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Terza guerra mondiale? Meglio arrendersi subito (ed un Ps)…

Pezzo prepasquale del blog, purtroppo dedicato in maniera amaramente monografica ai venti di guerra che imperversano in Europa, ad una settimana dal devastante attentato di Mosca (di cui i mandanti sono Inghilterra, Ucraina ed ovviamente USA: lo dice Putin, lo ribadisce la Zakharova, e noi ci crediamo sulla parola).

Che dire: come Pasqua, poteva essere più serena e tranquilla, questo sì, ma non si può avere proprio tutto dalla vita…

 

“SONNAMBULI” O “SPIRITO DI MONACO”?

In questi giorni perigliosi, molti hanno scomodato l’ottimo libro di Christopher Clark “I sonnambuli”, uscito nel 2013: l’ultimo – giusto su Repubblica di oggi – il buon Corrado Augias. Svariati osservatori trovano affinità fra i “sonnambuli” di allora – gli uomini di potere che non si accorsero di cosa sarebbe accaduto dal 2 agosto 1914 in avanti, fino alla fine del 1918 -, ed i presunti “sonnambuli” odierni, i quali in qualche modo starebbero replicando le infauste gesta dei loro predecessori; si aggiunga poi la suggestione – figuriamoci se non la nota lo scrivente, feticista delle date – dei 110 anni precisi (questa estate), fra l’inizio della Grande Guerra e di quella che potrebbe essere, drammaticamente, l’Ultima Guerra.

Detto ciò, siamo proprio sicuri che sia così calzante, questo parallelismo (peraltro con un libro – quello del Clark -, rispetto al quale i più si sono fermati al titolo…)? A nostro parere, assolutamente no.

Da almeno due anni, Putin minaccia l’ecatombe nucleare (iniziò pochi giorni dopo l’invasione ad evocare il possibile scenario atomico, nel caso in cui gli aerei Nato fossero intervenuti pro-Ucraina); governanti di ogni risma (ieri – sempre su Repubblica – il Primo Ministro polacco Donald Tusk) ci dicono che siamo ormai in una fase prebellica, con annessi e connessi; il dibattito su come fermare Putin, nel caso in cui il “pasto ucraino” non gli bastasse più, è alimentato da mesi e mesi (cambiano le ricette – da Macron a Papa Francesco -, certo, ma tutto si può dire, fuorché che non se ne parli, eh).

Qui, insomma, il problema dei sonnambuli ci pare non ci sia proprio: tutto avviene in fase diurna, con gente purtroppo sin troppo sveglia; semmai, si dovrebbe richiamare lo “spirito di Monaco” (1938), con la politica di continuo appeasement verso Hitler, da parte della Francia (Daladier) e della Inghilterra (Chamberlain) di allora. Anche illo tempore, fra l’altro, il Fuhrer portava avanti annessioni territoriali, giustificandole come legittime, seguendo le istanze delle minoranze del suo popolo presenti in altri Stati (vedasi i Sudeti); il pretesto per annettersi prima la Cecoslovacchia e poi iniziare, di concerto con l’alleato Stalin, a papparsi la Polonia.

Lasciamo dunque stare i presunti (inesistenti) sonnambuli, e preoccupiamoci invece di chi continua a dare del nazista agli altri, e poi si comporta tale e quale Adolf Hitler. Un Hitler pieno di italici fans, fra l’altro: proprio come allora…

 

IN CHE CONDIZIONI SIAMO, IN ITALIA?

Ciò detto, ed augurandoci – credo davvero tutti – che la Terza guerra mondiale non si concretizzi e dunque resti solo “a pezzi”, due o tre considerazioni sui due blocchi che si affronterebbero ce le possiamo anche permettere.

Da una parte, abbiamo uno schieramento composto da autocrazie o direttamente dittature: la Russia putiniana, con coloro che la foraggiano – facendole bypassare gran parte dei danni sanzionatori a livello economico -, vale a dire la Cina e l’Iran (gran fornitore di droni, fra l’altro), più i dittatori che simpatizzano con la Russia per affinità elettive ed antiamericanismo aprioristico (Nord Corea, e non solo).

Dall’altra parte, a fianco dell’Ucraina, le democrazie; da aggiungere: sia la Nato che la Unione europea hanno una grande quinta colonna filoputiniana al proprio interno: la Nato ha la Turchia, ambigua e sgusciante come sempre sotto Erdogan.  L’Europa, da par suo, ha in primis l’Ungheria di Orban.

La Russia ed i suoi sodali, hanno in comune l’assenza di effettiva democrazia, e la capacità di mobilitazione popolare pressoché senza dissenso (almeno esplicito).

Dall’altra parte, abbiamo l’Occidente democratico, il quale – inutile girarci tanto intorno – fa proprio schifo a tanti che lo abitano; guardiamo la nostra Italia: siamo strapieni di persone che, con sfumature le più variegate, sono pronte a condannare Putin solo se, subito dopo, piazzano il loro immancabile “ma anche”, riferito in modo nefasto a noi, all’Europa, alla Nato.

Le università sono in fermento, con i giovani aprioristicamente a favore del blocco arabo-palestinese (antioccidentale), e del tutto silenti rispetto alla tragedia ucraina: totale asimmetria rispetto alla gravità di ciò che accade, dal nostro punto di vista (che poi, volenti o nolenti, è anche il loro: una guerra contro Putin, forse non li riguarderebbe? Forse pensano di no…).

Quando Putin aggredì l’Ucraina, e qualcuno osteggiava artisti russi, venne giù il mondo, con i Paolo Nori della situazione subito a gridare “basta con la russofobia!”. La colpa era di Putin, allora (eventualmente, si capisce), non del popolo russo. Bene: oggi gli studenti chiedono, con ovvio successo, di bloccare la collaborazione fra gli atenei italiani ed Israele (ieri, la Normale di Pisa), e va bene lo stesso. In questo caso, la colpa collettiva contro i cittadini israeliani – spesso peraltro politicamente avversari del Premier Netanyahu – va benissimo. Altro doppio standard, tanto per cambiare.

Abbiamo poi una Chiesa cattolica che – con il suo Pontefice massimo – invita una parte ad alzare bandiera bianca, mentre, di là dal Dnipro, il Patriarca ortodosso Kirill – con la massima, canagliesca, nonchalance -, si rifà vivo benedicendo i soldati russi, e parlando di quella contro l’Occidente come di una autentica “guerra santa”, a livello esistenziale e valoriale.

In politica, infine, due Partiti – a sinistra, i contiani; a destra, la salviniana Lega – hanno le posizioni che sono ben note; il Pd è in parte diviso (il caso della possibile candidatura di Tarquinio, ex Direttore de L’Avvenire e convinto pacifista, lo dimostra), ed anche in Forza Italia, pur di fronte al granitico atlantismo di Tajani, qualche nostalgia del Berlusconi in dacia con l’amico Vladimir ovviamente sopravvive. Questo è lo stato dell’arte, ahinoi…

 

ARRENDIAMOCI (NOI ITALIANI)

Si potrebbe continuare, purtroppo: viste le condizioni in cui siamo, sapete cosa si dovrebbe fare?

Abbandoniamo una volta per tutti gli ucraini, facciamo finalmente dilagare Putin nella loro ubertosa terra, così il cerchio si chiude, e va a finire come doveva finire sin da subito.

Mandiamo al contempo Pupo, Ornella Muti e quell’altro che di professione fa i murales, a parlare con il dittatore moscovita: chiediamogli innanzitutto scusa per avere un pochino alzata la testa, dando qualche soldarello e qualche arma ai nazisti (e drogati) ucraini, e chiudiamola qua.

Tanto, per noi, è meglio così, date retta: sempre a riempirci di retorica sui partigiani che, con le armi in mano, liberarono l’Italia, adesso non ci va più bene neanche darle agli altri, le armi, per farci difendere personalmente da loro. Meglio alzare bandiera bianca, così anche il povero Papa tornerà in salute, come gli auguriamo di fare immantinente.

Ed infine: tanto Putin non vuole mica invadere l’Italia, no? No, in effetti, su questo si concorda con chi lo dice: che bisogno potrebbe avere, di invadere uno Stato in cui – senza sparare mezzo colpo – raccoglie così tante simpatie?

 

Ps 1 In tanta tristezza e preoccupazione, una lieta novella prepasquale: grande successo di pubblico (studenti universitari) per l’happening di Geolier (difeso anche da un ormai crepuscolare Roberto Saviano) alla Federico II di Napoli. Arrivato sul posto, durante la sua lectio magistralis, Geolier ha visto bene di non levarsi neanche il cappellino d’ordinanza (e non è stata questa la cosa peggiore, ovviamente).

Con una classe studentesca di siffatta levatura – debitamente lusingata, come sempre, dai docenti del caso -, si può stare tranquilli: oggi le cose vanno come vanno (male), ma il futuro sarà radioso, anzi radiosissimo, si può stare ben tranquilli…

 

 

11 Commenti su Terza guerra mondiale? Meglio arrendersi subito (ed un Ps)…

  1. Cecco scrive:

    Bene, io invece cambierei i riferimenti storici ovvero farei riferimento alla crisi dei missili di Cuba anche perchè l’evoluzione del conflitto, vale la pena ricordarlo, non sarebbe la terza guerra mondiale giocata nelle trincee ucraine ma l’olocausto nucleare con relativa estinzione dell’uomo sulla terra. Nel 1962 i russi piazzano le loro armi nucleari sull’isola di Cuba per “difenderla” dagli appettiti capitalisti USA (recente tentativo di invasione noto come Baia dei porci), insomma all’epoca si gioca a parti invertite, Kennedy tenta una maldestra occupazione di Cuba e Krusciov prova a difenderla …. I russi fanno gli americani di oggi. Ma i missili nucleari sono troppo vicini per gli americani e allora si arriva quasi allo scontro diretto, ovvero si sfiora quello che è stato uno dei maggiori pericoli per l’esistenza stessa del genere umano, uno dei due leader deve cedere perchè la posta in gioco è troppo alta ed agli occhi del mondo a cedere è proprio Krusciov ed i missili vengono smantellati da Cuba nonostante il parere contrario dei cubani con in testa l’idolo Che Guevara a cui la mossa pacifista sovietica proprio non va giù. Con il senno di poi non possiamo far altro che ringraziare Krusciov se ancora esistiamo, la capacità di un leader di “perdere” delle volte può essere più lungimirante di chi vuole vincere ad ogni costo. Buona Pasqua a tutti, sperando che finalmente si intraprenda un cammino di pace.

  2. Ics scrive:

    Che ci sia un Putin in Russia, un Erdogan in Turchia o i tagliagole di Hamas nella striscia non è mai casuale. Sono figure che, in determinati contesti storici, sintetizzano sentimenti diffusi, maggioritari nella popolazione.
    Fanno sorridere quelli che accusano Zelenski di essere un guerrafondaio, come se lui da solo avesse la forza di imporre ad una generazione di riluttanti ucraini di andare a morire.. C’è un Zelenski perché c’è un popolo che in un determinato momento ha preferito crepare che finire di nuovo sotto il giogo russo.
    Il nostro è un popolo borbottante, rancoroso ma nella sostanza docile, sottomesso ed infatti li invitiamo continuamente ad arrendersi perché li vorremmo allineati al nostro (mediocre) modo di stare al mondo.

    Schumpeter teorizzò la fine del capitalismo a causa del suo eccessivo successo. Ad oggi si può prendere atto di come l’occidente abbia prodotto come scarto una folta schiera di “oppressi” pancia piena e culo al caldo.

  3. Gp scrive:

    Recentemente ho notato su un quotidiano un’interessante infografica sulla capacità militare comparata di Russia e Nato, con quest’ultima che ha una supremazia schiacciante in tutti i settori, con rapporti di forze, investimenti, tecnologie imbarazzanti per putin. Pensare ad un attacco ad un paese nato è come considerare San Marino una minaccia per la Romagna. Fino a qualche anno orsono la Russia era un ottimo e strategico partner commerciale. È una dittatura sanguinaria. Se interrompiamo i rapporti e comminiamo sanzioni alla Russia in quanto dittatura, dovremmo fare altrettanto con mezzo mondo, inclusi (oltre a cinesi, nordcoreani, iraniani ecc…) i nostri nuovi e ‘democraticissimi’ fornitori energetici Algerini (dittatura islamica pro hamas e filorussa), Azeri (hanno appena terminato la deportazione di tutti gli armeni del Nagorno dopo averlo occupato), Turchi (come putin, erdogan ha invaso illegalmente il nord della Siria nel 2019, dove è libero di sterminare i curdi in virtù del suo mancato veto all’ingresso svedese nella nato), Qatarioti (corruttori conclamati di ns politici e ospiti della dirigenza di hamas), per non dire degli israeliani… e potrei andare avanti.
    In realtà i nemici ce li sceglie il ns occupante e padrone in base alle proprie esigenze strategiche.
    La neutralità è un obbligo costituzionale in molti paesi ed una scelta assennata per molti altri, ma sono paesi più liberi del nostro. Noi abbiamo 80 atomiche americane sotto i piedi, e la valigetta, anche per i prossimi 4 anni, ce l’avrà uno fra Biden e Trump… ripeto: BIDEN o TRUMP decideranno se lanciare attacchi (anche atomici) dall’Italia. Solo questo dovrebbe essere un motivo per essere neutrali. Meditate

  4. Daria gentili scrive:

    Mentre è scoppiato il russiagate al Parlamento Europeo, mi chiedo chissà se e quanti Putiniani nostrani sono tali perché al soldo del nuovo zar?

    • Eretico scrive:

      Cara Daria,
      in effetti il Russiagate al Parlamento europeo mi stuzzica, e davvero non poco: vediamo se anche qualche giornalista viene pizzicato (non certo perché porta avanti idee critiche contro l’Occidente, ci mancherebbe: perché, magari, riprende sistematicamente la propaganda putiniana).

      Ciò detto, a me più dei filoputiniani al soldo del Cremlino preoccupano – se possibile – ancora di più coloro i quali lo sono a gratis, e ne siamo strapieni…

      L’eretico

  5. fabio calvellini scrive:

    E’ per me incredibile la tracotanza di Putin. La Russia è fondamentale un paese povero. Nonostante la sua popolazione e detenzione ha un PIL più basso dell’Italia. Ha un’economia arretrata basata sull’estrazione di materie prime. È un paese pieno di problemi sociali, basti pensare che la speranza di vita di un maschio russo alla nascita è di 65 anni (circa 10 in più per le donne, che probabilmente bevono e fumano di meno). Economicamente, ma ritengo anche militarmente non è confrontabile con quelli che Putin chiama paesi ostili. Il fatto che in due anni non sia riuscito a prevalere sull’Ucraina mi sembra assai significativo. Cercare un confronto con la NATO equivarrebbe per la Russia ad un suicidio. Va beh che per capire la storia ci si debba mettere nella testa dei cittadini, ma rimane per me incredibile che non se ne rendano conto. Non vedo una logica nell’agire Russo, e forse è proprio questo il rischio maggiore

  6. Paolo Panzieri scrive:

    Si vis pacem para bellum.
    Si vis bellum para culum (apocrifo).
    In sostanza se ti prepari alla guerra puoi evitarla, se invece ti arrendi prima, la renderai inevitabile.
    Questo è un po’ il paradosso dei pacifisti.
    Questa è da sempre la debolezza delle democrazie che si confrontano con le autocrazie.
    Tuttavia rispetto agli anni della guerra fredda (vinta senza sparare un colpo da Ronald Reagan, che aveva fatto tesoro degli insegnamenti dei classici) noto due sostanziali ed inquitanti differenze, forse anche concatenate tra di loro.
    La prima è che al tempo nessuno si sarebbe mai sognato di rivolgersi a quel macellaio e delinquente di Breznev, qualificandolo appunto macellaio e delinquente.
    Infatti se sei consapevole che alla fine dovrai sederti ad un tavolo con lui, deligittimare e demonizzzare l’avversario non aiuta, anzi …
    La seconda è che nessuno parlava in modo così disinvolto di uso delle armi nucleari.
    C’era molto rispetto e cautela per un argomento delicatissimo, quasi tabù.
    L’annientamento dell’umanità, la fine del mondo …
    Tutto ciò evidentemente non giova e non è affatto funzionale alla causa della pace: ci siamo abituati all’idea della guerra e ci stiamo pian piano abituando all’idea della guerra nucleare.
    Per il resto Putin, nonostante le indubbie analogie revanciste, per fortuna non è Hitler, ma purtroppo neanche Biden è Reagan o Bergoglio è Wojtila.
    Nessuno di loro riesce a comprendere qual’è il pericolo reale e comune, che li dovrebbe spingere a cambiare paradigma.
    Neanche quando vengono uccise centinaia di persone ad un concerto, al centro commerciale, per strada oppure alla messa in tutto il mondo quasi, ogni giorno che Dio (quale?) mette in terra.

  7. UN DETRATTORE DELLA MURGIA scrive:

    Visto il mio nickname, vorrei sottolineare come la sinistra che loda tanto le tasse, poi magari qualche problemino ce l’ha: Murgia docet…

    Ma veniamo a Russia-Ucraina: una delle argomentazioni più usate dai filoputiniani (che non hanno mai il coraggio di dichiararsi tali) è che la guerra sia iniziata nel 2014. Usano questa argomentazione come fosse un punto a favore di Putin e contro gli ucraini.
    Una balla veramente colossale, perché certo che la violenza è iniziata dieci anni fa, ma è iniziata perché i separatisti russofoni del Donbass hanno provato, con il decisivo aiuto militare di Mosca, a rendersi autonomi, guarda caso subito dopo che la Russia aveva occupato militarmente la Crimea (febbraio-marzo 2014).
    In pratica, è come se gli altoatesini, con l’aiuto militare dell’Austria, avessero occupato le caserme dei carabinieri presenti in quello che per noi è l’Alto Adige: che si farebbe noi italiani? Credo e soprattutto spero quello che fece l’Ucraina…

  8. Gp scrive:

    Si. In pratica è come se i kosovari albanesi con l’aiuto della nato avessero occupato quello che per i serbi chiamano Kosovo

    • Eretico scrive:

      Caro Gp,
      mi permetto di rispondere io al posto del “detrattore della Murgia” (nickname davvero programmatico), in attesa che eventualmente si rimaterializzi lui stesso.

      Premetto che l’esito del Kossovo mi ha sempre lasciato piuttosto perplesso, anche per il valore di precedente che ha costituito (e lì, la Nato ci ha messo un super-zampino, come correttamente scrivi tu), va anche detto che il tutto avvenne – in modo opinabile, ribadisco ancora – dopo che quel brav’uomo di Milosevic aveva scatenato l’inferno contro i kossovari stessi.

      Non mi pare che nel Donbass ci fosse una situazione neanche lontanamente paragonabile, nel 2014: ad essere davvero generosi, facevano a darsele, fra filorussi secessionisti ed ucraini antirussi; cosa un po’ diversa, anzi parecchio, dall’operazione militare messa in campo da Milosevic illo tempore…

      L’eretico

  9. Roberto scrive:

    Un commento fuori tema, forse una provocazione per molti lettori:
    Fonte ISTAT: nel 2023 le imprese italiane hanno avuto dallo Stato 55 miliardi di sussidi.
    Ora, Confinfustria assieme a Meloni Salvini Renzi Forza Italia, ha fatto una sacrosanta battaglia conto il reddito di cittadinanza che è costato dal 2019 al 2023 quasi 30 mld in totale, contro i 55 mld agli industriali nel solo 2023. Il superbonus pesa per 120 mld in totale, spalmati sui prossimi 10 anni.
    C’è da meditare su chi comanda e chi gestisce l’informazione e su con chi sta il governo dei patrioti (come del resto nella storia sempre il popolo viene fregato con sta truffa della patria e del prima gli “itagliani”,si, ma solo alcuni.

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