Eretico di SienaLa domenica del villaggio: Wajda, "I Medici", Budapest 60 anni dopo - Eretico di Siena

La domenica del villaggio: Wajda, “I Medici”, Budapest 60 anni dopo

- 23/10/16

Questo il menu odierno, per la rubrica culturale della domenica: la scomparsa dello straordinario regista polacco Andrzej Wajda; un commento sulla fiction storica (più fiction che Storia) sulla famiglia medicea; una riflessione sui fatti ungheresi di giusto 60 anni or sono, in quella che – si pensi a Mosul – è un’altra terribile “sunday, bloody sunday”. Buona lettura, dunque!

IL REGISTA DI FERRO

Più conosciuto in altre parti d’Europa (Francia, in particolare) che in Italia, il novantenne – ma ancora ben attivo – Andrzej Wajda ci ha lasciati lo scorso 10 ottobre (la morte di Dario Fo ci ha fatto tardare l’omaggio a questo autentico Maestro del cinema degli ultimi 60 anni).

Per omaggiarlo in modo degno, ci siamo rivisti “Cenere e diamanti”, insieme a “I dannati di Varsavia” considerato il suo capolavoro giovanile. Già da lì, si vede bene di cosa fosse fatta la sua Arte: la capacità di inerpicarsi lungo le perigliose vie della Storia (del suo tormentatissimo Paese, ma non solo, se pensiamo al “Danton” con Depardieu), senza fare finta di essere super partes – non lo sono gli storici, figuriamoci i cineasti! -, ed andando a mostrare la complessità delle vicende storiche: nel film che abbiamo rivisto, si analizza una pagina dolorosa, controversa,  dell’immediato dopoguerra. Dopo l’8 maggio 1945 (quando inizia la narrazione), dei reduci dell’Armia Krajowa – le forze della Resistenza polacca, anticomuniste – decidono di fare fuori un pezzo grosso del Partito comunista. All’inizio, sbagliano persona, ammazzando due operai che non c’entrano niente. Che succederà, in seguito?

Wajda, d’altro canto, la Storia l’aveva assaggiata da piccolo: nel 1939 (aveva 13 anni), l’Nkvd – la polizia politica staliniana – gli massacrò il padre, ufficiale della rinomata cavalleria polacca, nell’eccidio di Katyn (su cui, poi, ha girato un comprensibilmente dolente film).

Poi, magari, ci si stupisce se i registi di oggi (meno male, si intende!) optano per temi più leggeri e frivoli, e si disinteressano della Storia e dei grandi temi: il background, in effetti, è un pochino differente…

 

“I MEDICI”: FICTION PURA, NIENTE STORIA

Questa NON vuole essere in nessun modo una recensione del prodotto televisivo sui “Medici”, partito in pompa magna martedì scorso: soprattutto perché ne abbiamo visto solo poche immagini (tali comunque da farci comprendere il prevedibile “effetto-cartolina”, che tanto piace al pubblico internazionale e che fa gongolare gli amministratori locali, alluzzati dal ritorno promozionale, ovviamente spendibile in chiave turistica). Il successo di pubblico è stato enorme, ed i dati Auditel premiano in toto il prodotto, dicendoci che esso ha avvicinato alla tv generalista (Rai 1 in particolare) fasce di pubblico – soprattutto giovanile – che, ormai, la tv generalista la bazzica assai poco.

Ci soffermiamo piuttosto sulla querelle innescata da un intervento del medievista, professor Franco Cardini, che in settimana – su Repubblica – ha demolito ogni pur vago impianto di accettabilità storica del prodotto in questione. Ovvia, prevedibile, scontatissima la risposta dei produttori (Luca Bernabei, in primo luogo): è la fiction, tesoro, e la fiction ha le sue regole!

Dal loro punto di vista, hanno ragione: basterebbe però non spacciare per Storia, ciò che sic et simpliciter non è.

E purtroppo, l’amaro finale cardiniano (da Repubblica di venerdì 21 ottobre) è davvero magistrale, perché concerne Rai 1, ma anche la scuola, l’università, l’opinione pubblica tout court. “Voi avete fatto la scelta della non-storia perché avete capito benissimo che la società italiana di oggi ritiene di poterne fare a meno, di poterla trascurare. Mediaticamente e commercialmente avete vinto: congratulazioni. Se poi studiosi e cultori di storia se ne lamentano è ovvio che questo sia per voi un prezzo da pagare. Un prezzo lievissimo.

Gli sconfitti siamo noi che non abbiamo saputo valorizzare l’importanza della storia nella società di oggi”. Chapeau, in tutti i sensi e per svariati motivi…

BUDAPEST, 60 ANNI DOPO

Il 23 ottobre 1956 iniziava la rivolta popolare di Budapest, che un paio di settimane dopo portò – Kruscev imperante, bene ricordarlo – i carri armati dell’Armata rossa in loco, a reprimere nel sangue ciò che, appunto quel 23 ottobre, era iniziato. Non fu tanto un complotto revanscista della Santa alleanza fra Chiesa e grande proprietà terriera, come piaceva fare credere ai comunisti: era semplicemente che quei – coraggiosissimi, temerari – giovani, e non solo giovani, volevano un socialismo diverso. “Dal volto umano”, si sarebbe teorizzato una decina di anni dopo, dalle parti di Praga.

Fu una strage, e forse in quel contesto – per la paura moscovita dell’effetto domino – non poteva che essere così; Nagy fece la fine che sappiamo, e il Pcus riprese il possesso di ciò che riteneva gli spettasse.

I comunisti di ogni parte d’Europa (Italia inclusa, Napolitano in primis) plaudirono, con pochissime eccezioni: anche questo, era parte integrante del gioco della Guerra fredda. Ma la vergogna di chi disse e scrisse certe cose, quella resta, rimane tutta: perché quando i carri armati massacrano la gente in piazza, noi stiamo con la gente. Anche se non ne condividessimo mezza idea (e nel caso magiaro, non sarebbe stato certo così, visto che si battevano contro una dittatura)…

 

Ps 1 Ci fa molto piacere che il riparlare – sul blog ed in tv – del meritorio libro di padre Vittorio Benucci sui terremoti nel Senese abbia fatto breccia. Oltre a trovare un editore locale che lo ripubblicasse (magari qualche soldarello lo tirerebbe su), sarebbe stimolante che anche ai Fisiocritici se ne riparlasse, non pensate?

Ps 2 Domani alle 21, a Palazzo Patrizi in Via di Città, i grillini ripresentano “Coop connection”, del bravissimo Amorosi. L’abbiamo già pubblicizzato molto, prima della presentazione alla Libreria senese di due settimane fa; e continueremo a farlo, perché il volume lo merita tutto.

53 Commenti su La domenica del villaggio: Wajda, “I Medici”, Budapest 60 anni dopo

  1. Edoardo Fantini scrive:

    No caro Eretico, i comunisti europei non plaudirono i carri armati russi in Ungheria a causa della guerra fredda, ma lo fecero perché secondo l’ideologia comunista che era stata loro insegnata: si va al potere uccidendo e ci si rimane terrorizzando. Infatti, che i comunisti dovessero portare la guerra civile in ogni Stato per instaurare la dittatura del proletariato, è scritto esplicitamente a pag. 3 dell’Unità del 9 marzo 1924, in un articolo postumo firmato da Lenin in persona: ” La III Internazionale si pone al lavoro per organizzare le forze del proletariato nella lotta rivoluzionaria contro i governi capitalisti, nella guerra civile contro la borghesia di tutti i paesi, per la conquista del potere politico, per la vittoria del socialismo.” E il 5 marzo del 1924 un editoriale dell’Unità afferma:” L’Internazionale comunista è la guida dei proletari di tutto il mondo”. I comunisti italiani di quei tempi come presero questi insegnamenti? Leggiamoli un po’ quando raccontano i loro pensieri mentre erano partigiani. Dal libro “Lo strano soldato”, scrive “Viro” a pag. 25: “…Non mancava certo la fiducia nel partito e nell’Unione Sovietica…”. Poi a pag. 86: “…Il senso stesso delle nostre azioni avevano per scopo dichiarato, insieme alla sconfitta del fascismo, l’edificazione della società socialista. Vedevamo nel PCI la forza capace di portare a maturazione lo scontro di classe in Italia fino alla presa del potere…”. Giovanni Mugnaioli a pag. 246 ci dice:” …si era partigiani per farla finita una volta per sempre con i padroni.” In Italia questa splendida teoria ha portato la morte a decine di migliaia di persone, reati poi amnistiati in quanto evidentemente non ritenuti tali (in fin dei conti erano o no insegnamenti che venivano dalla Grande madre Russia?). Nel 1956 toccò all’Ungheria, nel 1969 alla Cecoslovacchia e mi fermo qui ben sapendo che dalla conta di casi simili ne mancano molti.

    • Monotematico ed ennesimo tentativo di riproporre l’equazione partigiani=stalinisti ormai siamo a modalità da disco incantato .Lanciotto Ballerini medaglia d’oro al valor militare alla memoria da me già precedentemente citato era del partito d’azione considerato da Trotsky e Stalin ,per le sue ascendenze Fabiane,la quinta colonna dei capitalisti.Corbari addirittura privo di identificazione politica.idem dicasi per il famoso Lulu’ nelle Langhe. Ma non mi meraviglio della tendenza Fantiniana a fare di tutte le erbe ,indovinate un po’, un fascio.
      Se nome Omen gli consiglio di disquisire sulla storia del Gobbino di Ciaj
      O magari di Bachicche . Con il rischio che il Saragiolo e il Bernini se ne abbiano a risentire alquanto

      • Edoardo Fantini scrive:

        Si riaffaccia con il suo fare per nulla esibizionista Manunta ecc. ecc. offrendoci un’altra prova di sé. In precedenza avevo puntualizzato sull’invasione dell’Ungheria del 1956, comunismo e su come questo era ricercato dai partigiani comunisti. Fantasticando il sor Manunta ha realizzato che la mia intenzione era quella di fare di tutti i partigiani un “fascio” e ci indica il suo partigiano preferito, tal Lanciotto che comunista, afferma, non era. Eppure è morto militando in una brigata Garibaldi. E’ buffo il Manunta, ci diverte…

        • Pare che Orlando baroncelli autore di “testimonianze della resistenza toscana” la sappia altrimenti se vuoi c’è un intervista a tale scrittore sul sito “radio cora” dove si sofferma sulla questione. Azionista non comunista seguace di Emilio Lussu non del compagno Ercoli,capisco tu sia più affezionato all’ istituto luce come fonte di informazione ma carta canta radio pure.

        • Da testimonianze della resistenza toscana pag.138:3 gennaio battaglia di valibona prima battaglia della resistenza toscana.nell autunno 43 Lanciotto ballerini e Giulio bruschi formano sul monte morello due gruppi di partigiani insieme costituiscono una delle prime bande partigiane della toscana.il gruppo ballerini è collegato al partito d’azione quello di bruschi al partito. comunista ,alla fine del dic. 43 il comando militare del partito comunista ordina ai partigiani di abbandonare monte morello e raggiungere monte giovi .ballerini con 16partigiani decide di raggiungere nel pistoiese la formazione di Manrico ducceschi collegato al partito d’azione.per organizzare il trasferimento Lanciotto d’ accordo col comando militare del partito d’azione il 27/12 sosta a valibona sulla calvana.per la delazione di un fattore il gruppo ballerini è accerchiato da 150 tra militi g.n.r. Prato,battaglione muti e carabinieri di calenzano.esito scontro 12 fascisti putridi come il Fantini ci restano stecchiti compreso il capo della g.n.r di prato fra i partigiani 3 morti compreso lanciotto il resto della formazione riesce a sganciarsi.
          Quindi Fantini perdi sempre ottima occasione per stare zitto usando tua espressione taci! Spiegami poi cosa c’ entra la brigata Garibaldi in tutto cio
          Come tuo solito ragioni a manciate e poi cerchi di mettere qualche citazionucola per fare colpo sui lettori . Continua a venerare il chiorbone di Predappio e lascia perdere ogni tentativo di parlare di resistenza .
          A ognuno il suo .

          • Edoardo Fantini scrive:

            Wikipedia su Lanciotto la racconta diversamente ma se ti serve a procurarti serenità credi pure alle tue fonti che, vedrai, non se ne accorgerà nessuno. Poi, quando hai tempo, se per piacere ci spieghi cosa c’entra Lanciotto con i fatti di Budapest? Eh si, Manuntino, perché l’argomento è proprio quello, magari rileggilo 3 o 4 volte.

          • Il mio scaldabagno fa le bizze scrive:

            Manunta,vedo che sei un esperto:io ho,da giorni,grossi problemi con la RESISTENZA dello scaldabagno.

            Mi posso rivolgere a te,oppure per risolvere il problema devo aspettare gli Alleati?

          • Fantini le parole . “Si era partigiani per farla finita coi padroni” le hai riportate te le citazioni dall’ unita del 24 idem memoria labile?
            O totale malafede? Avrai mica un pelino di arteriosclerosi galoppante?

      • Edoardo Fantini scrive:

        Ma no, Manuntino, il mio intervento voleva essere una risposta a quello dell’Eretico che sosteneva l’intervento violento dei russi a Budapest essere dovuto alla guerra fredda. Ho fatto presente che Lenin fin dal 1924 istruiva i suoi ad ottenere il comunismo a suon di morti. La guerra fredda, invece, cominciò alla fine degli anni ’40. Vedo che hai riletto il mio intervento ma devo constatare il deludente risultato. Fai così per vedere se dico il vero: riguardalo con un amico, un cugino o chi preferisci, e se è una persona paziente vedrai che ce la farà a spiegartene il senso.

  2. VEDO NERO scrive:

    Riguardo la soap opera ‘I Medici’, come giù detto in un precedente intervento, è solo la solita ‘americanata’. Martedì mi godrò i commenti dell’Eretico in diretta Tv.

  3. VEDO NERO scrive:

    Su Budapest: grande faccia di bronzo di Napolitano. Che uomo, che politico, che tristezza.

  4. VEDO NERO scrive:

    Non conosco molto bene Wajda, è una mia mancanza, ma ho visto ‘Danton’ che mi è molto piaciuto. Se ne è andato un pezzo di cultura europea.

  5. UNO CHE SA scrive:

    Mi farebbe piacere capire dall’Eretico se non legge le mail, oppure le legge e le ritiene non pertinenti, oppure la ritiene pertinenti ma confliggenti con la propria linea editoriale.

    • Eretico scrive:

      Caro saccente,
      cerco di leggerle tutte, ma – visto che fortunatamente sono tantissime – qualcuna, in effetti, in modo molto rapido. Se ritieni di avere materiale davvero stimolante, prova a rimandarla: meglio ancora se firmata, si capisce…
      L’eretico

      • UNO CHE SA scrive:

        Se sono parso saccente me ne scuso. Non era mia intenzione. Quanto a firmarmi, ci sono seri motivi che me lo impediscono; d’altronde mi pare di non essere l’unico su questo sito.
        La domanda che ponevo, in realtà, non era provocatoria. Pochi giorni fa Le ho mandato una mail, tramite un account temporaneo guerrillamail, in cui ripercorrevo il significato reale, e devastante per la città, dei due recenti licenziamenti in fondazione mps, di cui Lei non ha in alcun modo parlato.
        Chiedo semplicemente conto di questo: la mail non è arrivata o Lei non l’ha ancora letta, magari perché le mail che Le arrivano all’account dell’Eretico le guarda solo raramente, o distrattamente? In questo caso, Le chiedo di leggerla: perderà un paio di minuti, ma secondo me troverà materiale assai utile.
        Oppure l’ha letta, ma non la ritiene interessante? Ovvero, ancora, sebbene astrattamente interessante, non rientra nei Suoi interessi? Se così fosse, avrei piacere di saperlo, perché proverò a rivolgermi altrove per la pubblicazione di un pezzo sulla questione.
        Che non sta tanto a cuore a me (io ormai ho finito), ma dovrebbe stare a cuore a tutta la Sua città.
        Tutto qui. Mi sembrava una domanda innocente e legittima. Spero di essere stato più chiaro ora, e non offensivo.

  6. Silvia Tozzi scrive:

    Chissà perché il bellissimo film “Katyn” di Wajda è passato quasi di soppiatto nei cinema italiani, e con scarsissimi commenti. Forse era imbarazzante ricordare che l’eliminazione di oltre ventimila ufficiali polacchi ad opera delle forze sovietiche è rimasto archiviato per decenni come eccidio nazista: una falsificazione utile alla presa del potere staliniano in Polonia.
    E a proposito della serie televisiva sui Medici: forse ha più valore storico “Il mestiere delle armi” di Olmi, per quanto abbia raccontato solo uno scampolo di storia medicea, la vicenda di Giovanni delle Bande Nere.

    • Eretico scrive:

      Concordo in toto con Silvia Tozzi: “Il mestiere delle armi”, di Ermanno Olmi, è Arte che sa coniugare la creatività dell’artista con il rigore filologico dello storico. “I Medici” sono semplicemente fiction, c’è poco da aggiungere…

      L’eretico

    • Il tentativo sovietico di attribuire la responsabilità di Katyn ai tedeschi naufragò miseramente a causa delle ferite triangolari provocate dalle baionette russe usate per finire i polacchi.la sezione triangolare della lama delle baionette russe fu’ firma inconfutabile. stalin voleva evidentemente sterminare le classi intellettualmente e culturalmente più avanzate per meglio impiantare nella restante popolazione la forma mentis comunista.
      Resto meravigliato che il sempre solerte ascaro odontoiatra non mi abbia preceduto. Forse per non dovere citare gli accordi molotov\ribbentrop preambolo alla invasione del9/39 eseguita di comune accordo da nazisti e sovietici.

      • Edoardo Fantini scrive:

        Accordi Molotov-Ribbentrop? Non ne so nulla… Racconta, Manunta, racconta, siamo tutt’orecchie.

        • Bello il plurale majestatis per niente megalomane
          O forse pensi che il tuo sconclusionato concionare sia estendibile ai tuoi concittadini?mi pare che groppone ti abbia battezzato alla mia stessa maniera
          Che l’ asinume negazionista abbia grosse orecchie è cosa scontata

          • Edoardo Fantini scrive:

            Ok non ti piaccio, ma tanto sono già sposato quindi…ma di questi accordi Molotov-Ribbentrop non ci dici nulla? E noi che ci tenevamo tanto!

    • anonimo scrive:

      Cara Silvia
      La questione Katin era molto nota, molto nota negli ambienti che contano. Ma in primo tempo fu data la colpa ai Tedeschi, caduto il muro fu data ai Russi e chiaramente o a Htler oma Stalin.
      Gli attori in campo erano tre: i Tedeschi, i Russi e gli Ucraini, quindi lasciamo ai films e agli storici ed in particolare che ognuno racconti la sua. Ma la verità sarà figlia dei secoli ma molti secoli.

  7. Nagy scrive:

    Stefano Bisi chiedi al tuo amico Napolitano se ricorda quando applaudiva i carri che vennero sessanta anni fa a trucidare i “fratelli” ungheresi?

  8. Groppone da Figulle scrive:

    …. e pensare che fra i rivoltosi del ’56 c’era anche quel fascista di Orban. Come si cambia: da combattenti per la libertà, a sostenitori di forme aberranti di autoritarismo. Orbàn riabilita il dittatore Miklos Horthy (autore delle prime leggi razziali prima di Mussolini e Hitler). “Per l’Ungheria la Ue è come l’Urss”, ma chi cavolo ce l’ha chiamati, lui e Kaczynski? La storia proprio non gli ha insegnato niente. Vogliono riportare in auge quei nazionalismi e quei razzismi che sono stati alla base di due conflitti mondiali e della distruzione d’Europa.

    • Elvetico scrive:

      L’Opinione tranchant sulla situazione pre -nazista ungherese è basata sulla lettura approfondita della stampa magiara ( in tal caso congratulazioni vivissime) o le conoscenze si limitano a Repubblica, Corrierone, La Stampa e compagnia cantante? In tal caso l’opinione è superflua ..abbiamo già avuto . Ci sorbiamo quotidianamente il giudizio universale su chi è “polically correct” e costruisce ponti (da definire urgentemente con più concretezza operativa) e chi è un infame populista “costruttore di muri” e non ce ne può importare di meno

    • Anonimo scrive:

      Scusa Groppone, forse ti interpreto male. Leggo su Wikipedia che Orban è’ nato nel 1963, e i fatti ungheresi furono nel 1956….mah…per il resto niente da eccepire

      • Groppone da Figulle scrive:

        hai ragione, è un lapsus (mea culpa). Da leggersi: ” e pensare che fra chi rivendica l’eredità dei rivoltosi del ’56 c’è anche quel fascista di Orban. ” Ma non capisco come mai in questo blog chi non è fascista venga apostrofato come comunista: scarsa cultura, zero memoria o malafede? Quanto al destino d’Europa, le mie riflessioni non scaturiscono da “La Repubblica” o “l’Unità”, ma in buona parte da letture meno amene, tipo Joseph Roth, o, in tempi non sospetti, il classico “Requiem pour un empire défunt” del vecchio Fejto (fortunatamente ripubblicato anche in Italia). Che poneva la questione dei nazionalismi su un piano un po’ eccentrico (i nazionalismi fomentati dalle potenze dell’Intesa) rispetto alla vulgata, e se ben ricordo qui da noi scriveva su Il Giornale e non su l’Unità.
        Mi domando però se c’è gente capace di interloquire, o solo di insultare, ben nascosta dietro un nomignolo del cazzo. In questo secondo caso, divertitevi con le farneticazioni negazioniste del Fantini.

        • Elvetico scrive:

          Prima di tutte sincere congratulazioni per nomignolo “Groppone di Figulle”, molto leggiadro e non un volgare nomigliolo del C…o”, come ha soavemente bisbigliato il colto lettore di saggistica d’alto bordo. Mi permetto solo di suggerire che, quando si tratta di attualità, un piedino per terra non farebbe male . Per esempio se il Nostro si fosse abbassato a leggere nella lingua originale un po’ di stampa Mitteleuropea ( e non solo le enfatiche-buoniste stampa e tv italiche) saprebbe che l’Ungheria al momento della chiusura delle sue frontiere aveva sul suo territorio 90000 migranti. In proporzione l’Italia piagnona di Renzi ne dovrebbe accoglierne quasi mezzo milione all’anno. Numeri e fatti e non chiacchiere del tipo “addosso al fascista”. Sfugge al Nostro che la Mutti Merkel, il repubblicano Hollande, gli olandesi ,i danesi ,gli svedesi ecc.ecc sono stati ben felici del muro che il “fascista” Orban ha detto di costruire. Tutti fascisti ? Ma mi faccia il piacere.

          Ps : se vuoi il nome e mi comunichi il tuo ,non ho problemi

    • bankor scrive:

      La base dei nazionalismi sono le politiche della UE che seguendo alla lettera il progetto ordoliberista di Von Hayek applicano il modello monetarista tedesco creando deflazione, disoccupazione e alienazione sociale. L’unione europea non esiste, dunque l’accostamento con l’urss mi sembra del tutto approssimativo; esiste invece una tecnocrazia autoreferenziale controllata dalla potenza economica egemone centrale la quale impone il proprio modello economico alla periferia, questo si foriero di morte e distruzione.

  9. Fede Lenzi scrive:

    La morte di Wajda m’era sfuggita… quando andai a Cracovia col treno della memoria una sera a teatro vidi una sua regia di Macbeth, e ne conservo un ricordo indelebile (come indelebile fu quel viaggio nel suo insieme). Domani sera provo a guardarti in diretta, tra l’altro da qualche parte ho letto gli argomenti della puntata e mi paiono succosi (la puntata della settimana scorsa invece mi è parsa un po’ la ripetizione di cose già scritte nel blob, e il reportage su Pantaneto veramente troppo lungo per quel che aveva da dire, ma si sa, de gustibus…)

  10. Cecco Angiolieri scrive:

    in attesa del martedì dell’Eretico, volevo fare una riflessione sulla puntata di martedì scorso che ho visto e su cui vorrei rilanciare su alcune cose…
    Pantaneto è solo lo specchio della società in cui viviamo oggi, tanti anni fa abbiamo fatto finta e permesso di suonare le chitarre in piazza del campo, utilizzare l’inbocco di salicotto come un bagno a cielo aperto e per fare anche altro, dopo sono arrivati i bonghi e i vari bivacchi di ogni genere. Sabato sera passeggiando ho visto come al solito un gruppo di ragazzi in mezzo a piazza del campo che fumano, ballavano e bevevano grazie a un simpatico impianto stereo portatile….la tecnologia va avanti e la società si impoverisce sempre più culturalmente e socialmente…Tutti abbiamo fatto finta e abbiamo pensato solo a noi stessi esgoisticamente, senza renderci conto di comne sono finite le cose a Siena che poteva essere tranquillamente come Montecarlo o una piccola Svizzera, da tanta ricchezza generata dalla Banca e dai patrimoni dei Senesi…abbiamo fatto finta di non vedere, ci siamo girati dall’altra parte e abbiamo perduto tutto, anche il rispetto e l’eduzione civile e civica di far rispettare regole e leggi….In pantaneto si consuma di tutto a tutte le ore ma soprattutto si bivacca e si beve e si urla come se tutto fosse normale….Questo è il frutto di una società che ha voluto far finta di non vedere cosa poteva accadere…Abbiamo tolto il militare, abbiamo tolto la religione, abbiamo tolto i crocifissi dalle scuole, abbiamo permesso di tutto, fino ai matrimoni tra gli stessi sessi, cosa vogliamo ancora fare?! prima che scoppi veramente una bomba?! Mi pare che i frutti siano molto acerbi o addirittura peggio di quello che nel tempo ci siamo provocati da soli…
    Continuare a far finta di niente e continuare a farci del male così… I nostri figli cosa faranno??? Riflettete gente riflettete….perchè qui bisogna rimmetere in riga tutto ….

    • Pietro il Totto scrive:

      Ora vedrai che orzo con i commenti di compagnucci et similia…un bel mambrucco per mano ad una loro figlia e poi diventerebbero parecchio peggio di Trump,questi perbenisti a comodo!

    • Dopo le 22.30 gli schiamazzi notturni sono perseguibili come infrazione al T.u.l.p.s. basta una pattuglia di vigili per farlo.oppure cc. O P.s. sarebbe interessante sapere quali indicazioni siano state date ai tre corpi di polizia dai rispettivi comandanti dopo le mensili riunioni su sicurezza e ordine pubblico alle quali partecipano anche sindaco e prefetto.

    • semplici8 scrive:

      Eh si, io ripristinerei anche lo ius primae noctis, il coprifuoco, la fustigazione e la teoria della terra piatta e centro dell’ universo. Proibirei la musica e il convivio, senza dimenticare di rimettere i dazi ai confini del comune. E pensare che Cecco, quello vero, violava le regole per i suoi spassi e detestava borghesi e bigotti. Chissà che direbbe, riguardo a chi si è appropriato del suo nome.

      • El Cinico scrive:

        Bravo semplicigno,la penso come te!

        Adoro passeggiare la notte fra tossici,briachi,razze miste,pisciate per terra e chiazze di vomito!

        E’ una vita che speravo i rozzi contradaioli smettessero di prendere a calci chi,nottetempo,spregia Siena 365 giorni all’anno!!!

        Finalmente,adesso,mi sento felice:mi par d’essere tra Pozzuoli,Tirana ed i Carrugi,se mi avventuro fuori di casa la notte ed era una vita che aspettavo questo momento “storico”!

        Grazie ecumenici perbenisti,grazie!!!

        Manca solo qualche “stuprino”in più(i furti no quelli ci sono)poi siamo apposto…AVANTI TUTTAAAAAAAA!!!VENGHINO,SIORI,VENGHINOOOOOO!!!

        • Orrore razze miste !!!il kkk è più moderato di alcuni senesoni che temono di trasformarsi in caotico coacervo razziale, pare che anche il gestore di questo blog abbia contribuito con la sua origine ligure ad inquinare la purezza della razza senese .ed in maniere assai subdola visto che come fototipo non e’ razzialmente individuabile. Egli si è insinuato subdolo come serpe per schizzare il suo veleno tra la razza vaccina senesota, che come tutte le razze di bestiame va tutelata nella sua purezza

          • El Cinico scrive:

            Ho un problema al cesso che mi “mette in croce”:mi puoi dare il numero di un buon idraulico?

            Riccardo Viti me lo consiglieresti?

            Della serie:pensa a casaccia tua,che di gabole ne avete avute parecchie negli ultimi anni…

      • Cecco:tre son le cose a cui m’ aggrado
        Le donne la taverna e il dado
        Manunta:due sole piacciono ai senesoni
        Lagnarsi e rompere i coglioni

        • semplici8 scrive:

          Anche un altra ci piace veramente:
          Berciar cazzate a caso, e non capirci niente.

        • Cinico sei come quello dello scaldabagno temendo risposte salaci eviti di lasciare l’ opzione rispondi.la tua vigliaccheria intellettuale si può spiegare col fatto che dopo scannagallo e il dimezzamento conseguente della vostra popolazione. La razza l’ avete rifatta partendo da quei pochi sopravvissuti che si erano rimpiattati dentro i bottini luogo che da noi non contiene acqua ma belletta nera. Della quale tu sei un evidente variazione
          Attuale. Più che come quello dello scaldabagno forse quello senza come
          Vista la tendenza a trattare problemi idraulici la battuta sulla resistenza era gia’ vecchia quando ho fatto la terza media il fatto che tu abbia lo scaldabagno elettrico testimonianza tua stupidità col gas si risparmia
          Lo sapevano anche i camerati tedeschi.

          • El Cinico scrive:

            Zichichi,l’opzione rispondi non la tolgo io,chiedi al “proprietario”del Blog per delucidazioni.

            Dai,la viola ieri ha vinto ed è una bellissima giornata:vai a fare un salto alle Cascine e fatti sollazzare da un travello!

            A Firenze vi c’è rimasto solo quello,oltre agli Uffizi:poveRETTI.

          • Eretico scrive:

            E con quest’ultimo uno-due sull’Asse Firenze-Siena, l’eretico vi chiederebbe di smettere, dai…

            Buona (laicissima) domenica a tutti, senesi e fiorentini: non per fare il politicamente corretto, ma pensiamo agli sfollati, ed alla tragedia, ANCHE artistico-culturale, portata dal sisma.

            L’eretico

  11. VEDO NERO scrive:

    Mi fa piacere che il mio giudizio, primo su tutti, sulla soap opera, americanata, ‘Medici’ sia stata confortata da quella di molti frequentatori del blog; segno che siamo ancora in tanti a non cadere nelle americanate che ci propinano i media ed ancora non abbiamo staccato la spina del cervello. Non so se avete letto il commento dello storico Cardini che ha esattamente inquadrato la serie televisiva come pseudo storica, un’americanata. E poi dai salviamo almeno i dettagli nel ‘400 era di moda essere senza barba, invece quasi tutti con delle barbe, curate, ma sempre barbuti.

  12. VEDO NERO scrive:

    Stasera guardo l’Eretico, alla barba degli 8 milioni (sara vero?) di spettatori dell’americanata.

  13. VEDO NERO scrive:

    sarà vero

  14. Paolo scrive:

    Napolitano servitore della patria per questi comunisti merdosi

  15. Cecco Angiolieri scrive:

    per semplici8 sei solo un semplici8

    • Boia che fantasia nei commenti fai il pari con l’ elvetico che ha dovuto farsi da altrui battezzre. Fra te ,lui ,El cinico è il Fantini siete meglio del quartetto cetra. Belle le sai! Ti direbbero a Scalvaia ,ma quelli si sa’ so’ contadini non in grado di elevarsi alle vette eccelse del pensiero senesota.

      • Semplici8 scrive:

        E comunque il soprannome non l’ho mica scelto a caso. Non ho niente da insegnare e non ho sentenze da emettere su tutto lo scibile, come invece fanno gli intelligenti. Soffro di idiosincrasia verso i reazionari perbenisti benpensanti, quello sì. A loro rispondo ogni tanto con l’ironia. D’ altra parte, li ritengo il vero grande problema della nostra città. Quelli tutti maiuscole e punti esclamativi invece, non li prendo neanche in considerazione; è evidente che berciano anche mentre pensano.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.