Eretico di SienaMatteotti, incaprettamenti, Georgia (e Toti) - Eretico di Siena

Matteotti, incaprettamenti, Georgia (e Toti)

Eccoci al consueto pezzo settimanale: sperando che in Medio Oriente si possa arrivare ad un cessate il fuoco (la vediamo assai bigia, purtroppo), quanto ad Esteri oggi però si scrivono due cosette sulla Georgia, comunque collegata – eccome, se collegata – alla Guerra fra Russia ed Ucraina. Sulle esercitazioni nucleari putiniane, calma e gesso: chi non è inquieto, è strullo, ma al contempo va aggiunto che è da marzo 2022 (!) che si riparla – da una parte sola, peraltro – di possibile escalation nucleare…

Per il resto, i lettori troveranno qualche riflessione – fra Historia ed attualità – sul centenario dell’uccisione di Giacomo Matteotti, ed anche sul caso dello studente italiano in Florida.

 

QUANDO MATTEOTTI VENNE AL PALIO

Si avvicina sempre più, ad ampie falcate, il primo centenario del brutale assassinio fascista dell’onorevole Giacomo Matteotti (10 giugno 1924, con corpo poi ritrovato solo il 16 agosto), e la Sala storica della Biblioteca ieri pomeriggio lo ha ricordato, presentando l’agile volume di Massimiliano Bellavista “Le parole di Matteotti Un uomo speciale in tempi difficili” (Betti editore).

Un contributo davvero stimolante, perché – senza soffermarsi sulle modalità del delitto, trattate in tanti altri libri, modalità che spesso hanno oscurato la conoscenza effettiva dell’opera del politico italiano – Bellavista punta dritto a ciò che Matteotti ha detto e scritto: facendolo emergere come non solo “l’uomo che sapeva sempre dare l’esempio” (Piero Gobetti scripsit), ma anche come l’oppositore politico in concreto più pericoloso per il sistema di potere creato dal Duce.

Matteotti, infatti, era non solo un politico socialista riformista, alieno dal nefasto massimalismo (e si era fatta la sua gavetta, partendo dal suo territorio, il Polesine): era anche uno che aveva studiato Giurisprudenza e che passava le ore e le giornate a spulciare documenti e bilanci, e per questo era l’avversario più temuto – in quel fatidico 1924 – dal Fascismo.

Perché era l’unico – più di un don Minzoni, più del prima citato Gobetti, financo più di Gramsci stesso – il quale, oltre a denunciare la violenza del regime come anche altri, ne conosceva l’arte di taroccare i bilanci e di elargire concessioni “facili” (vedasi Standard oil): con tutte le differenze del caso, mi sono permesso di compararlo ad un Navalny di oggi (come Ginzberg sul Foglio, peraltro), capace di pubblicizzare gli affari di Putin e della sua cricca.

Postilla finale, nonché municipalistica: il 2 luglio 1923 (era un lunedì), insieme alla famiglia, Giacomo Matteotti venne a Siena per vedere il Palio; aveva tenuto un basso profilo, sapendo bene di essere persona da tempo a rischio. Fu costretto ad andarsene, dopo essere stato presto riconosciuto da fascisti locali, prima che le cose degenerassero (o degenerassero ancora di più, diciamo così). Non proprio una bella pagina di storia senese, ecco…

 

IL CASO GEORGIA

Sui media, nei giorni scorsi, si è parlato più di Giorgia che della Georgia: essendo noi italiani, ed in piena campagna elettorale (la quale peraltro è da noi pressoché perenne, come ben noto), ed avendo la Premier così iperpersonalizzato la sua candidatura, era cosa inevitabile.

Andrebbe però ricordato – pur non approdando la cosa nelle prime pagine, e ben poco anche in quelle interne – che dal 9 aprile, in Georgia, si è ripreso a manifestare, come dai tempi della Rivoluzione delle rose (di cui la Georgia vanta il copyright: correva l’anno 2004) non accadeva più. Il tutto, scaturisce da una Legge – fortemente voluta dal Governo filoputiniano in carica – che vorrebbe eliminare di fatto le Ong e, soprattutto, la concreta ed effettiva libertà di stampa, esattamente sul modello russo e putiniano da tempo in vigore a Mosca.

Decine e decine di migliaia di persone – di ogni età e censo – sono scese in piazza, a Tbilisi e non solo, raccattando lacrimogeni, arresti e – si immagina – torture (in loco, non sembrano proprio esistere bodycam installate sulla testa dei repressori): ci sarà una nuova Rivoluzione delle rose, oppure tutto si spegnerà, come Putin si augura di certo?

In ogni caso, una domandina ai lettori (provocatoria, certo): i georgiani chiedono le stesse cose che chiedevano gli ucraini (avvicinarsi all’Occidente, farsi difendere dalla Nato), e non sopportano in alcun modo la opprimente presenza della longa manus russa, neosovietica, sui loro corpi (come gli ucraini, sin dalle manifestazioni del 2005).

Per la propaganda filoputiniana, gli ucraini non sono altro che una masnada di nazistelli guidati da un ex comico drogato: lo abbiamo imparato bene, ormai. Quanto ai georgiani che, a centinaia di migliaia, scendono da quasi un mese in piazza, sono tutti nazistelli anche loro, pur essendo connazionali di Stalin?

 

L’INCAPRETTAMENTO DI MIAMI

Notte fra il 24 ed il 25 febbraio scorso, all’esterno di un locale di strip tease di Miami: lo studente italiano Matteo Falcinelli viene arrestato, e poi brutalmente incaprettato – peraltro, pare seguendo la norma in vigore in loco – dai poliziotti, allertati dai buttafuori (e già qui, c’è una zona d’ombra d’origine: pare che molti cops di Miami, per rimpinguare lo stipendio, arrotondino come vigilantes privati nei locali, con un evidente conflitto di interesse).

Le immagini – che tutti i lettori avranno ormai visto e rivisto – sono forti, anzi assai crude, nonché senza dubbio spropositate rispetto a ciò che lo studente aveva fatto (tutto al più, un accenno di resistenza a Pubblico ufficiale, a quel che è dato vedere): per i nostri canoni, sono torture, ma non per quelli delle forze di polizia di uno Stato certamente violento ed in cui gira una quantità di armi impressionante (con il ragazzo italiano, da par suo, il quale invece era del tutto disarmato). Proprio chi ama gli States – e forse un pochino li conosce, a differenza di tanti antiamericani da tastiera – queste storture, non da oggi, le deve denunciare apertis verbis, per quello che conta.

A fronte degli interminabili 13 minuti di “incaprettamento” cui è stato sottoposto il giovane umbro, cosa aggiungere a ciò che si può leggere in ogni organo di stampa? Beh, a parte l’amarezza per la vicenda in sé, resta una considerazione, fra le svariate: che il problema della violenza spropositata della polizia USA esistesse, lo si sapeva da decenni, l’unica differenza è che in questo caso è toccato ad un giovane italiano.

A fronte di quelle immagini (riprese da una bodycam, si ragioni su questo: altrimenti il caso non avrebbe mai avuto questo impatto), i metodi orbaniani (Caso Salis, ovviamente) sembrano degni di una liberaldemocrazia matura ed ipergarantista; e soprattutto: pur essendoci il rischio di abusi anche da noi (il caso della genovese Diaz resta drammaticamente quello di specie), forse sarebbe il momento di capire che, proprio attraverso la comparazione con gli altri (con l’Ungheria, con la Florida, con la Georgia di cui prima), non dovremmo stare sempre con il “fucilino digitale” puntato sull’operato delle nostre Forze dell’ordine. Vigilare, certo, ma cercando di capire i contesti.

Qualche volta, magari, potremmo anche tenere presente che il loro approccio è del tutto proporzionale e coerente con quello tenuto dalle varie controparti, salvo rare eccezioni. Teniamolo ben presente, questo elemento, in vista della Primavera calda che si annuncia, fra acampadas filo-Hamas (ormai una simpatia esplicitata, neanche più indiretta, quella di certi studenti con gli autori del 7 ottobre) ed eventi vari, con la bandiera palestinese e la kefiah – sempre più cool – indossata con malintesa fierezza…

Ps (aggiunto la mattina dell’8 maggio) Ieri abbiamo pubblicato il pezzo, giusto pochi minuti prima che arrivassero le primissime notizie dalla Liguria, con i domiciliari per il Presidente Toti e tutto il marasma politico-giudiziario che è sotto gli occhi di chiunque voglia vedere. Gran brutta storia, e per tanti motivi.

Per intanto, in attesa degli sviluppi, giusto un paio di cose: tutti, e dunque anche i politici, hanno il diritto – magari anche il dovere – di dire la loro, plaudendo o criticando l’operato dei magistrati; tutti, a parte il Ministro della Giustizia Nordio, proprio per la delicatissima situazione istituzionale in cui si trova. Incredibile, che lo abbia fatto.

In secondo luogo, sia dato onore al giornalista – poi entrato in politica – Ferruccio Sansa, il quale, e da anni, per tabulas contesta il sistema di potere voluto da Toti, così come aveva criticato con durezza quello gestito dal Pd di Claudio Burlando.

 

24 Commenti su Matteotti, incaprettamenti, Georgia (e Toti)

  1. Daria gentili scrive:

    Per quel benefattore di Putin….i georgiani – ovviamente – oltre che nazistelli, sono al soldo della CIA….
    ….per quanto riguarda gli acampadas, ancora non mi risulta una manifestazione contro i bombardamenti e le stragi dei russi in Uk…acampadas a senso unico

    • Filippo scrive:

      Signora, il governo americano è il principale sostenitore e fornitore di armi tanto dell’Ucraina quanto di Israele. Dunque, per quale motivo questi studenti manifestano contro il sostegno a Israele ma non contro quello all’Ucraina? Se fossero dei pUtiNiaNi, che problemi avrebbero a manifestare anche contro quello?
      Sarà mica perché, contrariamente alle boiate che vanno di moda tra gli pseudoliberali de noantri (ricordiamolo: storiche quinte colonne dei fascisti), la maggior parte dei manifestanti è contro il supporto a Israele ma non contro quello all’Ucraina?
      Aggiungo: chi è quel ministro delle infrastrutture di un paese NATO che a proposito delle ultime elezioni in Russia ha detto: “Quando un popolo si esprime ha sempre ragione”? Soprattutto gli elettori di destra, almeno quelli dotati di onestà intellettuale (se ce ne sono), se hanno a cuore la guerra in Ucraina dovrebbero preoccuparsi dei putiniani che hanno mandato al governo, piuttosto che di quelli che inventano ogni giorno.
      Quanto a Israele, oggi è come all’epoca della War on terror: anni di opinioni con l’elmetto e, dopo, pensosi editorialoni sugli “errori” commessi da USA, Uk e company in Afghanistan e Iraq. Ieri eravamo amici di Bin Laden, oggi di Hamas, ma tromboni e fanfare sono sempre quelle. A queste boiate ci abbiamo fatto il callo.

    • Roberto scrive:

      Che due scatole con questa tiritera…perché se uno protesta per qualcosa deve per forza contestare contro tutto ciò che secondo voi dovrebbe essere contestato?
      Ed in particolare, dal momento che il governo Italiano assieme a tutto l’occidente è già apertamente schierato con l’Ucraina e tutto ciò che poteva essere confiscato e bloccato dei rapporti economici finanziari e anche culturali e di collaborazioni scientifiche con la Russia, è stato bloccato, contro cosa si dovrebbe contestare?
      Cara Daria, se proprio ci tiene tanto a contestare si organizzi con i partiti di destra e con gli studenti universitari per manifestare contro la Russia, se proprio ne sente il bisogno, e non aspetti che lo facciano al posto suo quelli che con disprezzo denomina “acampados”.

  2. Ics scrive:

    Non tutte le sfere d’influenza sono uguali.
    I russi sono stati storicamente dispensatori di violenza e miseria ( non è un caso sia un popolo nel quale il comunismo ha attecchito con facilità).

    In fondo ogni popolo è padrone del proprio destino, del proprio modo di stare al mondo. I popoli che permettono di farsi governare da una dittatura (o da fanatici tagliagole) non sono mai esenti da colpe e le probabilità che siano chiamati a pagare un prezzo sono elevate.

    La pacificazione del medio oriente ha come primo naturale passaggio la resa senza condizioni dei tagliagole o in alternativa la loro eliminazione.

  3. UN AMMIRATORE DA TEMPI NON SOSPETTI scrive:

    Caro Eretico,
    ho visto che per mezzo agosto l’insignito del Mangia aureo sarà il creatore della rassegna fotografica Siena Award. Scelta che ci poteva stare tutta, per carità.
    Mi resta, da ammiratore da tempi non sospetti, questa domanda: per il tuo lavoro prima di giornalismo di inchiesta (unico a farlo in città ed anche nel Senese) e ora di ottimo divulgatore ed instancabile animatore culturale, con il libro leopardiano recensito plurime volte a livello nazionale, che cosa dovresti ancora fare per vincere tu?

    • Eretico scrive:

      Carissimo ammiratore,
      ovviamente ti ringrazio del gentile pensiero, sempre gradito.

      Credo comunque che la scelta di Luca Venturi (a differenza – questo sì, sia consentito dirlo – di qualche scelta degli ultimi anni) sia cosa buona e giusta: la sua creatura è davvero di respiro internazionale, ed è giustamente considerata un orgoglio di Siena.

      Quanto a me, c’è anche un altro aspetto, da non dimenticare: pur non facendo più il blogger di denuncia da anni, e pur scrivendo libri diversi da prima (come la biografia leopardiana che tu hai ricordata), credo di potere dire di essere ancora figura piuttosto divisiva (vedasi in particolare la questione del Caso Rossi, per fare l’esempio più eclatante su Siena).
      E tu, caro amico, sai bene che, per vincere il Mangia aureo, non si deve certo abdicare alle proprie opinioni, ma senza dubbio essere stati, ed in parte essere a tutt’oggi, divisivi, non aiuta…

      L’eretico (giustamente non vincente)

  4. Un ammiratore di Pistoia scrive:

    Per me, da Pistoia, questo premio era da dare all’Eretico, ma non conosco dal di dentro le questioni senesi.
    Per quanto riguarda la questione Liguria, ho letto qualche intercettazione: si può dire che fanno schifo? Ma in che Italia viviamo?
    Borsettina Chanel per le amanti, catering pagato per il matrimonio della figlia, fiches per il Casino, troie varie ma tutte di lusso…mah…

    • Eretico scrive:

      Caro amico pistoiese,
      francamente, si fa davvero male a non essere concordi con ciò che dici; come sempre: certo che si è innocenti fino alla Cassazione (che arriverà, se mai ci sarà, fra una quindicina di anni), però un cittadino comune – attraverso quelle intercettazioni – vede squadernato davanti a sé un mondo, che non può piacergli.

      Fra l’altro, fammi aggiungere una cosina personale: detto che siamo tutti uomini di mondo, e soprattutto che nessuno vuole considerarsi perfetto, io arrivo a dire che se qualcuno – per dire – mi regalasse una vacanza in un bel posto (non il troiaio di Dubai, sia chiaro) in un hotel a 6 stelle, io non lo so se accetterei. Forse no: neanche per virtù morale, semplicemente perché saprei di non riuscire a godermele, queste vacanze, fra il vago senso di colpa per averle accettate e la paura di essere scoperti – sputtanati…

      L’eretico

  5. francesco scrive:

    ed anche oggi non una parola sulla strage a gaza.
    non si tratta di essere pro o contro ma da tempo si sono superate le 33000 vittime (certamente il 99,99% terroristi di hamas, compresi i neonati), ed il nostro ospite si sofferma sugli studenti che protestano.

    oltre al peana sulle forze dell’ordine nostrali che hanno il cui “approccio è del tutto proporzionale e coerente con quello tenuto dalle varie controparti, salvo rare eccezioni”.
    peccato che poi girino video degli studenti pisani e fiorentini manganellati allegramente, oppure quello della ragazzina con il volto pestato.
    si sa. a volte le manganellate sono cercate… (cit.).

    comunque, in attesa di un pezzo sulla sproporzione della risposta di beniamino, che notoriamente ha un numero di occhi pari a quello dei ragni per cui l’occhio per occhio va moltiplicato per 6, attendo anche quello sullo scioglimento del consiglio regionale ligure sulla scia del comune di bari commissariato.

    cordialità.
    f

    • Eretico scrive:

      Caro Francesco,
      se permetti, ciò che scrivo sul mio blog personale lo decido io, come peraltro ho sempre fatto: se la cosa non ti aggrada,cambia pure canale, fortunatamente i lettori non mi mancano.
      Quanto al Governo Netanyahu, ho scritto e detto in pubblico decine di volte come la penso…sui morti gazawi: certo che purtroppo i civili sono tanti, ma fra i 35mila ci sono anche migliaia di terroristi. I quali usano i civili come scudi umani, come saprai bene: cosa che gli altri non fanno.
      Infine, visto il tuo piglio: tu il Terzo Reich, per dirne uno, come lo avresti affrontato, da par tuo?

      L’eretico

      • francesco scrive:

        buongiorno.

        lungi da me il dettare la linea editoriale del blog.

        ho fatto una semplice e banale constatazione, visto l’ardore con il quale veniva appoggiata la replica di beniamino all’attacco di hamas.
        che poi “certo che purtroppo i civili sono tanti, ma fra i 35mila ci sono anche migliaia di terroristi”, mi lasci un pò perplesso è un problema mio e della mia coscienza.
        infatti mi attivo, con forme non violente, per cercare di sensibilizzare quanti più possibile contro le vendette a tappeto.
        così come mi morde assai la conta dei disperati morti nel mare siciliano.
        ma anche questo è un off topic che c’entra zero con il blog.

        infine il terzo reich.
        mi piace la storia, pur facendo tutt’altro, e riconosco che la germania fu vessata oltre il limite del lecito dopo la grande guerra.
        questo però non giustifica quanto fu messo in atto con l’avvento del signore austriaco e dei suoi sodali.
        inoltre la disconoscenza in atto dei crimini commessi da quella banda di galantuomini, appoggiati dai Napoloni (cit. non per tutti) nostrali con tutte le nefaste conseguenze che sono evidenti a tutti, mi indigna notevolmente.

        cordialità
        f

        ps.
        continuerò a seguire il blog con estremo interesse perchè la dissonanza mi porta a cercare l’armonia.

  6. Roberto scrive:

    In effetti caro Eretico, hai pienamente ragione. Se analogamente a quanto fa Netanyau il nostro governo cominciasse a bombardare la Sicilia, sai quanti mafiosi verrebbero uccisi, e pazienza per gli innocenti, il loro sacrificio sarebbe colpa dei mafiosi che li userebbero come scudi umani

    • Eretico scrive:

      Caro Roberto,
      scusa se te lo dico, ma il tuo commento che tira in mezzo la Sicilia per l’appunto si commenta davvero da sé…

      Siccome mi pare che anche Francesco abbia un po’ eluso la domanda (forse mi sbaglio io): gli Alleati, specie dal 1943 in avanti, secondo voi si facevano scrupoli morali nel bombardare le città nazifasciste (compresa Siena, e non solo il 23 gennaio 1944)? No di certo, anzi: più civili colpito, più rabies nei confronti degli occupanti nazisti…si vede che ora le sensibilità sono cambiate: ne prendiamo atto, e ce ne rallegriamo in modo sincero.
      A proposito, sui bombardamenti sulla Ucraina e sui suoi civili, la coscienza non vi morde? Morso un pochino selettivo, il vostro, mi pare di capire…

      L’eretico

      • Roberto scrive:

        Infatti secondo me i bombardamenti indiscriminati furono un crimine di guerra, non ho problemi condannarli, come non ne hai nemmeno tu, no?
        Per me il fine non giustifica tutti i mezzi.
        Altrimenti si finisce con il giustificare di anche i crimini di Hamas del 7 ottobre, il cui fine è di difendere i diritti vessati del popolo palestinese, ma non lo fai certo massacrando i poveri israeliani dei kibbutz.

        • Gp scrive:

          Putin avrebbe ucciso circa 7000 civili ucraini in due anni. Gli ucraini avrebbero ucciso circa 10000 russofoni in 10 anni. Nethaniau avrebbe ucciso 35000 palestinesi in 6 mesi. Hamas avrebbe ucciso 850 civili israeliani in un giorno.
          Per me, e per svariate convenzioni internazionali, sono tutti criminali.

  7. Roberto scrive:

    P s.
    Cosa ti fa pensare che non sia rammaricato dei poveri ukraini sotto le bombe di quel folle di Putin? Mi pare, ma mi auguro di sbagliarmi, che sia tu a discriminare fra civili bombardati, nel senso che ammazzare qualche miliziano di Hamas giustifichi la carneficina indiscriminata a danno dei palestinesi.

  8. Cecco scrive:

    Notizia del TG la 7: militari israeliani che buttano gli aiuti alimentari destinati alla Striscia di Gaza, mi dispiace ma difendere Israele diventa sempre più difficile, questo comportamento non aiuta certo a distinguerli dai tagliagole di Hamas. Povera umanità.

    • Eretico scrive:

      Caro Cecco,
      è da novembre che lo scrivo: nessuno qui vuole difendere il Governo Netanyahu, che è condannato financo dagli States, a livello di modalità di conduzione militare; bisogna però, parimenti, difendere il diritto alla sua esistenza, mai forse così minacciato dal 1948: Stato che tanti – anche molti dei giovani che fanno le acampade: ormai lo dicono, senza girarci intorno – negano.

      Bene per le manifestazioni pro-Ucraina: che in Italia o non ci sono, o vanno semideserte…

      L’eretico

      • Roberto scrive:

        Il fatto che vadano semideserte è strano. Chissà come mai il nostro governo non promuove nessuna manifestazione pro Ukraina. Eppure hanno la maggioranza. Non credo aspettino che tali manifestazioni vengano organizzate da chi organizza quelle pro Palestina.Caro Eretico, sai benissimo che FDI e Lega erano i maggiori sostenitori di Putin, e il loro sostegno all’Ukraina è dettato da mera convenienza economica, altrimenti sene sbatterebbero altamente del popolo Ucraino, così come se ne sbattono dei palestinesi.

      • Cecco scrive:

        Quella in Ucraina era una guerra evitabile, c’è poco da fare, ma abbiamo preferito mandare una generazione di giovani a morire piuttosto che venire a patti con il despota russo. Più che manifestazioni a questo punto rilancerei sugli aiuti umanitari e su questi sono convinto che i tanto disprezzato giovani si farebbero in quattro,invece no, si continua con la logica delle armi e della demonizzazione del nemico, e ci si stupisce pure se le manifestazioni di sostegno sono scarse. Povera umanità, pochi passi avanti dai tempi del uomo di Neanderthal.

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