Eretico di SienaCaso Rossi: la più grande bufala italiana del XXI secolo - Eretico di Siena

Caso Rossi: la più grande bufala italiana del XXI secolo

Non nascondo ai lettori di provare un certo qual imbarazzo, con la Terza guerra mondiale alle porte (di cui ovviamente si scriverà nel prossimo pezzo), nello scrivere della “più grande bufala italiana del XXI secolo” (copyright mio: lo dissi appena uscito dall’audizione alla Commissione parlamentare I, 16 settembre 2021).

Ma una cosa è certa: sulla ineunte Guerra mondiale scriverò cose – credo e spero – stimolanti, magari utili a fare capire meglio il passaggio cruciale che stiamo vivendo; scrivendo invece del Caso Rossi – e lo dico con grande amarezza – credo di svolgere un ruolo piuttosto importante, in democrazia (visto che a livello nazionale tutti ne parlano più o meno allo stesso modo, salvo Antonella Mollica del Corriere della sera e pochissimi altri): quello di fare conoscere una campana diversa, magari anche vagamente documentata, su questo incredibile Caso; il quale fa vedere a cosa si possa arrivare, quando la politica, certi media e gli interessi economici di alcuni si raggrumano.

I lettori mi perdoneranno la inusitata lunghezza dell’odierno pezzo (il doppio del solito), con taluni passaggi ripetuti anche piuttosto di fresco: ma non tutti i lettori che lo leggeranno, leggono da par loro tutti gli articoli del blog, e poi – come diceva Montanelli – in Italia non c’è niente di più inedito di ciò che è già stato stampato…

 

LA RISPOSTA DELLA PROCURA

La situazione, ovviamente, è in piena, pienissima evoluzione: come nella guerra contro l’Iran, da un momento all’altro può accadere di tutto. Ciò detto, la Procura di Siena, per adesso (7 marzo 2026), ha risposto alla enorme pressione mediatica e politico-istituzionale (Commissione parlamentare bis) con il minimo del minimo sindacale: vale a dire l’apertura di un fascicolo modello 45 (significa che non si sa neanche, ad ora, quale sarebbe l’ipotesi di reato!).

Che sia il minimo del minimo sindacale, lo si capisce dalla reazione stizzita per esempio dell’onorevole Rizzetto: quel tipo di fascicolo aperto dalla Procura, ed affidato ai PM De Flammineis e Lodovici – a fronte delle consulenze della Commissione -, attiene semplicemente all’obbligatorietà dell’azione penale. Non potevano fare altrimenti, insomma.

Ieri, durante lo show in Archivio di Stato (di cui si scriverà alla fine), in più di uno – fra legali ed onorevolissimi – hanno detto che il fascicolo 45 non va per niente bene (ci vuole subito il 44, eh); e c’è chi ha aggiunto che le indagini – per omicidio, ovviamente – vanno fatte subito, ma non devono essere affidate in alcun modo alla Polizia giudiziaria di Siena.

Quando si dice l’autonomia dei poteri, eh: qui la politica fa – tramite la Commissione -, arriva a conclusioni (tutte sue), e poi pretende che la Magistratura si adegui, ed anche alla svelta: dicendo financo chi dovrebbe fare le indagini, nonché di dove dovrebbero essere – o comunque non essere -, coloro che indagano. Si deve indagare; si deve indagare per omicidio; devono indagare persone non appartenenti alla Polizia giudiziaria della Procura di Siena: c’è altro, poi?

Giustizia à la carte: un esempio più clamoroso, in tutta franchezza, sarebbe arduo da trovare…

 

LA GRANCASSA MEDIATICA E POLITICA (VERSO IL REFERENDUM)

Come scritto decine e decine di volte, da sempre (dal 2017 in particolare) il Caso Rossi è essenzialmente un Caso mediatico-politico. Da insegnare nelle aule universitarie, quando si sarà definitivamente afflosciato (ancora un paio di anni pieni ci vogliono).

C’è però una differenza con i lunghi anni passati, a questo giro: ormai – a parte “Chi l’ha visto?” (se non mi sono perso qualcosa, eh) – non vi è più alcun programma del prime time che non lo abbia affrontato. Non è più solo prerogativa delle Iene o di Quarto grado. Ormai si va a reti pressoché unificate: manca solo RaiGulp, che forse sarebbe il canale più appropriato per trattare la bufala in oggetto…

La politica, poi, ha sempre strumentalizzato il Caso in questione: il centrodestra in particolare, e Renzi da “sinistra”, specie da quando uno dei PM che hanno indagato si è interessato a lui (Antonino Nastasi). Ma nessuno potrebbe scorgere alcun nesso causale fra le due vicende, ci mancherebbe altro.

In questi ultimissimi giorni, poi, siamo in fase pre referendaria: ergo è spuntata fuori l’onorevole Matone (Lega), la quale ha messo in evidenza le presuntissime negligenze del CSM nel non avere sanzionato i PM senesi; poi – poteva mancare? -, l’onorevole Rizzetto – attivissimo a favore della famiglia nel corso della Commissione I -, il quale non solo pretende l’apertura di un nuovo fascicolo per omicidio a furor di opinione pubblica, ma adesso non gli va neanche bene che sia stato aperto a Siena invece che altrove (lui conosce a menadito Montesquieu ed il delicato tema dell’autonomia della Magistratura dalla politica, eh: si nota subito); infine, il succitato Renzi, ripreso mercoledì in pompa magna da Il Giornale – quotidiano ovviamente schieratissimo per il Sì -, il quale si scaglia, fra l’altro con parole di inusitata violenza, contro l’operato degli allora magistrati senesi che lavorarono sul Caso in questione.

Giova riprendere giusto un passaggio del suo intervento a RadioLeopolda, con la sua lettura della morte di Rossi: “…lì è successo un fatto enorme che si è tentato in maniera precipitosa di derubricare come qualcosa legato a difficoltà personali o a turbe”. Per Renzi, dunque, David Rossi non aveva alcuna difficoltà personale, nel momento del suicidio (per lui, ovviamente omicidio): avrà mai letto i verbali, controfirmati dalla moglie, in cui si affermava l’esatto contrario? Saprà dei tagliettini che si era autoinferti il Rossi prima del suicidio (se ne riparla sotto)?

Ci vuole financo un disegnino, per capire che è tutta, e solo, una mera strumentalizzazione politico-mediatica? Che l’attacco alla Magistratura – a livello locale, poi a livello nazionale erga omnes – è la motivazione politica che ha alimentato la boutade sin dall’inizio?

Guarda un po’ il caso, si arriva ad una relazione intermedia (che per la Commissione I non c’era assolutamente stata, si noti), la quale cade proprio a fagiolo prereferendario (e qui non esiste par condicio): in pienissima campagna elettorale, a 17 giorni dal voto, si fa una conferenza stampa tutta gestita da politici, i quali – in modo diretto o indiretto – accusano i PM di avere fatto male il proprio lavoro. Toh.

Risulta davvero curioso, il fatto che tanti “analisti” – i quali di solito si presentano come sofisticati decrittatori del contropotere e della controinformazione, autentici “neopasoliniani da social”, sic – non riescano poi a vedere quando il Potere (leggasi esponenti di Partiti, anche ben diversi) si coalizza sfacciatamente – in questo come in altri casi, ovviamente -, per portare avanti una verità di comodo. Una verità che faccia comodo a tutti i detentori (detentori attuali, si badi bene) del Potere stesso, i quali adesso vogliono solo usare questa clamorosa bufala per attaccare la Magistratura; con il plauso di coloro che pensano di cogliere la luna, ed invece a malapena colgono il dito, facendosi intortare ben bene da politici (e testimoni, per inciso), i quali si qualificano da soli…

 

UNA CHICCA, GIUSTO PER RINFRESCARE LA MEMORIA

Non saprei neanche da dove iniziare, per fare emergere le clamorose – ed un po’ sospette, si converrà – differenze fra la narrazione iniziale dei familiari di Rossi (suicidio, senza ma e senza se), e quelle di loro stessi dopo il cambio di narrazione (omicidio, senza ma e senza se); del tutto casualmente, il passaggio coincide de facto con il diniego di banca MPS di accogliere le richieste economiche (1 milione e mezzo di euro), pretese – tramite l’avvocato Goracci, allora legale della vedova – da Antonella Tognazzi dopo la morte del marito. Come scritto decine di volte: la Commissione senta l’ex manager MPS Ilaria Dalla Riva, e le chieda se la circostanza è vera o meno; di più: se c’è da querelare qualcuno per queste affermazioni,, si quereli lei…

In questo autentico florilegio, in questa antologia del tutto e del suo contrario, mi piace scegliere una chicca delle più gustose: sia per quanto è significativa in se stessa, sia perché in questo caso si assiste all’unicum della figlia – Carolina Orlandi, pasionaria della tesi omicidiarista – la quale sbugiarda, nero su bianco, la madre (la madre versione secondo tempo, diciamo).

La sera prima del suicidio, è la sera in cui la famiglia (moglie e figlia della moglie) si accorge dei taglietti autoinferti da David Rossi: tipico segnale presuicidario, anche se ovviamente non tutti coloro che praticano il cutting poi si ammazzano, Deo gratias.

Lo scorso 26 febbraio – sul Corriere di Siena – per l’ennesima volta, la Tognazzi ripete il mantra secondo cui “…si diceva che David fosse fuori di testa e invece era centratissimo e non avrebbe mai compiuto quel gesto” (dopo avere detto – in tre verbali tre, di fronte alla Polizia giudiziaria, fra aprile e giugno 2013 – che si era suicidato, dopo l’impattante perquisizione del 19 febbraio e, fra l’altro, per paura di essere arrestato); nel perdibilissimo libro di Carolina Orlandi “Se tu potessi vedermi ora” (Mondadori, si noti), così la stessa figlia descrive la triste scena della sera prima del suicidio, dopo che la moglie si era giustamente inquietata per il cutting del marito:

“Lui se ne stava in silenzio, lo sguardo basso come un bambino che si lascia sgridare…”David, sei diventato paranoico! (ma non era “centratissimo? boh, Ndr) La devi smettere di fare così. Hai delle responsabilità, hai una famiglia, hai noi, me e Carolina. Ti rendi conto? Non ce n’è motivo, smettila. Capito? per favore. Guardami! Non puoi più fare così. Non ha senso. Guardami! Fai paura anche a Carolina”…sentivo mia madre urlare. Sperava di scuoterlo, di riportarlo alla realtà. Lo ripeteva spesso anche a me. “David è paranoico, non lo capisco più, è sempre preoccupato, non mi ascolta…” (pagg. 6-7, opera citata).

Per completezza di informazione, la mattina dopo la moglie telefonò – comprensibilmente angosciata – al cognato Ranieri Rossi, per esortarlo a parlare al più presto con il fratello, il quale era nelle condizioni pietose (nel senso latino, e non solo) di cui sopra. I due andarono il giorno stesso (quello del suicidio) a pranzare insieme, con David che non era neanche in grado di capire – se non dopo due telefonate ad hoc – dove fosse esattamente l’appuntamento: testimonianza a verbale del fratello di Ranieri. Fatti, non opinioni.

Oggi, invece, anche quella sera e quel giorno David Rossi era “centratissimo”: ognuno ragioni – chi può, almeno – con la sua testa, e faccia le sue considerazioni…

 

IL GIUSTI MISURATO BEN BENE

Questa vergognosa vicenda ha già visto varie persone (del tutto innocenti) tirate di mezzo, in questi 13 anni: e tutto ciò, per il più classico – e preannunciato dal suicida stesso -, fra i suicidi.

Il primo, purtroppo per lo scrivente, fu lo scrivente stesso, additato pubblicamente e a livello nazionale come istigatore del suicidio di colui che per tutti – a partire, per l’appunto dalla famiglia – si era ammazzato (nessuno ha mai chiesto scusa, neanche a 13 anni di distanza); poi, è stata colpa dei PM (Marini, ed anche Natalini e Nastasi), i quali avrebbero fatto in modo pedante le indagini: e si arrivò fino alla vergognosa indagine su di loro, ovviamente del tutto evaporata a Genova (ora fa comodo riparlarne almeno un po’, più che altro per attaccare il CSM in vista del Referendum); poi, per anni ed anni, un galantuomo come Giancarlo Filippone è stato messo di mezzo, con insinuazioni le più basse possibili, siamo arrivati financo ai controlli sugli orari per arrivare da casa sua al luogo del suicidio (Filippone era stato chiamato da Antonella Tognazzi per andare ad aiutare il Rossi, si ricorderà); ora, da novembre 2025 – in pieno crescendo rossiniano – siamo arrivati al gran finale (per ora, perché lui sarebbe “solo” il palo degli assassini): Francesco Giusti.

Grazie alla testimonianza di una teste autorevolissima quale Giovanna Ricci – la quale peraltro si innesta in toto sulla narrazione della pista mafiosa, da anni ed anni propagandata da Maurizio Montigiani -, a causa delle sue “movenze degli arti inferiori” intuite dalla Ricci nel famoso fotogramma dell’uomo con il cellulare che fa capolino sul Vicolo, Francesco Giusti è diventato – a partire dalla trasmissione Far West – il capro espiatorio della campagna autunnale invernale della Commissione. Con rito stalinian-lombrosiano, anche a questo si è arrivati: il riconoscimento di uno, guardando la sua camminata, colta peraltro in un fotogramma in cui si vedono pochi passi.

Dalla Relazione della Commissione (pagina 21), le parole della Ricci:

“Seppi la sera stessa dell’omicidio più o meno chi era presente lì intorno al vicolo. Poi Maurizio Montigiani mi disse che fra le poche persone presenti, o a piedi o munite di auto, c’era anche la sagoma, che io ho riconosciuto, di Francesco Giusti, che si affaccia al vicolo di Monte Pio con il telefono in mano per vedere se c’era qualcuno e poi arretra” (18 novembre 2025, in Commissione: 12 anni abbondanti dopo la morte di Rossi); ed ancora: “Ovviamente, quando poi il video fu pubblicato sul web, lo riguardai tante volte: riconobbi Francesco Giusti…siccome conosco molto bene Francesco Giusti, l’ho assolutamente visto nelle movenze, soprattutto degli arti inferiori, perché ha un modo di muoversi e di camminare molto particolare”

Giovedì scorso, il buon Giusti – grazie a questa dirimente testimonianza – è stato addirittura misurato con il metro per tre volte da carabinieri in trasferta da Roma (quelli di Siena non erano capaci?): come questo blog aveva brillantemente anticipato, il Giusti è alto 1,68, 1,70 con le scarpe da sport. Pare di capire che, più o meno, la sua altezza coincida con la proiezione antropometrica di quello che si affaccia: e se anche fossero alti (o bassi) allo stesso modo? Ci si rende conto di ciò cui si sta assistendo?

In città – si fa sommessamente notare – non abbiamo riscontrato una singola voce che abbia pubblicamente difeso Francesco Giusti, così come ben pochi in pubblico difendevano Giancarlo Filippone, illo tempore.

Non certo perché vada difeso a priori, anzi: il Giusti va difeso a spada tratta per le inquietanti modalità da cui è stato fatto nascere l’infamante sospetto su di lui. Se uno può essere riconosciuto da un fotogramma, a cagione della sua (ovviamente del tutto presunta) camminata, il famoso garantismo – di cui tanti si riempiono la bocca – ce lo possiamo dimenticare: ma tutti zitti, si vede che va bene così…

Il buon Giusti ha ovviamente denunciato per calunnia Giovanna Ricci, e martedì lui sarà in Commissione (su richiesta sua: la Commissione non ne aveva nemmeno fatta richiesta!); scommettiamo che sarà sottoposto ad un fuoco di fila di domande, tutte tese a farlo cadere in eventuale contraddizione (a 13 anni di distanza, noi tutti sapremmo ricostruire al singolo minuto cosa facemmo quella sera, no?). Scene già viste con il Filippone, peraltro.

Il Giusti sarà dunque torchiato; la ottima Giovanna Ricci, invece, è stata sentita (due volte, in segretato e in modalità pubblica) con i guanti bianchi: così è, se vi pare; ed intanto, se andate su Chat Gpt, anche da Melbourne o da Acapulco uno può venire a sapere che ruolo abbia avuto Francesco Giusti quel 6 marzo 2013…

 

LA COMMISSIONE A SIENA (CON VIDEO AL SEGUITO)

Eccoci dunque al gran finale, alla ciccia autentica: la trasfertona della Commissione di inchiesta bis a Siena, ieri, per la conferenza stampa in cui – per la ennesima volta, quasi a volere confermare in primo luogo se stessi – si ripete che David Rossi è stato ucciso, e che nessuno osi in alcun modo mettere in dubbio questo assunto (per assurdo che sia, come ancora una volta toccherà ribadire a rigore di razionalità). Manca un chiaro movente (mentre quello suicidario è invece più che acclarato per tabulas), mancano gli assassini (ma c’è il palo, dai), all’inizio tutti erano strasicuri del suicidio, però è stato ammazzato, eh…

La sede preposta alla conferenza stampa – l’Archivio di Stato, luogo di studio serio e di Historia, ove sono custodite, fra le altre cose, le meravigliose Biccherne – ci è sembrato del tutto distonica, rispetto ad una iniziativa prettamente politica, fra l’altro – come già detto – legatissima al presente referendario: ma al contempo ben sappiamo che l’Archivio è istituzione ministerial-statale, dunque era probabilmente impossibile dire di no a chi lo pretendeva.

Oltre al Presidente della Commissione parlamentare – l’euforico avvocato di Fratelli d’Italia (ex Lega) – Gianluca Vinci (il Presidente di Commissione più intervistato della storia delle Commissioni), oltre alla presenza del grande sponsor politico delle due Commissioni – l’onorevolissimo Rizzetto, anche lui fratello italiano, ma con un passato di pentastellato -, a nostro modo di vedere l’evento si è risolto in una sorta di one man show del dottor Robbi Manghi, il mega-super-iper consulente che ha umiliato, con la sua illuminante consulenza, fior di professori ordinari, nonché l’anatomopatologa più autorevole d’Italia  (la dottoressa Cattaneo). Nessuno aveva capito, ciò che al dottor Robbi Manghi non è invece sfuggito: oh, se uno è più bravo e capace degli altri, bisognerà pur dirlo. E bisognerà pur dare retta a lui, invece che a figure evidentemente autorevoli come la Cattaneo, non però capaci di reggere il peso e l’autorevolezza del Curriculum vitae del Manghi (la cui lettura si raccomanda vivamente). En passant, e a proposito di ciò: il dottor Robbi Manghi risulterebbe un medico, specializzato in Geriatria: scienza medica fondamentale, specie oggi con l’invecchiamento della popolazione, ma forse non direttamente afferente con l’analisi dei corpi (peraltro non de visu, per ovvi motivi). Bazzecole, robetta tirata in ballo dagli invidiosi, che non sanno capacitarsi della scoperta di Robbi.

Il Robbi nazionale ha infatti conquistato tutti, con la sua acribia ed inarrivabile perizia; fra le varie perle, la più preziosa è quella sul fatto che il povero Rossi non abbia gridato, nonostante la feroce colluttazione: gomito offeso in modo serio, poi la faccia sbattuta ferocemente contro la sbarra della finestra ed il filo antipiccioni, infine tutto il corpo penzolato, e lui niente, zitto e docile come un agnellino. Come è possibile? Chiarissimo, per il Robbi-pensiero: come si vede nei film – dice lui -, l’assassino tiene sempre la bocca dell’assassinando ben chiusa, no? Già, non ci aveva pensato nessuno: Robbi, invece, sì (ha un passo in più, lo si ribadisce); il fatto poi che l’assassino sia riuscito a tappare la bocca al morituro, senza lasciare alcuna impronta di Dna sul corpo dello stesso – e che non sia stata trovata alcuna traccia ematica o di minima colluttazione nell’ambiente – sembrerebbe cosa insuperabile, ma non per Robbi.

D’altro canto, per il big event di ieri, è stata ritirata fuori una vecchia teoria (copyright di Davide Vecchi): quella, secondo la quale i tre bigliettini suicidari – scritti di proprio pugno da Rossi – non sarebbero stati stati scritti il 6 marzo, ma un paio di giorni prima (il 4 marzo Rossi mandò la famosa mail, all’allora Ad di MPS Viola, con su scritto : “Stasera mi ammazzo davvero!”). Il povero Rossi, dunque, era da un paio di giorni che girava per Siena con le lettere suicidarie addosso (in tasca?), oppure le aveva buttate nel cestino dell’ufficio e lasciate lì (ma non era così discreto?).

Ergo, alla fine della fiera lo stesso Presidente Vinci ammette – contrastando in pieno la vedova e la sua narrazione – che Rossi era effettivamente in pieno contesto suicidario (cutting, mail con volontà suicidaria a Viola, tre biglietti alla moglie in cui si scusa per l’imminente suicidio), quindi tutt’altro che “centratissimo”: però era tutta roba del 4 marzo, suvvia, in 48 ore aveva recuperato alla stragrande…

Veramente significativo anche il video: che non ha pretese scientifiche neanche per lo stesso Vinci, peraltro, ma – attraverso l’Ia – è opera del demiurgo dottor Manghi, quindi per noi diventa all’istante validissimo, anzi davvero risolutivo. Se arriva in un’aula di Tribunale, sbanca.

Anche perché, dopo che per anni ci è stato detto che la dinamica del suicidio con esitazione sarebbe stata poco credibile, se ne è finalmente trovata una che lo è assai di meno, e di questo si deve ringraziare il geriatra, dottor Manghi.

Ah, giusto per inciso: il tavolino davanti al Rossi, nel video, è pressoché vuoto, quasi sgombro; nella realtà, ampiamente documentata, era invece pieno di cose, compreso un bicchierino con un goccio di acqua dentro: durante la (inesistente, non a caso) colluttazione, non sarebbe stato spostato niente di niente. Giustamente, meglio fare lavorare l’Ia senza creare troppi intralci alla propria narrazione.

Insomma, come si è sempre detto e scritto anche per tante altre questioni: chi vuole credere alla più grande bufala italiana del XXI secolo, ci creda pure, è il bello della libertà e della democrazia (pagata da tutti, fra l’altro); la documentazione concreta ed effettuale, nonché la razionalità ed il manzoniano buon senso, però, stanno sic et simpliciter da un’altra parte…

Ps Oggi inizia la due giorni delle Strade bianche: siamo tutti contenti e felici di questa festa dello sport (che ci gusteremo su Raidue), la quale sa valorizzare al meglio – o semplicemente far conoscere – alcuni scorci del meraviglioso territorio in cui risiediamo: se poi i ciclisti stessi prendessero in considerazione il fatto – per dirne una – che esistono anche a Sienina i sensi unici o cose simili, sarebbe meglio, ma tanto si è capito da anni che, fino all’incidente serio, non accadrà niente.

In questo fine settimana lungo, dunque, il turismo sportivo – relativa novità senese – è al suo apogeo: 20 anni fa, era pressoché inesistente. Tornando in conclusione alla kermesse di ieri in Archivio di Stato, data la presenza in loco di Michele Placido, ci auguriamo che anche il progetto di una fiction (della quale, peraltro, si vocifera da anni) sul Caso Rossi sia finalmente in agenda, da parte di chi di dovere; solo che, per come si sono ormai messe le cose, il film non potrebbe superare la giornata di ieri…

 

28 Commenti su Caso Rossi: la più grande bufala italiana del XXI secolo

  1. Ottavio scrive:

    A parte essere d’accordo con te al 100%, più di questo non riesco ad aggiungere.

    Chi ha una certa età si ricorda la la più grande bufala italiana del XX secolo: il caso Tortora, non un errore giudiziario, ma un vero e proprio teorema, convalidato da tutti e dico tutti i media italiani, finchè non arrivò Pannella a cambiare le carte in tavola.

    Se mi permetti un commento sul fatto che pochi a Siena avevano difeso il Filippone prima ed il Gusti oggi: io Siena la amo e ce l’ho nel cuore, ma ho constatato in prima persona l’ignavia che regge in questa città e ne sono in un certo senso vittima.

    Il caso Rossi è stato utilizzato per creare un clima di linciaggio. Come detto precedentemente, avrei fisicamente paura a venire a Siena oggi.

    Allegria!

  2. Guido Bellini scrive:

    Grazie prof. Ascheri per questo prezioso lavoro sul caso Rossi.

    Sul ps aggiungerei un “diamo a Cesare quel che è di Cesare”: se oggi la kermesse ciclistica ha questa rilevanza è anche grazie a quei tanti senesi che hanno sostenuto le amministrazioni quando la gara era meno nota, ma molto attaccata dai soliti detrattori di professione.
    Poi magari un giorno Siena diventerà anche una dei punti di riferimento per la bicicletta, ma è ancora presto…

  3. pino mencaroni scrive:

    Raf,
    questa relazione ha dei contorni singolari.
    Innanzitutto è intermedia, cioè monca. In genere la relazione è solo finale. Quella intermedia finora non si era mai vista, sarà una nuova creazione. Questa irrefrenabile necessità di relazionare, a metà dell’opera, ha ovviamente una relazione con referendum. Anche se monca fa brodo per il SÌ, dato che presenta una visione opposta, omicidio, rispetto a quella, suicidio, accertata dalla magistratura. Cade a pennello.
    Dà non sottovalutare, dal punto di vista comico, quando la relazione spiega come per capire la vicenda, i fatti più importanti arrivino dalle audizioni secretate, ma proprio perché secretate, non ne possono fare parola. Insomma qui bisogna accettare a scatola chiusa. Finora a scatola chiusa c’era stato solo il tonno Arrigoni, Carosello docet.
    Quantomeno singolare l’affermazione che le colluttazioni tra essere umani avvengono in assoluto silenzio. Sarà la legge del Robbi Manghi. In pratica ti rompono un gomito, ti premono il viso sulla sbarra della finestra e sui fili antipiccioni e ti mettono a penzoloni fuori la finestra. E tu che fai? Mica ti metti a urlare, meglio stare zitto, hai visto mai che se chiedessi aiuto qualcuno si allarmasse?
    La fiction realizzata con l’Intelligenza Artificiale mostra la scrivania senza alcun oggetto sopra mentre è noto che era piena di oggetti e strumenti di lavoro, tipo computer. Chi avrà ripulito il tutto? Potrebbe essere stato Francesco Giusti prima di scendere nel vicolo a fare il palo!!
    Giusti oramai è il “top of the pops”, nonostante abbia sporto querela nei confronti di chi lo ha tirato in ballo, ha pure dovuto chiedere alla Commissione di essere ascoltato. Al contrario, oltre a misurargli l’ altezza, sarebbe stato meglio che la Commissione lo avesse subito convocato proprio per fugare l’alone di sospetto nato dalle audizioni. Altrimenti si rischiano di alimentare solo profezie autoavveranti

  4. Roberto scrive:

    Molto fuori tema:
    Stretta ai Genitori: Multe da 200 a 1000 euro per i genitori o tutori che non mandano i figli a scuola, introducendo il rischio di reclusione fino a due anni per il reato di dispersione assoluta.
    Decreto Caivano, firmato Giorgia Meloni.
    Contrasta un pò con la sua invettiva contro il tribunale minorilw sul casi dei genitori del bosco

  5. Ics scrive:

    Licio gelli
    Mafiosi & ndranghetisti
    Fascismo
    Assalto alla costituzione

    Questa la campagna per il no impostata dall’ANM.
    Pensavano di avere l’esclusiva?
    Tra 2024 e 2025, per gli errori dei magistrati, babbo stato ha sborsato circa 50 milioni di €uroni per ingiuste detenzioni.
    Abbiamo assistito a svariati magistrati cimentarsi in indagini fantasiose, prive di logica: non sarà un grosso problema sperperare qualche lillero in più per investigare ancora sul caso Rossi.

    Tanta gente, tanto caos e qualche maleducato di troppo.
    Strade bianche porta comunque la primavera a Siena: un’overdose di vita dopo i mesi invernali.

    Re Sergio si è fatto portavoce del nostro sconcerto di fronte alla brutale realtà: il diritto internazionale è privo di potere coercitivo e l’ONU non è l’INPS.
    Preso atto che una bella fetta di mondo non la pensa come noi, sarebbe opportuno dotarsi di una deterrenza credibile.

    • Roberto scrive:

      Come incide questa riforma sugli errori giudiziari, o sulle indagini fantasiose?

      • Gp scrive:

        Alta corte disciplinare con membri sorteggiati. In teoria… in pratica non credo. Cane non mangia cane, nemmeno se è sorteggiato

        • Roberto scrive:

          ….e quindi la riforma non può incidere sugli errori dei magistrati.

          • Gp scrive:

            Come no? Invece di scegliersi i controllorici sarà un sorteggio… un po’ meglio ma, secondo me, decisamente insufficiente

      • Ics scrive:

        Viene accertato che il pm Colace ha violato la costituzione (quella per la quale il neocomunista si strappa le vesti un giorno sì e l’altro pure).
        La giusta sanzione: licenziamento in tronco.
        La sanzione applicata: passaggio al civile + perdita di un anno di anzianità.
        Autonomia non è immunità.
        Se la magistratura non è in grado di imporsi un rigoroso sistema di controllo & valutazione allora si trasforma in potere eversivo, in un pericolo per il regolare svolgimento della democrazia.
        Il sorteggio sarebbe un segnale, un primo passo.
        Il destino di un paese viene comunque plasmato dai desideri, dai sentimenti maggioritari e profondi, non certo da un referendum.

        • ginocacino scrive:

          … mi pare funzioni piu o meno come la giunta per le autorizzazioni a procedere di camera e senato … in decenni di repubblica credo si possano contare sulle dita di una mano le volte in cui l’hanno concessa ma non ne sono manco sicuro …. gira e rigira i proverbi tornao sempre e qui “cane non mangia cane” mi sembra davvero appropriato

  6. Superciuk scrive:

    Grazie Raffaele per dare voce alla tesi del suicidio, la più razionale e vicina ai fatti. Quando mi capita in giro di sostenere questa tesi, vengo guardato come un marziano…La manipolazione politica dei fatti giudiziari mi fa pensare che una riforma sul tema (rapporto tra politica e magistratura) dovrebbe essere largamente condivisa, ed il cittadino, vista la delicatezza e la complessità del tema, chiamato solo a ratificare, non a decidere. Del resto se una cosa ci insegna il caso Rossi, è che la sensibilità popolare è manipolabile su verità apparentemente scontate, figuriamoci su riforme complesse…

    • Eretico scrive:

      Caro Superciuk,
      grazie per il tuo pacato ed articolato contributo: la cosa in effetti più stimolante (e purtroppo inquietante) del Caso Rossi è proprio vedere la clamorosa manipolabilità dell’opinione pubblica (con quelli che sono più manipolati, i quali spesso pretendono di saperla lunga, come e più degli altri, sic).

      Pensa, se tu vieni guardato come un “marziano”, a me spesso capita – non qui sul blog, ovviamente – di essere letteralmente insultato, o considerato un “traditore” (perché alcuni pensano che, se uno ha fatto contro informazione, debba essere a priori a favore dell’omicidio, che peraltro è la versione del 99% dei media, sic); io conservo più materiale possibile, in attesa di quando – fra un paio di anni al massimo – il tutto si affloscerà: ed allora, sì che ci sarà da divertirsi…

      Preannuncio che, mentre sono sempre stato magnanimo con le persone da me attenzionate sul blog o nei libri, una volta cadute in disgrazia (Mussari, Ceccuzzi, Minucci, Acampa e svariati altri), questa volta non lo sarò: sì, in questo caso, non credo proprio che riuscirò a farlo; ho visto davvero troppo schifo, e non mi potrò esimere dal riproporlo tutto…

      L’eretico

      • ginocacino scrive:

        … ok la manipolazione dell’opinione pubblica è evidente ma io continuo a chiedermi possibile che tutto sto bailamme sia frutto solo della spinta mediatica e dell’opinione pubblica? quindi le nuove perizie, le nuove consulenze sono state fatte per darle in pasto all’opinione pubblica appunto o alla gogna mediatica ma il sistema giudiziario non dovrebbe agire in questo modo sennò dove andremmo a finire? per davvero a fare i processi in piazza?
        Eretico la mia posizione ormai la conosci più che bene dalle tante parole vergate su questo sito, pure, queste dichiarazioni di questi esponenti della commissione mi sembrano fuori luogo dati tutti i pregressi del caso … cianciare di omicidio certo (e da parte di uomini delle istituzioni non degli avventori da Bar Sport) dopo 13 anni e più processi, senza alcun riferimento alle circostanze, al o ai mandanti, al o ai colpevoli ecc. e senza ombra di dubbio be, anche a me che di dubbi ne ho sempre avuti e mai sopiti, mi pare appunto fuori luogo (chissa cosa pensano in questo momento i protagonisti e i consulenti della precedente commissione di inchiesta e dato che siamo in uno show chissà come sarebbe interessante metterli a confronto con le conclusioni diametralmente opposte a cui sono arrivati)
        tutti, tanti, relativamente a questo caso sembrano avere certezze (sia da una parte che dall’altra) e pochi dubbi … io di certezze su questo caso non ne vedevo e continuo a non vederne manco una mentre il dubbio regna sovrano

  7. Roberto scrive:

    Altra perla, le compagnie alzano i prezzi e il governo manda la finanza dai benzinai.

  8. Anonimo scrive:

    Due anni fa ho regalato il tuo libro al titolare di un b&b di Maratea, che mi voleva convincere che Rossi era stato ucciso……per dire dei marziani.
    Colgo l’occasione per esprimere solidarietà e vicinanza all’amico Giusti, tirata in ballo, a caso, in questa vicenda.

    Fausto

  9. Roberto scrive:

    Caro Eretico, ma sulla guerra nulla?

    • Eretico scrive:

      Caro Roberto,
      l’ho premesso nell’incipit di questo pezzo: se ne parla, di certo, alla prossima.

      Certo che quella è la cosa più grave, in prospettiva anche per noi; ma resta il fatto che – a causa della succitata bufala sul Caso Rossi (pagata dai contribuenti, fra l’altro) – mentre scrivo c’è un cittadino comune (che può stare ovviamente più o meno simpatico, ci mancherebbe), il quale è costretto ad andare a discolparsi di una accusa sic et simpliciter ridicola, vergata da una testimone che credo sia stata poco vagliata, e pressoché nessuno dice niente (se non in questo blog, come per esempio Fausto): come era accaduto per Gian Carlo Filippone, si fanno entrare nel tritacarne persone che non c’entrano niente, per potere alimentare questa narrazione che non sta in piedi.
      Dove sono finiti, tutti i garantisti, dell’una e dell’altra parte politica? Ci si rende conto quale è il motivo per cui Francesco Giusti sta andando verso Roma? Si accetta il fatto di potere essere riconosciuti per le movenze degli arti inferiori di un frame, senza valutare l’attendibilità della fonte? Nessuno si vergogna?

      L’eretico

  10. UN CONTRADAIOLONE scrive:

    Ieri sera mi sono visto un po’ di Giletti sulla bufala Rossi: mi ero perso le Iene domenica, e stasera penso di non guardare Far West.

    Ancora una volta è stato un programma all’insegna del pluralismo, con presenti il Presidente della Commissione (che dice ogni tre per due che è stato omicidio, perché ci sono le prove), la “figlia” Carolina Orlandi, sempre più presa dal ruolo, ed in collegamento l’avvocato della vedova e della Orlandi. A condurre il programma, il felpato Giletti, schieratissimo per la tesi omicidiaria.
    Caro Eretico, non puoi meravigliarti se nessuno della famiglia affronta un contraddittorio con te: sono abituati troppo bene.

    W il pluralismo, garanzia di democrazia!!!

  11. sauro scrive:

    Sui ciclisti : dov’è l’amministrazione coi suoi vigili urbani? Hanno inviato informative sul rispetto del codice e dei cittadini che li ospitano?
    E come si pone questo comune difronte alla speculazione dei prezzi durante la kermesse? Alberghi fatiscenti a 300 euro a notte, ristoranti con menu gonfiati, bar con prezzi aumentati! Siamo veramente dei troiai!asserviti al denaro e alla religione del metterlo in …tasca al prossimo.

    • leonardo scrive:

      aggiungo…semafori dopo la corsa, ancora non funzionanti, persone investite a piedi a porta camollia, sulle strisce, ma non si vedeva nulla, con semaforo giallo lampeggiante che abbagliava
      e i ristoranti si lamentano che fuori da queste manifestazioni non c’è gente a sedere…..e a loro invece piace questo turismo di ciclisti/ TURISMO RICCO mentre gli altri turisti che non si fermano a farsi spennare vivi

  12. Gp scrive:

    Il pòro Giusti ha un cognome che in ottica di ‘dantiano contrappasso’ vale già mezza condanna/gogna, in più è semplice da ricordare e come se non bastasse ha un curriculum politico da attaccare senza riserve, perché ad un (ex) leghista di può dire e fare di tutto, non esiste deontologia, garantismo, body shaming ecc… un novello Girolimoni

  13. pino mencaroni scrive:

    Dall’audizione di Francesco Giusti, si son capite alcune cose, oltre al fatto che ovviamente non era nel vicolo.
    La prima è che l’audito ha mantenuto una posizione agnostica sul quesito suicidio/omicidio, cosa che è sembrata poco gradita.
    Non ha riscosso successo nemmeno la decisione del Giusti di postare sul proprio profilo Facebook il presente articolo dell’Eretico. Scritto male secondo il presidente della Commissione, il quale ha consigliato attenzione perché si rischiano querele. Sembrava di essere ai bei tempi del groviglio armonioso.
    Sotto i riflettori è finito Maurizio Montigiani per una battuta fatta allo stesso Giusti sul decesso del Rossi. Battuta che ha subito suscitato l’interesse dei commissari che vi hanno visto persino il segnale di un possibile contrasto tra il citato Montigiani e il Rossi.
    Vai che ora misurano il buon Maurizio.

  14. Giuseppe Pallini scrive:

    Gazzetta di Siena, 19 Febbraio 2026 – Il caso Rossi è diventata una fiction: vent’anni di teorie senza prove. Il video che ricostruisce cosa è accaduto nell’ufficio prima della morte.

    La novella dello Stento II

    Dopo tant’anni e tante discussioni,
    il fatto avvenne tredici anni fa,
    ora c’è queste nuove conclusioni
    per la ricerca della verità,

    dice l’abbian tenuto ciondoloni
    e poi di sotto lasciato cascà.
    Ci so’ state diverse commissioni,
    tanti gettoni anche da guadagnà,

    ma di’ che sia finita un me la sento,
    so’ di sicuro che questa storiaccia
    è come la novella de lo Stento,

    ricomincia da capo se un la sai,
    dal principio a la fine si riallaccia,
    così va avanti e non finisce mai.

    • Eretico scrive:

      Caro Giuseppe, che dire?

      Chapeau, e grazie del tuo contributo: questo blog è doventato – come avrebbe detto il buon Tozzi – una sorta di oasi di persone, le più diverse fra loro come idee, le quali hanno in comune almeno una cosa: il non avere il cervello all’ammasso (non del tutto, almeno)…

      L’eretico (che in giornata è costretto a tornare a scrivere del Caso Rossi)

  15. Anonimo scrive:

    …..la più bella domanda, incalzante eh !, al Giusti è stata se si ricordava ……..come era vestito la sera del 6 marzo 2013…….

    Fausto

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