Eretico di SienaBufala Rossi: l'inizio della fine - Eretico di Siena

Bufala Rossi: l’inizio della fine

Nello scorso fine settimana, c’è stata una clamorosa accelerazione sul Caso (rectius: bufala) Rossi, e finalmente l’aria – almeno in minima parte, si capisce – ha iniziato davvero a cambiare: come si fa a non scrivere la nostra, essendo stati l’unico organo di informazione a scrivere certe cose, per anni ed anni, anche quando c’era la gara ad entrare nel penoso coro dei laudatores aprioristici dell’operato della Commissione di inchiesta bis?

En passant, c’era un pezzo, quasi pronto, sui fatti milanesi, e non solo milanesi, con annesse questioncine, non solo di ordine pubblico: se ne scriverà quanto prima, se ne scriverà. Anche perché l’unica certezza è che, in questo contesto, il peggio (per taluni, il meglio, ovviamente) sia ancora da arrivare…

 

IL TANDEM MUSSARI-ZENA, SIC

Talmente inverosimile, l’abbinamento fra il non banchiere Giuseppe Mussari (nel 2013, neanche più Presidente: né del Monte, né dell’Abi) e l’ex calciante (sempre aitante)  Gabriele Becherelli detto lo Zena, da fare quasi sorridere, se non fosse per l’ennesima torsione del Diritto operata dal Presidente Vinci. Il quale ha prima dato in pasto ai media i nomi per loro tutela, sia chiaro: che non si pensi il contrario, mi raccomando. Ha protetto (senza riuscirci, peraltro) i nomi dei due “grandi”  accusatori, senza tutelare quello degli accusati; di cui per l’appunto ha fatto i nomi, giusto per fargli un piacere. Mussari e lo Zena dovrebbero dunque ringraziarlo, e non si capisce perché pensino invece ad altro…

Il 6 marzo 2013, secondo l’onorevolissimo Vinci, sarebbe dunque andata così: ci sarebbe stata una (demenziale, solo a pensarla) spedizione punitiva, che Mussari avrebbe fatto organizzare dallo Zena in versione reclutacalcianti, per “aiutare” Rossi a non fare errori, a non forzare la mano con la Andrangheta, come si usa dire in Commissione. Poi le cose sono andate male, che ci volete fare: spenzolare uno dalla finestra è attività in effetti tanto usurante quanto potenzialmente rischiosa; è andata come in “Fargo”, in pratica: i due calcianti (di cui non si sa neanche il nome, ma sono dettagli) sono stati ben poco professionali, suvvia…

A proposito di calcio storico fiorentino: il Presidente ha mandato una formale diffida a Giletti per l’accostamento con un (inesistente, peraltro) omicidio (dal Corriere di Siena odierno). Bravissimo: a Sienina, nessuna istituzione si è mossa, in 9 anni in cui la città è stata descritta – per alimentare la bufala – come corrotta in toto, depravata quanto nessun’altra, in mano alla ‘ndrangheta e con la più alta percentuale di cittadini dediti ai festini. Gomorra, luogo da educande, rispetto a Sienina.

Ieri i Commissari del Pd si sono mossi, denunciando finalmente i metodi del Presidentissimo Vinci: meglio assai tardi che mai; gli altri, da par loro, tutti contenti di una gestione iperpersonalistica della Commissione? Siamo sicuri che anche nella maggioranza siano tutti vinciani perinde ac cadaver, di grazia? Lo scopriremo solo popcornando, certo; nel frattempo, comunque, ci sovviene il ricordo di un comunicato – seminascosto dai media embedded – della Lega, datato 1 aprile 2026: non era un pesce, e non si discostava poi molto dall’attuale del Pd. Ma allora il vento soffiava, inarrestabile, a baciare le sorti magnifiche e progressive della Commissione bis…

“Dopo la “bomba d’amore” di Lavitola “per fare del bene” a Ranucci, arriva l’intimidazione “protettiva”, questa volta a difesa di David Rossi”, è l’incipit del documentato pezzo di Giacomo Amadori (Libero di ieri, pagina 12): mi ha rubato il concetto, Amadori, arrivando prima dello scrivente. Ma poi, il povero Rossi, l’avrebbero picchiato nel van, ovvero nella sua stanza?  Non è proprio la medesima cosa. Di certo, è stato il più formidabile incassatore silenzioso della storia: neanche un accenno di vagito, nessuna lamentazione, a fronte di due energumeni che lo bussavano e spenzolavano ben bene…

Oggi, in molti (mai abbastanza, sia chiaro) si scandalizzano, ma quando si chiamava in audizione per tre volte (!) Giovanna Ricci a accusare ed insultare a destra e a manca, riconoscendo per “le movenze degli arti inferiori” Francesco Giusti come l’uomo del vicolo, oltre a questo blog chi è che si scandalizzava?

E quando si propalavano le bufale (nella bufala) sesquipedali – tipo il 4099009 congetturato, elucubrato da Maurizio Montigiani (il trait d’union, inesistente, fra Siena e Mantova, si badi) -, e tutti lo prendevano come una fonte di Verità, chi è che scriveva qualcosina, a parte lo scrivente?

Oppure allorquando un cronista de Lo stato delle cose – sempre il programma di Giletti, toh – si presentò al cospetto del povero Gianni Fava, dicendogli nel muso che – da quanto risultava in una secretazione della Commissione, evidentemente a lui non tanto segreta! – Fava era stato indicato come il defenestratore di Rossi? Lo ha ricordato lo stesso Fava durante la sua audizione: ma nessuno disse alcunché. Tutti zitti, e muti (i quali Muto, in effetti, sono due: quello esistente, e quello che avrebbe incontrato l’avvocato Goracci, raccontandogli di essere stato aggredito sul fare del vicolino chiuso, sic).

E quando infine il 6 marzo scorso (ma si era iniziato ad affermarlo sin da dicembre 2025) – in virtù di una consulenza vergata da un geriatra – in conferenza stampa si parlava tranquillamente ed impunemente di “omicidio, perché lo dice la Scienza”? Nessuno si chiedeva che fine avessero fatte fior di consulenze, tipo quella Cattaneo-Zavattaro (con i due esperti che avevano lavorato sul corpo, riesumato, del povero Rossi, mentre il geriatra ha fatto la sua consulenza sulle foto), le quali concludevano per l’ipotesi suicidaria? Tutti zitti e muti, semmai ad incensare l’ottimo lavoro del Presidentissimo, onorevolissimo Vinci.

I lettori lo prendano pure come uno sfogo: quelli abituali, converranno sulla sua coerenza e pertinenza; gli altri, ne prenderanno magari nota oggi: meglio tardi, che mai…

 

TUTTI CONTRO TUTTI: L’INIZIO DELLA FINE

“Lo Stato non si fa intimidire” (a fronte delle querele annunciate da Mussari), ha esclamato, con piglio risoluto, l’onorevole Gianluca Vinci, davanti ad un Giletti estatico; una vinciana variante del celebre “L’Etat, c’est moi” di Luigi XIV, in trance da monarchia assoluta.

Uno come l’onorevole Vinci,  il quale combatte a viso aperto la ‘ndrangheta da anni ed anni, potrà forse avere paura di una o due azioni legali? Figuriamoci. E poi, dopo il vaglio documentale così rigoroso effettuato sui due supertestimoni (uno, già condannato illo tempore per calunnia, oltre ad altri gravi reati; l’altro, un assassino considerato del tutto inattendibile da almeno due Procure e dalla Commissione I), cosa potrebbe mai avere da temere un autentico e specchiato galantuomo come l’onorevole ex leghista?

Il Presidente Vinci, ospite – per l’ennesima volta, impossibile contarle tutte – di Massimo Giletti, è uno che non si fa intimidire da alcuno, sia ben chiaro a tutti: ed in effetti, lui rappresenta lo Stato, in quanto dominus di una Commissione parlamentare. Ed è proprio questo, che dovrebbe fare riflettere i cittadini…

Negli ultimi giorni (anche prima dell’annuncio sul tandem Mussari-Zena), si era capito che il fronte omicidiarista si stava avvitando su un bellum omnium contra omnes, una hobbesiana guerra di tutti contro tutti: tipico di quando i sistemi di potere stanno venendo giù.

Nell’ordine: nell’ultima puntata delle Iene, abbiamo visto l’inviata Roberta Rei, la quale ha trattato l’avvocato Luca Goracci come fosse un Gian Carlo Filippone d’antan, inseguendolo fin davanti alla porta del cesso di un bar (cesso in cui Goracci è peraltro entrato!), facendogli perdere le staffe; proprio Goracci, quello del sempre più presunto incontro con Antonio Muto (il Muto che, però, non era tale, eh).

Poi, sempre lunedì da Giletti, l’avvocato della vedova e della non figlia di Rossi, Carmelo Miceli, il quale attacca con una certa durezza il Presidente Vinci: una scena del tutto impensabile, fino a sole 48 ore prima.

Financo Maurizio Montigiani (doppia presenza in Commissione, si badi), a fronte del tandem Mussari-Zena, prende platealmente le distanze (anche con un commento sul penultimo pezzo, vergato domenica). Si sente superato, Montigiani: la pista calabro-fiorentina annulla quella mantovana, per cui tante lodevoli energie aveva speso…

Infine, arrivano giornalisti mandati dalle redazioni nazionali, i quali vengono finalmente per scrivere in modo almeno pluralista, iniziando a fare vedere che sarebbe forse potuta andare diversamente da come i media la raccontano da 12 anni a reti pressoché unificate (iniziò Report di Mondani, novembre 2014, purtroppo), senza soprattutto uno straccio di contraddittorio. Fino a 48 ore fa, non accadeva. Mi permetto di segnalare il pezzo di Niccolò Zancan sulla odierna Stampa (pagina 17), in cui si trova anche un mio contributo.

Tanti, con la barca che affonda in modo lento ma inesorabile, stanno cercando, e soprattutto cercheranno nelle prossime settimane, di fare finta di non essere mai saliti, su quella stessa barca: nel mio libro, saranno invece inchiodati alle loro responsabilità, alle loro menzogne, alle loro furbizie. Tutti, dal primo all’ultimo: senza alcuna eccezione.

A proposito: nonostante le oggettive difficoltà per i continui aggiornamenti, si farà di tutto per farlo uscire quanto prima; il titolo – visto che il buon Zancan lo ha già pubblicato sulla Stampa – lo anticipiamo anche noi: “Storia della bufala infame”. Quanto al timing, diciamo che l’obiettivo lo poniamo, a questo punto, per il 1 dicembre…

 

IL DOPPIOPESISMO DELLA FAMIGLIA

In tutto questo bailamme (che si sa come e quando è iniziato, ma è stimolantissima l’attesa sul come finirà), si staglia per l’ennesima volta l’atteggiamento della famiglia. A dir poco doppiopesista, per toccarla veramente piano, anzi pianissimo…

Premesso ciò che si è detto decine di volte, ma che è l’autentico peccato originale della bufala (se MPS avesse risarcito la vedova Antonella Tognazzi, nel 2013, con il “milione, milione e mezzo” fatto da lei chiedere tramite il suo legale di allora Goracci, il Caso Rossi non sarebbe neanche nato, sic), a fronte della clamorosa notizia che Giuseppe Mussari – colui il quale disse “quello che dice Antonella, per me è Vangelo” – sarebbe il mandante della spedizione punitiva contro il grande amico, c’è stato grande sconcerto e stupore, da parte della vedova. Abbiamo già detto prima dell’inedito scontro fra il legale della Tognazzi e della non figlia di Rossi, verso il Presidente Vinci, da Giletti: sanno bene che questa bufala nella bufala inficia tutto. E temono che – come infatti è – l’inverosimiglianza di oggi, scoperchi il pentolone sulle inverosimiglianze di ieri e magari anche di ieri l’altro. Il Caso Rossi è un pozzo quasi senza fine, in tal senso.

Il comunicato familiare è un meraviglioso capolavoro di doppiopesismo; agli altri punti, dedicherò un Capitolo ad hoc del libro, ma questo è troppo urgente per aspettare il 1 dicembre (let’s hope so): la famiglia (Tognazzi-Orlandi), oggi, vuole rimarcare il rischio di una “condanna sommaria e mediatica”.

Toh, ma senti un pochino: ora che è coinvolto Giuseppe Mussari (tirato in mezzo da due fonti del tutto impresentabili, peraltro), c’è il rischio della “condanna sommaria e mediatica”. Quando per anni è stato mandato al macello (televisivo e “socialista”) Gian Carlo Filippone, e loro facevano insinuazioni su insinuazioni sul suo conto (tutte documentabili per tabulas), allora non c’erano problemi: non esisteva condanna mediatica, per Filippone, figuriamoci; quando poi, a fine 2025, Giovanna Ricci in audizione fece il nome di Francesco Giusti (riconosciuto per le sue “movenze inferiori”, si ribadisce), qualcuno si ricorda di prese di posizione garantiste da parte della famiglia? Per il buon Giusti, non esisteva la condanna sommaria, anche se lo fermavano per strada mentre accompagnava la figlia a scuola. E quando a gennaio venne fuori il nome di Gianni Fava (indicato de facto come assassino materiale di Rossi, all’inizio dell’anno), qualcuno può citare un documento garantista da parte della famiglia nei suoi confronti, di grazia? No, perché l’ex Assessore regionale (lombardo) all’Agricoltura non rischiava niente mediaticamente, nevvero? Non lo conosciamo, ma immaginiamo sarà stato lieto delle interviste on the road…

Fermiamoci qua, che, per ora, è molto meglio così: l’inizio della fine della bufala è finalmente iniziato, e la dissolvenza del film ce la vogliamo davvero godere tutta. Senza perdercene alcun passaggio.

Anche noi – proprio come la famiglia – speriamo che la Magistratura finalmente si attivi, aprendo nuovi fascicoli di inchiesta: solo che noi speriamo che lo faccia nei confronti di chi ha avvelenato per anni ed anni i pozzi (una condanna in I grado c’è già stata, peraltro), fino a rendere piena di mefitici miasmi la vicenda umana di una persona, la quale aveva – come purtroppo capita a tantissimi – deciso di farla finita…

15 Commenti su Bufala Rossi: l’inizio della fine

  1. Paolo Panzieri scrive:

    Caro Raffaele,
    nel merito di questa storia non entro, perché, senza vedere le carte (imagino secretate), che davvero ha in mano la Commissione d’Inchiesta, sono tutte chiacchiere e poi non desidero proprio ricevere querele a caso da nessuno, ma se volessi sapere come la penso veramente, anche in prospettiva del tuo incombente best seller, resto a disposizione … come avvocato del diavolo (sarei anche milanista …) s’intende.

  2. spettatore critico scrive:

    Riposto qui con cinque P.S.

    Qualcuno deve aver clamorosamente frainteso il ruolo di Rossi al MPS… eppure, bastava uno sforzo sovrumano: leggere due pagine di regolamenti interni. Così, giusto per scoprire che neanche il Presidente in persona avrebbe potuto muovere 50 milioni — ma che dico, neanche 20! — con un semplice click. Esistono i tetti di spesa e le delibere del CdA, concetti evidentemente troppo complessi per gli amanti della fantascienza finanziaria ma nemmeno testi troppo difficili da reperire.

    Che dire… questa Commissione sta trasformando il caso in una gara olimpica a chi la spara più grossa. È cominciata la partita e, come direbbe il buon Vinci, «che “vinci” il migliore».

    Certo, affidarsi ciecamente e devotamente alle deposizioni di due detenuti è un’idea geniale! Del resto, la storia di Enzo Tortora e Pasquale Pandico cosa vuoi che ci abbia insegnato? Nulla, figuriamoci! Ma su questo copre l’immunità parlamentare?

    Poi arriva il colpo di genio di Vinci: «Ma come fanno due galeotti chiusi in carceri diverse a raccontare la stessa identica storiella?» Eh già, che mistero insolubile! Come faranno mai? Forse perché è una favola propinata e straripetuta in tutte le salse in TV? Dopotutto, tra la Dozza e le carceri umbre, i quotidiani di Siena e le cronache di Firenze ci arrivano, no? I nostri eroi non hanno fatto altro che riciclare quello che hanno letto sui giornali e visto nei talk show — VAN nero compreso — infarcendo il tutto con qualche «circa», «quanto basta» e un paio di nomi noti per condire la minestra. In carcere il tempo non manca: ci si confronta, si elabora, si scarta, si arricchisce il brodo, si correggono i dettagli… ed ecco che il pranzo della calunnia è servito! Non vi viene questo dubbio?

    Ma andiamo avanti con le perle, caro Vinci: parliamo delle proiezioni d’ombre e delle mirabolanti ricostruzioni con l’Intelligenza Artificiale. Domanda da un milione di dollari: ci siete mai passati in quel vicolo? E l’ormai mitico VAN che avrebbe dovuto bloccare l’accesso, ma che prima era in piazza Salimbeni da dove è passato? Ha fatto tutto il giro della città passando dal Bruco o si è infilato nell’arco De Rossi? Senza essere notato? E dove si sarebbe piazzato esattamente? In un’altra dimensione spazio-temporale? Lì dentro occuperebbe quasi l’intera carreggiata di via De Rossi senza che nessuno noti nulla? Da dove sarebbero entrati e usciti i malfattori? Dal condotto dell’aria condizionata?

    E la famiglia Rossi? Sarà felicissima adesso che ha finalmente un “nome”? E che nome poi! Un presunto “amico”, a riascoltare l’audizione della vedova nella I Commissione dell’8 settembre 2021. Chissà come ci rimarranno Rizzetto e Migliorino, che per mesi si erano incaponiti con quel galantuomo di Filippone, che ha la sola responsabilità di aver cercato di essere utile, ma essere arrivato a Rossi ormai andato… e Mingrone i soccorsi li chiamò, cari onorevoli.

    A tal proposito, indimenticabile la dichiarazione di Toni:
    «Mi ricordo che tante persone, vedendo la storia del video e tutto il resto, mi dicevano: “È impossibile che Giancarlo non sappia niente”. Siccome sono una persona trasparente e sincera, una volta dissi alla mia amica, sua moglie: “Guarda, tutti mi dicono che Giancarlo sa qualcosa. Se è vero, non ti chiedo nulla e non voglio che tu faccia da tramite, ma sappi solo questo: se vengo a sapere che c’entra qualcosa, gli passo sopra come uno schiacciasassi, esattamente come farei con mio fratello”».
    Già, vox populi… mettiamo ai voti e chiudiamola qui…

    Ma, ecco, magari adesso più di qualcuno dovrebbe fare un piccolo gesto d’umanità e chiedere scusa a Filippone, visto che da un giorno all’altro è stato messo in mezzo senza aver fatto nulla.

    Ma d’altronde si sa: chi si fa i cazzi suoi campa cent’anni. O almeno evita di figurare in una storia triste che ha visto un galantuomo come Rossi fare un gesto autosoppressivo. Resto fermo all’ordinanza Malavasi. Questa commissione non mi conVinci…

    —————

    P.S. 1 – Una domanda, senza pretendere di avere già la risposta: se una parte della stampa appare oggi perplessa, o considera poco convincente l’ipotesi di Vinci, non potrebbe essere l’occasione per interrogarsi seriamente sulla solidità del cosiddetto “Metodo e Conclusione Vinci”? E, più in generale, la Commissione ha esaminato quale fosse il rapporto di David Rossi con i media e quale ruolo avessero le sue deleghe? In Commissione, Mussari lo descrisse come molto abile nei rapporti con la stampa; inoltre, Rossi avrebbe avuto deleghe di autonomia di prima fascia in materia di sponsorizzazioni e promozioni. Quali fossero esattamente i limiti di quelle deleghe è una questione verificabile: la Commissione li ha acquisiti e valutati? Ha anche riflettuto sull’eventuale influenza — intenzionale o meno — della copertura mediatica sulla percezione dell’ipotesi omicidiaria? Domande, appunto. Le risposte dovrebbero venire dagli atti.

    P.S. 2 – Un’altra domanda: dopo anni di accuse e polemiche rivolte a MPS e alla città di Siena, chi risponderà delle conseguenze reputazionali qualora anche il lavoro della Commissione non portasse a nuovi elementi e restasse ferma l’archiviazione? Non è una richiesta di colpevoli per decreto: è una questione di responsabilità, metodo e prudenza nel formulare conclusioni pubbliche.

    P.S. 3 – E una domanda che mi accompagna da tempo: per la famiglia, che cosa cambierebbe sul piano concreto tra la conclusione che David, che io considero un galantuomo, si sia tolto la vita e quella di un omicidio senza un movente accertato, un responsabile individuato o un processo nel quale costituirsi parte civile? Non lo chiedo per sminuire il dolore della famiglia cui mi sento di dare solidarietà, né per suggerire una risposta: vorrei capire quale differenza produca, per i familiari, ciascuno di questi scenari. Se il libro che comprerò affronta questa domanda, lo leggerò con interesse.

    P.S. 4 – Un pensiero ad Antonio Degortes, di cui seguivo la pagina Facebook Il Dito nell’occhio. Per quanto ne ho potuto vedere, ebbe il merito di esaminare documenti e di esprimere le proprie opinioni anche quando non coincidevano con la narrazione mediatica prevalente. Il dissenso può essere scomodo; proprio per questo, quando si fonda sulle carte e resta nel merito, è utile.

    P.S. 5 – Un pensiero anche a Giusti, chiamato in causa pubblicamente. Se ritiene che siano state diffuse menopausistiche affermazioni lesive della sua reputazione, potrà valutare nelle sedi opportune come tutelarsi. E seguirò con attenzione anche questa parte, nel caso.

  3. Si sentirà “superato” anche un giornalista d’inchiesta vero e mantovano come Nicola Borzi che (da punti di partenza ben diversi) spiega audito in commissione il senso dello stesso numero che ho spiegato io? Poi, ovvio, quella del calciante è una bufalata. Chiediamoci come e perché Correa che aveva parlato di albanesi ora converge sui minivan… se si viene a sapere chi l’ha imboccato succede un casino.

    • Eretico scrive:

      Caro Montigiani,
      come ho già scritto altre volte, la tua sesquipedale bufala del 4099009 (vedasi Ris Commissione I, i quali la affossano senza possibilità di replica) ha preso in castagna l’ottimo Nicola Borzi – che presentò nel 2012 il mio libro su Mussari a Mantova -, nonché il parecchio meno ottimo Sergio Rizzo (il quale, da par suo, crede anche alla valigetta nera piena di chissà che cosa, pensa un po’): a riprova del fatto che la bufala Rossi è stata la autentica Waterloo del giornalismo di inchiesta. Come già scritto, anche questo.

      Giusto invece il tuo riferimento all’impresentabile Correa, passato dagli albanesi ai calcianti (rischia querela dal Calcio storico?), così come a molto altro ancora: solo uno come il Presidente Vinci lo poteva prendere in seria considerazione; per il resto (la questione, stimolantissima, di chi avrebbe imboccato i due testi),se hai elementi concreti, vai a parlarne con chi di dovere. Con la Procura della Repubblica, quindi: non con una Commissione che ha ormai esaurito ogni funzione, visto che l’onorevole Vinci – al di là dei video autopromozionali che si fa, sic – è stato testè scaricato financo da Fratelli d’Italia…

      A Matteo Fidelio: un po’ di sana adrenalina ieri c’era, certo; ma non mi impedisce di sicuro di godermi il momento: leggere che la pentastellata D’Orso, fedelissima del Presidente, chiede a Vinci di non andare più in tv, non ha prezzo; come vedere la frattura sempre più evidente fra la famiglia (quantomeno il tandem Antonella-Carolina) e la Commissione, fino all’altro giorno lodatissima a priori dal tandem in questione; per non parlare dei cronisti i quali, dopo essere stati appiattiti penosamente sull’abbinamento famiglia-Commissione (senza mai vagliare ciò che propalavano), ora non sanno più che pesci prendere, e cercano comunque di scendere da quella bagnarola, in cui ora fanno finta di non essere mai saliti: tutte cose del tutto impensabili, fino a domenica mattina. Per tacere del fatto che ci sono già fior di denunce nei confronti degli sceneggiatori di questa, che è – va ribadito oggi – la più grande bufala italiana del XXI secolo.

      Ci sono insomma cose che non hanno prezzo: e siamo solo all’inizio, best has yet to come…

      L’eretico

      • spettatore critico scrive:

        Bisogna pur arrendersi, a un certo punto. La musica è finita, gli amici se ne sono andati e le luci si sono spente: la festa è ufficialmente finita. Ciò che è stato detto è detto, e quel che è stato fatto è fatto (il tempo dei giochi di prestigio, ahimè, è scaduto).

        È del tutto inutile continuare a trascinarsi stoicamente dietro la leggendaria questione del numero 4099009. Dopotutto, mica era già stata sviscerata, smontata e spiegata in tutte le salse possibili e immaginabili durante la I Commissione… nooo, ma figuriamoci!

        L’accanimento nel portare avanti questa sacra crociata ha a lungo rasentato l’eroismo surreale di Teruo Nakamura, il soldato giapponese rimasto a combattere da solo nella giungla perché a lui nessuno aveva detto che la guerra era finita.

        Ecco, a Nakamura non l’aveva detto nessuno… ma a Montigiani e Borzi non era stato spiegato?

        • Eretico scrive:

          Caro Spettatore critico (magari gli spettatori televisivi fossero intelligentemente critici come te, invece che tendenzialmente lobotomizzati davanti al video ),
          apprezzo come ovvio molto il tuo commento (sia l’incipit che l’explicit), come peraltro quello di Roby e dell’amico di Gracciano: tutti assai pertinenti ed intelligenti.

          La Commissione è ormai, in effetti, morta e sepolta politicamente, dunque la bufala resiste e resisterà su due piani (sui tre pregressi): quello familiare, pur se in difficoltà come mai prima (e la famiglia, abituata ad avere solo microfoni amici davanti, come minimo allenterà la presa mediatica); soprattutto, resiste il livello mediatico: stasera stessa, le Iene continuano, ed il felpatissimo Giletti figuriamoci se lunedì chiederà scusa ad alcuno, o smetterà di sfornare scoop su scoop. Chi si è spinto troppo avanti, non può più tornare indietro…

          Best has yet to come!

          L’eretico

  4. Mr_MFD scrive:

    Caro Eretico,
    da quando leggo i tuoi articoli questo è il pezzo che mi sembra più incazzato che mai…

    Se dovessi pensare a un’immagine mi verrebbe in mente il pugile sfavorito che contro ogni pronostico ha appena messo al tappeto il campione del mondo, e urla per sfogare l’adrenalina.

    Fossi in te stasera mi aprirei la migliore boccia di rosso e mi godrei la vittoria.

    Fino ad oggi hai condotto la tua battaglia in apparente solitudine, circondato da qualche commentatore attento e da chissà quanti ammiratori discreti.

    Oggi qualcuno, a furia di tirar la corda, l’ha spezzata, e come hai ben detto ha decretato l’inizio della fine.

    Le maschere stanno cadendo, e la stampa, che fino ad ora si è limitata a rilanciare comunicati e notizie assurde, ha cominciato ad interrogarsi.

    Il buon Vinci, accecato dal desiderio di popolarità a dispetto di tutto e tutti, si è dato la zappa sui piedi, e ora più d’uno si sta finalmente accorgendo di quanto banale, finta e povera sia la farsa che sta portando avanti e che qualcuno denuncia da tempo (qualcuno…che io sappia…tu e basta).

    Per la prima volta da quando ho memoria la famiglia di Rossi ha disertato un appuntamento importante come quello de lo stato delle cose del 12 ottobre, con rammarico del povero Giletti che lo ha voluto sottolineare in trasmissione.

    E nemmeno nella puntata scoop dell’altro giorno si sono visti familiari. Mi sembra l’inizio di una presa di distanza persino dalla famiglia…quando è troppo è troppo, persino per loro.

    Un ps me lo concedo anch’io. Mentre un po’ di stampa e qualche politico finalmente si indigna per la gestione vinciniana della commissione, il tg1 (ammiraglia del servizio pubblico) di stasera 21 ottobre 2026 manda in onda un servizio sul caso, e il titolo in sovraimpressione per tutto il pezzo è: “su David Rossi intimidazioni non ci fermeranno”.

    Il conduttore recita: “Le intimidazioni non ci fermeranno, il presidente Vinci è al lavoro per convocare i presunti organizzatori dell’aggressione al manager di MPS”, e segue l’intervista all’impavido presidente: “noi non ci piegheremo e non ci fermeremo davanti a nessun tipo di intimidazione, di fango, siamo un’istituzione e crediamo in quello che facciamo”.

    Insomma, un taglio decisamente diverso dalla carta stampata che imperversa in questi giorni. Mentre tanti giornali commentano il metodo e si interrogano sulle fonti (ma l’avete presente chi è Saverio Giampà?), sul TG1 di prima serata va in onda un Vinci dipinto come povera vittima di attacchi e intimidazioni, che forte e valoroso non ha paura di nulla e nessuno e va avanti per la sua strada fino al martirio (occhio Vinci, che se vai avanti così Mussari ti mette no stuzzicadenti nel citofono!).

    Non lo so, forse è una mia impressione…ma sembra quasi che la Rai stia provando a mantenere in piedi l’immagine del presidentissimo ad ogni costo… se così fosse…non sarebbe degno di un servizio pubblico…va bene che c’abbiamo Giletti in Rai, ma pure il TG1 no dai…

    Ad maiora!

    Matteo Fidelio

    (ah…altro ps…tanta roba “spettatore critico”, sappia che ha un nuovo fan!)

  5. Ics scrive:

    Se dobbiamo credere che il profilo social del magistrato Di Cicco sia stato hackerato, allora possiamo credere a tutto.

    Hanno fatto uno scangeo per rubare un paio di scarpe da ginnastica.
    Poveri beduini, fatevi furbi.
    Prendete esempio dai magistrati: si fottono un miliardo di € e fanno pure i risentiti.
    W le nostre toghe (in)efficienti & (im)produttive!!

    • Gp scrive:

      Dicono che il taglietto delle tasse al ceto medio (quello che contribuisce al 70% delle imposte) costerebbe 2.6 miliardi e non si può fare… i magistrati sono meno di 10.000 e si cuccano quasi un miliardo (fate voi la media) e non si può NON fare…

      • Ics scrive:

        Se ci dobbiamo sorbire decenni di fantasiose ricostruzioni sulle vicende giudiziarie è proprio per il disperato tentativo di scalfire il potere monolitico della magistratura.

        “Non intendiamo che possano svilupparsi – anche attraverso un uso perverso di logaritmi – nuove, insidiose forme di asservimento”

        Un fidatevi dei “logaritmi”, asservitevi a Re Sergio & al clan dei magistrati

  6. quello di gracciano scrive:

    Intervengo sul minivan in quanto del mestiere,da come viene descritto (sedili posteriori frontali) sembrerebbe un ncc,i cui ingressi in ztl sono tutti registrati (da gran furbi…) manca solo che l’autista sia rimasto al posto di guida durante la bussata. Oltre il ridicolo…

  7. Roby scrive:

    Non ho capito una cosa. La famiglia si dichiara scioccata e sgomenta per aver sentito il nome di Mussari come mandante ma non dice niente sul fatto che un “pentito” ha dichiarato che il povero Davide Rossi era un uomo a servizio dell’andrangheta.. mah!

  8. pino mencaroni scrive:

    Se si sgonfia la bufala della liaison tra Rossi e Ndrangheta non ci rimane quasi niente.
    Ricapitolando, niente festini, niente magistrati incapaci, niente IOR, niente il perseguitato Filippone, niente l’ignaro Giusti, niente l’ectoplasma Muto, niente Mussari e Ceccherelli, gli ultimi cristiani dati in pasto al circo mediatico.
    Restano la fiction con l’AI oltre ai pareri di un geriatra e di un ortopedico ma in Tribunale, come noto, fa testo quello che accertano medici legali e anatomo patologi.
    Il caso, semmai lo sia mai stato, sembra ben avviato in articulo mortis.

    • Eretico scrive:

      Carissimo Pino,
      per intanto ti riconosco assai volentieri il merito di essere stato uno dei pochissimi giornalisti professionisti capaci da subito di capire la genesi della più grande bufala italiana del XXI secolo: a me, a caldo, venite in mente solo tu e Camilla Conti, e nessun altro (a fronte di tanti che sapevano benissimo della farsa, ma i quali per convenienza stavano zitti e muti).

      Ciò detto, ora inizia il secondo tempo, cui spero di dare un discreto contributo con il mio libercolo, fra 5 settimane in distribuzione: documentando chi sono stati i responsabili, dal 2014, della bufalissima. Come si è potuti addivenire a questo scempio di verità.

      Facendo nomi, cognomi e presentando documentazione – anche del tutto inedita – piuttosto sconvolgente (se ancora ci si riesce a sconvolgere per qualcosa, sia chiaro).

      E sempre sperando che nessuno tocchi il Presidentissimo Vinci, il quale merita un ringraziamento, particolare e personale, per l’ottimo lavoro svolto: senza di lui, il libercolo sarebbe stato, senza alcun dubbio, assai meno ricco…

      L’eretico

      • Eretico scrive:

        Ah, dimenticavo: l’ottima Giovanna Ricci, non paga di insultarmi sui social (come insulta decine di altre persone), l’altro giorno lo ha fatto anche postando un commento, in calce al video dell’evento in Sala storica di lunedì (presentazione del libro di Maura Martellucci sulla Basilica di San Francesco in Siena, relatore don Flavio Frignani).

        Ha dunque colto in pieno lo spirito francescano dell’incontro, senza dubbio: dimostrando fra l’altro di seguire con lodevole attenzione i lavori della Biblioteca comunale. Chapeau!

        Ps Per inciso: questa ex vigilessa, è stata audita per tre volte, dal Presidente Vinci, a partire dal maggio 2025 (a novembre 2025 facendo il nome di Francesco Giusti): allora, però, nessuno si scandalizzava…

        L’eretico

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