La bufala Rossi: lo spettacolo continua (e una querela)
Come i lettori del blog sanno, a fine luglio ho fatto un manzoniano fioretto: fino alla pubblicazione del mio prossimo libro sull’argomento (fine 2026), basta pezzi monografici sul Caso (bufala) Rossi; ciò detto, vista l’esondazione mediatica di questi giorni (come sempre in questo caso, senza mai il contraddittorio ed il pluralismo), una deroga mi tocca assegnarmela.
Peccato davvero per le cosette di Politica estera (fra Teheran, Washington, Mosca e l’Europa) che avevo quasi pronte, ma – come si scrive spesso – non si puole avere proprio tutto dalla vita. Il “Caso Rossi show” – non fosse altro che per il fatto che nessuno ne scrive in modo criticamente documentato – non può attendere…
L’ESPERIMENTO DEL FORO ITALICO
Sarebbe voluto essere una sorta di esperimento giudiziale, ma diciamo – per evitare incontinenze verbali – che è diventato qualcosa di altro, di differente. Ciò che è avvenuto lunedì mattina al Foro italico – lo scriviamo con il massimo e sincero rispetto per i Vigili del fuoco partecipanti, in particolare per colui il quale ha avuto la ventura di risultare dell’altezza e del peso del povero Rossi, e lo ha dovuto “sostituire” -, si presta a varie considerazioni: le quali si discostano, e non poco, dai peana gilettiani e di tutti i corifei aprioristici dell’operato della Commissione bis.
La quale, peraltro, sta dicendo cose del tutto opposte alle conclusioni cui era arrivata la superconsulenza dei Ris voluta dalla Commissione I, nonché dalla consulenza Cattaneo-Zavattaro, che il Presidente Vinci considera evidentemente spazzatura: si vede che questi della bis sono più bravi, no? Però l’aporia resta, in tutta evidenza: se la politica è brava adesso, allora non lo era stata prima, quando la Commissione I concluse per il gesto anticonservativo…
Il fatto che a dirigere le operazioni dei Vigili del fuoco – su cui ci sono immagini che resteranno agli annali, già lo si intuisce in presa diretta – ci fossero due medici senz’altro ottimi, anzi straordinari nel loro ambito, ma non certo medici legali (un geriatra ed un ortopedico), è ovviamente un dettaglio di nessun conto, ci mancherebbe; così come la aggressione simulata, prima della defenestrazione (da un metro di altezza, invece di 14, sic), ha dei contorni kafkiani: si vuole forse sostenere che Rossi sarebbe stato picchiato dai due o tre penzolatori, come i Vigili del fuoco hanno “picchiato” il loro collega, di grazia?
Basta, mi fermo: per altri dettagli, anche più stimolanti, ci sarà modo e tempo…
IL GIORNO DOPO…
Dopo il very big event al Foro italico, ieri è stata la volta delle audizioni dei consulenti che avrebbero dato le prove (sempre e rigorosamente “scientifiche”, quando parlano i consulenti voluti dalla Commissione stessa; carta straccia, invece, se i consulenti sono altri, come la dottoressa Cattaneo). Il medico – specializzato in geriatria, si ricorderà – Robbi Manghi ha detto la sua sui fazzolettini, e noi gli crediamo pressoché a priori; ma è stato soprattutto lo psicologo forense Genovese – stimolante new entry – a creare la perla definitiva (la quale peraltro era nell’aria da mesi): Rossi era sì un po’ sotto ansia (e chi non lo è, oggidì?), ma mai e poi mai e poi mai si sarebbe suicidato, figuriamoci. Ha smentito, en passant, la psichiatra professoressa Liliana Lorettu (mai sentita da alcuna Commissione, guarda un po’ il caso), la quale nel 2013 – da consulente di Antonella Tognazzi! – aveva redatto una importante consulenza in cui metteva nero su bianco l’esatto contrario: Rossi, stressatissimo ed impaurito di perdere il lavoro e di essere arrestato, si era ucciso. Il solito derby fra psicologi e psichiatri, dai…
La mail in cui il manager montepaschino scriveva a Fabrizio Viola di volersi ammazzare (4 marzo, a 48 ore dal suicidio)? Giusto un momento di umana debolezza, figuriamoci: chi è che non ha scritto al suo superiore, almeno una volta nella carriera lavorativa, di volersi suicidare? Due giorni dopo la missiva, comunque, era già tutto passato, lui era pieno di idee e di progetti da sviluppare (i taglietti autoinferti sul proprio avambraccio sono un tipico modo di dimostrarlo, va da sé): era al top, insomma. I tre bigliettini suicidari trovati nella sua stanza, allora? Non sono del giorno della morte, ma sempre del 4 marzo: giornataccia bruttissima, ma poi la crisi – come appena detto – viene superata alla grande in 48 ore. Un recupero psicologico da record, da autentico Guinnes dei primati.
Con la chicca nella chicca che questa tesi – per bocca dello stesso Genovese, si badi! – smentisce alla radice ciò che la consulenza grafologica della famiglia – affidata al grafologo Giuseppe Sofia – scisse a suo tempo: e qui si pone una questione un po’ imbarazzante, per il Presidente Vinci, inerente al fatto che il grafologo Sofia ha ripetuto di fronte al Presidente stesso che Rossi li avrebbe scritti sotto coercizione. Due o tre che minacciano, e lui che scrive; e come non ricordare le presunte parole in codice verso la moglie? Tutto cancellato, suvvia.
In conclusione, Genovese (lo psicologo forense) dice una cosa, Sofia (il grafologo) ne dice una, radicalmente opposta, ed entrambi sono stati auditi in Commissione: come se ne esce? Per non parlare del fatto che tutti dovrebbero sapere che, ai piani alti di Rocca Salimbeni, ogni mattina i cestini venivano regolarmente svuotati, e quindi lo sarebbe stato anche il cestino del povero Rossi.
Grazie ancora, comunque, alla Commissione di inchiesta ed al suo straordinario Presidente, l’ onorevole Vinci: avevo scommesso una cena, con un caro amico, che sia al Foro italico, che la mattina dopo con lo psicologo forense e con il dottor Manghi, sarebbe andata esattamente come è andata (omicidio ultra provato, bigliettini retrodatati, Rossi pimpante dopo la giornataccia del 4 marzo et alia), dunque pregusto il tutto, sperando in porcini.
Oltre al fatto – non indifferente, in effetti – che il materiale per il mio libro sta divenendo esondante (ma meglio il più che il meno). Grazie duplice, dunque.
Ah, a proposito di cene: martedì la Commissione più efficiente del mondo sentirà, alle ore 9, un cuoco senese (ne dà notizia la odierna Nazione). Non il maggiordomo, dunque, bensì il cuoco: e qui potrebbero esserci sorpresine gustose, chissà…
IN ATTESA DI TROVARE FINALMENTE GLI ASSASSINI, ARRIVA UNA QUERELA…
Il paradosso della Commissione di inchiesta bis e del suo Presidentissimo Vinci, a questo punto, è davvero evidente, direi scoperto: essendosi spinta – in realtà, già dal dicembre 2025 – così in avanti con il lavoro, annunciando urbi et orbi – rigorosamente a reti unificate – che è omicidio, a questo punto entro tre o quattro mesi (visto che la legislatura volge al termine) bisogna trovare in tutti i modi due nomi e cognomi di assassini, o penzolatori che dir si voglia. Meglio se robusti.
L’ex Commissario leghista Gianni Fava e l’imprenditore Antonio Muto non vengono più chiamati in causa, dopo essere stati auditi (Muto lo scorso 22 settembre: quello autentico, non quello che Goracci, bontà sua, sostiene di avere incontrato nel 2017).
Che dire, se non fare gli auguri più genuini e sinceri alla Commissione stessa? Diciamo che il suo lavoro ha di fronte solo l’ultimo miglio, il quale – come ben noto a podisti e ciclisti – è sempre il più arduo e faticoso da percorrere. Auguroni, ordunque: il futuro si prospetta sempre più radioso…
En passant, fra le more della bufala Rossi – esattamente come per la Garlascheide, ma almeno lì si muove la Magistratura e, purtroppo, una persona assassinata c’è, eccome se c’è – si segnala che Francesco Giusti – plurime volte indicato come l’uomo nel vicolo in Commissione – ha dato ieri mandato al suo legale – avvocato Roberto Martini – di querelare Maurizio Montigiani, l’ex leghista ed ex amico (crediamo lo si possa dire) di Giusti stesso.
Dopo ripetute chiamate in causa del Giusti in vari commenti social – soprattutto subliminali, perché così si pensa di rischiare meno -, ed in particolare dopo la puntata delle redivive Iene (in cui si è sparato alzo zero contro il povero Gian Carlo Filippone, tanto per non perdere l’allenamento), Montigiani ha pubblicato un’immagine sul suo profilo, in cui si vede un pallone da rugby – proveniente da Viadana, squadra sponsorizzata un dì da MPS, toh – abbinato ad una mazza da baseball, sport nel quale si cimenta da decenni – non sappiamo dirvi, francamente, con quale abilità – Francesco Giusti. Sotto, compare la scritta: “Sintesi perfetta”.
Il tutto, dopo altri interventi pregressi del tipo: “Ma l’assassino ed il complice, ormai resi noti (dalle risultanze delle audizioni, Fava e Giusti, per l’appunto, Ndr) e stanti le prove emerse (quali sarebbero, lo sanno giusto lui e Giovanna Ricci, Ndr) invece non li hanno ancora condannati ed arrestati?”.
Se si andrà a Processo per questa querela – come si spera -, sarà a dir poco interessante sapere come Montigiani risponderà a tutte le domande che verosimilmente gli verranno fatte su ciò che da anni dice pubblicamente sul Caso Rossi. Sarà meraviglioso ascoltare – in una aula di un Tribunale, non da Giletti – quali siano le prove, concrete e documentali, del mitico 4099009, per esempio. Da una parte, la Tim ed i Ris (Commissione I), dall’altra Montigiani: scontro fra titani.
Sarebbe davvero stimolante, sì: wait and see, suvvia…









… direi, rispondendo al tuo commento fatto ad un lettore nel post precedente e relativo al caso/bufala (come la chiami tu) Rossi che hai vinto (avevi scritto con anticipo che l’esito della supeperizia sarebbe stato favorevole all’omicidio); ma detto questo io continuo a chiedermi e, a questo punto a chiederti ma tutto questo cui prodest? (e a dire proprio il vero non è manco la prima volta che mi e ti faccio questa domanda) e premetto che te lo chiedo perchè da quello che scrivi e da come lo scrivi sembra che tu pensi a dolo o colpa grave della commissione nell’interpretare le prove e il resto (in altre parole come se anche loro in cuor loro sapessero che fu suicidio ma per non so quale ragione a questo punto per me inesplicabile, continuano a percorrere la strada contraria e opposta e a strombazzare ai 4 venti che invece fu omicidio)
ormai mi pare che questo caso viva di vita propria … ma perchè la 2° commissione s’è cosi intestardita nel dichiarare che si trattò di omicidio? perchè convocare Vigili del fuoco, consulenti, Ris, testimoni e chi piu ne ha piu ne metta svilendo di fatto la prima commissione e i tecnici consulenti da questa interpellati, perchè? … tu, al di la di confutare con prove e fatti e indagini et altro le risultanze di questa, te lo sei chiesto? e a che conclusione sei arrivato?
ecco mi pare che a questo punto (e per parte dell’opinione pubblica che ha seguito il tutto fin dall’inizio) questo sia il focus del caso e non piu tanto lo stabilire se fu suicidio o omicidio (tra parentesi mi chiedo pure come faranno a dimostrarlo ora se non sono stati in grado di farlo a suo tempo … mah!)
L’immagine è quella trasmessa da Mediaset; “sintesi perfetta” è riferita all’intervista di Antonella; gli “ndr” tra parentesi li hai messi tu, io ho sempre difeso Francesco, sia da Giletti (Non si guardi solo Siena!) che braccati da Le iene (eravamo insieme, può dirtelo). Di quel famoso numero ha spiegato anche Nicola Borzi, stimatissimo giornalista d’inchiesta, la Commissione bis conferma.
Quel famoso numero è stato smentito dalla Tim e soprattutto dai Ris della Commissione di inchiesta I: per me valgono molto più loro della tua parola e di quella di Nicola Borzi, che ho conosciuto e stimo, ma che in questa storia per me ha preso un bel granchio (come Rizzo con il presuntissimo teste che si sarebbe presentato innanzi all’avvocato Goracci). Comunque auguri per tutto: vedo una strada un po’ in salita nel portare le prove necessarie in Tribunale, ma magari…
A Ginocacino: visto l’interesse che mostri, e non da oggi, sei davvero pronto per leggere il libro, lì troverai tutto.
A Fausto: sacrosanto e razionale ciò che dici, ma per la canizza “socialista” è troppo razionale, per l’appunto…
L’eretico
… “A Ginocacino: visto l’interesse che mostri, e non da oggi, sei davvero pronto per leggere il libro, lì troverai tutto.”
… non mancherò! spero solo di trovarci contenuti nuovi o aggiornamenti rispetto ai contenuti dell’altro libro che prontamente comprai ma che, almeno nel mio caso, non servi a fugare quel maledetto tarlo che ancora si affaccia prepotentemente … il dubbio alimentato dalle nuove notizie di cronaca e dalle istituzioni centrali dello stato quale è una commissione parlamentare d’inchiesta (ho detto dubbio eh!)
…..i picchiatori più precisi e ordinati del mondo: durante l’aggressione non hanno fatto cadere foglio e/o penna e/o altro dalla scrivania del povero Rossi ( anche l’altra sera hanno fatto vedere il video girato dalla polizia nella stanza del Rossi poco dopo il fatto: stanza immacolata!) e non hanno lasciato neppure tracce di dna sul corpo …..
Fausto
Caro Eretico, da tuo ammiratore da tempi non sospetti, non posso che farti i miei più sinceri che mai complimenti.
Da quello che so, parlando della tua attività di intellettuale, qualche soddisfazione te la sei tolta, sei Presidente di una prestigiosa istituzione culturale (visto oggi il programma di ottobre, con la partenza delle letture manzoniane), scrivi libri su Leopardi e romanzi di ottima qualità.
Eppure hai ancora voglia di perderti con questi complottisti che non sanno accettare la più ovvia delle verità, e abbinano la figura di Rossi alla ‘ndrangheta come fosse acqua fresca. Li sai sbugiardare documenti alla mano. Porti avanti un punto di vista ragionato, documentato, completamente contro corrente: per tutta Italia, Rossi è stato ammazzato, e tu sai invece documentare il contrario. Questo è il ruolo dell’intellettuale, oggi ne sono rimasti ben pochi e tu sei davvero uno di quei pochissimi.
Io non capisco perchè ci sono persone che si ostinano con il suicidio e dicono di essere amici di Rossi(ognuno è libero di pensarla come vuole)Invece di controllare i post, dovrebbero preoccuparsi dei rilievi del 12 ottobre..
Caro omicidiarista,
ti dico solo questo: e se il 12 ottobre questi fantomatici rilievi ti dicessero che scagionano il buon Giusti, per mesi e mesi additato dalle TV e dalla fogna socialista come “uomo del vicolo”, tu cosa faresti?
Se, poi, il discorso degli amici era rivolto a me, ovviamente ti sbagli ancora: non solo non sono mai stato amico di Rossi, ma orgogliosamente rivendico di essere stato dall’altra parte della barricata. Al contempo, non ho mai neanche pensato che Rossi fosse collegabile alla ‘ndrangheta, come invece dicono in Commissione bis (con i familiari contenti di ciò)…
Se puoi, magari, visto che sei intervenuto,cerca anche di rispondere, 8nvece di sparire, come di solito i complottisti della bufala Rossi.
L’eretico
Certo che rispondo non ho nessun problema a differenza di qualcun altro.. Non era riferito a te, so benissimo che non eri amico del “GENIO” come lo chiamavi tu. Il 12 vedremo, manca poco.. Quindi il sospettato è questo Giusti, era della Lega? Rossi non è collegabile alle Ndrine del nord, semmai il suo interlocutore, no?
Caro “OMICIDIO DAVID ROSSI”,
per intanto hai risposto, a differenza di molti altri omicidiaristi che di solito scrivono la loro e poi scappano, per mancanza di argomenti e documentazione: chapeau.
Il sospettato di essere il “palo” (con annessa Via crucis di svariati mesi, per la quale credo che qualcuno alla lunga dovrà pagare, e parliamo di soldini seri) è di certo Francesco Giusti, leghista senese di punta, nel 2013: come il Montigiani, il quale ieri ha avuto il coraggio di dire di averlo “sempre difeso”: figuriamoci se l’avesse attaccato, eh…ma anche su quello, nel libro ci sarà una autentica chiccona. Peraltro, ora il Presidente Vinci ha detto che l’omino nel vicolo non sarebbe più il palo, ma uno degli assassini: grazie a Dio, il Presidente c’è!
Chi sarebbe quello che chiami “interlocutore” di Rossi? Non lo ho capito. Intendi l’assassino (peraltro invisibile, per non dire inesistente)?
L’eretico
L’interlocutore dovresti sapere chi è, non hai bisogno che te lo dico di certo io.. Per quanto riguarda questo Montigiani, nelle varie trasmissioni e nelle audizioni non mi sembra l’abbia mai accusato (mi sono dovuto un attimo documentare, non vorrei fare brutte figure) Aspettiamo questa “CHICCONA”
Caro amico (vista la pacatezza dei toni e la comune passione per la vicenda), fra Montigiani e la Ricci, sai che ti dico? Meglio la Ricci, molto meglio, nonostante mi offenda un giorno sì e l’altro pure: almeno lei le cose le dice in modo diretto ed esplicito.
Intelligenti pauca, vale a dire a buon intenditor…
Cecco ha ragione, e vi è una frase di Anatole France che è anche meglio di quella di Goebbels (sarà l’esergo del libro)…
L’eretico
Io invece non capisco perché ci sono persone che si professano amici del Rossi che due o tre volte l’anno provano a dimostrare (oltre all’omicidio), le sue presunte ‘avventure’ con pederasti, depravati, drogati, camorristi, mafiosi ecc…
Ma il 12 ottobre è il Columbus Day, mica l’omino nel vicolo sarà Cristoforo Colombo?
Il caso Rossi? Si dovrebbe fare, ma non si puo’ perché qualcuno lo definirebbe scorretto e anche anticostituzionale, prendere tutti gli indagati, testimoni presunti o meno e metterli in cella a pane e acqua fino a che qualcuno, stanco del trattamento, parlerebbe, eccome se parlerebbe. Trattamento da Controriforma, duro e retrogrado, ma così smetterebbe questo gioco delle parti sulla salma di Rossi. Il giochino, questo tira e molla di mille verità e smentite, è deprimente e offensivo nei confronti dei suoi familiari. Ci sta facendo una pessima figura anche Siena, che già con tanti problemi di immagine.
Caro Vedo sempre più nero,
sei un lettore, e commentatore, tanto appassionato quanto di lunghissima data. Permettimi però di dirti che – al pari di tantissimi altri: sei davvero in ottima ed abbondante compagnia – su questo Caso (in realtà, la più grande bufala italiana del XXI secolo) scrivi cose che non hanno molto senso, e che comunque dimostrano poca informazione specifica.
Scrivi che si dovrebbero “prendere tutti gli indagati”, per poi “metterli in cella a pane e acqua”: qui, di indagati, non ce ne è neanche mezzo, per non dire del resto, che ci farebbe tornare, dritti dritti, ad un Diritto pre Beccaria. Spero tu abbia scritto queste cose in un momento di turbamento emotivo, diciamo così.
In questa storia – giusto per dirne una -, abbiamo visto per esempio riconoscere un presunto “uomo del vicolo” dalle sue presuntissime “movenze degli arti inferiori” (da mettere al gabbio, per te?), e questo dovrebbe bastare per chiudere il discorso. E se questo signore, da consulenza del 12 ottobre, non fosse neanche compatibile a livello di altezza, per dire?
A proposito, la signora che ha riconosciuto Francesco Giusti dalle “movenze degli arti inferiori”, continua imperterrita ad insultare tutti coloro che dicono che quello di Rossi è stato il più annunciato fra i suicidi, con offese di ogni genere: sono contento di essere fra gli insultati, nella categoria – mi pare scomodata solo per me, wow! – dei “ricattati” (oltre che “idiota”, che ci sta sempre bene). Semmai, bisognerebbe che Giovanna Ricci si decidesse: prima diceva e scriveva che ero ricattato dalla Magistratura, ora la novità è che lo sarei financo da Stefano Bisi. Decidiamoci, suvvia: le due possibilità non stanno molto insieme…
Ognuno si qualifica per le sue azioni e per le sue parole, come sempre; e credo che, in effetti, Giovanni Ricci faccia assai bene ad insultarmi: nel mio nuovo libro, infatti, i lettori troveranno moltissimi, e stimolanti, dettagli, che li renderanno ben edotti del personaggio, indubbiamente significativo dei tempi che stiamo vivendo…
L’eretico
Effettivamente il mio commento era solo uno sfogo emotivo perché anch’io ho premesso la scorrettezza del trattamento da me proposto, ma la “bufala” Rossi ha stancato e ha fatto perder la fiducia per chi deve indagare e giudicare in Italia perché è sconcertante che prima una commissione apposita esprime un’ipotesi di suicidio e poi dopo anni una successiva dice invece l’opposto. Purtroppo non è l’unico caso; un altro simile é quello del delitto di Garlasco dove anni dopo risulta l’ipotesi che Stasi era innocente ed il colpevole sia ora Sempio. Anche questo fatto fa venire molta sfiducia su chi deve indagare e su tutti i media che hanno solo lo scopo di vendere e avere ascolto in televisione; degli sciacalli che aggiungono dubbi e confusione
Guarando il video dei picchiatori che capriolano Rossi e lo penzolano, lasciando la stanza immacolata, assieme a tutto il resto, taglietti, bigliettini ecc. si capisce benissimo che la vittima era connivente con gli assassini. Altrimenti non si spiega, a meno che questi della Commissione non siano un po’ dei perdigiorno, ma essendo parlamentari la cosa è impossibile. Quindi Rossi era connivente, e magari faceva parte della banda. A questo punto mancano solo i complici..
Caro amico,
usi l’arma del paradosso, ma è difficile darti torto; aggiungo un dettaglio, a quello che hai scritto tu (anche Fausto, forse altri): non solo la stanza era immacolata (anche il bicchierino con l’acqua sul tavolo!), i tagliettini e bigliettini, ma quale essere umano, mentre gli fratturano il gomito (!), per poi penzolarlo di sotto, non dice neanche ahi? Forse anche un povero muto (con la minuscola) troverebbe il modo di gridare, Rossi invece no. C’era gente al suo piano, ed anche sotto: nessuno ha sentito (oltre che visto) niente di niente di niente.
Ma si fa per chiacchierare: ovviamente lo hanno ammazzato, l’hanno detto il Presidente Vinci, la Ricci, Montigiani, le Iene, Giletti, Sottile, quello di “Ignoto X” che non ricordo mai come si chiami, Robbi Manghi e via dicendo. Come si fa a non credergli?
L’eretico
Una bugia ripetuta all’infinito alla fine viene percepita come verità, frase attribuita a Goebbels…buon pomeriggio.
Caro Eretico, manco da un po’ da queste parti, quindi prima di tutto un saluto a te e ai tuoi lettori.
Intanto ti consiglio di accelerare con la pubblicazione del libro, non vorrai mica che esca prima il film! Eh già, ho sentito il presidente Vinci alla festa di Fratelli d’Italia di Reggio Emilia (25 settembre mi pare) dire di aver saputo informalmente che il film si farà e qualcuno ha già acquistato i diritti.
Spero ti sia goduto i porcini della scommessa, ma il tuo amico è stato poco cauto. L’esito (o meglio la sceneggiatura, restando in tema di film) delle perizie, il presidente della commissione lo aveva anticipatamente dettagliato mesi fa, a marzo esattamente. Quindi la sceneggiatura era pronta da un pezzo, mancavano il set e gli attori, ed eccoci serviti.
Che dire, nulla di nuovo insomma, tale Cecco, che ha commentato, mi ha levato le parole di bocca (meno male che ho letto i commenti, avrei scritto la stessa cosa), la strategia è esattamente quella.
Unica sorpresa positiva è un video che ho visto ieri, è del canale social controradio firenze. Ci sono interventi dei giornalisti Pino Di Blasio e Antonella Mollica, e per la prima volta invece che Vinci viene intervistato Andrea Rossi. E’ da molto che seguo il caso, ma forse è la prima volta che vedo interventi così razionali. Chissà che nel mondo del giornalismo qualcosa si muova..
Un saluto a tutti.
Matteo “Fidelio”
Carissimo Matteo,
ero un po’ preoccupato, per non averti più sentito, dunque sono doppiamente contento di leggerti adesso, come sempre ben aggiornato!
Quanto al film – di cui si parla da anni, peraltro – se uno segue certi passaggi della bufala, non può che diventare una copia, per giunta sbiadita; ma per il grande pubblico, gli ingredienti ci sono in effetti tutti, con l’aggiunta della “andrangheta” a fare da ciliegina finale. Chissà se le royalties alla famiglia verranno versate o meno, eh…
Ieri la sondaggista Ghisleri, su Retequattro in prima serata, ha mostrato un suo sondaggio, anche sul Caso Rossi: il 63% è per l’omicidio (pensavo molto di più), il 3% per il suicidio (me lo immaginavo, in pieno), il restante “non sa”. Che forse, per chi non può ovviamente conoscere le carte, è la posizione più intelligente e ragionevole.
Grazie poi a Beppe, per i suoi come sempre salaci versi: la novella dello stento finirà con la fine della Commissione di inchiesta, e quando arriveranno le prevedibilmente dure condanne – si parla di calunnia, non solo diffamazione – per chi ha creato con le sue parole la bufala.
La stampa nazionale (temo anche quella locale) ne darà a malapena notizia; se ci sarà sempre il blog, noi invece faremo un’edizione speciale, tirando fuori anche tutto il materiale di quei sapientini che sdottorano – niente sapendo – sui social, con il vento in poppa: nomi, cognomi, soprannomi; e soprattutto, le coglionate che hanno scritto, vergando giudizi e sentenze senza avere mai letta una carta giudiziaria…
L’eretico
La Nazione, Siena 29 Settembre 2026 – Morte di David Rossi. “Servivano due persone per buttarlo giù dalla finestra”. Prime risposte dalle simulazioni ieri al Foro Italico con un pompiere.
La novella de lo stento
Allora il Rossi è stato ammazzato?
Cosi sostiene questa comissione
perché questo sarebbe il risultato
di quella prova fatta per finzione
secondo cui l’avrebbero buttato
da la finestra due o più persone.
Ma perché allora lui non ha gridato?
Poteva richiamare l’attenzione
di gente che passava lì vicino,
pe’ la strada piuttosto frequentata
dove sbocca quel breve vicolino.
Ma non finisce qui, io me lo sento,
la commissione per me s’è sbagliata,
ma questa è la novella de lo stento.
Se si possono prendere una ventina di anonimi figuranti per certificare un genocidioh, per quale motivo non si possono prendere un paio di baldi vigili del fuoco per dimostrare un omicidioh?
Il documentario è molto bello, non vedo l’ora che esca naza2
In tutta questa storia, fra il grottesco ed il surreale, vorrei segnalare una figura che ultimamente l’Eretico ha colpevolmente dimenticato, e che mi auguro che recuperi: quella dell’illustre biologo Ranieri Rossi.
Ogni volta che c’è la fiammata mediatica sul Caso del povero fratello, lui interviene per dire che l’omicidio del fratello si doveva risolvere non in tredici anni, ma in una settimana.
Le consulenze dei suicidiaristi (Procura, Cattaneo, Ris prima Commissione) sono tutte antiscientifiche e cialtronesche, quando invece danno ragione a lui appare la Scienza, come di incanto: da buon uomo di Scienza, per lui una consulenza su una morte di qualcuno vale di più se la fa un geriatra (aiutato da un ortopedico), senza avere visto il corpo, che non la massima anatomopatologa d’Italia, dopo la riesumazione del corpo.
Io sono un fan di Ranieri Rossi, per me è superiore anche al Presidente Vinci, caro Eretico.
Caro “fan di Ranieri Rossi”,
ti anticipo volentieri che, sull'”illustre biologo” – come lo chiami tu – nel mio libro ci sarà davvero ampio spazio, come merita stante la sua sovra esposizione mediatica, coronata anche da un libro che è, a dir poco, denso di autentiche chicche, alcune delle quali mi sono premurato di segnalare nel mio libercolo.
A proposito: domani sarà interessante seguire la audizione di Filippo Rossi, il minore dei tre fratelli; dopo la fiammata iniziale contro di me – su questo stesso blog (7 marzo 2013, del tutto a caldo) -, in cui mi incolpava in qualche modo del suicidio del fratello cui era molto legato, Filippo Rossi, a differenza del fratello, è stato assolutamente in disparte.
A me, da persone che lo conoscono, sono arrivati segnali di una sua presa di distanza dalle tesi della Commissione, ma di certo per lui non sarà facile dirlo davanti alla Commissione stessa.
In ogni caso, a prescindere da quello che dirà (anche contro lo scrivente), onore al merito per il lodevole bassissimo profilo: chapeau…
L’eretico
Su L’Avvenire tale Paolo Borrometi associa Rossi a Regeni ed Ustica e scrive “Vale per David Rossi, ex capo della comunicazione di Mps, aggredito nel suo ufficio da più persone, morto dopo la caduta dal balcone del palazzo della banca a Siena nel 2013. Nessun suicidio come vollero farlo passare. Fu ucciso, ovviamente.”
Adesso anche i Vescovi puntano sull’omicidio. Sono tutti così stupidi?
Caro anonimo,
per intanto ti ringrazio molto per la preziosa segnalazione: leggo 7,8 quotidiani al dì, ma quasi mai quello vescovile, dunque mi era sfuggito questo assai significativo pezzo.
Sbagli a fare precedere il nome del giornalista dal “tale” (salvo che sia ironico, ovviamente): Paolo Borrometi è un valido giornalista di inchiesta che si è occupato di mafia (siciliana), più volte minacciato (pare sul serio, fra l’altro), di certo preparatissimo su ciò che segue da anni ed anni.
Sul Caso (bufala) Rossi, mi pare che invece sia parecchio, parecchio meno preparato, e preferisca accodarsi alla marea montante (e soprattutto abilmente montata); d’altra parte, in questa tegamata, sono caduti – e ben più fragorosamente di Borrometi – tanti validi giornalisti di inchiesta (Paolo Mondani e Sergio Rizzo, per fare i due nomi principali), ergo ci può tranquillamente cascare anche Borrometi, il quale credo non avrà letta molta documentazione specifica (basti pensare che scrive di “balcone”, per dirne mezza).
All’avvocato Panzieri: scusa Paolo, ritenendoti persona intelligente (molto), non posso pensare che tu ritenga plausibile la tesi degli assassini che si mettono – post mortem del Rossi (a seguito di colluttazione improvvisa, non premeditata) -, a rimettere tutto in ordine, in un luogo di lavoro, ove c’erano ancora persone – sopra, sotto ed accanto – che potevano entrare da un momento all’altro. Avevano anche l’acqua – portata da casa, si capisce – da rimettere nel bicchierino, trovato intonso sul tavolo di lavoro? E le lettere suicidarie? Ah, già: quelle, secondo la Commissione bis, erano lì dal 4 marzo, perché in Direzione del Monte i cestini si svuotano una volta alla settimana, e neanche sempre…
Buona settimana a tutti i lettori!
Solo alcuni spunti per la discussione:
– la stanza di David è stata rinvenuta perfettamente a posto. Troppo a posto. Sia per qualcuno che viene suicidato oppure si sia effettivamente suicidato da solo. Magari qualcuno l’avrebbe potuta rimettere a posto? Se complottone deve essere …
– e’ la composizione politica che distingue inevitabilmente la seconda dalla prima commissione. E’ del tutto evidente sia a dritto che a rovescio che c’è una enorme questione politica sotto … e non con la Lega, il Giusti etc.
– i RIS in questo momento storico forse è meglio lasciarli perdere … la loro credibilità sembra inevitabilmente compromessa in complotti di livello grandemente inferiore …
– i famosi festini chi li pagavava e perché? Come mai sono scappati fuori a latere di questa storia?
… il nostro redattore capo non me ne voglia ma la stanza del Rossi è stata modificata e di questo ci sono le prove video e fotografiche! forse le modifiche non sono cosi palesi forse sono incidentali e non volute ma ci sono e in casi come questo hanno il loro perchè o il loro peso a torto o a ragione
https://archivio.giornalettismo.com/david-rossi-ufficio-video/
qui sopra c’è raffronti fotgrafici e addirittura un video della prima persona entrata
… probabilmente non significano niente e sicuramente non sono la “pistola fumante” ma qualcuno le manine sulla scrivania e fra le sue cose e nella stanza le ha messe … cercavano qualcosa fra i dpocumenti? o nella giacca del defunto? o nell’armadio? ah saperlo come dice spesso Dagopspia
Caro Ginocacino,
mi inviti a nozze: in perfetta buona fede, hai preso il classico granchione da bufala Rossi!
L’avvocato Panzieri ipotizzava un potenziale mettere in ordine da parte degli (inesistenti) assassini, dopo la defenestrazione; mentre tu mi mandi un articolo di uno dei tanti il quale allude alla ripresa da parte del poliziotto (arrivato in stanza prima dell’arrivo dei PM), e poi alla foto della scientifica (dopo). Se ne è discusso decine di volte, peraltro.
Un Caso facilissimo, lo hanno fatto diventare complicato, per non dire cervellotico: è poi normale che un cittadino – anche più informato di altri – faccia confusione.
Ma sei da assolvere, in quanto la tua buonafede è piena: a differenza di quella dei non pochi che ci marciano da anni, per soldi e per audience (che poi, in effetti, sono cose che coincidono)…
L’eretico
Tutto vero, ma resta il fatto che la stanza di David è inequivocabilmente troppo a posto, troppo perfetta, come se non ci avesse lavorato nessuno quel giorno … una circostanza – perdonatemi – oggettivamente parecchio più funzionale al complottone che alla sua confutazione.
Arrivo un po tardi sull’argomento, ma secondo me la chiave di lettura del caso Rossi sta nei bigliettini lasciati, in cui lui ripetutamente cita “una cazzata” e “stavolta l’ho fatta grossa”. Ma è possibile che nessuno si sia chiesto quale fosse questa cazzata? Possibile che nessuno ne sapesse niente? Quand’anche fosse stato costretto e forzato a scrivere queste parole, cui prodest? Sono stati fatti esami sui conti correnti di David Rossi? Io propendo per il suicidio e sono contro i complottismi, ma credo anche che ci siano persone molto vicine a David che ancora oggi sanno qualcosa ma non hanno detto niente.
La ‘cazzata’ di cui scriveva è senz’altro legata al fatto che a gestione mps del suo amico calabropiddino ha portato mps da 11 miliardi a zero e fondazione da 7 miliardi a zero… è stato l’unico a pagare
Quousque
Mi rammento che quando andavo a scuola
un professore fece una lezione
di latino e ricordo la parola
d’esordio d’una celebre orazione,
ma purtroppo ricordo quella sola,
del grande Marco Tullio Cicerone
e me ne servo in questa poesiola
perché ci posso fare il paragone
con la questione del povero Rossi
che dura da tant’ anni e chillosà
essendoci interessi tanto grossi,
per quanto tempo ancora durerà.
Io credo che si sia suicidato,
altri invece che l’abbiano ammazzato.
P.S. Quousque vòle dire fino a quando,
per questo caso anch’io me lo domando.
Caro Beppe,
i tuoi versi sono sempre graditi (magari non da tutti i lettori, ma questo è il sale del blogghe); sul Caso (bufala) Rossi, mi permetto di dire che offri davvero il meglio: il PS in rima è davvero notevole.
Sono anche in grado di risponderti, forse: fino a quando durerà la Commissione di inchiesta bis, giacché credo che in seguito sarà più difficile alimentare la bufala. Ma non poniamo limiti alla Provvidenza: il Caso Rossi è come Garlasco (anche se non c’è neanche l’omicidio, sic), può morire e risorgere dopo anni…
L’eretico
Non farò nomi, la mia è una “pazza” ipotesi, ma spesso ci indovina. Incominciamo con la “folle” teoria, il “povero” Rossi è stato ciondolato da certa gente probabilmente collegata a una certa organizzazione criminale del Sud, regione appartenente ad un ex pezzo grosso del Monte, ora tornato al vecchio mestiere giudiziario, prima di salire ai vertici della Banca. Potrebbe essere che il Rossi, preso dalla ormai conosciuta crisi nervosa che ha fatto pensare ad un suicidio, a un certo punto avesse deciso e confidato a qualcuno l’intenzione di vuotare il sacco su loschi affari di cui era a diretta conoscenza facendo scoppiare uno scandalo che avrebbe coinvolto certi politici “amici” del suo principale. Il Rossi doveva tacere e non era più affidabile e quindi é successo il fattaccio e qualcuno ha depistato le indagini creando una grande confusione. Il vaso di Pandora non deve essere scoperchiato. Provare a rileggere e riflettere su quanto da me suggerito, rimettete i veri nomi ai personaggi citati e si potrà capire quello che volevo dire. Complottista, leggo troppi gialli, sfiduciato della giustizia e dei media, della connivenza di certi politici alla criminalità organizzata? Talvolta nelle tesi più strane ci puo’ essere la triste verità.
Caro Vedo nero,
un po’ complottista sei (ma in buonissima compagnia, tranquillo!), e ci sono cose documentali che ovviamente non conosci, come la stragrande maggioranza degli italiani (è per quello che non esiste, e non deve esistere, il contraddittorio mediatico sulla bufala Rossi: altrimenti verrebbe giù tutto).
Comunque, tanto per dirne una, da giallista quale sei: i tre bigliettini suicidari trovati nel cestino della stanza di Rossi, come li contestualizzi? Scritti due giorni prima, e lasciati lì?
L’eretico
Se un calligrafo ha appurato che era veramente la calligrafia di Rossi nulla da eccepire, ma se l’esame non è stato fatto c’è una remota possibilità che siano stati scritti da qualcuno pagato da chi l’ha ucciso, dei falsi indizi. Leggo troppi gialli, ma tutto è possibile. Comunque continuare l’argomento è inutile, sono solo ipotesi, elucubrazioni molto vacue e complottiste; speriamo che la “vera” verità venga fuori.
Caro Vedo nero,
mi stupisco davvero di te: non so quante volte ho scritto sul blog – che leggi e commenti con lodevole assiduità! – che una consulenza di parte c’è, da anni (grafologo Giuseppe Sofia), voluta dalla famiglia. Ascoltato anche in Commissione bis, fra l’altro. Lettere autografe, ma – secondo il perito – frutto di coercizione: elemento assai curioso, e comunque superato dalla dinamica che è quella scelta dalla Commissione, vale a dire la lite degenerata all’improvviso nella stanza del Rossi. Lite del tutto incompatibile con la stesura di tre lettere, direi.
Comunque la si giri, siamo sempre lì: se non si vuole credere ad altri elementi (fortissimi, e davvero tanti), le tre lettere bastano ed avanzano per ridicolizzare l’ipotesi omicidaria: è per quello che la narrazione sul Caso (bufala) Rossi si nutre di mancanza di contraddittorio…
L’eretico
Ormai per chi si sia un po’ informato sulla dinamica della morte di David Rossi, e sulle indagini fatte dalla magistratura, polizia ecc. di interesse è solo il fenomeno sociale, non certo il caso giudiziario. Come è che se ne parli ancora e come faccuano tutti a credere che l’abbiano ammazzato quando l’evidenza è semplicisdima ed è sotto gli occhi di ciascuno che appena appena voglia vedere è la vera cosa da studiare e approfondire
Caro Anonimo,
infatti nel mio prossimo libro si analizzerà soprattutto questo aspetto: la capacità della Santa Alleanza fra (certa) politica e (certa) informazione di manipolare l’opinione pubblica così a fondo, da fare credere a tutto e al contrario di tutto (raccomando la visione delle Iene di ieri: straordinaria, in tal senso). Ciò che vale per la bufala Rossi, si può traslare ad ogni contesto…
Ad Ottavio: ottima la tua riflessione sui bigliettini. Se fosse stato inscenato un falso suicidio, perché tre (invece di uno), e poi buttati invece che in bella mostra?
A Vedo nero: dire che il Caso Rossi è uno dei tanti misteri italiani insoluti – per come la vedo io, ovviamente – è un autentico insulto ai morti ammazzati di Ustica e via discorrendo: quelli sono davvero morti ammazzati, e ci sono stati fior di depistaggi; come sempre, rispettando la tua opinione, ci mancherebbe…
L’eretico
Se questi cattivoni “del Sud” (perchè sappiamo tutti che i meridionali sono mafiosi, vero?) lo avessero costretto a scrivere questi bigliettini per fuorviare l’inchiesta, perché non li avrebbero poi lasciati in bella mostra, per esempio sul tavolo? E poi, perché non esplicitare quale fosse la “cazzata”? Io penso che la “cazzata” sia qualcosa di personale, di cui qualcuno sa molto ma ancora non lo dice.
I famosi bigliettini sarebbero stati lasciati lì tre giorni nel cestino senza che nessuno lo abbia svuotato?
Perdonami ma non esiste proprio in natura …
La stanza che vediamo nelle foto della scena del delitto è stata evidendemente fatta da poco. Nel cestino, quindi, non dovrebbe esserci propio nulla … figuriamoci roba di tre giorni.
Quindi David (o chi per lui) li ha buttati/messi per forza DOPO l’ultima pulizia della stanza.
L’ipotesi criminalità organizzata, poi, pur citata anche dal presidente Vinci, a mio avviso non può reggere. Per mettere in piedi una ipotetica sceneggiata di questa portata, infatti, ci sarebbero voluti come minimo i famosi servizi, deviati o meno decidedete voi, allertati all’ultimo momento, dopo lo scambio di mail con Viola, per impedire in qualche modo, anche a costo di lasciare qualche traccia, che David la mattina dopo andasse in procura come prospettato.
La domanda delle 100 pistole (che purtroppo presumibilmente non ha avrà mai una risposta) cosa avrebbe mai potuto raccontare al Procuratore della Repubblica.
Visto quello che erano il lavoro del Rossi e la gestione della banca, non mi stupirei se qualcuno avesse ripulito la scena o condotto male le indagini. Ma nessuno di questi fatti è necessariamente associabile ad un omicidio… forse l’unico reato mai commesso fra quelle mura. Casomai c’era altro da nascondere
Aggiungo che sono molto scettico sulla scoperta della verità. Uno dei tanti misteri italiani, da Ustica in poi.
Il caso Rossi. Troppe contraddizioni nella vicenda che fanno pensare a tutto ed al contrario di tutto. I bigliettini lasciati nel cestino, col Rossi forse costretto a forza a scriverli, poi la lite senza lasciare traccia nella stanza e nessuno che ha sentito. Troppi cambiamenti di versioni, anche da parte della famiglia Rossi, troppi personaggi ambigui. Rimango del parere che la verità arriverà, forse, molto tardi. Un parere di un bischero, ma tutta la vicenda è come un Vaso di Pandora con certi collegamenti con organizzazioni criminali, omissioni e poteri occulti il cui scopo era creare più confusione possibile, cosa finora raggiunta con successo. A tutto questo si è aggiunta la massa di giornalisti, opinionisti scandalisti, con l’unico scopo di avere più seguito nei media. Sarà l’ennesimo mistero italiano che resterà insoluto. Il tempo annacquerà tutto, un altro scandalo altre discussioni il caso Rossi finirà nel dimenticatoio, tutto insabbiato.