Eretico di SienaFrancia, Italia: la rivolta dei bighelloni (e bufala Rossi, in Ps) - Eretico di Siena

Francia, Italia: la rivolta dei bighelloni (e bufala Rossi, in Ps)

Eccoci all’appuntamento settimanale con il blog: riserviamo al Caso (bufala) Rossi giusto il Ps finale, all’insegna del minimo sindacale; per il resto, pur non mancando certo altri argomenti assai stimolanti (per esempio la nuova Legge elettorale oggi alla votazione decisiva, di cui riparleremo; nonché l’escalation reciproca fra Ucraina e Russia), ci dedichiamo a quello che inopinatamente alcuni considerano il nuovo “maggio francese”…

 

L’EUROPA IN SUBBUGLIO: E L’ITALIA?

Per la gioia dei soliti noti – Russia (in festa per il 74esimo compleanno di Putin, ieri), Cina, Iran, Corea nordista, magari anche USA -, in Europa siamo alla classica tempesta perfetta: non c’è quasi Paese in cui la polarizzazione estrema della politica, le divisioni esacerbate dai social, l’estremizzazione delle ali estreme non siano in grande auge. Come si sta bene invece in Russia, ove con le ultime elezioni di fine settembre è salita la partecipazione al voto, ed il Partito putiniano si è ulteriormente rafforzato…

Nella Hispania degli accampati per il diritto alla casa, almeno ci sarà, a fine novembre, uno sbocco elettorale, e vedremo chi la spunterà (come anche a fine ottobre in Brasile ed in Israele, ma quelle sono altre storie); nella Francia che assiste al mesto tramonto del macronismo, a regola ci sono più di sei mesi prima del voto: si può andare avanti così, di grazia?

In Italia, a parte qualche manifestazione studentesca e la manifestazione pro Hamas di ieri, poca roba: fino ad oggi, diciamo; in effetti, sarebbe strano non si arrivasse ad un autunno caldo anche da noi: il diesel alle stelle (senza strisce, sic) è un ottimo propellente, ed in più ci sia consentito di segnalare due aspetti, in rigorosa par condicio.

Il ciclone Vannacci – anche se a Reggio Calabria non ha sfondato (ma è andato oltre la doppia cifra al primo appuntamento, se vi sembra robetta) -, sta rimodellando i rapporti di forza in seno alla coalizione governativa: per ora, ha eroso consensi soprattutto alla Lega. Se Giorgia Meloni lo saprà gestire – e non è assolutamente detto che lo sappia fare fino in fondo -, Vannacci potrebbe addirittura diventare un insperato aiuto alla legittimazione politica della attuale Premier. Altrimenti, le fa perdere le elezioni (salvo che accada ciò di cui sotto).

Dall’altra parte, infatti, la situazione è in un autentico vicolo cieco, dopo ciò che è accaduto in settembre: se non si fanno le Primarie, Conte rompe subito il Campo largo per giusta causa, garantito al limone; le Primarie dunque ci saranno, e saranno un win to win per il giurista seguace di Padre Pio: se vince, impone la sua agenda al Pd, come giusto che sia; se perde, però, fa esattamente lo stesso, previa rottura con il Pd, il quale verrà accusato di annacquare il suo programma, invece non negoziabile. Conte andrebbe così alle elezioni da solo (Travaglio non vede l’ora), diventando così l’ago della bilancia del futuro Governo. Ieri Libero – con Senaldi e Calessi – gongolava, su questo contesto: difficile assai da smentire, però.

Se avete amici o parenti i quali si interessano ancora di politica, fateci una scommessa per una cena seria: vittoria garantita…

 

FRANCIA: MANIFESTAZIONI PER LA SQUOLA

La Francia brucia – in parte, anche letteralmente – per quello che non pochi paragonano ad un nuovo maggio 1968; il tentativo di saldare anche altri pezzi di società, in un contesto storicamente di effervescenza di piazza come in Francia, non è difficilissimo. La strumentalizzazione di France insoumise di Mélenchon è esplicita e sfacciatamente rivendicata (ed in Italia si nota la vicinanza dei 5stelle con il Partito del tribuno della gauche francese: ieri Travaglio era in brodo di giuggiole, a fronte delle manifestazioni d’oltralpe); la strumentalizzazione al contrario della Le Pen, lo stesso: ci si poteva stupire?

Nata lontana da Parigi – ma arrivata ben presto ad infiammare la Capitale -, questa protesta scolastica nasce ovviamente su una piattaforma sacrosanta: aule fatiscenti (se ne bruciano qualcuna, ottimo: si ricostruiscono ex novo, meglio se con l’aria condizionata), docenti che se ne vanno e non vengono sostituiti, finanziamenti alla scuola pubblica fermi o in regresso. Sembra una piattaforma portata avanti da studenti disposti ad incendiare le piazze, pur di potere studiare di più: qualcuno crede che sia davvero così? Come in Italia alla Maturità l’anno scorso in Italia, questi sono quelli che si lamentano di essere in ansia e sotto stress, dovendo studiare un terzo scarso di ciò che studiavamo noi attuali cinquanta o sessantenni, che già era parecchio meno di ciò che erano stati costretti a fare i nostri genitori e nonni. Anche in Francia, i test nazionali hanno dati risultati a dir poco disarmanti: ma deve essere colpa delle aule troppo calde o fredde (noi – come noto – si studiava con il parquet sotto i piedi, e con l’ausilio di lavagne elettroniche che oggi se le sognano, sic).

Ma non sarà mica che alla base di tutto ci sia anche – perfino Repubblica di ieri, fra le righe, lo insinua – il fatto che da settembre in Francia c’è il rigoroso divieto di usare gli smartphone anche ai Licei? Che magari viene fatto financo rispettare. Ecco che, oltre a problemi in tutta evidenza non inediti, forse una pistola fumante esiste davvero…

 

NON SIAMO DI FRONTE AL NUOVO ’68

Non sappiamo come, e quando, andrà a finire in Francia questa grande mobilitazione studentesca, né quanto attecchirà in Italia (almeno in parte, ha già attecchito, figuriamoci): tutto cambierà, quando ci scapperà – sperando ovviamente di no, sia chiaro! – il primo morto, e dipende se sarà un poliziotto ovvero uno studente.

Di certo, però, sappiamo già una cosa: il ’68 era tutta un’altra cosa, assai diversa dall’attuale. Per una molteplicità di motivi, il principale dei quali ci pare questo: in questi giorni, in Francia, si vedono tanti professori e tantissimi genitori in piazza, a fianco e a favore dei figli e studenti. Non c’è più un’autorità – nelle classi, in famiglia -, ci sono solo degli alleati, se non degli amiconi: si è letto financo di docenti che giocano – non ricordo a cosa in particolare – su Tik tok con gli studenti. Ovviamente ciò viene presentato come un elemento importante di condivisione e di apertura, per superare le anacronistiche barriere fra adulti e giovani: dunque un elemento di positività, rifiguriamoci…

In più, c’è l’elemento filoislamico: certo enfatizzato ogni giorno dai media di destra, il problema però esiste, eccome se esiste; nel ’68 c’era il Vietnam, ma la società francese (occidentale) non aveva certo una presenza massiccia di vietnamiti in casa, oggi invece con i popoli di fede islamica il contesto è mutato, oggettivamente. Brandire una bandiera vietnamita in piazza – come accadeva illo tempore -, è ben diverso dal brandirne una palestinese oggi, come accade dal 2023 in avanti (magari direttamente di Hamas, come accaduto ieri a Bologna: e complimentoni a chi ha paragonato il 7 ottobre alla Resistenza italiana…).

Una delle rivendicazioni degli studenti (italiani, anche) va nel senso di protestare contro le restrizioni alle coperture del viso in classe: protestano per un qualcosa, che conculca i diritti delle donne, mentre scendono in piazza per i diritti civili (dei non islamici, in tutta evidenza). Lo si è detto tante e tante volte, ma forse mai abbastanza.

I giovani sessantottini avevano una autentica montagna da scalare: una società ingessata, fatta di autentici eccessi autoritari e di gerarchie tout court inaggredibili: se non buscavano una manganellata fatta bene in piazza, spesso raccattavano un paio di schiaffi al ritorno a casa (e l’una cosa non escludeva necessariamente l’altra, assai spesso); oggi, invece che una montagna da scalare, hanno una strada già in discesa (neanche in pianura, proprio in discesa), ed in più sono spesso accompagnati dai genitori stessi nel percorrerla (gli preparano anche lo zainetto del manifestante, con il termos ed i biscottini ad hoc?). Il ’68 lottava per il sei politico, oggi – lo abbiamo scritto di recente (23 settembre) – siamo già all’otto politico. Altrimenti i poveri liceali vanno subito in ansia, e poi, di inevitabile risulta, anche i loro genitori. Non sia mai, suvvia…

 

Ps 1 Enrico Zanchi ci ha lasciati, a 84 anni: è stata una figura importante per il giornalismo senese, sportivo e non; primo Direttore del Nuovo Corriere senese, è sempre stato partecipe, in modo garbato e competente, del mondo dell’informazione locale. Un abbraccio alla famiglia: dal dirimpettaio di Via della Sapienza…

Ps 2 Anche Giorgio Bartali, detto il Perry, ci ha lasciati: non un lutto improvviso, ma non per questo meno doloroso. Una perdita per la Selvina, per lui davvero una seconda famiglia (alla quale ha dato tre figli, en passant): senza alcuna retorica d’occasione, veramente. In Contrada, ha rivestito quasi tutti i ruoli rivestibili, salvo quelli di maggiore impatto istituzionale e mediatico; resta soprattutto un lavoratore instancabile della quotidianità della Contrada, lontano dai riflettori: un autentico miles selvaiolus.

Fu anche calciatore: niente fisico aitante, nessuna tecnica particolare, ma una passione davvero notevole: me lo ricordo, in una fantozziana domenica dei Novanta, davanti a me portiere, provare a dirigere una improbabile difesa selvaiola, bucherellata dagli avversari da ogni parte. Eravamo nel campino delle Badesse, con una pozza, davanti alla porta, che ci dividevamo; tornando verso gli spogliatoi, con la faccia mezza coperta dal fango, Giorgio mi espresse questo concetto: “Ci vuole una bella passione, per passare così le domeniche mattine, eh”. Feci un cenno di assenso, prima di entrare in quello spogliatoio-sgabuzzino e finalmente detergermi dal fango. Buon riposo, Giorgino…

Ps 3 Audizioni Caso Rossi di martedì: avrebbero meritato un pezzo monografico, ma – come ormai noto ai lettori abituali – si rimanda al libro, in uscita fra qualche settimana. Del tutto inutile – in ogni senso, direi – la prima delle due audizioni, quella al cuoco Catana; molto interessante, invece, quella di Filippo Rossi, il minore dei tre fratelli, mai sentito prima: né nella Commissione I, né a livello di interviste.

La sua riservatezza ed il basso profilo tenuti in questi anni – a differenza dell’iperpresenzialismo degli altri familiari -, gli rendono davvero onore, e riteniamo che martedì sia andato a Palazzo San Macuto solo perché convocato. Per il resto, ci sarebbero davvero svariate cose da dire (come il fatto che la Bassilichi – ove nel 2013 lavorava Filippo Rossi – avesse giusto giusto qualche commessa dal Monte dei Paschi, sic); qui ed ora, in attesa del libro di cui sopra, ne tiro fuori una sola: Filippo Rossi in Commissione non ha purtroppo parlato in alcun modo di un suo veemente commento contro lo scrivente, che lui stesso vergò – a meno di 24 ore dalla morte del fratello – su questo stesso blog (7 marzo 2013, verso mezzogiorno). Un commento molto critico e duro, ma senz’altro giustificato dal momento difficilissimo; ed un commento chiaramente legato ad una idea suicidaria (anche perché, in caso contrario, il fratello di David Rossi mi avrebbe accusato di omicidio, senza girarci tanto intorno). Alle sue parole, fu dato ampio risalto mediatico nazionale: cito, fra gli altri, un lungo articolo di Marco Imarisio sul Corriere della sera. Era il tempo in cui Rossi si era ucciso, per tutti (a partire dalla famiglia), ed il capro espiatorio erano i blogger.

Visto che adesso financo la Scienza parlerebbe di un omicidio, e che i media danno come acclarato l’assassinio, martedì poteva essere l’occasione perfetta per dire che quel commento era diventato per così dire superato dai tempi e dalle nuove verità (alle quali, pur con svariate contraddizioni, il fratello minore dice di credere). Non solo invece non c’è stato questo, ma neanche se ne è accennato en passant: e figuriamoci se qualcuno, a partire dal Presidente Vinci, gliene ha chiesto conto; un’occasione perduta, dunque: il dovere di sangue ha prevalso sul resto, ma fortunatamente scripta manent…

19 Commenti su Francia, Italia: la rivolta dei bighelloni (e bufala Rossi, in Ps)

  1. Ics scrive:

    I francesi sono degli italiani pretenziosi.
    Sono anni che il malcontento ribolle: si può sbraitare quanto si vuole, ma se i conti un tornano è pernicioso continuare a mungere babbo stato.
    L’Italia non è messa di certo meglio, ma può contare ancora su un saldo commerciale positivo. Senza le esportazioni, sarebbe un problema, già da ora, sostenere pensioni, stipendi del pubblico, interessi sul debito, sanità e istruzione.
    In Spagna va in scena la protesta per il diritto alla casa gratuita in centro storico. Si organizzi gemellaggio con il movimento “NO SAN MINIATO” + pellegrinaggio al sudario di gazah.
    La stoffa dell’europeo medio è scadente, va preso comunque atto che ci so’ immigrati per i quali un bastano 10 generazioni per integrarli.

    I lilleri di superbonus & pnrr so’ quasi finiti, con gli scenari cupi che si stanno apparecchiando un l’è così certo che la meloni abbia tutta questa voglia.
    Al folto gruppo del campo largo si so’ aggiunti gabrielli & ruffini.
    Un manca più nessuno.
    Solo un si vedono i due liocorni.

  2. UN AMMIRATORE DA TEMPI NON SOSPETTI scrive:

    Caro Eretico,
    credo che il tuo libro sia più necessario ed anche urgente che mai. Ieri sera ho visto un servizio delle Iene. Ormai mi hai fatto appassionare a questa storia, che vive da anni di vita propria.
    Sono andati a rincicciare addirittura lo Ior (mi pare il primo a batterci la bocca sia stato Mondani, mi pare di avere letto su questo blog), e a rincorrere il povero avvocato Goracci, come fosse un Filippone qualsiasi. E se uno non risponde, è un vigliacco che scappa e ha qualcosa da nascondere.
    La risposta l’hai già data più volte tu stesso, ma la voglio riformulare: per quanto tempo ancora può andare avanti questo stillicidio di ribollite?

    Mi permetto un Ps anche io: la Leonardo prenderà il posto della Beko in Viale Toselli, sembra cosa fatta. I pacifisti senesi immagino che si mobiliteranno in forze, offrendo i loro corpi, per impedire che i produttori di armi arrivino nel cuore del territorio, vero?

    • Eretico scrive:

      Carissimo,
      sulla bufala Rossi – come già detto altre volte – bisogna aspettare qualche altra settimana, poi la Commissione finirà: finalmente, certo; ma anche purtroppo, visti gli spassosi spunti forniti da tempo.

      Quanto alla novità di Leonardo, in effetti molti leoncini da tastiera dovrebbero iniziare a montare le tende in Viale Toselli, e prepararsi ad un autunno caldo, senza se e senza ma: fuori le armi da Siena! Lo faranno?

      L’eretico

  3. Fede Lenzi scrive:

    Ciao Eretico, i nostri alunni hanno chiesto a noi prof di scendere in piazza con loro soprattutto per difenderli dalla polizia, che ci mette poco a caricare e a lanciare proiettili di gomma o gas lacrimogeni. Non so cosa verrà fuori, so solo che ogni protesta e blocco ha ragioni proprie, e che finalmente i nostri ragazzi si sono svegliati dopo la riforma del liceo del 2021, che ha peggiorato e di molto la loro scuola.

    • Eretico scrive:

      Caro Fede,
      per intanto bentornato fra noi, e grazie del tuo intervento: che in parte mi aspettavo, da persona informata sui fatti come sei tu.

      Sulle ragioni ho già detto, dall’esterno e da lontano: sacrosante, ma al contempo, secondo me, assai ipocrite.
      Giusto o sbagliato, nel ’68 ribadisco che gli studenti non chiedevano certo ai professori di scendere in piazza con loro (tantomeno ai genitori, anzi): i giovani di allora preferivano rischiare da soli, senza farsi accompagnare da adulti.
      Questo mi pare davvero un segno dei tempi, nonché della radicale discontinuità fra l’oggi ed il cosiddetto “maggio francese”.
      Per te – così credo, almeno -, trattasi di un qualcosa di positivo; per me, invece, è cosa nefasta…

      Dacci comunque notizie fresche, se ovviamente lo vorrai: sarà un arricchimento per la platea dei lettori…

      L’eretico

  4. Gp scrive:

    Per capire veramente gli eventi francesi occorrerebbe conoscere un dato che non sarà ai diffuso. Fra gli arrestati quanti ‘maranza’ ci sono?

  5. Paolo Panzieri scrive:

    DEL CARO CARBURANTE
    Anche se la circostana è abbastanza nascosta dai media, ormai da Hormuz transita circa l’80% del petrolio rispetto a prima della guerra.
    In pratica tutta la produzione del golfo meno quella iraniana bloccata dalla flotta USA e quella saudita deviata in Mar Rosso via oleodotto.
    Ma allora perché – di grazia – il prezzo del carburante non comincia a scedere?
    L risposta è perché tutti i paesi europei (meno la Spagna) negli anni scorsi hanno chiuso un gran numero di raffinerie (credo di aver letto circa 70) sull’altare del Green Deal per “favorire” (i.e. imporre) la c.d. transizione energetica.
    Per metterci un carico il solito Zelensky (quello del Nord Stream 2 …) sta facendo fuori quelle russe.
    Quindi, visto che trattasi di un mercato mondiale, alla fine il petrolio avanza, ma manca il carburante raffinato …
    Per questo Trump, che è tante cose brutte, ma non è affatto un fesso, ha chiesto a Zelensky di farla finita.
    Visto, però, che costui seguita a bombardare raffinerie, con le elezioni di metà mndato alle porte, ha sbloccato le forniture dalla Russia e trovato un primo accordo con Putin promettendo a Zelensky, abituato a prendere per il culo ogni giorno i c.d. (fessi) volenterosi, ogni ritorsione.
    Con l’immissione di questa massa di gasolio sul mercato la situazione dovrebbe migliorare in attesa che vengano riattivate le raffinerie chiuse.
    La domanda che adesso dovrebbe sorgere spontanea dovrebbe essere allora: ma cì sarà qualcuno di più inadeguato della Commissione Europea e di Frau Blucher Von der Layen?
    La risposta putroppo è si.
    E’ di oggi, infatti, la notizia che, in questa congiuntura, la magistratura italiana ha iniziato il contrasto all’importazione di carburante dalla Libia di contrabbando …
    Si sono sveglaiti proprio adesso!
    Ma allora ditelo che veramente c’è chi gioca in per l’estinzione dell’economia europea e di tutti i suoi disgraziati cittadini.

    • Roberto scrive:

      Credo che la mossa di Trump creerà molto scompiglio nella destra italiana. Vannacci di sicuro approverà la mossa di Trump,ma la Meloni continuerà ad appoggiare la politica europea di sostegno a Zelesky senza e senza ma? Col rischio di dare il via ad un travaso di voti a favore di Vannacci, dopo che questi ha praticamente svuotato la lega?
      A proposito degli attacchi dell’Ucraina sul territorio russo,
      sono io che ricordo male, ma all’inizio della guerra non si era detto da parte europea che l’aiuto all’Ucraina doveva escludere tali attacchi?

    • Gp scrive:

      Come non concordare…

    • Roberto scrive:

      Mi scuso, il mio commento precedente era un commento al post, ma è finito per errore (mio) come risposta al suo commento.
      Comunque stavolta concordo con gran parte delle sue affermazioni. Tranne ovviamente sulla parte relativa alla magistratura, su cui mi astengo dal dare una mia opinione)

    • Superciuk scrive:

      E io ingenuo che incolpavo trump per questa guerra che ha fatto lievitare i costi energetici..e invece no, mi sbagliavo, è colpa tanto per cambiare della transizione energetica, mentre Trump, che ne sa una più del diavolo, contrasta il malvagio zelensky per difendere il portafoglio dell’householder (del quale invece ha dichiarato apertamente che non gliene importa una mazza). E naturalmente anche colpa di quei cattivoni dei magistrati, perché si sa, il principale fornitore del diesel alla pompa è il contrabbandiere libico!

  6. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Il ’68 è stato deleterio, ma aveva la scusante di partire da ottime intenzioni per il cambiamento scolastico, poi le cose si sono annacquate e sciupate nel garantismo a priori contro l’autorità senza costruire una valida alternativa. Ora invece è tutto diverso, l’unica politica è quella di fare sempre vacanza, si va avanti a slogan contro tutto e tutti, non manca mai la solita bandiera palestinese, che fa tanto politicamente corretto; altro che sei politico, molto di più, se no il pargolo si perde. E non dimenticare mai la kefia, la riforma della scuola italiana passa da Gaza.

  7. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Piccola divagazione anti-araba. Trump sbaglia a fare fucilare pubblicamente Nidal Malik Hasan il soldato accusato di terrorismo islamico, perché per qualche frangia estremista lo farebbe passare come un martire morto per un nobile (sig) ideale; lo dovrebbe fare quasi in incognito, senza tanta pubblicità e risalto nei media, non merita nemmeno il ricordo.

    • leonardo scrive:

      ma stiamo scherzando? ma veramente è giusto non fucilarlo in diretta per non farlo diventare martire? questo è il motivo per farlo “alla zitta”
      dai…non ci posso credere…
      vedere morire una persona può diventare uno show e può essere discusso in un mondo civile, dopo 4000 anni di sviluppo dell’uomo?
      si torna alla pubblica piazza?

  8. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Il caso Rossi. Oggi alla televisione, TG3, il Vinci ha dichiarato che la morte di Rossi è stata opera della ‘ndrangheta. Ora sta a vedere che scapperà fuori, speriamo, anche il nome del mandante forse corregionale all’organizzazione malandrina e magari anche ex collega del povero Rossi. Il Vaso di Pandora potrebbe aprirsi con conseguenze anche nazionali. Le possibili fasi della vicenda: una persona da di fuori e vuole parlare, lo comunica a qualcuno e poi oltre questa persona forse altre – politici, economisti, finanzieri – ne vengono a conoscenza; poi altri individui, di più basso profilo, per evitare lo scandalo, intervengono nella stanza del Rossi, qualche ceffone, dei bigliettini farneticanti il suicidio fatti scrivere a forza dalla vittima ed il finto suicidio è pronto ad entrare in scena, qualcuno vola dalla finestra. I bigliettini vengono lasciati nel cestino apposta per farli apparire una scoperta casuale dagli inquirenti; nella stanza viene tolto ogni segno di colluttazione e viene rimessa in ordine; stranamente nessuno verrà a svuotare il cestino e non verrà sentito nessun rumore della visita dei loschi figuri e questa sarà un’altra cosa da chiarire. Quanta carne al fuoco per gli inquirenti. Quante omissioni, omertà, false piste e tante ipotesi. Purtroppo quanto lavoro anche per diversi sciacalli sui media che speculeranno sulla vicenda. Ormai a Siena non manca più nulla, da isola felice a luogo di turpi misteri e segreti. Che tristezza.

    • Eretico scrive:

      Caro Vedo nero,
      mi fa davvero piacere che la bufala Rossi stia appassionando anche te: se ritieni credibile la dinamica proposta dalla Commissione II, buon per te, nel senso che sei di bocca davvero buona. Tendenzialmente, si vive meglio…

      Quanto all’incipit di ciò che scrivi, ieri sera ti segnalo che il felpato Giletti è andato a riesumare (mediaticamente, si capisce) financo Giuseppe Mussari: ormai la pista calabrese è quella ufficiale, ergo chi ha origini in loco stia ben attento a non farsi risucchiare nel vortice. E la circostanza curiosa è che Giuseppe Mussari – il quale ha responsabilità personali veramente storiche (giudiziarie no, viste le assoluzioni) – sulla fine della senesità del Monte (affaire Antonveneta), venga riproposto all’opinione pubblica per un qualcosa in cui di certo nulla entra.

      Mi sa che mi toccherà scrivere qualcosina, in settimana: tempo sottratto all’ultimo miglio del libro, ma cosa piuttosto necessaria, direi.

      A Cecco, infine: ho sempre pensato che gli studenti farebbero meglio a studiare, e ad attuare semmai altre forme di protesta; lo pensavo da studente (pur avendo fatto qualche manifestazione, ci mancherebbe), figuriamoci adesso. E soprattutto volevo rimarcare l’assoluta novità dei genitori e dei docenti manifestanti insieme ai giovani, mano nella mano: a te piacerà, a me per niente…

      L’eretico

      • Anonimo scrive:

        Vai, attendiamo il pezzo, anche perché ho la sensazione che,
        a queste latitudini, le responsabilità personali storiche sulla fine del Monte, di Siena, se le siano – mi riferisco alle anime piddine – dimenticate.
        Comunque l’avvocato è sempre bello carico, con quel tanto di arrogante che non cambia mai, lui che – come ha tenuto a ribadire – non scappa…..

        Fausto

        • Eretico scrive:

          Caro Fausto,
          a questo punto si pubblica domani: questo pomeriggio, ho da presentare un libro interessante in Sala storica. I lettori mi capiranno.

          Comunque il momento è stimolantissimo: il Presidente Vinci canta vittoria (mediatica e politica), ma i nodi iniziano, in modo inesorabile, a venire al pettine. Dal 12 ottobre, il pop corn moment effettivo è ufficialmente iniziato…

          L’eretico

  9. Cecco scrive:

    Forse è colpa mia, ci mancherebbe, oggi è una giornata particolarmente storta, nata male e probabilmente questo mi ha reso particolarmente sensisibile. Ma possibile che ogni volta che i giovani provano in qualche modo ad alzare la testa debbano sempre trovare puntualmente su questo blog una critica molto sarcastica, questo non toglie ai giovani studenti francesi il dovere di provare a cambiare le cose e magari anche di sbagliare mentre ci stanno provando. Parliamo del ’68? Bene, quella fu una rivolta soprattutto di giovani studenti universitari, per lo più benestanti, probabilmente anche privilegiata rispetto alla maggioranza dei loro coetanei, che dietro un maschera socialisteggiante rompeva gli schemi di una società borghese ingessata e retrogada nella forma, erano in sostanza i figli dei borghesi che rivendicavano il loro diritto di emanciparsi dai padri. Tutto sacrosanto, per carità, a parte le varie storture, ma stiamo comunque parlando di una rivoluzione di stampo borghese che ha contribuito soprattutto a rinnovare i costumi e non certo la società che è rimasta perlopiù immutata. Questo non toglie nulla all’importanza di quella stagione per l’Occidente, ma di questo stiamo parlando. Oggi i giovani che protestano hanno in maggioranza davanti a loro un futuro incerto, una società che sembra averli dimenticati, è vero che alle spalle hanno famiglie che fanno di tutto per proteggerli ma davanti veramente hanno poche prospettive, è vero, ci sono tra loro i figli dei migranti, quelli che probabilmente hanno un futuro ancora più incerto se possibile dei loro coetanei e quindi hanno ancora più ragioni per protestare. E’ vero, probabilmente ci sarà anche chi ha poca voglia i studiare, sfido però tutti i lettori del sito a pubblicare i propri risultati scolastici prima di mettere la croce addosso alle nuove generazioni, per dire che questo argomento regge poco e chi nel ’68 poteva permettersi di studiare aveva davvero la strada in discesa, oggi insomma, anche quelli volenterosi spesso devono abbandonare il paese per veder riconosciuta la loro bravura. Secondo il mio punto di vista la critica è davvero ingenerosa.

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