Eretico di SienaFedez, Inter, Caso Rossi - Eretico di Siena

Fedez, Inter, Caso Rossi

Tris di argomenti importanti e soprattutto stimolanti, in questo pezzo infrasettimanale: Fedez, con la sua intemerata; l’esultanza interista per lo Scudetto; una ennesima chicca sul Caso Rossi, in attesa (non troppo lunga, ormai) del libro ereticale sull’argomento.

FEDEZ, l’EX OMOFOBO REDENTO

La primissima cosa da dire è questa, a proposito del monologo fedeziano del Concertone del primo Maggio: come si sarebbe detto a scuolina (ormai non si dice neanche più, i ragazzi vengono compatiti e basta, dalle docenti-mamme), a parte tutto il resto, è andato sic et simpliciter “fuori tema”; come se uno viene interrogato a Historia, e inizia a discettare di Biologia o di Algebra: va bene la multidisciplinarietà, ma che c’azzecca, avrebbe detto Di Pietro?

Quanto ai contenuti, le frasi lette dal rapper – e pronunciate da amministratori leghisti – sono ovviamente inqualificabili, anzi no: qualificano sin troppo bene coloro i quali le hanno pronunciate, senza ma e senza se; sulla Legge Zan, invece, qualcosa da eccepire si potrebbe anche avere, giacché hanno mostrato e mostrano fortissime riserve figure storiche del movimento omosessuale italiano (la Concia, ma non solo), nonché femministe non da spritz come Marina Terragni, nonché esponenti importanti del Pd (la parlamentare Valente del Pd, fra le altre): per esempio, in tutta franchezza non si capisce il perché si debba mettere insieme la questione dei diritti di talune categorie, individuate secondo un canone afferente alla sfera degli orientamenti sessuali ed affettivi, nello stesso calderone in cui si buttano i diritti delle persone disabili. Anche qui: ma che c’azzecca? Si vuole istituire un implicito legame fra le due condizioni, che non ci sembrano proprio paragonabili? Se la stessa cosa l’avesse proposta un anti-Zan, questa cosa non sarebbe stata fatta notare dagli antizanisti (da non confondere con gli antinazisti, eh) odierni, per Zeus?

In ogni caso, una cosa almeno di positivo c’è: i diritti degli omosessuali, attraverso il vortice delle polemiche sulla succitata proposta di Legge, andranno avanti; il centrodestra, pur di boicottare la Zan, ha proposto ieri una Legge che inasprisce a sua volta gli atti contro la discriminazione per motivi di orientamento sessuale. Verosimile che passi una via di mezzo, fra questa e la Zan, e i diritti saranno andati dunque avanti, come è giusto che sia.

Poi, c’è la questione della (presuntissima) censura a Fedez: e qui siamo davvero alle comiche, ci sia consentito chiosare. Figuriamoci se in Rai non ci sarà stata preoccupazione o imbarazzo, ma di qui alla censura ce ne corre. Per rispetto a chi la subisce e l’ha subìta davvero, uno come lui avrebbe dovuto avere il senso della decenza, e tacere.

Infine, last but not least: siamo proprio sicuri che giovi alla cosiddetta Sinistra impiccarsi per la Zan, e per uno come Fedez (peraltro con un passato, lui sì, da omofobo serio)? Non solo per un mero tornaconto elettorale, per una questione identitaria: la Sinistra si sta giocando il mondo del Lavoro, e si vuole impiccare per l’utero in affitto, di grazia? La tempistica del tutto, davvero in conclusione, è quella di chi ha la casa che va in fiamme, e, invece di chiamare i Vigili del fuoco, chiama l’imbianchino per ritinteggiare…

L’ESPERIMENTO INTERISTA

Nello scorso fine settimana (non è uno scoop del blog, eh), l’Inter si è laureata Campione d’Italia, tra l’altro in largo anticipo, succedendo alla quasi decennale striscia vincente juventina: complimenti a tutti (a parte, ovviamente, a Conte, al quale non ci riesce di farli).

Il dato sportivo, però, qui ci interessa il giusto; ci interessa invece, e soprattutto, un commento sulla gran folla che si è data da fare nei festeggiamenti, in Piazza Duomo: decine di migliaia di persone, spesso senza mascherine, con un distanziamento pari a quello di una scuola al suono della campanella in uscita. Come ha detto il professor Remuzzi, prendiamola così: un formidabile esperimento, di cui saggeremo il risultato verso il 17 maggio. C’è il precedente partenopeo, il quale – ci pare di ricordare – non lasciò esiti chiarissimi; oggi, non ci resta che aspettare, dunque.

Certo, dicendo una cosa tanto ovvia quanto comunque da dire: se io non fossi il garantito che sono, e magari avessi speso dei discreti soldini per mettere in (presunta) sicurezza la mia attività al pubblico, dopo mesi di obbligo di stare chiuso, nel vedere le scene milanesi, non so se mi sarei trattenuto dal fare qualcosa di inverecondo. La Historia insegna che le Rivoluzioni, sono nate proprio dall’accumulo di queste reiterate situazioni di oggettiva ingiustizia; oggi, va bene che non ci sono più gli ideali, e le passioni politiche sono tiepide assai (ora, poi, che ci stanno togliendo dalla scena Vito Crimi, difficile trovare un leader ideale cui guardare…): ma il portafoglio è sempre una gran bella leva, va detto. L’ormai celebre “rischio ragionato” di Draghi, piaccia o meno, va in questa direzione: che Zeus ce la mandi buona…

CASO ROSSI: LA COMMISSIONE SLITTA ALL’11 MAGGIO

Doveva iniziare i suoi lavori ieri, invece è slittato all’11 maggio, l’insediamento della Commissione parlamentare (monocamerale) d’inchiesta sul Caso David Rossi: pare niente più che un problema burocratico-procedurale, alla base del rinvio, fino ovviamente a prova del contrario.

Noi, per la consueta chicca settimanale (che, qui sul blog, resta del tutto impunita, in attesa del libro sul Caso in questione), proponiamo (più si approfondisce, più se ne scoprono, peraltro, di chicche) un passaggio di un articolo facilmente reperibile on line (deve essere uno di quelli consultati da chi ha istituito la Commissione); ecco cosa scrive, su “L’Osservatore d’Italia”, tale Roberto Ragone (peraltro riprendendo, molto molto da vicino, le tesi della famiglia), su quel drammatico 6 marzo 2013:

“Sono occorse probabilmente non meno di 3 persone per portare a termine l’omicidio. 3 persone di sesso maschile, di età compresa fra i 25 e i 40 anni, esperti di ciò che andavano a fare, avvezzi alla morte, forse militari o ex militari (noi avremmo puntato di più su ex obiettori di coscienza, sbagliando, Ndr). Senza segni particolari nell’abbigliamento, vestiti in modo anonimo, che non suscitasse curiosità; magari con una borsa di pelle in mano…”. E come no, verrebbe da chiedere?

Ps “I casi di Covid sono 2,5 volte più probabili nei calvi, che in quelli che hanno i capelli”, scrive Dagospia (quelli mezzingoli come lo scrivente, come sono messi?). Sarà davvero così? Ormai si può dire di tutto: sul Covid, come sul Caso Rossi…

 

 

20 Commenti su Fedez, Inter, Caso Rossi

  1. Gp scrive:

    I vertici di RAI 3 andrebbero silurati subito… per aver infilato nel concerto dei I maggio un testimonial di Amazon.

  2. Gp scrive:

    La legge (speriamo di no) Zan è scritta malissimo, non è lunghissima e ne consiglio la lettura a chi volesse farsi un’opinione. Sulla base dell’identità sessuale di una persona, percepita soggettivamente, potrei essere oggettivamente (per la giustizia) omofobo?se la mi figliola trova un signore a pisciare nel bagno delle donne o a farsi la doccia nello spogliatoio se gli do del maleducato rischio qualcosa livello penale? Sono solo esempi, e mi riferisco alle potenziali limitazioni al diritto di opinione e alla possibilità di esprimersi, ad esempio, contro l’utero in affitto e l’adozione dei figli da parte delle coppie omosessuali. In paesi che hanno adottato leggi simili ci sono anche problemi nei penitenziari e negli sport femminili.
    Poi ho un altro dubbio. Nel ddl si parla di orientamento sessuale come ‘attrazione sessuale o affettiva di una persona’, una interpretazione letterale mi farebbe pensare ad una certa tutela di pedofili, necrofili zoofili (si dice?) ecc… che non potrebbero essere discriminati per i loro… gusti. Se licenzio una babysitter perché ha tendenze pedofile mi prendo 6 anni?

  3. Daria gentili scrive:

    La sinistra si evolve, sono passati anni dall’ostracismo verso Pasolini e oggi si attaccano ai sermoni di Fedez …..Anche il neo messia Letta, non mi sembra, come ha osservato qualcuno, che ne abbia ancora azzeccata una

  4. Il resiliente scrive:

    Meglio di tutti i sindacati che riescono a portare sul palco il testimonial di una multinazionale criticata per condizioni lavoro ed elusione fiscale.
    In un anno in cui si è perso quasi un milione di posti ed è stato negato il diritto per decreto, non si è parlato di lavoro neanche il giorno della festa.
    D’altronde del lavoro non frega più nulla a nessuno o quasi. Di certo non ai sindacati che si sono riconvertiti da tempo nel partito dei super “garantiti” (pensionati e statali). Garba a tutti vincere facile. Chi resta fuori si può sempre accomodare sui rulli di Montemurlo. Una tragedia simbolo di questo paese nel quale l’egemonia degli anziani impone il sacrificio dei giovani.

    Il calcio è il moderno oppio dei popoli. Anestetizza le masse. Troppi i benefici per indignarsi dei pochi effetti avversi.
    Di fronte alla fede nulla può la razionalità.

    Le file a Londra davanti al negozio Gucci ed il voto di Madrid ci dicono che anche stavolta gli speranza ed il clan del baffo hanno sbagliato i conti.
    Per l’egemonia culturale sarà necessario attendere la prossima pandemia.
    Annusata l’aria, PD/IV chiedono cambio passo ma nonno Eugenio ha trascorso una vita sulle poltrone e non ricorda neanche più come si cammina.

  5. Al-Mutanabbi scrive:

    “Infine, last but not least: siamo proprio sicuri che giovi alla cosiddetta Sinistra impiccarsi per la Zan, e per uno come Fedez (peraltro con un passato, lui sì, da omofobo serio)? Non solo per un mero tornaconto elettorale, per una questione identitaria: la Sinistra si sta giocando il mondo del Lavoro, e si vuole impiccare per l’utero in affitto, di grazia? La tempistica del tutto, davvero in conclusione, è quella di chi ha la casa che va in fiamme, e, invece di chiamare i Vigili del fuoco, chiama l’imbianchino per ritinteggiare…”. Due considerazioni personali: 1) io scrivo sempre “sinistra”, non “Sinistra”, dato che la lettera grande non la si merita in questo caso. 2) nominare “Sinistra” questa banda di iper liberisti è sbagliato di base. Sinistra non è, visto che non propone mai da decenni una politica di sinistra. Siamo di fronte invece, constatate le proposte e le leggi passate in questi anni, ad un’area di destra liberista e talvolta iper-liberista, fortemente appoggiata a banche e finanza. Nell’arco parlamentare che si delineava solo pochi anni fa, questa politica sarebbe stata (giustamente) incasellata a destra; non una destra sociale, ma una destra liberista, ancor più pericolosa perché più subdola. Quindi, per prima cosa, iniziamo a chiamare le cose per ciò che sono e non per come si auto-narrano: questa non è Sinistra, ma è Destra. Della peggior specie.

    • Eretico scrive:

      Caro Al-Mutanabbi,
      in redazione continuiamo a chiamare Pd, e frattaglie speranzose, Sinistra: sia per le nobilissime origini, che per chiarezza politologica, che per coerenza (difatti anche Fascismo e Nazismo li mettiamo ben maiuscoli); quanto alle posizioni sul tema del Lavoro (maiuscolo), siamo sostanzialmente d’accordo: tra l’altro il furbacchione di Fedez – come rilevato da altri lettori – è testimonial financo di Amazon.

      Comunque, sì: credo che il Pd voglia impiccarsi per gli zanisti affitta-utero, tra l’altro facendo un favore ai destrorsi che così passano – con la loro proposta legislativa – come quelli a favore delle punizione verso gli atti discriminatori, ma senza ideologia; come si dice, auguri!
      L’omofobia – che è un problema assolutamente serio -, si combatte con un’azione culturale seria, non con i commi di Legge. L’aborto ed il divorzio nascevano da diritti che, per l’appunto, non c’erano, nel 1978 e nel 1970: mentre oggi non pare proprio esserci una tale assenza di diritti, per chi abbia qualsivoglia orientamento sessuale.

      L’eretico

    • Holden Caulfield scrive:

      Sostanzialmente hai ragione. Considerando gli “stilemi” e gli ideali classici di sinistra e destra, oggi le parti appaiono rovesciate, le proposte politiche e sociali di quella che noi chiamiamo destra (per me è meglio populismo) sono in continuità con quelle della sinistra del ventesimo secolo (anni novanta esclusi), anche se riservate solo a quelli che loro considerano italiani, e viceversa.
      Probabilmente sarebbe più semplice ricondurre il tutto all’origine, ovvero a dove si siedono i parlamentari nell’emiciclo. Una pura definizione planimetrica.
      Peró io la vedo così, per me la sinistra guarda avanti, mira a costruire un mondo che non c’è, attualizzando le proposte all’evolversi dei tempi, delle tecnologie, della scienza. La destra invece guarda indietro, mira a restaurare un mondo che non c’è più, i privilegi di parte, industriali, borghesi o proletari, ognuno secondo le sue predilezioni ideologiche ed il suo senso di appartenenza.
      E con questo non voglio assolutamente dire che la sinistra sia identificabile con il piddì.
      Tu da che parte stai?

    • Paolo Panzieri scrive:

      Concordo, ma non sul fatto che la sedicente sinistra attuale faccia politiche di destra o men che meno liberali.
      La vera e propria persecuzione perpetrata negli anni in danno delle imprese e dell’inizativa privata in genere, unita all’assoluto disinteresse per gli interessi nazionali, preclude ogni possibile interpretazione in proposito.
      Questa specie di sinistra, orfana del Comintern, invece della socialdemocrazia di stampo europeo, ha scelto piuttosto la linea radical chic del democrat americani: super riccchi, multinazionali (ma senza averne di nostre …) e tutela (più che altro a chiacchiere) delle minoranze, non delle masse e giammai contrasto alla povertà, il cui sviluppo anzi è funzionale all’ampliamento della loro base elettorale.
      Se vogliamo mutatis mutandis è la stessa politica dei populares dell’antica Roma: pochi patrizi illuminati ed una massa amorfa, informe di clientes, che vivono felici e nullafacenti con le briciole della loro magnanimità (il reddito di cittadinanza) e delle loro fondazioni benefiche (più che altro per le loro tasse impagate).
      Pulizia etnica di ogni libertà di opinione attraverso il pensiero unico, dittatura del politicamente corretto e delle multinazionali.
      Fedez, piaccia o no, è la rappresentazione plastica di tutto ciò: ha un pacco esagerato di soldi, è al servizio di Amazon, si erge a paldino di diritti che in vita sua ha sempre calpestato, reclamando contestualmente il discutibile diritto di attaccare a piacimento gli avversari politici dei suoi padroni senza contraddittorio, a spese del servizio pubblico.
      C’ha pure il collo come l’uomo ragno, che volete di più?

      • Al-Mutanabbi scrive:

        Esiste, purtroppo o per fortuna, una scienza che si chiama Scienza della Politica. La insegnano nelle università da anni. Ordunque, tale scienza, al di là delle singole opinioni, ha, fra le altre cose, costruito una griglia che comprende i FATTI, ovvero le leggi che un partito vota in Parlamento o alle quali concede comunque la fiducia. Bene, ciò che da anni fa il PD e le sigle precedenti e’ fare o votare leggi che, in tale griglia, cadono sotto la sigla che oggi verrebbe designata come “liberista”, che di sinistra proprio non ha niente. Se invece si designa di sinistra uno schiavo della finanza che canta “Bella ciao”, allora ok. Altra questione è ciò che il PD ha rubato o distrutto, lì ci dovrebbero essere i tribunali. Rispondo a Holden: io non sto né con la sinistra ne’ con la destra, sono un marxista ogni giorno più convinto dal punto di vista ideologico. Dal punto di vista pratico, un totale autarchico. Dal punto di vista partitico, voto Partito Comunista, in assenza di Democrazia Proletaria.

        • Paolo Panzieri scrive:

          Da politicamente ignorante, dubito fortemente che la politica sia scienza e che coloro che la studiano (o meglio la rincorrono) la capiscano davvero.
          Di certo, se si guarda la produzione normativa degli esecutivi a trazione PD (e dintorni) dal job act, alla legge Fornero, effettivamente di sinistra c’è poco e niente. Direi niente.
          Ma neanche di destra (esiste una destra sociale assai garantista da sempre) o conservatrice (unioni civili, legge Zan, jus soli) e neppure liberale (fare l’interessse delle multinazionali e delle grandi aziende soltanto non fa bene al mercato, anzi) o nazionalista (l’esterofilia è un tratto – mi pare – ormai congenito).
          Come scrivevo è stato scelto un taglio liberal e democrat che non è né destra né sinistra, ma praticamente solo … fuffa radiczal chic in stile Obbbama.
          Adoperando categorie marxiste, ti do ragione, una politica certamente reazionaria e paternalista.
          Liberista, non liberale. E le parole sono importanti …
          Quanto al partito comunista che evochi, Marco Rizzo a differenza di Speranza, Bersani e Fratoianni, in modo coerente (una virtù rara di questi tempi) mi pare sviluppi analisi assai lucide e spesso condivisibili.
          Soprattutto in tema di autarchia, che evochi spefificamente, che vuol dire soprattutto indipendenza economica e pure ideologica. Merce rara ai nostri giorni.
          Dubito che le sue ricette, fallite nel ventesimo secolo, possano essere buone per il ventunesimo, ma questa è un’altra storia.

          • Al-Mutanabbi scrive:

            Sig. Panzeri, insisto. Esiste una Scienza della Politica. Io sono un laureato in Scienze Politiche. Esistono libri e manuali di Scienza della Politica (Le consiglio uno che al tempo adottava il mio corso universitario, “Manuale di scienza della politica”, di Pasquino e Bartolini). Esistono politologi, come lo stesso Pasquino, Sartori, Cotta, ecc. Insomma, la politica è anche una Scienza… E certo che uso il termine “liberista” o “neo-liberista” o “iper-liberista”, concetti diversi (qualcuno dice addirittura contrari) da “liberale” e simili.

          • Paolo Panzieri scrive:

            Non ne dubito e conosco pure l’esistenza del corso di Scienze Politiche!
            Al tempo ho anche sostenuto con profitto l’esame di Economia Politica.
            Nell’occasione ho pure compreso il senso scientifico matematico della dottrina marxista.
            Sulla differenza tra liberista e liberale – mi pare – siamo d’accordo, come sulla sostanza delle cose e questo mi fa piacere, sopratutto perché le guardiamo da angolazioni abbastanza diverse.
            Pasquino, Sartori etc., però, non mi pare che a memoria d’uomo con la loro scienza non c’abbiano chiappato mai niente sulle dinamiche politiche italiane e per questo – come detto – preferisco rimanere ignorante: magari si sbaglia lo stesso, ma, avendo meno preconcetti e sovrastrutture, forse si evita qualche cantonata ogni tanto.
            Nietzsche del resto lo teorizzava in linea generale per la conscenza e lo studio del passato.
            Leggerei, invece, molto, molto volentieri il manuale di psicostoria di Hari Seldon.
            Altre Fondazioni, altro che i miseri resti di quella MPS, da fantascienza …

  6. Luca scrive:

    Il nuovo paladino della sinistra è in Toscana con la sua Lamborghini. Bellissima questa sinistra arcobaleno…

  7. Al-Mutanabbi scrive:

    Sig. Panzieri, io non so se Pasquino e Sartori c’abbiano chiappato qualcosa sulle “dinamiche politiche italiane” (???), però so normalmente cosa deve fare un politologo: analizzare e studiare i fenomeni sociali e politici. Ecco, da questo punto di vista, che più e chi meno, i suddetti qualcosina hanno fatto. Io penso che altre figure dovevano o dovrebbero chiapparci qualcosa sulle dinamiche politiche italiane. Ciò detto, siamo partiti da un discorso che, in modo incontrovertibile, la Scienza della Politica designa in quanto tale. Altre cose, ripeto, sono opinioni. Circa il suo discorso sul rimanere dis-informati (alla Carmelo Bene), lo sposo in modo assoluto.

  8. Anonimo scrive:

    * multidisciplinarità

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