La lunga estate calda: Ricci, Zelensky, Gergiev (e Beppe)
Eccoci al consueto appuntamento sabbatico del blog; il prossimo pezzo, Deo juvante, lo scriveremo dalla località turistica in cui siamo giunti giusto questo pomeriggio: location molto, molto sinneriana, per intenderci…
Nel frattempo, aspettiamo che The Donald decida quanti dazi (ulteriori, dopo la nefasta svalutazione del dollaro) vorrà gentilmente imporci, e speriamo per il meno peggio (che prima era il 10, ora sarebbe il 15%, sic).
MATTEO, CHE CASCA DAL PERO
Dal punto di vista giudiziario, la notizia più importante di questi giorni di questo intensissimo luglio è l’inchiesta sul candidato Pd alla Regione Marche Matteo Ricci (ex Sindaco di Pesaro, all’epoca dei fatti contestati; oggi eurodeputato). Sia perché mette in concreta discussione l’alleanza con i 5 stelle (i quali non aspettano altro che di avere concreti motivi per farla saltare, as usual, anche se verosimilmente alla fine si metteranno d’accordo con il Pd), sia perché – esattamente come per il Caso Milano, ancora peraltro tutto in divenire: molti cantieri sono fermi, l’inchiesta no – spunta del tutto l’arma della Giustizia al Pd schleiniano, dopo la imbarazzante piazzata genovese contro Toti (come detto la settimana scorsa: in redazione, siamo sempre stati a favore delle sue dimissioni, arrivate alla fine, precedendo un patteggiamento che lui continua a non considerare come ammissione di colpa, ma quasi una sua concessione dall’alto).
Chi vincerà a fine settembre nelle Marche – in quello che qualcuno vuole considerare, dal punto di vista politologico, l’Ohio italiano -, non è ovviamente dato sapere, e se ne riparlerà a tempo debito.
I punti cruciali di questa inchiesta (nata giusto un anno fa, su meritorio scoop de Il Resto del carlino) risultano essere essenzialmente questi due.
Il primo: visto che Ricci dice di non avere né saputo, né immaginato alcunché della gestione economica e finanziaria assai ballerina del suo più stretto collaboratore, visto che tutto è scajolanamente accaduto dunque a sua totale insaputa, siamo sempre lì: la responsabilità penale è individualissima, ma quella politica può non investire chi opera determinate scelte? Con quale criterio sceglie i suoi collaboratori Matteo Ricci, di grazia? La manzoniana Donna Prassede era assestata sul “dimmi chi pratichi, e ti dirò chi sei”: ma lei civettava, ed in modo anche antipatico, con Lucia, mentre Ricci vorrebbe fare il Presidente di una importante Regione italiana…
C’è poi un altro tema, politologicamente ancora più stimolante, se possibile: Ricci, è indagato per “concorso in corruzione”, senza che gli venga imputata, in modo diretto e personale, alcuna tangente o dazione di denaro pro domo sua. Se un politico viene indagato perché cerca il consenso, allora bisogna ricorrere alle cariche ad estrazione e turnazione, non c’è verso: argomento già usato da Ricci stesso, e caposaldo del fronte innocentista.
Il fatto, però, è che dipende tutto da come si cerca di raccattare il consenso, ed ecco che delle anomalie in questo caso ci sono, eccome se (non a caso, non negate neanche da Ricci, che dice solo di non essersene mai occupato, perché aveva sempre ben altro sotto mano: un Sindaco non può mica stare dietro a tutto, perdinci…). La ricerca del consenso popolare è come l’aria, per un politico professionista come Ricci: ma allora – ed ovviamente non è il caso dell’ex Sindaco pesarese – anche il voto di scambio, in fin dei conti, potrebbe essere letto come un tentativo, giusto un po’ furbesco, di cercare consenso.
Wait and see, dunque; ed è probabile che il popolo marchigiano – essendo ormai lontani anni luce i tempi di Mani pulite – alla fine lo premierà, ed anche l’eventuale Processo si risolverà in un buco nell’acqua (adriatica). A quel punto, tutti insieme, aiutiamolo comunque a cercarsi dei collaboratori più morigerati, per così dire: quello, in tutta evidenza, non è proprio il suo forte.
Infine, ancora una volta: la questione morale oggi davvero non se la fila più nessuno, non c’è verso; a Destra, il vecchio Msi avrebbe mostrata ben altra intransigenza, nei confronti per dire di una Santanché, a maggior ragione visto che è Ministro. E che dire delle decine e decine di persone che ieri abbracciavano e toccavano Matteo Ricci, alla cena di inizio campagna elettorale a Pesaro, manco fosse una Madonnina lacrimante, invece che un politico fresco di avviso di garanzia per concorso in corruzione?
Sapete che vi dico? Quello che ho detto ormai tante altre volte: al netto di tante altre cose politicamente non emendabili, quando Franco Ceccuzzi si dimise per un avviso di garanzia – fra l’altro, non per il suo ruolo da Sindaco -, fece un’azione che gli attuali amministratori del Pd si sognano…
GERGIEV NON DIRIGE…
Il direttore d’orchestra Valery Gergiev, considerato dagli esperti uno dei massimi viventi, domani dunque non sarà presente “nell’atto delle sue funzioni” nella Reggia di Caserta, la cui direzione alla fine, nei giorni scorsi, ha annullato il big event che avrebbe avuto Gergiev come protagonista. Le polemiche non sono mancate, mentre fino a qualche tempo or sono non sarebbero neanche iniziate: la Musica, l’Arte, la Cultura ci entrano, ma solo fino ad un certo punto. Il fatto dirimente è che Gergiev è un sodale, e suo attivo, sfacciato propagandista, di un certo Vladimir Putin: non è solo che non lo abbia mai condannato (come molti cercano goffamente di accreditare), è che si tratta proprio di uno che fa dichiaratamente propaganda per il dittatore post sovietico. Poteva fare il muratore, l’imbianchino, il dj: l’alto ruolo culturale – con relativa visibilità – che si è conquistato con il suo indubbio talento (che nessuno ovviamente discute), è semmai una aggravante, non certo una esimente rispetto alla scelta casertana. E poi: perché l’Unione europea – finanziatrice dell’evento – dovrebbe di fatto pagare il concerto diretto da un filoputiniano, di grazia?
Stupisce che Marco Patricelli (Libero, 22 luglio, pagina 10) scriva le stesse cose di Travaglio, allineandosi alle posizioni delle Zacharove di turno; ed ancora più singolare che tiri fuori il passato, per condannare il rifiuto casertano. Prima, cita fior di musicisti, che ascoltiamo ancora nonostante esplicite simpatie naziste (Richard Strauss); poi, resosi conto che una cosa è un compositore ed altra un direttore d’orchestra, cita Furtwangler, grandissimo direttore d’orchestra: anazista, ma rimasto fino alla fine a dirigere grande musica a favore del Terzo Reich e di Hitler (ultimo concerto, il 28 gennaio 1945: il giorno dopo la liberazione di Auschwitz!). Senza però dire una cosetta: che i vari Strauss e Furtwangler furono dopo il Nazismo pubblicamente processati, sebbene poi assolti. Non certo invitati chissà dove, a spese delle istituzioni democratiche. Proprio perché non si riusciva a tenere del tutto separata l’Arte dalla propaganda politica dittatoriale.
Tanti sbraitano di russofobia, a partire dall’insopportabile scrittore Paolo Nori, principe dell’intellettualità chiagni e fotti; fino poi ad essere smentiti a chiocco, con il Comune di Bologna che – se possibile, in modo ancora più corretto che Caserta con Gergiev – annulla il concerto diretto dal maestro Romanovsky: il quale non solo non è russo, ma è ucraino (e ha studiato in Italia). Dove sarebbe dunque la russofobia imperante?
Romanovsky ha un solo, minuscolo difetto: ha suonato, giusto per compiacere Putin, sulle macerie di Mariupol, città martire ucraina, rasa al suolo dai macellai putiniani. Per tanti, un titolo di onore, non solo in Russia: a questo, siamo ormai allegramente arrivati. Al mondo al contrario: con Vannacci, a proposito, che dice che fra Putin e Zelensky, lui starebbe con il primo (almeno lui è sincero)…
LA TANGENTOPOLI DI ZELENSKY
Per la prima volta da quando Putin ha invaso l’Ucraina (24 febbraio 2022: ma – come si sa – è colpa degli ucraini e della Nato che abbaiavano, come cani, alla Santa Madre Russia, Papa Francesco dixit), tanta gente è scesa in piazza – a Kiev, Odessa ed in altri contesti occidentali – per protestare contro il provvedimento di Zelensky, che di fatto metteva fuori legge due importanti autorità anticorruzione.
Ha colpito molto il fatto che, accanto ai tanti giovani, ci fossero anche non pochi mutilati di guerra: gente che ha perso uno o più arti, a furia di abbaiare contro il povero Putin; vista la mala parata, con il combinato disposto di rischio di crollo del fronte interno e del rimbrottone della Unione europea (la quale ha fatto assai bene a fare sentire la propria voce), Zelensky ha detto che ritirerà subito il provvedimento, facendone un altro più consono ai dettami europei.
In soldoni (visto che di corruzione si tratta, sic): il Presidente ucraino ha commesso un grave errore politico, e gli è toccato rimangiarselo, facendo una figura – diciamocela tutta, noi che lo abbiamo spesso apprezzato e difeso – a dir poco barbina.
Sempre in soldoni, questa volta comparativi: in Ucraina, la gente può scendere in piazza (nonostante la Legge marziale, peraltro), mentre in Russia sarebbe stata caricata, arrestata e in qualche caso massacrata; in Ucraina, un Presidente può fare una poponata (grossa), ripensarci, ed avviare poi un percorso condiviso, senza bisogno di ammazzare un paio o tre della nomenklatura, tanto per non perdere l’abitudine. Si potrebbe continuare: questa fiammata di mezza estate, è stata una figuraccia di Zelensky, ma una grande, grandissima prova di maturità democratica del popolo ucraino.
Non stupisce, dunque, che la causa ucraina non scaldi le piazze italiote (non le abbia mai scaldate), e che anzi gli stessi stiano assai sulle palline ad un ragguardevole numero di italiani: sono in genere (con tutte le eccezioni del caso, si capisce) coraggiosi, dimostrano con i fatti di amare la democrazia, si battono – sfidando la Legge marziale – contro la corruzione di buona parte del loro ceto politico: rappresentano, in concreto, l’antitesi dell’italiano medio…
Ps In settimana, ci ha lasciato Giuseppe Tornesi, per tutti Beppe: classe 1939, selvaiolo, di professione postino, per vocazione allenatore di calcio, nonché factotum del benemerito Cross dei rioni. Ha educato allo sport generazioni di giovani senesi, selvaioli e non. La sua grandissima passione per l’arte pedatoria, era pari alla sua latitanza dal punto di vista della tattica: se fosse stato più bravo a gestire formazioni e schemi di gioco, avrebbe magari vinto di più; ma lui ha fatto imparare i valori dello sport a tantissimi, dando concretamente l’esempio: nella polvere, insieme ai suoi virgulti, stava anche lui, a sudare. Ed è questo, più di ogni altra cosa, che ha fatto e fa di lui un vincitore…









La Russia, con cui non siamo in guerra, è ancora uno dei nostri grandi fornitori energetici… nel 2024 ci ha venduto 6.2 miliardi di metri cubi di gas, in aumento (come nel resto d’europa) rispetto al 2023. Che senso ha poi censurare gli artisti russi? Non capite che è semplicemente il piccolo costo da pagare per la libertà di opinione e per potersi definire democratici? Se nessuno (picierno in primis) avesse promosso la crociata, l’evento non avrebbe assunto alcun significato politico. E tu Eretico, auspichi un processo a Gergiev per come la pensa? Allora censuriamo anche Caravaggio che era un criminale
Caro Gp,
quanto all’amico fraterno nonché propagandista del macellaio Valery Gergiev, mi accontento che non lavori in Italia, ben pagato dalla Ue: così come, almeno per oggi, è accaduto. Ogni tanto arrivano anche buone, buonissime notizie: e non è assolutamente vero che così facendo – come scrive ovviamente Travaglio – ci mettiamo sullo stesso piano della dittatura russa, tutt’altro.
Caravaggio – scusami se te lo dico – non ci entra un mezzo fico secco con un Gergiev del 2025: i suoi problemi con la Legge erano personali, privati, non derivanti da rapporti con macellai del suo tempo. E non mi risulta facesse propaganda diretta a gentuccia come Putin: aveva committenti esigenti e certo discutibili, ma la sua sublime Arte non si è mai direttamente piegata alla propaganda (che io sappia, almeno: il Tomasino nazionale, sull’argomento, ne sa certo di più).
Quanto ai processi, per chi suona o dirige orchestre sulle macerie (e quindi sui morti ammazzati) volute dai dittatori amici, ti ammetto che non mi dispiacerebbero affatto, come infatti era prassi prima dell’attuale mondo al rovescio: tutti amiamo la scrittura di un Celine, ma al contempo vediamo in lui il filonazista che era. Ne ammiriamo la grandezza di artista (scrittore), ne condanniamo lo schifo totale di uomo che era: tale e quale Gergiev, e tantissimi altri come lui…
L’eretico
Su Gergiev, tutto ok. Ma perché l’ipocrisia di annullare il concerto per motivi di ordine pubblico? Perché non è intervenuto il governo direttamente ad annullarlo perché persona indesiderata?
Il mio commento è incentrato sulla nostra libertà, non sulle amicizie dei dittatori stranieri. Se non siamo disposti a pagarne il misero prezzo, siamo meritevoli di perderla.
La protesta in Ucraina ci dimostra che, nella sostanza, sia stata la popolazione a preferire la guerra a dover di nuovo sottostare ai russi.
Senza una volontà prevalente, Zelensky non avrebbe fatto nulla, se non scappare nelle prime 24 ore di invasione.
La visione dei popoli come turisti della storia è tipicamente italiana, in quanto furbesca, deresponsabilizzante.
Spesso ci diciamo: non ci meritiamo questa classe dirigente!!!
Ma perché?
L’italiano medio si nutre di facile indignazione, ma l’essenza del suo rapporto con babbo stato è il tornaconto personale.
Se l’articolo del corriere (i segnali dei pm al pd..) fosse vero, ci sarebbero i connotati mafiosi, della metastasi istituzionale.
Nella meloni, comincerei con i gesti scaramantici: le prime pagine delle “prestigiose” riviste internazionali segnano spesso l’inizio della parabola discendente.
Quella ucraina è una democrazia giovane e imperfetta, molto imperfetta oserei dire. In questo specifico caso mi verrebbe da reinterpretare un vecchio detto: italiani e ucraini stessa faccia stessa razza. Il popolo si indigna per la corruzione e l’avallo ad essa, accadeva anche a noi agli inizi degli anni ’90, adesso un po’ di meno purtroppo, anzi sembra quasi sdoganato sia a destra che a sinistra (Ricci abbracciato non si può vedere) il fatto che fare l’amministratore comporti dei rischi e quindi diventa normale essere indagati per fatti legati alla corruzione, magari tra un po’ d’anni accadrà anche agli ucraini. Altro parallelo è la scelta del leader che non deve avere una particolare visione politica ma deve proporre all’immaginario collettivo una funzione salvifica, quasi messianica, per rimanere alle nostre latitudini un Unto dal Signore… i paralleli non finiscono qui, un ex comico che finisce la sua fiction televisiva sparando sul parlamento e per questa sua battaglia contro la corruzione ed i partiti (anche se finta) finisce per essere votato dal popolo. Riconoscere che Zelensky non è un nuovo Churchill, che il popolo ucraino si è fatto abbindolare dal salvatore di turno (nel fare questo noi italiani abbiamo una certa esperienza anche se abbiamo una democrazia pià matura) non vuol dire essere pro Putin il quale rimane comunque un arnese politico che, approfittandosi delle conoscenze acquisite durante il periodo sovietico, è riuscito ad agguantare il potere in una democrazia fragile ed ha lasciato che questa si trasformasse in un sistema asservito al suo volere personale. Gli ucraini riscuotono la mia stima e la mia solidarietà umana (anche se serve a poco), molto meno i loro governanti, speriamo che la loro personale “mani pulite” ottenga l’effetto di migliorarne il governo anche se, in tempo di guerra, purtroppo la democrazia rimane in stand by.
Ultimo su Beppe Tornesi, avuto più volte come allenatore avversario nei tornei di calcio, veramente una bella persona, vera e schietta, anche lui purtroppo finisce nel Pentheon dei senesi di una Siena che non esiste più e che non so se saremo mai capaci di esserne all’altezza. Riposi in pace.
Accordo USA-Ue : debacle totale, ci siamo appecoronati. Meloni: un buon accordo. Ci mettono i dazi e ci impongono 600 miliardi di investimenti da fare in USA e centinaia di miliardi di acquisti di gas e armi a prezzi esorbitanti e divieto di acquistare chip dalla Cina. Ci siamo arresi senza nemmeno provare a combattere. Una vera schifezza di accordo. Ursula dovrebbe essere costretta a dimettersi.
Da Milano a Pesaro, da Torino ( dove certo deputato Laus è accusato, tra l’altro, di aver elargito attraverso una cooperativa stipendi a moglie, figli, compagni di partito, senza controprestazioni in cambio) a Bari ( dove Emiliano, a scadenza di mandato, si è fatto nominare nel consiglio del Teatro Petruzzelli)……
il PD schleiniano sta viaggiando a vele spiegate
Fausto
Caro Fausto,
hai fatto molto bene a ricordare altri casi del Pd schleiniano (vale a dire di colei che voleva fare piazza pulita dei cacicchi); ieri sul Corriere della sera si evocava la “pazza idea” di Conte: fare perdere (perdendo lui stesso) le Marche e la Campania, pur di fare sloggiare la Schlein, per poi prendere lui la guida dell’opposizione. Forse il devoto di Padre Pio non ha ancora capito che se il Pd riuscisse a fare fuori (politicamente) la Schlein, tornerebbe competitivo per il Governo del Paese, almeno in linea ipotetica (adesso, con questa leadership, neanche quella)…
A Roberto: perso fra escursioni e saune in Sud Tirolo (a proposito: grazie Ottavio per gli auguri!, non ho ancora ben guardato nel dettaglio, ma in effetti un clamoroso successo della Ue non mi pare proprio che ci sia stato…
L’eretico
Strano, la Meloni ha detto che è un buon accordo, non le credi?
La Meloni? Mi ha deluso. Si è allineata alla politica suicida e pecorona dell’UE. Il PD si lamenta dell'”oca giuliva” Von Der Leyen, ma scorda che l’ha votata per la sua rielezione. L’accordo dei dazi con gli USA sarà una rovina per l’Unione Europea; prepariamoci a tempi grami. Ma cercare di fare la pace con la Russia, no? L’Ucraina ha ormai perso, anche noi, la guerra con la Russia e trovare un’intesa per finirla sembrerebbe l’unica soluzione. Pensare che la Russia ci forniva il gas ed energia a bassi prezzi rispetto agli attuali; anche l’Ucraina beneficava di agevolazioni in molti suoi settori economici; ora vivono tra morte e rovine. Pensare che il responsabile della disgraziata guerra Ucraina e Russia, l’arzillo Rimbambiden, se la sta godendo in una villa vicino alla spiaggia in Florida oppure in California, senza avere pagato nulla per le sue stranezze. Non è da escludere che, al riparo di un ombrellone, stia conversando con Lincoln, Roosevelt, Kennedy ed altri presidenti defunti, vantandosi dei grandi risultati raggiunti nella sua presidenza.
Gnamo Roby… la prossima volta mandiamoci la Schlein a trattare… insieme Boccia…
Per carità, il duo che hai citato è veramente imbarazzante, hai ragione, ma Gioggia ha detto che è un buon accordo, per cui per te è un buon accordo. Ho sempre sostenuto che se per assurdo Gioggia dicesse che la sabbia è buona, voi seguaci mangereste sabbia. La vostra fede politica nel capo di turno è da ammirare.
Apropos caso Ricci: io sono un vecchio garantista. Per me sono innocenti tutti fino a prova contraria, anche se gli indagati sono di sinistra, la quale però è in gran parte autoritaria, giacobina e illiberale e i processi li fa in piazza. Certo, una piazza virtuale, perché gli attivisti di sinistra oggi non si sporcano più le mani a parlare con il vulgus, come invece faceva il vecchio PCI.
Genieß deinen Urlaub in Südtirol, Häretiker!
Scandali del PD, spesso sicuri, scandali della destra, molto di meno.Tra le varie beghe che tormentano il mondo c’è quella di Gaza, bambini uccisi per fame, vittime su vittime con cronache giornaliere sempre aggiornate. Parlano di Palestina libera, ma chi libererà le donne da un regime totalitario mussulmano che nascerebbe da nuovo Stato in cui c’è la sospetta presenza dei rappresentanti dell’ISIS? Prima togliere il marciume dei fanatici religiosi, allora si potrà parlare di una Palestina veramente libera. Ultima considerazione: a Komanda nel Congo sono stati trucidati da fanatici dell’ISIS, sempre loro, quaranta fedeli in una Chiesa Cristiana. Poco risalto nei media dell’avvenuto; non fanno notizia di tendenza. Due pesi e due misure. Ma dove vogliamo andare?
Non facciamo confusione… l’isis sta dall’altra parte… ultimamente ha rivendicato gravissimi attentati in Iran e Russia. L’isis non ha mai sfiorato israele, anzi, l’ex ministro israeliano Liberman ha dichiarato recentemente che israele sta armando jihadisti filo isis per combattere hamas, quindi i rappresentanti dell’isis, se e quando saranno al potere in palestina, ci saranno perché ce li ha messi nethaniau (più o meno come in siria)
Se per questo, anche gli israeliani hanno bombardato una chiesa cristiana durante le celebrazioni, e i coloni sionisti avevano già cominciato a trattare anche i cristiani come i palestinesi, per cacciarli dalla loro terra promessa. E guarda caso, come sempre, i coloni iniziano e l IDF interviene a supporto.
Che l’Israele e Hamas e soci si comportano male è ormai evidente. Il mio commento era una critica ai media italiani che non hanno messo abbastanza in evidenza il fatto che 40 cattolici innocenti sono stati trucidati dall’Isis. E’ giusto sapere e criticare che gli abitanti di Gaza, di cui molti innocenti, stanno morendo di fame e di sete (ringrazino anche Hamas che si nasconde vicino agli ospedali), ma tutte le notizie devono avere lo stesso rispetto e comunicazione. Perché i morti cattolici sono considerati di serie B?
Io direi che nessuno distingue tra vittime dei terrorismi (compresi quelli di Stato). Il fatto è che nessuno qui in occidente è sostiene l’Isis, ma l’occidente tutto continua sostenere Israele e non fa nulla per fermare i massacri a Gaza, se non dire che è inaccettabile, ma continuiamo a fornire armi e nessuna sanzione.
Caro Eretico visto che hai accennato a Sinner, mi chiedo come mai scateni l’indignazione di tanti per il fatto di aver portato la residenza fiscale a Montecarlo, e gli stessi poi non mostrano la stessa indignazione per quell’Angelucci, che fa milioni a palate con i soldi della sanità pubblica, (arrotondando per altro con lo stipendietto da parlamentare grazie agli amici che lo hanno nominato) e che ha la sede della sua società in Lussemburgo. Per lui nessuna parola di sdegno?
Caro Roberto,
massima disistima personale per Angelucci, ma il paragone non è proprio calzante: egli non è mai stato additato ad esempio da seguire agli altri, specie ai giovani: è un imprenditore per così dire “scafato”, il quale ha visto bene di diventare proprietario di giornali per difendere se stesso ed i suoi amici rispetto a qualsivoglia problematica (non è certo il primo, non sarà l’ultimo: in Italia, funziona così da decenni). L’italiano medio, poi, Angelucci non sa neanche chi sia, per capirsi…
L’eretico (da Maria Trens: e non si faccia finta di sapere dove è, senza consultare Google)
Il problema è proprio quello, gli italiani non sanno manco chi sia e lo mandano anche in Parlamento. E il quarto potere ormai in mano quasi totalmente in mano alla destra , angelucci compreso con i suoi giornali filo meloniani e filoleghisti, non aiuta a sapere chi sono realmente questi personaggi.
Buongiorno.
L’ho scritto la settimana scorsa.
A me rompe molto di più assai che ENEL ed ENI, ossia lo stato italiano, abbiano sede legale in olanda.
Lo stato italiano non paga le tasse in Italia ma in olanda!
Immagino che tutti sappiano chi sianoo Enel ed ENI.
Altro che un tirolese.
Saluti
F
fuori tema….ma argomento probabilmente su cui riflettere
IL TURISTA CHE NON SPENDE UN PATRIMONIO PER STARE UNA GIORNATA O 2 A SIENA, COSI’ COME A FIRENZE ( per non andare oltre i 70km distanza )
la risposta dei ristoratori,
a Siena, la città non offre eventi
a Firenze, i turisti vanno nei supermercati per fare un pranzo…
allora…..da dopo il COVID siamo pieni di luoghi dove mangiare, con doppi turni e rizzati ( se sei nel primo turno ), prezzi alle stelle per un primo piatto
non è forse che la risposta non sia nella città mancante di eventi/attrazioni ma di prezzi non piu’ “per tutti” sostenibili?
Caro Leonardo,
se mi riesce, domani sera dopo la cena tirolese – la quale, come noto, avviene in orari da ospedale – oppure al rientro a Sienina, domenica, pubblicherò un pezzo sull’esperienza in Sud Tirolo (tanto vale denominarlo così), e quindi di turismo – e non solo, ovviamente – si parlerà ad abundantiam…
L’eretico, da Maria Trens (che giustamente nessuno, senza spippolare, conosce)