Eretico di SienaIran, Vittorio Messori, Giovanna Ricci (e 2 Ps culturali) - Eretico di Siena

Iran, Vittorio Messori, Giovanna Ricci (e 2 Ps culturali)

Eccoci al consueto appuntamento settimanale con il blog; in attesa delle cruciali elezioni magiare di domani – delle quali si darà ben conto, con calma, nel prossimo pezzo -, oggi si torna all’abituale format dei tre argomenti: la guerra in Iran (e Libano!); la scomparsa di un importante intellettuale cattolico quale Vittorio Messori, ed infine – per non farsi mancare alcunché – un sintetico commento (in attesa di altro) della meravigliosa audizione di Giovanna Ricci in Commissione parlamentare sul Caso Rossi (la quale avrebbe di certo meritato un pezzo monografico, ed anche di quelli lunghi, ma insomma…).

 

TRUMP: BASTAVA DARGLI IL NOBEL, SIC…

Chissà se la tregua in Iran diventerà una autentica pace, oppure degenererà in qualcosa di ancora peggiore – ben peggiore – di ciò che è stata per le pregresse 5 settimane: vediamo nelle prossime ore cosa accadrà in Pakistan, con premesse di partenza non fra le migliori.

Di certo, almeno per ora continua la guerra fra Israele ed Hezbollah in Libano, senza pietà per i civili. Diciamo soprattutto che, stando così le cose, l’impressione è che questa non sia stata affatto la “guerra che pone fine a tutte le guerre” in quel quadrante geopolitico, con un completo cambio di regime a Teheran (magari, ci fosse stato…), e la parte democratica dell’Iran verso il potere. Tutt’altro.

Su Netanyahu, segnaliamo giusto un aspetto, che rende la clamorosa complessità del contesto; sentite con quanta e quale veemenza il leader dell’opposizione politica a Bibi – Yair Lapid – lo critica, per l’accordo momentaneo con l’Iran (riportata dal Corriere della sera di giovedì, pagina 5): “Israele non era neanche vicino al tavolo, quando sono state prese le decisioni che riguardano la sua sicurezza nazionale”. Netanyahu, dunque, politicamente lapidato da Lapid per l’esatto contrario di ciò che gli viene rinfacciato dal resto del mondo (a noi pare con una certa ragione, peraltro): mentre nel resto del mondo Trump è accusato di subalternità a Bibi, questo stesso, invece, dal leader della sua opposizione israeliana è accusato di non avere toccato palla negli ultimi sviluppi.

Giusto per rendere la complessità: di un Israele, il quale oggi  – e più che mai dal 1948 al 2026 – risulta essere vittima di quella che Francesca Paci (La Stampa di ieri, pagg. 10-11) acutamente definisce la “sindrome di Masada” (evento storico del 73 d.C., nonché uso politico della Historia), sindrome che lo condanna all’isolamento diplomatico dal resto del mondo, USA trumpiani a parte…

Quanto a The Donald, si ribadisce quanto già scritto: forse si sta esagerando con le analisi psichiatriche su di lui (forse anche no), ma in ogni caso è evidente che se il Nobel per la Pace glielo avessero dato, lui non avrebbe mai attaccato l’Iran. Probabilmente, neanche il Venezuela di Maduro.

Se glielo avessero conferito (in modo immeritato, sia chiarissimo), verosimilmente si sarebbe fatto vedere – con Melania, bellissima e sorridente al fianco -, a mettere fiori nei cannoni, essendo stato il suo ego comunque gratificato quanto a ciò che voleva, fortissimamente pretendeva. Senza volere enfatizzare la questione, è ormai da tempo evidente che elementi per così dire metapolitici sono quelli davvero decisivi, per l’operato del Commander in chief…

 

LA MORTE DI VITTORIO MESSORI

Il giorno del Venerdì santo, lo scorso 3 aprile, è morto Vittorio Messori, il più influente fra gli intellettuali cattolici dello scorcio fra XX e XXI secolo; solo oggi, nell’abbazia di Moguzzano, si celebrano – con un insolito nesso temporale – i suoi funerali.

Come i lettori potranno immaginare, fra lo scrivente e Messori c’era una distanza siderale, a livello di idee e di prospettive; oggi, volentieri, gli si tributa l’importanza che merita, e gli si riconosce la profonda conoscenza degli argomenti di cui trattava. Ciò detto, per molti aspetti (e non parlo in questo ricordo di un incontro personale, del quale preferisco omettere i dettagli) Vittorio Messori era una persona che tutto ispirava, fuorché simpatia: ovviamente, altri la penseranno in modo altro, ci mancherebbe.

Come ha scritto Alberto Melloni – lontano anni luce da lui – era soprannominato “Vittorso”, non a caso; e più che a Pascal, sarebbe stato da avvicinare – riconosco sempre a Melloni lo spunto – al neoconvertito Giovanni Papini.

Nel luglio 1964, a Torino, Messori infatti si convertì, e – come spesso avviene ai neoconvertiti – interpretò il Cattolicesimo in modo spesso radicale. Dopo il clamoroso successo di “Ipotesi su Gesù” (1976), fece scalpore anche il libro-intervista con l’allora Prefetto della Congregazione della Fede Joseph Ratzinger (il quale, illo tempore, mai si sarebbe pensato potesse diventare un giorno Papa): il suo (loro) “Rapporto sulla fede” (San Paolo editore) fu una sorta di manifesto antisecolarizzazione (già vincente, anche allora), con non pochi spunti critici nei confronti del Concilio Vaticano II.

Per Messori – come per Ratzinger, ovviamente – fides et ratio si possono armonizzare: prospettiva intollerabile per chiunque abbia davvero a cuore la razionalità; il ricordo, fra i tanti, va ad un Porta a porta in cui Messori (saranno stati i fine Novanta), pretendeva dimostrare, in modo del tutto razionale, la Resurrezione di Gesù. Est modus in rebus, suvvia!

In più, ed infine, credo che abbia giovato assai a Messori questo suo reiterato sbandierare che lui era stato l’allievo prediletto di Bobbio, di Galante Garrone e degli altri esponenti dell’intellettualità laicissima ed anticlericale torinese, fino alla prima ricordata conversione del 1964: una rendita di posizione da cui lui, con consumata abilità, ha tratto sempre un grande beneficio. Una verità biografica e spirituale, divenuta con i decenni financo una strategia di marketing…

 

GIOVANNA RICCI’S SHOW

Martedì 7 aprile 2026, terza audizione in neanche un anno (audita a rate, di grazia?) per Giovanna Ricci: l’ennesima testimonianza di lucidità e di civico coraggio della “disoccupata” (lo ha ovviamente detto lei: ma è tutta colpa della “banda della birreria”, sia ben chiaro) Giovanna Ricci. Qualche momento di tal fatta c’era già stato in marzo, e soprattutto nell’intensissimo tandem 31 marzo-1 aprile (di cui si è scritto nello scorso pezzo); con il 7 aprile, però, i lavori della Commissione bis (quella che è venuta a Siena, un mese fa, a dire assai baldanzosamente che “è la scienza, è la fisica che dice che è stato un omicidio”, sic) si sono finalmente avviati verso quel “pop corn moment”, il quale – è sin troppo facile capirlo – sarà quello dominante fino alla fine dei lavori. Ancora un annetto di puro spettacolo è garantito. Attenzione al rischio indigestione. Sia pur vero che il cittadino paga i lavori stessi, però il risultato, per chi guardi, è davvero indimenticabile: torno a suggerire di godersi – a chi non lo avesse ancora fatto, non sapendo cosa si perde – l’audizione della ex dipendente del Comune Giovanna Ricci, agevolmente reperibile on line.

Ci sarà tempo e modo per approfondire anche altro di questa memoranda audizione, ma almeno un paio di cosette – magari anche tre – fatemele scrivere subito, suvvia…

Nell’incipit della sua audizione – già cult, peraltro, per il profluvio di “non ricordo…è passato tanto tempo”, rispetto a cose cruciali, fatte mettere a verbale in precedenza da lei stessa, non da altri! -, il clou direi essere stato questo: la Ricci dice che Maurizio Montigiani le disse (non usa il condizionale) la sera stessa del 6 marzo che Rossi aveva appuntamento, a fine pomeriggio, con il fantomatico Antonio Muto nonché con i Commissario toscano della Lega Giovanni Fava (con il Giusti in versione autista del Fava, e Muto che invece arriva per conto suo in autostrada); tempo pochi minuti, ed arriva la secca smentita del Montigiani, registrata da Laura Valdesi sulla Nazione (8 aprile). Le “elucubrazioni” del Montigiani (le chiama lui così, sic), sarebbero in realtà cominciate verso il 2015, non certo la sera stessa della morte di Rossi (6 marzo 2013), quando fra l’altro tutti erano strasicuri del suicidio, a partire dalla moglie, dalla (non) figlia, dai fratelli (uno dei quali non a caso scrisse a questo blog, accusandomi fra le righe di essere il responsabile morale del suicidio: mai arrivate scuse, da quella sponda, figuriamoci).

Non essendo Montigiani un “indovino” (altra autodefinizione montigianiana, eh), il Montigiani stesso a caldo non poteva sapere che Rossi era stato ucciso: ci doveva arrivare attraverso le sue clamorose scoperte investigative, per mezzo delle sue assai raffinate “elucubrazioni” (un bancario sottratto all’attività investigativa, per la quale dimostra un autentico, inesplorato – almeno fino al 2015 – talento).  Ergo, non c’è bisogno di essere Sherlock Holmes, per comprendere come (almeno) uno dei due – o la Ricci, o il Montigiani – mente, dice il falso, in modo fra l’altro tanto goffo quanto spudorato. La Commissione, però, non convoca seduta stante il Montigiani, per chiedergli immediati lumi sulla questione (come non convoca Lorenza Pieraccini, per chiederle se abbia aperto o meno quella “strana” porta il 6 marzo 2013): basterebbe questo, per capire chi dei due abbia affermato il falso, nevvero? Da una parte, meglio così, intendiamoci: questi, più parlano e meglio è…

D’altro canto – giusto per cogliere fiore da fiore – ci sarebbe stato da chiederle su quali basi la Ricci abbia impunemente affermato (questo, nella audizione del 18 novembre 2025) che “Mingrone era il referente della ‘ndrangheta in Monte dei Paschi” (lo sa, l’ex manager MPS, di essere stato così definito? Chi lo conosce, lo avverta…); oppure, altra perla: chi siano le 4 “morti sospette”, oltre a quella di Rossi, dal 2000 ad oggi a Siena (tirate fuori sia il 18 novembre che il 7 aprile, senza che nessuno le chiedesse nomi e cognomi dei passati a miglior vita in modo sospetto, sic); infine,  nessuno è stato capace di fare  chiarire alla Ricci su quali basi fattuali Rossi – a dire della ex vigilessa – sarebbe stato un autentico spallone di soldi sporchi, laidi, passando in ingresso ed in uscita dalla Svizzera, sempre con valigette tenute ben strette in mano (audizione del 18 novembre, anche quella imperdibile). Per non dire – autentica chicca finale – di tale Marco Montesano: dalla Ricci definito un imprenditore a dir poco chiacchierato, mentre – salvo si tratti di omonimia – è stato un pezzo grosso della Banca agricola mantovana, settore legale. Nessuno le ha detto niente, nessuno le ha fatto dire da quali fonti avesse saputo questo ben di Dio informativo (non essendo lei nè giornalista, né scrittrice, né altro di collegabile ad una attività pubblica di ricerca e documentazione): sarà per la quarta audizione, suvvia…

Fermandoci per ora a questo (tocca anche a noi, il relazionare a rate), si aggiunge giusto questo: fra le varie chicche che siamo venuti a conoscere per mezzo dell’ottima Ricci, ve ne è una che la stampa non ha ripreso, ma che invece è (rectius: sarebbe) a dir poco clamorosa. Secondo lei, gli investigatori hanno sostituito il computer di Rossi, analizzandone invece post mortem un altro, non suo. Accusa gravissima, sul modus operandi degli inquirenti: ma non c’è verso, alla Ricci non sfugge niente. Dalle lunghe chiacchierate con il prefato Montigiani, con l’avvocato Luca Goracci, con l’ingegner Scarselli (anch’egli citato varie volte), insomma da questo autentico think tank (ovviamente incorruttibile, a differenza di tutti gli altri che gravitano intorno al Caso Rossi, i quali sono tutti, per lei, delinquenti, mascalzoni, depravati, ricattabili ed omertosi) è uscita anche questa convinzione.

Ah, scusate: resta solo da capire come mai nessuno del succitato think tank, in tutti questi anni, abbia sentito il dovere di avvertire la famiglia, nonostante la Ricci ed Antonella Tognazzi siano alla lontana financo imparentati (sempre detto da lei, ci mancherebbe).

Il think tank di cui sopra, dunque, sapeva che Rossi era stato brutalmente ammazzato, e si sapeva anche da chi, palo compreso (il Giusti, no?); nessuno, però, si è ricordato di dirlo ad Antonella Tognazzi, con la quale Giovanna Ricci non ha mai e poi mai parlato di questa drammatica verità (“non mi ha mai cercato”, fa mettere a verbale – riferito alla Tognazzi – la Ricci): pur conoscendola – ipsa dixit – sin dal 1981, ed essendo come detto lontanamente imparentata con la stessa.

Cari lettori, rinnovo quindi il consiglio: il “pop corn moment” è solo all’inizio, mangiatene però con moderazione, un anno è lungo…

 

Ps 1 Giovedì mattina, ero ospite del Tg mattutino di Raitre Toscana – condotto dal buon Alberto Severi -, per parlare del mio romanzo “Quattro croci a Siena” (romanzo giallo, che nell’ultima decade di questo aprile avrà tre serrate presentazioni a Sienina, di cui ovviamente scriverò nel prossimo pezzo). Uscendo dallo studio, dopo la breve intervista, sono passato accanto al corridoio con gli spazi per le varie affissioni interne; c’era solo un quotidiano cartaceo, la cui prima pagina fosse esposta: secondo i lettori, quale era?

Ps 2 Aggiornamento sull’attività presidenziale: giovedì c’è stato, in Sala storica, l’intenso – inevitabilmente intenso – incontro con Giorgio Perinetti, il quale è venuto a presentare il suo libro sulla tragedia della morte, per anoressia acuta, della 34enne figlia; non era facile, per lui, trovare la lucidità e l’equilibrio per farlo: ma Perinetti ha svolto davvero al meglio il suo compito, cercando di fare capire che di questa malattia, meno si parla e peggio è. Per tutti, a partire dalle famiglie interessate: le quali non sanno come gestire questa autentica tragedia, per la quale non esiste – a differenza per esempio della depressione – alcun tipo di aiuto farmacologico.

La settimana prossima, record di eventi: ben 4, spaziando da Agatha Christie (ricordata dallo scrivente e da Roberto Nencini, a 50 anni dalla morte, lunedì), poi passando all’ultimo libro di Francesco Ricci (martedì, con l’introduzione di Alfredo Franchi), mentre mercoledì si presenta un volume assai interessante per gli appassionati del territorio (“Paesaggi in terra di Siena”, di Alessandro Dani e dell’Augusto padre, con Introduzione di Patrizia Turrini); giovedì, per concludere, un evento dedicato alla questione palestinese, con i contributi di Gabriele Viviani e di Fabio Lattanzio (uno che a Gaza è stato, a differenza di altri che non fanno altro che parlarne, a mala pena sapendo ove si trovi…).

39 Commenti su Iran, Vittorio Messori, Giovanna Ricci (e 2 Ps culturali)

  1. Mr_MFD scrive:

    Buonasera Eretico,

    su Giovanna Ricci non so, io continuo ad avere l’impressione che qualcuno ne abbia approfittato in passato e ne stia continuando ad approfittare adesso.

    La riempiono di storie a tal punto che se ne convince davvero, e mandano avanti lei, che ripete fatti e addirittura nomi che evidentemente qualcuno le fece tempo addietro, ma che oggi con ogni evidenza nemmeno ricorda più.

    Ne avremo presto conferma o smentita con l’audizione del mantovano geometra Fiorenzo.

    Vorrei ricordare che nel 2017 la Ricci era incappucciata a farsi intervistare da Monteleone, e all’epoca seguiva la pista dei festini, senza far menzione di sagome nel vicolo nè fantasmi croton-mantovani.

    Ora il cappuccio l’hanno tolto a lei e l’hanno messo a qualcun altro, e lo show continua.

    Comunque ho seguito il tuo consiglio, il primo sacchetto di popcorn è andato, e ti dirò, a furia di sentire di birreria, pure un paio di birre.

    Matteo.

    • Eretico scrive:

      Caro amico,
      credo che la tua analisi sia in buona parte corretta ed intelligente: la Ricci – basta ascoltarla per 8 minuti, anche scarsi – è persona che ha assorbito, come una spugna, tutto il repertorio complottistico che io stesso ho sentito a più riprese, negli anni, da Montigiani, Goracci e via discorrendo.

      Il suo più grande problema è che non ha alcun vaglio critico, non sa cosa sia la credibilità, o meno, di una fonte: non è che tutti debbano essere storici o giornalisti (seri), ma il fatto è che lei si arroga il titolo di essere diventata la grande disvelatrice di segreti inconfessabili, partoriti però solo da (tristi, ahinoi) camere dell’eco di cui faceva parte, per sua stessa – ed esplicitamente rivendicata -, ammissione.

      Trovo infine assai, assai, assai curioso che non ci sia – come dice lei – alcun collegamento fra ciò di cui si discettava in queste camere dell’eco (Montigiani, Goracci, Ricci e chissà chi altri) e la famiglia: ma se l’ha detto Giovanna Ricci, allora è Vangelo, sia chiaro…

      Il “pop corn moment” stasera comunque va avanti: ci sarà un ispiratissimo Giletti, il quale pare che farà vedere le quasi 30 mail in cui Rossi attaccava Fava: cosa che – come già detto – non solo ovviamente non dimostrano niente di niente sulla dinamica di quel 6 marzo 2013 (se non l’arroganza e la tracotanza del Rossi, fin quando era nei suoi cenci), ma che anzi risultano essere autentiche medagliette da appuntarsi al petto, per Giovanni Fava.

      A Superciuk: sì, concordo. Quel tipo di censura rischia di diventare un clamoroso boomerang: bisogna colpire gli espliciti propagandisti – questo, per me, sì! – di un regime, non gli altri, a prescindere.

      In Ungheria, infine, ha vinto Magjar (non certo politico di sinistra, eh), ed Orban è stato sonoramente sconfitto, per lo scorno simultaneo di Putin e Trump (il quale adesso scarica, da par suo, la frustrazione contro il Papa, facendogli un immenso regalo politico): il rischio di indigestione di pop corn è concreto e reale…

      Buona settimana a tutti i lettori!

  2. Superciuk scrive:

    Caro Raffaele, da uomo che ricopre incarichi di responsabilità in campo culturale, cosa ne pensi della vicenda del padiglione russo alla Biennale? La giustificazione alla richiesta di chiusura avanzata dall’ue, ovvero censurare un potenziale strumento di propaganda antieuropea, suona ridicola: a quanti altri padiglioni andrebbe applicata? E invece gli altri strumenti di propaganda russa, questi sí veramente efficaci(a tal proposito giova notare la rapidità con cui i soliti noti di M5S, lega, avs sono diventati improponibili difensori della cultura….), si fa finta di niente? Mi sembra uno di quei casi in cui censurare ha conseguenze peggiori di lasciar correre..

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      Abbiamo perso una guerra, gli USA ci hanno aiutato a rialzarsi dalle rovine post belliche. Gli USA possono fare, dire e invadere a piacimento, in barba al diritto internazionale, qualunque Paese sovrano alla pari delle altre nazioni canaglia. L’Unione Europea deve tacere e la presenza inutile dell’Onu fa la coppia degli incapaci, comparse, imbelli castrati della scena mondiale.

  3. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Iran, Russia, USA, Israele, UE, Gaza, Ucraina, dai più importanti ai più provinciali referendum perso dalla Meloni, riscossa di buonisti e M5S, invasione di stranieri, maranza, caso Rossi, Lovaglio ed altri, mi sono rotto. Non ho più fiducia in nulla. Tutto è buono per creare dei grandi polveroni per non risolvere nulla. Non invidio i giovani che con queste prospettive li aspetta un mondo di me..a. Ma dove vogliamo andare?

  4. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Pensierino per quei bravi ed ingenui concittadini che hanno votato “no” nel referendum. Un immigrato colpevole di diversi gravi reati era stato istradato in un Centro in Albania, ma qualche “bravo” giudice (una toga rossa?) ha annullato la sentenza e quella brava (?) persona rischia di trovarcela a giro. Ricordate la tedesca Rakete, autrice dello speronamento di una Lancia della Guardia Costiera Italiana? Sarà risarcita con 76mila € (soldi nostri) per il danno che lei ha causato contro i nostri militari che facevano solo il loro dovere. Continuiamo anzi continuate a fare del male, continuate a credere alle favole buoniste. Spero che questo Governo, che è sempre meno peggiore di quello dei buonisti, resti ancora per molto tempo, ma con le teste che girano vedo molto nero. Dai,k già che ci siamo, anche una sbandierata con la bandiera palestinese, viva Gaza che ci sta sempre bene, immaginando il sorriso bonario e pacifico di Hamas.

    • ginocacino scrive:

      … buonasera, scusami se mi permetto di rispondere cosi a dritto ma, leggendo il commento, si evince che il testo del referendum non ti era tanto chiaro anzi piuttosto oscuro anzicheno … porti un paio di esempi che col referendum come si dice ci azzeccano meno di niente, questo infatti parlava della separazione delle carriere fra giudicanti ed inquirenti e della composizione dei rispettivi CSM .. prova un attimo a spiegare come, in caso di vittoria del SI quel extracomunitario sarebbe rimasto in Albania e la Rakete non avrebbe percepito indennizzo o sarebbe stata messa ai ferri perchè davvero mi è difficile comprenderlo (le due circostanze da te menzionate sono frutto anzi conseguenza di altre leggi che la stessa repubblica s’è data … e purtroppo in Italia di leggi, in tutte le loro forme, ne abbiamo a migliaia anzi decine e decine di migliaia letteralmente (una stima veritiera parla di circa 110/120 mila) questo si un problema oggettivo che ricade su chiunque, persona fisica o giuridica che sia;
      per vincere il referendum o perlomeno per smontare le ipotesi di incostituzionalità o di attacco alla costituzione probabilmente sarebbe bastato prevedere una maggioranza qualificata nelle decisioni dei due csm e non lasciare questo importante aspetto vago e rimandato ai decreti attuativi che con il combinato della lista presentata dal parlamento da cui estrarre i nomi di sua pertinenza (senza tra l’altro specificarne il numero o la composizione) sapeva di losco o di potenzialmente tale … è noto che una minoranza qualificata è molto più influente di una maggioranza ipotetica e variegata

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      Ieri è stato trovato uno spacciatore, uno dei tanti, nella zona Fortezza-La Lizza. Aveva tutto il corredo per la sua attività dallo spinello già pronto, alla materia prima con il bilancino di precisione. Quindi molto professionale ed esperto nella materia e di nazionalità stranamente straniera. Su lui pendeva il divieto di entrare nel Comune di Siena, ma libero di delinquere nel rimanente territorio nazionale. Deferito in stato di libertà, niente prigione, dalla Stazione dei Carabinieri di Siena Centro. Problemi per il poveretto che ora dovrà andare a spacciare un po’ più lontano dal centro cittadino, in qualche paese dei dintorni con meno clientela da servire. Per la consolazione dei buonisti, tanto affezionati a queste “nuove risorse”, forse facilmente potrà rimediare al danno patrimoniale subito andando nella zona di Belverde e nei dintorni sempre vicini a Siena, ma già nel Comune di Monteriggioni. Evviva, continuiamo a farci male, anche con i referendum.

      • ginocacino scrive:

        … scusami ancora Vedo Nero, a questo punto forse, anzi sicuramente, sono io che non capisco nulla manco se me lo spiegano facendomi il disegnino ma continuo a non vedere il nesso fra quanto scrivi e il referendum e nemmeno fra quanto scrivi e l’esito dello stesso … nemmeno lontanamente

  5. Ics scrive:

    Hezbollah è un problema di lunga data per il Libano. Se il governo libanese e l’unifil non sono in grado di risolverlo, è scontato che se ne occupi Israele.
    Se l’esistenza di Israele fosse dipesa dal sostegno diplomatico europeo, un ci sarebbe più un solo ebreo in Giudea.
    Accelera, nei fatti & nelle parole, il distacco USA dall’Europa. Passare dalla cappella americana a quella francese sarà, per noi italiani, un bel downgrade: pagheremo un prezzo maggiore per avere un servizio peggiore.

    Ps1 la Pravda

    • Eretico scrive:

      Caro Ics,
      per intanto grazie di averci provato (a rispondere al mio provocatorio quesito)!
      Fra l’altro, non ci sei neanche andato così clamorosamente lontano: l’unica prima pagina esposta giovedì mattina, nella sede di Rai Toscana, era infatti quella del glorioso Manifesto…

      Alle 11 – all’insegna dell’aureo motto per cui the show must go on – doppia audizione in Commissione Rossi, con il mitico geometra mantovano indicato dalla superteste Giovanna Ricci martedì scorso, e poi il giornalista Sergio Rizzo: lo scrivente se la godrà, in leggera differita, all’ora di pranzo, ingozzandosi sobriamente (ossimoro gastronomico) di una buona pasta; i pop corn a pranzo, proprio non mi riesce…

      L’eretico

      • Gp scrive:

        Lapid è il capo dell’opposizione, ma non è come la Schlein… è stato ministro in governi di nethaniau ed ha sovente elogiato l’operato del più grande sterminatore di civili del secolo (‘Lei, signor Presidente, ha fatto l’inimmaginabile. Le saremo eternamente grati…’) e credo che mai si sognerebbe di accusare il mossad per fini politici, se anche questo avesse (come ha) il potere di ricattare chicchessia (trump ma non solo)… quindi la sua intervista al corriere non dimostra proprio nulla. Invece gli appartamenti newyorkesi del pedofilo ebreo epstein messi a disposizione di barak e del mossad sono fatti su cui riflettere. All’annuncio della tregua il macellaio con la kippah ha sganciato 160 bombe in 10 minuti a berirut (aggressore/aggredito?) Con migliaia di vittime civili fra morti e feriti… e il problema, te dico da liberale piddifobo, sarebbe il manifesto in Rai Toscana?

  6. UN AMMIRATORE DA TEMPI NON SOSPETTI scrive:

    Carissimo Eretico,
    guarda che io ormai sono arrivato alla conclusione che i vari Montigiani, Giovanna Ricci, l’avvocato Goracci ci credano davvero, alle cose che dicono e scrivono. Cosa tipica delle da te richiamate camere dell’eco, in cui i partecipanti si autoalimentano. Negli Stati Uniti, circa un terzo della popolazione crede in modo letterale alla Bibbia, si potrà pur credere a Giovanna Ricci…

  7. Anonimo scrive:

    …..Marco Montesano -al tempo della incorporazione da parte del Monte di BAM responsabile dell’ufficio legale della Banca medesima – frequentato a Siena per motivi lavorativi, e’ una delle persone più gentili, rispettose, educate, elegante nei modi che abbia conosciuto….
    Mah! basisco a sentire che venga tirato in mezzo!!
    Comunque se volevano un ulteriore smentita alle affermazioni della Ricci, mi sembra che il geom.Fiorenzo l’abbia servita.

    Fausto

    • Eretico scrive:

      Carissimo Fausto,
      non solo c’è ciò che hai correttamente evidenziato su Montesano, ma c’è soprattutto il fatto – lo scrivo per gli altri lettori, perché la stampa non ne ha quasi parlato, se non per uno stringato resoconto di Laura Valdesi sulla Nazione – che il mitico geometra mantovano ha smentito categoricamente tutto ciò che la Ricci aveva detto (peraltro sotto giuramento, sic), salvo il fatto di averla effettivamente conosciuta (in chat, mai di persona; e poi di averci parlato 3,4 volte: mai di Montesano – che allora lui neanche conosceva -, meno che mai del rapporto fra Muto e Rossi, unica cosa cogente per la ricostruzione di quel 6 marzo 2013).

      A Gp, su Netanyahu: il manifesto con Il Manifesto era solo un dato per così dire di costume, per fare capire come Raitre (e non c’era certo bisogno del mio passaggio fiorentino) sia saldamente schierata con l’opposizione. Cosa anche giusta, peraltro: noi siamo sempre per il pluralismo, come noto…

      L’eretico

    • MN scrive:

      Buonasera Fausto,
      concordo e sottoscrivo in toto quanto da lei scritto in merito al dott. Marco Montesano (spero si lavi la bocca chi l’ha definito come è stato definito lui sul famoso verbale del 2020).
      Il dottor Montesano è persona di rara eleganza, diplomazia, intelligenza e signorilità. Un SIGNORE nel senso letterale del termine !
      Vorrei scrivere altre cose, il mio effettivo pensiero, ma se lo facessi rischierei di finire ‘audito’ anch’io.
      Un caro saluto a lei e a Raffaele che credo abbia capito chi si cela dietro MN.

      MN

      • Eretico scrive:

        Carissimo amico MN,
        immagino che voi, a Mantua, vi stiate facendo delle grasse risate, leggendo o ascoltando i resoconti della Commissione di inchiesta sulla Bufala-Rossi: forse Giovanna Ricci ha confuso Marco Montesano con il conte Tacchia? Però Siena è comunque superiore a Mantova: grazie alla succitata bufala e a tutto il variegato mondo che la ha creata e la alimenta, noi almeno abbiamo incrementato il turismo (con quello macabro, stile Avetrana), mentre a voi niente, tiè…

        Quanto a Roberto (ed immagino ad altri), sulle votazioni di ieri in casa MPS: in questi contesti, non esiste il BENE contro il MALE, figuriamoci; ma esiste il MALE MINORE, versus il MALE MAGGIORE. Nel caso di specie, qui rappresentato da colui che fece sposare la figlia davanti agli affreschi del Buon Governo. W Lovaglio, dunque!

        L’eretico

  8. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Caso Rossi. A me è venuta a noia questa storia. Ma se prendessero tutti dal montigiani alla Ricci e li buttassero tutti in prigione sarebbe quello che meritano. Tutti a dire la loro versione, ho sempre più il sospetto che sia solo il solito gioco delle parti con lo scopo di nascondere, confondere molti avvenimenti spiacevoli che stanno accadendo o accaduti a Siena. Uno dei tanti, al Monte hanno mandato via una persona che, tirate le somme, ha fatto bene alla Banca e di riflesso all’economia cittadina. Meritava più seguimento questa triste vicenda. Intanto sul povero Rossi si scrivono memoriali e libri con varie ospitate nei media cittadini e nazionali. A quando un bello sceneggiato o film sulla vicenda; non mi meraviglierebbe tra qualche anno. Mi spiace per la famiglia che alla fine è l’unica che piange sulla morte del Rossi. Che non si voglia chiarire la vicenda da parte molto autorevole l’ho sempre sospettato pensando quando il comprensivo umano e democratico nostro Presidente della Repubblica venne in visita a Siena diversi anni fa e all’uscita dal Palazzo Pubblico tra ovazioni dei senesi dribblò con indifferenza la moglie e la figlia del “poro” David che tentava di consegnare una petizione per chiedere aiuto a scoprire la verità sulla morte del marito. Dietro al Presidente c’erano tutte le maggiori autorità cittadine e politiche nazionali, tutte in ghingheri per l’occasione, che lo imitarono nel veloce passaggio evitando indifferenti le due donne, nessuna parola, nessun cenno di commiserazione. Forse tra minimo una decina di anni, qualcuno che non ha più nulla da perdere si vorrà alleggerire la coscienza svelando tante cose che chiariranno tanti interrogativi. Finora solo mezze verità e chiacchere al vento.

    • Paolo Panzieri scrive:

      Per una volta facciamo un torto al ns Eretico, facciamo finta che david Rossi sia stato effettivamente assassinato.

      1. avrebbero dovuto essere TUTTI d’accordo, quindi servizi, poteri deviati e chi più ne ha più ne metta.
      2. il lavoro non è potuto essere stato svolto a regola d’arte perché la mattina dopo, come scritto a Viola, sarebbe andato in Procura, quindi hanno dovuto agire in fretta ed in modo approssimativo
      3. il movente evidentemente non farlo parlare

      Chi poteva avere paura della sua testimonianza?
      Di certo non la Lega, che anzi ne avrebbe potuto guadagnare politicamente.

      Dove sono andati i soldi di MPS?
      Chi pagava i festini?
      La soluzione del giallo sarebbe tutta qui.

      Ma voi pensate davvero che i servizi ed i poteri deviati, di cui sopra, in caso consentirebbero mai tali indagini?
      Quindi, si possono fare anche 16 commissioni d’inchiesta e sentire anche 12 e + volte Giovanna Ricci: game over.

      Tempo e soldi sprecati.

    • Roberto scrive:

      Fallito il piano di Caltagirone. Addio a Generali. Fallito il piano appoggiato dal governo. Ottima notizia per il Monte. Quando si dice che il diavolo fa le pentole….

      • Gp scrive:

        Mah… mi pare che il governo spinga da tempo per il ‘terzo polo’ con bpm, che ieri ha votato per Lovaglio e che oggi vola in borsa, e su cui aveva esercitato il golden power contro Unicredit.

        • Anonimo scrive:

          Ragionando di pancia, non conoscendo le strategie dei poteri forti e della finanza, credo sia una buona notizia per la Banca considerando tutto quello che ha fatto Lovaglio in questi anni e perché Caltagirone …..aveva già dato!
          Stupisce ( o, forse, no) il silenzio assordante del Comune, a trazione destra, e il pesce in barile che ha fatto la Fondazione astenendosi dal voto, a trazione piddina.

          Fausto

        • Roberto scrive:

          Beh, è un fatto che il governo abbia favorito il disegno di Caltagirone di acquisire il controllo di Generali(purtroppo per lui ora svanito). Un altro fatto che il vento sta cambiando e del vecchio abbia desiderato sganciarsi da Caltagirone anche perché oggi ha obbiettivi diversi rispetto a solo 3 mesi fa. Secondo me infine c’è uno scontro sotterraneo Lega FdI, che ha portato alla scelta fatta da bpm (area lega). Inoltre bpm per obbiettivi strategici avrebbe votato comunque per la cordata vincente, tanto è vero che è entrata in assemblea dicendo che avrebbe deciso in quella sede, e una volta che Del Vecchio ha reso nota la sua decisione, rendendo così vincente la cordata Lovaglio, si è accodata. Ovviamente sono tutte mie considerazioni fatte sulla base delle informazioni pubbliche, e quindi potrei sbagliare.

          • Gp scrive:

            Credo che il governo in generale avesse i piedi in entrambe le staffe essendo principalmente interessato a non perdere clienti alle aste dei titoli di stato. Sicuramente qualche politico o membro del governo infedele ha tifato oer una o l’altra parte per motivi personali. Emblematico il fatto che l’ex suocero di Casini, già vicepresidente mps nella scellerata gestione piddinvignimussariana, riesca a prosperare con ogni stagione politica

          • Gp scrive:

            Poi tutta sta guerra avrà l’effetto (voluto o collaterale?) di complicare non poco il lavoro delle toghe (mica rosse, ci mancherebbe) che cercano di dimostrare il ‘concerto’.

          • Roberto scrive:

            Caro GP, solo un cieco (Consob?) non ha visto il concerto. Una volta partito l’esposto da parte di Unicredit, la magistratura non poteva tenere anch’essa gli occhi chiusi ( rossa o nera che fosse).
            Quanto ai piedi in due staffe, beh non sarebbe la prima volta per questo Governo, ma tale politica, a mio avviso, alla fine è sempre perdente. Ma contenti loro, contenti tutti.

          • Gp scrive:

            Se sei così convinto del concerto dovresti essere assai contrariato dalla conferma dell’indagato ‘concertista’ Lovaglio…

          • Roberto scrive:

            Da qualche parte ho scritto che sono contento di Lovaglio? Io sono contento che il piano di Caltagirone di controllare Generali è saltato.

      • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

        Quante bufale, masturbazioni (senza offesa) mentali sul caso Rossi, in cui l’unica cosa che dovrebbe essere fatta è il rispetto per la famiglia del morto, con un serio silenzio stampa, utile a fare tacere le varie fonti fasulle, supportate da giornalai ed opinionisti attaccati all’ascolto delle loro trasmissioni. Silenzio stampa da parte dei media fino a che, forse, sapremo veramente la verità; finora sono solo chiacchere al vento più o meno interessate a nascondere tante cose oppure dare la possibilità a tanti scrittori in erba di produrre libri, memorie, saggi sull’argomento con relativi guadagni per gli autori. In tutto questo scenario deprimente per Siena stamattina c’è stata almeno una buona notizia che all’assemblea degli azionisti del Monte ha vinto la lista di Lovaglio. Non so di che parte politica sia questa persona, ma nella finanza contano i risultati reali e la sua gestione ha risollevato le sorti del Monte ed era ingiusto il suo veloce licenziamento. Leggendo la lista avversa ho notato la presenza di qualche figuro, palazzinaro e smanettone che mi ha spesso ispirato poca fiducia nel suo operato. Meglio così, speriamo che tutto proceda per il meglio perché l’economia cittadina se ne avrà vantaggio. Ultima: mi scuso per la minuscola al Montigiani messa in un precedente commento, anche se sono scettico sulle sue opinioni, non volevo certo mancare di rispetto sbagliando il suo cognome, è stato solo un errore di distrazione, la fretta di scrivere fa anche questo.

        • Eretico scrive:

          Caro Vedo nero,
          siccome batti assai spesso su questo tema (e non c’è niente di male, figuriamoci!), ti dico una cosa sulla famiglia: come detto plurime volte, al netto della madre – sulla quale non aggiungo una virgola, per totale rispetto della persona -, il resto della famiglia stessa non ha mai avuto un comportamento lineare.

          A caldo, hanno dato agli inquirenti informazioni decisive per orientarli sul suicidio (verbali firmati e controfirmati, non chiacchiere da social): nessuno come loro conosceva il (pietoso) stato d’animo dell’imminente suicida, non a caso; poi, da un certo punto in avanti, se le sono rimangiate, una dopo l’altra, ed è (anche) per questo che non hanno mai accettato in alcun modo un confronto pubblico con chi glielo chiede da anni (tipo lo scrivente). Ti sei mai chiesto perché?

          Una ulteriore domanda: può sembrare vagamente credibile che Giovanna Ricci, Maurizio Montigiani (maiuscolo, ci mancherebbe) e magari qualcun altro – rimasto fino ad ora coperto – abbiano parlato fra di loro, per anni ed anni, delle montigianiane “elucubrazioni”, senza mai farne cenno ai familiari? La Commissione potrebbe sic et simpliciter chiederglielo, ma ovviamente non lo fa; i giornalisti, figuriamoci. Speriamo che un giorno ci pensi chi di dovere, suvvia…

          L’eretico

          • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

            Appunto, tutti questi comportamenti contraddittori portano a pensare che ci sia l’interesse di molte persone che non sia scoperta la verità. Questa forse la sapremo quando a nessuno interesserà o non se ne ricorderà più. Intanto continua la telenovela a distrarre ad altre cose più urgenti e decisive per Siena. La stimo Eretico, almeno è una voce indipendente e in buona fede ed in più contribuisce con i suoi incontri culturali a diffondere un po’ di vero sapere a questi senesi, purtroppo peccatori di ignavia.

          • ermellina scrive:

            Scusa Eretico, se non sbaglio in Commissione lo hanno chiesto svariate volte alla Ricci, il perché non si fosse mai premurata di comunicare alla famiglia le sue informazioni, rispondendo di non averlo fatto perché “nessuno della famiglia la aveva cercata, e lei non voleva esser invadente.

          • Eretico scrive:

            Cara ermellina,
            ebbene sì, lei ha detto proprio questo: in audizione, e sotto rigoroso giuramento. Tu le credi?
            Una Commissione reattiva, convocherebbe subito qualche familiare, chiedendo se ha mai avuto a che fare con Giovanna Ricci o Maurizio Montigiani, se si sono mai parlati: scommettiamo che non succede? Scommettiamo che anche questa clamorosa circostanza andrà in archivio?

            Domani, comunque, pubblicherò un pezzo sulla attività della Commissione in settimana prossima, in cui farò sfoggio di autentica preveggenza…

            L’eretico

      • Gp scrive:

        ‘Ottima notizia’

  9. pino mencaroni scrive:

    La voce del silenzio
    “Ci sono cose nel silenzio che non ti aspettavi mai”, magari un colpo di pistola con silenziatore. Nuova pista sotto il segno del Winchester: si consolida la tendenza a chi la spara ancora più grossa.

  10. Paolo Panzieri scrive:

    La commissione d’inchiesta forse avrebbe dovuto secretare l’audizione di Giovanna Ricci, non tanto per lo spessore della sua testimonianza quasi esclusivamente de relato (e quindi sostanzialmente inutile), quanto per proteggerla dalle presumibili conseguenze della stessa.
    Ci sono soggetti, infatti, che spigolando costantemente i social ricavano una specie di reddito dalle incaute illazioni ivi formulate.
    Figuriamoci in tale importantissima sede.

    • Eretico scrive:

      Caro Paolo,
      the show must go on: se vai in secretato, si ferma tutto…peraltro -come detto da Giovanni Fava -a lui si presentò un giornalista, il quale gli fece una domanda partendo da un fatto emerso in modalità secretata…un mistero, suvvia…

      L’eretico

  11. ermellina scrive:

    Caro Eretico
    non solo non credo alla Ricci, figuriamoci! Non riesco a credere in nulla di questa ridicola pantomima che ormai sta dilagando in modo così volgare.
    Spero solo che qualcuno di molto influente nella Commissione riesca a capire/percepire la manipolazione cui sono stati sottoposti certi soggetti, cosa non facilissima. Dispiace solo per la memoria di chi ci ha rimesso la vita. Del resto, stiamo vivendo momenti storici nei quali si stenta veramente a discernere stralci di verità, in mezzo ad una marea di avvenimenti incredibili (almeno, questo è il mood in cui navigo personalmente), figuriamoci cosa potrà accadere alla narrazione di una vicenda che, per quanto seria e grave, è comunque limitata ad una realtà relativamente piccola.

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