impressione dell’erudito seicentesco, eh); il tutto, condito da considerazioni meramente classiste (“ortolana”, “pesciaiola” et alia), le quali danno il senso del modo di porsi di certa intellighentsia verso quello che Marx chiamava il proletariato. Tra l’altro, Gozzini è anche recidivo, quanto a parole in libertà verso terzi (Della Valle, una decina di anni or sono).

Fratelli d’Italia ne chiede l’espulsione dall’Università, e fa il suo; ciò che è incredibile, è che nessuna associazione femminista, nè alcuno di Sinistra, chieda una censura forte nei confronti dell’accademico: le cui scuse sui social, in tutta sincerità, non hanno alcun valore, se non accompagnate da gesti concreti. Il contrappasso ideale, anche per farlo scendere dal piedistallo su cui lui stesso ed altri come lui si sono messi, sarebbe quello di farlo confrontare, in modo davvero pluralistico, con intellettuali più aperti (non necessariamente destrorsi), su tutta una serie di tematiche politiche e storiografiche: giusto per vedere chi, alla fine, farebbe la figura dell’ortolano…

27 Commenti su La domenica del villaggio: Stallone,Cutolo, “vecchio malvissuto” (e Gozzini)

  1. Holden Caulfield scrive:

    Ps3 è una sfida a duello?

    • Eretico scrive:

      Beh, sarebbe davvero divertente ed intellettualmente stimolante, suvvia: anche perchè lo scrivente è ben abituato al pluralismo ed alle polemiche, mentre il buon Gozzini credo di contradditori “pesi” ne abbia ben pochi, nel suo palmares. Il problema sarebbe trovare un arbitro, quello sì…

      Stimolanti gli interventi di Manunta, a questo giro: nel senso che ha dato ulteriori informazioni sul fattaccio, sul quale in settimana in qualche modo torneremo.

      Nel frattempo, visto che la redazione è sempre impegnata (anche a cercare di non prendere il Covid, a scuolina): qualche lettore ha letto prese di posizione di femministe e piddini? Qualcosa ci deve essere, suvvia…

      L’eretico

      • Colpa tua caro Raffa, sei responsabile d aver sdoganato commentatori , sessisti machisti fassisti e intolleranti, a seguito di cio’ ,come ben dovresti ricordare, i civilissimi vigilantes del politically correct, hanno abbandonato il blog dandone pubblici e drammatici annunci.
        Di loro,solo il bon holden/gerry/ab e’ generosamente tornato sulla sua decisione.
        Chiedi dunque a lui eventuali commenti.
        Ma mi pare che abbia solo mostrato interesse per un eventuale confronto/sfida in stile ok corral ,tra te e gozzo di papero.
        Confronto improprio visto che trattasi di due accademici
        Gozzo di papero sarebbe piu’ interessante vederlo a confronto con un rappresentante del popolo gnorante e vanghilografo,che tanto par schifeggiare.

        • Holden Caulfield scrive:

          Anche se non so chi siano quegli altri due rievocati da Sandrino il mazzolatore, che io sono nato a New York, essendo stato chiamato in causa, rispondo volentieri. Gli interventi di femministe e piddini sulle offese alla Meloni sono fioccati come grandine. L’Italia è il paese del melodramma e la vicenda si è gonfiata a dismisura anche per la gestione propagandistica della Meloni, passando da una radio locale ascoltata da 4 gatti a un palcoscenico a dir poco nazionale. Quello che mi chiedo da Holden, essendo io portato a non pormi interrogativi usuali e concentrandomi di più su problemi “secondari” è questo: che io sappia qualsiai esternazione pubblica su mass media di chi lavora in università e aziende pubbliche, dovrebbe prima essere sottoposta a richiesta ed approvazione da parte degli organi di controllo. Quindi ci sono due possibilità, o questo professore ha chiesto l’autorizzazione per questa collaborazione fissa e il nostro ateneo non si è minimamente preoccupato delle performance artistiche di Gozzini oppure non l’ha chiesta. In entrambi i casi il controllo dell’università di Siena è stato nullo e le conseguenze, in termini di figure di merda sono fantasmagoriche. Portati al disonore delle cronache prima da un neonazista e poi per par condicio da un progressista troglodita. Meno male che ci vogliono due concorsi per arrivare a selezionare i cattedratici…

          • Anonimo scrive:

            Caro Holden, i dipendenti universitari sono liberi di esprimersi in tutti i contesti che vogliono. Sono le aziende sanitarie che, con piglio sovietico, impongono il silenzio ai propri dipendenti.

          • Holden Caulfield scrive:

            Allora non dovrebbero neanche sanzionarli, dovrebbero bastare codice penale e codice civile…studierò meglio il regolamento…

  2. alberto bruttini detto "il Cacaccia" scrive:

    PS3
    bella gente bazzica all’Università

  3. Timpanaro, sempre deve far rientrare ogni valutazione nell escatologia marxista, come da copione critica il divin provvidenziale manzoni.
    Cosi’ come difendeva il caritatevole socialismo peloso di deamicis
    Vabbe’ che sembri dargli molta importanza, vedi il tuo recente riferimento
    alla sua difesa del tuo caaaro deamicis.
    Mi chiedo, su’certi autori( timpanaro) c hai speso i dindini , o l hai trovati nella libreria di casa?
    Gozzini stessa zuppa stesso stampino stessa cucina di provenienza.
    E non per difendere la meloncina .
    Ovvero, l intellettuale di scuola sinistro marxista,spesso(quasi sempre) considera il popolo come una massa di deficenti beceri , che ,solo se segue le preziose indicazioni delle raffinate menti illuminate dalla dottrina del radioso sol dell avvenire,puo’ trascendere dalla sua trista bestialitudine.

  4. Daria gentili scrive:

    Non insulti sessisti, il sesso non ci combina nulla. Ma l’ennesima dimostrazione della presunta supremazia dell’ intellighenzia universitaria, di sinistra, radical scikkke……..il peggio del peggio!
    Poi, a sinistra, si meravigliano (?) che il popolo li ha abbandonati.

  5. Ganzi i compagni, prima intervistano Gozzini, senza eccepire sulle sue dichiarazioni, anzi sghignazzandoci sopra durante la diretta radio e suggerendo di aggiungere “peracottara” alla lista delle parole usate dal pregiatissimo prof. del dipartimento, scienze storiche,sociali psicologiche e padagogiche
    Poi si dissociano una volta resisi conto della monumentale figuretta fatta.

    https://www.controradio.it/controradio-sugli-insulti-sessisti-del-prof-giovanni-gozzini/

    Dei fenomeni. Avanti cosi.
    Palumbo , Van straten , da sempre due grandi riferimenti per la comunita’ intellettualtoscana politically correct.
    Gozzini un grande, io lo lascerei ad insegnare, visto che la dissociazione cognitiva e la doppia morale, ormai sono salde colonne del percorso formativo scolastico universitario, in preparazione di individui che siano ben inseriti ed inseribili ,in una societa’ dove tale dissociazione assurge
    a normalita’ e regola, direi che Gozzini sta facendo un ottimo lavoro.
    BADA, io lo candidrei pel premio mangia per la cultura.

  6. Notare bene, tutti stigmatizzano l attacco sessista e misogeno nelle parole di Gozzini.

    Ma il sessismo era ampiamente secondario ,era solo una maldestra aggettivazione del concetto di base, ovvero un accademico di fama internazionale( draghi) non puo’ essere criticato da una persona illetterata .
    Pesciaiola e il resto ,non avevano altro movente che ,appunto come ho scritto nel primo commento,manifestare il disprezzo verso il popolino che deve tacere e non puo’ permettersi osservazioni nei confronti dell elite’ cul turaiola.
    Il sessismo era solo il maldestro condimento alla pietanza a base di, classismo mal dissimulato.
    Codesto tanghero , in un confronto dialettico, poco ci vorrebbe a gnudarlo come un verme.
    Lui e tutta la su mala genia di cicisbei intellettualoidi.
    Ogni universita’ ha i docenti che merita e che meglio la rappresentano.

  7. E chiudo , l ipocrisia e la vilta’ dei guru dell intellettualismo , tosco sinistro di controradio, gli ha fatto togliere dai loro pod cast( o forse la stanno ancora editando?)proprio la registrazione della trasmissione del 19/2 della rubrica bene bene male male, se andate sul sito di controradio potrete ascoltare tutte le puntate degli ultimi mesi di tale rubrica che aveva il Gozzini come tronfio concionatore , tutte, ma non quella del 19/2.
    Anche su fb , e’ stata cancellata.
    Attendiamo curiosi di vedere se mai riapparira’, onde poter usufruire , noi feccia illetterata , contadini vangatori e pesciaiole ,delle lezioni di civilta’ del trio lescano , Gozzini,Palumbo,Van straten.

  8. Paolo Panzieri scrive:

    Caro Raffaele, concordo in pieno con la tua valutazione artistica di Sylvester Stallone come attore non particolarmente versato.
    Il suo “Rambo”, però, ha fatto un po’ la storia, perché forse ha segnato addirittura uno spartiacque per l’autocoscienza e l’autostima del popolo americano.
    La narrazione della tragedia Vietnamita incarnata in primis dal pur splendido “Apocalypse Now” (l’incipit con le pale del ventilatore che sfumano nel rotore dell’elicottero con i Doors in sottofondo è da brividi) è stato (indegnamente) superato, vendicato, sublimato da John Rambo.
    Gli USA erano pronti per vincere la guerra fredda.
    Forse Stallone, quindi, ha davvero fatto un pezzettino di storia.
    Da attore mediocre proprio come Ronald Reagan.
    Peccato che noi ormai abbiamo soltanto grandi interpreti, compreso il fratello di Montalbano.

    • Anonimo scrive:

      Non concordo su questo giudizio, specialmente per quanto riguarda il primo Rambo, totalmente ambientato negli Stati Uniti, che narra dello spaesamento di un soldato tornato dal Vietnam. Rambo è rifiutato dalla stessa società che lo aveva spedito in guerra ed è affetto da disturbo post traumatico da stress. Certo il tutto è pieno di esplosioni e scene da superuomo, ma i temi sono gli stessi de ‘il cacciatore’ e ‘nato il 4 luglio’. I successivi invece sono decisamente sopra le righe, anche se hanno il merito di aver largamente ispirato ‘hot shots’.

      • Paolo Panzieri scrive:

        Ogni guerra genera veterani scossi, spaesati e disadattati.
        Una guerra persa molti di più Una guerra persa male come quella del Vietnam, l’ultima con la leva obbligatoria, ne ha generati moltissimi.
        Rambo rende giustizia a questa categoria dimenticata ed inverte il senso della precedente narrazione.
        Come dice anche Biden: America is Back.
        Poi il discorso si sviluppa nei film successivi.
        Almeno così sembra a me, da antico fan dei Doors e di Coppola,.

  9. Marco Burroni scrive:

    Ma non e’ vero che e’ mancata la solidarieta’ alla Meloni: basta farsi una ricerchina e spuntano attestati di solidarieta’ da parte di tutto l’arco costituzionale, linko solo un articolo https://www.secoloditalia.it/2021/02/insulti-alla-meloni-arriva-la-solidarieta-della-sinistra-da-fico-alla-bellanova-inaccettabili/. Quindi onestamente non vedo cosa ci sia da indignarsi.

    Io per esempio trovo estremamente piu’ grave e piu’ scandaloso il vittimismo della destra: una destra che sobilla i peggiori istinti, che strumentalizza tragedie storiche – come quella delle foibe – a scopi puramente politici, che fa passare politiche discriminatorie per buonsenso, che addita intere categorie ( le comunita’ LGBT per esempio) come pervertiti o i migranti come barbari invasori e che quando parla puo’ usare i peggiori epiteti ( e’ liberta’ di espressione, per Giove!): invece se qualcuno si permette di rivolgere contro una di loro un paio di insulti da scuole medie apriti cielo! Sessismo, misoginia,violenza, prendete provvedimenti! Gnamo, fatevele due risate anche voi, o si puo’ ridere solo quando si insulta la Boldrini o la “gretina” Tumberg?

    • Tu parli di sessismo e misoginia, ma i commenti fatti da me ed altri, invece segnalavano la spocchia classista che emerge dall episodio.
      Stai motteggiando un tipo di vana indignazione che e’ appannaggio esclusivo
      della banda di indignati politically correct che lascio’ il blog tempo fa’.
      Facci caso.

    • Luca scrive:

      O Burroni ma ti ricordi che risate quando in centro hanno avvistato quel professore in mutande e per giunta alato… è Burroni ti ricordi…

      • Eretico scrive:

        Caro Luca, ho pubblicato il tuo commento, riferito a Marco Burroni (sul cui intervento tornerò a breve), non capendoci molto; se vuoi essere gentile, cerca di chiarire meglio il senso di ciò che hai scritto, grazie in anticipo.

        Per il resto, siamo circondati dal Covidde, sic…

        L’eretico

        • Luca scrive:

          Il mio post si riferiva al „gnamo fatevele due risate“… quel professore li due risate me le fece fare… di contro le parole del Gozzini non hanno scatenato in me nessuna risata!

          • Eretico scrive:

            Caro Luca, allora grazie della risposta.

            Appoggio le considerazione dell’avvocato Panzieri su Rambo: ma il senso complessivo di John Rambo icona anni Ottanta del reaganismo resta tutta, come era stato per John Wayne fino ai Settanta, peraltro.

            Stimolante anche il finale del contributo del Resiliente, sulla Chiesa come “holding immobiliare specializzata nel settore alberghiero in regime di tassazione agevolata”; poverini, con il turismo a picco saranno un po’ in crisi anche loro. Lanciamo una petizione dal blog, che ne dite?

            L’eretico

  10. Roberto scrive:

    sulla Meloni mi pare le reazioni della Sinistra ci sono state, vedi Zingaretti o Moni Ovadia, per esempio. Da destra invece non ho mai visto indignazione o condanna per le numerose e reiterate offese fatte da capi politici di destra alla Boldrini, giusto per fare un esempio tra i più clamorosi. Quindi di che stiamo a parlare?

  11. Vedo nero e basta scrive:

    Brevi commenti: riguardo a Stallone non è un grande attore, ma quel suo poco talento l’ha saputo sfruttare bene, ce ne sono di peggiori; riguardo a Cutolo spero che esista veramente l’Inferno e che un posto gelido o rovente sia a lui riservato per l’eternità;riguardo al “vecchio malvissuto” che ne dica qualcuno il Manzoni merita rispetto, quanti capipopolo ci sono anche nell’attualità e che pontificano sui media. Bergoglio non scherza, chi non si vaccina è perduto e senza lavoro, bravo. Bellugi, un grande guerriero, che la terra gli sia lieve, da un milanista. La Meloni se la ride delle fanfaronate di Gozzini, tutta acqua che va al suo mulino, i buonisti hanno fatto l’ennesimo autogol. Ognuno deve avere libertà di opinione, certo, ma non di offesa gratuita e cafona.

  12. Vedo sempre più nero scrive:

    Fuori tema del blog. La pandemia avanza, l’economia langue sempre più, le dosi di vaccino tanto promesse non arrivano. Per una questione solamente politica il vaccino Sputnik non viene preso ritardando la sua approvazione dall’EMA, ancora incombe la maledetta ragion di Stato. Nella nostra Siena si presenta il vecchio problema del suo territorio comunale anacronistico; non si puo’ considerare località come Belverde e Montearioso vicinissime alla nostra Città come frazioni di Monteriggioni lontano da loro più di 10 chilometri. In teoria uno dei suoi abitanti non potrebbe venire a Siena, in cui centro storico raggiungerebbe comodamente anche a piedi. Dovrebbe esserci una deroga in questi casi oppure fargli cambiare comune come propose tempo fa Valentini allora sindaco di Siena; proposta respinta con vive proteste.

  13. Vedo sempre più nero scrive:

    Appendice velenosa: se gli abitanti di Belverde e Montearioso passassero sotto Siena pagherebbero molti soldi in più di IMU. Ecco perché tutto è fermo.

  14. Il resiliente scrive:

    Se ogni domanda può trovare risposta nella scienza la chiesa diventa superfluo intermediario.
    Il riferimento a Rocky ci riporta ad una chiesa concretamente attiva nel far crollare il blocco orientale. Evidente il contrasto con l’approccio attuale, timido e silenzioso nei confronti del governo cinese.
    Se viene meno anche il ruolo di simbolo alla fine cosa resta? Una holding immobiliare specializzata nel settore alberghiero in regime di tassazione agevolata

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