Eretico di SienaBufala Rossi: il Presidente Vinci è contento, noi anche di più... - Eretico di Siena

Bufala Rossi: il Presidente Vinci è contento, noi anche di più…

Già con la valigia quasi in mano, mi trovo piacevolmente costretto a scrivere giusto due cosette sull’ultima audizione della Commissione parlamentare sul Caso Rossi: come si fa a non farlo, di grazia?

Quanto alla vacanza, magari poi qualcosa se ne scriverà; avevo programmato una crociera last minute sullo Stretto di Hormuz, confidando assai nel Memorandum of understanding di giugno fra USA ed Iran, ma sembra non sia più il momento migliore per andarci (Trump riesce a rovinare anche le vacanze, sic); ergo si ripiega – non potendo avere tutto dalla vita, come noto – sulla Capitale dei nemici per eccellenza, per noi amanti del Risorgimento: Vienna…

 

IL PRESIDENTE VINCI GIOISCE: CONTENTO LUI…

Ci siamo già occupati, nel recente passato, del Presidente della Commissione di inchiesta parlamentare sul Caso Rossi – l’onorevolissimo Gianluca Vinci: attuale meloniano, ma ex leghista duro e puro -, descrivendone l’inguaribile ottimismo, magari un po’ allergico ai fatti; in una occasione, per esempio, abbiamo messo in evidenza come il suo fosse un ottimismo di matrice prettamente trumpiana: per lui, la “sua” Commissione avrebbe dimostrato in modo inconfutabile che si è trattato di un omicidio, esattamente come The Donald, ai primi di marzo, diceva e scriveva sui social apertis verbis che la potenza militare iraniana era stata demolita, annichilita da cima a fondo, e che Hormuz era sotto il suo pieno controllo.

Dobbiamo però dire che le sue – dell’onorevole Vinci, non di Trump – dichiarazioni a caldo del 21 luglio rappresentano – almeno per ora – il top of the top: martedì, infatti, si è tenuta una audizione, la quale – ovviamente con i toni felpati che si utilizzano fra colleghi: i quali si erano, a loro stesso dire, confrontati prima sulle rispettive consulenze – ha visto i tre consulenti della Commissione I dire con chiarezza che, per quanto da loro analizzato, non si è trattato di un omicidio; dall’altra parte, si era di fronte al consulente principe della Commissione bis – il colonnello Adolfo Gregori – il quale ha tenuto la sua posizione: senza però – come vedremo – assolutamente esprimersi a favore della tesi dell’omicidio, a differenza di quanto forse Vinci si aspettava.

Ebbene, a fronte di tutto ciò, nessuno si attendeva che il Presidente Vinci ammettesse la pur evidente Waterloo, ci mancherebbe altro; bastava dire che, durante la lunga audizione in questione, erano emerse visioni articolate, plurali, diciamo pure diverse (per non dire antitetiche): niente di tutto ciò, però.

Così come era già accaduto in precedenza, con l’audizione in cui si erano confrontate le versioni dei medici legali della prima Commissione con quella del dottor Robbi Manghi – consulente della seconda, ora peraltro sparito dai radar -, colui che spiegò davanti al pubblico l’esegesi del meraviglioso video sulla dinamica dell’omicidio (assai presunto, e smontato – pezzo per pezzo – dai consulenti sentiti martedì scorso…). Anche in quella occasione, per Vinci non c’era alcuna discrasia fra i consulenti della prima e della seconda Commissione. Figuriamoci…

Fidando nel fatto che giustamente la gente ordinaria non si mette a guardare una lunga audizione, il Presidente Vinci – per così dire – offre la sua interpretazione personale dell’evento, e nessun giornalista gliene chiede conto, purtroppo.

Da fonti di stampa – La Nazione del 22 luglio, con Laura Valdesi (pagina 7 Cronaca di Siena) – si viene poi a sapere che il prossimo 4 agosto dovrebbero essere auditi Bernardo Mingrone (colui che chiamò il 118), il custode Massimo Riccucci nonché Gian Carlo Filippone: tutta gente sentita, negli anni, sia dalla Procura che dalla Commissione I (ma questa attuale è meglio, si capisce); a proposito di audizioni: nel video prodotto dalla Commissione bis, ci sono i due assassini, che secondo loro sarebbero Gianni Fava – già audito – e il fantasmatico Antonio Muto. Invece che richiamare chi ovviamente non ha niente da aggiungere, perché il Presidente Vinci non convoca Antonio Muto, di grazia? Sarebbe il primissimo da sentire – e lo sarebbe da mesi -, invece niente di niente: si fa per chiacchierare, eh…

Comunque, per il Presidentissimo quella del 21 luglio invece che una autentica Waterloo sarebbe stata un mezzo trionfo: “è emerso che le due perizie, quella della prima Commissione di inchiesta e quella dell’attuale, in realtà non sono in contrasto; la precedente perizia è stata fatta su 19 quesiti molto specifici e che avevano messo molti vincoli e le risposte non vanno assolutamente in contrasto con quelle di quest’ultima Commissione”.

Ah, ma davvero? Contento lui…

 

I CONSULENTI DELLA PRIMA COMMISSIONE SMONTANO L’OMICIDIO

I consulenti della Commissione I erano il tenente colonnello dei Ris (Reparto investigativo speciale dei carabinieri), Paolo Fratini, il tenente colonnello Claudio Ciampini ed infine un docente universitario, il professore Antonio Culla, fisico presso il Dipartimento Ingegneria meccanica de La Sapienza; dall’altra parte – come detto sopra – c’era il colonnello – anch’egli del Ris – Adolfo Gregori, consulente della Commissione attuale.

Il confronto fra le due consulenze era stato lodevolmente richiesto, alcune settimane or sono, dal gruppo del Pd, in particolare dall’onorevole Andrea Rossi, il quale poi ha avuto anche un gustosa battibecco con il Presidente Vinci: dando dimostrazione del fatto che almeno un minimo di contraddittorio esiste, anche in questa Commissione. Fortunatamente, verrebbe da dire…

Per chi non lo ricordasse, la consulenza dei Ris voluta dalla Commissione I, propendeva nettamente, pur con le cautele del caso, per il “gesto anticonservativo”, peraltro sulla scia della fondamentale consulenza Cattaneo-Zavattaro. David Rossi suicida, insomma.

I tre consulenti, in questa audizione del 21 luglio, hanno ovviamente confermato, scendendo in particolari che basterebbero ed avanzerebbero per chiudere ulteriormente la questione; il tenente colonnello Fratini ha per esempio fatto presente che, se un assassino avesse provato a spenzolare Rossi dalla finestra (tesi della Commissione bis, sic), avrebbe corso lui stesso il concreto e serio rischio di andarsene di sotto, insieme al Rossi. Il consulente ha infatti ricordato come, tenendo un peso di ghisa (quelli da palestra, per capirsi) da 40 kg (e Rossi ne pesava circa 70), lui stesso ha rischiato di cadere, ed è stato trattenuto dai colleghi, durante una prova ad hoc.

Aggiungendo che la dimensione della finestra, la presenza del fancoil in quella specifica posizione, rendeva pressochè impossibile la presenza di addirittura due “spenzolatori” del manager montepaschino, come invece sostenuto dalla Commissione bis. Totale divergenza di vedute, insomma.

Nessuno – sotto l’ombrellone, ovvero impegnato in perigliosi trekking montani – ha voglia di guardarsi tutta questa audizione, ci mancherebbe altro; essendoci invece noi sacrificati – con il consueto masochismo, lo ammettiamo – per i lettori, suggeriamo loro di godersela per almeno un quarto d’ora circa, diciamo da quando il timer segna 1 ora e 25 minuti, fino a quando arriva a 1 ora e 43: 18 minuti sottratti magari ad altro, ma spesi bene, date retta…

Il Presidente Vinci, da par suo, vede piena continuità fra ciò che è stato affermato dai consulenti della prima Commissione, e da quella attuale; come già detto, contento lui…

 

NEANCHE IL COLONNELLO GREGORI SI SBILANCIA

L’elemento forse più significativo dell’audizione del 21 luglio, però, è un altro: ed emerge proprio da ciò che ha detto il tenente colonnello Adolfo Gregori, il consulente portato in palmo di mano dal Presidente Vinci; colui il quale – come detto dall’onorevole in più di una intervista – ha fatto fare il passo in più, quello decisivo verso la tesi omicidaria. Soprattutto con la parte della sua consulenza sull’orologio, da anni presentata come la prova provata della (inesistente, ma è un dettaglio di contorno) colluttazione: elemento – ci permettiamo di dire – su cui i consulenti della famiglia hanno già fornito svariate interpretazioni (si ricorderà fra le varie la straordinaria perfomance dell’ingegner Scarselli: quella, insuperabile, dell’orologio scaraventato di sotto dall’assassino 30 minuti dopo la caduta del Rossi, sic).

Ebbene, il Gregori – che fra l’altro appare persona assai misurata e pacata – ha fatto una premessa metodologica cruciale, rispetto alla sua tanto sbandierata consulenza: vale a dire che ciò su cui si è espresso lui, è sic et simpliciter da intendersi come una singola tessera del mosaico, un pezzo del puzzle, all’interno di un lavoro prettamente investigativo, il quale non è certo di sua competenza.

“Io non mi esprimo in termini né di omicidio, né di suicidio…vanno dimostrati con un’altra serie di attività, che sono quelle investigative…le valutazioni (se si tratti di omicidio o suicidio,Ndr) non sta a noi farle…noi diamo i dati che vanno inseriti in una indagine più ampia”. Più chiaro – e corretto – di così, non si potrebbe.

Colui che sarebbe il consulente chiave della pista omicidiaria, colui seguendo la cui consulenza da mesi il Presidente annunzia urbi et orbi che di omicidio si è trattato senza dubbio alcuno, butta lui stesso acqua sul fuoco, per non dire altro: però l’audizione è stato un successo pieno, ci mancherebbe altro…

La “indagine più ampia” evocata giustamente da Gregori, per quanto concerne l’attività della Commissione bis, sembra esaurirsi nell’agnizione del povero Francesco Giusti da parte di Giovanna Ricci (testimone di provatissima fiducia, si converrà), abbinata alla fantomatica deduzione sulla pista mantovana – smentita da tre consulenze di parere opposto, compresa quella dei Ris della Commissione I – generata dal famigerato 4099009, frutto delle “elucubrazioni” da detective di Maurizio Montigiani. Roba grossa, e soprattutto seria, capace di raggere in qualsivoglia aula di Tribunale.

Archiviato il mezzo trionfo del 21 luglio, per il futuro della Commissione si immaginano davvero leopardiane sorti magnifiche e progressive, di qui alla fine dei lavori.

Grazie in larga parte proprio al Presidente Vinci, lo scrivente  sta buttando giù uno dei libri più blindati documentalmente della sua ormai lunghetta carriera: tutte (quasi tutte, suvvia) fonti aperte, eppure esplosive; cosa può desiderare di più uno scrittore?

Ancora una volta – ma mai abbastanza -, che Iddio ci conservi il più possibile il Presidente Vinci…

 

 

 

12 Commenti su Bufala Rossi: il Presidente Vinci è contento, noi anche di più…

  1. G scrive:

    Pertinaci nei loro assunti…

  2. Anonimo scrive:

    Per Riccucci e Filippone e’ uno stillicidio continuo e spero per loro che abbiano la pazienza di Giobbe!!
    Di solito però dopo un girone di andata, c’è sempre il girone di ritorno……….

    • Eretico scrive:

      Caro lettore,
      concordo con te al 100%, ma ti devo aggiungere una cosa, su cui ovviamente darò altri elementi concreti nel futuro libro: di Massimo Riccucci, nello specifico, non so, ma su Filippone posso dire (perché mi ha autorizzato lui stesso) che questa persona è dal 2016 che è sotto pressione, e ci sono certificati di medici che lo attestano, nel dettaglio; a questo giro, verrà sentito solo per la disperazione della Commissione (che non sa più a quale innocente rivolgersi) e per il protagonismo fuori tempo massimo di uno che vende ed aggiusta cellulari giusto in Via dei Rossi… chissà che un giorno qualcuno non sia finalmente chiamato a rispondere delle sue azioni: la ruota gira, per l’appunto, e la Giustizia è lenta assai, ma spesso arriva…

      L’eretico: viennese, ma sempre sul pezzo, riguardo alla bufala del secolo

  3. UNO DI STROVE scrive:

    Caro Eretico, intanto salutami Vienna, città in cui vale sempre la pena andare e tornare: spero di poterci tornare anche io il prima possibile.

    Sul tuo libro nuovo dedicato al Caso Rossi sto creando una discreta attesa fra le mie relazioni. Come ti avevo già scritto, qualcuno sono riuscito a convincerlo della bufala, altri ancora no: ma ritengo sia normale, dopo anni di indottrinamento mediatico, a livello nazionale, senza mai contraddizione e contraddittorio. Fra le tante cose, infatti, io mi chiedo come faccia la gente a non insospettirsi: la storia se la raccontano, e sempre con gli stessi toni scandalizzati, sempre gli stessi, se la cantano e se la suonano. Familiari, avvocati dei familiari, giornalisti sempre a favore (e quelli che sanno la verità, stanno zitti per non avere problemi), conduttori che si sbracciano per fare riaprire il caso, Presidente di Commissione che va ogni tre per due in tv a dire che è stato un omicidio al 100% (e non ne è sicuro neanche il suo superconsulente, come hai documentato in questo pezzo).
    Credo davvero che non ci siano eguali nella storia recente: almeno per Garlasco ci sono innocentisti e colpevolisti (e quello è un omicidio, a differenza di questo), qui come detto sono sempre a cantarsela e suonarsela.

  4. UN QUASI VIENNESE scrive:

    Caro Eretico, adesso sto a Belluno, ma per motivi di lavoro ho vissuto per molti anni a Vienna. Città a dir poco affascinante, con un inizio di Novecento animato dai massimi fervori culturali: Freud, l’Espressionismo in pittura, e poi musica, canto, gli straordinari organi delle chiese, non solo Santo Stefano. E Zweig e Roth e Schnitzler in Letteratura.
    Eppure, come sai molto meglio di me, questa città cosmopolita per eccellenza si riversò sui suoi lunghi viali per acclamare tripudiante Adolf Hitler, manifestando giubilo genuino per l’Anschluss con cui l’Austria divenne parte integrante del Terzo Reich hitleriano.
    Così andò, e fino in fondo non si può capire il perché. Un brivido mi corre lungo la schiena, se penso che in Germania, sondaggi alla mano, un Partito neonazista è oggi, nel 2026, primo…

    • Gp scrive:

      L’Austria dopo la prima guerra mondiale era passata da grande impero a staterello senza neanche sbocchi sul mare (senza contare le perdite ottocentesche)… credo che negli anni ’30 il risentimento degli austriaci fosse enorme e per certi versi giustificabile. Oggi non ci sono assolutamente condizioni paragonabili e i partiti di destra europei non hanno nulla a che vedere col nazismo e il fascismo, che probabilmente stanno davvero tornando, ma non da dove ce li aspettiamo… occhio all’IA… ci sono aziende grandi come stati che hanno il potere di sapere letteralmente tutto di tutti

      • ermellina scrive:

        Replica da imperaturo monumento.
        Quando mi capita di dirlo a qualcuno, chissà perchè passo sempre da Cassandra.

  5. UN AMMIRATORE DA TEMPI NON SOSPETTI scrive:

    L’Eretico è in giro per Vienna, mentre il Presidente Vinci invece in vacanza non va: ho visto che oggi ha detto che si va avanti con la barra dritta con la pista della “valigetta” e dell’ormai famigerato 4099009. Grandi pentiti di ‘ndrangheta si annunciano sugli schermi della Commissione, da settembre: gente che c’entra come il cavolo a merenda e a colazione con il Caso Rossi.
    Io mi chiedo: ma una Commissione può avallare una tale castroneria, quella del 40099, sbugiardata più volte ed anche dai Ris della Commissione I? A me pare una cosa surreale, e non si ringrazierà mai abbastanza il gestore di questo blog per tenere la barra dritta su questo argomento, navigando controcorrente.
    Solidarietà totale a Francesco Giusti, Riccucci e Gian Carlo Filippone. Mi auguro solo che qualcuno, un giorno, possa essere costretto a pagare per ciò che ha fatto.

  6. UNO CHE NON SE LA BEVE scrive:

    Caro Eretico, oltre ai complimenti sinceri, ti dovrebbero fare un monumento in bronzo: da quel che ricordo, Vienna ne è piena, nei parchi e nelle strade. Siena te lo dovrebbe fare, per il passato ed anche per il presente.
    Sei l’unico che abbia saputo tenere in modo coerente e documentato la sua posizione (per me sacrosanta) sul Caso Rossi, anche nei momenti più in salita. Non c’era bisogno di questa ultima chicca, però questa è veramente clamorosa: la Commissione che chiama uno ‘ndranghetista di chiara fama (questo Nicolino Grande Aracri), che ovviamente non ha mai conosciuto Rossi, per chiedergli cose che di sicuro con il 6 marzo 2013 non hanno alcuna attinenza.
    Non convocando invece quell’Antonio Muto che, secondo le suggestive dichiarazioni di gente credibilissima tipo l’avvocato Goracci (che incontrò uno che gli si presentò spacciandosi come tale, ma poi non corrispondeva alle foto sul web: scene da Scherzi a parte) o come Giovanna Ricci, sarebbe stato nella stanza di Rossi nel momento della defenestrazione. O l’assassino, o il complice number one. Il Presidente Vinci sembra quasi credere a ciò che dice.
    Tu chiedi perché non convocano Muto. Io, più modestamente, domando: ma ci prendono proprio per idioti?

    In ogni caso, mi associo alla solidarietà per il Riccucci e per il Filippone: persone per bene, come risaputo da tutti in città, che si trovano ad essere auditi prima di un boss della ‘ndrangheta: ci si rende conto di questo?
    Chiudo con una domanda, caro Eretico e cari lettori: ma non si può proprio fare niente come cittadini? Io sono pronto a manifestare, perché questa cosa mi indigna sempre di più.

    • ermellina scrive:

      Purtroppo, con questo caso meglio che con qualunque altro, si può toccare con mano cosa significa la manipolazione dei media.
      Si deve tener presente che per l’opinione pubblica il caso Rossi nasce praticamente solo dopo l’uscita del video della sua precipitazione. Manca al 99% delle persone che segue il caso, tutta la parte precedente, ovvero gli accadimenti dal momento in cui successe il fattaccio, le reazioni della famiglia, a partire dalle critiche sulla persona del Rossi, le indagini svolte sul momento e tutti gli annessi e connessi che può conoscere solo chi ha seguito la vicenda fin dal primo momento. A questo aggiungiamo appunto tutta la vergognosa manipolazione mediatica, le giravolte della famiglia, il fatto che in pochi seguiamo le interviste delle Commissioni (e anche se venissero seguite, i più non ci capirebbero un emerito nulla), il fatto che anche solo per bieco momentaneo protagonismo qualcuno si presta ad assecondare la narrazione. Ecco perchè si è creato un muro che chissà se si sfonderà. Io mi auguro di sì, ma non sono troppo ottimista. L’unica speranza è che il libro che sta scrivendo l’Eretico trovi ampia diffusione, ma anche qui suppongo che verrà acquistato soprattutto da chi già abbraccia la tesi del suicidi@.

  7. Eretico scrive:

    Cari lettori, intanto vi ringrazio molto per i vostri commenti, sempre stimolanti, spesso davvero ben argomentati e documentati.

    Qui a Vienna, pur caldo (sopra i 30 gradi), si sta davvero benone, grazie ad un corroborante vento: mi dicono che a Sienina così non sia; ma che un cristiano debba andare a cercare il clima continentale, per stare meno peggio che nel cociore di casa sua, mi sembra davvero il segno dei tempi!

    A breve (quando? Boh) scriverò qualche bischerata sulla città, donde mancavo da più di 20 anni…

    L’eretico, viennese

  8. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Eretico quante cose cambiate, in peggio, troverai in Italia. A Bologna, faro della filosofia buonista, stanno succedendo cose tristi dopo la morte del solito extra comunitario, mussulmano, spacciatore e minorato psichico, povera vittima dei cattivi poliziotti nonostante i video e le prove siano tutte a favore della “cattiva” Polizia. Ovviamente i sinistrorsi sono a fianco delle povere “nuove risorse” e molti emuli della Salis hanno danneggiato molti negozi e ferito i “cattivi” poliziotti. Spero che le prossime elezioni siano puniti duramente e magari a quelle comunali, Bologna e quelle regionali, l’Emilia Romagna non siano più delle piazze buoniste. Il caso Roggiero? Al parlamento, Mattarella sventola il ventaglio in occasione delle prossime vacanze parlamentari; la pratica della grazia per il povero gioielliere sta iniziando a prendere la polvere. Non dimenticherò la sua faccia di br..zo quando, davanti al Palazzo Pubblico, la famiglia di Rossi presentò la richiesta di approfondimento delle indagini della morte di David, faceva l’invidia di un giocatore di rugby per come scansò le due donne per proseguire nella visita a Siena. A Sienina nostra? Tutto fermo. Isolata dalle principali vie di comunicazione. I turisti che arrivano meriterebbero una medaglia dopo aver sopportato tutti i disagi per superare l’isolamento; ritorneranno in futuro? Il Monte? Ancora è di Siena, ma il futuro è incerto. Ah già, ora c’è il Palio e tutto è accantonato. Anche del caso Rossi, con tutte queste (belle) notizie qualcuno se ne è dimenticato o forse stufato. Questo a casa nostra, ma anche il Italia ed all’estero le cose non vanno meglio. Speriamo che con questo caldo Trump non peggiori ancora di più le cose. Insomma: continuiamo a farci del male. Goditi la vacanza; almeno in Austria di sicuro starai meglio che in questo calderone italiano.

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