Eretico di SienaLovaglio, Magyar, ed un eroe dei nostri giorni (con 2 Ps) - Eretico di Siena

Lovaglio, Magyar, ed un eroe dei nostri giorni (con 2 Ps)

E questo, invece, è il pezzo per così dire generalista: che non poteva proprio mancare, suvvia! Pensare che non ci sarà – per ragioni di tempo – un approfondimento sulla clamorosa rottura fra Trump ed il Papa Leone (e di conseguenza, quella fra Meloni e Trump): ma si può pensare di non riparlarne, a breve? Vediamo anche cosa accadrà dalle parti di Hormuz: i mercati alla pace credono, lo scrivente un po’ meno, ma i mercati sono più importanti…

 

LA VITTORIA DI LOVAGLIO: AMARO LUCANO…

Ciò che è accaduto mercoledì in casa MPS, in effetti, ha quasi dell’incredibile, se rapportato a ciò che era successo a marzo (2026, non chissà quando!): l’ex Amministratore delegato Luigi Lovaglio licenziato, si decide a presentare la sua candidatura, partendo da una lista che aveva circa l’1% del capitale. Strada piuttosto in salita, per così dire…

Poi, attraverso il favor del gruppo Delvecchio (17%), e di BPM (vicino alla Lega), nonché quello dei fondi norvegesi e del colosso Black rock, le cose sono cambiate, fino al clamoroso ribaltone, rispetto ai pronostici marzolini e non solo, con Lovaglio il quale tornerà ad essere l’Ad della banca fu sanese. Il manager di origini potentine, dunque, è l’autentico trionfatore del momento; chissà – mi scrive maliziosamente un amico montepaschino – quelle prime linee della banca che, caduto Lovaglio in disgrazia, non gli avevano neanche fatto una telefonata per riconoscergli l’onore delle armi (e qualche merito), ora come si comporteranno: problemi loro, si capisce.

La rielezione di Luigi Lovaglio è stata senz’altro favorita dal nuovo clima politico, post Referendum e di rottura con tante figure prima presentissime nel Pantheon meloniano, ed ora allontanate per istinto di sopravvivenza politica: oltre a Trump, in tutta evidenza, anche Francesco Gaetano Caltagirone. Un quotidiano – durissimo di solito con la Premier -, lo titola a caratteri cubitali: “Caltagirone mollato da Meloni” (Vittorio Malagutti, Domani 16 aprile, pagina 9). In questi campi, si trova sempre chi è più caltagironiano di te, nevvero?

Come già scritto, in questi contesti non è che ci sia il Bene contro il Male (ammesso che ciò invece valga in altri contesti: il discorso ci porterebbe assai lontano); esiste il male minore, rispetto a quello maggiore: e colui – il Calta – che contribuì a portare a Sienina l’affarone Antonveneta (allora essendo il primo azionista privato), e viste anche altre cosette su cui non entriamo per carità di Patria, per noi resta a priori il male maggiore.

Ergo, giusto così: bene per Lovaglio, ed un bell’amaro per Caltagirone. Lucano, ovviamente…

 

LA VITTORIA DI MAGYAR

La vittoria ungherese di Peter Magyar, domenica scorsa, era stata ampiamente prevista dai sondaggi, ed è avvenuta: ma nessun sondaggio aveva previsto un successo così clamoroso ed eclatante. Finisce l’era Orban, durata 16 anni ininterrotti, con antipasto a cavallo fra XX e XXI secolo. Una autentica era, dunque.

Non si deve essere raffinati analisti di politica estera, per capire che è uno schiaffo sia a Trump – il quale si era esposto in modo plateale, mandando Vance in loco a fare campagna elettorale (doppia musata in pochi giorni, per il vicepresidente: Iran ed Ungheria, per l’appunto), ed ancora di più per Putin, per cui Orban rappresentava una autentica quinta colonna in seno alla Ue: forse non tutti sanno, fra l’altro, che il Ministro degli Esteri dell’esecutivo Orban è accusato di avere passato importanti documenti europei alla cricca putiniana, en passant.

Ad urne appena chiuse, in Italia è partito il consueto psicodramma, in cui è francamente difficile decidere chi abbia dato il peggio (o, forse, il meglio: la qualità politica questa è).

Nel campo meloniano, tutti a dire che queste votazioni dimostrano che l’Ungheria orbaniana non è stata una dittatura: chi perde, va a casa, e non ci sono scuse; ma chi ha mai detto che l’Ungheria era diventata una dittatura di stampo classico, novecentesco? Non sarebbe potuta restare neanche nell’Unione europea, fra l’altro, se lo fosse diventata. La migliore definizione di cosa fosse l’Ungheria orbaniana, l’aveva data Orban stesso: una “democrazia illiberale”. In cui, se una parte vince – soprattutto se stravince! -, l’altra parte va giustappunto a casa. Il video in cui la Premier sponsorizza la campagna elettorale di Orban (con anche Salvini, peraltro), resta agli atti, per così dire.

Per quanto concerne l’opposizione italiana, ovvia ed anche legittima la soddisfazione, ci mancherebbe; ma bisogna pur tenere conto che l’Ungheria post Orban sarà guidata da un ex orbaniano di ferro (pur convertito all’europeismo, fortunatamente), fortemente rigoroso contro l’immigrazione e iper tradizionalista-nazionalista. E soprattutto, esultare in modo trionfalistico – invece che sic et simpliciter prendere atto con soddisfazione – per la attuale situazione magiara è in effetti curioso, visto che a Budapest esistono ormai solo tre blocchi: il centrodestra di Magjar, la destra di Orban (sconfitta), nonché l’estrema destra (che non ha sfondato, ma è ben presente).

Dulcis in fundo: oggi che finalmente Orban se ne è andato, chiederà Ilaria Salis di essere processata in una Ungheria in cui è tornato il pieno Stato di diritto?

 

UNO CHE NON SI GIRA DALL’ALTRA PARTE

Nello scorso fine settimana, in uno dei luoghi più centrali di Massa, c’era un signore di 47 anni – Giacomo Bongiorni -, il quale insieme alla sua compagna Sara ed al figlioletto di 11 anni stava mangiando in beata pace. Vede dei ragazzotti compiere atti teppistici, scagliando bottiglie ed altro contro una attività di kebab. Interviene, di certo lo avrà fatto in modo deciso, da persona incazzata per ciò che si stava appalesando davanti ai suoi stessi occhi. Picchiato dal branco – almeno 5,6 personcine -, continua ad essere colpito alla testa anche quando è a terra, ove viene lasciato, esanime. Muore davanti a Sara ed al figlioletto. Oggi, nella cattedrale di Massa, i solenni funerali.

Il branco ovviamente poi si dilegua. I 5 indagati (3 minori), una volta raggiunti, fanno sapere tramite l’avvocato essersi trattato di legittima difesa, e che secondo loro la vittima aveva tirato una testata (di cui non si ravvisa traccia nelle telecamere, e della quale nessun ragazzo porta i segni, a quanto si sa).

La mamma – romena, madre di Alin Carutasu – chiosa subito essere una tragedia “ma mio figlio è un bravo ragazzo”. Il padre, si spinge oltre, avallando la tesi della testata fantasma. Un caso di immigrazione davvero perfettamente riuscito: la famiglia è diventata arciitaliana; in Romania, allo scrivente illo tempore capitò di vedere – a Sibiu – dei carcerati che lastricavano il selciato di una strada del centro, con una quarantina di gradi di caldo umidissimo…

Giacomo Bongiorni – senza alcuna retorica, che come noto non alberga in questo blog – è un autentico eroe dei nostri tempi: poteva ovviamente fregarsene, come avrebbe fatto la gran parte delle persone. Per poi magari andare, sui social, a stigmatizzare con veemenza l’accaduto: con piena ragione, sia chiaro. Sempre meglio della totale indifferenza.

Poteva chiamare le forze dell’ordine, certo: la soluzione più razionale e plausibile; peraltro, soluzione a rischio anche quella: se lo avessero visto o sentito, i ragazzotti lo avrebbero verosimilmente aggredito lo stesso.

Giacomo Bongiorni, invece, ha scelto la soluzione individuale (non individualistica), quella più a pelle e rischiosa: ed ha pagato per la sua stessa vita, a fronte del nichilismo esistenziale – condito da violenza gratuita ed eccessiva – che oggi la cosiddetta società (dalle famiglie alla scuola) tende sempre, sistematicamente, a coprire.  Fino a quando, drammaticamente, si trova a dover coprire se stessa: di vergogna…

 

Ps 1 Due lutti pesanti nel mondo dello sport, due figure di atleti che lo scrivente – a suo tempo – seguiva in modo morboso: a neanche 50 anni, in un beffardo incidente stradale nella sua Austria, ha perso la vita Alex Manninger, portiere di tante squadre europee di altissimo livello, nonché del Siena al suo top, una ventina di anni or sono. Finito di fare il portiere, si era messo a lavorare con il legno: persona concretissima, nonché un autentico signore in campo.

Ieri, è arrivata la notizia della scomparsa del cestista brasiliano Oscar Schmidt, per tutti Oscar: straordinario tiratore, aveva 68 anni. Ennesima conferma che è una sciocchezza, quella dei brasiliani tutto estro, nello sport: lui era sic et simpliciter una macchina da canestri, senza tanti fronzoli, se non appunto quello di una mano a dir poco mortifera. Essendo lo scopo del basket quello di metterla dentro, se poco vi sembra…

Ps 2 Per quanto riguarda l’attività presidenziale, segnalo giusto un paio di cosette: la prima, che lunedì lo scrivente terrà una conferenza sui 4 anni di guerra fra Russia ed Ucraina (Sala storica, ore 17,30, as usual), come piccolo antidoto a tanta disinformazione che gira (da tutte le parti, si capisce); giovedì, invece, si è svolto in Sala storica un altro evento sull’attualità geopolitica, dedicato alla Palestina: Gaza, ma anche la Cisgiordania. I due relatori – pur schieratissimi con le ragioni palestinesi – hanno saputo con pacatezza e con ampia documentazione (soprattutto nel caso di Fabio Lattanzio, il quale è stato anche osservatore delle elezioni in Cisgiordania nel 2006) trattare il complesso ed incandescente argomento.

Ricordo altresì che, a coloro i quali avevano montato tutta la polemica ai tempi della ospitata di David Parenzo, era stata dallo scrivente offerta la disponibilità della Sala storica (data prevista, il 7 marzo): ma i Tomaso Montanari e le Francesca Albanese pretendono solo platee allineate e plaudenti, e non si sono presentati. Quando pontificano a microfoni aperti, magari, qualcuno lo tenga presente…

 

 

 

18 Commenti su Lovaglio, Magyar, ed un eroe dei nostri giorni (con 2 Ps)

  1. Barabba scrive:

    Lovaglio 2.0: alcune domandine che dovrebbero trovare a breve una risposta:
    1) il nuovo/vecchio A.D. confermerà in blocco le attuali ‘prime linee’ della banca (Chief) ? Anche quelli che negli ultimi 20 giorni si sono ben guardati dal tributargli un pubblico ringraziamento per averli resi in questi anni ancora più ricchi e ancora più potenti di quanto non fossero prima ?
    2) valuterà di rivolgersi all’esterno per cercare di accrescere il livello manageriale, magari sacrificando quelli che non conoscono l’inglese ?
    3) manterrà anche il ruolo di Direttore Generale o deciderà di promuovere il suo delfino ?
    Ah, non saperlo …..

  2. Ics scrive:

    La crescita dei tassi di interesse ha permesso perfino al monte di darsi una sistemata.
    Lovaglio è un ottimo dirigente, ma guidare una banca negli ultimi anni è stato come pedalare in discesa.
    Si profila all’orizzonte il terzo polo: sede meneghina & trazione francese.

    L’è durato 16 anni, speriamo Re Sergio riesca a superarlo con un terzo mandato.

    È morto un soldato francese unifil: si ritiri l’inutile contingente italiano, sta arrivando la bella stagione ed abbiamo bisogno dei soldati per le strade sicure.

    Concordo ma se invece di buscarle ti difendi, è facile che poi trovi qualche solerte magistrato a farti il culo

    • Anonimo scrive:

      Mi permetterei di dirti che minimizzando l’operato di Lovaglio stai commettendo lo stesso errore di Caltagirone e dei commentatori che davano vincenti la lista del CDA….Per spezzare una lancia a suo favore mi permetto un paragone con altri “banchieri” passati da Siena. Quando Unicredit annunciò la due diligence l’allora AD MPS Bastianini, in quello che fu probabilmente il momento di massima incertezza, oltre che il più vicino alla scomparsa della banca fondata nel 1472 (si salvò solo per l’avidità di Orcel) non fece altro che mostrarsi ai dipendenti con un audio registrato (in verità Bastianini non ebbe nemmeno la dignità di metterci la faccia) dicendo, testuali parole, che per la banca era un onore ricevere le attenzioni di Unicredit, che ne riconosceva quindi il valore: ogni commento è superfluo. Una delle prime azioni di Lovaglio è stata acquistare un sostanzioso pacchetto delle azioni di MPS: con soldi suoi, quando la banca navigava ancora in cattive acque. Faccio notare, sempre per paragone, che Orcel si era invece ritirato perchè lo Stato non pagava abbastanza per il salvataggio. Lovaglio ci ha creduto, forse l’unico, ed i fatti gli hanno dato ragione (io al posto suo col cavolo che ci avrei messo i miei soldi). E anche in seguito la faccia non l’ha mai nascosta, anzi. A volte bastano anche solo gesti a fare la differenza e a farla capire agli altri.

      • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

        Concordo in pieno nel giudizio su Lovaglio. Ora che ho saputo anche che aveva comprato delle azioni Bmps, correndo un grosso rischio personale, ne aumenta la mia stima nei suoi confronti.

  3. Paolo Panzieri scrive:

    Ho letto da qualche parte che l’operazione Magyar sarebbe stata concordata addirittura con l’orco Orban per fare in modo che l’Ungheria potesse sbloccare i soldi di Frau Blucher, di cui ha estremo bisogno, senza cambiare di un millimetro la sua politica.
    Dietrologia? Qualche segnale, però, lo abbiamo già avuto … chi vivrà vedrà.
    Gulash di Gattopardi.

  4. Eretico scrive:

    Caro Paolo,
    questa mi sembra in effetti un po’ dietrologica.

    Ad ogni buon conto, dopo la netta ringollata di domenica scorsa in Ungheria, i filoputiniani possono tirare un sospiro di sollievo: con le elezioni di ieri, la Bulgaria – slava ed ortodossa, non cattolica come l’Ungheria – potrà degnamente sostituirla come quinta colonna russa…

    Ho corretto il nome della Salis: non era certo la Sindaca di Genova, a doversi fare processare a Budapest, ma l’altra Salis…

    Buona settimana a tutti i lettori, ordunque!

    • Paolo Panzieri scrive:

      Ma Sanchez e Micròn, che seguitano ad acquistare in quantità industriali sempre maggiori il gas russo saranno mica sotto sotto più filoputiniani del nuovo Pippero (cfr Elio e le Storie Tese) appena eletto?
      Personalmente preciso che piuttosto che farmi chiudere di nuovo in casa da frau Ursula nostra, farei senz’altro lo stesso.
      Ma basta ipocrisie per favore.

  5. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Sulle due Salis, politicamente scorretto. Tra l’altro la Salis genovese, oltre che essere molto più civile dell’altra, è anche una bella donna.

  6. Gp scrive:

    Come per magia appena l’ambasciatore ungherese ha annunciato lo sblocco dei 90 miliardi per zelensky, l’oleodotto druzba ‘dannegguato dai russi’ è tornato a pompare petrolio in Ungheria, e la ue ha ricominciato a pompare miliardi ai magiari. Ma queste non sono ingerenze nelle elezioni.
    Dei 90 miliardi mandati all’ucraina circa 14 sono italiani (quasi una finanziaria) quindi i 10 milioni di ‘fessi’ che in italia pagano il 75% delle tasse manderanno ULETRIORI 1000 eur a testa in Ucraina… oltre a sobbarcarsi di nuovo gli effetti della inflazione energetica mentre spagna e francia fanno man bassa di gas russo

    • Eretico scrive:

      Caro Gp, ti potrei scrivere che sic et simpliciter la Russia non aveva da invadere l’Ucraina, per dire…

      Mi spingo oltre: va da sé che – come scrivi correttamente tu – è quantomeno sospetta la immediata riapertura dell’oleodotto in questione, che gli ucraini, di certo, hanno usato come importante arma di pressione in vista del voto magiaro. E allora?

      Spererei che anche l’Italia – se un giorno venisse invasa da chicchessia – usasse gli stessi mezzi degli ucraini, compresi gli attentati in suolo nemico, contro i suoi invasori; come scritto all’inizio, la ricetta per non avere problemi agli oleodotti, oppure macchine che saltano per aria con gente dentro, c’è, ed è sempre valida, oggi come ieri e domani: basta non invadere il territorio altrui…

      L’eretico

      • Gp scrive:

        E allora se l’Ucraina fa i propri interessi a discapito altrui perché noi dobbiamo darci all’autolesionismo? E se siamo così sensibili alle violazioni mondiali dei diritti… perché mandiamo centinaia di miliardi agli ucraini invasi e sanzioniamo la russia, perché non facciamo altrettanto con l’azerirbajan (vs armeni), contro i turchi che occupano illegalmente la siria e perseguitano i curdi, contro Israele che occupa illegalmente libano, siria, cisgiordania… e potrei andare avanti (a partire dai ns fornitori energetici Usa, Algeria, Tunisia, dittature del golfo ecc…)

        • Eretico scrive:

          Caro Gp,
          i soldi all’Ucraina non li mandiamo solo per un motivo prettamente etico: non è infatti l’unica guerra di aggressione in corso, ma non si può aiutare tutti, è come con i dindini per la beneficenza, no? Bisogna fare una scelta, meglio se ponderata.

          Aiutiamo l’Ucraina anche – e soprattutto, direi – per motivi di interesse, concreto e strategico: non mi pare per esempio che le Nazioni che hai citato siano da anni così attive – come invece la Russia – nella cyberwar contro l’Italia, oppure ne insultino in modo inqualificabile politici ed istituzioni.

          Per me, la Russia attuale è un nemico già oggi – lasciamo stare il futuro -, altre dittature fortunatamente no: per te invece non è così, ed io rispetto la tua opinione, ci mancherebbe…

          L’eretico

        • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

          E’ la vecchia vecchia “Ragione di Stato”: per difendere esteriormente i diritti civili di uno Stato invaso si critica e si boicotta l’invasore, se invece conviene negoziare con un altro colpevole di genocidio ed invasione, si chiude un occhio come non fosse successo nulla, Erdogan è pulito ed anche i capi dell’Azerirbajan ed altre simili casistiche. Parafrasando “La fattoria degli animali” di Orwell: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni di loro sono più uguali” sostituendo parola “animali” con “Stati”. Ultima novità: Sulla base di diverse inchieste giornalistiche e report di settore del 2024 e 2025, la Francia è emersa come uno dei principali importatori europei di gas naturale liquefatto (GNL) russo, spesso incrementando gli acquisti nonostante gli obiettivi europei di riduzione della dipendenza energetica da Mosca. Anche la Germania, attraverso SEFE (società nazionalizzata dal governo tedesco), ha continuato a importare GNL russo, spesso scaricandolo nei terminali belgi o francesi per poi immetterlo nella rete. Ma dove vogliamo andare? L’Unione Europea che dice? E i buonisti europeisti?

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