Ranucci, un passo indietro per Report (e 1 Ps paliesco)
Eccoci al pezzo pre-paliesco (il Ps sarà comunque al Palio dedicato); en passant, a livello geopolitico, si segnala – nell’indifferenza generale, non solo locale – che il liberaldemocratico Putin ha detto che restituirà pan per focaccia non (solo) all’Ucraina, ma anche a noi europei, i quali gli bloccano qualcuna delle sue 600 navi ombra (battenti bandiere improbabili, tipo quella del mitico Gabon), per contrabbandare petrolio russo in giro per i mari di mezzo mondo. Se vale la reciprocità, allora vuol dire che anche gli europei hanno navi ombra piene di petrolio: grazie a Putin, lo scrivente ha imparato una cosa nuova, e di ciò si ringrazia il leader russo…
LA CONFESSIONE DI LAVITOLA
Ieri il faccendiere Lavitola ha ammesso di essere lui, il mandante del clamoroso attentato dell’ottobre 2025 contro la macchina di Sigfrido Ranucci: e già questa è una notizia-bomba (nomen omen), giacché è statisticamente raro che qualcuno ammetta le sue responsabilità, in uno Stato ultragarantista – specie con i colletti bianchi – come l’Italia.
Chapeau alla Procura romana, la quale – come si era capito sin dai primi di luglio – aveva trovato indizi concreti, per non dire prove schiaccianti: l’arresto – che lo stesso faccendiere si aspettava – è stato solo l’ultimo, deflagrante acceleratore, diciamo così.
Quanto al movente, in effetti, si ha l’impressione che Lavitola abbia detto e non detto: non ha sciolto la matassa sul fatto che il grande amico Ranucci sapesse o meno dell’infausto evento, e comunque il dire che lo aveva ideato per fare aumentare la scorta a disposizione del Sigfrido nazionale, vuol dire tutto e niente. La superscorta (8 uomini!), la si voleva per un amicale, genuino senso di protezione verso l’amico, oppure – anche e soprattutto – per accrescerne in modo ulteriore la popolarità e a fortiori la credibilità professionale, in modo da poterla spendere politicamente nel 2027? Ciò che ieri ha fatto mettere a verbale Lavitola, anche a livello di movente, non è in contraddizione con il movente ipotizzato dalla Procura. Per niente, nonostante i generosi tentativi in tal senso de Il Fatto
Il Gip, nei giorni scorsi, aveva escluso – allo stato dei fatti – che Ranucci fosse al corrente dell’attentato nei suoi confronti; ciò vuole dire che il Giudice terzo non ha ravvisato prove in tal senso: ne prendiamo più che doverosamente atto.
Quanto al definire lineare e chiaro il rapporto fra Lavitola e Ranucci anche dopo l’emersione della gravissima accusa rivolta all’ex uomo di Craxi prima, di Berlusconi dopo, di Ranucci infine, beh, acqua ce ne passa parecchia: e siamo in tempi siccitosi assai…
LA POSIZIONE (INDIFENDIBILE) DI RANUCCI
La posizione professionale di Sigfrido Ranucci – inutile girarci tanto intorno – è ormai non più difendibile: anche se giudiziariamente lui è ancora parte offesa (in una fase di indagini ancora del tutto in fieri, peraltro), resta tutto il resto, che per la credibilità di un giornalista di inchiesta è cruciale. Specie se del servizio pubblico. Ranucci deve lasciare non perché glielo chiedano alcuni politici, in specie Salvini: deve lasciare, nonostante glielo chieda la maggioranza governativa.
Avevamo scritto un pezzo su Report esattamente un mese or sono, il 13 luglio scorso, e questo già lo si intuiva allora: che senso poteva avere una frequentazione, così intensa ed intensiva, con un tipetto come Lavitola, di grazia?
Anche nella migliore delle ipotesi pro-Ranucci (per esempio quella – un po’ cervellotica, ci sia concesso chiosare – che Lavitola abbia agito su mandato della destra, per sputtanare in modo completo il Sigrfrido nazionale), Ranucci sarebbe lo stesso professionalmente indifendibile: sarebbe parte lesa dal punto di vista giudiziario, certo, ma la credibilità giornalistica chi mai gliela potrebbe restituire? La scuola Travaglio-Ranucci ha insegnato che bisogna separare, dividere in modo chiaro la questione etica da quella giudiziaria: ed è proprio la prima, a rendere ormai non più presentabile la presenza di Ranucci alla guida del principale programma di giornalismo di inchiesta della Rai.
Anche perché, in questo mese, sono emersi ulteriori aspetti inquietanti: Ranucci non sapeva niente dell’attentato, secondo quel che ha messo nero su bianco il Gip, il cui dispositivo – come già scritto – va assolutamente rispettato; ma dallo stesso Gip sappiamo che Ranucci era ben consapevole del tentativo lavitoliano di lanciarlo nel firmamento politico. Ne era lusingato, gratificato: soprattutto – lo si ribadisce – ne era al corrente.
E Ranucci, da par suo, era non a caso da mesi e mesi impegnato in una sua personale campagna elettorale: testimonial dell’Associazione nazionale magistrati, presente in svariate manifestazioni targate Cgil ed arcipelago della Sinistra, eventi non solo televisivi (teatri et alia).
A proposito, visto che lo difendono a spada tratta; la vicenda Ranucci-Lavitola è forse il più grande esempio di – almeno apparente – masochismo pubblico degli ultimi anni: abbiamo la vittima di un attentato, la quale vittima difende il suo – almeno potenziale – carnefice, toto corde.
In più, abbiamo i leader del campo largo, i quali solidarizzano verso chi faceva di tutto (attentato o non attentato) per fare loro le scarpe, sfruttando la innegabile popolarità mediatica; è proprio vero, che viviamo nel più pazzo dei mondi possibili…
W REPORT, MA SENZA RANUCCI
Quanto al futuro di Report, la vicenda è assai complessa ma la ricetta è davvero facile facile: Ranucci deve lasciare, avendo perso ogni credibilità giornalistica (visto il suo post di ieri, forse anche – almeno momentaneamente – il senno); e lo deve fare, per il bene della trasmissione, la quale ha un patrimonio redazionale da salvaguardare.
Report esisteva da ben prima che ne prendesse lui le redini in mano, e – se lui si arrocca – rischia grosso per il suo stesso futuro; fuori dunque Ranucci, senza ma e senza se: e non sarebbe male che venisse reso un corpo estraneo anche il gruppetto dei fedelissimi, di pretoriani ranucciani i quali difficilmente potevano non essersi mai accorti di niente, a proposito della liason con Lavitola.
Rigenerazione chiara, esplicita, forte, dunque: partendo da chi ha dimostrato autentica professionalità, incisiva lucidità nonché capacità di discernimento, all’insegna di quell’intuitu personae che, nel giornalismo di inchiesta, è di fondamentale importanza.
Per esempio, quel Daniele Autieri, il quale, secondo un furbesco tentativo di Lavitola, doveva bersi la autentica panzana – roba da Caso Rossi, sic – secondo la quale, dietro ad un servizio delicato di Report – sul quale il giornalista aveva lavorato -, ci fossero i servizi segreti israeliani. I quali magari si sarebbero voluti vendicare di Report. Chiaro esempio di depistaggio, dice il 10 luglio ai PM romani Autieri: chapeau. Questo vuol dire essere un valido giornalista di inchiesta: il comprendere quando si è davanti ad un depistaggio, oppure anche solo ad un tentativo di depistaggio.
Lui, aveva capito che personaggino fosse Lavitola; Ranucci, invece, no: e questa – che è l’ipotesi più vantaggiosa per il Sigfrido nazionale, scagionandolo in pieno dalla questione attentato – basta e avanza per concludere all’insegna del “W Report, ma senza Ranucci”…
Ps pre-paliesco (si pubblica la mattina dell’assegnazione dei cavalli…): grandi polemiche sul drappellone (anche Tommaso Lorenzini su Libero di ieri), il quale però è stato piuttosto calorosamente applaudito, lunedì pomeriggio nel Cortile del Podestà (bipolarità della collettività senese, di grazia?).
Di certo, la figura mariana non rientra nei canoni tracciati dalla dottrina (Concilio di Nicea II, ricordava dottamente don Paolo Morocutti, sulla odierna Nazione): si può benissimo bypassare tutto ciò, ma dicendolo prima;; quanto alla battaglia di Camollia – argomento che assai a cuore ci sta – non si capisce bene ove la si potrebbe rintracciare.
Da parte della redazione, si vorrebbe anche sottolineare un aspetto, che vale ormai per ogni presentazione: sarà anche in larga parte inevitabile, ma l’autentico casino – mi si scusi il francesismo – domina in lungo ed in largo per i 20 o 30 minuti dell’evento; i relatori si sentono, solo e soltanto perché i microfoni funzionano bene, non per altro.
Il pubblico (spesso anche quello a sedere, sia chiaro) non cessa per mezzo secondo di parlare (tutti critici d’Arte, come noto). Siccome si sente tanto discettare di sacralità del Palio, almeno la decenza del silenzio, mentre si parla di Arte e di Religione, ci dovrebbe pur essere: siamo di fatto all’aria aperta, e c’è per l’appunto casino. Chissà cosa direbbe Pier Pettinaio, di questa Sienina che non sa neanche più quando sia il momento di fare silenzio, e quando, invece, di fare altro…









Su Ranucci sono con te. Come si fa ad avere frequentazioni così intime con un personaggio dal passato come Lavitola, da parte di uno come Ranucci? Ingenuità? Si, forse può essergli stato utile per raccattare qualche informazione per i suoi servizi, ma come fai a fidarti di uno famoso e condannato (anche se con patteggiamento, credo) per fake di ogni genere?
Non lo sappiamo, ma da Ranucci mi aspetterei qualche spiegazione.
Quanto alla storia dell’attentato e alla confessione quasi immediata, con le motivazioni direi abbastanza surreali (sarebbe servito ad accrescere la caratura di eroe per essere poi candidato del Campo Largo, o a fargli avere una scorta rafforzata), a mio vedere, beh, qualche sospetto può sorgere, vista la caratura e la storia di Lavitola…cui prodest?? Come pensava uno scaltro come Lavitola di non essere scoperto, essendosi avvalso di manovalanza delinquenziale di basso livello?
Concordo! Via ranucci…e via tutti quelli che , come scrivi, hanno avuto frequentazionj con individui di dubbio spessore morale: ma non solo dalle redazioni di servizio pubblico, anche da scranni parlamentari…e a l’ora via delmastro, santanche’, salvini, e avanti con i nomi noti!
Sennò non siamo credibili. Via tutti quelli he sono stati vicini a gente particolare: berlisconi…ah, già, è deceduto!
E a sienina nostra? Sono tutti specchiabili?
Sul giornalismo d’inchiesta, che iddio lo salvi, non sono d’accordo. Più sono immorali gli informatori e meglio è… quindi report è a mio avviso da considerare un piccolo e raro patrimonio da conservare e gesrire meglio. Ranucci? Pagherà per quel che ha fatto, ma pagherà anche nella remota ipotesi di completa estraneità (o ‘trappola’)
A proposito segnalo una divertente intervista a Paolo Mieli sul corriere, in cui l’ex direttore di Stampa e Corriere ammette l’amicizia con Lavitola e la frequentazione del suo ristorante (‘mi sguscia le vongole’)…
Da Ceuta a Campo Ascolano (frazione di Pomezia) c’è sempre la longa manus giudea da incolpare.
Chissà se al mossad sono a favore del cappotto del tittia.
Caro Eretico, sono d’accordo al 101% sulla tua posizione su Ranucci: per tutelare al meglio la redazione, lui deve fare un passo indietro, e sbaglia a non averlo ancora fatto (anche se non ci entrasse niente con l’attentato).
Ti ho visto stamattina su Canale 3, e avevo già visto la tua bellissima clip sulla battaglia di Camollia, che in effetti per i senesi è pochissimo conosciuta: alla tua passeggiata verrò senza dubbio, e spero che la cittadinanza si informi. Visti i tempi, è inevitabile rifugiarsi un po’ nel passato, ma bisognerebbe conoscerlo.
Ho visto la premiazione del Mangia a Lovaglio. Il suo breve discorso di ringraziamento assomigliava più a un commiato da Siena. Le ultime parole prima della resa finale della Banca.
Alla cerimonia del Mangia qualcuno ha visto Fabio Pianigiani fare dei gesti quando il Sindaco Nicoletta ha detto che “non può essere qui con noi”.
Commento paliesco; ci sta. Ormai ci sarà l’ennesimo rinvio del Palio per pioggia. Dato che ormai il tempo è diventato imprevedibile e già è successo il rinvio molte volte, sarebbe meglio cambiare il protocollo del Palio prevedendo, in casi come questi, di mettere un telo in tutta la Pista sperando un suo miglioramento nelle ore successive. In questo modo sarebbe meglio gestita la Festa perché, quando saremo sicuri del miglioramento, si potrà togliere il telo e avremo una pista asciutta e non danneggiata. Addirittura non ci potrebbe essere nemmeno il rinvio se questo avverrà in tempo utile per il Corteo e Palio. Potrebbe essere una buona proposta.
Questa volta, e solo questa per ora, concordo col vedo nero
Basterebbe poco
L’acqua passerebbe lo stesso sotto lo steccato, come ha detto il naggi oggi sulla nazione, mi pare una strada impraticabile… quando piove si rimanda, come sempre da secoli
è il fiume d’acqua dalla costarella come lo blocchi? l’acqua finisce al concone da almeno 3 alture….
Non sono d’accordo! La pioggia verrebbe deviata prima di passare sotto i,palchi e tracimata in canali di scolo dentro piazza( 3o4) verso i Gavino. Da elaborare la pioggia cadente davanti al comune dove spiana.
È sicuramente più facile rimandare, ma più 9neroso e faticoso!
A siena ci sono tanti intelligentoni che studiando i un pochino potrebbero trovare la soluzione….ma noi siamo quelli del ” s’è sempre fatto cosi” e non si cambia, fino a che non arriva qualcuno dall’alto che ti fa cambiare per forza( o per amore) come per i varchi saloon, le uscite di sicurezza, il cap ecc…
Vediamo prima come vanno le prossime elezioni comunali
Io comunque sarò un duro, ma quale sia l’illecito commesso da Ranucci non mi è ancora chiaro. Invece che la destra non veda l’ora di fargli le scarpe, quello mi sembra chiarissimo. Ma forse sono io che non c’ho capito nulla….
Caro Superciuk,
che il centrodestra (la “destra-destra” di gruberiana memoria sarà Vannacci, no?) voglia fare fuori Ranucci, è fuori di dubbio, così come il fatto che, a sinistra, sia scattato un riflesso condizionato difensivo autolesionistico (onore ad Andrea Romano per ciò che ha detto ieri sera nel prime time di Retequattro, nel muso del flotillante Scotto).
Per il resto, si ribadisce: per ora (sul futuro, invece, non metterei la mano ad ardere), Ranucci è giudiziariamente parte offesa; ma dal punto di vista etico e professionale, farsi chiamare “fratello” da Lavitola (senza poterlo smentire), con tutti gli annessi e connessi, non è certo cosa da poco, e da tutti: per la medesima cosa (forse anche per meno), lui avrebbe chiesto a chicchesia di fare quel passo indietro, il quale lui si rifiuta ostinatamente di fare. Aggravando la situazione lavorativa della redazione di Report, fra l’altro.
Buon Palio a tutti, e fateci sapere se avete veduto la “strega” a giro: ne scrive anche Il Sole 24 ore, ergo si riprende la notiziona anche sul blog…
L’eretico
‘Fratello’ è un termine ben preciso che non credo che uno come Lavitola usi a caso… comunque mi pare un bel trappolone per il ‘nibecorto’ sigfrido
Scusa Raffaele se insisto sull’argomento: ammetto che non ho mai guardato Report, e quindi tutta la vicenda di Ranucci mi era entrata in un orecchio e uscita dall’altro. Mi sono svegliato dal torpore quando la testata di “centrodestra” il Tempo ha attaccato tutta la redazione (che mi pare nel tuo pezzo difendessi) per una questione di rimborsi spese….pareva il Fatto Quotidiano. Mi sbaglierò, ma è in corso un tentativo di epurazione, che non riguarderà il solo Ranucci
Caro Superciuk,
la giornalata de Il Tempo di Daniele Capezzone (e prima di Davide Vecchi, vecchia conoscenza della bufala Rossi…) è una cosa a dir poco opinabilissima: i soldi sono lordi, e soprattutto mettono insieme retribuzione e rimborsi spese. Chissà se faranno un altro scoop sulla retribuzione di Antonino Monteleone, per dire.
Chi sta facendo, comunque, più male alla redazione di Report è Sigfrido Ranucci stesso, non facendo il sacrosdanto passo indietro: il “fratello” Lavitola, in almeno un caso (uno solo?), ha provato a mettere bocca su un servizio di Report (teste Auteri), cercando di creare un autentico depistaggio, e questo già basterebbe ed avanzerebbe…
Nel frattempo, con un paio di giorni di inevitabile ritardo, si è corso il Palio: se ci riesce, domani si pubblica qualcosina…
L’eretico
Omissioni di atti d’ufficio.
Questo potrebbe seere il reato commesso da questa amministrazione in merito all’invasione della pista prima della fine del Palio.
Quali sono i motivi per i quali non sono state comminate ĺe sanzioni previste per la tutela di persone e animali? Senesita’? Tradizione? O mero calcolo opportunistico-elettorale?
Cosa sarebbe potuto accadere ? È responsabilità diretta dell’amministrazione l’infortunio a persone, fantini( categoria a parte) e cavalli! Le vittime dovrebbero prende un buon avvocato e a fronte di una multa di 1 milione del vecchio conio, chiedere u risarcimento da imbiancare i capelli( per chi li ha)!
Ma capisco che è meglio parlare del viso androgeni della Madonna e sentirsi offesi per le critiche anziché pensare alla sicurezza della festa!
In caso di decesso o zoppica il proseguo della giostra sarebbe stato a rischio.
L’incompetenza e linettitudine vanno a braccetto con l’opportunità.
Se invece applicassero le norme in vigore, col ricavato potremmo avere un bello sconto sulla tari più alta d’italia
Geniale! Potevi dirlo prima, un milioncino mi faceva comodo
Di vecchio conio…te ci fai il giusto visto dove ci hanno,portato i vostri governanti per le care le terga del biondo ( non remorex), ma tutti insieme…ci potrebbe scappare un Palio straordinario aggratisse! Per la gioia di questore, prefetto,e tutti coloro che vedono il Palio come un giramento di scatole
Si ma il risarcimento ‘da far imbiancare i capelli’ sarebbe nel nuovo conio… non ho capito che c’entrano trump e meloni, ma se vuoi ti faccio il conto di quanto è costata ad ogni senese l’amministrazione piddina di mps e fondazione, che almeno si rimane in tema siena… solo quello che ha perso la fondazione cirrisponde più o meno a 130.000,00 per ognuno dei 54000 abitanti di siena.
Se non hai capito, e non sarebbe la prima volta, te lo rispiego in altre parole, ma questa volta stai attento o rileggi con calma: il concetto era che con 1 milione del vecchio conio( o 500€ ) data la contingenza economico finanziaria in cui siamo caduti grazie alla illegittima guerra in e contro l’Iran, condotta da trump con l’appoggio di meloni, ci fai poco, perché i costi di tutte le merci sono aumentate a dismisura, e i carburanti potrebbero arrivare a cifre record tali da far impennare tutto il carrello della spesa.
È totalmente fuori luogo il, classico, paragone con i danni fatti dal pd! Per effetto di questi, i destrorsi avrebbero dovuto porre rimedio o quantomeno arginare le perdite, invece ci hanno portato nel baratro.
Ora, se non hai ancora capito fattelo spiegare da uno bravo.
Eppure non è difficile.
Si capiva bene anche prima: vedi la meloni ovunque
Fuori argomento paliesco, ma non indifferente. Purtroppo devo prendere atto della grandissima cavolata del nostro Governo che peggiorerà la situazione migranti in Italia. L’avere bloccato l’accordo di Schengen dopo l’affare Ceuta ha provocato un effetto domino che ci porterà a riprendere una marea di migranti provenienti dagli altri Paesi UE. Oltre a questi, intanto ne sono sbarcati un bel numero a Lampedusa. Un bel casino. Cara Giorgia stavolta hai toppato. I buonisti godono.
La sospensione di Schengen da parte del nostro governo è stata una ridicola mossa propagandistica che veramente mi ha fatto tornare in mente gli sketch di fascisti su Marte del mitico Guzzanti. Detto questo credo sia strumentale anche collegare il rimpatrio dei dublinanti ad una ripicca/atto dimostrativo nei confronti dell’Italia, ma sia il frutto dell’accordo sui migranti ratificato a Giugno dal parlamento europeo. Tuttavia dimostra la debolezza dell’UE, e come i singoli paesi europei, ostaggi dei populisti, facciano esattamente il contrario di ciò che sarebbe opportuno in questo momento storico, ovvero unire le forze di fronte a nemici comuni, molto più pericolosi dei migranti.
Non si tratta,di essere buoni o cattivi, ma saggi e concreti. E invece la Meloni ha voluto fare una Vannacciata invece di ragionare. Buffetto morale anche da Sanchez, che ha porto cristianamente l’altra guancia, non imitando i sovranisti alleati della Meloni, che ora ci schiaffeggiano a due mani.
Commento paliesco. Auguri di pronta guarigione, ci mancherebbe altro, al Tittia. Speriamo che sia individuato e punito presto il microcefalo che ha causato la caduta del fantino e cavallo del Nicchio. Però dopo tutti questi doverosi auguri, spero che il Tittia sia punito dalla giustizia paliesca. Col cambio continuo di posto e relativa partenza fuori posizione, qualche sanzione sarebbe da dare al cosiddetto nuovo “re” di Piazza. Una giusta squalifica per il prossimo anno.
Ignobile insultare e umiliare erga omnes due colleghi giornalisti. Vile non spendere una parola di condanna per il proprio attentatore.
Cara M.C.,
a questo giro concordo al 101% con te: sta venendo fuori un Ranucci più aggressivo ed arrogante di quanto ci si potesse aspettare, francamente.
Dei due nuovi, una ha già dovuto buttare la spugna, vediamo cosa farà l’altro: ma in Rai, si era mai visto che i redattori – quasi tutti free lance, peraltro – dettassero loro la linea all’azienda? E magari anche loro un minimo di autocritica la potevano anche fare, visto che negli ultimi tempi la trasmissione era davvero a senso unico (come voleva Ranucci). Mah…
L’eretico