Eretico di SienaBlog agostano (III): il Palio, da turista (e Alberoni-Mancini) - Eretico di Siena

Blog agostano (III): il Palio, da turista (e Alberoni-Mancini)

Dalla Liguria, torniamo a Sienina, per il consueto pezzo paliesco, questa volta più che mai legato al turismo: sia perché da turista lo si è vissuto, sia per il fatto che il dibattito sul turismo è stato davvero centrale nei 4 giorni.

Pronti a tuffarci – purtroppo, solo con il cuore e gli occhi – a Budapest per gli ormai imminenti Mondiali di Atletica (dal 19), vediamo di buttare giù qualche riflessione e spunto. Complimenti ovviamente all’Oca per la vittoria, ma – come sempre – in questo blog di cavalli e, soprattutto, di fantini si scrive davvero il meno possibile, visto il tanto (troppo) che ne scrivono i giornali locali…

 

TIPI UMANI: I “GUARDIANI DEL TERRITORIO”

Da buon turista-osservatore, l’aspetto antropologico è sempre quello più stimolante: nessuno pretende di essere un redivivo Alessandro Falassi, per dire, ma qualche freccetta in faretra si prova comunque a mostrarla. Difficile scegliere, nell’antologia che si squaderna innanzi nei 4 giorni palieschi: alla fine, la scelta è caduta sui “guardiani del territorio”.

Chi sono, per intanto? I “guardiani del territorio” sono i giovani – adolescenti, talvolta anche preadolescenti -, i quali hanno il piacere e dovere di presidiare il luogo (Via o Piazza che sia) il giorno della cena della Prova generale, a partire da fine mattinata e, soprattutto, dal pomeriggio. Devono filtrare coloro che possono accedere e coloro ai quali il passaggio è interdetto (turisti, in primo luogo, ma anche senesi non cenanti); in un contesto di sospensione delle regole (almeno di alcune), con macchine parcheggiate quasi una sopra l’altra e via dicendo, il loro compito è dunque importante, e i ragazzetti lo espletano con il massimo dell’impegno e della abnegazione. Essendo la Contrada per loro un ambito di grande valore identitario, rendersi utili li gratifica al massimo grado: ci siamo passati tutti, in tempi più o meno remoti. Di questo elemento, è sin troppo facile notare i pro, ed anche i contro.

Il problema però sorge allorquando l’amor di Contrada, e lo zelo con cui lo si interpreta, arriva agli eccessi: con gente che è residente in loco, cui si prova a sbarrare la via (ovviamente senza successo: e ci mancherebbe altro!), ovvero con frasi poco accoglienti verso i turisti (non sanno, i virgulti, che non c’è più babbo Monte, e che bisogna essere friendly con i forestieri?) che cercano di “forzare” il blocco. Insomma, benissimo vengano i giovani e giovanissimi “guardiani del territorio”, ma senza eccessi di zelo; in più, e come sempre: se poi questi defensores i luoghi, la cui perimetrazione difendono identitariamente così bene, imparassero anche a conoscerli un po’ meglio (non solo la Storia, magari proprio la semplice toponomastica!), non sarebbe forse meglio per tutti, di grazia?

 

LA CARICA DEI CARABINIERI: I TEMPI CAMBIANO

Chissà se qualcuno dei 13 carabinieri a cavallo che si offrono al pubblico senese la sera della Prova generale (nonché prima dell’inizio del Corteo storico) sa che, proprio davanti a dove loro fanno il primo saluto, vale a dire di fronte al Palazzo pubblico, ci sono dei loro antesignani addirittura preunitari (pitturati, eh): sto parlando della Sala del Risorgimento, nel cui primo affresco – in senso temporale – si vedono, insieme al neo-Re Vittorio Emanuele II, dopo l’armistizio di Vignale (1849), proprio dei carabinieri a cavallo: a testimonianza del fatto che questo corpo militare preesiste, rispetto allo Stato unitario (e non potrebbe che essere così, celebrando la carica di Pastrengo, avvenuta durante la sfortunata prima Guerra di Indipendenza).

Ciò detto, sia consentita la traslazione dal piano storico a quello meramente personale: oggi il passaggio dei militari a cavallo suscita applausi, fragorosi e convinti, di tutta la Piazza. Cosa buona e giusta, sia chiaro. Come deve essere però chiaro che non è sempre stato così, ed in questo caso si tira fuori un ricordo diretto: negli Ottanta, al passaggio dei carabinieri per la Prova generale, insieme ai più che erano ammiratamente plaudenti come oggi, c’era chi non solo si asteneva dagli applausi, ma addirittura beffardamente mostrava i documenti (non si dirà dal palco di quale Contrada provenisse la succitata ostensione documentale, pur ricordandolo benissimo…).

Oggi, tutto questo non accade più: era, questo degli Eighties, un semplice cascame dei Settanta ormai fuori tempo massimo, mentre l’odierno, unanime, tripudio, è invece un segno dei tempi patriottici voluti dalla Premier Meloni?  Ah, saperlo…

 

IL PALIO TURISTICO…

Un po’ a sorpresa, il Palio di mezz’agosto ha improvvisamente acceso un dibattito davvero vitale per il futuro di Siena, con una città che la Giunta in carica deve fare in modo di spingere fuori dal rischio concreto di “barcellonizzazione” (il Decalogo varato ad inizio mese va nella giusta direzione, purché sia applicato in modo il più possibile rigoroso).

La Ministra del Turismo Santanché (che poi sarebbe Garnero) – protagonista per ben altri motivi dell’estate politica e giudiziaria (ne riparleremo, perché la sua figura entra anche nel Caso Rossi) -, peraltro invitata in Comune, ha detto la sua, sottolineando l’importanza economica dell’evento; nella conferenza stampa di ieri, il Sindaco Nicoletta Fabio le ha risposto da par suo, volendo rimarcare che il Palio non vive certo di solo turismo (pur essendo una voce importante) e per il turismo, rincarando la dose con l’aggiunta che un certo tipo di turismo porta alla città più nocumento che vantaggio. Parole sante, cui dare da subito concretezza di intenti; dispiace per amici e conoscenti del settore, ma va da sé che per esempio trovare tavoli in luoghi in cui prima erano impensabili – solo per fare un esempio ben comprensibile a tutti – è andazzo che andrebbe fortemente rivisto.

L’ideale sarebbe riuscire a creare un ambiente cittadino che facesse sentire a suo agio il residente (il quale, oltre a pagare le tasse municipalistiche, sconta anche il fardello inflattivo cagionato dall’afflusso massificato di forestieri), con le sue esigenze, ed il turista con le sue, al 90% divergenti da quelle degli stanziali: facile, eh…

 

Ps 1 Francesco Alberoni, il “sociologo dell’amore”, ci ha lasciato nei giorni scorsi a veneranda età (93 anni); il suo “Innamoramento e amore”, nel 1979, fu un autentico best seller, e la sua rubrica settimanale sul Corriere della sera durò una trentina di anni, senza interruzioni. A nostro avviso, è stato un sociologo, un intellettuale tout court, assai sopravvalutato; ma va anche detto che, con ciò che passa oggi l’italico convento (compresa la sovraesposizione anche post mortem della povera Murgia, va rimarcato), potrebbe alla fine anche passare alla Storia come un autentico gigante del pensiero…

Ps 2 Si è finalmente dimesso (in grave e colpevole ritardo, peraltro: lo doveva fare dopo la non qualificazione ai Mondiali) Roberto Mancini, mediocre e supponente allenatore della Nazionale di pelota (per la redazione, era mediocre anche da vincitore degli Europei, figuriamoci dopo). Almeno, si osa chiedere che ci vengano risparmiate pantomime varie, sentite e lette in questi giorni, tipo quella di tirare in mezzo il dolore per il povero Vialli o baggianate simili. Parafrasando Sergio Leone: “Per qualche petrodollaro in più”, e basta pantomime, per l’appunto…

16 Commenti su Blog agostano (III): il Palio, da turista (e Alberoni-Mancini)

  1. UN AMMIRATORE DA TEMPI NON SOSPETTI scrive:

    Caro Eretico, è stato un Palio intenso e drammatico, di certo emozionante (per Giraffa, Pantera e Torre in tutti i sensi), ben diverso da quello di luglio. Però ancora ci sono delle cose che i “capitanini”, che continuano a consegnare le chiavi del Palio ai fantini, dovrebbero spiegare: per esempio, se si vuole il lotto basso (per scoraggiare i proprietari dei cavalli migliori?), allora che senso ha lasciare dentro il vincitore del Palio di luglio 2022? Il quale, non a caso, ha vinto…

    • A.C scrive:

      E’ stato un palio che solo ed esclusivamente il fato ha reso avvincente, a prescindere dall’esito finale. Ma fino al primo San Martino tutto è andato come doveva andare, un fantino è stato lasciato con metri di spazio, un fantino ha dato la mossa (dal canape),un fantino è scappato avanti indisturbato e, se girava, era un altro palio dei carabinieri, ed erano 11.
      Ma la cosa (purtroppo dico io) è solo rimandata al 2024.

  2. Ics scrive:

    Un contenimento sarebbe possibile se la collettività senese fosse in grado di produrre e distribuire ricchezza da altri settori economici (con valore aggiunto superiore). La realtà attuale è di un deserto imprenditoriale, in parte per ragioni “storiche” in parte per una mentalità che difficilmente va oltre la dimensione “bottegaia”: l’assenza perfino di un “ras dei cantucci” o un “re del picio” dà la dimensione del problema. L’agonia dello sport professionistico senese è un altro esempio concreto di una crisi che non potrà risolversi con un’ordinanza comunale o un avviso pubblico di manifestazione di interesse

  3. Daria gentili scrive:

    ….concordo sull’eccesso di zelo usato in alcune circostanze dai nostri giovani, riconosciamo però che questi ultimi, pur divertendosi, fanno anche tanto di buono : apparecchiano, sparecchiano, servono a cena, servono al bar, montano i tavoli ecc. insomma si fanno un bel mazzo, cosa rara al mondo di oggi.
    Per cui, tutto sommato, pur con i correttivi da te segnalati, prendiamo positivo il fatto dell’occupazione del territorio……

    Fausto

  4. Roberto scrive:

    “…che un certo tipo di turismo porta alla città più nocumento che vantaggio. ”
    E ti pareva che già si sono dimenticati tutti del periodo del covid. Ma poi qual è il tipo di turismo che non piace? Vogliamo solo gente piena di soldi da spendere. Ma si rendono conto che serve sia il turismo ricco che va a mangiare solo nei ristoranti di piazza del Campo,sia quello meno ricco: ci sono tantissime attività che vivono soltanto del turista che mangia solo il panino.
    E andiamo, sempre a frignare, mai contenti.

  5. Chicchero scrive:

    Io sarei curioso di sapere se anche tra chi vota per il suo partito ci sia qualcuno, almeno uno, che pensa che la Santanché abbia delle capacità o delle qualità.

    Poi come piccola postilla paliesca, direi che in un’epoca in cui i media locali in primis esaltano la professionalità dei fantini mi pare poi la piazza dica altro. Tranne i soliti noti, gli altri il palio purtroppo non lo sanno fare, né a vincere né in difesa. Qualcun altro poi è l’ora di lasciarlo al prato per così dire. Sicché se l’anno prossimo si mandano nella mischia 3-4 ragazzi (ma non quelli di bottega) tra quelli che oramai so anni che si fanno vedere in provincia, peggio di così non si fa di sicuro.

  6. Cecco scrive:

    Buon pomeriggio, buffa questa cosa dei guardiani del territorio, sempre un po’ino lezzi ma indubbiamente utili (con i limiti e gli errori del caso), quello che mi dispiace è quando questi sono sostituiti dalle guardie a pagamento durante le megafeste contradaiole extra Palio, ecco, quella ostentata professionalità dei buttafuori (chiamati credo per motivi di rispetto delle norme di sicurezza) mi fa rimpiangere i bei tempi della sicurezza fai da te, son passati i bei tempi ….
    Sullo spettacolo dei Carabinieri che dire, veramente bello e coinvolgente, non c’è niente da fare, eppure, direi per fortuna, qualcuno che si ostina a non applaudire c’è anche oggi, personalmente il consenso al 100% mi preoccupa sempre, applaudo convintamente lo spettacolo offerto dall’Arma anche se qualche remora per qualche comportamento, anche recente della stessa, mi porta comunque ad essere critico, certamente non con il drappello a cavallo e la sua bella Capitana.
    Sulla Fabio devo dire che le sue parole in materia Palio mi convincono. In questi anni di attacchi sconsiderati alla manifestazione un sindaco di Siena che conosce bene la materia è quasi indispensabile.
    Alberoni riposi in pace, per il resto il mio giudizio corrisponde a quello dell’Eretico, ha avuto la fortuna di pubblicare il succitato saggio in un periodo di vuoto culturale enorme ovvero gli anni ’80 riscuotendo così un successo tra gli adolescenti di allora ormai deideologizzati ed in cerca di qualcosa in cui credere.
    E Mancini, vabbè, anche se insomma non sono tutte sue le colpe.

  7. Vedo nero e basta scrive:

    Etiam si victi sumus, cum honore pugnavimus et caput nostrum fatum accipimus. Il giudizio sul comportamento della mia Contrada. Sono erudito. Traducetevelo in italiano.

    • Eretico scrive:

      Caro Vedo nero,
      qualche passaggio in Latino è sempre più che benvenuto, in questo blog (e sulla sostanza della determinazione mostrata sul Campo dalla Torre, nulla quaestio).
      Quando avrai voglia e tempo, ti pregherei di farci sapere qualcosa di più su questa frase, giacché c’è una cosina “tecnica” che mi lascia un po’ perplesso: un dubbio testuale che mi piacerebbe dissipare, per capirsi.

      L’eretico

  8. Luca scrive:

    Da non Senese e quindi non contradaiolo, mi limito a dire che il cavallo dell’Oca mi pare che possa fare a meno del fantino, perché è capace di vincere da scosso partendo già scosso dalle retrovie

  9. Un ammiratore di Pistoia scrive:

    Caro Eretico, anche grazie al tuo pezzo mi sono ricordato dei Mondiali di atletica leggera in corso di svolgimento a Budapest. L’argento del fiorentino Leonardo Fabbri nel lancio del peso è stato davvero straordinario: una grande eccellenza toscana, che merita di essere ricordata anche qui (il Giani avrà già fatto tre o quattro post di felicitazioni).

  10. Mefistofele scrive:

    Caro Eretico, ottimo articolo, come sempre.
    Permettimi di dire questo: è successo l’imponderabile alla Giraffa, è saltato il ferro alla povera Pantera, altrimenti il Paperone non avrebbe mai e poi mai vinto. Ma va bene così.

    Una domanda, però: si era mai visto un fantino arrivare con 4 colonnini di vantaggio al primo San Martino, e non con Panezio o Rimini? Basta con la dittatura del sardo-tedesco: non per altro, per il bene del Palio!

  11. benino scrive:

    sui social da giorni spopolano due verità assolute che sono delle benemerite cazz…
    1 enrichetto ha fatto un gran palio , riguardatevi l’inquadratura dall’alto, fra 1 e 3 san martino fa praticamente 1 giro piu delle altre da quanto va largo e gli costa un palio che si sarebbe ritrovato per caso in mano
    2 la mossa la da la giraffa , la mossa viene data in accordo fra 3 contrade, giraffa istrice ed oca, infatti l’istrice per entrare “incoraggiata” dalla forzatura della giraffa aspetta che il paperone sia dritto al canape

  12. Giuseppe Pallini scrive:

    Mi rammento bene che una volta per il Palio i Carabinieri non facevano la carica, ma una semplice parata disposti su due file. Alla ripresa della Carriera dopo la guerra il loro ingresso in piazza fu accolto da una fischiata che sommerse gli applausi e che si ripeté più sonora in Agosto, quando al Palio c’erano molti più spettatori provenienti dalla campagna, dove erano finiti i lavori agricoli più importanti. Facile capire chi fischiava e chi li aveva istruiti. La sfilata fu sospesa, non ricordo per quanto, e ricominciò dietro le sollecitazioni del Comune e l’impegno che tale vergognosa manifestazione non si sarebbe ripetuta. Così fu e in seguito venne introdotta l’entusiasmante carica.

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