Eretico di SienaXXV aprile, Portanova, Sala del Risorgimento - Eretico di Siena

XXV aprile, Portanova, Sala del Risorgimento

Eccoci all’appuntamento settimanale con qualche minimo approfondimento su un paio di fatti notevoli, in una settimana che ha visto la morte del grande Harry Belafonte (scomparsa che avrebbe meritato più spazio, non solo in questo blog), nonché varie schermaglie politiche (fra figuracce della maggioranza in Parlamento, e l’imprevedibile narcisismo cromatico della Schlein emerso con l’intervista a Vogue).

 

LA MADRE DI PORTANOVA OFFRE IL PERDONO ALLA RAGAZZA: IL MONDO AL CONTRARIO

Che la madre di Manolo Portanova attraversi, da circa un paio di anni, un momento assai difficile, nessuno lo può e deve dubitare: caso forse unico – comunque rarissimo -, si trova infatti ad avere visto condannare in Primo grado il succitato figlio e il di lei fratello (Alessio Langella) a 6 anni (rito abbreviato, si badi), per violenza sessuale di gruppo e lesioni dolose. Il fattaccio risale alla notte fra il 30 ed il 31 maggio 2021. Che la sua sia una posizione complessa, diciamo pure drammatica, quindi, nessun dubbio.

Avevamo apprezzato il suo riserbo, il suo silenzio; peccato che, con l’intervista rilasciata alla Nazione due giorni or sono (dopo la conferenza stampa del marito ed avvocato in tandem, peraltro), non solo il silenzio (mai come in questo caso aureo) sia stato interrotto, ma che si sia addirittura arrivati a ribaltare il tutto, con una sfrontatezza davvero degna di altro contesto.

La tesi della donna – a leggere l’intervista rilasciata a Laura Valdesi ieri l’altro – è che lei sarebbe perfino pronta a perdonare la ragazza (dunque la vittima, secondo il Primo grado di giudizio!): sì, avete letto bene, la madre del condannato figlio e del condannato fratello (I grado, certo), la quale si dice pronta ad accettare il perdono della vittima. Il mondo alla rovescia, no?

Tra l’altro, a colei che dovrebbe adesso chiedere scusa alla famiglia Portanova, alcuni mesi or sono, era stata fatta pervenire un’offerta risarcitoria, evidentemente per sperare di chiudere il tutto: elemento che rende – ci sia consentito dirlo – francamente indifendibile il messaggio lanciato, un paio di giorni or sono, da questa intervista alla stampa cittadina…

 

XXV APRILE: NIENTE PACIFICAZIONE

Nel corso della mia lectio in Sala storica – tenutasi il 19 aprile, sempre disponibile sul Fb della Comunale -, avevo auspicato che questo potesse essere l’anno del superamento, almeno parziale, delle contrapposizioni manichee legate al XXV aprile: tenendo sempre benissimo presente chi si è trovato dalla parte sacrosanta della Historia (gli antifascisti), e chi invece – in buona fede o meno – da quella sbagliata (tutti coloro che erano schierati con il Fascismo, in particolare dopo l’8 settembre 1943).

Ovviamente, sapevo che si trattava di una speranza che sarebbe andata delusa, e così è stato: le uscite larussiane dei giorni precedenti (incredibili quelle su Via Rasella, in particolare sul riduzionismo legato al ruolo delle truppe naziste), in effetti, avevano preparato in modo incendiario il terreno, buttando benzina su un fuoco che ci sarebbe stato lo stesso. Da questo punto di vista, in Italia siamo tornati – da autentici gamberi quali siamo – decisamente indietro: rispetto al Violante (Pds) del 1998, ed anche rispetto al Berlusconi del 2009 (discorso di Onna, con il fazzoletto della brigata partigiana di Ciampi al collo).

Siamo tornati all’anno zero, o al massimo allo zero virgola; acclarato che il Presidente Meloni è in oggettivo imbarazzo a pronunciare la parola “antifascismo” (vedasi anche la sua lettera, pubblicata dal Corriere della sera, del 25), bisognerebbe almeno darle atto di avere fatto i passi che poteva, a fronte di quella parte del suo Partito in cui esiste ancora uno zoccolo duro di nostalgici: non rimarcare neanche questo, non riconoscere a prescindere nessun passo meloniano in tal senso, vuol dire condannare questo Paese ad un eterno ritorno di un qualcosa che oggi – fortunatamente, per Zeus – più non è. Altrimenti – come scritto altre volte – non resterebbe che prepararsi a salire sulle montagne (non per il nordic walking, però).

Non ci si potrebbe accontentare che il Premier si dicesse del tutto estraneo rispetto all’esperienza fascista, in teoria come in pratica, senza averne alcuna nostalgia? Non si potrebbero invece canalizzare tutte queste energie prodotte dalle piazze antifasciste per cercare di insegnare agli italiani – non solo ai giovani -, ciò che il ventennio è stato effettivamente, visto che l’italiano medio ne sa – come per tanti altri fondamentali passaggi storici – poco o pochissimo?

Consiglio a tutti – e l’ho fatto non a caso vedere agli studenti – di “gustarsi” un servizio di Ballarò del 2015, agevolmente disponibile on line: non perdetelo! Non sono solo i liceali livornesi, a non sapere alcunché della ricorrenza, perché ci sono fior di trentenni romani, i quali – fra un drink e l’altro – pensano che il 25 aprile sia la festa del Lavoro, ovvero non sanno proprio cosa rispondere. Questo, infatti, è l’italico paradosso: l’accapigliarsi, agitando ogni anno lo spettro del suo fantasmatico ritorno, per un periodo storico, di cui ormai la maggioranza dei cittadini non conosce neanche i punti fondamentali…

 

VISITIAMO LA SALA DEL RISORGIMENTO!

Una finestra anche su Sienina (della campagna elettorale si scriverà qualcosa a breve, da osservatore meno informato di prima, certo, ma non proprio ignorante): per ricordare – solo en passant, ma di lui si era scritto tante volte – il professor Giovanni Grottanelli de’ Santi, scomparso ieri 95enne (oltre che insigne accademico, Presidente di banca MPS, ed in rapida successione anche primo Presidente della allora neonata Fondazione MPS); per salutare, poi, con soddisfazione l’assoluzione di quasi tutti i contradaioli imputati per i fatti del dopo Palio del 2015 (ma è fondamentale aspettare di leggere con la massima attenzione le motivazioni, entro i 90 giorni di rito); infine, per anticipare una cosetta che lo scrivente sta per iniziare…

Domani, sabato 29 aprile alle 10,30 (secondo turno alle 12), inizia infatti un ciclo di visite che lo scrivente illustrerà – per tre sabati consecutivi – alla Sala del Risorgimento, o Sala Vittorio Emanuele II che dir si voglia (inaugurata nel 1890), all’interno del nostro straordinario Museo civico: per fare vedere, fra le altre cose, che non di soli fondi oro esso si nutre. C’è anche dell’altro: un altro che è bello – pur senza raggiungere i picchi di un Simone Martini, di un Sodoma o di un Taddeo di Bartolo -, nonché di grandissimo interesse storico.

L’evento – in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e con il Magistrato delle Contrade – è rivolto a 15 persone per Contrada (si procede in rigoroso ordine alfabetico), ed è ovviamente del tutto gratuito. Chi fosse interessato, sa bene come fare a venire (ogni Contrada pensa ai suoi 15)…

29 Commenti su XXV aprile, Portanova, Sala del Risorgimento

  1. UN AMMIRATORE DA TEMPI NON SOSPETTI scrive:

    Caro Eretico, i Portanova hanno capito benissimo come funziona ormai: se il tribunale ti dà torto, si parte con l’offensiva mediatica. Se non mi sbaglio, il promettente calciatore è già andato a Quarto grado, e i genitori hanno iniziato a dare interviste a destra e a manca. Tranquilli, non ci sarebbe da stupirsi che arrivassero Le iene, anzi mi stupirei del contrario.

  2. UNO DI STROVE scrive:

    Mi rendo conto dell’off topic, anche se un accenno all’argomento c’è anche nel pezzo: ma con che faccia la Schlein si presenterà il 1 maggio di fronte ai giovani senza lavoro o più che precari, dopo avere detto di pagare 300 euro all’ora una donna per fare shopping al posto suo o per consigliarle le tonalità cromatiche da indossare? Pensava di essere in Forza Italia?

    • Paolo Panzieri scrive:

      Scriverebbe della nostra quasi concittadina illustre quel maledetto Alighieri:
      Tu la vedrai tra quella gente vana / che fu comunista, e perderagli / più di Speranza ch’a trovar l’armocromista;
      Altro che bianco, semmai quello era un guelfo nero era …

    • Sonia lombardi scrive:

      Vedi strove, non è importante quanto paga una persona, ma quello che fa per le altre. A me non interessa quanto spende, con chi sta la sera o quello che mangia, ma ciò che propone per migliorare i diritti e le condizioni di vita .
      Altrimenti che dire della cristiana concubina?
      O del madonnaro separato?
      O del puttaniere evasore condannato?
      Forse a strofe avete l’occhio selettivo…

      • Gp scrive:

        In effetti il problema della Shlein non è l’armocromista (dopo il 18 metri a vela di D’Alema la sinistra ha sdoganato i’ostentazione della ricchezza). Il suo problema grosso è il ghost writer

    • Massimo erranti scrive:

      ma di fronte ad un governo di pronti, neofascisti ed incapaci a gestire per, pensioni, sanità, scuola, ecc.. lei si esprime sul trench e sulla presunta parcella della consulente d’immagine?
      Proprio vero, abbiamo ciò che ci meritiamo x quello che siamo.

  3. Ics scrive:

    Archiviato (senza troppi sforzi) il 25 Aprìle il circo mediatico si sposta sul 1 Maggio.
    Climax annuale del movimento “lo stato che fa” (per farmi vivere senza lavorare).
    Il concertone andrebbe sostituito con puntata speciale di “Chi l’ha visto”.

  4. UNO DI STROVE scrive:

    Cara Sonia, a Strove abbiamo senz’altro l’occhio molto selettivo, sono d’accordo con te: per esempio, credo che alla maggioranza dei miei concittadini (pochissimi, come saprai) verrebbe da ridire ad essere rappresentati da una che fa la barricadera da centro sociale di fronte alle telecamere, e poi, siccome dice di non avere tempo per lo shopping (anche perché si stanca facilmente, come detto da lei stessa), paga una per farselo fare (turboconsumismo a go go: si paga un salariato per fare acquisti per il datore di lavoro)…se questa è cosa di sinistra, io sono un Premio Nobel (scegli tu di cosa)…

    • Massimo erranti scrive:

      Bha, non so che ne pensa Sonia, ma io la ritengo un premio nobel! Non mi esprimo in merito a che cosa, sicuramente in base ai suoi pensieri non mi trovo concorde. La critica sul look mi pare avventata, sulla stanchezza lo stesso.
      Avrei condiviso osservazioni sulla guerra, o sul termovalorizzatore, ma sullabbigliamento…
      Comunque faccia pure, le sue parole la qualificano

    • Marco Burroni scrive:

      Incredibile come certe sciocchezze riescano a irritare la gente: per come la vedo io si tratta semplicemente di una persona,la Schlein, con un lavoro impegnativo e con un agenda piena che delega certi compiti ad una professionista. Punto. Che cosa c’entrino sinistra e turbocapitalismo onestamente non riesco a capirlo.
      Cosa dire invece della Meloni, che al giuramento del 22 Ottobre si presento con “giacca monopetto, probabilmente in seta (Giorgio Armani – 2000€), accompagnata da un pantalone ampio e morbido dello stesso colore (Giorgio Armani 950€)”?

      E smettiamola con queste polemiche da pidocchiosi, chi svolge un lavoro pubblico ha bisogno di crearsi un’immagine adeguata al ruolo. La Schelin critichiamola per l’inconsistenza della proposta politica piuttosto, li’ si che c’e’ da divertirsi…

  5. GRAZIE DI TUTTO scrive:

    Stamattina ero al secondo turno della visita alla Sala del Risorgimento, e mi permetto di ringraziare l’Eretico, in questo caso nelle vesti di Presidente-cicerone: in 30 minuti, una lezione veramente indimenticabile sul Risorgimento, a livello nazionale e senese. Massimo rispetto per tutti gli altri, ma a Siena non esiste una persona capace di raccontare la Storia (e anche l’Arte, in questo caso) paragonabile all’estensore di questo blog.

  6. Marco Burroni scrive:

    “Non ci si potrebbe accontentare che il Premier si dicesse del tutto estraneo rispetto all’esperienza fascista […]? “ No Eretico, non puo’ per il banalissimo fatto che e’ fascista, la Premier e tutto FDI di questa esperienza storica si sentono gli eredi e si riconoscono in gran parte dei valori del ventennio. Basta sentirli parlare, I toni e gli argomenti sono gli stessi di 80 anni fa, ora per contingenze storiche i “nemici” sono gli immigrati e gli arabi e non piu’ gli ebrei, ma l’armamentario ideologico e’ quello che si poteva leggere su “La difesa della razza”.
    Anche la visione della famiglia, dell’economia e del paese sono le stesse degli anni ’30, quella visione strapaesana che era gia’ stantia 80 anni fa: un paese di piccole aziende e imprese familiari con studenti che studiano al liceo del “made in Italy” ( che da quanto ho capito dovrebbe essere un istituto agario-alberghiero con il latino) protetti dalle concorrenza e dalle influenze straniere. Idee che, per inciso, sono condivise da una grossa minoranza di italiani, che il fascismo ancora non hanno capito cos’era e che si bevono le solite sciocchezze che si sentono da decenni del Mussolini che ha fatto cose buone e dei treni in orario.

  7. Cecco scrive:

    Se avessi i quattrini francamente una che va a comprarmi i vestiti la prenderei anch’io perché se c’è una cosa che proprio non mi va di fare è la “gita” all’outlet o peggio ai gigli … quindi brava Schlein, te che puoi fallo! Magari se tra una trappola e l’altra riesci anche a farci capire in cosa ti differenzi dalla destra di governo in questioni quali la politica estera o l’economia sarebbe opportuno perché per adesso dietro alla solita cortina fumogena di chiacchiere mi sembra non ci siano grosse novità, magari sbaglio io ci mancherebbe. Buongiorno.

    • Gp scrive:

      A dire il vero a Vogue ha dichiarato che la soluzione principe ai nostri problemi economici ed ecologici sono le piste ciclabili, che genererebbero 5 posti di lavoro per ogni kilometro (1 lavoratore ogni 200 metri)… potevano dircelo prima.

  8. ginocacino scrive:

    … buongiorno a tutti!

    La Schlein è decisamente figlia dei nostri tempi, lgbtqwxyz, consulente di immagine al seguito, abbigliamento fluido ecc. ma mi pare di ricordare anche un certo Bertinotti con abiti di sartoria in cachemire e cravatte Marinella a rappresentare la parte “economicamente” più debole della società e, più recentemente, un “lupetto furbetto democristiano” a ereditarne (dopo vari salti) la guida

    … allo stesso modo mi sembra anacronistico e stantio accusare di fascismo la Meloni che pure da quella parte viene … basti pensare alla questione immigrati che quando era opposizione diceva di voler bloccare con, addirittura, blocchi navali ma da premier si ritrova a gestirne un flusso molto aumentato anche rispetto a quando governava la sinistra; quindi basta con questo fascismo e antifascismo “di stato” a dir poco appunto stantio e anacronistico; (a questo proposito Ancaiano, tradizionale festa della liberazione, sul palco con fazzoletti rossi d’ordinanza cantano bandiera rossa e fischia il vento urla la bufera …. ancora?! maddai!!! e ve lo scrive uno che “più a sinistra” non si può)

    vorrei lanciare una “provocazione” dati i tanti intellettuali frequentanti il sito … cosa sarebbe successo se nel 39 mascellone non avesse firmato il cosidetto patto d’acciaio con la germania? o fosse rimasto neutrale? o addirittura alleato con le potenze d’oltremare? che pure avevano ammirato la sua opera … Churchill (il vero “matador” della 2 guerra mondiale) era un sincero ammiratore di mussolini uomo, politico e capo di stato, o almeno cosi dicono le cronache dell’epoca, perlomeno fino alla sua alleanza con la germania (si parla anche e ancora di un fantomatico carteggio fra i due che il nostro custodiva gelosamente fra i documenti riservatissimi)

    tornando alla domanda sopra, cosa sarebbe successo allora? come sarebbe evoluta la sua esperienza politica? cosa ne sarebbe oggi? e quale sarebbe oggi l’opinione e la considerazione che l’opinione pubblica ha di lui e di tutto quello che ha rappresentato?

    certo, è vero, si dice anche che “se mio nonno avesse le ruote sarebbe un carretto” ma insomma!!!

    • Eretico scrive:

      Caro Ginocacino,
      per intanto bentornato!
      Se il nostro amato Duce non fosse entrato in guerra nel 1940, con la celebre e vergognosa “pugnalata alla schiena” alla Francia, verosimilmente avrebbe fatto la fine di Salazar in Portogallo e, soprattutto, di Franco in Hispania: come il Caudillo, sarebbe morto di malattia, essendo ancora al potere. Era del 1883, fate voi i conti di quanto sarebbe potuto restare in sella…in più, verosimilmente non avrebbe fatto ammazzare il generone livornese, il quale magari ne avrebbe preso il posto, quando fosse venuto il momento (il suo essere antitedesco, in quel caso, sarebbe stato un atteggiamento buono e giusto)…ergo, non ci sarebbero state tutte queste, perduranti, polemiche da 25 aprile…

      A proposito, buon 1 maggio a tutti, lavoratori ed in cerca di!

      L’eretico

      • Gp scrive:

        Secondo te se l’Italia non fosse entrata in guerra, Hitler avrebbe potuto decidere di invaderla?

        • Eretico scrive:

          Caro Gp, con la virtual History si entra in discreti gineprai: in ogni caso, Baffino comunque l’ha invasa, l’Italia, anche se nel 1943!

          Possiamo per esempio aggiungere il Caso spagnolo: con Franco, era assai adirato, per il suo diniego rispetto all’ingresso in guerra, anche perché lo aveva molto aiutato (Luftwaffe e non solo), dopo l’alzamiento del luglio del 1936; Hitler, però, non invase la Spagna (in questo, non fece l’errore di Napoleone).

          Insomma, ci si potrebbe stare fino a luglio, a discutere…

          L’eretico

      • Ics scrive:

        Per il genere ucronico, di un Mussolini morente per vecchiaia, “L’inattesa piega degli eventi” libro di Enrico Brizzi.
        Buono ma non equibarabile a “Il complotto contro l’America” e “Fatherland”.
        Un invito all’Eretico a tornare a consigliarci, ogni tanto con un PS, qualche buon libro.

        Ah, la Schlein è a festeggiare il lavoro in una delle capitali del RDC…

  9. Daria gentili scrive:

    Pur non potendosi cancellare la storia politica che ognuno ha alle spalle, non ritengo che nell’Italia del 2023 ci possa essere chi fa l’esame del sangue dell’altro per concedere la legittimazione a governare. Detto questo, a parte qualche uscita improvvida ed inopportuna ad opera qualcuno, la stessa premier ed altri ministri dell’attuale maggioranza – mi vengono in mente Nordio e Piantedosi – nella ricorrenza del 25 aprile hanno fatto interventi chiari sul fascismo.
    Mi sembra piuttosto che lo spauracchio fascista venga tirato fuori ad ogni occasione buona e serva specialmente per trovare il nemico contro cui amalgamare il consenso ad una sinistra povera, al momento, di idee.
    A tal proposito, dopo l’intervista a Vogue, aspettiamo e vediamo se Elly passerà da posizioni fumose a dire qualcosa di sinistra sui problemi concreti del paese.
    I suoi padrini, Franceschini in primis, sembrano già preoccupati

  10. Massimo erranti scrive:

    Fascismo e trench a parte io i soffermerei all’inconsisteza di questa amministrazione ( frantumata) uscente, che in 5 anni ha peggiorato lo stato delle cose in città, rendendola più sporca, meno vivibile, con meno lavoro, parcheggi e cantieri infiniti( semaforo in massetana, caposcuola, ponte di ravacciano…) con un ex sindaco abbandonato da mesi dai partiti x incompatibilità ma che ci raccontano che sono stati bravi…si, bravi a mettere nelle mani di figure ( omissis) ac siena, negozi in centro e forni vari,
    Il tutto senza considerare le bretelle di questo e di quello

  11. Giuliano balletti scrive:

    Che dire del ministro della difesa e delle affermazioni sulle sue operosità per la pace in risposta al fisico rovelli?
    Uno ( il ministro) che ha mentito ( riconoscendolo ex post) sul titolo di studi? Come fidarsi di uno che mente così? Se mente sui suoi studi( invece di finire gli esami) può essere credibile? A mio giudizio deve dimettersi.
    Molto meglio la pdc che inneggia a alla sostituzione etnica in campagna elettorale( e ad altre amenità) per poi ritrattare con incoerenza ora: vale la teoria( molto teoria) della ” ho cambiato idea”!
    Ma chi mente no. Deve andare a casa, an he se avremmo milioni di casalinghi

    • Sonia lombardi scrive:

      e allora quando hanno affermato che avevano salvato il conservatorio?se non era per la cgil non si sarebbe statizzato!!!
      O sui ritardi del camposcuola?
      O su sienajazz!
      Le menzogne vengono sempre a galla, come la cacca! Solo gli sciocchi se la bevono( la menzogna eh!)!

  12. Vedo nero e basta scrive:

    Un’altra malefatta dei sinistrorsi falso buonisti: indovinate chi c’era tra gli sponsor del concertone del Primo Maggio a Roma? Tra i finanziatori della kermesse sindacale spunta “JustEat”, celebre marchio che gestisce i pedalatori che popolano le nostre città, spesso con paghe da fame. Non occorrono commenti.

    • Eretico scrive:

      Caro Vedo nero,
      grazie davvero della segnalazione, che mi era ad oggi del tutto sfuggita…

      A Massimo Erranti (lodevole il firmarsi): ti prego di riformulare, soprattutto nel tuo interesse personale, l’ultimo commento, sfrondando un paio di aggettivi e lasciando tutto il resto – vale a dire la sostanza – inalterato.
      In questo periodo – credimi -, non ho proprio il tempo di andare in Via del Castoro a trascorrere qualche mezz’oretta di tempo prezioso (il quale irreparabile fugit, sic)…

      L’eretico

    • Gp scrive:

      È già un piccolo miglioramento rispetto allo scorso anno, col palco e l’attenzione monopolizzati da testimonial di amazon

  13. Vedo nero e basta scrive:

    Fuori canale: si sta confondendo la memoria cittadina, in un manifesto ho letto la cerimonia per i 100 anni della Duprè, scuola elementare vicino a Porta Romana. Con tutto il rispetto per Giovanni Duprè, grande artista e vanto di Siena, ma fino a prova contraria quella scuola, quando la frequentavo molti anni fa, si chiamava “Santuccio” per la vicinanza della Chiesa di Santa Maria degli Angeli detta’il Santuccio’, purtroppo quasi sempre chiusa. Errore non trascurabile per la memoria storica cittadina e personale.

  14. Viscione scrive:

    perdona la ragazza? siamo su scherzi a parte?

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