Bufala Rossi: dagli assassini, alle ombre di ‘ndrangheta (e 2 Ps)
Eccoci all’appuntamento settimanale con il blog: tutti presi dalle vicende sanitarie papaline (augurissimi a Prevost, il quale ha anche il precipuo merito di non avere creato figure di portavoce alla Navarro Valls), non possiamo non occuparci di nuovo della bufala Rossi, la quale ha vissuto un altro passaggio importante; in conclusione – in modalità Ps – qualche cosina di Politica estera e di attualità senese ci sarà, suvvia…
IL METODO VINCI
Lunedì si è svolta l’audizione-conferenza stampa dei Ris del Colonnello Gregori, con la benedizione del Presidente Vinci: il quale poi ha avuto, nel prime time Rai, l’altrettanto consueta consacrazione televisiva da Giletti, il quale non riesce più a trovare aggettivazione inedita per lodarne l’attivismo ed i risultati.
La consulenza dei Ris riapre il consueto problema di una evidente divisione all’interno del prestigioso corpo: giova forse ricordare – ancora una volta, mai però abbastanza – che qualunque cosa dicano oggi i Ris scelti dalla Commissione bis, quelli della Commissione I si erano da par loro esplicitamente espressi per il “gesto anticonservativo” del Rossi. Senza se e senza ma.
E senza raccattare consensi e lodi da molti, per ovvi motivi…non a caso, mesi fa era venuta fuori l’interrogazione dell’ex Presidente della Commissione I (onorevole Pierantonio Zanettin: uno che delle consulenze ha parlato solo alla fine della Commissione da lui presieduta, come rigore istituzionale imporrebbe), il quale aveva chiesto lumi sulle clamorose discrepanze fra le svariate consulenze. Noi non ne abbiamo saputo più niente, ma se qualcuno sa, ci avverta subito (che si inserisce anche nel libro, eh); di certo, in un momento complesso e delicato per i Ris stessi – vedasi Caso Garlasco – un po’ di chiarezza su questo passaggio ci vorrebbe, nevvero? Chiarezza comparativa, niente di più.
In tutto ciò, si inserisce alla grandissima l’ormai consolidato “metodo Vinci”: il quale, con classico cherry picking, prende da consulenze iper tecniche solo ciò che più gli aggrada, sfrondandolo dal resto, da ciò che lo allontana dalla sua ricostruzione; e da quei fiori da fiori, imbastisce la sua narrazione mediatica: i Ris scrivono di “ombre” compatibilmente antropomorfe? Il Presidente Vinci parte subito in quarta, deducendo che quelle figure antropomorfe sono le stesse che hanno defenestrato Rossi, e poi, in 4 minuti netti, sono scesi a controllare le condizioni del povero agonizzante (passando da dove, non è chiarissimo: ma si chiarirà, tranquilli). Non solo: non trattasi di ombre di passanti, sono bensì ombre di mafiosi o paramafiosi (di solito, un po’ più scure delle ombre dei passanti, come notorio). Rossi ucciso dalla ‘ndrangheta, insomma. Tutto frutto di sue personali elucubrazioni, partendo dal dato consulenziale sulle “ombre antropomorfe”.
In ogni caso, siamo tornati a ciò cui l’ottimo ingegnere Scarselli (l’unico amico di Rossi rimasto fedele alla causa, e per questo ancora considerabile tale dalla famiglia: gli altri, tutti biechi e volgari traditori) era già arrivato più di 10 anni fa: tutta la narrazione vinciana riprende pari pari la ricostruzione nata fra il 2014 ed il 2015 dal trio Scarselli – Goracci (l’incontro, a dir tanto presuntissimo, con il sedicente Muto) – Montigiani (la bufala nella bufala del 4099009).
Ottima cosa per andare, per l’ennesima volta, in prima serata e per ottenere il plauso “socialista” dei complottisti di ogni risma; parecchio meno, invece, per reggere in un’aula di Tribunale, ove infatti queste ricostruzioni non sono mai arrivate, essendo i Tribunali ancora luoghi piuttosto seri, pur con tutti i difetti e i possibili errori.
Ah, a proposito: il dream team di cui sopra (Scarselli-Goracci-Montigiani, per intendersi), aveva propalato per anni ed anni che ci fosse una macchina a chiudere l’accesso al Vicolo Monte pio, per non fare entrare nessuno dentro (con contorno di abbaglio clamoroso sul furgoncino presente all’interno del vicolo: chi vuole maggiori ragguagli, controlli pure il Capitolo 11 del mio pregresso libro sulla bufala Rossi); fantomatica macchina individuata dal dream team di cui sopra, la cui presenza è stata categoricamente esclusa dai Ris della Commissione bis, lunedì scorso: ma questo, in televisione, si dice meno (anzi punto), perché delle parole dei Ris, per l’appunto, si prende solo ciò che più collima e piace (meno male che carta canta, però)…
ED IL POVERO GIUSTI?
Oltre a quanto sopra detto (che non dovrebbe sembrare poco, diciamo così), vi è un problemino che tanto problemino non è, per la Commissione bis (vale a dire per il Presidente Vinci, il quale ha ormai iperpersonalizzato i lavori della stessa, fino a farla quasi coincidere con se stesso…): proprio nel momento dell’ennesimo pompaggio mediatico (ma c’era già stato quello di marzo, a Sienina; poi quello settembrino, infine ci sarà il gran finale, state pur tranquilli), ecco che i tre nomi che, fra fine 2025 ed inizio 2026, erano prepotentemente emersi, sono letteralmente scomparsi dai radar.
Lunedì, nessuno dei tre è stato financo citato di striscio, almeno fino ad una domanda dei cronisti: niente Francesco Giusti (per 6 mesi circa, il personaggio gettato in pasto alle telecamere come l’uomo nel Vicolo!); niente di niente sul mantovano Gianni Fava (tirato in ballo a gennaio, costretto a ricostruire l’alibi per il 5 e 6 marzo: ora per ora, spostamento per spostamento), niente infine per l’autentico Antonio Muto (una citazione en passant solo per il sedicente tale, il quale sarebbe stato incontrato dall’avvocato Goracci dieci anni fa, sic).
Insomma, più ci si avvicina alla Verità (della Commissione bis, ben diversa da quella della Commissione I presieduta dall’onorevole Zanettin), più questa Verità si dematerializza, si spersonalizza, perde di effettiva concretezza: dai nomi e cognomi, dai cristiani in pelle ed ossa (e giramenti di coglioni annessi, per essere stati tirati inopinatamente in ballo), dopo mesi di straordinario lavoro – lodatissimo dai Giletti e dai Monteleone di turno -, siamo alfine approdati alla “compatibilità antropomorfa” fra le ombre di una o due persone all’ingresso del Vicolo. Ombre sicuramente legate alla ‘ndrangheta (elemento ovviamente mai tirato fuori dai Ris: tutta farina del sacco del Presidente, e dei suoi meravigliosi auditi). Chi si contenta, goda, eh…
Siamo sempre più vicini, comunque, al botto finale, a come si concluderà in soldoni la narrazione della bufala, insomma: finale – per chi abbia seguito il lavoro della Commissione bis -, piuttosto facile da prevedere (ma questo – permettetemi il vezzo – lo si inserisce nel libro, eh…).
In tutto ciò, si colloca fra gli altri la figura di Francesco Giusti. Ieri l’avvocato Roberto Martini ha diramato una nota, in cui chiede lumi alla Commissione bis se esista questa benedetta compatibilità fra l’altezza di Giusti (1,67) e quella dell’omino del vicolo (1,71): a quello che si sa, salvo che il buon Giusti quella sera girasse con i tacchi per le anguste e lastricate vie di Sienina, pare proprio di no; ma che la Commissione abbia fatto un clamoroso buco nell’acqua, con un siffatto Presidente-detective e fidandosi di auditi così credibili, pare potersi escludere a priori.
Certo che, avendo come fonte principale Giovanna Ricci (la quale almeno ci ha messo la faccia, a differenza di altri), con la sua infallibile agnizione – da frame scuro ed in cattive condizioni – data dalle “movenze degli arti, soprattutto inferiori”, non poteva che andare a finire così. E ve lo ricordate il grande esaltatore della Commissione bis, il felpato Massimo Giletti, allorquando imbastì quella straordinaria puntata del suo “Lo stato delle cose”, in cui legava un post populista del Giusti sui social contro Mussari ed i vertici MPS del 2012, mostrando inopinatamente Barbicone? Qualcuno pagherà, per questo e per il resto? Ce lo auguriamo, e siamo financo piuttosto fiduciosi: il tempo sarà galantuomo.
Ad ogni buon conto, ieri l’avvocato Roberto Martini, sempre per conto di Francesco Giusti, ha anche inviato una istanza per l’effettuazione di atti di indagine alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo di disporre l’acquisizione della consulenza dei Ris e di sentire i tre ufficiali che vi hanno lavorato (arrivando anche alla misurazione antropometrica del Giusti stesso, si ricorderà), e dipoi di interrogare l’ottima Giovanna Ricci, la credibilissima riconoscitrice – dalle “movenze degli arti inferiori”, come detto – del bancario senese.
Una cosa la dobbiamo dire, ahinoi: quando sarà finito tutto – a fine legislatura, riuscendo arduo immaginare una Commissione ter -, certe audizioni della Commissione bis e certi programmi ci mancheranno davvero, e la nostra agra e stentata quotidianità tornerà purtroppo ad essere tale…
L’AUDIZIONE DELL’AVVOCATO VECOLI
L’ultimo segmento dell’odierno pezzo, concerne un’audizione che ci sarebbe dovuta essere martedì, ma che è stata rinviata (a breve, pare: ma ovviamente tutto viene comunicato last minute). L’avvocato senese Cristiano Vecoli, comunque, verrà sentito quanto prima: una new entry assoluta, sulla quale vale la pena di spendere qualche parola.
L’idea dell’audizione nasce da una circostanza resa nota da Antonella Tognazzi davanti al Presidente Vinci l’8 settembre scorso, in audizione: dal legale, qualche tempo prima di suicidarsi, Rossi si recò, con l’intenzione di querelare “i bloggers”; dopodichè, per passare alla personalizzazione, la vedova ha subito fatto il nome dello scrivente. Per la cronaca, non risulta che la querela sia stata poi depositata, ma ovviamente dirà meglio, nel dettaglio, il legale nella sua futura audizione.
Martedì, sul Corriere di Siena (pagina 3), si trova scritto quanto segue: “il legale aveva incontrato Rossi pochi giorni prima della morte, per discutere di alcune querele nei confronti di hater sul web”.
Pur non avendo l’abilità investigativa del Presidente Vinci, si sa ancora fare due più due: mettendo insieme ciò che ha detto la vedova in Commissione con ciò che è scritto sul Corriere di Siena, non ci vuole per l’appunto moltissimo a capire come questa audizione, da parte del Presidente Vinci, vorrebbe essere una messa sotto accusa dell’operato dello scrivente. Che sarebbe stato mosso dall’odio verso Rossi, illo tempore come magari oggi: mentre invece se ne criticava il ruolo all’interno della gestione della banca mussariana. Cosa che si rifarebbe subito.
In attesa di un libro che per tabulas documenterà (anche) il suo modo di condurre i lavori (la scelta degli auditi, per esempio), ecco che si arriva al tentativo – davvero un po’ scoperto, sia consentito – di delegittimazione preventiva verso chi scrive. La parola, il termine “hater” è farina del suo sacco, dunque? Lo capiremo presto, tranquilli.
In ogni caso, io criticavo con asprezza Rossi, facevo indubbio sarcasmo su di lui (“il Genio della comunicazione”): ma lo facevo quando era ben vivo e ben potente (anche troppo, visto come il tandem Mussari-Rossi ha gestito l’affaire Antonveneta, per dirne una); curioso, davvero sorprendente che si possa essere criticati per questo, oggi che la figura di Rossi viene amabilmente accostata ad affari di ‘ndrangheta, a valigette nere piene di chissà che cosa, senza che la famiglia dica alcunché per tutelare l’onorabilità, infangatissima, del congiunto. Io, il legame fra Rossi e la malavità calabrese non l’avevo mai neanche ipotizzato, come scritto più volte: ci hanno pensato ben altri…
Nel frattempo, ed in conclusione, vorrei sommessamente notare che gli haters il Presidente semmai ce li ha in casa, giacché per tre volte (!) ha convocato in Commissione Giovanna Ricci – conferendole una incredibile legittimazione istituzionale, i cui frutti si raccolgono tutti i giorni -, la quale ogni singolo giorno insulta a destra e a manca – e con offese davvero pesanti -, in particolare ogni voce dissenziente rispetto alle sue sue tesi. Sul concetto di hater, insomma, il Presidente Vinci – che è anche avvocato, da CV – forse ha le idee un po’ confuse…
Ps 1 Verso Midterm – in cui ci auguriamo che The Donald affronti una sonorissima sconfitta, e sperando che poi non inizi una nuova Guerra civile americana non riconoscendo lui il voto, sic -, il Presidente degli States ha scelto l’Ucraina e Zelensky come capri espiatori dell’innalzamento dei prezzi energetici, ovviamente in questa fase dipendenti, in larghissima parte, dalla crisi di Hormuz.
In questo caso, molto bene ha fatto la Premier Meloni a tenere ieri la barra dritta sull’indegno accordo Russia-USA sul gasolio russo (che peraltro non cambierà il mercato), condannandolo in modo esplicito (scatenando ovviamente la piccosa risposta moscovita). In questo passaggio, a differenza di altri in cui si è invece comportata assai diversamente, la Meloni ha dimostrato di sapere essere una leader seria, disposta a rischiare di perdere voti – fra Vannacci e la Lega – per affermare certe posture, le quali peraltro sono quelle europee.
Ps 2 Dagli scenari geopolitici, a Sienina nostra: ha destato scalpore il grave incidente occorso alla ciclista belga, martedì mattina sul ponte di Malizia. La donna è ancora in terapia intensiva. Nulla sapendo della esatta dinamica del grave incidente, non si può che tornare a dire che il problema è diciamo strutturale: fino a pochi anni fa, Siena era di fatto una città priva di cicloturismo, a cagione della sua conformazione.
Oggi, fra Strade bianche, Eroica e quanto di altro, la città è invece diventata una meta obbligata del cicloturismo: benissimo così, ma la situazione delle strade è rimasta pressoché identica. Forse una riflessione collettiva andrebbe finalmente fatta, a partire da maggiori controlli ad hoc della Polizia municipale. Quelle linee tratteggiate lungo Malizia e zone limitrofe – diciamocela tutta – non sono certo una pista ciclabile, bensì una sorta di moral suasion sul mantenere la destra…









Augurando il meglio alla ciclista belga alcune considerazioni sulla bulimia ciclistica che sta investendo le nostre strade totalmente inadatte a un simile afflusso.
Ormai la provincia di Siena e le zone limitrofe sono considerate,da una buona parte di turisti,un parco giochi. E quindi via di bici,tandem,monopattini,vespe (senza averne mai guidata una in patria,come se io volessi provare negli States un elicottero),fiat 500 d’epoca e chi più ne ha più ne metta.
Ma in queste zone esiste ancora (per quanto?) una economia industriale e commerciale fatta di furgoni,autocarri,tir…
La convivenza è difficoltosa e sempre più difficile.
L’avvento delle bici elettriche poi è stata la ciliegina sulla torta,prima il fisico impediva a taluni di cimentarsi con le due ruote classiche,ora invece….
A tutto cio’ poi aggiungiamo l’uso del telefonino alla guida e…..i disastri arrivano.
Dov’era zelensky la sera del 6.3.13?!?
NON CE LO DICONOH!!!
In Europa ci si augura che le elezioni in USA possano ripristinare il passato: speranze per lo più vane. Con i democratici cambieranno i modi, ma la sostanza rimarrà. La loro nuova ossessione per la Cina li porta a vivere il rapporto con la vecchia & smidollata Europa come un peso.
Con o senza Trump, la trattativa per congelare la guerra con la Russia era scontata.
Melenchon s’è portato avanti con il lavoro: fottesega anche dei taiwanesi. Gli altri leader europei seguiranno, nascondendosi dietro la formula della pace a tutti i costi.
Dal nostro punto di vista, Ucraina e Taiwan sarebbero anche sacrificabili; il problema è che l’odore della nostra paura è così intenso da stimolare gli appetiti dei predatori.
Caro Ics,
“il problema è che l’odore della nostra paura è così intenso da stimolare gli appetiti dei predatori”: magari fosse solo paura, in parte legittima.
Mentre scrivo questo commentino, passano accanto al mio studium in Comunale gruppi di studenti (ovviamente scioperanti: non scioperati, ci mancherebbe), guidati da una che grida a squarciagola nel megafono “Fuori l’Italia dalla Nato, fuori la Nato dall’Italia”; detto questo, detto tutto…
All’amico di Gracciano: concordo con te, anche sul discorso delle biciclette elettriche, le quali hanno tolto quel minimo di “darwinismo atletico” che abbassava un po’ il numero dei ciclisti.
A Superciuk,con il quale sono simpatetico: ho dovuto censurare il tuo commento, per quella considerazione parentetica (a rischio querela, ad occhio e croce); se puoi, mandamelo di nuovo, senza quella considerazione (peraltro del tutto verosimile…).
L’eretico
Anche io stamattina mi sono messo ad ascoltare alcuni minuti in piazza Tolomei gli studenti scioperanti, di bandiera palestinese muniti, perché ero curioso di vedere se nel momento in cui in Iran una studentessa di 23 anni e’ stata condannata a morte per aver insultato il profeta ( …..anche se nessuno sa veramente in cosa sia consistito questo atto blasfemo…), colpevole quindi di laicità e vera emancipazione femminile, venissero spese alcune parole in favore della sua liberazione. Non mi ha sorpreso il fatto di non aver sentito nulla in proposito, solo gli slogan da te riportati, insieme a quelli contro Vannacci, il fascismo ecc…
Pura utopia che i “ maestri” che hanno istruito gli studenti avessero sollecitato un richiamo alla vicenda, non dico invitare ad uno slogan contro il regime dei tagliagole iraniani – troppo filo Israele ed USA, non sia mai – però un semplice “ Viva la libertà “ “ Viva le donne libere” non avrebbe fatto male a nessuno…….
Fausto
Conferma il mio parere di sfiducia per tutti gli amici di Gaza, tanti slogan ripetuti a pappagallo e tanta superficialità, basta fare festa a scuola e tanta caciara. A cominciare da tutte le femministe italiane, col velo per solidarietà, che si scordano quanto viene disprezzata la donna da quella gente, fedele ad una religione retrograda e connivente coi terroristi di Hamas. Non scordiamo che tra Israele e loro c’è la differenza che i primi considerano la donna alla pari mentre per i beduini vale meno di una capra. Presto per gli israeliani ci saranno delle elezioni democratiche e Beniamino potrebbe anche essere mandato a casa, mentre tra i beduini non se ne parla nemmeno.
Penso ci sia un problema di rivenduti sulle code (dx e sx) per interesse e/o ideologia, ma per la maggioranza del paese è sostanzialmente una questione di spina dorsale.
Buon fine settimana
Molto d’accordo con le tesi sostenute in questo articolo, soprattutto spero che l’amico Giusti alla fine di questo giramento di scatole ottenga un giusto risarcimento, magari tale da permetergli una bella vacanza lontano da tutto, chissà. Invece sull’uscita dalla Nato perchè no? O una bella uscita sostituita da una nuova alleanza per la difesa tra stati europei (sogno un sistema di difesa comune europea) oppure, se vogliamo mantenere l’alleanza con gli State magari sostituire i singoli seggi nel Consiglio della Nato con un singolo rappresente UE (via Francia, Spagna, Italia e dentro Europa). Insomma, l’alleanza odierna con quel pallone gonfiato di Trump, perdipiù in una posizione francamente di subalternità (non tra pari come lo sarebbe con un rappresentante europeo), vedrebbe nella fine della Nato la soluzione più degnitosa. Per me (solo per me ci mancherebbe) un po’ di ragione gli studenti l’hanno sempre …
Sulle bici: esistono e non possono essere eliminate per legge. Io sono sia ciclista che automobilista. Come ciclista presto sempre la massima attenzione, perché in caso di incidente avrei comunque la peggio. Come automobilista altrettanto, perché in caso di incidente, oltre ovviamente al dispiacere di fare del male a qualcuno, dovrei affrontare processi in cui, per il codice della strada e quello penale, partirei dalla posizione di colpevolezza dato che la guida di un autoveicolo è considerata attività pericolosa. Pertanto se incontro un ciclista davanti a me , non ho nessun problema a perdere qualche istante del mio tempo per poterlo superare in tutta sicurezza. Incontro invece tanti automobilisti insofferenti, che pur di arrivare prima a mettersi in coda ad un semaforo, non esitano a sfiorarti per superarti.
La Nato fuori dall’Italia? Il problema non è il restarci o meno, ma capire l’attuale funzione della Nato. Nata decenni fa come un muro contro l’URSS comunista e i Paesi aderenti all’ex Patto di Varsavia. Dopo la caduta del Muro di Berlino e dell’Urss, molte cose sono cambiate e varii Paesi ex comunisti sono entrati nella Nato. La Russia entrata in crisi negli anni ’90, ha subito queste defezioni, ma col tempo e poi con Putin, si è riorganizzata e ritornata una potenza mondiale. L’Europa coccolata dagli USA perché barriera contro i “cattivi” comunisti ha perso lentamente la sua utilità difensiva dato che i russi si sono trasformati in capitalisti, ma con sempre il fine di riformare il vecchio impero con i Paesi che si sono dichiarati indipendenti da Mosca. Gli USA, fino a Biden, sono stati i protagonisti principali della NATO; ora con Trump tutto è cambiato e questo considera l’Europa come un peso ai suoi affari; tra l’altro ultimamente ha scaricato il “comico fallito” esortandolo ad un accordo con Putin. Ricapitolando la Nato è nata in funzione anti comunista, minaccia ormai estinta, Trump si considera libero da ogni obbligo di protezione dell’Europa e non ha problemi ad accordarsi anche con Putin e ridurre la presenza di Basi Usa in Europa. Quest’ultima, poverina, dopo l’ombrello americano, di cui ha usufruito per decenni, si trova formata da un gruppo di Stati, riunito nell’UE, in continuo disaccordo, senza avere affrontato seriamente la sicurezza contro l’influenza russa, tanto ci pensavano gli USA tramite la NATO. Ora Trump ha cambiato tutto ed anche l’esistenza della stessa Nato è diventata una contraddizione, questa è formata da truppe di una Nazione che si sta sempre più defilando. La realtà, purtroppo, è che la seconda guerra mondiale l’hanno vinta principalmente gli Usa che per vari motivi di convenienza politica, evitare derive pro URSS, hanno contribuito, anche col Piano Marshall, alla rinascita dell’Europa. Ora che non c’è più la minaccia del comunismo, che gli USA sono in crisi interna e per la concorrenza economica politica della Cina e della rivalsa della Russia, sta iniziando una politica tendenzialmente isolazionista. Gli europei devono fare da soli a cominciare a formare un esercito europeo ed essere più unita e vicina ai veri interessi della gente comune, per esempio la Francia e la Germania smettano di sentirsi i leader sugli altri Stati membri e moderare l’opinabile politica green. Cose molto difficili per come stanno andando le cose finora.
Troppa carne al fuoco, ma parere personale ovviamente, difficile la soluzione.
Dunque da quello che si è capito dalle ultime scoperte della Commissione, il povero Rossi sarebbe stato ucciso da un commando di ombre appartenenti alla Ndrangheta. Ombre in movimento che troverebbero riscontro persino da quanto detto da un tal Antonio Muto, che nessuno sa chi sia. Roba da seduta spiritica: una sorta di ectoplasma. Poi, considerando il cognome che porta, sempre che sia il suo, mi sa che questo Muto è stato sempre un tipo di poche parole.
Ora dato che le ombre appartengono pure a una società segreta detta Ndrangheta è già palese che non si troveranno mai. La caccia alle ombre francamente non me l’aspettavo. Non siamo lontani dal delirio. E nemmeno dalle elezioni. Un periodo talvolta afflitto dalla gara a chi la spara più grossa. Magari aiuta.
Carissimo Pino,
com’è scritto nel pezzo, il problema è che con le elezioni si chiude la Commissione bis: e dove la ritroviamo una Commissione così, poi? Io ne sento già la nostalgia…
Avrai veduto che vi è anche la odierna novità di giornata: Felice Manti, amico di Monteleone, parla su Il Giornale di un deputato PD coinvolto nel Caso, in quanto in mano alla Andrangheta, come dice qualcuno…speriamo che almeno si voti a ottobre, non a maggio…
L’eretico
Gaza libera…da Hamas! E basta colle bandiere palestinesi presenti anche quando non c’entrano niente.
Ciao Raf,
solito articolo metafisico, dove la verità sarebbe in un documento secretato che non si sa dove sia e ovviamente non si troverà mai. Stesso spartito per le ombre del vicolo. Poi pure impreciso perché il famoso numero sul cellulare del povero Rossi è stato oggetto di indagine, non ignorato come scritto nell’articolo.
Fra l’altro, caro Pino, nell’articolo di Felice Manti di ieri, emerge un dato talmente surreale, da essere stato già smentito in audizione dalla vedova stessa (a precisa domanda del Presidente Vinci sull’argomento); tanta è la voglia di abbinare in tutti i modi Viadana al povero Rossi, che Manti arriva a scrivere che “Rossi era tifoso e spesso spettatore” del Viadana rugby, mentre tutti sanno che Rossi andava semmai a vedere la Mens sana basket e ancora di più la Robur calcio…e pare senza valigetta nera, un po’ scomoda in uno stadio o palasport…
Ribadisco: ne esce una al dì,sulla bufala Rossi, e sarà difficile non andare in astinenza, fra qualche mese…
L’eretico
Caro Eretico, mi sa che dovrai rassegnarti, tu e pochi altri (me compreso) avete preso un abbaglio.
Altro che Felice Manti, oggi sul tg1, ammiraglia della tv pubblica, Vinci lo abbiamo visto sia alle 13:30 che alle 20:00, e lunedì si faranno i nomi di mandanti ed esecutori! (a loro i nomi son stati fatti ieri, pensa che verifiche approfondite avranno fatto)
Peccato che mi sa che la “Andrangheta” finirà nelle retrovie…”non entra da protagonista, non riguarda il momento della morte…” dice Vinci.
Quindi altro colpo di scena, con tanto di collega di Rossi implicato nella vicenda.
E io che sulla ‘ndrangheta ci stavo costruendo una fiction…che delusione…
Affrettati con il secondo libro, perchè mi sa ti toccherà scriverne anche un terzo.
Matteo Fidelio
Carissimo,
in effetti anche il Manti pare, a questo punto, superato (e il parlamentare Pd in odore di ‘ndrangheta?): wait and see; peccato, giacché un po’ ci avevo sperato: la pista ‘ndranghetista aveva un suo tenebroso fascino (le minacce, gli stuzzicadenti…), insomma non era così malaccio. Poi, sono uno si affeziona…
Non sapendo con quale faccia la si possa comunque abbandonare dopo averla difesa per mesi e mesi (la pista mantovana), non ci resta che attendere lunedì: certo che il tutto mi mette in seria difficoltà per chiudere il libro, sic. Ne esce una al giorno, porca miseria!
Mammina, che tristezza: en passant, ricordiamoci che si tratta pur sempre di soldini pubblici, e che svariate persone per bene, da mesi o anni, vengono vergognosamente infangate senza alcun motivo, se non quello di alimentare la fiction e di andare in tv: e dalla settimana prossima, stai a vedere che ci sarà qualcun altro…
L’eretico