Eretico di SienaInizio d'anno con la Meloni (e 5 Ps!) - Eretico di Siena

Inizio d’anno con la Meloni (e 5 Ps!)

Non si può iniziare il 2024, non scrivendo qualche cosina sulla conferenza stampa di fine anno (poi divenuta – dopo i due rinvii – di inizio anno nuovo) della Premier Giorgia Meloni: conferenza stampa che sta ancora – nel bene e nel male – tenendo banco, a più di 48 ore di distanza dalla sua conclusione.

IL DISCORSO DELLA PREMIER

Premesso che la conferenza stampa della Premier, in diretta, l’abbiamo seguita per circa un terzo (quello terminale), e del resto abbiamo letto gli estratti ed i resoconti giornalistici (a 360°, come ci piace fare), vediamo di dirne qualcosa in generale, prima di approfondire qualche tema specifico.

Come è ovvio che sia, emergono luci ed ombre, sottoponendo la Meloni ad un’analisi politologica attenta: crediamo infatti si possa dire che ci sono state tematiche, della massima importanza, trattate davvero troppo poco (diremmo, su tutte, la questione della Sanità: c’era anche la consueta emergenza natalizia dei Pronto soccorso intasati, a fare da irresistibile lancio); ci sono stati, poi, temi trattati in modo, a nostro parere, decisamente criticabile (non si possono fare spallucce di fronte ad un’inchiesta come quella sui Verdini, della quale abbiamo scritto qualche cosetta nell’ultimo pezzo); ci sono, infine, passaggi in cui se l’è cavata decisamente bene: quando ha risposto in modo assai convincente sul discorso dell’appeal della maternità (carriera e figli non devono essere un aut aut, bensì un et et, citando il nugolo di figli della Metsola e della Van Der Leyen), nonché sulla coerenza in politica estera (pur sapendo che un disimpegno totale dal campo ucraino sarebbe premiante dal punto di vista del favor dei sondaggi, per esempio).

Si è molto parlato del suo vittimismo (“carismatico”, per Luca Telese), e di questo suo continuo, incessante ripetere coram populo di essere “donna coraggiosa” ed anche “non ricattabile”: e su questo, in effetti, pur non facendo certo eventuali nomi e cognomi (cosa pressoché impossibile), quantomeno chiarire un po’ di più, beh questo Giorgia Meloni avrebbe potuto e dovuto farlo…

LE ARMI, E  LA DESTRA

Il 2024 è iniziato con un botto – politico, giudiziario ed antropologico ad un tempo – non da poco: un parlamentare, tale Emanuele Pozzolo (ex Alleanza nazionale, poi Lega, dipoi Fratelli d’Italia; no vax e pro gun, fra le altre particolarità), il quale arriva alla fine di un veglione, vedendo bene di portarsi una pistola dietro; pistola la quale poi – azionata personalmente da chi, si starà a vedere: ma il peccato originale è l’averla portata con sé, ovviamente – colpisce, fortunatamente senza gravi conseguenze, un giovane presente al suddetto veglione.

Si viene poi a sapere che l’onorevole – certo non onorando – in questione, aveva fatto richiesta di porto d’armi anche per difesa personale, oltre a quello sportivo, in quanto a suo dire minacciato nientepopodimeno che dal regime teocratico iraniano, da lui duramente criticato on line…

La Meloni ha fatto ovviamente più che benissimo a sospenderlo dal suo Partito (era il minimo sindacale, ma va comunque salutata la circostanza), e speriamo che questo clamoroso scivolone (il signore in questione è stato definito “un pistola” financo da Libero, e con tale inglorioso epiteto sbattuto in prima pagina) possa servire almeno a due cose, per il futuro: a responsabilizzare al massimo tutti i parlamentari di Fratelli d’Italia (come ha auspicato la stessa Premier), nonché a eliminare tutte le idee o proposte tese a fare circolare più armi, per qualsivoglia ragione, in Italia.

Non c’era bisogno dell’intervento di Roberto Saviano (sul Corriere della sera), per sapere che più armi ci sono a giro, più siamo tutti quanti a rischio: il monopolio della violenza, è bene che resti alle forze dell’ordine ed all’esercito. Cosa che rappresentava un (giusto) mantra, per la Destra tradizionale: la quale, in questo caso di specie, farebbe bene a recuperare la sua tradizionale posizione in tal senso.

IL GINECEO MELONIANO

Se una cosa va senz’altro riconosciuta a Giorgia Meloni, questa è la capacità di sapersi scegliere gli avversari: rectius, le avversarie. E il discorso del 4 gennaio lo ha dimostrato in pieno.

Due sono le avversarie: nel campo prettamente politico, la Schlein (invece di Conte, che – ci tocca riconoscerlo – sulla questione morale ed anche su altro, sa graffiare più e meglio della Segretaria del Pd); nell’agone politico e mediatico, invece, la Ferragni, non a caso bersagliatissima nei talk show di area governativa anche negli ultimissimi giorni.

La scelta è oculatissima: sono due donne, ergo si crea una sorta di voluto e perseguito gineceo; elettoralmente parlando, con la Schlein la Meloni è garantita, vita (politica) natural durante: c’è una quota di italiani, i quali  – giusto o sbagliato che sia – Elly Schlein non la voterebbe mai. Quota ben maggiore di quella di chi non voterebbe mai per la Meloni (come dimostrato dalle ultime Politiche, peraltro). Per la Meloni, insomma, è come correre i cento metri, partendo da blocchi posti almeno una ventina di metri avanti.

Con la Ferragni, va detto che la scelta di attaccare quella che comunque è una cittadina influente (purtroppo, dal nostro punto di vista), ma solo una cittadina, è un qualcosa di criticabile, in linea di puro principio (per quanto la Ferragni sia una cittadina con qualche arma e milioncino di euro di più, rispetto ad una quisque de populo, va comunque rimarcato): la Meloni vuole rimarcare le contraddizioni di una Sinistra – come ha detto lei stessa due giorni fa – che tende spesso ad inalberarsi “a favore di chi i pandori li griffa, piuttosto che verso chi i prodotti li crea con il suo lavoro”. Si fa male davvero, a darle torto su questo passaggio.

Possibile che la Sinistra – neanche adesso che l’influencer è in caduta libera (anche la Coca cola ha annullato la sponsorizzazione) – non abbia il coraggio di dire: la Ferragni sarà bravissima nel suo campo, ma questa non è proprio merce che ci interessa?

 

Ps 1 Sul discorso quirinalizio del 31 sera, che dire? In pieno stile-Mattarella, cioè neodemocristiano: ineccepibile su quasi tutto, ergo terribilmente noioso, ma va ovviamente bene così; semmai, giusto una considerazione al volo: non siamo così masochisti da averlo riguardato o letto tutto, però ci pare di potere evidenziare che – a livello di nomi e cognomi, non di entità collettive – in tutto il sermone quirinalizio siano stati nominati solo due esponenti, entrambi appartenenti alla Chiesa (cattolica): il Papa ed un sacerdote (don Diana), martire della criminalità organizzata. Va beh, sarà stato un caso…

Ps 2 A proposito di Vaticano: fa discutere l’ultima versione, secondo la quale le coppie gay si possono benedire, ma solo per pochi secondi (La Verità, con Alessandro Rico, scrive di “solo 10-15 secondi”); un compromesso, il quale sembra lasciare scontenti sia i tradizionalisti (che avrebbero voluto abrogare la nuova norma tout court), che i progressisti (i quali non gradiscono affatto queste causidiche limitazioni temporali). Potrebbe esserci una migliore sintesi dello stallo in cui Papa Francesco ha portato il suo stesso papato? Un tempo, si diceva che Roma locuta, causa finita: un tempo, per l’appunto…

Ps 3 Nei giorni scorsi, ci ha lasciati – a 74 anni – Franco Caroni, demiurgo di Siena Jazz, nonché Mangia d’oro nel lontano 2009. In passato, su queste stesse colonne, lo abbiamo attaccato: chi fosse interessato, può ovviamente andare a vedere perché e percome. Oggi, invece, è giusto tributargli il riconoscimento di essere stato il creatore di una istituzione che ha portato e porterà il nome di Siena in alto dal punto di vista culturale: ed il fatto di avere saputo, per esempio, fare entrare la musica jazz nelle Società di Contrade, è stata una mezza rivoluzione, per tanti aspetti.

Ps 4 Esattamente 2 secoli or sono ieri, nasceva a Siena – in una “umile casa” della Via oggi a lui dedicata – uno dei massimi scultori italiani dell’Ottocento, Tito Sarrocchi: in attesa di tornare sull’argomento, la circostanza va certo rimarcata.

Ps 5 Quattro anni fa, invece, proprio per l’Epifania, si assisteva all’indegna gazzarra dei facinorosi che assaltavano Capitol Hill: mai – fino a quel momento – la democrazia USA era stata così a rischio, dai tempi del maccartismo in avanti. Incredibile a dirsi, Donald Trump – se si votasse oggi – sarebbe verosimilmente di nuovo Presidente (!): forse, sarebbe il momento che i Democratici capissero di cambiare, ed al più presto, l’impresentabile candidatura di Joe Biden, per fare spazio ad un candidato potenzialmente vincente…

13 Commenti su Inizio d’anno con la Meloni (e 5 Ps!)

  1. Ics scrive:

    Molto dipenderà dall’esito delle prossime europee e dalla possibilità di riscrivere/disattendere il nuovo patto di stabilità. Se applicato rigorosamente ( in un paese nel quale la visione paternalista, utilitarista dello stato è dominante) il declino della meloni è assicurato.
    Una partita tra politica e tecnocrazia. I casi degni ed amato sono sintomatici di come gli ultimi 15/20 anni siano stati connotati per l’Italia da un sostanziale commissariamento della politica a vantaggio del partito del presidente (magistrati, funzionari & burocrati vari).
    Il covid e la guerra in Ucraina sono stati eventi dirompenti. Nel 2024 si capirà se in maniera definitiva o se in atto una normalizzazione

    Le intercettazioni andrebbero pubblicate almeno dopo una condanna di primo grado a certificazione del buon lavoro svolto ed eliminando la discrezionalita di decidere se e cosa rendere noto secondo convenienza (sono passati 30 anni, il giochino è ormai chiaro anche ai più duri)

  2. Anonimo scrive:

    Bene la Meloni in politica estera: c’è da dire però che in quell’ambito l’Italia è stata al rimorchio, le decisioni le avevano già prese altri. Lá dove c’era da decidere, c’è materiale per rimanere perplessi: legge sul contanti, globi terracquei, carne sintetica, liceo del made in Italy,tassazione alle banche, giusto per citarne alcuni. Un augurio alla Meloni per il prossimo anno: buttare al mare le bandiere, ideologiche e non solo, visto che i collaboratori scelti per la loro militanza si sono distinti soprattutto in negativo. Almeno scopriremo finalmente se sotto la bandiera non c’è niente..buon anno a tutti

  3. Gianna scrive:

    “quando ha risposto in modo assai convincente sul discorso dell’appeal della maternità (carriera e figli non devono essere un aut aut, bensì un et et, citando il nugolo di figli della Metsola e della Van Der Leyen”
    Non concordo! Vediamo la storia personale delle due signore…sicuramente non hanno avuto grandi ostacoli sul loro cammino. Non si può paragonare élite e gente comune.
    Se io, come tantissime altre, provassi una carriera politica dovrei fare i conti con una serie di difficoltà oggettive che ursula e mensola non hanno avuto. Esempio sbagliato.

  4. Marco Burroni scrive:

    La Meloni e’ molto fortunata che in Italia i giornalisti veri e preparati si contino sulle dita di una mano, altrimenti un teatrino come questa conferenza stampa non sarebbero possibili. Come fargli passare certi sfondoni come “Quest’anno la crescita italiana è stimata […] superiore alla media europea”quando tutte le previsioni diono che sara’ vero il contrario, oppure vantarsi di aver diminuito le tasse, ma solo per un anno e aumentando il debito? Ma I nostri scribacchini ascoltano e tacciono, incapaci di replicare.

    Riguardo poi alle critiche alla Ferragni sarei d’accordo in linea di principio con l’Eretico, un presidente del consiglio non dovrebbe attaccare un privato cittadino… ma il fatto e’ che la Meloni, piu’ che una vera politica e’ uan influencer, ne piu’ ne meno – come il suo collega Salvini del resto – la differenza con la Ferragni e’ che lei vende prodotti la Meloni vende se’ stessa ed il suo partito.
    Questo episodio mi sembra quindi piu’ uno scazzo con una collega che un inciampo istituzionale.

    • Gp scrive:

      Meloni un po’ di domande vere le ha ricevute. Le conferenze stamoa di Draghi erano oltre le fantasie dell’Istituto Luce

  5. Un ammiratore di Pistoia scrive:

    Carissimo Eretico, condivido il 90% di ciò che hai scritto. Certo che vedere le braccia tese al saluto romano di Acca Larenzia un certo effetto lo fa. A mio modesto parere, ognuno di quei nostalgici dovrebbe essere ringraziato dal Pd, per lo spottone in suo favore.
    Va anche detto che la condanna della Premier c’è, ma è molto meno netta di quella che seppe fare Fini a suo tempo: ah, se il bolognese non si fosse fatto prendere la mano dalla f…amiglia…

    • Anonimo scrive:

      Francamente non ne posso più di vedere il dibattito politico che, invece di entrare nel merito delle questioni utili e importanti, continua all’infinito a soffermarsi sulla questione fascismo e antifascismo. E su questo, come dici tu colpe grosse della Meloni e Salvini, che non prendono mai le distanze da questi personaggi…i comunisti fortunatamente sono spariti da un pezzo. Ripeto, prima la Meloni butterá via le bandiere e meglio sarà per lei e per tutti

      • fabio calvellini scrive:

        Certo, a questo punto una mancata condanna, o ferma presa di distanze, significa, o conferma, un avallo..

  6. Gianna scrive:

    Non esiste il saluto romano!
    Quello millentato tale è un saluto nazista! E chi lo usa svela la sua vera natura o la sua vera intelligenza( o entrambe).

    • Maurizio scrive:

      Ognuno è libero di salutare come vuole! Io per esempio sono molto infastidito da chi saluta col pugno chiuso perché mi ricorda un’ideologia malata, vero cancro del secolo scorso!

  7. UNO DI STROVE scrive:

    Essendo un accanito lettore-ammiratore dell’Eretico, immagino che scriverà qualcosa sul Caso Erba, quindi non sto ora a tediare con le mie considerazioni. Invece vorrei sottolineare come gli odiati jankees, ancora una volta, ci stiano mettendo il sederino (il loro) per garantire un minimo di sicurezza nella tratta che dall’Oceano indiano porta al Mediterraneo: i prezzi di alcuni prodotti aumenteranno, ma forse in modo minimo o comunque contenuto. Fosse per gli yemeniti al soldo dell’Iran, salterebbe il banco.
    Tutti quelli che fanno le manifestazioni anti-USA, perché non ci vanno loro a pattugliare il transito del 40% del commercio mondiale?

  8. Maria scrive:

    Il saluto “romano ” È un saluto nazista! Chi lo usa è un vigliacco che si nasconde dietro e dentro una banda di vigliacchi che si fanno forza con la forza e non con l’intellettuale!
    Ognuno saluta come vuole,certo, e con il saluto ci si presenta agli altri x quello che siamo!

  9. Maria scrive:

    E comunque basta con questi imbecilli( cit.donzelli)! Abbiamo bisogni nella sanità, nella scuola, nella giustizia , nella lotta all’evasione e nel lavoro. Tutto il resto è divagazione.

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