Eretico di SienaLa domenica del villaggio: Castro, Sermonti, Claudio Tolomei (e tre Ps) - Eretico di Siena

La domenica del villaggio: Castro, Sermonti, Claudio Tolomei (e tre Ps)

- 27/11/16

Appuntamento settimanale ricchissimo, questo, con tre figure l’una diversissima dall’altra su cui discettare: Fidel Castro, scomparso il 25 novembre; Vittorio Sermonti, straordinario divulgatore di Dante, anch’egli morto in settimana; poi Claudio Tolomei, grande figura di umanista del Cinquecento italiano, con una vicenda incastonata tra Storia (locale ed internazionale), dispute sulla Lingua italiana et multa alia. Per concludere, alcuni Ps – lo speriamo davvero – stimolanti assai.

Buonissima lettura, dunque!

 

CLAUDIO TOLOMEI, UMANISTA SENESE

Davvero da non perdere, la ristampa anastatica della biografia di Claudio Tolomei, scritta nel 1939 (anno XVII dell’Era fascista…) da padre Luigi Sbaragli: con una ficcante introduzione di Luigi Oliveto, ed una nota (scritta crediamo in pochi minuti, e forse unica cosa da stigmatizzare del libro) da Vittorio Sgarbi. Grazie all’editore Leo Olschki di Firenze, dunque, questo prezioso testo, che sembrava inabissato, torna a vivere (ed in biblioteca comunale, lo si trova).

Leggendo la biografia del Tolomei (1492-1556), realmente il lettore può farsi una summa del contesto del maturo Rinascimento, ed al massimo grado sulla questione linguistica: in polemica con il Bembo, il Trissino ed altri, per Tolomei NON è il fiorentino o altro, l’Italiano cui tendere, ma il Toscano in quanto tale. Un antimanzoniano ante litteram, potremmo dire…

Era schierato con i Medici e contro Siena, in quel 25 luglio 1526, davanti a Camollia, per la “seconda Monteaperti” senese; poi passò, a Piacenza, sotto i Farnese, e nel 1549 fu creato Vescovo, di una Chiesa impegnata ad effettuare il celebre Concilio di Trento. Morì nel 1556, giusto in tempo per assistere al crollo, irreversibile, della Repubblica senese.

Leggendo questa biografia – in alcuni passaggi certo non di agevolissima lettura, per le lunghe citazioni e i dettagli delle dispute sull’ortografia e sulla Lingua -, si ha però il senso dell’essenza del maturo Rinascimento, incarnata dal poligrafo Claudio Tolomei: sapere scrivere di praticamente tutto, in prosa ed in versi, senza quasi mai cedere a livello qualitativo. Rara avis allora, pressoché introvabile al giorno di oggi…

 

VITTORIO SERMONTI: L’ARTE DI AFFABULARE

Alla bella età di 87 anni, ci ha lasciato Vittorio Sermonti: figura di eccellente divulgatore, di Dante ma anche di Virgilio, di Ovidio e di altri ancora. A metà degli anni Ottanta, a 56 anni, ebbe l’idea della vita: come spesso accade, era tanto semplice, che non ci aveva pensato nessuno. Fare arrivare Dante – vivo, pulsante – nelle case degli italiani, attraverso la radio; ebbe l’umiltà di andare dal Contini, sublime dantista, a chiedere conferme, suggerimenti. Ne nacque un’impresa titanica, ma di grande successo (superata, quantitativamente, solo da Benigni); straordinario divulgatore, il Sermonti usava la sua conoscenza del teatro e della musica per rendere più accattivante il tutto.

Le sue lecturae Dantis sono – con quelle di Gassman e di Bene – le più grandi dai tempi del Boccaccio, che le inaugurò illo tempore.

Beato il Paese che non ha bisogno di grandi divulgatori; perché invece l’Italia – triste a dirsi – ne ha un bisogno assoluto…

 

LUCI ED OMBRE DI UN DITTATORE: FIDEL CASTRO

Un autentico Gigante della Storia ci ha lasciato due giorni or sono: questo va riconosciuto, in tutto e per tutto; ma come tutti – davvero quasi senza eccezioni – i Giganti, la sua mano gronda anche sangue, tanto sangue; discriminazione verso gli omosessuali e i dissidenti, e plateale negazione della libertà di parola (i blogger dell’isola, per esempio, ne sanno qualcosa…).

La cosa più curiosa è, forse, questa: Castro, quando prende il potere nel 1959, non era comunista (!); lo diventa un paio di anni dopo – senza conoscere quasi niente del marxismo e del leninismo, peraltro -, per l’ottusità della leadership USA – alle prese con il trapasso da Ike a J.F. Kennedy -, nel momento in cui, invece che tendergli la mano come Castro chiedeva, gli States lo considerano a priori un agente sovietico, consegnandolo nelle mani di Mosca. Non infrequente esempio di paranoia targata Stars and stripes, verrebbe da chiosare…

Nel suo narcisismo illimitato, in questo ricorda il nostro Mussolini: Castro è stato disposto a tutto, ed al contrario di tutto, pur di mantenere il potere. Avesse continuato ad essere cattolico, sarebbe diventato come minimo Cardinale.

Ha dato al suo popolo istruzione di base, un sistema sanitario efficiente (rispetto ai contermini), ha saputo tenere testa agli USA, dal 1961 in avanti. Obama – nel suo triste finale di presidenza -, dopo la morte del dittatore cubano se l’è cavata con un farisaico, nonché pro domo sua, “lo giudicherà la Storia”. Da un Nobel per la Pace, forse ci saremmo aspettati qualcosa di più…

 

Ps 1 Il prossimo 2 dicembre, nella sala della Protomoteca del Campidoglio, ci sarà uno stimolante incontro sul titolo V della Costituzione (“Emergenza Costituzione”). Ci saranno l’Assessore al Comune di Roma, e valente urbanista, Paolo Berdini, poi Tomaso Montanari, Salvatore Settis, nonché l’augusto padre. Se qualcuno dei lettori del blog è a Roma per qualche motivo, quel giorno…

Ps 2 Ecco il menù della prossima puntata de “Il martedì dell’eretico”: intervista al maestro Adriano Fontani, licenziato da scuola nelle settimane scorse; un’incursione alle Scotte, per tenere quantomai viva l’attenzione sul caso del dottor Giacomo Centini (che pare faccia finta di niente, dopo le recenti vicende), infine una ampia finestra su Mps. Il libro, sarà quello su Claudio Tolomei di cui sopra.

Ps 3 Domenica scorsa, ho scritto qualcosina del nuovo romanzo ereticale (“Scene da un matrimonio”, dal 7 dicembre a disposizione); ebbene, un “amico” mi ha scritto una garbata mail, in cui mi rimprovera di volere passare dall’essere “l’eretico di Siena”, all’essere “il Fabio Volo di Siena”. Beh, a parte il fatto che un libro andrebbe almeno sfogliato, prima di prendere posizione (soprattutto se negativa!), vorrei precisare che – oltre a continuare l’impegno di denuncia e di giornalismo di inchiesta sul blog ed in tv -, questo romanzo ha immodestamente ben altre punti di riferimento letterari (di Vitaliano Brancati ho già accennato, e non è l’unico, ovviamente).

Con tutto il rispetto per Fabio Volo – che ha un portafoglio, certo, più capiente del nostro -, il mio libro potrà piacere o meno: ma, certo, è un’altra cosa…

 

17 Commenti su La domenica del villaggio: Castro, Sermonti, Claudio Tolomei (e tre Ps)

  1. compañero scrive:

    Non dimentichiamo le 15.000 persone accertate che ha fatto fucilare negli stadi pubblici pieni di folla , in modo tale da intimorire il popolo. Tutti i soldati mandati a combattere in Angola e tornati in sacchi porta cadaveri. Tutte le piantagioni di tabacco distrutte
    con agenti chimici per poi piantare il mais che però non poteva crescere perché nel frattempo i terreni erano contaminati.
    E cosa dire del popolo alla fame al punto di costringere le donne alla prostituzione con grande gioia dei soci dei vari circolo dopolavoristici italiani che organizzavano gite “culturali” per comprendere e famigliarizarsi a fondo…..con vere esperienze di vita cubana…..Non dimentichiamo infine il filo che legava Fidel e Francesco….ambedue prodotti della scuola gesuita.
    Avete mai notato le similarita tra “Il Principe” di Machiavelli e “gli esercizi spirituali di “ignazio di Loyola”?

    • anonimo scrive:

      Caro compagnero
      Castro e un personaggio complesso, che ha fatto una rivoluzione, una rivoluzione che nel cuore dei giovani e’ contro il potere costituito. E non son morte le sue idee, anzi
      rimarra nell’immaginario dei popoli oppressi e il nome risuonera contro il liberismo. Fino a distruggerlo, un grande nella storia, cui grandi stati, un giorno omaggeranno

    • anonimo scrive:

      E scusa compagnero
      Basta guardare la prossima vittoria del popolo in Austria, la vittoria del no in italia, la futura vittoria della Lepen in Francia. Non è Lenin e il comunismo che vinse in Russia, con il contributo inglese, per distruggere uno degli imperi Cristiani. Ma è il popolo che nelle varie forme si libera della dittature della casta.

    • Io tra vivere in una favela brasiliana peruana o argentina

      E avere casa comida assistenza medica e diritto allo studio assicurato
      Non avrei avuto dubbi su cosa scegliere
      Chi appartiene alle classi benestanti ovviamente il problema favelas non lo
      Considera.
      Stadi pieni di oppositori anche in Cile e Argentina
      Donne che la danno ai turisti non mi sembrano esclusiva cubana
      In Brasile lo fanno per fame , a Cuba per soldi
      Constatazioni non ideologiche
      Io nel 59 fossi stato cubano penso che avrei sparato molto volentieri ai
      Papponi di Batista

  2. Edoardo Fantini scrive:

    Nel Popolo d’Italia del 20 Settembre 1923, c’è un ringraziamento che Mussolini rivolge al Consiglio provinciale di Bari per un busto marmoreo che quell’ente voleva a lui dedicare. Ringrazia ma rifiuta la scultura il Duce, indicando di “…devolvere la somma a qualche istituzione cittadina”. Secondo l’Eretico, che oltre che insegnante, giornalista e blogger, evidentemente è anche psicologo, Mussolini aveva un “narcisismo illimitato”…

    • Yama figlio di Mefisto scrive:

      Lo Stadio di Torino lo sai a chi era intitolato durante il Fascismo? Al tuo Benito caro….mica narcisista…

      • Edoardo Fantini scrive:

        Avesse voluto che fossero intestate a lui tutte le opere pubbliche del Ventennio, non ci sarebbe stato neanche un comune d’Italia senza il suo cognome vergato da qualche parte.

    • Non era narcisista l eroe di Predappio fece portare in Libia bianco
      Destriero per entrare trionfalmente al Cairo ma a parte questo……
      A torso nudo egli alacre meticoloso inesausto trebbiava il grano
      Sulle pianure pontine per le riprese istituto luce ma a parte questo…..
      Smascellava per ogni dove sempre ben ripreso ma a parte questo…

      Fulgido esempio di modesta e silente operosità egli mai si pose sotto
      I riflettori

      Onore al di lui corifeo camerata Fantini eiaeiaalala
      Sei il più ridicolo mai visto qua

      • Edoardo Fantini scrive:

        Caro Manunta, non conosco i nomi dei colori dei cavalli, ma siccome scrivi del Duce in Libia penso che tu alluda all’episodio della spada dell’Islam dove il destriero era tutto fuorché bianco. Quanto ad entrarci al Cairo, poi, con il cavallo ottenuto in Libia pare veramente difficile, impossibile direi. Si Manunta perché il Cairo non è in Libia ma in Egitto e dista da Tripoli 1738,22 km. Non si può dire, comunque, che tu non ce la metta tutta…

        • Doddolone domani te la racconto la storia del cavallo bianco che col fronte
          A El Alamein già il tu capoccia gongolava stasera vo a tromba’
          Invece che da retta alle tu cazzate da leccamanganelli

          • Eretico scrive:

            Censurato un Licione ed un Manunta; questa la lascio perché è – come dire – “futurista”…

            L’eretico

        • Cercando appunto di mettercela tutta finché C’entra, pare che maldicenti sabotatori delle italiche glorie sostengano che il nostro eroe che è troppo poco definire Duce :altri ve ne furono sui quali egli si erse come granitico
          Monolite a simboleggiare le italiche virtù fulgido ed inimitabile esemplare
          delle peculiarità intrinseche della italica razza(e qui si lasci la parola
          Al suo massimo cantore tra i viventi, tale patriota inde fesso che la vostra
          Gloriosa città ospita tra i molti che, eretico in testa negano invece la statura titanica del predappiese)
          I soliti inesatti e manipolati cronistucoli poco informati narrano che il Dux
          Lux (Faro che per un ventennio brillo’ di luce propria)sia partito da Guidonia alla cloche di un sm 79 per trasvolare il marenostrum e atterrare in
          Cirenaica da lì verso il fronte dove attese inquieto a 1,8 km dal suddetto sito in Egitto (con buona pace del geografo senese e colonna della vera storiografia ducesca) che il gen. Rommel si decidesse a compiere il balzo finale verso Alessandria e il Cairo. Attesa vana Rommel pare riporti nelle
          sue memorie di non averlo cacato di striscio ,il balzo ci fu’ ma all indietro
          prima di tal balzo lo scoraggiato e deluso eroe romagnolo penso bene di tornare mestamente sul suolo italico il cavallo era pronto ma niente cavalcata trionfale .
          La partenza da Guidonia 29/6/42 il ritorno in italia20/7/42 le boiate del
          Noto mussolinilogo roba fresca 28/11/2016 ora di Roma capitale d’Italia 19.52
          Ma tutto quanto riportato è solo un complotto delle demoplutocrazie giudaico massoniche che in ogni tempo ci furono ostili. che sappia il mondo
          Quali bassi espedienti esse sono capaci di architettare .
          Fortunato e’ il popolo senese che vanta fedele mastino capace di riportare
          Verità e luce su vita opere e miracoli di un grande della nostra storia
          Del quale il nome mai verrà cancellato
          O tu popolo senese rivolgi la tua gratitudine a tal inde fesso custode di verità. Eiaeiaalala’

          • Edoardo Fantini scrive:

            Come tutti possiamo leggere, da parte di Manunta altre 29 righe per non spiegare (eppure il 29 novembre alle ore 0,35 aveva promesso che lo avrebbe fatto) con quale dinamica il Duce fece portare un cavallo bianco dall’Italia alla Libia per poi entrarvi al Cairo. Divaga un po’ su Rommel e siccome questo ci diverte lo ringraziamo di tenerci allegri.

  3. Senio scrive:

    Complimenti vivissimi per la perla sulla ristampa anastatica della biografia di Claudio Tolomei, caro Eretico. Sulla questione del nuovo libro hai già scritto tu, certo che di webeti è piena anche la nostra ridente città, così in alto a livello culturale secondo Italia Oggi…

  4. Uno che ricorda scrive:

    Mi aggiungo ai complimenti per la citazione del libro su Claudio Tolomei, traditore della Patria nel 1526 (come Farinata degli Uberti, no?) ma in ogni caso grandissima figura di senese.
    Libro diverso dal solito: poliedricità poligrafica alla Tolomei, per restare in tema?

  5. senesediritorno scrive:

    OFF TOPIC
    ————-
    La “letterina” di Renzi è arrivata nella mia casetta della lettera stamani.
    Con estrema cura l’ho rinviata alla sede del PD
    Via Sant’Andrea delle Fratte 16
    00187 Roma
    Si inc….eranno

  6. senesediritorno scrive:

    OFF TOPIC…segue messaggio precedente troncato da interruzione WiFi
    ————-
    La “letterina” di Renzi è arrivata nella mia casetta della lettera stamani.
    Con estrema cura l’ho rinviata alla sede del PD
    Via Sant’Andrea delle Fratte 16
    00187 Roma
    Si inc….eranno anche i postini e magari voteranno NO…

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