La bufala Rossi: lo spettacolo continua (e una querela)
Come i lettori del blog sanno, a fine luglio ho fatto un manzoniano fioretto: fino alla pubblicazione del mio prossimo libro sull’argomento (fine 2026), basta pezzi monografici sul Caso (bufala) Rossi; ciò detto, vista l’esondazione mediatica di questi giorni (come sempre in questo caso, senza mai il contraddittorio ed il pluralismo), una deroga mi tocca assegnarmela.
Peccato davvero per le cosette di Politica estera (fra Teheran, Washington, Mosca e l’Europa) che avevo quasi pronte, ma – come si scrive spesso – non si puole avere proprio tutto dalla vita. Il “Caso Rossi show” – non fosse altro che per il fatto che nessuno ne scrive in modo criticamente documentato – non può attendere…
L’ESPERIMENTO DEL FORO ITALICO
Sarebbe voluto essere una sorta di esperimento giudiziale, ma diciamo – per evitare incontinenze verbali – che è diventato qualcosa di altro, di differente. Ciò che è avvenuto lunedì mattina al Foro italico – lo scriviamo con il massimo e sincero rispetto per i Vigili del fuoco partecipanti, in particolare per colui il quale ha avuto la ventura di risultare dell’altezza e del peso del povero Rossi, e lo ha dovuto “sostituire” -, si presta a varie considerazioni: le quali si discostano, e non poco, dai peana gilettiani e di tutti i corifei aprioristici dell’operato della Commissione bis.
La quale, peraltro, sta dicendo cose del tutto opposte alle conclusioni cui era arrivata la superconsulenza dei Ris voluta dalla Commissione I, nonché dalla consulenza Cattaneo-Zavattaro, che il Presidente Vinci considera evidentemente spazzatura: si vede che questi della bis sono più bravi, no? Però l’aporia resta, in tutta evidenza: se la politica è brava adesso, allora non lo era stata prima, quando la Commissione I concluse per il gesto anticonservativo…
Il fatto che a dirigere le operazioni dei Vigili del fuoco – su cui ci sono immagini che resteranno agli annali, già lo si intuisce in presa diretta – ci fossero due medici senz’altro ottimi, anzi straordinari nel loro ambito, ma non certo medici legali (un geriatra ed un ortopedico), è ovviamente un dettaglio di nessun conto, ci mancherebbe; così come la aggressione simulata, prima della defenestrazione (da un metro di altezza, invece di 14, sic), ha dei contorni kafkiani: si vuole forse sostenere che Rossi sarebbe stato picchiato dai due o tre penzolatori, come i Vigili del fuoco hanno “picchiato” il loro collega, di grazia?
Basta, mi fermo: per altri dettagli, anche più stimolanti, ci sarà modo e tempo…
IL GIORNO DOPO…
Dopo il very big event al Foro italico, ieri è stata la volta delle audizioni dei consulenti che avrebbero dato le prove (sempre e rigorosamente “scientifiche”, quando parlano i consulenti voluti dalla Commissione stessa; carta straccia, invece, se i consulenti sono altri, come la dottoressa Cattaneo). Il medico – specializzato in geriatria, si ricorderà – Robbi Manghi ha detto la sua sui fazzolettini, e noi gli crediamo pressoché a priori; ma è stato soprattutto lo psicologo forense Genovese – stimolante new entry – a creare la perla definitiva (la quale peraltro era nell’aria da mesi): Rossi era sì un po’ sotto ansia (e chi non lo è, oggidì?), ma mai e poi mai e poi mai si sarebbe suicidato, figuriamoci. Ha smentito, en passant, la psichiatra professoressa Liliana Lorettu (mai sentita da alcuna Commissione, guarda un po’ il caso), la quale nel 2013 – da consulente di Antonella Tognazzi! – aveva redatto una importante consulenza in cui metteva nero su bianco l’esatto contrario: Rossi, stressatissimo ed impaurito di perdere il lavoro e di essere arrestato, si era ucciso. Il solito derby fra psicologi e psichiatri, dai…
La mail in cui il manager montepaschino scriveva a Fabrizio Viola di volersi ammazzare (4 marzo, a 48 ore dal suicidio)? Giusto un momento di umana debolezza, figuriamoci: chi è che non ha scritto al suo superiore, almeno una volta nella carriera lavorativa, di volersi suicidare? Due giorni dopo la missiva, comunque, era già tutto passato, lui era pieno di idee e di progetti da sviluppare (i taglietti autoinferti sul proprio avambraccio sono un tipico modo di dimostrarlo, va da sé): era al top, insomma. I tre bigliettini suicidari trovati nella sua stanza, allora? Non sono del giorno della morte, ma sempre del 4 marzo: giornataccia bruttissima, ma poi la crisi – come appena detto – viene superata alla grande in 48 ore. Un recupero psicologico da record, da autentico Guinnes dei primati.
Con la chicca nella chicca che questa tesi – per bocca dello stesso Genovese, si badi! – smentisce alla radice ciò che la consulenza grafologica della famiglia – affidata al grafologo Giuseppe Sofia – scisse a suo tempo: e qui si pone una questione un po’ imbarazzante, per il Presidente Vinci, inerente al fatto che il grafologo Sofia ha ripetuto di fronte al Presidente stesso che Rossi li avrebbe scritti sotto coercizione. Due o tre che minacciano, e lui che scrive; e come non ricordare le presunte parole in codice verso la moglie? Tutto cancellato, suvvia.
In conclusione, Genovese (lo psicologo forense) dice una cosa, Sofia (il grafologo) ne dice una, radicalmente opposta, ed entrambi sono stati auditi in Commissione: come se ne esce? Per non parlare del fatto che tutti dovrebbero sapere che, ai piani alti di Rocca Salimbeni, ogni mattina i cestini venivano regolarmente svuotati, e quindi lo sarebbe stato anche il cestino del povero Rossi.
Grazie ancora, comunque, alla Commissione di inchiesta ed al suo straordinario Presidente, l’ onorevole Vinci: avevo scommesso una cena, con un caro amico, che sia al Foro italico, che la mattina dopo con lo psicologo forense e con il dottor Manghi, sarebbe andata esattamente come è andata (omicidio ultra provato, bigliettini retrodatati, Rossi pimpante dopo la giornataccia del 4 marzo et alia), dunque pregusto il tutto, sperando in porcini.
Oltre al fatto – non indifferente, in effetti – che il materiale per il mio libro sta divenendo esondante (ma meglio il più che il meno). Grazie duplice, dunque.
Ah, a proposito di cene: martedì la Commissione più efficiente del mondo sentirà, alle ore 9, un cuoco senese (ne dà notizia la odierna Nazione). Non il maggiordomo, dunque, bensì il cuoco: e qui potrebbero esserci sorpresine gustose, chissà…
IN ATTESA DI TROVARE FINALMENTE GLI ASSASSINI, ARRIVA UNA QUERELA…
Il paradosso della Commissione di inchiesta bis e del suo Presidentissimo Vinci, a questo punto, è davvero evidente, direi scoperto: essendosi spinta – in realtà, già dal dicembre 2025 – così in avanti con il lavoro, annunciando urbi et orbi – rigorosamente a reti unificate – che è omicidio, a questo punto entro tre o quattro mesi (visto che la legislatura volge al termine) bisogna trovare in tutti i modi due nomi e cognomi di assassini, o penzolatori che dir si voglia. Meglio se robusti.
L’ex Commissario leghista Gianni Fava e l’imprenditore Antonio Muto non vengono più chiamati in causa, dopo essere stati auditi (Muto lo scorso 22 settembre: quello autentico, non quello che Goracci, bontà sua, sostiene di avere incontrato nel 2017).
Che dire, se non fare gli auguri più genuini e sinceri alla Commissione stessa? Diciamo che il suo lavoro ha di fronte solo l’ultimo miglio, il quale – come ben noto a podisti e ciclisti – è sempre il più arduo e faticoso da percorrere. Auguroni, ordunque: il futuro si prospetta sempre più radioso…
En passant, fra le more della bufala Rossi – esattamente come per la Garlascheide, ma almeno lì si muove la Magistratura e, purtroppo, una persona assassinata c’è, eccome se c’è – si segnala che Francesco Giusti – plurime volte indicato come l’uomo nel vicolo in Commissione – ha dato ieri mandato al suo legale – avvocato Roberto Martini – di querelare Maurizio Montigiani, l’ex leghista ed ex amico (crediamo lo si possa dire) di Giusti stesso.
Dopo ripetute chiamate in causa del Giusti in vari commenti social – soprattutto subliminali, perché così si pensa di rischiare meno -, ed in particolare dopo la puntata delle redivive Iene (in cui si è sparato alzo zero contro il povero Gian Carlo Filippone, tanto per non perdere l’allenamento), Montigiani ha pubblicato un’immagine sul suo profilo, in cui si vede un pallone da rugby – proveniente da Viadana, squadra sponsorizzata un dì da MPS, toh – abbinato ad una mazza da baseball, sport nel quale si cimenta da decenni – non sappiamo dirvi, francamente, con quale abilità – Francesco Giusti. Sotto, compare la scritta: “Sintesi perfetta”.
Il tutto, dopo altri interventi pregressi del tipo: “Ma l’assassino ed il complice, ormai resi noti (dalle risultanze delle audizioni, Fava e Giusti, per l’appunto, Ndr) e stanti le prove emerse (quali sarebbero, lo sanno giusto lui e Giovanna Ricci, Ndr) invece non li hanno ancora condannati ed arrestati?”.
Se si andrà a Processo per questa querela – come si spera -, sarà a dir poco interessante sapere come Montigiani risponderà a tutte le domande che verosimilmente gli verranno fatte su ciò che da anni dice pubblicamente sul Caso Rossi. Sarà meraviglioso ascoltare – in una aula di un Tribunale, non da Giletti – quali siano le prove, concrete e documentali, del mitico 4099009, per esempio. Da una parte, la Tim ed i Ris (Commissione I), dall’altra Montigiani: scontro fra titani.
Sarebbe davvero stimolante, sì: wait and see, suvvia…









… direi, rispondendo al tuo commento fatto ad un lettore nel post precedente e relativo al caso/bufala (come la chiami tu) Rossi che hai vinto (avevi scritto con anticipo che l’esito della supeperizia sarebbe stato favorevole all’omicidio); ma detto questo io continuo a chiedermi e, a questo punto a chiederti ma tutto questo cui prodest? (e a dire proprio il vero non è manco la prima volta che mi e ti faccio questa domanda) e premetto che te lo chiedo perchè da quello che scrivi e da come lo scrivi sembra che tu pensi a dolo o colpa grave della commissione nell’interpretare le prove e il resto (in altre parole come se anche loro in cuor loro sapessero che fu suicidio ma per non so quale ragione a questo punto per me inesplicabile, continuano a percorrere la strada contraria e opposta e a strombazzare ai 4 venti che invece fu omicidio)
ormai mi pare che questo caso viva di vita propria … ma perchè la 2° commissione s’è cosi intestardita nel dichiarare che si trattò di omicidio? perchè convocare Vigili del fuoco, consulenti, Ris, testimoni e chi piu ne ha piu ne metta svilendo di fatto la prima commissione e i tecnici consulenti da questa interpellati, perchè? … tu, al di la di confutare con prove e fatti e indagini et altro le risultanze di questa, te lo sei chiesto? e a che conclusione sei arrivato?
ecco mi pare che a questo punto (e per parte dell’opinione pubblica che ha seguito il tutto fin dall’inizio) questo sia il focus del caso e non piu tanto lo stabilire se fu suicidio o omicidio (tra parentesi mi chiedo pure come faranno a dimostrarlo ora se non sono stati in grado di farlo a suo tempo … mah!)
L’immagine è quella trasmessa da Mediaset; “sintesi perfetta” è riferita all’intervista di Antonella; gli “ndr” tra parentesi li hai messi tu, io ho sempre difeso Francesco, sia da Giletti (Non si guardi solo Siena!) che braccati da Le iene (eravamo insieme, può dirtelo). Di quel famoso numero ha spiegato anche Nicola Borzi, stimatissimo giornalista d’inchiesta, la Commissione bis conferma.
Quel famoso numero è stato smentito dalla Tim e soprattutto dai Ris della Commissione di inchiesta I: per me valgono molto più loro della tua parola e di quella di Nicola Borzi, che ho conosciuto e stimo, ma che in questa storia per me ha preso un bel granchio (come Rizzo con il presuntissimo teste che si sarebbe presentato innanzi all’avvocato Goracci). Comunque auguri per tutto: vedo una strada un po’ in salita nel portare le prove necessarie in Tribunale, ma magari…
A Ginocacino: visto l’interesse che mostri, e non da oggi, sei davvero pronto per leggere il libro, lì troverai tutto.
A Fausto: sacrosanto e razionale ciò che dici, ma per la canizza “socialista” è troppo razionale, per l’appunto…
L’eretico
…..i picchiatori più precisi e ordinati del mondo: durante l’aggressione non hanno fatto cadere foglio e/o penna e/o altro dalla scrivania del povero Rossi ( anche l’altra sera hanno fatto vedere il video girato dalla polizia nella stanza del Rossi poco dopo il fatto: stanza immacolata!) e non hanno lasciato neppure tracce di dna sul corpo …..
Fausto