Eretico di SienaCaso Rossi: il "Ricciarellogate" - Eretico di Siena

Caso Rossi: il “Ricciarellogate”

Sull’asse Roma-Siena, dal 9 dicembre in poi, si è concretizzato quello che, da adesso in avanti, chiameremo il “Ricciarellogate”: un caso politico-giudiziario-mediatico, nato certo all’interno del Caso-Rossi, ma con suoi ampi, ed anche inquietanti, margini di autonomia. Vediamo di chiarirne gli aspetti principali (almeno alcuni: su altri stiamo lavorando alacremente, ma abbiamo bisogno di ulteriori riscontri). Prima di scrivere del “Ricciarellogate” – scusandoci sin da subito per la lunghezza del pezzo odierno, ma il contesto la impone – un paio di altre puntualizzazioni di attualità…

ATTACCO ALLA PROCURA: COLPIRNE TRE, PER EDUCARNE CENTO

I PM senesi si sono affidati ad un legale – l’avvocato Vernazza – per tutelarsi nei confronti del modus operandi della Commissione parlamentare di inchiesta, in particolare nei confronti del Presidente Zanettin e dei due Consiglieri, onorevoli Migliorino e Rizzetto (il quale – per chi non lo ricordasse – era il preferito dalla famiglia per fare il Presidente della Commissione: è nei dettami costituzionali anche la scelta dei membri, si osa chiedere?). La stampa dà conto di una lettera al Presidente della Camera, onorevole Fico, giacché la Commissione è monocamerale: questo il fatto più eclatante di ieri, che avvia inevitabilmente la questione dei rapporti fra politica e Magistratura. Ci voleva poco a capire che sarebbe andata a finire così: una Commissione politica, che nasce grazie ai servizi delle Iene (come sostenuto pubblicamente da alcuni Commissari: Internet canta), poteva forse avere esito diverso, di grazia?

Nel frattempo, la novella “Montesquieu dei social”, Carolina Orlandi, si avventura in cose su cui non pare ferratissima, tipo per l’appunto i rapporti fra politica e Magistratura: la lettera dei PM “sembra dire che il lavoro del pm Marini, del pm Natalini e del pm Nastasi non possa essere messo in discussione da nessuno. Neanche dal Parlamento”. Ha proprio ragione: facciamo giudicare l’operato dei Magistrati dalla politica, così siamo a cavallo…

Alla faccia dell’autonomia e della separatezza dei poteri, insomma, la magistratura inquirente – cui quella giudicante, nel caso di specie, ha dato ragione tre volte su tre – deve essere messa pubblicamente alla berlina, essere oggetto di Interrogazioni parlamentari (vedasi nel paragrafo sul “Ricciarellogate”), e starsene anche buona e zitta: così è, perché pare a Carolina Orlandi sui social.

Staremo a vedere gli esiti della missiva, con il consueto, gramsciano, ottimismo della volontà condito dall’iper pessimisimo della ragione; in ogni caso, per quanto ci riguarda, l’azione dei PM non è corretta, è sacrosanta (non a caso, nel mio “Cronaca di un suicidio (annunciato)”, ho dedicato un intero Capitolo al Caso Rossi come ennesimo atto del desiderio della politica italiota di punire la Magistratura: 20 anni fa per queste cose si facevano i “girotondi” e si scendeva in piazza, oggi il clima è cambiato, prendiamone atto). I dettami costituzionali della Commissione sono chiari: resta da vedere se tutti li abbiano seguiti, per l’appunto.

Il Presidente Zanettin dice che la Commissione è aperta ad ogni soluzione: e noi gli crediamo, ci mancherebbe; allora perché andare in trasmissioni – come Quarta Repubblica – in cui l’impostazione è chiaramente critica dell’operato della Procura, senza nessun contraddittorio?

Chiunque abbia visto le sedute (non segretate) della Commissione, avrà notato un atteggiamento molto diverso – da parte dei due Commissari in questione, qualche volta non solo da loro – verso coloro che hanno una idea suicidaria, rispetto a chi critica l’operato della Procura. Posso parlare per scienza diretta e personale, invitando chi lo voglia a controllare on line: la mia audizione del 16 settembre scorso, è stata forse neutra, di grazia? Il Consigliere Rizzetto mi ha interrotto mentre svolgevo la mia relazione introduttiva – che aveva la stessa durata di quella di altri giornalisti o scrittori auditi prima di me, loro non certo interrotti -, e a fronte dell’interruzione, il Presidente mi ha detto che potevo sì continuare, ma sintetizzando al massimo (a fronte di alcuni che hanno esondato a loro piacimento senza alcun problema, come rimarcato da alcuni  Commissari stessi); dopodiché, l’onorevole Migliorino ha iniziato il consueto corpo a corpo (sic) con chi non sia allineato alla vulgata mediatica dominante (su chi ne sia uscito vincitore, si rimanda al video: in particolare sulla questione dei fazzolettini), fino a quando l’onorevole è stato richiamato dallo stesso Presidente e da un altro Consigliere (l’onorevole Federico Fornaro, nisi fallor), il quale ha detto che l’audito (lo scrivente) non era un imputato portato a Processo; ciliegina quasi finale, il prima citato onorevole Rizzetto ha mostrato una insospettabile acribia filologica, dimostrando di avere letto un mio post del 2013 (2013!) in cui parlavo della Procura di Siena. Chapeau: anche se, magari, sarebbe stato stimolante se avesse dimostrato una simile perizia filologica comparativa confrontando le testimonianze dei familiari rese di fronte ai PM senesi – Antonella Tognazzi in primo luogo -, con ciò che dicono oggi. Su quello, transeat.

Guanti di velluto, se non direttamente tappetini rossi, con chi attacca la Procura e i Giudici terzi; pugno duro – fin dove la dialettica può arrivare, certo – con tutti gli altri: fortunatamente, le riprese ci sono (quelle non segretate). Sono questi i dettami costituzionali della Commissione di inchiesta, si osa sommessamente chiedere?

 

UN’INTERVISTA SERIA ALLA TOGNAZZI (E LA PSICHIATRA)

Dopo una messe di interviste all’insegna dell’inginocchiatoio, stamattina finalmente, sul Corriere della sera, è uscita una intervista degna di tal nome ad Antonella Tognazzi (lo scrivente avrebbe aggiunto un paio di domandine, certo, ma questo è il motivo per cui lei e gli altri familiari di David Rossi non hanno mai accettato un incontro pubblico – limitandosi ad offendere lo scrivente prima ancora che il libro uscisse -, avendo il terrore del confronto); merito quindi a Claudio Bozza, l’intervistatore (pagina 27, con richiamo in primissima).

Bozza fa parlare la Tognazzi, ma non si esime dal farle almeno alcune delle domande su temi, sui quali chiunque legga le carte dell’inchiesta sarebbe curioso ( è la primissima volta che succede, ed infatti si vedono i risultati).

Ne citiamo giusto tre; la prima, quella in cui l’intervistatore le chiede conto della “marcata convinzione” iniziale, sua e della Orlandi, del suicidio. Ecco la risposta: “Non direi “marcata”. Avevamo semplicemente ascoltato quello che i magistrati ci avevano detto. Davanti a tutti quegli elementi, che motivo avevo io di diffidare dei magistrati? Ero travolta da un dramma”. Ergo, lei avrebbe fatto mettere a verbale certe cose, giusto perché gliele suggerivano i PM, dei quali era del tutto in balìa, senza possibilità di formarsi un giudizio autonomo e personale (sulla morte del marito, si badi): ci si rende conto di ciò che vuol dire, tutto ciò? E poi, tanto per chiarire: “quegli elementi” (suicidari), chi mai li aveva forniti alla Procura, se non in primis gli stessi familiari? Mah…

Seconda domanda: “agli atti ci sono prove che suo marito aveva segni sui polsi. Sembrano inconfutabili segni di autolesionismo, non crede?”; ecco la risposta: “David era pieno di segni (allora, ne aveva anche altri, di grazia?, Ndr). Al tempo ci disse che erano segni di rabbia, che se li era procurati perché sotto pressione”; ergo, l’autolesionismo non solo c’era (come messo a verbale da madre e figlia), ma era dovuto al fatto di essere “sotto pressione”; “sotto pressione”, di grazia? Ma come, ora non va di moda la vulgata che David era sereno, non pensava altro che all’home theatre da installare (come testimoniato da Fulvio Muzzi in Commissione), insomma era più pacioccone che mai?

Terzo passaggio; viene fuori la famosa mail del 3 marzo, quella del “Stasera mi suicido sul serio. Aiutatemi!” (che per anni la famiglia ha definito dubbia, ora invece va bene così, figuriamoci). Ecco il commento della Tognazzi: “Perché nessuno ha risposto? Perché nessuno ha preso provvedimenti? In un caso del genere si allertano le forze dell’ordine…si avverte la famiglia (che fu quella che scoprì i succitati gesti di autolesionismo prodotti “sotto pressione”, peraltro, Ndr), è possibile una mancanza del genere da parte di chi dirigeva una banca tanto importante?”. Se avete tempo, rileggete queste domande della Tognazzi: sono domande di una moglie che punta il dito contro MPS, che non ha saputo vigilare sull’imminente suicidio del marito. Suicidio, non omicidio. Eppure, il titolo del pezzo è “Suicida? No, custodiva segreti”, per poi tirare fuori – unica ormai rimasta a farlo, con le Iene – la questione dei festini.

Si sta lavorando su un doppio binario, quindi: si punta alla riapertura per omicidio, ma insomma anche una responsabilità del Monte per la Legge 231 non sarebbe poi malaccio, non chiudiamoci tutte le porte; non è una novità, peraltro: fu proprio la stessa Tognazzi – nella fase in cui era arciconvinta del suicidio – a chiedere una consulenza ad una psichiatra sarda, la professoressa Lorettu – mai sentita dalla Commissione, si badi bene -, affinché si certificassero le responsabilità di MPS in ordine alla morte (per suicidio, ovviamente) del marito (vedasi il mio Capitolo “Una consulenza psichiatrica (che imbarazza molto”), pagg. 136-141).

Tutto sommato, quindi, da un certo punto di vista hanno proprio ragione coloro che dicono che siamo tornati al 2013…

 

IL “RICCIARELLOGATE”

Non vi è dubbio alcuno che la audizione del Colonnello Pasquale Aglieco del 9 dicembre abbia segnato un autentico spartiacque fra il prima ed il dopo, all’interno del Caso-Rossi: fino a creare un caso nel caso, che chiameremo per l’appunto “Ricciarellogate”. La Commissione, nonostante lo sbracciarsi di alcuni suoi elementi, non aveva portato ad alcunché di concreto (salvo eventualmente il segretato, di cui sapremo a tempo debito).

Ed ecco il primo colpo di scena: il colonnello non si fa segretare, per sua stessa, precisa e personale, volontà; tanto di cappello, peraltro: la Commissione sarebbe dovuta essere un luogo aperto, ed in questo senso Aglieco ne interpreta l’esigenza di trasparenza.

Nella prima parte – quella di cui si perde traccia nei media – il colonnello porta avanti un’analisi documentatissima, tesa a delegittimare per tabulas il lavoro di approfondimento delle Iene, come era previsto e prevedibile che facesse, visto come era stato tirato obtorto collo dentro alla vicenda; dopodiché, inizia a dire cose – smentite recisamente dai 3 Pm, con le prime indicazioni probatorie (telefonata della Santanché) a dare loro piena ragione – le quali paleserebbero un inquinamento probatorio della scena della tragedia.

Qui accade un qualcosa che, in tutta franchezza, appare assai curioso: entra improvvisamente in scena, come autentico “uomo nero”, il Pm Antonino Nastasi, secondo Aglieco una sorta di “grande inquinatore”, il quale sarebbe entrato nella scena criminis con la grazie di un elefante in cristalleria. Il fatto più curioso è che il Pm Nastasi era stato fino ad allora, all’interno della narrazione omicidiaria, pressoché inesistente, in questi anni: neanche l’onore di essere visto in qualche festino, per lui. Zero di zero. Il pubblico non sapeva neanche della sua presenza sul posto. Eccolo invece, quella sera, scaraventare sul tavolo cestini della spazzatura, sedersi sulla poltrona del suicida (si immagina con i piedi sul tavolo), financo rispondere al cellulare del morto. Gli altri due PM – Marini e Natalini – scompaiono dai radar: fa tutto, nel modo più nefasto possibile, Nastasi.

Ora, si dà il caso che – insieme al collega Turco – Nastasi sia proprio colui che verosimilmente porterà a Processo Matteo Renzi (questione Open, per capirsi), per un Processo che metterà in grande imbarazzo – a prescindere dall’esito – il politico rignanese: totale presunzione di innocenza, ci mancherebbe altro, ma molti elementi su cui discutere sono già emersi in fase inquirente. L’occasione è ghiotta assai, per Renzi: un PM con credibilità demolita – come vorrebbe l’ex Premier -, è sempre meglio, da affrontare in un’aula di Tribunale. Poche ore dopo l’esplosione mediatica delle dichiarazioni di Aglieco, infatti, il renzianissimo Giachetti annuncia un’interrogazione parlamentare al Ministro Cartabia sull’operato del Pm Nastasi: fatti, non ipotesi.

In tutto ciò, siamo ad un mese dall’elezione del nuovo Presidente della Repubblica: Berlusconi ha bisogno di un pacchetto di voti molto vicini a quelli che la pattuglia renziana gli può garantire, grazie ai quali diventerebbe – se il centrodestra fosse compatto nel sostenerlo – Presidente. Fatti, non opinioni (votare ancora si deve, ma le manovre di avvicinamento sono cosa nota agli insiders da settimane).

Infine, dove è che viene battuta la grancassa mediatico-politica tendente a cercare di demolire l’operato del PM che forse porterà a Processo Renzi? Sui canali Mediaset: parte Porro (Quarta Repubblica), il lunedì immediatamente successivo alle dichiarazioni di Aglieco; poi arriva Quarto grado con Nuzzi, il venerdì (e non è certo una novità), dipoi ieri l’altro Le Iene con l’ennesimo servizio sul Caso Rossi (extra Mediaset, c’è il solo Giletti a puntare sul “Ricciarellogate”: quel Giletti ex testimonial delle felpe mussariane ai tempi d’oro del tandem Mussari-Rossi). Tutti programmi rigorosamente schierati, senza alcun contraddittorio, in cui le cose dette dal colonnello Aglieco (quelle contro il PM Nastasi, mentre quelle sulle Iene sono silenziate) vengono prese come oro colato, al massimo con qualche condizionale al posto dell’indicativo. Fatti – facilmente reperibili da tutti -, non insinuazioni.

Morale: il combinato disposto della corsa berlusconiana al Colle, di tutta la schiera di giornalisti che ormai non potrà mai tornare indietro sul Caso Rossi perché, negli anni, si è spinta troppo avanti (e qui non si sta parlando dei conduttori succitati, ovviamente), ha generato l’osceno potpourri cui stiamo assistendo da una dozzina di giorni. Con questo risultato concreto: se le cose dette da Aglieco dovessero rivelarsi non veritiere, si sarebbe esattamente al punto di prima (nessuna seria pista alternativa al suicidio, neanche di striscio), e chi di dovere dovrebbe darne conto; se invece Aglieco avesse detto cose corrette e verificabili, l’operato dei PM sarebbe certo censurando, ma la sostanza del fatto non cambierebbe di una virgola ( lo stesso Colonnello si è detto convinto del suicidio, peraltro). Le lettere suicidarie, quelle restano tutte e tre, rovesciate o meno sul tavolo: e sono autografe, non le ha scritte Nastasi mentre rispondeva al telefono.

In ogni caso, nell’impazzimento politico-mediatico del post 9 dicembre, forse è bene ricordare che si sta discutendo se, nella stanza del povero Rossi, quella sera siano entrati uno o più carabinieri, oltre ai 3 PM: non gente che passava di lì dopo una bevuta al bar, bensì carabinieri di provata esperienza (se – lo ripetiamo – sono entrati). Forse, se invece dei carabinieri fossero entrati gli inesistenti assassini, ci sarebbe stato meno clamore.

Infine, Matteo Renzi; nella sua rubrica di news ha scritto, a proposito di quanto dichiarato dal Colonnello Aglieco sull’operato del PM Nastasi: “Se tutto fosse confermato, sarebbe davvero gravissimo…”; condividiamo: e se invece il tutto non venisse confermato, come la potremmo mettere, di grazia?

 

Ps Non è certo ozioso il dibattito su come trattare il dissenso No-vax nei media, anzi è un argomento tanto complesso quanto di cogente attualità; il trio Pregliasco-Bassetti-Crisanti (tu quoque…), in ogni caso, ha voluto fare, con il suo pietoso ed indifendibile siparietto, un insperato cadeau natalizio alla frangia più oltranzista dei No-vax: quando si insegna cosa sia l’eterogenesi dei fini, chiedete lumi ai tre tenores…

21 Commenti su Caso Rossi: il “Ricciarellogate”

  1. Il resiliente scrive:

    La commissione è anche “mangime” per tenere in vita il legame con quella base “complottara” (su qualsiasi argomento). Parte minoritaria che comunque nelle elezioni può spostare equilibri.
    Ridotti in parlamento a fattorini, passacarte per qualcuno è un’evasione, un modo per rendersi utili o mettersi in luce.
    Per altri un modo per trascorrere il tempo in attesa della (im)meritata pensione.

    Personalmente la vicenda Palamara è più che sufficiente a giustificare una riforma della giustizia.

    I virologi sono come gli esperti di borsa: il più delle volte non azzeccano le previsioni. Sono due anni che ci vengono propinati come la SCIENZA, il VERBO.
    Con 80% vaccinati e 45.000 contagi al giorno è meglio (per tutti) se si dedicano solo alle canzoni.

    Serene festività a tutti (pucci compresi)

  2. ginocacino scrive:

    … sul PS … no, davvero, mi era arrivato un video su WU con questi tre … “xxx” non so davvero come definirli nella circostanza, che pensavo finto, artefatto; poi ieri sera in un TG, eccoli che a “sprezzo del ridicolo” straziano il jingle … ma che c’abbiamo in italia che rende le persone ….. cosi?!?

  3. Holden Caulfield scrive:

    Caro Eretico, quanto hai scritto (oggi ma soprattutto nel libro) è convincente, però io sono allergico ai complotti, che reputo forse più delle religioni, “oppio dei popoli”. Per questo mi pare francamente cervellotico pensare che Aglieco sia andato all’audizione per killerare il pm che ha portato Renzi a processo. Oltretutto Aglieco è pure un carabiniere, dai. Certo è che qualche dubbio sul modo un po’ bipolare di condurre le inchieste da parte di Nastasi viene: su Rossi inchiesta “old style”, azione inquirente silenziosa, solo fatti, niente voli pindarici, su Open invece intervento a gamba tesa sul modo in cui negli ultimi lustri la politica si è autofinanziata, in un arcipelago fitto di fondazioni facenti riferimento a tutti i politici à la page. Un processo della serie “colpirne uno (forse) per educarne cento”, con la magistratura che sulla base di norme morali più che penali, cerca di influenzare il potere legislativo nel modificare leggi che non piacciono. Insomma non si capisce se Nastasi sia un seguace di Montesquieu o di Di Pietro.
    Auguri di buone feste a tutti.

    • Eretico scrive:

      Caro Holden,
      sai bene che sono assai alieno rispetto al complottismo, che è proprio ciò che nutre i terrappiattisti del Caso in questione, come opportunamente rilevato dal Resiliente; però converrai che questi elementi, elencati nel paragrafo sul “Ricciarellogate”, siano fatti, non opinioni; te ne indico un altro, prenatalizio: ieri Renzi ha fatto un altro passo di avvicinamento verso lo spostamento dei suoi voti pro-Silvione, con pubbliche dichiarazioni sul fatto che “il Quirinale fa storia a sé”. Dopodiché (espressione ormai insopportabile di molti politici e non solo), si starà a vedere, come sempre.
      Io, poi, ho scritto sic et simpliciter che Renzi ha preso la palla al balzo, NON che il Colonnello sia andato in Commissione a killerare il PM Nastasi previa consultazione con il rignanese (ci mancherebbe altro, eh…).

      Non sapendo se, tra una cosa e l’altra, domani si scriverà, tanti auguri a tutti i lettori: buon Sol invictus, omnibus! L’eretico

  4. Linea Gustav scrive:

    Tanti auguri a tutti i lettori e all’Eretico, prima di tutto!
    Lungo e molto articolato questo pezzo. Tralascio tutto il resto (anche sui virologi mi devo trattenere), e vado al dunque almeno su una cosa: come si fa a parlare di OMICIDIO, e nello stesso tempo dire in una intervista al principale quotidiano italiano che è colpa di MPS che non ha avvertito la famiglia dello stato in cui si trovava il marito? L’Eretico è abituato a smascherare ben altri passaggi, ma davvero in questo caso non c’è neanche bisogno di essere bravi come lui. Basta un minimo di logica, boh….

  5. Paolo Panzieri scrive:

    A mio modestissimo parere sarà Draghi fiancato a conquistare alla fine il Colle.
    Vogliono così colà dove si puote … eppoi non ci sono concorrenti realmente alla sua altezza. Basta sentirlo parlare alle conferenze stampa.
    Difficile disarcionarlo.
    Non credo, comunque, che Berlusconi abbia la minima possibilità, né tanto meno che conti ancora su Renzie dopo lo scherzetto dell’elezione di Mattarella.
    Qundi il ricciarello gate parrebbe al più un’operazione di piccolo, piccolissimo cabotaggio eminentemente locale e circoscritto.
    Quanto al rilievo mediatico del caso Rossi, purtroppo lo stesso si aggiunge semplicemente ormai a quelli di Manuela Orlandi, Denise pipitone e Roberta Ragusa.
    Temo non ce ne libereremo più e David non potrà mai riposare in pace.
    In ogni caso tantissimi auguri a tutti.
    Astenersi sanfedisti.

  6. IN ATTESA DEL PUCCI... scrive:

    In attesa che questo Pucci convinto omicidiario ci spieghi come sarebbe andata secondo lui, come l’Eretico gli chiede di fare da giorni, vorrei chiedere a tutti i lettori se si rendono conto del fatto che c’è una intera città, una collettività che viene tenuta sotto scacco, ora grazie alla Commissione anche politico, da una persona che è la prima a sapere che il marito si è suicidato. L’intervista è chiarissima, nel passaggio in cui dice che la banca doveva intervenire, doveva avvertire lei e così via. Tutte cose che avvalorano la tesi del suicidio, salvo che siamo diventati tutti idioti all’improvviso. Quanto deve andare avanti questa vicenda? Quanto si deve sopportare ancora?

  7. anonima perplessa scrive:

    Devo dire che i tre virologi che cantano “sissì vax” sono veramente pietosi. Ora, se anche c’era qualche indeciso che stava per cedere al vaccino, dopo questa splendida e accattivante performance, si sarà tirato indietro. Sarebbe tutta da ridere, se non ci fosse invece di che preoccuparsi seriamente. E mi riferisco, nella fattispecie, al servizio che la Rai mandò in onda nel 2015 (non fu mai censurato dal MinCulPop) in cui si rendeva noto questo esperimento effettuato in un laboratorio in Cina, in cui si era con successo innestata una proteina su un virus sars di pipistrello, per fare ricerca. Il risultato fu un virus cosiddetto chimera, che poteva essere potenzialmente pericoloso per l’uomo, ma si assicurava che mai sarebbe uscito dal laboratorio.Ecco, io vorrei invitare a riflettere sulla pericolosità di questi esperimenti, specialmente se si fanno in laboratori in mezzo a centri abitati. Mi viene in mente Wuhan, ma mi viene in mente anche il supertecnopolo che sarà presto edificato a Sienina nostra. “Occasione ghiotta” come è stata definita da un noto virologo nostrano a billo ritto. Adelante ma con juicio, direi, la ricerca va benissimo farla, ma con i dovuti paletti. Ci vogliono organi di controllo severi sia per quanto riguarda la sicurezza degli esperimenti, sia per quanto riguarda la bioetica. E cmq proporrei di fare esperimenti in luoghi quanto più lontano possibili dai centri ad alta densità di popolazione. Vorrei sapere cosa ne pensano Ereticone nostro e i suoi lettori.
    P. S. :il video lo trovi facilmente, puoi chiedere conferma sull’attendibilità agli addetti ai lavori.

    • Eretico scrive:

      Cara “Anonima perplessa”,
      sul fatto di alzare i paletti dei controlli e delle supervisioni, mi trovi d’accordo al massimo grado: bisognerebbe soprattutto che fossero controlli seri, e l’unico modo per far sì che ciò avvenga, sarebbe la comprovata terzietà dei controllori. Il famoso quis custodiet custodes, per capirci.
      Sul fatto che il virus sia – come dire – un po’ sfuggiti di mano agli “amici” cinesi, mi pare che dalle supposizioni siamo passati ad indizi fortissimi, non solo di fonte USA; pensavo proprio ieri: la Grande Guerra è scaturita dall’assassinio di due persone; la Terza NON scoppierà – bene così, per Zeus – nonostante la acclarata responsabilità cinese, neanche per milioni di morti e conseguente shock economico. La Cina di oggi, in effetti, non è la Serbia dell’estate del 1914…

      L’eretico

      • anonima perplessa scrive:

        Questa risposta che “non si può far guerra alla Cina” è un corto circuito, un non sequitur che ci stiamo trascinando scioccante da 1 anno e mezzo. Non c’entra niente la guerra. Il focus (dal quale ci stiamo pericolosamente allontanando) è un altro. Sono i tecnici che lavorano nei laboratori, è I loro supervisori responsabili, che devono rendere ragione della leggerezza, dell’imperizia, o della negligenza con cui hanno trattato l’esperimento. Non c’entra niente la guerra mondiale (non facciamo i complottisti). Se un francese ti tampona con la macchina, mica dichiari guerra alla Francia (spero)? Farai una constatazione (si spera amichevole) del danno subìto e delle responsabilità. Che c’entra la guerra? Spero tu non sia un complottista che pensa il virus fu creato ad arte per distruggere l’occidente. Eh che questi biologi e ricercatori, sono stati un po’ cialtroni. Diciamoci le cose come stanno. Pensano al profitto, al prestigio della ricerca, e si dimenticano dell’etica, dell’igiene, e della sicurezza. Stiamo attenti che non succeda anche da noi. Ormai questi scienziato i si sono talmente gasati, da quando hanno capito che i virus e le epidemie più che un dramma sono “un’ occasione ghiotta”, c’è davvero il rischio che perdano la testa (se non l’han già perduta) e si dimentichino qual’era il vero motivo della ricerca :la salvezza Dell umanità, non la sua distruzione. Ho forse torto?

    • Holden Caulfield scrive:

      Considerando che wuhan ha 11 milioni di abitanti, direi che a Sienina come densità siamo messi parecchio meglio. Non penso sia facile trovare di meglio senza ricorrere a località tipo Ozersk (comunque 83.000 abitanti, più che qui) o l’area 51.

    • Antonello scrive:

      A giudicare da come hanno gestito l’affaire Rossi, c’è da sperare che al supertecnopolo senese al massimo si occupino di bocce e punto croce.

  8. Antonello scrive:

    Caro Eretico, mi pare che in commissione t’abbian pettinato ben bene. Fossi in te userei un po’ meno spocchia, che alla fine come vedi la presunzione si paga.

    • Eretico scrive:

      Caro Antonello,
      se hai visto l’audizione di settembre e ti sembra così, rispetto la tua opinione; come sempre, oso chiedere: quali sarebbero i due o tre passaggi in cui i Commissari mi avrebbero “spettinato” (i capelli residuali)? Di più: in cosa consisterebbe la mia “presunzione”, di grazia?
      Aspetto, con piacere ed impazienza, una tua risposta: precisa e puntuale come è stata la mia a te…

      L’eretico

  9. ginocacino scrive:

    … a proposito di ombre e nebbia dura a diradarsi https://www.facebook.com/carmelomicelipd/posts/1874387889428065
    di cui una perla
    … “Sa che esistono Ufficiali di PG che riferiscono di un intervento del Dott. Marini su suoi sottoposti finalizzato a impedire lo svolgimento di indagini su storie di “festini” verificatisi nei sobborghi senesi?”
    sarà anche l’avvocato della famiglia ma è anche un parlamentare …

    • Eretico scrive:

      Caro Gino,
      è un piacere interloquire con te: tono garbato, e soprattutto porti elementi di discussione, a differenze di altri – tipo Pucci o l’altro che ho pubblicato stamattina – che lanciano il sasso, e poi, se richiesti di motivare ciò che hanno scritto, scompaiono.

      Veniamo al sodo: questa storia era già venuta fuori mesi fa (indovina in quale programma? Uno di Italia 1, te lo dico io…), ergo non è certo una novità. Se fosse vera – cosa ovviamente tutta da verificare – sarebbe un fatto molto grave, che si commenterebbe da solo. Ma in ogni caso NON ci entrerebbe niente con il suicidio del povero David Rossi, questo è il punto cruciale; alla questione dei Festini, ormai, ritengo non creda più neanche la stessa Commissione, che certo non è stata tenera con l’operato della Procura senese. That’s all…

      L’eretico

      • ginocacino scrive:

        … grazie per la gentile risposta, a dire il vero proprio non capisco perchè questa storia su questo blog pare stia scivolando piano piano in una questione pro o contro … l’Eretico! davvero non è necessario ed è fuorviante tuttavia, almeno personalmente, credo che a parte parole in libertà dei commentatori, al momento c’è una verità processuale forse dichiarata un po’ troppo frettolosamente e comunque che non ha raggiunto l'”oltre ogni ragionevole dubbio” lasciando una crepa in cui ci s’è infilata la famiglia e i giornalisti delle Iene (che pure fanno il loro mestiere e che non sono immuni a loro volta da querele, responsabilità e giudizio dell’opinione pubblica) e che, al momento si sta allargando sempre di più. Non ostante le dichiarazioni dell’on. Miceli non fossero di primo pelo, quanto da lui dichiarato “erga omnes” richiede un chiarimento secondo me urgentissimo in apposita sede; se fosse tutto vero quello che dice lui e altri illustri esponenti delle istituzioni cittadine e se fosse acclarato, il caso andrebbe se non altro viso sotto una luce diversa (il che non vuol dire automaticamente = omicidio; quest’ultima ipotesi prevede almeno un movente ed un colpevole sia pure ignoto al momento non arrivati alla ribalta della cronaca) … che poi credo è quello che sta cercando di fare la Commissione Parlamentare
        un saluto a tutti i frequentatori del blog

  10. Lorenzo Mistretta scrive:

    Caro Eretico, sapendo io pochisssimo del caso David Rossi, mi guardero’ bene di entrare nel merito.

    Per quanto concerne i suoi parenti stretti e amici, mi limitero’ quindi ad osservare che essi, in un certo modo, si trovano psicologicamente tra l’incudine e il martello. Cioè, se in un primo tempo, anche ad essi il suicidio del loro caro parve ovvio e razionale, si puo’ anche immaginare che, specie se hanno trascurato gli indizi (segni di autolesionismo, lettere o mail allarmanti, ecc) che lasciavano presagire la sciagura, essi abbiano a poco a poco preso coscienza della loro propria colpa e che, essendosi prodotto nella loro mente un processo di “autodifesa”, abbiano cercato un capro espiatorio; omicida o datore di lavoro che fosse…

    Se cosi’ è stato (trattasi solamente di una supposizione), mi sembra che non occorra aspettarsi qualsiasi razionalità dalle loro dichiarazioni e testimonianze. Essi si rifugiano nel irrazionale diniego, perché esso allevia il loro sentimento di colpa.

    Ed è verosimilmente per il medesimo motivo che essi rifiutano in modo riottoso e ingiurioso ogni confronto con chiunque intenda tener loro un discorso razionale.

    Quanto a tutti gli altri che, talvolta con incomprensibile veemenza, senza essere in grado di spiegare le ragioni per cui si dichiarano contrari alle conclusioni del tuo libro, mi sia eccezionalmente consentito, caro Eretico, di citare Giacomo Leopardi (Pensieri – XLV):

    “Gran rimedio della maldicenza, appunto come delle afflizioni d’animo, è il tempo. Se il mondo biasima qualche nostro istituto o andamento, buono o cattivo, a noi non bisogna altro che perseverare. Passato poco tempo, la materia divenendo trita, i maledici l’abbandonano, per cercare delle più recenti. E quanto più fermi ed imperturbati ci mostreremo noi nel seguitar oltre, disprezzando le voci, tanto più presto ciò che fu condannato in principio, o che parve strano, sarà tenuto per ragionevole e per regolare: perché il mondo, il quale non crede mai che chi non cede abbia il torto, condanna alla fine sé, ed assolve noi. Onde avviene, cosa assai nota, che i deboli vivono a volontà del mondo, e i forti a volontà loro.”

    Insomma: “Che la forza sia con te !”, caro Eretico…

    • Eretico scrive:

      Caro Lorenzo,
      concordo al 120% ciò che scrivi: uno dei motivi della mia sovraesposizione su questo Caso, libro compreso, è la volontà di fare emergere che per alleviare il senso di colpa dei familiari (umanissimo in ogni suicidio), siano stati creati dei capri espiatori, tipo il buon Filippone e non solo.

      E ci hai messo di mezzo anche il Genio recanatese, che dire? Chapeau…

      L’eretico

      • Lorenzo Mistretta scrive:

        Caro Raffaele,
        ti ringrazio sinceramente della tua gentilezza e della tua benevolenza nei miei riguardi.
        A te e ai frequentatori del tuo sempre interessante blog, auguro un buon fine d’anno e un felice e bello Anno nuovo.
        LM

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