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L’occasione perduta di Mussari Giuseppe

- 16/02/22

In redazione, si era deciso di procedere con un’altra scaletta: stasera, un pezzo in memoria di Aldone Brocchi, del quale ieri si sono celebrati i funerali; poi, fra giovedì e venerdì sera, un uno-due sulle audizioni di Mussari Giuseppe e del PM Aldo Natalini; in tutta franchezza, davvero disgustati da ciò che abbiamo visto e sentito nella audizione della mattinata (finita alle 14,06, con la consueta segretazione di Sherlock Migliorino), non possiamo esimerci dallo scrivere subito, e solo sull’avvocato calabrese.

LA COMMISSIONE: TAPPETINI D’ORO, A CHI STA BENE ALLA FAMIGLIA

Primo punto, su cui invito tutti a guardare il registrato e a ragionare con la propria testolina, sine ira ac studio: chiunque venga a parlare a favore della famiglia (l’ex Presidente di MPS ha ribadito più volte che lui sta, in modo “ontologico”, dovunque stia Antonella Tognazzi: chapeau per la invidiabile scelta di campo, la quale almeno più chiara di così non sarebbe potuta essere), viene trattato con tappetini dorati. Inchini, qualche genuflessione, se non una autentica proscinesi da parte di qualcuno. Randellate per tutti gli altri.

A Mussari è stato concesso di interrompere più volte i Commissari (e con che tono!), quando voleva farlo: ad altri, è toccato l’onore di essere interrotti in continuazione, invece; a lui, è toccato il privilegio di non essere mai interrogato in forma prettamente inquisitoriale, come è capitato ad altri (e come domani toccherà al PM Natalini, al quale verrà fatta l’analisi del sangue, e gli verrà domandato di che colore aveva i calzini quella sera: e se non lo ricorda, sono guai…).

Prendiamone serenamente atto (ma almeno non facciamoci prendere per ebeti totali): questa Commissione vuole la Verità, ci mancherebbe. Con un po’ di asimmetrico pungolino per i PM, suvvia: per rendere più saporito il tutto.

D’altra parte, il tiro al Magistrato oggi è di gran moda, no? Da una parte i libri di Sallusti e Rizzo, con Palamara onnipresente in Tv (lui sì, figura di PM specchiato, eh); dall’altra, la Commissione di inchiesta sul Caso Rossi; finite le audizioni, ecco arrivare i lanci e le sparate mediatiche che arrivano sui media nazionali, per poi sgonfiarsi il giorno dopo (nel silenzio generale), tipo quella del PM Nastasi dentro il vicolo: un combinato disposto perfetto, in attesa dei Referendum primaverili…

LA TOGNAZZI SMENTITA SUI RAPPORTI MUSSARI-ROSSI

In ogni caso, non potendo smentire l’evidenza, l’ex Presidente Mussari Giuseppe ha dovuto ammettere la fraterna amicizia con Rossi: le cene ed i pranzi, addirittura la trasferta sulla casa dell’Amiata (“mia moglie non c’era”, dice l’avvocato calabrese); ma non era stato detto decine di volte – dalla Tognazzi in Rossi -, che il marito era un manager del tutto indipendente, che “faceva il suo” senza legami con nessuno? Che con Mussari, da parte del marito, c’erano solo rapporti professionali? Carta canta, grazie a Zeus. Se solo trovasse chi la ascolta…

Qualche solerte Commissario, infatti, avrebbe potuto fare notare la circostanza; invece no, neanche Sherlock Migliorino: con qualcuno, si vanno a cercare le foto “compromettenti” (sic), nei confronti di contraddizioni macroscopiche come questa, invece, si sta zitti. Delle due l’una: o le cose non si sanno, o non si vogliono dire. Tertium non datur, e – fra le due cose – non si sa cosa sia peggio.

Altra circostanza, fra le tante (torneremo comunque, in futuro, sull’audizione); è stato chiesto a Mussari Giuseppe da chi fosse stato avvertito della morte dell’amico-fratello: non se lo ricordava (per analoghe dimenticanze, fuoco e fiamme, in questo caso neanche mezzo cerino spuntato); ma soprattutto: l’ex Presidente seppe come tutti della tragedia poco dopo; era nella villa nella Strada degli Agostoli. Non andò sul luogo della tragedia, né a casa del suicida-fratello, a trovare la famiglia: Mussari ha ricordato il contesto, pesante per lui. Non se l’è sentita, quel 6 marzo 2013. Ha ragione: il contesto era pesante (Rossi si era suicidato per il clima d’odio dei blogger, scrisse il Corriere di Siena: ricordiamocelo sempre).

Però, allora, mettiamola così: ognuno reagisce a modo suo, di fronte ad una tragedia; c’è chi, di fronte ad un amico-fratello morto, fa cose irrazionali, rischiose, ma dettate dall’amicizia.  Mussari invece rimase in villa, come detto da lui stesso. Qualcuno, ancora una volta, potrebbe approfittarne per chiedere scusa a Giancarlo Filippone, lapidato mediaticamente – dopo che qualche manina aveva mandato negli States il video di lui davanti al corpo -, perché non si era strappato i capelli davanti al corpo senza vita dell’amico. Da oggi, sappiamo che ci fu chi non uscì neanche da casa, per la stessa, identica, tragedia…

UN’OCCASIONE (NON RIPETIBILE) PERSA

Una considerazione sull’atteggiamento con il quale Mussari Giuseppe si è presentato in Commissione, dunque al pubblico: sembrava arringasse, ci ha fatto ricordare quando – da Presidente MPS – difendeva con veemenza, e con successo giudiziario, don Giuseppe Acampa ( qui si riaprirebbe un discorso che ci porterebbe lontano assai…).

A nostro modo di vedere, l’avvocato calabrese ha perso un’occasione storica: si fosse presentato con un tono un po’ più umile e meno baldanzoso, magari ammettendo qualche erroretto manageriale su Antonveneta (minuscolo, figuriamoci, un’inezia), avrebbe lanciato un implicito, ma chiarissimo, segno di pacificazione, di fronte soprattutto ad una comunità che, a cagione del suo ben fare (e delle campagne mediatiche orchestrate da David Rossi per legittimare l’operazione Antonveneta), ha perso per sempre il controllo di una plurisecolare banca. Non c’è bisogno di improvvisarsi Pier Pettinaio, campione senese di umiltà: basterebbe capire di non essere più Provenzan Salvani, tutto qui.

Ha invece fatto esattamente il contrario, Mussari Giuseppe. Inutile snocciolare le assoluzioni (vedremo a Milano come andrà l’appello), il problema è l’acquisto Antonveneta: tutto sommato, un mezzo affarone, è parso volerci dire oggi l’avvocato calabrese.

Infine, il rispetto dell’altrui intelligenza: la comunità su cui dominava, quella senese, in effetti non si è dimostrata molto reattiva, diciamo pure intelligente, quando Mussari regnava sulla città, passando senza soluzione di continuità dalla Fondazione alla presidenza della banca, e portandosi sempre dietro David Rossi (divenuto financo “straordinario esperto di Storia dell’Arte”, nella odierna ricostruzione mussariana).

A chi gli ha chiesto se i bigliettini presuicidari trovati nella sua stanza (che appartengono al Rossi perfino da perizia grafologica voluta dalla famiglia, come i lettori del blog sanno), secondo lui appartenessero allo stile dell’amico-fratello, Mussari ha risposto recisamente di no: aveva tutto un altro stile, lui. Ci mancherebbe altro: i due parlavano del Bello, del Giusto, di Urbanistica. Argomenti alati, da cenacolo radical chic.

Mussari Giuseppe ha consigliato di confrontare lo stile dei bigliettini – di uno che si sta per ammazzare – con la (imperdibile) prefazione che i due scrissero per il catalogo patinato  della mostra di Corto Maltese, per dimostrare che la cifra dell’amico non fosse riconoscibile, nei bigliettini: come se i due contesti, i due momenti fossero – anche in un remotissimo modo – paragonabili.

I senesi del XXI secolo non hanno certo brillato, e non brillano, per particolare perspicacia, lo ribadiamo ancora una volta; l’essere trattati da autentici, inguaribili, nonché perfetti idioti, però, sembra francamente eccessivo…

19 Commenti su L’occasione perduta di Mussari Giuseppe

  1. Spettatore critico scrive:

    Comunque… qualcosa di importante l’ha detto:

    1) ontologicamente sta con la famiglia, Rossi era un fratello. E questo è il filtro da applicare alla comunicazione di Mussari riguardante alcuni punti che sono le posizioni della famiglia … il non penso … e non era un suo modo, riguardo ai biglietti…; sui festini (non era proprio il tipo che entrava in un argomento di questo genere… quindi i festini non lo riguardano)… Però ha detto anche che un giorno leggerà le carte … fino a che la famiglia non maturerà un’accettazione… Chapeau!

    2) Rossi non aveva informazioni delicate, non era un tecnico; le informazioni che ha saputo le ha sapute quando le doveva diffondere alla stampa, al mercato; non ha mai partecipato ai CDA se non per le sue materie e quando serviva. Esilarante e rivelatore l’intervento del commissario… allora non era verbalizzato … (sic!). Pronta la risposta: no Onorevole. Non c’era e per questo non era a verbale!!! Chapeau!

    3) voleva andare a parlare con i magistrati perché (lo dice rossi) temeva lo avessero inquadrato male e parlare di scenari e questo perché le perquisizioni erano relative alla ricerca di dati sui rapporti con Vigni e Mussari successivi alla loro uscita dalla banca. Su questa cita i motivi dei magistrati per le perquisizioni e le mail che Rossi invia a Viola. Chapeau!

    4) se David Rossi sapeva qualcosa sarebbe corso subito dai magistrati non era il tipo che taceva un qualcosa di anomalo (giusto, sta in un banca soggetta a vigilanza, doveva, altrimenti è ostacolo alla vigilanza);

    5) i punti 2, 3 e 4 smentiscono o al minimo contraddicono fragorosamente Carolina Orlandi, intervista a La Nazione, ucciso perché voleva andare a parlare dai magistrati: «Cosa pensa sia accaduto? “Dal momento in cui David manifesta l’intenzione di voler parlare con i magistrati, diventa l’anello debole. Penso che siano andate delle persone al Monte dei Paschi per spaventarlo, per convincerlo a non parlare. La situazione poi sarebbe degenerata e quelle persone hanno commesso tanti errori. Però sapevano che potevano farli”». INTERVISTA QUI https://www.lanazione.it/cronaca/david-rossi-1.7249357 …Attenzione Carolina non dice persone (e basta)… dice persone di MPS quindi la questione non riguarda, secondo lei, scenari esterni a MPS. Ma scenari e fatti di MPS. Quel qualcuno di MPS allora poteva essere della nuova Dirigenza insediata da poco? Quindi le domanda da fare a Carolina Orlandi sono: Chi di MPS pensa abbia avuto interesse a farlo tacere? Attenzione Carolina, la nuova dirigenza è insediata da poco, la vecchia dirigenza sono Mussari e Vigni. A chi si riferisce dunque? Da chi partire per controllare conti e collegamenti come mandanti e alibi come esecutori? E se Rossi sapeva qualcosa perché non ha parlato prima? Non è ovviamente ammessa la risposta… ah questo andava indagato… persone di MPS lo dice lei… Il GIP Malavasi ha già scritto che non ci sono indizi o la minima evidenza per aprire un fascicolo per omicidio. Quindi?

    In conclusione la sibilla Cumana era molto più chiara nelle sue esposizioni. “Così la neve al sol si disigilla, così al vento ne le foglie levi si perdea la sentenza di Sibilla”.

    • Spettatore critico scrive:

      Integrazione al punto 5: Persona di MPS desunta dal fatto che … andate delle persone al Monte dei Paschi … quelle persone hanno commesso tanti errori. Però sapevano che potevano farli… quindi dell’ambiente MPS !? Conoscevano L’ambiente? Confidavano sull’ambiente MPS?

    • Eretico scrive:

      Caro Spettatore critico,
      quanto a Carolina Orlandi, mi spingi ad aggiungere una delle (tante, purtroppo) cose che non ho avuto modo di inserire nel mio pezzo: la Orlandi NON è stata mai citata da Mussari Giuseppe, credo non a caso; verosimilmente perché lui se la ricorda in studio dal buon, felpato, Giletti (dal quale tornerà, tranquillo), quando tirarono fuori quella intercettazione dell’onorevole Pittelli (sul quale è stato convincente, Mussari, contribuendo a smontare un inesistente caso di parole in libertà).

      A Daria: anche tu aggiungi un tassello assai importante, inserito tra l’altro da Camilla Conti nel pezzo odierno su La Verità; se c’era tutto questo clima di odio (da una parte sola, ovviamente: Mussari-Rossi erano le povere vittime, senza alcuno strumento di difesa), il movente suicidario esce legittimato e rafforzato…

      L’eretico

  2. Daria gentili scrive:

    Agevolato dalla commissione Mussari, è uscito dall’esilio e ha avuto un sussulto di potere, sembrava quasi che i lavori li conducesse lui, tutti a rivolgersi verso di lui ossequiosi, con un profluvio di mi scusi, mi consenta, mi perdoni…..
    Per quanto riguarda Siena, stai tranquillo, i compagnucci della parrocchietta – che non hanno mai fatto i conti con il passato, cercando addirittura di autoassolversi per i danni arrecati alla città con la tragedia Antonveneta – sono pronti a riaccoglierlo a braccia aperte.
    Per quanto riguarda l’audizione in funzione vicenda Rossi, Mussari, parlando di clima terribile esistente all’epoca, non ha che rinforzato la tesi suicidiaria. Lui, evidentemente con più pelo sullo stomaco rispetto all’amico, il clima terribile lo ha affrontato ritornando al natio paese tra le braccia degli affetti familiari, il povero Rossi non reggendo il peso con il gesto estremo.

    • Holden Caulfield scrive:

      L’audizione di Mussari non l’ho ascoltata ma ne ho letto i resoconti sui media. A me è sembrato una persona annichilita dal peso degli eventi, chiaramente fuori equilibrio, tanto da fare quasi compassione quando sposa la tesi familiare dell’omicidio pur negando di essere documentato su fatti che a logica lo collocherebbero come il principale tra i possibili mandanti.
      Sulla continua martellante chiamata a correo di Daria nei contronti di tutti coloro che hanno partecipato al crollo del monte o che non hanno saputo prevederlo nè evitarlo, per lei meritevoli tutti dell’interdizione perenne dai pubblici uffici e ancor di più del silenzio perenne, le pongo una domanda: secondo lei un Montepaschi miracolosamente sopravvissuto in mano alla fondazione dopo il disastro antonveneta, come sarebbe finito, gestito dai quattro scalzacani che ci sono oggi?
      Magari sarebbe meglio ammettere che Siena ha un problema di classe dirigente, ma un problema bello grosso, provovato da decenni di opulenza distribuita a pioggia indipendentemente dai meriti e dalla fatica.

      • Paolo Panzieri scrive:

        Annichilito? Compassione?
        Il video parla da solo e non necessita di alcuna interpretazione o commento.
        Guardatelo.

        • Holden Caulfield scrive:

          L’ho visto e confermo. Mi pare uno che non sta per niente bene.

          • Paolo Panzieri scrive:

            Interessante davvero. Si vede che, sotto la solita, apparentemente assoluta, padronanza della situazione, non avevo colto questo suo sottile disagio. Allora me ne faccio senz’altro partecipe anch’io. Magari quando torna (dicono che manchi poco) apprezzerà senz’altro chi come noi si è preoccupato della sua salute.

          • Holden Caulfield scrive:

            Divertente, però non devi manipolare il pensiero degli altri, anche se capisco che per deformazione professionale possa venirti naturale. Il fatto che abbia avuto l’impressione di un uomo schiacciato dagli eventi e discretamente confuso, per quanto con “padronanza”, non vuol dire che io ne sia mimimamente preoccupato. Per il resto, qualora volesse tornare a Siena da libero cittadino, dopo (ma anche durante) aver affrontato la giustizia e pagato eventuali condanne, beh, per me lo potrà fare tranquillamente, senza che ciò possa cambiare l’opinione che ho di lui e di tutti quelli che al momento del successo lo adulavano salvo poi rinnegarlo o fare finta di niente dopo. Per te no? Che gli facciamo un Daspo urbano? Che cos’è, un attacco di giustizialismo? Brutta malattia per un avvocato.

          • Paolo Panzieri scrive:

            Semmai sono abituato a leggere tra le righe ed a depurare il pensiero altrui da ogni filtro sovrastrutturale o ideologico. Da quanto ora scrivi, il tuo l’avevo inquadrato perfettamente.
            Giustizialismo? Per me al prossimo giro lo potete/possono pure candidare a Sindaco.
            Una Banca, però, magari non gliela ridarei …

            Manunta, se è sempre nei paraggi, potrebbe da par suo metter giù due versi come fece quell’Alighieri con quello che ebbe “a recar Siena tutta in sue mani”, ma poi fece molta autocritica.
            Si fa per scherzare.

          • Holden Caulfield scrive:

            Mi pare che continui a leggere male tra le righe. Di quell’uomo mimporta ‘nasega, non penso neanche di averlo mai incrociato per strada per sbaglio nella mia vita (sono sempre andato poco al bar). Mi fanno solo ridere tutti i miei concittadini che ancora portano piaghe da genuflessione e che ancora si accaniscono o ne raccomandano il bando dalla repubblica senese. Non mi piacciono i comodi capri espiatori, soprattutto se utilizzati come scusa per non affrontare i cronici problemi che affliggono questa città.

          • Paolo Panzieri scrive:

            Capro espiatorio, problemi cronici … le parole sono importanti.
            Più seguiti e più il tuo pensiero diventa cristallino …
            Tutto legittimo, per carità.
            Tra l’altro coloro che critichi sono praticamente tutti ancora lì al loro posto, aspettando che magari le piaghe diventino stimmate.
            Calati junco chi passa la china.
            Loro la pensano di certo come te.

      • ginocacino scrive:

        … accidenti e dire che a me a fatto un impressione completamente all’opposto! ha tirato fuori la grinta da avvocato consumato e bacchettava gli onorevoli a cui ha tenuto testa senza tentennamenti … questo ho visto io; l’adagiarsi poi sulle posizioni dei famigliari è una posizione che aveva assunto fin dal primo momento … forse l’annichilimento di cui parli è dovuto alla constatazione che da stella del firmamento economico-finanziario (non bisogna dimenticare che subito dopo l’operazione Antonveneta è stato promosso all’ABI quindi con l’avvallo di banche e istituzioni politiche economiche e finanziarie) è dovuto ridimensionarsi a semplice avvocatucolo di provincia?!

        • Ermellina scrive:

          Rispondo a Holden
          Definire il Mussari capro espiatorio mi sembra quanto meno inappropriato, con ciò che ha fatto.
          Semmai si può dire che non sia l’unico a dover pagare il conto.
          Comunque,anche se non mi ritengo una donnina della Coppe (non so se ho scritto giusto), mi piacerebbe che qualcuno potesse approfondire i rapporti fra qualche membro della famiglia e qualche giornalista o politico. È una mia sensazione, ma in generale le mie antenne non sbagliano.

  3. duccio scrive:

    leggermente off topic…o meglio leggermente “generalistico” sulla vicenda.

    Quando si diventa padri, si inizia a vedere l’universo mondo attraverso una specie di lente che filtra tutto ciò che ci circonda in ragione del seguente interrogativo : “che c… di societas lasceremo ai nostri figli ?”

    Tra i tanti ambiti di applicazione di questo amletico dubbio, da tempo quello che forse più mi interessa è relativo al rapporto INVERSAMENTE PROPORZIONALE tra nuovi mezzi di “informazione” (il virgolettato è voluto) e reale, effettiva informazione.
    Cioè osservo da tempo (ma fo come il mago di brozzi…nel senso che non ci voleva granchè…) quanto maggiori e più rapidi e più capillarmente diffusi sono oggigiorno i mezzi di divulgazione, tanto più bassa è la “qualità” dei contenuti, delle notizie, di conseguenza della CONOSCENZA di qualsivoglia argomento.
    Da padre, quindi, sobbalzo nel dedurre come ormai non sia l’individuo a servirsi del cellulare/tablet/PC/social ecc. ec., quanto piuttosto il contrario; trasecolo nel dover ammettere come si stiano perdendo le capacità critiche nel vagliare una qualunque notizia o un qualunque contenuto ci si trovi difronte.

    Venendo al punto, quindi, da senese voglio prendere ad esempio proprio tale vicenda per inorridire sulla superficialità (o forse è altro ?) con la quale sono state diffuse pseudo-notizie o pseudo-informazioni o pseudo-scoop che oserei definire RIDICOLE. Smontate e smentite con un battito di ciglia. Nefandezze di ogni tipo dette e ridette nonostante già spazzate via nelle sedi Istituzionali.
    Da cittadino rimango allibito.

    A prescindere dalle opinioni sui reali accadimenti di quel tragico 6 marzo 2013, cioè, chiunque abbia seguito CON ANIMO EQUIDISTANTE i lavori della Commissione avrà notato un invisibile filo conduttore “trasversale” che accomuna le dichiarazioni rese : ci sono degli elementi che ci erano stati propinati come dati di fatto e che invece sono stati RIDICOLIZZATI con tanto di prove e documentazione probatoria.

    Sarò esagerato, ma a me questo mondo fa paura. Ma mica per me…..per i nostri citti.
    Insegniamo loro a distinguere/soppesare/vagliare/documentarsi/RAGIONARE CON LA PROPRIA MENTE. Ne va del loro futuro

  4. Vedo nero e basta scrive:

    Caso Rossi? Ormai mi sono convinto di una cosa, giusta o sbagliata non importa, cioè che non sapremo mai la completa verità. In 8 anni che prove importanti si possono ancora trovare? Troppa carne al fuoco, troppe amnesie, troppe ritrattazioni, testimonianze postume a quel tempo non considerate. Insomma una palude in cui non ne uscirà mai la verità completa. La sentenza sarà di suicidio a causa delle condizioni psichiche precarie del povero Rossi, per il resto sarà un’assoluzione generale per mancanza di prove certe, a tarallucci e vino. Siena ne uscirà con le ossa rotte, festini si, festini no, un lupanare moderno. Passeranno gli anni e tutto si scorderà. resta solo il dolore della famiglia.

  5. Un ammiratore di Pistoia scrive:

    Ho visto l’audizione del PM Natalini, fino alla ormai rituale segretazione di “Sherlock Migliorino” come scrive l’Eretico. Il dottor Natalini mi ha fatto un’ottima impressione, ma a parte questo mi pare che la notizia-bomba, che nessun grande giornale riprenderà, sia che la mail che l’avvocato Goracci presentò all’area legale MPS per chiedere soldi di risarcimento, era secondo il dottor Natalini “crackcata”, con l’aggiunta di un destinatario in più.
    Credo che qualcuno nella famiglia Rossi-Tognazzi dovrebbe spiegare qualcosa, e ancora una volta l’Eretico sta uscendo vittorioso. Dopo una audizione come questa si capisce bene come mai nessun familiare si voglia confrontare con lui e con i documenti…

  6. Vedo nero e basta scrive:

    Fuori argomento, ma attuale: continuano le manifestazioni per il povero ragazzo morto durante uno stage ed accodata la protesta per il ripristino degli esami di Stato ante covid. Dispiace per il ragazzo, ma la sua morte non c’entra con lo stage, poteva succedergli anche fuori orario scolastico se chi guida è un incosciente; l’iniziativa scuola-lavoro, per me, è sempre valida.Poi c’è la protesta per gli esami; certo, tutto è buono per fare festa a scuola. Studiare ragazzi, studiare, che giugno si avvicina, il sei politico ha fatto troppi danni nel passato, la scuola deve tornare più severa con chi non ha voglia, nel mondo del lavoro non si fanno sconti.

  7. Il resiliente scrive:

    Scusate, quando è previsto il prosecchino in Piazza con enrico & beppe?

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