Eretico di SienaMattarella, Di Maio, studenti (e 3 Ps) - Eretico di Siena

Mattarella, Di Maio, studenti (e 3 Ps)

- 04/02/22

Capiamo bene che il titolo potrebbe sembrare una sorta di climax discendente: dal professorone di Diritto fattosi bisPresidente, all’ex bibitaro che ha fatto bene i compiti, fa il Ministro degli Esteri ed il frondista anti-Conte, fino agli studenti, fra manganellate e compiti scritti che non si vogliono fare: tre facce dell’Italia di questa settimana, in ogni caso (di Tito Stagno e, soprattutto, di Monica Vitti scriviamo domenica sera, a Zeus piacendo, ovviamente)…

IL BISPRESIDENTE: BUONA LA PRIMA?

Premesso che, per scrivere questa parte del pezzo, ci siamo messi in giacca (cravatta no: est modus in rebus), e che, mentre si accendeva il computer, abbiamo canticchiato l’Inno (quantomeno frammenti del medesimo), che dire del discorso del BisPresidente Mattarella di ieri?

Beh, ci sono stati non pochi passaggi pregni di retorica quirinalizia, ma questo è anche giusto: per ora, una minima differenza di linguaggio fra X Factor e l’insediamento di un Presidente sopravvive; alto l’accento sulla dignitas, la quale peraltro dovrebbe valere per tutti, anche per i deputati che hanno applaudito per 55 volte (neanche fosse stato un funerale, suvvia); in tutta franchezza, con il massimo rispetto istituzionale del mondo (dell’Universo), è forse lecito evidenziare qualche dubbio sul passaggio inerente la Magistratura (passaggio che, infatti e non a caso, ha mandato in sollucchero la stampa di centrodestra: “Mattarella fa giustizia”, il titolone de Il Giornale odierno).

Che si debba mettere mano – ed in modo pesante, senza guardare in faccia ad alcuno – al CSM, nessunissimo dubbio, e non ci voleva neanche il Caso Palamara per dirlo; il problema è che la politica (purtroppo, in minuscolo), oggi più che mai, ha un trasversalissimo interesse a colpire la Magistratura in quanto tale: non esiste più un solo Partito, che non sia lambito da inchieste giudiziarie di suoi esponenti, più o meno importanti; e dopo il naufragio dei Five stars, nessuno osa più parlare di questione morale (Saviano al Festival non l’abbiamo visto, ergo non ci pronunciamo).

Si è smesso di rubare e di delinquere, in questa Italia del 2022? Nel caso, fatecelo sapere; nel frattempo, noi – con tutto ciò che di nefasto abbiamo visto nel modus operandi di taluni magistrati – continuiamo a preferire che siano loro, con i loro errori e le loro magagne, a cercare di fare rispettare il principio di legalità. Prima che il tutto sia affidato alle Iene e a Quarto grado…

DI MAIO VERSUS CONTE

La settimana quirinalizia, ha fatto deflagrare lo scontro (fra titani, potremmo dire: al contrario, però) interno ai Cinquestelle, tra l’ autoproclamato “avvocato del popolo” Giuseppe Conte e il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, colui che aveva sconfitto la povertà: il secondo, sempre più governativo, diciamo filodraghiano; il primo, invece, as usual oscillante (aveva candidato Andrea Riccardi, poi la Belloni, dopodiché – come l’amico ritrovato Salvini – ha cercato di intestarsi la rielezione di Mattarella).

Assistiamo a prese di posizione rocambolesche: Giggino che per alcuni quotidiani, in effetti, sembra un nuovo Aldo Moro o un redivivo De Gasperi, dopo essere stato sbeffeggiato per anni; ma anche quelli de Il Fatto che, dopo averlo osannato per anni, ora, che Di Maio ha osato rompere in modo esplicito con l’intoccabile Conte, allora diventa “egotico e narcisista”, in pratica un caso umano (Scanzi mercoledì sera dalla Gruber: da che pulpito, eh, verrebbe da dire, da che pulpito…).

Con una situazione paradossale: si sente odore di scissione, ma il supporter di Padre Pio non può, regolamento alla mano, espellere Di Maio, anche se vorrebbe farlo; Grillo sembra orientato su Conte, per salvare la baracca ed i burattini, ma lui stesso – che, da garante, potrebbe – non se la sente di spezzare l’ultima cordicella dimaiana, quantomeno per ora.

L’ha scritto anche il demiurgo, l’elevato, quindi lo possiamo riprendere noi: davvero un inarrestabile cupio dissolvi, quello dei pentastellati; con una domanda: quella autentica slavina di voti (raccattati nel 2018), fra un anno, chi li raccatterà? Va bene (cioé male) l’astensionismo, ma la Politica di solito soffre di horror vacui: speriamo bene…

STUDENTI IN PIAZZA

Studenti in piazza, in una quarantina di italiche piazze: da molto tempo non succedeva; due i principali motivi della protesta: le manganellate della settimana scorsa, durante le manifestazioni di protesta in seguito alla morte dello studente impegnato in uno stage scuola-lavoro (più lavoro che scuola); la decisione ministeriale di reintrodurre i compiti scritti alla futura Maturità ed all’esame di Terza media.

Il primo motivo è più che valido: forse è arrivato davvero il momento di rivedere il come, del rapporto fra la scuola ed il mondo del lavoro, e le manganellate ai ragazzi non possono non fare drizzare le antenne (salvo che abbiano forzato i limiti imposti, si intende: mercoledì prossimo riferirà il Ministro Lamorgese, su tali fatti).

Davvero sbagliato, controproducente e financo triste, invece, il secondo motivo: che ancora gli studenti, ed i fenomeni che spesso li consigliano (nonché qualche Preside e non pochi docenti, sic), non abbiano capito che lo studio e la selezione meritocratica sono gli unici criteri che potrebbero ripristinare quel poco di ascensore sociale che ancora ci potrebbe essere, è davvero inquietante.

Dal 6 politico, siamo passati al 7 (anche l’8, vai) richiesto alla politica, che in un modo o nell’altro sarà ben lieta di accontentare gli attuali bighelloni, e di fidelizzare il loro futuro voto; avanti così, mi raccomando: per avere medici, magistrati, professori (e politici) futuri sempre più preparati…

 

Ps 1 Alberto Ceccherini ci lasciava, il 2 febbraio di ormai 20 anni or sono: aveva iniziato la sua carriera al Costone, poi aveva avuto i suoi momenti di ribalta nazionale con la Mens sana, dopodiché aveva terminato la carriera da giocatore al Costone (ove l’avevo conosciuto), per poi fare per qualche anno l’allenatore. Me lo ricordo come una persona davvero brillante, immerso nella senesità (basket e Civetta) ma capace di guardare e spaziare ben oltre, amante dei piaceri della vita, con un sorriso guascone: se ne è andato davvero troppo presto (49 anni), e la gran brutta cosa, oltre alla sua famiglia, concerne tutta una collettività, alla quale avrebbe potuto senz’altro fornire un valido contributo di intelligenza.

Ps 2 Massimo Giletti ascoltato dalla Guardia di finanza (non per le felpe di Mussari 2012, tranquilli): si fa per dire, e soprattutto per segnalare che, finalmente, la Commissione più bella del mondo la settimana prossima riapre i battenti. Gli tocca lavorare tre giorni di fila. Ci sarà, in questo febbraio, da divertirsi: terrapiattisti, riscaldate i motori, mi raccomando…

Ps 3 Giorni contati per l’Ad di banca MPS Guido Bastianini: il Mef pare gli voglia fare lasciare il posto (e Andre Greco, su Repubblica di ieri, annunciava come imminente anche la partenza della Presidente Grieco); in città c’è chi si lamenta, peraltro nella semi indifferenza generale. Ci pare che non sia stata ancora del tutto metabolizzata una cosa: il 64 %, ce l’ha il Mef, ergo c’è poco da fare.

Da parte nostra, ci piace ricorrere ad precedente storico, ricordando l’abate Lelio Tolomei, allorquando, nel 1551, tenne un celebre discorso, “insigne per patriottismo e pietà” (Douglas scripsit); per farla breve, dicendo che i Senesi se l’erano cercata, con la propria insipienza e faziosità interna, e che a quel punto si arrangiassero, e semmai si mettessero a pregare. “…invitò tutti i cittadini a vestir abito di penitenza, ad umiliarsi innanzi a Dio e pregarlo di liberar la patria dal servaggio che la soprastava”. Aveva capito tutto, l’abate…

14 Commenti su Mattarella, Di Maio, studenti (e 3 Ps)

  1. Il resiliente scrive:

    La DC è viva e lotta insieme a noi.

    Discorso composito (c’è spazio anche per i complottisti con il riferimento ai potentati economici) com’era composita la DC.
    Perché questo è un popolo profondamente e nonostante tutto democristiano.

    Va riconosciuto il merito al PD, fingendosi morto, di rimanere democristianamente sempre al centro della partita.
    A Siena l’onore (o l’onere) di essere laboratorio d’avanguardia di questa strategia.

    Se un Di Maio incarna l’italian dream… mica strulli questi giovani che non vogliono stare testa china sui libri.
    D’altronde, se a comandare devono essere i vecchi, i giovani fanno comodo così.

    A proposito di telecomandati: che fine ha fatto la Greta?!?

  2. Gp scrive:

    Ci sarebbe una soluzione sintetica per le questioni del tuo pezzo odierno: Di Maio Ad di Mps e Lamorgese Presidente

  3. Daria gentili scrive:

    Al di là del discorso, altro punto su cui dovremo giudicare il Presidente è la legge elettorale; vediamo se dalla legge che porta il suo nome, mette la firma su una legge che la contraddice e ritorna al sistema proporzionale. Non mi stupirei, perché da uno che viene dalla vecchia scuola della ( sinistra) DC ci si può aspettare di tutto.
    Se parli così degli studenti ti attizzi contro tutta la classe genitoriale, che da anni ha messo del suo per formare i bighelloni di cui parli….comunque, dopo quasi tre anni di DAD la maggior parte degli studenti sa di non sapere e di non essere in grado di affrontare una prova selettiva, per cui la protesta facilmente trova terreno fertile.
    Ps3 ma il neo deputato eletto dai ns. concittadini rappresentate del territorio, che aveva promesso no spezzatino, no macelleria sociale, direzione generale a Siena, ecc. ecc. che si è già squagliato come la neve al sole?

    • Pierpaolo scrive:

      Complimenti a tutti coloro che hanno votato Enrico Letta! State sereni! Vedrete… andrà tutto bene! Enrico è una garanzia!

      • Roberto scrive:

        Complimenti soprattutto a chi non è andato a votare, vista la percentuale ridicola di partecipanti. Il che la dice lunga soprattutto sulle grandi capacità della vasta opposizione locale di esprimere idee o candidati convincenti. Mi convinco sempre di più del fatto che filosofia da “pettioni” pervade la cultura cittadina.

  4. ginocacino scrive:

    Buongiorno, Eretico davvero non me lo aspettavo una tua posizione cosi dura sulla motivazione (va be su una delle motivazioni) dello sciopero degli studenti …

    “Davvero sbagliato, controproducente e financo triste, invece, il secondo motivo ….. Dal 6 politico, siamo passati al 7 (anche l’8, vai) richiesto alla politica, che in un modo o nell’altro sarà ben lieta di accontentare gli attuali bighelloni, e di fidelizzare il loro futuro voto; avanti così, mi raccomando: per avere medici, magistrati, professori (e politici) futuri sempre più preparati…”

    … dopotutto sono proprio loro che hanno subito e pagato il prezzo sociale più alto in questi due anni di pandemia e in fondo sarebbe bastato far partire dal prossimo anno scolastico questo ripristino per disinnescare la protesta … davvero troppo duro sei stato a mio avviso

    • Eretico scrive:

      Caro Ginocacino,
      ti rispondo come sempre volentieri (anche se, in effetti, la tua non è una domanda): sono stato troppo duro con le istanza studentesche, dunque? Scusami, ma ovviamente credo di no; credo che una scuola che abbia dimenticato – da ben prima della pandemia – di almeno cercare di operare una seria opera di selezione degli studenti, alla fine sia un enorme danno per tutti, in primo luogo proprio per i ragazzi, futuri lavoratori (qualcuno magari anche qualificato).
      La imperante politica dei voti semiregalati (comunque dopati verso l’alto, così i genitori non si lamentano mai), ha portato all’ignoranza dilagante di oggi: ed essere ignoranti oggi, non è più tollerabile in alcun modo, con la scuola pubblica e gratuita, nonché con Internet a disposizione. Eppure, eppure i risultati sono sotto gli occhi di tutti, in ogni campo e settore dello scibile umano…

      L’eretico

      • casmar scrive:

        Se la scuola fosse davvero un ascensore sociale, vorrebbe dire che la nostra Italia sarebbe indirizzata verso un radioso futuro. Si stabilirebbe un circolo virtuoso in cui i giovani sarebbero motivati ad apprendere e gli insegnanti recupererebbero autorevolezza. Purtroppo, esame o no, la scuola ha perso questa funzione da tempo e ormai non c’è speranza. L’esame di stato ha subito in 25 anni numerose modifiche, che hanno determinato le seguenti conseguenze:
        1) è superato dal 99% dei candidati, ai quali interessa solo fuggire da scuola
        2) da anni, il lavoro della commissione non è più orientato alla valutazione, ma a garantire l’assenza di ricorsi. Le discussioni più accese si stabiliscono nel definire le griglie di valutazione e i descrittori. Si pone maggior attenzione nel verificare la presenza di sigle e firme, che non nel correggere le prove.
        3) la prova orale è una farsa in cui ogni docente si fa gli affari propri (e i giovani se ne accorgono).
        4) Nel corso della prova orale, la cosiddetta tesina è o copiata, o, se davvero scaturita dal sudore della fronte, banalizzata o ignorata da commissari esterni indifferenti (e i giovani e ne accorgono).

        Che senso ha parlare di esame in queste condizioni ? Non sarebbe meglio farne a meno ?
        Tuttavia, nonostante ciò, fanno bene gli studenti a manifestare. Il mio successo in aula fu determinato, modestia a parte, sì dalla competenza, ma soprattutto dalla coerenza. Capii subito che i giovani avevano bisogno di regole ed erano i primi a pretenderle. Io le stabilivo, condivise, ad inizio anno, ero il primo ad applicarle e, se per caso contravvenivo ad esse, chiedevo scusa e mi correggevo. Risultato straordinario, da cui scaturirono grandi soddisfazioni per tutti. I governi, invece, da anni, cambiano le regole in corso d’opera !!! Se devi cambiare qualcosa in materia di esame, lo dichiari a settembre, non adesso ! Ti viene in mente una miglioria ? la applichi da settembre 2022. In tal modo, invece, gli adulti perdono, se mai ce l’hanno avuta, tutta la possibile stima

  5. ginocacino scrive:

    … certo, messa cosi è un altra cosa e quando dici che “… una scuola che abbia dimenticato – da ben prima della pandemia – di almeno cercare di operare una seria opera di selezione degli studenti, alla fine sia un enorme danno per tutti, in primo luogo proprio per i ragazzi, futuri lavoratori (qualcuno magari anche qualificato)” su questo mi trovi pienamente d’accordo ma questo non è imputabile ai ragazzi ma a coloro che la Scuola, l’Istruzione e ancora di più l’inesistente formazione la gestiscono la dirigono e la organizzano.

    Stando cosi le cose e contestualizzando secondo me hanno anche ancor più ragione alla luce dei 2 anni appena passati durante i quali, del forte disagio, forse qualcuno ne ha anche approfittato ma la maggioranza degli studenti l’ha subito e anche pesantemente; il ministero dell’istruzione si preoccupasse anzitutto di riformarla seriamente questa scuola a partire dai plessi … quantomeno renderli dignitosi e, a livello di infrastrutture, al passo coi tempi (il pnrr casca a fagiolo); per le prove di esame, e sempre secondo il mio parere, basta rimandare la modifica al prossimo anno sperando passi normalmente e covid permettendo

    • Holden Caulfield scrive:

      Proprio non la capisco Ginocacino. Sti ragazzi non è che devono partire per il fronte russo senza biglietto di ritorno. Devono fare una seconda prova scritta, niente di più e niente di meno dei compiti in classe o in dad che hanno sempre fatto. Niente di diverso da quello che hanno fatto generazioni di diciottenni nell’ultimo secolo. Dargliela vinta, spalleggiando una rivendicazione chiaramente strumentale e puerile, sarebbe l’ennesimo segnale di debolezza delle istituzioni. Studiassero per prepararsi dignitosamente invece di fare richieste assurde.

      • ginocacino scrive:

        … altrettanto non capisco il vostro “livore” nei confronti dei ragazzi anzi degli studenti quasi come se tutti le disfunzioni i problemi i mali della scuola dipendessero da loro e fossero da loro causati e come a dire che sono una banda di scalmanati e scansafatiche; Non è questione di partire per il fronte è semplicemente prendere atto che dopo 2 anni di scuola a balzelli (presenza, dad, quarantene, isolamenti, mascherine e, di più, sospensione delle gite scolastiche delle ore di ricreazione di progetti vari ecc.) uscirsene a meta anno con questa modifica della maturità (anche solo aggiungendo una prova scritta) proprio non ci sta (è una mia opinione discutibilissima per carità ma per me tant’è)
        che le devo dire, se fossi stato uno studente (magari ….;-)) avrei “protestato” sentitamente come e con tutti gli altri probabilmente pensando :” come, dopo 2 anni di sbando al posto di farla più semplice ci complicate ancora di più la vita?” in fondo come già detto e ridetto ( e sempre secondo la mia personalissima opinione) basterebbe rimandare al prossimo anno sempre sperando che lo possano passare regolarmente senza scontri e senza perdere alcunchè
        Saluti

        • Holden Caulfield scrive:

          Non ho nessun livore, è solo che non mi pare che un compito di matematica o una versione di latino possano sconvolgere i nostri rampolli. Capisco tutte le critiche sulle nostre scuole, capisco CasMar che descrive un quandro desolante di disinteresse e scarse motivazioni, ma se togliamo ai ragazzi l’ansia, il desiderio di superare uno scoglio, lo studio per cercare di dimostrare agli altri e soprattutto a se stessi di essere in grado di fare bene, cosa rimane? Derubricare un esame che ha rappresentato per tutti noi la sfida che ci ha fatto oltrepassare la porta d’ingresso nel mondo degli adulti, trasformandolo in una formalità, è triste e soprattutto toglie qualcosa ai nostri figli. Non se lo meritano e noi dovremmo aiutarli a capire.

  6. ginocacino scrive:

    saluti

  7. Paolo Panzieri scrive:

    Domani sera il Papa va a farsi intervistare da quel chierichetto rinvecchiato di Fabietto Fazio.
    La transizione ecologica di Bergoglio verso la professione di opinionista / influencer è già quasi compiuta ormai.
    Infallibile in questioni di Fedez.

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