Eretico di SienaGli scheletri nell'armadio (Cap.V) e 4 Ps tra Storia, sport e religione... - Eretico di Siena

Gli scheletri nell’armadio (Cap.V) e 4 Ps tra Storia, sport e religione…

- 23/08/15

 

Per l’appuntamento culturale della domenica, proponiamo la prima parte del (lungo) Capitolo V de “Gli scheletri nell’armadio” (2010), in cui entra in scena il penultimo (o terz’ultimo?) personaggio “forte” del romanzo (domenica prossima ci sarà la seconda parte); inoltre, quattro Ps di varia umanità culturale, per così dire…

Buona lettura!

 

CAPITOLO V

Dopo la irrisarcibile tragedia della morte della moglie, Rinat non si era mai completamente ripreso.La sua unica, persistente ragione di vita era rimasta la figlia. Nadia era l’appiglio, l’esile ramo che gli rendeva la vita ancora degna di essere vissuta.

Lui, la vita, la sua vita, se l’era vista sfilare davanti agli occhi così tante volte: nelle gole, impervie e pietrose, dell’Hindukush durante gli imprevedibili agguati dei resistenti afghani, da quarantenne aveva affrontato le altrui lame sul proprio collo; nei lussuosi locali notturni di San Pietroburgo aveva fatto la guardia del corpo di un alto dirigente del monopolista Gazprom, quando – nel corso di uno scontro a fuoco -una pallottola, diretta al suo datore di lavoro, gli era sibilata sulla guancia sinistra, strappandogli lembi di pelle; ed anche allorquando era stato costretto a fuggire dalla meravigliosa città russa, per avere denunciato la insensata ed ottusa brutalità del suo capo.

Dalla Bielorussia di cui era originario, dall’Afghanistan in cui aveva combattuto per cinque interminabili anni, da San Pietroburgo, i suoi 190 cm di muscoli e pelle vissuta, di rughe e cicatrici, si erano trasferiti in terra di Siena, per stare vicino alla figlia.

Non viveva a Fonterutoli, non avrebbe potuto permetterselo. Rinat non si era arricchito: fare il sergente dell’Armata Rossa o il guardiaspalle di un corrotto dirigente di Gazprom (soprattutto se non si accettano certi extra…) non fa gonfiare il portafoglio. Non aveva trovato nemici da derubare Rinat – né avrebbe potuto, in Afghanista – e comunque non li avrebbe depredati, perché il suo senso etico glielo avrebbe impedito.

Per sbarcare il lunario, dal servire uno dei più potenti oligarchi della Russia putiniana, era passato a servire un palazzinaro (imprenditore edile,come oggi bisogna dire) senese. Aveva quindi iniziato a lavorare con i materiali edili, lui che più di una volta li aveva utilizzati per seppellirci brandelli di carne umana da fare sparire dalla circolazione in terra russa. Sapeva bene che c’era chi si lamentava in continuazione delle colate di cemento che erano ormai connaturate al territorio senese, ma per chi viene dalla Bielorussia queste sono piccolezze da intellettuali frustrati: andassero a Minsk o da qualche altra parte della Russia Bianca, prima di parlare di ipercementificazione e di lamentarsi tanto…

A Siena si era stabilito in pieno centro, nel Vicolo della Pioggia. Non capiva perché si chiamasse così, lui che con la pioggia aveva ormai una certa qual confidenza: ma pioggia, soprattutto, di lacrime. Soprattutto quando piove tanto, è interessante guardare con attenzione la superficie di questo vicolo: negli interstizi fra una pietra e l’altra, a terra, un occhio sufficientemente allenato può scorgere fessure di muschio, minuscole strisce di flora che si ritagliano spazio fra la pietra, quasi che la Natura volesse fare sentire comunque la sua presenza in mezzo alle sedimentazioni plurisecolari della Storia.

Il vicolo si trova a trecento metri da Piazza del Campo, nel cuore della Contrada della Tartuca: una parte del centro storico trascurata dalla stragrande maggioranza dei turisti perché nascosta al visitatore frettoloso, negletta dalle guide turistiche, non ben conosciuta anche da moltissimi senesi. Niente di notevole dal punto di vista artistico, nessun monumento, nessuna chiesa: nient’altro che la suggestione del vicolo, monumento in quanto tale.

 

Ps 1 Da Repubblica di oggi, veniamo a sapere una notizia a dir poco sorprendente: Papa Francesco si dichiara devoto di San Pio X! Per chi non lo sapesse, Giuseppe Sarto – Pontefice dal 1903 al 1914 – fu colui che condannò, e senza appello, quel movimento che, timidamente, cercava di modernizzare la Chiesa di allora ( l’enciclica Pascendi si abbatté infatti senza pietà contro il Modernismo).

Un Papa considerato rivoluzionario, devoto del Pontefice forse più tradizionalista del XX secolo? Misteri vaticani…

2  Ai primi di agosto, alla venerandissima età di 98 anni (!), ci ha lasciato il grande storico inglese Robert Conquest; capace di un’innegabile onestà intellettuale, pur provenendo dalle fila della Sinistra (era stato militante, attivo assai, del Partito comunista inglese), è stato colui che per primo ha saputo documentare – incrociando magistralmente le fonti, comprese quelle orali dei sopravvissuti – il Grande Terrore staliniano (ed ottenendo ciò che per uno storico è il massimo: un periodo che prende il nome che lo studioso stesso gli ha assegnato). Tra le tantissime cose, documentò per tabulas la perfetta continuità Lenin-Stalin, togliendo ogni alibi a coloro che continuavano (e magari continuano, sic) ad istituire la dicotomia tra un Lenin “buono” ed uno Stalin malvagio in quanto irrispettoso delle altrui vite umane.

“Paladino dei valori occidentali”, l’ha definito Massimo Teodori nel suo denso ricordo sul Sole 24 ore del 9 agosto; “paladino dello scrivere con onestà di Storia”, potremmo chiosare.

3  Oggi, 23 agosto, è l’anniversario del Patto Molotov-Von Ribbentropp (1939), con il quale Hitler e Stalin si coprivano a vicenda; accordo prodromico all’incipit della più grande guerra mai vista, con l’invasione della Polonia.

Curiosità vuole che il 23 agosto sia anche la data dell’inizio dell’attacco decisivo dei nazisti a Stalingrado (1942): quando il Patto era, ormai, solo un labile ricordo…

4  Un finale sportivo: sono iniziati ieri i Mondiali cinesi di Atletica leggera (seguiteli, se potete!). Già grandi gare: i 100 con il duello al centesimo fra Bolt e Gatlin (e doppio bronzo!); lo straordinario – salvo sorprese dopanti – Mo Farah sui 10mila metri, capace di allungare negli ultimi 200 metri come un autentico levriero.

Un piccolo peana, però, lo merita il 41enne Ruggero Pertile: quarto assoluto – e primo europeo – nella Maratona maschile, ghiotta ouverture dei Campionati.

Pertile, dopo la sua ottima gara, ha ringraziato gli Alì supermercati, ove lavora part time.

Lavoro, allenamento; allenamento, lavoro. L’Italia è fatta di tanti Pertile, ma paga – e rende famosi – solo quelli che si mettono in mutande per rincorrere un pallone: ed anche da questo, si capisce perché siamo nell’Italia in cui ci troviamo…

20 Commenti su Gli scheletri nell’armadio (Cap.V) e 4 Ps tra Storia, sport e religione…

  1. Edoardo Fantini scrive:

    Ps 4, patto Molotov-Ribbentrop. Come tutti i professori di storia raccontano ai loro studenti, il secondo conflitto mondiale iniziò il 1° settembre del 1939, allorché la Germania invase la Polonia costringendo Inghilterra e Francia a farle la guerra. Però il 17 settembre dello stesso anno, giusto sedici giorni più tardi dei tedeschi, anche la Russia invase la Polonia, ma Inghilterra e Francia non le mossero le armi, e poi la Russia attaccò la Finlandia (il 30 novembre del 1939) ma Inghilterra e Francia non le dettero il benché minimo fastidio. Quindi, sempre la Russia si pappò la Lettonia, l’Estonia e la Lituania ( fra il 14 e il 17 giugno del 1940), ma le due democrazie sopra riportate non caricarono neanche un fucilino per fermarla. Il 6 ottobre del 1939 Hitler chiese la pace all’Inghilterra ma non le fu concessa. Ripeté la richiesta nel giugno del 1940 ma la risposta fu la medesima: guerra. Eppure la parte di Polonia che si era presa non era territorio né inglese né tedesco; eppure Stalin si era procurato molto di più ma a lui non venne dato nemmeno del birbante. Come affrontano questa incoerenza i tanti professori di storia italiani?

    • A.B. scrive:

      Invece ho io una domanda per il Dottor Fantini, che con le sue rivisitazioni storiche mi sorprende per la competenza ormai più che per la ben nota visione prospettica destrorsa.
      La divisione per blocchi che ha seguito il secondo conflitto mondiale, al netto di qualche crisi periferica (tipo Cuba e Corea), non è stato forse il vero momento in cui ci è stato permesso di vivere in quasi totale tranquillità?
      Sarò anche stato giovane, ma bene o male in quegli anni il mondo lo potevamo girare senza timori in ogni suo angolo. Oggi mi viene l’ansia già solo ad uscire dalla Toscana.
      Quindi,valutando gli avvenimenti storici in un’ottica “più ampia”, oggi che ci tagliano le teste a 100km dal confine e che mettiamo in conto che ci possano smitragliare addosso durante un viaggio in treno, la tanto agognata caduta del blocco comunista non ha forse rapppresentato un problema piuttosto che una soluzione?
      Addà tornà baffone?

      • Edoardo Fantini scrive:

        Caro A.B. con la seconda guerra mondiale è stata sancita la sconfitta dell’Europa e la vittoria degli Stati Uniti che, non a caso, da allora hanno incominciato a padroneggiare sul mondo. Per continuare l’indipendenza europea che c’era stata fino al 1945, sarebbe bastato rivedere il trattato di Versailles del 1919 e questo avrebbe reso altamente improbabile un altro sanguinoso e costoso conflitto. Francia e Inghilterra si opposero a quella revisione e guerra fu. La vittoria degli americani ha dato un equilibrio loro favorevole e quanto mai stabile, e da allora abbiamo, come giustamente scrivi, girato tranquilli per il mondo, ma la stessa cosa ci sarebbe successa se gli europei degli anni 1919-1939 fossero riusciti a riconoscersi i reciproci diritti per potersi procurare le materie prime ( sopratutto carbone e petrolio) necessarie ad una società avanzata, che non era scritto da nessuna parte, dovesse essere solamente francese e inglese.

    • Marco Burroni scrive:

      In realtà lei, come spesso capita, è male informato:se c’era poco da fare per i paesi baltici, conquistati in modo fulmineo, per aiutare la Finalndia Francia e Gran Bretagna preparono infatti un corpo di spedizione composto da 100.000 inglesi e 35.000 francesi; le truppe avrebbero dovuto raggiungere la Finlandia attraversando Norvegia e Svezia.
      Le minacce di Hitler da una parte ( che non voleva alleati in Scandinavia) e la paura di essere coinvolti in un conflitto su larga scala da parte degli stessi scandinavi impedirono tale operazione.
      Fu quindi proposta una seconda operazione su scala più modesta, un corpo di spedizione di 50.000 uomini che avrebbe dovuto sbarcare in prossimità delle frontiere finlandesi, ma URSS e Finlandia avevano già iniziato le trattative di pace.
      Non si trattò quindi di incoerenza come pensa lei, semplicemente le difficoltà di organizzare una campagna militare spesso sfuggono a chi crede che la guerra e la politica internazionale siano una specie di Risiko.

      • Edoardo Fantini scrive:

        Insomma io sono male informato, ma una fucilatina ai russi, che al pari dei tedeschi prendevano terre altrui, ammetti che non venne né dagli inglesi né dai francesi. E con tutti i tuoi distinguo e spiegazioni sorvoli sul fatto che la guerra quei tre la finirono come alleati. Per non parlare del dopo, quando le piu’ grandi democrazie mondiali lasciarono alle amorevoli cure di Stalin nazioni come Bulgaria, Polonia, Romania, Ungheria, Germania est. Quindi Serbia, Croazia, Bosnia, Slovenia e Montenegro a Tito…Sei di quelli convinti che la seconda guerra mondiale fu fatta per portare libertà, Burroni?

        • Marco Burroni scrive:

          Se ti può far piacere allora si, nessun colpo di fucile fu sparato contro i sovietici, ti ricordo comunque che anche a Risiko per spostare i carrarmatini dalla Gran Bretagna alla Jacuzia si deve passare per la Scandinavia.
          Se la seconda guerra mondiale fu fatta per portare libertà? Io non credo assolutamente ad una visione teleologica della storia, ma è un fatto che dopo la guerra, nei paesi “occupati” o “liberati” dagli anglo-americani, si è assistito ad uno sviluppo socio-economico-politico senza precedenti nella storia umana.
          In sintesi siamo stati infinitamente meglio dopo la guerra che prima quindi sì, da noi il dopoguerra ha portato ricchezza e libertà e sono contento che sia andata così e che l’Asse abbia perso.

          • Edoardo Fantini scrive:

            Sorvoli sulla doppia invasione della Polonia, da parte tedesca e russa, ma punita da Francia e Inghilterra solo quella tedesca, sorvoli sull’alleanza di Francia e Inghilterra con Stalin, e pensi che il dopoguerra ti ha portato ricchezza. Senz’altro non hai mai letto il trattato di pace di Parigi del 1947, e pensi che perdere le guerre convenga. Mah…

  2. anonimo scrive:

    Caro Eretico
    Anche io avevo delle idee negative su Stalin, finche non incontrai un prete ortodosso,
    che mi raccontò molte cose. Il preste russo asseriva che lenin fu al servizio del capitale
    inglese ed in misura minore, molto minore di quello tedesco, per abbattere un impero cristiano, ed in particolare predere le risorse. Stalin ,esiliato Troski ( che con il suo internazionalismo avrebbe fatto uno spezzatino della russia) iniziò le purghe e non andò tanto per il sottile. Insomma questo prete mi affermo’ che salvo’ la Russia. Con tutto la chiesa ortodossa. E mi disse anche che l’odio che ha l’occidente per la Russia deriva dalla forza della terza Roma. Unica erede del Cristianesimo greco.
    che come mi disse, la prima Bibbia conosciuta è quella dei settanta ed è in greco, e la maggior parte degli scritti del nuovo testamento furono in greco. E che la Santa Madre Russia tramanda con ortodosso rito….
    Caro Professore mi dispiace dirtelo ma fra il prete Russo e lo storico Inglese credo al
    Russo.

  3. Un lettore accanito scrive:

    Scusa, caro Eretico, io il libro l’ho letto quando è uscito, dunque tempo fa, però mi sembrava ci fossero altri personaggi importanti, tipo quel killer pugliese che viene in trasferta a Siena a fare danno. Forse mi sbaglio con un altro romanzo(capita a chi ne legge tanti)?

  4. Eretico scrive:

    Rispondo molto volentieri al “lettore accanito”, lasciando agli altri appassionati di Storia le stimolanti divagazioni sul Patto Molotov-Von Ribbentropp (in attesa che qualcuno scriva qualcosa sulla curiosa passione di Papa Francesco per Pio X…).

    Il killer pugliese, di nome Vito, è in effetti un personaggio importante: sarà forse lui, proprio lui, l’ultimo del romanzo che presenterò sul blog…

    L’eretico

    • Marco Burroni scrive:

      Papa Francesco devoto di Pio X? Sarebbe interessante conoscere le fonti dell’articolo,spesso i giornalisti ricamano sulle voci e sul sentito dire, ma la cosa non mi sorprenderebbe: a me Papa Francesco sembra una sorta di Renzi del Vaticano, un personaggio affabile e bonario messo lì per dare alla chiesa un’immagine più moderna e simpatica; dice cose di buonsenso, propone riformine marginali e cosmetiche mentre la parte più conservatrice e retriva della chiesa continua a gestire il potere. Non credo sia il papa rivoluzionario che vuole apparire.

  5. il solito ignoto scrive:

    io non so se papa francesco ami Pio ics (come diceva Mike Bongiorno)ma son certo che,se continua così,supererà Pio nono…nelle citazioni in certe frasi che ogni tanto scappano.

  6. Anonimo scrive:

    Carissimo Eretico, non ti sarà sfuggita la vittoria del keniano di Siena Kemboi nei 3000 siepi…

  7. VEDO NERO scrive:

    Caro Eretico vorrei divagare ancora sul Vostro Palio e sapere se hai notato il brutto servizio riguardante il giubilo selvaiolo, ma chi ha fatto le riprese? Si vedono solo schiene, braccia, volti visti dal basso, sembra fatta da una persona molto bassa (un bambino, un nano). Se è stato uno di voi, pace, ma se l’autore è qualcuno di Siena TV o Canale 3 dovreste protestare perché il servizio è proprio una ciofeca. Invidia di qualcuno per le vostre numerose vittorie?

    • leonardo scrive:

      il video del giubilo è fatto in quel modo volutamente con una go pro o similare, con l’idea di essere dentro al giubilo, esperimento non bellissimo da vedere ma cmq da provare

  8. Kirilux scrive:

    Ho scandagliato la vita di papa Pio decimo per capire i motivi della predilezione verso di lui da parte di papa Francesco.1) Depennerei subito il favoleggiato sdoganamento del tango, operato dal primo seppur in un quadro di logica preferenza per la veneta “Furlana”, davanti alla estesa reprimenda ecclesiastica del tempo per quel ballo reputato lascivo e peccaminoso. 2) Metterei poi assolutamente in secondo piano l’elevazione alla porpora cardinalizia del primo vescovo sudamericano (brasiliano): un fatto importante avvenuto sotto il suo pontificato, ma non al riguardo decisivo. 3) Propenderei invece per un’affinità tra i due in termini di esperienze maturate: entrambi provenienti da famiglie non agiate, con trascorsi esplicitamente né curiali né diplomatici (piuttosto “pastorali”).

    • il solito ignoto scrive:

      continuo a credere che sia da accostare più a PIO NONO che al decimo.
      il perchè? tra qualche anno ce ne renderemo conto meglio…invece che quel papa o garibaldi, sarà molto citato lui, al posto di questi ultimi,in certe situazioni.

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