Eretico di SienaSelvaggia, il blogger e i social: anatomia di un corto circuito (e 4 Ps) - Eretico di Siena

Selvaggia, il blogger e i social: anatomia di un corto circuito (e 4 Ps)

Molti eventi, in questa settimana, ma quello che ci ha più interessato è il dramma del suicidio (pare acclarato dalla autopsia) della signora Giovanna, la ristoratrice che si è tolta la vita, travolta dalle polemiche social. La questione è assai complessa, e merita un minimo approfondimento…

 

IL FIDANZATO-BLOGGER

Certo, l’obiettivo polemico contro cui scagliarsi era Selvaggia Lucarelli, della quale scriviamo sotto, e che senz’altro, da questa storia specifica, non esce bene, tantomeno rafforzata (ma alcune cose buone del suo passato giornalistico, talvolta ottime, restano comunque); vorremmo però fare sommessamente notare che il Grande inquisitore della recensione – autentica o meno, per ora non lo sanno neanche gli inquirenti – è stato tal Lorenzo Biagiarelli, da 8 anni compagno della giornalista de Il Fatto.

In primo luogo – pur capendo benissimo la differenza, a partire da quella istituzionale – si vorrebbe fare notare che quando il Giambruno faceva il giornalista a Retequattro (prima di cadere in meritata disgrazia, con le battutacce e i discorsi orgiastici), molta stampa – e con qualche ragione – stigmatizzava la non opportunità della situazione; Selvaggia Lucarelli non è certo Premier, ma è opinionista popolarissima: non sarebbe stato meglio separare il suo ruolo da quello del compagno, di grazia? Possibile che – statistiche alla mano – in una coppia, entrambi siano dediti al debunking in servizio permanente?

Anche perché tutto si può dire della Lucarelli, ma non che non abbia fiuto giornalistico ed esperienza: piaccia o no il suo stile, ma così è; il Biagiarelli, da par suo, cosa farebbe nella vita? Si autoproclama “food blogger”, ma non uno chef (quella, infatti, è una professione, meglio stare alla larga). Prima, pare fosse dedito alla musica (rock): lo scrive lui stesso, immaginate dove. E alla sua presenza fissa nella trasmissione della Clerici, è arrivato previo concorso?

Nel caso della povera ristoratrice Giovanna Pedretti, poi, nel suo davvero malriposto furore da debunking, il food blogger – invece di occuparsi di soffritti esotici – è diventato una sorta di ircocervo fra un filologo ed un perito grafologo: ha osservato la mancanza di maiuscole dopo i punti, gli errori ortografici ricorrenti fra la recensione incriminate ed altri post della signora, e via dicendo. Fino, per l’appunto, ad insinuare il falso.

Biagiarelli è, in tutto e per tutto, ciò che i social hanno prodotto: la totale frantumazione, la perversa demolizione del principio di auctoritas, il fatto che chiunque possa andare a debunkizzare qualcun altro, financo una povera ristoratrice di provincia. Forse, questa tragedia potrebbe servire a fare capire che l’esperienza e le conoscenze specifiche contano, anzi sono decisive, nei vari ambiti su cui si va a sdottorare (o a sputtanare): ottimismo della volontà, pessimismo della ragione…

 

DALLE STELLE ALLE STALLE

L’aspetto certamente più curioso di questa emblematica vicenda, è che la vittima – la povera ristoratrice -, ha subìto, dal punto di vista “socialista”, lo stesso destino della (presunta) colpevole, Selvaggia Lucarelli: entrambe sono passate dall’altare alla polvere nello spazio di pochi giorni (la ristoratrice, un sol giorno: eroina dei diritti civili il venerdì, personaggio discutibile, esposta alla gogna dei social, il sabato!).

La Lucarelli, dopo anni di giornalismo d’assalto, aveva colto il successo che, dal suo punto di vista, vale una carriera: la frantumazione dell’immagine di Chiara Ferragni, da icona della beneficenza (anche), a simbolo della perversa commistione di filantropia e affari. Lo sputtanamento galattico della moglie di Fedez, a dicembre, porta la sua firma: l’apogeo, per Selvaggia.

Dopodiché, pare esserci stato un cupio dissolvi: l’insinuare sulla raccolta di fondi creata dagli amici del ragazzo mutilato dallo squalo in Australia, francamente opinabile assai, “a prescindere” potremmo dire; fino al riprendere – come ormai tutti sanno – la bischerata del debunkatore di Tripadvisor (“come un bambino in un negozio di caramelle”, scrive Mattia Feltri sulla prima pagina de La Stampa di mercoledì, sottolineando che non ci voleva certo questo food blogger, per sapere che l’attendibilità delle recensioni dei ristoranti è quella che è).

La Ferragni – e la cosa non ci duole affatto – ha ormai perso la sua credibilità (i followers resteranno tantissimi, figuriamoci, ma la credibilità è andata); Selvaggia Lucarelli, da par suo, deve essere oggi capace di cambiare, di reinventarsi: meno apparizioni in giro, e ciò vale ancora di più sui social. Scrivere un libro – con più calma, e maggiore lavoro di scavo dei precedenti – potrebbe essere una buona idea, per risalire la china…

 

A PROPOSITO, 11 ANNI OR SONO…

Quello che è accaduto in questa settimana – e mi scuso con i lettori per il fatto personale, ma è inevitabile che così sia – non ha potuto non farmi pensare a ciò che accadde nel marzo del 2013: a breve, saranno 11 anni. Suicidio clamoroso di David Rossi (allora, non messo in dubbio da alcuno, a partire dalla famiglia, vale a dire da chi lo conosceva meglio, guarda caso…), necessità di trovare una ragione plausibile, per non dire un capro espiatorio: come ho ricostruito con dovizia di particolari in “Cronaca di un suicidio annunciato” (2021, Cantagalli), con spifferi ad personam partiti da Sienina, la stampa mainstream (anche se allora non si diceva) puntò dritto il dito contro lo scrivente, reo di avere satireggiato David Rossi alcune volte su questo stesso blog, in particolare in occasione del suo compleanno (mesi e mesi prima della tragedia).

Fra i vari passaggi, voglio ricordare la telefonata che mi fece Marco Imarisio del Corriere della sera (sarà in Sala storica della Comunale il 5 febbraio, ne riparleremo): nelle redazioni nazionali, la voce dominante era che Rossi si fosse lasciato cadere nel vuoto per i “veleni” alimentati, se non creati, dal clima senese, incendiato dai bloggers. Visto poi come sono andate le cose, e visto che siamo a scrivere di questo, sia concessa una considerazione: nessuno ha mai chiesto scusa per ciò che avvenne in quei giorni, quando su questo blog arrivarono offese e c’era chi mi diceva che forse era meglio restare chiuso in casa per un po’ (suggerimento, ovviamente, del tutto disatteso).

Legando il marzo 2013 (con i social meno invasivi di oggi) al gennaio 2024, che dire? Su questo, totale concordanza con Selvaggia Lucarelli: attenzione a lanciare crucifige aprioristici contro chi fa informazione (che è cosa diversa dal fare debunking su una recensione di una pizzeria, sia ben chiaro), anche se poi l’interessato drammaticamente non regge il contesto. Il discrimine, deve essere il livello di potere della persona di cui si scrive: è per quello che il tandem Lucarelli-Biagiarelli non è, sul caso di specie, difendibile; ma è altresì vero – come per l’appunto sostiene Lucarelli – che il suicidio è pressoché sempre un evento multifattoriale: nel caso della povera Giovanna, oltre al dramma pregresso – e pare assai perdurante – del suicidio del fratello, la sciagurata azione del Biagiarelli ha messo in moto uno tsunami che ha avuto vari attori (en passant, resta una domanda anche sui carabinieri locali: che bisogno specifico c’era di convocare sabato scorso, a caldo, la ristoratrice?).

Insomma, la questione è tanto complessa quanto delicata, anzi delicatissima: e complessità e delicatezza, legate al mondo dei social, rappresentano sic et simpliciter un ossimoro. Rispetto al quale qualcosa si dovrebbe pur fare (vietare l’anonimato?), ma di certo non si farà: neanche di fronte alla prossima Giovanna della situazione…

 

Ps 1 L’Iran è il nuovo protagonista del post 7 ottobre (la data della grande rimozione): lo è sin dall’inizio della crisi – come finanziatore principe delle “tre H” (Hezbollah, Hamas, Houthi yemeniti), in questi ultimi giorni lo è diventato in primissima persona, spaziando dalla Siria, all’Iraq, all’Afghanistan. Solo una prece, per i giornalisti che ne parlano, financo nei maggiori Tg nazionali: l’Iran non appartiene al cosiddetto “Medio Oriente”, non continuate a spacciarlo per tale, if possible.

Ps 2 Trump in Iowa ha stravinto, spingendo gente con un piede nella fossa ad andare a votare per lui con 25,30 gradi sottozero; e la sorpresa è che Desantis è arrivato secondo, vale a dire prima di Nikki Haley, che pareva lanciatissima (come seconda, almeno): vediamo cosa accadrà nel New Hampshire, Stato che dovrebbe esserle più congeniale, martedì prossimo. Ma la strada, per The Donald, è spianata (e Biden si augura più lui, come competitor, che non la Haley): così, con la sua vittoria – come detto dal tycoon stesso – finiranno a novembre tutte le guerre in corso, dall’Ucraina al Medio Oriente (quello autentico), la Nord Corea si tranquillizzerà e la Cina non invaderà Taiwan. E tanti “autentici pacifisti” che hanno animato ed animano le piazze italiane – tipo il fisico ormai anche politologo Rovelli – saranno, finalmente, ben contenti…

Ps 3 A proposito di scenari legati al Medio Oriente (quello vero) di oggi, legati alla Historia, i lettori del blog sono invitati in Sala storica, ove lo scrivente – in questo caso, in versione presidenziale – mercoledì prossimo 24 Gennaio, terrà una sua lectio sulla Giornata della Memoria (ricorrente il 27, come noto), abbinata però al 7 ottobre: perché l’odio contro gli ebrei (in quanto tale) non è certo finito quel giorno del 1945, ad Auschwitz (e questo, con tutte le critiche possibili al Governo Netanyahu, ci mancherebbe).

Ps 4 Per concludere, altra informazione di servizio per i fan dello scrivente: stanotte (quella fra sabato e domenica, per capirci), alle 00,30 sarà visibile una mia intervista sul libro leopardiano (registrata prima di Natale, a Pistoia per la cronaca), all’interno della rubrica culturale Mizar; per chi fosse interessato, da domenica il tutto sarà ovviamente disponibile, ad perpetuam rei memoriam, sul sito di Mizar Raidue.

12 Commenti su Selvaggia, il blogger e i social: anatomia di un corto circuito (e 4 Ps)

  1. Cecco scrive:

    Buongiorno, non è una novità che gli USA in politica estera abbiano essenzialmente due visioni contrapposte ovvero ripiegati su se stessi o gendarmi del mondo (e spesso sono i Democratici i sostenitori della seconda opzione). Pur concordando con la quasi totalità dell’articolo vorrei sapere perchè l’Eretico riserva spesso una nota ironica nel definire i pacifisti, sono convinto (magari sbaglio) che nessuno sano di mente non possa considerare l’opzione Pace l’unica strada possibile e che la guerra andrebbe utilizzata solo come ultima ratio, e spesso quando vi si giunge vuol dire che sono stati commessi degli errori grossolani di valutazione precedentemente e che quindi era in qualche modo evitabile, ma magari sono io che ragiono male e comunque preferisco il pensiero di Rovelli a quello di un qualsiasi guerrafondaio nostrano (tanto a morire è sempre qualcun altro).

    • Eretico scrive:

      Caro Cecco,
      per intanto ti ringrazio dell’intervento, che mi ha reso edotto di avere scritto “RIVELLI” invece di Rovelli, il fisico fattosi esperto di geostrategia.
      E vengo subito, volentieri, al punto da te sollevato (in attesa di vedere come sia venuto il montaggio della mia intervista a Mizar, fra un’oretta): l’ ironia è semplicemente rivolta a chi fa il pacifista a targhe alterne (in pratica, sempre contro USA, Israele, la Nato), mentre sorvola allegramente su tutti gli altri guerrafondai – parlo di Stati – in giro per il mondo.
      Rovelli, per dirne un’altra, ha detto che fra Biden (che io vorrei lasciasse ad altri la sua candidatura, prima di Novembre) e Trump lui preferisce il secondo: ecco, a me basta ed avanza questo…

      L’eretico

  2. Gp scrive:

    L’iran ha subito un grave attentato terroristico (oltre 100 morti in un cimitero), rivendicato dall’isis. Secondo la ‘dottrina bibi’ fa bene a bombardare a destra e manca per vendicare e prevenire. Tanto ormai è deciso: i ‘danni collaterali’ non contano più

  3. Roberto scrive:

    Infatti, come ci sono i pacifisti a senso unico, così ci sono i guerrafondai a senso unico….

  4. Ics scrive:

    La Lucarelli è la declinazione social del travaglismo. La casta dei moralmente superiori. L’intellighenzia grillopiteca. La stoa di tomaso da fontebranda.

    Comunque non è un caso che “unobravo” (una startup di strizzacervelli online) in pochi anni abbia raggiunto una valutazione di 175 milioni €.
    Bene per i fondatori non benissimo per la situazione generale

  5. Fede Lenzi scrive:

    Ciao Eretico, cosa faresti te per regolamentare i social, a parte vietare l’anonimato? Non si farà niente perché è veramente complesso metterci le mani, come per l’IA, e il problema è che quasi sempre le vittime ci rimettono due volte (recentemente mi è capitato, a una formazione, di sentire che un alunno vittima di odio on line in una scuola media era stato cambiato di scuola e traslocato molto lontano dai fatti, che se da una parte è una soluzione da salutare, dall’altra mi ha fatto pensare all’espressione “cornuto e mazziato”). Sono d’accordo per la povera Giovanna, passata dalle stelle alle stalle social in un amen : si può dire però che condivideva la stessa smania social dei suoi aguzzini, e purtroppo di quasi tutti noi.

    • Eretico scrive:

      Caro Federico,
      bentornato anche a te! E grazie della significativa testimonianza sulla scuola francese.

      Questione ipercomplessa, difficilissima da dipanare, quella “socialista”: la soluzione dell’abolizione dell’anonimato, pur da Stato dittatoriale (in Cina infatti impera!), in questo caso mi parrebbe l’unica cosa da fare.
      Il buon Farinetti ha detto che si può fare, tecnicamente parlando: e lui è uomo del fare, nevvero? Come si fa, comunque, si fa male: ma credo che il non fare niente, l’inazione assoluta, vada a peggiorare una situazione già drammatica, senza bisogno dei casi limiti come quello della povera signora Giovanna…

      Buona settimana a tutti, l’eretico

  6. UNO DI STROVE scrive:

    Voglio anticipare l’ottimo Eretico, che senza dubbio nel prossimo post se ne occuperà, salutando un grande calciatore che è stato anche un grandissimo uomo: Gigi Riva. Non scrivo altro, però che pena fra lui, che rifiutò i soldi di Agnelli e di Inter e Milan, e quei mercenari di oggi, pronti a lasciarsi sedurre dai petrolieri arabi, per qualche milione di dollari in più (manco gli fossero mancati prima)…

  7. UN AMMIRATORE DA TEMPI NON SOSPETTI scrive:

    Pezzo come sempre equilibratissimo: la Lucarelli va lodata quando lo merita (Caso Ferragni, che lei ha saputo sollevare molto efficacemente, ed anche altro), e criticata per gli eccessi da furore giacobino malriposto, magari andando al rimorchio del barbuto fidanzato.
    Ieri ero in Sala storica, e faccio i complimenti per la lectio magistralis sulla Giornata della Memoria: ne sono uscito arricchito per le tante cose che non sapevo (e non credo di essere un ignorante, né in generale né sull’argomento),e anche per i quesiti che hai saputo porre ai tanti presenti, domande che aprono sempre la mente. Davvero tanto di cappello.

  8. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Complimenti per l’iniziativa riguardante il Giorno della Memoria. Nella confusione generale è un toccasana per il morale e per la mente. Ferragni, Lucarelli, scandali del pandoro e delle bambole, patriarcato, femminicidi ma mai si parla di omicidi da parte delle donne, che sono tanti, ed altre menate. Hanno rotto. Tutto questo per creare tanto fumo, parole su parole senza nessun provvedimento concreto a risolvere qualcosa. Questo serve solo a nascondere tanti problemi molto seri a cominciare dalla crisi economica mondiale aggravata di casi Ucraina e Palestina ed altre situazioni che ci stanno portando sull’orlo della terza Guerra Mondiale. Speriamo che Rimbambiden si levi presto; ne ha fatte troppe di cavolate tanto da far rimpiangere quella tasta balzana di Trump e questo è tutto dire. Non voglio essere il solito menagramo e cambio l’argomento sull’accadimento, abbastanza fastidioso, causato dal nostro Comune: la pubblicazione di un opuscolo su come tenere pulita Siena. Questo è tutto pieno di illustrazioni e raccomandazioni ovvie su come tenere la nostra Città, come si fosse tutti dei cattivi scolaretti ignoranti nell’educazione civica. Anche se ultimamente le cose sono un po’ peggiorate, ma Siena ha ancora da insegnare in civiltà ed educazione. Invece di fare queste iniziative sarebbe stato molto meglio avere risparmiato i soldi per la pubblicazione dell’opuscolo ed usarli per migliorare lo stato pessimo di tante vie cittadine e magari aumentare la presenza dei vigili urbani, per un controllo più efficace di chi non si comporta da buon cittadino (la netta minoranza). Stop, chiudo.

    • Gianna scrive:

      E a proposito, continuano i furti nelle abitazioni…dov’è la sicurezza sbandierata dai fratelli d’italia? E la questura così solerte e repressiva negli 8 giorni di palio verso scaramucce regolate, cosa fa?
      I 12 militari che ruolo hanno?
      Col degrado igienico e l’inconsistenza politica non si può non ammettere che queste due ultime amministrazioni fanno quasi rimpiangere chi c’era prima!
      Quando finirà lendorfina ideologica, e anche i giusti di destra( sono pochi, ma ci sono) se ne accorgeranno, e anche quelli che ne traggono interesse diretto( sono molti) lo capiranno, ne vedremo delle belle!
      E sarà tardi

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