Eretico di SienaLa domenica del villaggio: Indro, Piera, Nicoletta (e 2 Ps) - Eretico di Siena

La domenica del villaggio: Indro, Piera, Nicoletta (e 2 Ps)

Dopo le feriette agostane (che meritano, peraltro, almeno un altro pezzo di approfondimento: wait and see), si torna alla consueta rubrica cultural-domenicale del blog: tre argomenti principali, come sempre (manca la rubrichetta manzoniana, che si riprenderà in autunno).

Si parte con i 20 anni dalla morte di Indro Montanelli, visto che domani – lunedì 23 agosto, ore 18, bastione San Domenico in Fortezza – con Danielito Magrini, sarà un onore ripercorrerne la lunghissima carriera. Di giornalista, ed anche di divulgatore storico. Poi, due lutti da ricordare: Piera Degli Esposti, grandissima attrice; e Nicoletta Orsomando, la primissima delle “signorine buonasera” della gloriosa Rai.

QUANTO CI MANCHI, CARO INDRO!

Nel luglio del 2001 – giusto in tempo per risparmiarsi i fatti genovesi e l’11 settembre -, ci lasciava Indro Montanelli, il Principe del giornalismo italiano del Novecento. Toscano di Fucecchio (un suo parente fu grande figura risorgimentale), classe 1909, salutava i suoi tantissimi lettori, alla venerandissima età – per un nato nella primissima parte del XX secolo – di 92 anni.

Domani, della parte giornalistica (Corriere della sera, Il Giornale – da lui stesso fondato, nel 1974 -, La Voce, poi ancora il Corrierone) parlerà Daniele Magrini, mentre lo scrivente discetterà soprattutto del Montanelli divulgatore storico, autore di libri di grande successo, capaci di attirarsi le critiche biliose di gran parte degli storici accademici d’Italia.

Qui ed ora, però, sia consentito andare a quella mattina del 2 giugno 1977, allorquando – all’uscita dell’hotel milanese in cui era solito alloggiare – il grande giornalista fu gambizzato (allora, era un neologismo) con grande perizia da un commando della colonna milanese delle Brigate rosse (Walter Alasia); commando composto da Franco Bonisoli (che sarà uno dei protagonisti della strage di Via Fani, meno di un anno dopo), Lauro Azzolini e Calogero Diana. Secondo Montanelli, a sparargli fu Bonisoli, come ricorda Dino Messina nel libro che Il Corriere della sera ha fatto uscire per il ventennale (mentre su Wikipedia si scrive che, ad azionare la 7,65 con il silenziatore, fu il Diana); Montanelli girava armato, ma fortunatamente non ebbe il modo ed il tempo di estrarre la sua arma; ed altrettanto fortunatamente, il Bonisoli, con i suoi 4 colpi andati a segno, non colpì organi vitali (gli dobbiamo dire bravo, per questo?).

Due cosette, per finire (chi ne vuole sapere di più, venga in Fortezza): Piero Ottone ed Arrigo Levi – fior di professionisti, sia chiaro – , allora Direttori il primo de Il Corriere della sera, il secondo de La Stampa, quasi nascosero la notizia, per chiara invidia personale: e questo fa capire che si può scrivere molto bene, ed in modo informatissimo, ed essere al contempo persone “non verticali”, per così dire (in molti salotti della Milano radical chic, si brindò a champagne, per l’occasione); al contrario, se prendete la montanelliana “L’Italia del Novecento” – uscita per Rizzoli a fine Novanta, scritta con Mario Cervi -, avrete una sorpresa, sfogliando l’Indice dei nomi: il nome di Franco Bonisoli, abbinato all’attentato, non c’è neanche. La signorilità non è acqua, dunque.

Inoltre, Montanelli – da laico risorgimentale impenitente, ammiratore della Destra storica, così diversa da quella che si era trovato davanti durante la sua attività – seppe dare dimostrazione di cosa sia il perdono autentico, andando in carcere, una decina di anni dopo, ad incontrare i suoi attentatori. Grandissimo giornalista, e uomo non da meno…

NICOLETTA ORSOMANDO, LA “SIGNORINA BUONASERA”

Correva l’anno 1953, il 22 ottobre per la precisione: la televisione era ancora in fase del tutto sperimentale, e comunque l’apparecchio non ce l’aveva quasi nessuno (la tv nasce come elemento classista, non c’è dubbio alcuno): Nicoletta Orsomando annunciò un documentario naturalistico della BBC (passano i decenni, e continuiamo a comprare i documentari da loro, sic).

Fino al novembre 1993, la Orsomando è stata, per antonomasia, la annunciatrice della Rai, dimostrando tra l’altro un attaccamento all’azienda davvero non da poco. Pur corteggiatissima dalle sirene Mediaset, lei non si fece allettare: Corrado, Mike, Baudo, Santoro a livello giornalistico, tutti hanno “tradito”, prima o dopo. La Orsomando, invece, no: se uniamo questo elemento alla dizione perfetta, al sorriso alla Virna Lisi e alla eleganza a più ampio raggio, che aggiungere di altro?

Forse avrebbe potuto essere valorizzata ancora di più, ma pare non avesse molti santi in Paradiso, a differenze di altre; la gratitudine del suo pubblico, quantomai intergenerazionale, però, resta tutto. E non è poco: il fatto di non avere padrini, magari penalizza all’inizio, mentre dopo diventa sempre un valore aggiunto.

PIERA DEGLI ESPOSTI, APPOGGIATA A QUELLA RENAULT ROSSA

“Dimmi con chi hai lavorato, e ti dirò chi sei”: parafrasando la manzoniana Donna Prassede (per non farci mancare, neanche oggi, almeno un assaggio del Gran lombardo), la grandezza di attrice di Piera Degli Esposti potrebbe già dirsi tutta qua. Una che – fra teatro e cinema – ha lavorato con gente del calibro di Ferreri, Pasolini, Wertmuller, Bellocchio, Tornatore, Taviani, fino ad interpretare la assillante madre del protagonista del morettiano “Sogni d’oro”. Sono sufficienti, di grazia?

Sì, una autentica curiosità c’è; sul Corriere della sera (15 agosto, pag. 39), Aldo Cazzullo ricorda un episodio che lo scrivente ignorava del tutto: la povera Piera – una che nei suoi 83 anni di vita, fra malattie e problemi familiari, ne aveva già viste delle brutte – si trovò suo malgrado accanto alla drammaticamente famosa Renault 4 rossa, in Via Caetani, quella mattina del 9 maggio 1978. Accanto al cadavere di Aldo Moro, pochissimo prima che il bagagliaio venisse aperto. Stava aspettando una persona (tal Aristide Brusa), che le doveva consegnare brevi manu i biglietti del treno per andare a Siracusa a recitare il ruolo di Elettra; a cagione di problemi di salute, il medico le aveva detto di non prendere assolutamente l’aereo. Stette per più di un’ora accanto appoggiata al retro della Renault rossa, emblema di quella tragedia: in pratica, quasi fino a quando arrivò Cossiga, allora (pessimo) Ministro dell’Interno.

Qualche anno dopo, il Fato le fece interpretare (in modo magistrale, giacché vinse il Donatello come migliore attrice non protagonista) la segretaria di Giulio Andreotti, ne “Il Divo” di Sorrentino…

Ps 1 Appuntamenti della settimana in Fortezza: domani – come già scritto sopra – l’evento su Indro Montanelli (ore 18), con lo scrivente e Danielito Magrini a discettare sul grande Indro; giovedì, poi, big event (sempre in Fortezza alle ore 18): la primissima presentazione de “Cronaca di un suicidio (annunciato)”, con l’autore – chi sarà? -, e Camilla Conti. In entrambi i casi, gli assenti agli eventi hanno sempre torto!

Ps 2 Scritto tutto questo, ci si butta sulla conferenza stampa del Commander in chief Joe Biden, su Rainews: che potrà ancora dire, di fronte a cotanto scempio?

20 Commenti su La domenica del villaggio: Indro, Piera, Nicoletta (e 2 Ps)

  1. alberto bruttini detto "Il Cacaccia" scrive:

    Siena vs. Roma seconda parte.
    Innanzitutto scusate per la estrema sintesi ma ho cercato di non andare al di la dell’indispensabile.
    Anche il nuovo podestà – Mario Tadini Buoninsegni – si scontrò con il Ministero ma non riuscì nell’intento di modificare la legge e, dopo nemmeno due anni dalla nomina, rassegnò la dimissioni.

    Fu allora nominato podestà un giovane di belle speranze – Laureato in ingegneria a 23 anni – Luigi Socini Guelfi, il quale si occupò quasi esclusivamente del problema MPS e ne parlò con l’arcivescovo Marina.
    Dopo qualche giorno partirono ambedue alla volta del Vaticano a parlare con l’allora segretario di Stato.
    Questi si fece carico di accennare alla questione con il Papa il quale inviò il segretario a parlare con Mussolini.
    Durante il colloquio con il Duce gli fu ricordato che pochi anni prima aveva firmato il “Concordato” fra Stato e Chiesa e che una città come Siena, da sempre fedele alla “Vergine”, non poteva essere trattata come tutte le altre città.

    Il giorno dopo tornarono a Siena da trionfatori.

    Quasi sessant’anni dopo ci pensò il Dr. Sottile a definire, una volta per tutte, la questione delle banche.

    Grazie per l’attenzione

    • Daria gentili scrive:

      perso per perso, l’iniziativa potrebbe anche essere replicata dal sindaco e dal cardinale arcivescovo e chissà se almeno il santo padre può intercedere con ………..“ San Draghi “

  2. Brandano scrive:

    Mi scuso subito per l’off topic totale, ma vedo che anche il Cacaccia invece che parlare di Montanelli, Degli Esposti o della Orsomando ha scritto di Socini Guelfi…
    Ieri sera ho visto, in mezzo a tanti turisti, il rientro del Drago e poi della Civetta. Tutto ordinato (specie nelle primissime file, quelle dirigenziali), parecchie mascherine (soprattutto del gentil sesso). In ogni caso, come è logico e previsto, se a livello di popolo dietro alla comparsa si parla di distanziamento, quello è un’altra cosa.
    Lo chiedo ai lettori-commentatori, in modo molto trasparente: c’è più ordine, pur senza distanziamento, in un evento come questo o nei cortei post Nazionale? Purtroppo, come dimostra il rave party in Tuscia, ormai è chiaro che c’è una totale divergenza fra ciò che è organizzato a livello ufficiale, e lo spontaneismo, soprattutto se ci sono i grandi numeri. Prendiamone atto. Palio a sorpresa?
    Grazie dello spazio, complimenti per il blog all’Eretico, e giovedì in Fortezza ci sarò di certo, sto anche pubblicizzando con i colleghi (montepaschini).

  3. Marco scrive:

    Altro,off..
    Il,paradosso dell’assessore che critica se stesso per il decoro che doveva difendere….grottesco!

  4. Brandano scrive:

    Sono d’accordo con Marco: l’Assessora Buzzichelli non può sempre scaricare sugli altri, non è molto convincente.
    Scusate se insisto su quella cosetta del Palio: viste le immagini di Roma-Fiorentina di domenica? Come detto tante altre volte, in pratica io non posso andare in un museo senza green pass, ma con il gp (controllato bene a tutti gli ultras?) posso andare a berciare nel muso ad uno ad un centimetro scarso da me, per più di un’ora e mezza. Ma dai…

  5. Lara scrive:

    i nodi vengono tutti al pettine!
    Bene l’alternanza x far capire ai sinistrosi che nulla è scontato e che la vittoria alle elezioni va guadagnata!
    E per far capire ai sovranisti nostalgici che non si amministra con i muscoli e i berci ma con la preparazione politica e amministrativa…in 3 anni hanno peggiorato una situazione difficilmente peggiorabile: cultura, rifiuti,traffico, scuola, sicurezza, urbanistica, lavori pubblici( al netto del periodo sportelliano) sport, contrade, decoro….
    La,peggiore amministrazione di sempre!
    Si salva solo l’eretico di siena ( x cui non si capisce cosa aspettino a nominarlo assessore…)
    Ps. Gli altri blogger si sono nascosti, giustamente, appena capito l’andazzo!

  6. UNA INCERTA (PRIMA) scrive:

    Sarò di sicuro domani in Fortezza per la presentazione del libro, che ho letto durante le vacanze (da buona senesona, a Follonica, mi perdoneranno i lettori critici sulla località).
    La lettura mi ha sconvolta, perché io ero come moltissimi altri assolutamente convinta della tesi omicidiaria, e invece il libro dimostra esattamente il contrario, in modo più che convincente, facendo emergere un autentico scandalo mediatico. Sarà che forse semplicemente non posso staccarmi del tutto da ciò che ho pensato per anni ed anni in precedenza, ma non riesco a credere, proprio non ci riesco, che alcuni familiari a freddo si siano messi a creare tutto questo.

  7. alberto bruttini detto "Il Cacaccia" scrive:

    i montanari vivono solo nelle loro amate montagne o qualche volta scendono, purtroppo, anche in città ?

    • Eretico scrive:

      Per chi non l’avesse capita al volo, quella di Albertone è una battuta dedicata al neo-Rettore della Università per stranieri, Tomaso Montanari; il quale, per rimarcare il suo profilo di Sinistra-Sinistra, ha in effetti ecceduto, parlando delle Foibe con tono di fatto quasi negazionista.
      Non c’è bisogno di ripetere quanto abbiamo detto e scritto, a partire dal Giorno del ricordo, sul complesso argomento…

      L’eretico

      • Holden Caulfield scrive:

        Io sono sorpreso ancora una volta dalle capacità autolesionistiche senesi. Ci sono dei ruoli che per definizione andrebbero assegnati a persone equilibrate, se non neutrali almeno apparentemente neutre, tendenti al grigio. Il Rettore di un Ateneo dovrebbe limitare la sovraesposizione proprio perché ha un ruolo da garante di una Istituzione. A Siena evidentemente queste cose “normali” non sono possibili e così il corpo elettorale dell’UNISTRASI ha effettuato questa scelta moderata. Così immancabilmente dopo l’esaltazione di Hitler e gli insulti alla Meloni è arrivata prevedibile la sparata di Montanari. Un Rettore, non ci si crede. Almeno gli altri Professori devono la loro posizione ad una Commissione (o due) e alla chiamata di un Dipartimento, questo no, è proprio stato eletto dall’Ateneo al gran completo. Ora voglio vedere cosa faranno, a logica dovrebbe intervenire come negli altri casi il Collegio di Disciplina, di solito nominato dal Senato Accademico presieduto dal Rettore. Non so se ridere o piangere.

        • Paolo Panzieri scrive:

          Sono molto d’accordo con te stavolta ed apprezzo la nettezza della tua posizione.
          Più che un abito tendenre al grigio, però, a mio parere si dovrebbe indossare semplicemente quello istituzionale, che può essere anche sgargiante, basta non sia di parte…
          Chi rappresenta un popolo, una comunità un’istituzione, infatti, ha il potere-dovere di rappresentare sempre tutti: quelli che la pensano come te, ma sopratutto gli altri.
          Le continue ed inutili professioni di fede politica o religiosa, quindi, non solo sono fuori luogo, ma probabilmente rappresentano soltanto un indice di debolezza e di inadeguatezza.
          Non si ricopre un ruolo perché lo si è meritato, ma soltanto perché qualcuno ti ha nominato e per questo vi è la necessità di ringraziarlo glorificandolo e blandendolo in continuazione, anche a sproposito.

  8. Anonimo veneziano scrive:

    Interessante la proposta in consiglio comunale in merito alla storicità delle foibe.
    E se il nostro ospite ereticale proponesse una sua ” eresia”?

    • Eretico scrive:

      Caro “anonimo veneziano”,
      non ho capito esattamente cosa vorresti, forse perché oggi sono impegnato sul Caso Rossi: puoi spiegarti meglio, di grazia?
      La mia posizione sulla tragedia delle foibe comunque è chiara: l’ho scritta sul blog svariate volte, e lo scorso febbraio ho detto pubblicamente ciò che penso al Parco intitolato a Norma Cossetto.

      L’eretico

      • Anonimo veneziano scrive:

        Sarebbe interessante e gradito un appuntamento da re organizzato e preparato, magari con la ollaborazione dei tuoi studenti, sull’argomento, per fugare dubbi storici e divulgare quanto le fonti ci hanno tramandato. La tua professionalità e serietà al servizio di tutti coloro che per mancanza di tempo o di volontà non conoscono le circostanze in questione . Magari alla biblioteca.

        • Eretico scrive:

          Ah, ora capisco!
          In Comunale, nel 2019, è venuto Dino Messina – equilibrato giornalista e storico del Corriere della sera – a parlarne, per esempio; ma altre cose faremo di certo, nel prossimo febbraio.

          A “Vedo nero”: la parte sul Montanelli divulgatore storico era quella di cui avrei parlato io, l’altra sera in Fortezza in occasione dell’incontro sui 20 anni di Indro, se solo Giove pluvio non ci avesse messo lo zampino, sic.

          Ieri, a proposito di Fortezza, ottimo evento sul Caso Rossi: prego chi ne voglia scrivere di aspettare il mio pezzo, che in giornata sarà sfornato…

          L’eretico

          • Vedo nero e basta scrive:

            Penso che il tuo evento su Montanelli sia solo rimandato. Quando ci sarà verrò a sentirti.

  9. Vedo nero e basta scrive:

    Povero Indro messo alla berlina per il fatto della piccola abissina che poi si era sposata ed il primo maschio l’aveva chiamato come lui, segno che poi il Nostro non l’aveva trattata male. Ma il politicamente corretto, la politica vuota cervello stanno facendo, li faranno, grandi danni in questa società. Dimenticati i suoi meriti giornalistici, letterari ed altro si rinvanga un episodio che era inserito in tempi e modi ormai preistoria. Come detto, se poi la ragazza era rimasta in buonissimi rapporti per qualcuno politicamente corretto non conta nulla. A Montanelli devo la mia passione per la Storia da quando iniziai a leggere i suoi libri sulla Storia italiana dalle origini ad oggi, scritti prima con la collaborazione di Gervaso e poi di Cervi. Gli sono debitore del mio passaggio dalle tremende seggioline (4) all’agognata sufficienza in italiano scritto perché apprezzando il suo stile coinciso e chiaro, copiandolo indegnamente, ero riuscito ad abbandonare i miei periodi chilometrici in cui spesso mi ci perdevo con pessimi risultati finali.

  10. Roberto scrive:

    A tutti i santificatori di Montanelli (persona che non aveva paura di esprimere con veemenza le proprie opinioni contro tutti e contro tutti) mi piacerebbe chiedere cosa pensassero e scrivessero di lui quando andò in rotta col suo ex editore Silvio (dando dimostrazione di avere la schiena dritta, a differenza di numerosi suoi colleghi) All’epoca non furono teneri i commenti degli allora adulatori forzaitalioti (oggi Salviniani o Meloniani).

    • Eretico scrive:

      Correva l’anno 1994, e Montanelli dimostrò, ancora una volta, di essere, piacesse o meno, un hombre vertical: rinunciò ad autentiche paccate di soldi, garantiti e sicuri, per creare ex abrupto un giornale (La Voce), il quale ovviamente durò poco più dello spazio di un mattino.
      E subito, da giornalista odiato nei salotti radical chic, ne divenne una icona in senso antiberlusconiano: in Italia, accade così…

      L’eretico

      • francesco scrive:

        Buonasera.
        secondo me sarebbe invece da chiedere qualcosa riguardo al rapporto conl’ambasciatrice statunitense Clare Boothe Luce.
        ancora adesso mi viene un senso di disagio nel rileggere quelle corrispondenze.

        Saluti

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