Eretico di SienaBerlinguer, D-day, Caso Montesi (e un Ps "paliesco") - Eretico di Siena

Berlinguer, D-day, Caso Montesi (e un Ps “paliesco”)

Eccoci al consueto appuntamento settimanale con il blog: tre argomenti, diversissimi l’uno dall’altro; i 40 anni dalla scomparsa di Enrico Berlinguer (11 giugno 1984), e gli 80 dallo sbarco in Normandia (6 giugno 1944); infine, qualche considerazione sul Caso Montesi, dallo scrivente affrontato giovedì scorso in Fortezza: roba dell’aprile 1953, ma – a livello di modalità mediatiche e politiche – di clamorosa attualità, date pure retta.

Quanto alle Elezioni europee – delle quali ovviamente si scriverà – per ora ci si limita come sempre ad esortare ad andare a votare: legittimo anche l’astensionismo, certo; quando si vota, però, è sempre parecchio meglio…

 

ENRICO BERLINGUER, 40 ANNI DOPO

Dopo il gravissimo malore che lo aveva colpito durante il famoso comizio patavino, Enrico Berlinguer – Segretario del Partito comunista italiano, in carica dal 1972 – morì poi l’11 giugno (fra l’altro, si votava anche allora per le Europee): come in tanti scrissero, di fatto era morto al pari di un grande attore, il quale lascia la vita sul palco. Aveva 62 anni, essendo nato nel 1922.

Per tanti aspetti, non capì che l’Italia era cambiata e stava tumultuosamente cambiando: chiuso nella sua idea di austerità, dal punto di vista economico collezionò sconfitte; incarnava poi, fra le altre cose, un moralismo di impronta cattocomunista marcatissimo, che gli faceva per esempio ammirare figure come la povera Maria Goretti: per il Referendum del divorzio e per quello dell’aborto (1974 e 1978), arrivò sempre a rimorchio degli autentici laici, che volevano davvero – e la ottennero – un’Italia finalmente più libera dai vincoli papalini.

“Io voglio che l’Italia non esca dal Patto Atlantico…mi sento più sicuro stando di qua”, ebbe a dire a Giampaolo Pansa – sul Corriere della sera  nel 1976: fischieranno, oggi, le orecchie a qualcuno?

Resta, soprattutto, una figura di politico che aveva una sua moralità davvero integrale, ed anche una dote oggi in via di totale estinzione: il coraggio; dopo essere scampato all’attentato voluto da Breznev in Bulgaria (1973), all’indomani del sequestro Moro (con lui che era a grandissimo rischio, per la nettezza con cui aveva condannato il terrorismo rosso), convocò la famiglia – prima la moglie, poi i 4 figli – e disse loro che, se rapito, non avrebbe voluto che lo Stato trattasse in alcun modo con i brigatisti, aggiungendo che qualsiasi cosa avesse eventualmente scritto dalla prigionia, non sarebbe stato da prendere in considerazione. Doveva essere cogente solo il suo pensiero da uomo libero. Questo passaggio – che dice davvero tutto della tempra dell’uomo – è ricordato dalla figlia Maria, intervistata da Simonetta Fiori sul Venerdì di Repubblica (31 maggio, pagina 20).

A fronte di tanti odierni politici (ed intellettuali, eh), i quali sono adusi piagnucolare per qualche insulto sui social (che non fa piacere a nessuno, ci mancherebbe), oppure porsi come vittime per qualsiasi sgarbo, forse la lezione morale, diciamo pure il coraggio, di un Enrico Berlinguer potrebbe fare assai comodo…

 

Il D-DAY, 80 ANNI DOPO

Grandi e solenni celebrazioni, in Normandia, per gli 80 anni dallo sbarco (di americani, inglesi ed anche dei quasi mai ricordati canadesi, che approdarono a Juno beach): quest’anno – come era inevitabile che fosse – la rievocazione di quel giorno, così cruciale per le sorti della Seconda guerra mondiale, si è intrecciata con l’attualità dell’aggressione russa all’Ucraina del febbraio 2022.

Una considerazione personale: Putin non poteva e non doveva essere invitato (anche perché sarebbe stato arrestato, eh), però il ruolo della Russia in quel 1944 (non certo sulle spiagge francesi, certo) lo avrebbero potuto celebrare (lo stesso Macron sembrava intenzionato a farlo, a maggio): sarebbe stato un modo eccellente per mettere la Russia putiniana al muro, facendo vedere la differenza fra quando loro i nazisti li combattevano (e li sconfiggevano) davvero, e l’oggi, tempo nel quale invadono uno Stato con la risibile scusa di denazificarlo (magari, prima, meglio iniziare a fare pulito in casina propria, no?).

Ed allora, visto che ci siamo: ancora una volta, forse molti osservatori dimenticano due passaggi – dal punto di vista della opzione etica, diciamo così – davvero fondamentali.

In primo luogo, quando si celebrano i 26 milioni di morti sovietici nella Grande guerra patriottica (1941-1945), si fa finta di non sapere – o non si sa davvero! – che, all’interno di quella mostruosa cifra, molti furono anche gli ucraini (tutt’altro che tutti schierati con Hitler, come invece sostiene la propaganda putiniana, fatta ovviamente propria dagli utili idioti nostrali).

In secondo luogo, se non fosse stato quel birbantello di Hitler ad invadere l’Unione sovietica quel 22 giugno 1941, il baffino ed il baffone sarebbero andati di amore e d’accordo ancora per molto tempo, in coerenza e continuità con il Patto Molotov-Von Ribbentrop, il quale era una autentica alleanza politica e militare. Anche questa, circostanza che la propaganda putiniana ha letteralmente espunto dal discorso pubblico: provando verosimilmente lo stesso imbarazzo che provava Stalin, a suo tempo, nel condannare il Patto con Hitler alla damnatio memoriae…

 

IL CASO MONTESI, CHE ANCORA CI PARLA…

Il giovedì pomeriggio (alle 18), in Fortezza, questa estate lo scrivente rievocherà da par suo alcuni casi di cronaca giudiziaria, i quali hanno fatto discutere generazioni di italiani: è un modo di fare Historia, perché tocca tanti punti. Abbiamo iniziato giovedì scorso, con il celebre Caso Montesi, che fra il 1953 ed il 1957 appassionò tutti gli italiani, davvero con poche eccezioni.

La povera, 21enne, Wilma Montesi fu trovata senza vita la mattina dell’11 aprile 1953, sul litorale di Torvaianica, ma era verosimilmente morta due giorni prima, durante il tristemente famoso pediluvio fatale sulla battigia della spiaggia di Ostia: un malore, poi il mare grosso, e fine di tutto. Salvo che qualcuno trovi elementi di segno diverso, si intende: l’autopsia escluse ogni segno anche leggero di violenza (perfino a livello di imene: la giovane donna era vergine), Wilma non aveva alcun neanche potenziale nemico, né mai vennero fuori storie di amanti (a dicembre si sarebbe dovuto sposare con un poliziotto, in quel giorno a Potenza). Il Caso Montesi, dunque, sic et simpliciter non esisteva, non aveva alcuna ragione di esistere.

Ma dopo che nacque una torbida campagna di stampa – con illazioni e volgarità di ogni tipo -, fatta per incrementare le copie vendute (allora l’informazione era solo radiofonica e cartacea, la Tv era agli albori), e dopo il “condimento” di orge e festini (sic), il tutto deflagrò (in seguito, sia il “giornalista” che la fonte più noti furono condannati: direttamente per calunnia, non per semplice diffamazione); in più, ci si mise anche la peggiore politica: appena fu fatto il nome del jazzista Piero Piccioni – figlio di pezzo grossissimo della Dc di allora, Ministro degli Esteri e potenziale successore di De Gasperi alla guida della Democrazia cristiana – , si scatenarono i corvi: primus inter pares, quell’Amintore Fanfani, il quale nel 1954 diventerà il plenipotenziario sia del Governo che del Partito.

Che dire? Piero Piccioni fu poi assolto con formula piena (l’accusa era di avere lasciato morire sulla spiaggia la ragazza, dopo una presuntissima orgia): ma solo nel 1957, dopo 4 anni di persecuzione giudiziaria e di linciaggio mediatico; il padre si dimise, ed abbandonò la politica per sempre. Gli inventori delle orge, furono in seguito – come detto sopra – condannati, ma il danno era fatto, tutto.

Giovedì prossimo (bastione San Domenico, ore 18), l’appuntamento è per il Caso Marta Russo: per chi ovviamente vorrà…

 

Ps 1 Sabato scorso, è scoppiato il caso di una agenzia turistica, la quale voleva offrire, fra gli altri, un pacchetto con visita paliesca al fianco di un sedicente “contradaiolo vero, da generazioni”: il tutto ha creato una mezza sollevazione “socialista”, il Consorzio si è attivato con reattività ed il tutto è stato bloccato, quasi con la velocità della luce. Bene, anzi benissimo così: quando è troppo, è troppo.

Facciamo comunque presente che, in linea generale, ci sono tante altre storture, nel “magico mondo del Palio”, sulle quali gli anticorpi della comunità sembrano essere quantomeno meno attivi, diciamo così…

10 Commenti su Berlinguer, D-day, Caso Montesi (e un Ps “paliesco”)

  1. Giulio scrive:

    E io che aspirapolvere a sedicente contradaiuolo vero da generazioni…chi mi rimborsa del corso di formazione? Del tirocinio in cucina? Nell’ecomomato?
    Bho!

  2. Gp scrive:

    Complimenti per il pezzo… sinceramente rivedere le immagini di De Gaulle in Normandia e a Parigi nel ’44 mi ha fatto ripensare all’incredibile faccia di bronzo, ma anche al grande lavoro politico e ‘mediatico’ svolto dai francesi per essere considerati vincitori una guerra disastrosa militarmente e politicamente, sia in europa che nelle colonie. Se avessimi valorizzato la nostra vittiria (vera) nella prima guerra quanto loro, forse ci saremmo risparmiati Mussolini.
    Sul vaso Montesi

  3. Ics scrive:

    Mai come in questa occasione la ricorrenza è opportunità per onorare, festeggiare con orgoglio il modello atlantico che, con tutti i suoi limiti, resta strutturalmente superiore ai socialismi asiatici e alle teocrazie islamiche.
    Ucraina ed Israele sono i baluardi dai quali non si può arretrare.
    La liberazione degli ostaggi è l’ennesima dimostrazione di come la striscia di gaza sia un dente marcio da scavare, sfondare e pulire.

    Oh mi raccomando, il 29 giugno facciamo sventolare la bandierina prohamas sul palazzo comunale

  4. Cecco scrive:

    Dato che siamo in pieno svolgimento delle elezioni per l’europarlamento mi viene naturale da aggiungere, al tuo ricordo di Berlinguer, quello del Berlinguer visionario con il suo progetto di Eurocomunismo. In aperto contrasto con i paesi socialisti dell’Est e denunciandone “la fine della spinta propulsiva” e affermando che “la democrazia è un valore universale sul quale fondare una società socialista” insieme a francesi e spagnoli immagina una società più umana e più giusta dove la democrazia ed il parlamentarismo siano centrali, siamo all’ossimoro del riformismo rivoluzionario. Preferisce l’ombrello della Nato perchè garante dei sistemi democratici ma non vede, o non vuole vedere, che sotto lo stesso ombrello albergano anche pericolose trame nere, i servizi deviati, le spinte eversive pronte a rivelarsi in caso di riforme sociali troppo avanzate o peggio del PCI al governo, ne farà le spese purtroppo l’altro visionario Aldo Moro. Per quegli uomini appena conosciuti rimane in me un senso di nostalgia, la nostalgia di quando la politica aveva una visione del tutto e non vivacchiava come oggi solo di slogan o di frasi ad effetto pronunciate solo per accaparrarsi qualche voto in più. Buon giorno a tutti.

  5. francesco scrive:

    buongiorno.
    come state?

    ieri berlinguer prendeva nettamente le distanze dall’esecrabile (aggiungo io) terrorismo rosso, che recò più danni della grandine alla sinistra di allora.

    oggi la russa, meloni e tutti i notabili di governo non riescono a prendere le distanze da quello nero (si vedano le dichiarazioni riguardo piazza della loggia e tutte le altre bombette nei treni e nelle stazioni).
    tra l’altro il 23 giugno arriverà a breve e certamente il giudice amato verrà ricordato come semplice vittima del terrorismo (già accaduto).

    profili certamente diversi, tempi diversi e chissà quante diversità ancora.

  6. Marco Burroni scrive:

    In questi tempi di propaganda filorussa dilagante hai fatto bene a ricordare il patto Molotov-Ribbentrop; vorrei in particolare ricordare ai molti smemorati il famoso protocollo segreto nel quale i due dittatori si spartivano l’Europa Orientale. In particolare all’URSS spetttava la Polonia oientale (gran parte della Bielorussia prima del ’39 era Polonia…) Lettonia, Estonia, Lituania , un pezzo di Finlandia e la Bessarabia( che oggi si chiama Moldova). Questo il motivo della presenza di minoranze russofone che oggi Putin vuole “difendere”.
    Meno noto e’ l’accordo commerciale del Febbraio 1940, grazie al quale l’URSS forniva ai nazisti milioni di tonnellate di petrolio, ferro e gomma; in parole povere gran parte dei carri armati tedeschi erano costruiti con acciaio sovietico, le gomme su cui si muovavano le armate tedesco venivano dall’URSS, la benzina degli aerei che bombardavano l’Inghilterra veniva dall’URSS… che se lo ricordino i russofili favorevoli alla “denazificazione’ di paesi che del nazismo furono vittime.

    • Eretico scrive:

      Caro Marco,
      grazie per l’aggiunta sull’accordo commerciale del 1940 fra Terzo Reich e Urss, credo davvero ben poco conosciuto dalla maggioranza dei lettori.

      La assoluta buffonata della “denazificazione” dell’Ucraina perseguita da Putin è davvero tale: se il dittatore russo fosse realmente così preoccupato per il risorgente nazismo (lui, che aveva la Wagner piena di boia nazisti all’ennesima potenza), dovrebbe a questo punto invadere la Germania, almeno quella dell’Est (con contorno dell’Austria, visto che c’è), ove AfD è nettamente il primo Partito.

      Vada lì, l’idolo di tanti utili idioti italioti, e vediamo come se la cava…

      L’eretico

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      Tutto giusto, ma l’Urss pagò molto cara l’alleanza con la Germania nazista. Il popolo ucraino fu molto, troppo, collaborativo con i nazisti. La verità attuale è che noi abbiamo perso la guerra e quindi dobbiamo stare al traino degli USA nonostante che siano guidati da un catetere dipendente. Putin non è uno stinco di santo, ma se mettesse qualche base con un po’ di bombe nucleari a Cuba, davanti alla Florida, cosa direbbe Biden? Sarebbe contento? L’Ucraina deve restare un paese neutrale e non membro della Nato. Poi le campagne pro o contro Putin contano poco perché l’UE e l’ONU contano quanto il due di picche, quando i cuori sono la briscola, e noi siamo tra le ultime ruote del carro. Decidono Usa, Russia e Cina. Parere personale ovviamente! Chi possiede veramente la ragione al giorno d’oggi? Pensiamo semmai alla buffonata delle elezioni europee dove abbiamo mandato al Parlamento, come pacifisti, una terrorista dichiarata ed un ex sindaco, da tanti considerato un santo, ma con precedenti gravi di sfruttamento dei migranti in Calabria.

      • Eretico scrive:

        Caro Vedo sempre più nero,
        rispettando come sempre le idee di tutti, e a parte altro su cui non intervengo per obiettiva mancanza di tempo: tu citi Putin e la Florida, e forse ti è sfuggito che, proprio in queste ore, il “non è uno stinco di santo” sta iniziando delle manovre militari, in collaborazione con l’invincibile marina militare cubana, giusto dalle parti della Florida.
        Se non mi sono perduto qualcosa, non mi pare che gli States stiano (oggi, non nel secolo scorso) in alcun modo minacciando i cubani di invasione. Eppure, lo zar manda sottomarini con capacità nucleare.
        Nella sua incoercibile smania di Urss, vuole fare come Kruscev nel 1962, ad occhio e croce, eh: ma i criptoputiniani, ovviamente, diranno che gli USA se la sono cercata, e che Putin fa benissimo così.
        Si fa per chiacchierare, ovviamente…

        L’eretico

        • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

          Il mio è un parallelismo: come la Nato vorrebbe fare entrare nella detta alleanza l’Ucraina e metterci delle basi vicino al confine russo, anche Putin per rappresaglia potrebbe mettere delle Basi a Cuba, nazione a lui amica. Mi ricordo che dopo la caduta del Muro di Berlino ci furono degli accordi USA-Russia per lasciare neutrali i Paesi ex Patto di Varsavia, cosa che in seguito non è stata rispettata. Aggiungo che la colpa è anche in parte dell’Unione Europea che non ha fatto nulla per evitare questo casino, cercando di proporre con decisione un compromesso tra l’Ucraina e la Russia evitando la guerra. Non parliamo poi dell’ente inutile dell’ONU. Siamo arrivati all’assurdo di delegare come intermediario un tiranno come Erdogan, colpevole del genocidio dei kurdi. Va bene proteggere gli ucraini, come i palestinesi, ma ci sono anche altre popolazioni maltrattate nel mondo a cominciare dai Kurdi e molti altri di cui sentiamo parlare molto poco. Tutti hanno gli stessi diritti. La mia è solo una opinione personale, che non vale molto, ma la cosa certa è che tra chi comanda nessuno è innocente, solo la gente comune sta soffrendo. Dal G7 c’è da sperare poco, basta vedere Rimbambiden di oggi con lo sguardo perso nel vuoto che stava appena in piedi attorniato da Capi di Governo, in gran parte in odore di dimissioni nei loro Paesi.

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