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Profumo Alessandro non smette mai di stupire(e Veltroni a Siena)…

- 24/03/14

Non finisce davvero mai di sorprendere, il nostro Presidente Mps Profumo Alessandro: in attesa della spinosissima questione Brontos, nei giorni scorsi è incappato in una storiaccia tirata fuori dall’ottimo Pm milanese Alfredo Robledo (notare l’omoteleuto tra nome e cognome, in vista di Siena Capitale della Cultura…). Diciamo subito, e a chiarissime lettere, che il Presidente Mps NON risulta indagato (per ora?), e che la vicenda affonda nel periodo post Unicredit e pre-Mps.

Pur pieno di dindini (si ricorderà la famosa buonuscita da Unicredit), prima di tornare in auge come il Salvatore (?) di banca Mps, il buon Profumo lavoricchiava in una società (Appeal strategy, socio di tal Isidoro Lucciola, professionista romano); ordunque, sabato 15 marzo Gianni Barbacetto, sul Fatto, ripercorre analiticamente la vicenda, per la quale appunto l’ottimo Pm Robledo contesta il reato di Turbativa d’asta a tre personaggi della storiaccia (fra i quali il manager, di area dalemiana, Gamberale Vito).

Ci sarebbe stata – per la Procura milanese – una gara d’appalto “costruita su misura”, nella cessione del 29,75 della Sea (la società che gestisce gli scali di Linate e Malpensa) alla famosa F2i di Gamberale Vito. Qui entra in gioco la famosa intercettazione proveniente dalla Procura di Firenze, mandata a Milano per competenza territoriale, e rimasta a svernare, insieme ad altro, nella cassaforte del Procuratore Capo di Milano Bruti-Liberati (di qui l’esposto, clamoroso, di Robledo contro il suo Procuratore Capo: fatto rarissimo, ricostruito nei dettagli dal Corrsera di giovedì scorso).

Questione complessa, come sempre nelle gare d’appalto: fatto sta che il 14 settembre 2011, la suddetta Sea affida una consulenza alla “profumata” Appeal strategy; secondo gli investigatori, però, “non vi era alcuna ragione di farlo”; invece, il tutto si fa. Il valore della consulenza sarà di 100mila euroni: cifre per cui l’eretico si abbandonerebbe a gesti di moderato autolesionismo, ma di pochissimo conto, per gente come il Presidente Profumo. Eppure…

Ancora gli investigatori milanesi, sul punto:

“Ci sarebbero state INTERFERENZE di Profumo e Lucciola anche nel corso del procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando” (intromissioni pro-F2i, per capirci, Ndr)”.

Come va a finire questa gara d’appalto, che assomiglia così tanto a certe garette che questo blog ha fatto conoscere ai senesi (Galaxopoly, alias Ampugnano)?

Il 28 ottobre 2011, la prima gara va deserta (!): il pacchetto Sea non si vende, dunque; il 14 dicembre 2011, invece, il tutto si concretizza: base d’asta, 385 milioni di euro. Offerta di F2i? Tenetevi forte: ben un euro in più, rispetto alla base d’asta!

Il fondo di Gamberale, per inciso, era l’unico concorrente (!); secondo il Pm Robledo, una società indiana (Srei Ltd) presentò la sua offerta con dieci minuti di ritardo, e fu quindi trombata: secondo l’accusa, aveva stretto un accordo sotterraneo con la F2i, cioè con i vincitori designati.

Ditemi voi se questa non è una storia italiana, anzi italiota; pochi mesi dopo questa stupefacente gara d’appalto, Profumo Alessandro arrivò, in pompa magna, tra il giubilo di Franchino il Ceccuzzi e del Pd locale, a Siena.

Il Presidente giusto, nel posto giusto…

 

Ps1 A proposito, per conchiudere su Profumo Alessandro: aveva tuonato contro la Presidenta Mansi, minacciando azioni di responsabilità contro la Fondazione Mps. Il fatto che la Fondazione abbia venduto al fondo Blackrock, niente di niente può interferire, in quella che era la ratio dell’azione di responsabilità profumata. Della quale, dunque, si resta in trepidante attesa.

 

Ps2 Due-tre mesi ancora, ed il romanzo eretical-montepaschino sarà pronto. In anteprima europea, il titolo (salvo ripensamenti, sia chiaro): “Mps Connection”. Tanto, tranquilli tutti: è solo un romanzetto. Ogni riferimento a fatti e persone è del tutto casuale e non voluto…

 

Ps3 Oggi esageriamo con i Ps, ma è davvero necessario: sabato prossimo (ore 20,15, al cinema Pendola), ci sarà Veltroni a presentare il suo film su Berlinguer (Enrico). Giovedì ci scriveremo un articolo (su Veltroni e su Siena, il film non essendo ancora uscito): premettendo che quella di sabato si pone come una autentica PROVOCAZIONE alla cittadinanza. Cercheremo, come sempre, di documentare il perché, con dovizia di particolari.

25 Commenti su Profumo Alessandro non smette mai di stupire(e Veltroni a Siena)…

  1. foloso scrive:

    Ciao Eretico,

    questa volta non sono d’accordo con te ( immagino che perderai il sonno per questa cosa…AHAHAHAH!!!!!, si schrza… :) ).

    Riguardo al Ps3 io non credo che si tratti di provocazione bensì di NECESSARIA CHIAMATA ALLE ARMI. Il Pd ( ex Pci) senese non è mai stato debole e smarrito come ora quindi è necessario rispolverare gli antichi feticci per provare a riscaldare i cuori di militanti vecchi e dare dei modelli ai giovani. Semmai ci si potrebbe interrogare su come mai l’unico modello da sventolare sia Berlinguer morto 30 anni fa…..

  2. era l'ora scrive:

    Ultime primarie, parziali, da 20000 a 25000 compagni. Che vuoi che importi a qualcuno se Profumo ha fatto tutto questo. Questi sono democratici gia’ nel nome, figuriamoci nell’essere. L’importante è avere un posto di lavoro dove non fare un tubo e fare i propri comodi.

  3. Pingback: Profumo Alessandro non smette mai di stupire(e ...

  4. Marco Fattorini scrive:

    Un saluto

    Della serie piccoli “domandieri” crescono, … da Dagospia.com

    Berlusconi si é sospeso da Cavaliere del Lavoro. Perché non fa la stessa cosa Alessandro Profumo, rinviato a giudizio per una frode da 245 mln?

    http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/berlusconi-si-sospeso-da-cavaliere-del-lavoro-perch-non-fa-la-stessa-cosa-alessandro-74216.htm

    Invito a cena a casa del principe per i “paladini” della sostenibilitá. Per l’Italia c’era Isidoro Lucciola socio di Profumo.

    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/carlo-dinghilterra-sattovaglia-con-trenta-ospiti-per-litalia-cera-isidoro-lucciola-socio-di-profumo-74215.htm

    • precisino scrive:

      perché un rinvio a giudizio non è una condanna di terzo grado.

      • Marco Fattorini scrive:

        Un saluto precisino

        Visto lo pseudonimo che hai scelto, visto che anche l’autore della domanda, ricorda il rinvio a giudizio di Alessandro Profumo. Potevi copiare la motivazione della persona che ha scritto:
        “Per ottenere l’onorificenza, bisogna aver tenuto “specchiata condotta civile e sociale, aver operato nel settore con decoro, autonomia e responsabilità per almeno vent’anni, aver adempiuto gli obblighi tributari, aver soddisfatto ogni obbligo previdenziale e assistenziale a favore dei lavoratori, non aver svolto né in Italia, né all’estero attività economiche e commerciali lesive dell’economia nazionale”. Dopo il Berlusca, non sarebbe il caso che qualcun altro facesse un passo indietro?
        Bianca”

  5. Silvia scrive:

    bravissimo! questo è giornalismo serio non questi fogliacci usuali, forza, forza, ereticone nostro, ma quando ti perderemo? quanto ci metti ad arrivare al Fatto? Siamo tutti per te, anche se dovrai andare a Roma, qui che ci fa uno come te?

  6. Gianni Meiattini scrive:

    Ma vi siete dimenticati tutti della banchina di Sovicille?????

  7. anonimo scrive:

    Spero che l’ERetico giovedì scriva di quando Veltroni fu premiato con il premietto Frajese

  8. Lu scrive:

    TU DEVI SCRIVERE su testate importanti, le tue inchieste,le tue considerazioni , fammelo dire, la tua preparazione e bagaglio culturale superano l’onestà, la coerenza e soprattutto l’etica professionale, doti, queste, che molti giornalisti non hanno..!! Berlinguer poer’omo si rigira nella tomba…

  9. foloso scrive:

    Scusa Eretico….ma ora non atterreranno più gli elicotteri a Buonconvento?

    • Gianni Meiattini scrive:

      I tempi degli elicotteri sono passati adesso è tempo di società di calcio e case popolari !!!!!!!!!!

  10. SENESE CONTROCORRENTE scrive:

    Profumo oltre alla buonauscita Unicredit ha preso altri eurini, ma questa gente non sente un po’ di rimorso di coscienza nei confronti di chi campa con molti meno euro di loro, ma non gli bruciano tutti quei soldi immeritati? Che tristezza. Se ci fosse una giustizia……invece. Finisco con i miei complimenti per il tuo blog caro Eretico, se non ti sciupi in futuro potresti anche essere ricordato in futuro tra le persone ‘eccellenti’ di questa Città. Io sono con te, continua così, è dura, ma ce la faremo. Spero.

  11. SENESE CONTROCORRENTE scrive:

    Ah Eretico, insegnate di italiano, ti vorrei esternare una mia considerazione del degrado di questo paese che si riflette anche nel parlare, molti politici, che si credono anche eruditi, hanno preso il vizio di usare l’espressione ‘piuttosto che’ nell’elencare le cose; io ho sempre saputo ed usata come un’avversativa al discorso. Mi sembra un errore molto più grave che sbagliare un congiuntivo che, anche se sbagliato non cambia il senso del discorso; ma usare ‘piuttosto’ come elenco stravolge il discorso completamente. Tu che ne dici? Tutti a studiare l’inglese, ma l’italiano? Preciso poi che sia in inglese, francese, spagnolo, ecc ‘piuttosto è usato correttamente come avversativa. La nuova lingua italiana quindi non più di Dante, ma dei cafoni che si credono anche intelligenti. Piuttosto che sentirli alla televisione, spengo o cambio canale.

    • anonimo scrive:

      Premetto io sono quello che scrive come un cane,….. detto da qualcuno del blog.
      È vero quello che hai notato, “quel piuttosto che “viene comunemente detto in televisione dall’intellighenzia. Per la prima volta l’ho sentito dire da una donna di un sindacato….e da allora è usato sempre più spesso……Occorrerebbe il nostro Eretico per fare lunghe ripetizioni a pagamento. Visto che ho seri dubbi che imparino qualcosa
      PIUTTOSTO che pagarli è meglio licenziarli.

    • Il Chimico scrive:

      Concordo l’uso recente del “piuttosto che” è agghiacciante. Ma anche l’abuso dell’aggettivo “importante” è da ribrezzo. Ormai “importante” viene infilato a sproposito da tantissima gente in qualsiasi tipo di discorso (con Bezzini e Scarpelli tra i più entusiasti utilizzatori).
      Il meglio del meglio però l’ho sentito l’altro giorno, a proposito di un tizio di Siena che ha notoriamente un fiato particolarmente cattivo.
      Ecco, sono stato in grado di sentire questa frase “Ehi, ma hai notato che il Dr. X ha un alito importante?”. Roba da matti….

    • Eretico scrive:

      Caro “senese controcorrente”,
      nel ringraziarti per i complimenti, ti confermo anche nel fastidio ereticale per quell’uso, scorretto, del “piuttosto che” (vedo in buona compagnia).
      Uno di quelli che mi fa più inkazzare è D’Alema (tanto per cambiare), quando con spocchia (lui qualche libro l’ha letto, anche se parecchi meno di quelli che dice…) usa l’indicativo al posto del congiuntivo: “io penso che è giusto”, per capirsi.

      A Daria Gentili: non credo proprio che sabato Veltroni sarà gratuito, dato che c’è il film di seguito…

      L’eretico

      • anonimo scrive:

        Caro Eretico
        Non ti arrabbiare, l’ira fa il gioco del nemico. A volte mi domando se è giusto parlare con certe persone, no non è giusto; vanno ignorate e non bisigna andare dove sono loro

  12. bassilichi chi? scrive:

    Giorgio Meletti per ‘Il Fatto Quotidiano’
    Per Alessandro Profumo – presidente del Monte dei Paschi di Siena impegnato in un tentativo non scontato di salvataggio delle terza banca italiana – il nemico numero uno è il partito trasversale della nazionalizzazione. Ne è leader non dichiarato Antonella Mansi, presidente della Fondazione Mps. A fine 2013, come azionista dominante della banca, ha bloccato l’aumento di capitale da 3 miliardi con cui Profumo dovrebbe restituire gran parte dei 4 miliardi di prestito statale noto come Monti Bond. Il presidente ci riproverà tra un paio di mesi, in mezzo a difficoltà crescenti.
    Se non ce la facesse scatterebbe il diktat dell’Unione europea: conversione in azioni dei Monti Bond. Lo Stato acquisirebbe il 70-80 per cento del capitale (a seconda dei prezzi di conversione). Qui scatta l’equivoco in cui sono caduti anche osservatori ideologicamente distanti come Beppe Grillo e il leader di Fare Michele Boldrin, entrambi convinti che la nazionalizzazione strapperebbe la banca alla politica locale. In realtà i danti causa della Fondazione sanno che proprio la nazionalizzazione è l’unica via di salvezza: meglio l’Mps statale – soprattutto ora che a Palazzo Chigi c’è un amico – che un azionariato diffuso che lascerebbe tutto il potere a un management poco attento alla “senesità”.

    PER CAPIRE IL PECULIARE campanilismo della nazionalizzazione bisogna ricordarsi il nome di una società, la Bassilichi, che ha sede a Monteriggioni, a pochi chilometri da Siena. E poi fare un salto indietro al 1 settembre dell’anno scorso, quando Matteo Renzi si esibisce alla Festa del Pd di Genova. Dice il futuro premier: “Adesso vi svelo un particolare, ieri mi ha mandato un messaggino il sindaco di Siena Valentini, ‘Matteo, allora vado a dritto sulle nomine, okay?’. E io gli ho risposto, Bruno ma che c’entro io con le nomine del Monte Paschi”.

    Infliggendo a Bruno Valentini una figura barbina, Renzi ha abilmente coperto l’evidenza: il sindaco di Siena, dopo un lungo braccio di ferro sul nome di Franco Pizzetti, stava portando alla presidenza della Fondazione il nome caro al mondo renziano, Antonella Mansi. Nessuno ha mai spiegato da dove spuntasse quella vicepresidente della Confindustria dallo scarno curriculum imprenditoriale. Ma le cose si fanno più chiare se ricordiamo che Valentini prima di Siena è stato sindaco di Monteriggioni e Mansi era membro del cda della Bassilichi.

    Marco Bassilichi è il capo, e vanta un sistema di relazioni incardinato sulla salda amicizia con Renzi. Prima di esplorare la ragnatela, dobbiamo però sapere che la sua azienda, attiva nei servizi bancari, dipende totalmente dal principale cliente, il Monte dei Paschi. Il bilancio 2012 si è chiuso con un pesante calo dei ricavi, a quota 224 milioni, perché Fabrizio Viola, mandato da Bankitalia a salvare il salvabile di Mps a inizio anno, ha tagliato il tagliabile, riducendo di 24 milioni le commesse a Bassilichi.
    Così nel luglio 2013 propone a Mps il grande contratto di esternalizzazione concluso poi a fine anno: la società di Monteriggioni gestirà un pezzo del cosiddetto back-office di Mps, cioè la burocrazia che sta dietro gli sportelli, accollandosi 1066 dipendenti. L’operazione vale per Bassilichi il raddoppio del fatturato e dei dipendenti, ma la serrata trattativa autunnale con Viola , parallela al braccio di ferro tra Man-si e Profumo sull’aumento di capitale, gli ha concesso margini deludenti. Tra l’altro il contratto è stato ottenuto attraverso una nuova società, la Fruendo, dominata al 60 per cento dalla multinazionale Accenture.

    IL caso Bassilichi è esemplare degli interessi che girano attorno a Mps. Se la banca venisse nazionalizzata, per i Bassilichi e i loro cari sarebbe una svolta. Si passerebbe dalle cornate con Profumo e Viola alla geometrica potenza delle amicizie politico-finanziarie. Basti pensare che, contrariamente ai miti sugli imprenditori innovativi, l’azienda è di fatto del Monte dei Paschi. Marco è presidente , suo fratello Leonardo è amministratore delegato, comandano ma con i numerosi fratelli mettono insieme solo il 23,5 per cento delle azioni.
    Il 60 per cento del capitale è espresso proprio dal principale cliente, direttamente (12 per cento) e attraverso la controllata MP Venture (19 per cento), la partecipata Sici Sgr (16 per cento) e la Finanziaria Senese di Sviluppo (13 per cento), controllata dalla Fondazione Monte dei Paschi, cioè dall’amica Mansi. Per trovare un soggetto significativo riconducibile ai presunti proprietari bisogna arrivare alla finanziaria Navigator, che possiede il 5,5 per cento della Bassilichi e ha le sue azioni a sua volta divise in tre parti uguali tra Marco, Leonardo Bassilichi e l’onorevole e professore Gregorio Gitti, deputato di Scelta Civica nonché genero del presidente di Intesa San-paolo Giovanni Bazoli. Gitti è anche consigliere della Bassilichi, mentre Mansi si è dimessa poco dopo la nomina alla Fondazione.
    Marco Bassilichi è talmente amico di Renzi che nel 2008 l’allora assessore e candidato sindaco di Firenze Graziano Cioni, volendo punire l’amica Sonia Innocenti, dipendente della Bassilichi che l’ha tradito politicamente, chiama l’amico Matteo, presidente della Provincia: “Quando tu vedi Marco Bassilichi tu gli dici anche te qualcosa…”. Il giorno dopo Renzi lo richiama: “Ascolta due cose al volo: alla Sonia quel messaggio che mi avevi detto ieri gliel’ho fatto dare in modo molto brutale”. Sempre veloce, in a hurry.
    Bassilichi è anche azionista e presidente della Editoriale Fiorentina, che pubblica il dorso di cronaca locale del Corriere della Sera. La sua partecipazione al potere toscano risale al progetto di acquistare nel 2007 il Siena Calcio, da sempre una dépendance del Monte dei Paschi, in cordata con Riccardo Fusi, in seguito arrestato per la bancarotta della sua Baldassini Tognozzi Pontello, grande amico e sodale di Denis Verdini, l’uomo di B. che detta a Renzi gli articoli delle leggi elettorali.

  13. daria gentili scrive:

    a proposito del ps 3, chiedo: l’ingresso è libero?
    Sarei curiosa di vedere la platea presente, con faccia molti pd locali si presentano ad ascoltare di colui che pose la centralità della ” questione morale, ma anche, e soprattutto, come il relatore colloca la presentazione della sua opera in una città come la Siena attuale.

  14. brivido... scrive:

    visto ier sera alle Iene. L’irriverente Lucci appostato fuori della Scala di Milano il giorno della prima ,sberleffa ed irride signori in improbabili smoking e signore (sic!)in altrettanto improbabili pellicce. Ad un tratto ecco un’apparizione: sì è lui, proprio lui, il Signore di Siena altrimenti detto arrogance. Si stenta a riconoscerlo, non pronuncia verbo (anche perchè superando Lucci di un trenta centimetri buoni gli riesce facile guardare in alto), in smoking è avvolto in una lunga ed avvolgente, quanto morbida (cachemire?) mantella nera Transilvania-style.Un brivido corre lungo la schiena dello spettatore senese:sembra di scorgere due canini acuminati ma è solo un attimo e comunque un’illusione ottica, forse un riflesso della tv. Un sottotitolo redazionale ci spiega chi è quest’uomo e quale poiszione occupa nella banca.
    Una preghiera al Supremo: la prossima volta che partecipa, sudaticcio alquanto, a qualche festicciola dell’unità o a 96 ore di palio potrebbe reindossare il mantellone? Sapete siamo dei fansi di Maximilian Schreck

  15. Panchovilla scrive:

    Profumo ? Ancora stanno pagando i danni in unicredito…

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