Milano, da bere (e da sputare), con 3 Ps…
Eccoci al consueto appuntamento sabbatico del blog: tanta carne al fuoco, in settimana, ma su tutto c’è il Caso Milano, a catturare l’attenzione politico-mediatica; ieri, poi, è arrivata la notizia del ricorso – direttamente in Cassazione – della Procura di Palermo versus il Ministro Salvini, per i fatti dell’estate 2019 (Processo Open arms, assoluzione in I grado): vedremo se motivato dal punto di vista processuale, di certo trattasi di un regalo politico a Salvini stesso; a parte Montesquieu (da scomodare in modo omeopatico), il Governo semmai dovrebbe ringraziare la Procura palermitana, per il suo modus operandi…
MILANO, MA NON PER TUTTI
30 anni fa, a fronte di questo vortice di informazioni di (presunta, si capisce) corruzione e malaffare, di interesse pubblico asservito al privato, di conflitti di interesse macroscopici (architetti che danno o meno il beneplacito ad un’opera, ad imprese da cui poi raccattano fior di consulenze), la gente sarebbe scesa in piazza (stando in verticale, come il boeriano bosco): di certo a Milano, ma probabilmente anche a Roma e in altre città (Sienina, verosimilmente, no: questo, però, sarebbe un discorso che ci porterebbe assai lontano).
Stiano i lettori ben tranquilli: a questo giro, non accadrà. La questione morale, in Italia, va storicamente a cicliche ondate, ed ora è tempo di mare calmo, piatto all’ennesima potenza. Ci si sfoga, magari, sui social: la (eventuale) rabies si canalizza in quel senso, e poi finisce là, si esaurisce in tal modo; vediamo leoncini digitali, invece che gente la quale scenda – con anche gli eccessi di certi passaggi, vedasi le monetine lanciate ai presunti corrotti – in piazza.
30 anni fa, c’era stato da poco il 1992: l’anno di Tangentopoli, iniziata guarda caso a Milano, non a Napoli; e c’erano state le stragi di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino (massacrato giusto il 19 luglio di ormai 33 anni or sono: gli sia lieve la terra). Si potrebbe continuare, purtroppo, con altri, ben poco edificanti, fatti.
Nel 2025, Deo Juvante, non c’è più niente di tragico: nessun arresto clamoroso, poi magari condito da eclatanti suicidi; nessuna strage mafiosa, con servitori dello Stato e loro scorta trucidati, in una sorta di “libanizzazione” della vita politica e giudiziaria italiana: di tutto ciò, come si fa a non rallegrarsi, di grazia?
Ma la sfacciataggine di chi neanche pensa di potere essere intercettato – per una sorta di diritto divino, magari -, di coloro i quali dicono che è la Procura a non averci capito niente, nonché il dato corruttivo sistemico, quelli restano, tutti: come ha scritto uno che qualche riflessione su queste tematiche l’aveva pur svolta – ed al netto di come andrà a finire, fra prescrizioni e lungaggini di ogni tipo – l’uomo è davvero un “legno storto”…
IL BOSCO VERTICALE
L’onda lunga della inchiesta di Milano – questo lo si può dire fin da ora – ha un merito: quella di avere smascherato l’insopportabile ipocrisia dell’urbanista green di rito ambrosiano. Mancano giornalisti come Giorgio Bocca a saperlo descrivere al meglio, ed è un autentico peccato: perché la ciccia ci sarebbe davvero tutta.
Perché un Assessore all’Urbanistica si deve invece denominare “Assessore alla Rigenerazione urbana”? A fortiori se questa fantomatica “rigenerazione urbana”, poi, di fatto taglia fuori i giovani e la medio-piccola borghesia.
E che dire del capolavoro – al contrario, però – dell’archistar Stefano Boeri (giunto nel frattempo alla terza inchiesta che lo riguarda, en passant), l’ormai mitico “bosco verticale”?
Grattacieli alla moda, con i loro terrazzini, ognuno dotato di un alberino e di un paio di piante d’ordinanza: come se poi questo tipo di verde, servisse a qualcosa di concreto nei confronti di una delle città più inquinate della penisola. Però vuoi mettere quanto sia figo, il balconcino così verde? Con l’unico, minimo, problema: vale a dire che, per ottenere quel tipo di verde, spesso si resta al verde…
Ed eccoci quindi, in definitiva, all’autentico paradosso della Sinistra targata Sala: rendere una città – Capitale morale dell’Italia, per molti – non più accessibile per tutta quella fascia di persone, cui il Pd si rivolge di solito in campagna elettorale (giovani, studenti o precari che essi siano; ceto medio impoverito, tipo i docenti, infermieri, medici precari e tanti altri; gente, insomma, con redditi medio-bassi, e la brutta abitudine di pagare le tasse).
Si è parlato tanto – anche giustamente – della brutalità della deportation trumpiana degli immigrati non regolari; ebbene, quella di Sala verso i milanesi non ricchi è stata, in questi anni post Expo, assai simile: e senza neanche bisogno di violenza esplicita, ma solo con quella, subdolamente implicita, dei prezzi. Anche così, muore il tessuto connettivo delle città.
Lascio il finale del paragrafo a Sveva Casati Modigliani, scrittrice e milanese da generazioni, la quale – dall’alto dei suoi quasi 90 anni – può dire libenter ciò che pensa (intervistata da Antonello Caporale su Il Fatto odierno, pag.6); senza entrare nel merito dell’inchiesta, fra le altre cose dice questo, su cui è davvero arduo non concordare: “Hanno evirato Milano: una metropoli a misura dei ricchi è un delitto orribile…detesto la riccanza, questa cafonaggine, ora distribuita in verticale, che atterra sul cemento, e quando atterra esonda sui marciapiedi”.
IL SUICIDIO DELLA SCHLEIN
Terzo paragrafo, per non farsi mancare alcunché, tutto dedicato alla politica (che davvero non si riesce a scrivere con la maiuscola, pur con tutta la buona volontà): un paragrafo amaro, per lo scrivente, giacché passano i decenni, ma siamo sempre a “Le mani sulla città” di Francesco Rosi (rispetto al quale ieri, su Repubblica, Francesco Merlo ha detto che la Milano di Boeri è ben diversa dalla Napoli ritratta nel capolavoro di Rosi, visto che i grattacieli sono verticalmente belli: contento lui, contenti tutti…).
La Premier Meloni, da par suo, ha compiuto un gesto assai astuto, dicendo che un avviso di garanzia, per la sua stessa natura di garanzia, non deve portare automaticamente a nessuna dimissione: ha dettato la linea, dopo interventi scomposti di vari leghisti, e decisamente non opportuni da parte della seconda carica dello Stato, sic; ottenendo addirittura quattro risultati insieme: in primo luogo, così dicendo ha blindato – pur nelle differenti situazioni, che tanto sfuggono al 99% dell’opinione pubblica – i due casi più spinosi ed imbarazzanti del suo stesso Governo (Santanché e Delmastro); in secondo luogo, ha compattato al massimo grado, su questa posizione garantista, i tre Partiti della coalizione, a fronte delle frizioni, evidentissime, in politica estera (dossier ucraino, e questione riarmo); per terzo, ha dato prova di coerenza rispetto a quello che – sin dal primo dei suoi 1000 giorni a Palazzo Chigi – è stato il suo mantra: il laissez faire produttivistico (certo in palese contraddizione con i valori della Destra sociale, ormai ricordo dell’opposizione); infine, mettendo insieme il succitato ricorso contro Salvini e la questione Milano, può spingere senza freni, ed in modo bipartisan (pur il Pd continuando a criticare il Ministro Nordio), per la Riforma della Giustizia.
Per quanto riguarda invece la Schlein, siamo ormai al de profundiis: eletta – con un sistema elettorale demenziale, all’insegna del puro masochismo – per fare piazza pulita delle camarille interne del suo Partito, non solo non le ha smantellate per niente (vedasi il familismo dei De Luca in Campania, ovvero il clamoroso Caso Prato, il quale meriterebbe un pezzo a parte), ma in questo caso è arrivata a difendere politicamente Sala – pur con equilibrismi da grattacielo verticale, sic -, dandogli fiducia per i prossimi due anni di governo della città (se mai ci saranno, peraltro).
Facendo fra l’altro un cadeau ai pentastellati – non a caso, già in ripresa nei sondaggi -, a Milano all’opposizione da sempre di Sala (“Mister Expo”: tutto parte da lì, correva l’anno 2015), e coerenti avversari di un Sistema Milano che sarebbe dovuto essere l’antitesi di qualsivoglia idea di Sinistra applicata all’Urbanistica. I lettori abituali ben sanno cosa si pensi di Conte per la politica estera, ma su questo il Movimento può stappare champagne: anche perché l’esperienza dell’attuale pool investigativo è tale (ed il dominus della Procura è il dottor Viola, non più Bruti Liberati), che si può stare sicuri della solidità dell’impianto accusatorio. E del fatto che la Schlein dovrà pentirsi, della contorsionistica difesa del Sistema Milano: dopo avere portato i suoi in piazza, a Genova, per chiedere le dimissioni di Toti (sacrosante!), oggi difende il prossimo biennio di Sala, magari sacrificando il “povero” Tancredi, Assessore alla Rigenerazione urbana. Due pesi, due misure: inutile girarci intorno.
Anna Foa, in un illuminante saggio, ha scritto de “Il suicidio di Israele”, a proposito della politica irrazionale e crudele del Premier Netanyahu (confermata purtroppo anche dagli ultimissimi accadimenti, in quel di Gaza); Elly Schlein, da par suo, con le parole di queste ore, sta scrivendo di suo pugno il suicidio politico del suo Pd. Tutti gli altri – Governo e 5 stelle, nonché i furbissimi Fratoianni e Bonelli, pressoché silenti – ringraziano: forse, neanche loro potevano sperare in cotanti regali. Siamo a luglio, ovvero a Natale?
Ps 1 Scalata MPS a Mediobanca (tentativo di): siamo entrati nel vivo della lotta per la conquista di Mediobanca da parte del Monte dei Paschi targato Luigi Lovaglio; quanto questa tenzone sia aspra, lo si vede per esempio dalla paginona che Nagel – a pagamento – ha fatto pubblicare ieri su alcuni quotidiani nazionali, esortando i suoi azionisti a non cedere alle sirene montepaschine. Dall’altra parte della barricata, Colui che fece maritare la propria figlia davanti al Buon Governo lorenzettiano (il Calta, fuor di perifrasi), non ha bisogno di comprare paginate, per dire la sua: i giornali, lui, li possiede direttamente…
Ps 2 Guerra Russia-Ucraina: in settimana, sono state votate dall’Unione europea sanzioni definite le più impattanti sull’economia russa mai votate prima (riguardano energia, settore bancario et alia); sappiamo bene che, in questi tre anni, le sanzioni sono servite a ben poco, ma se queste aggrediscono le triangolazioni con Cina ed India, le cose cambiano, e di parecchio. In ogni caso, la Russia ha subito detto ciò che molti volevano: vale a dire, che queste sanzioni faranno più male a noi europei, che non a loro russi. Benissimo, saremo dunque masochisti fino in fondo: ma perché, allora, i Peskov e le Zakharova della situazione le definiscono “illegali” e si scaldano tanto? Visto che danneggiano soprattutto chi le propone (vale a dire i loro autentici nemici: gli europei), dovrebbero esserne ben lieti, loro per primi: che ringraziassero, no?
Ps 3 Sinner, domenica scorsa, ha trionfato a Wimbledon: chapeau dal punto di vista tennistico, certo, ed anche storico, essendo la primissima volta che un tennista monegasco-sudtirolese vince in loco. Si è poi, a caldo, accesa una polemichetta da afa estiva, sulla mancanza di italiche autorità, nelle tribune del Campo centrale, a fronte addirittura del monarca ispanico Filippo venuto a tifare per Alcaraz. Scusate, ma dove sarebbe il problema? Sinner ha forse partecipato alle Olimpiadi di Parigi? No. Sinner andò al ricevimento quirinalizio degli atleti, cui era stato esplicitamente invitato? No. Sinner, paga forse le imposte in Italia? No. E allora, di grazia?









Eretico, guarda che il Sudtirolo è in pratica un paradiso fiscale, quindi, quand’anche fosse rimasto a casa sua, i soldi pagato avrebbero si aiutato l’economia locale, ma non l’Italia.
Eppoi Pavarotti e Tomba, anche loro erano domiciliati nel principato ma in pochi si strapparono i capelli.
PS. MPS scala Mediobanca, coi soldi di chi?
Caro Ottavio, che l’Alto Adige abbia le sue peculiarità fiscali, nessun dubbio, e fai bene a ricordarlo: ma se fosse lo stesso di Monaco, stai tranquillo che in loco sarebbe rimasto, fiscalmente parlando.
Quanto a Tomba, e a tanti altri: giusto, ma ora siamo di fronte alla Sinnermania, quella per Tomba ci fa solo ringiovanire…
L’eretico
Buonasera.
Capisco l’astio verso il palleggiatore di uno sport che mai mi ha entusiasmato, ma trovo che l’indignarsi per la sua residenza monegasca sia esagerata.
A me dà molto più fastidio sapere che Ansaldo, Eni, Agip, ossia lo stato italiano, abbiao sede in Olanda per pagare meno tasse allo stato italiano di cui sopra.
Eppure nessuno si lamenta.
Saluti
PS anche oggi Bibi ha massacrato un paniere di disgraziati, lamentando la bua per non andare a processo.
Giusto. Mi sono dimenticato una cosa importante. Secondo accordi presi con le Nazioni Unite negli anni 80, la popolazione di etnia tirolese, e quindi anche Sinner, non è obbligata a (anzi, è del tutto esentata dal) proclamarsi “italiana”.
Quindi questo accanimento verso Sinner nel volerlo fare sentire un italiano mi sembra un pò spropositato. Che lui si voglia o meno sentire italiano, lo decida lui, ma che sia preso come simbolo dell’italianità, mi sembra una forzatura.
PS: Non so se me lo sono perso, ma gradirei avere un tuo commento sulla testimonianza di Maurizio Montigiani alla commissione David Rossi, perchè io francamente ormai non ci capisco più niente. Qui c’è qualcuno che ha visto delle immagini riservate che nessuno ha mai visto prima?
Caro Ottavio,
questi accordi con l’Onu non li conosco nel dettaglio (se vuoi dare ulteriori dettagli), ma li comprendo assai bene: quando insegnavo Italiano agli stranieri – all’inizio della mia carriera di docente, più di un quarto di secolo or sono, sic -, un’estate mi capitò una studentessa sudtirolese. Venuta a Siena, perché voleva imparare “bene” l’Italiano…
Quanto al tuo Ps, purtroppo da tempo ho polemizzato con il buon Maurizio sulle sue tesi sul Caso Rossi (dopo l’intervento che fece in occasione della presentazione del mio libro, nell’agosto del 2021 in Fortezza, fu lui a dovere scrivere una letterina di scuse per avere impropriamente tirato in mezzo una sua collega MPS): detto questo su Maurizio, detto tutto…
Ps Nella sostanza, senz’altro corretto il commento di Cecco sui Partiti odierni, pubblicato ieri…
Buona settimana a tutti i lettori!
Mi riferivo alla cosiddetta “Quietanza Liberatoria” del 1992 (mi ero sbagliato, pensavo fossero gli anni 80), nel quale si attua, tra l’altro, il cosiddetto “bilinguismo” in Alto Adige, che altro non è se non una forma edulcorata e politicamente accettabile di apartheid.
https://it.wikipedia.org/wiki/Pacchetto_per_l%27Alto_Adige#La_quietanza_liberatoria_austriaca
Caro Ottavio,
grazie – anche a nome dei lettori – per la concreta e fattiva segnalazione.
Annuncio ai lettori stessi che, Deo juvante, sabato prossimo lo scrivente andrà in vacanza proprio in Sud Tirolo-Alto Adige: non è per motivi prettamente sinneriani (perfino al masochismo c’è un limite), ma, ovviamente, qualcosina sulla trasferta si scriverà (anche perché pare che la pioggia non mancherà, sic)…
L’eretico
Sentire tutte queste belle notizie alimenta il mio pessimismo. Diverse amare e velenose osservazioni sui “maltrattati” sud tirolesi: nella seconda guerra mondiale molti loro furono i più accaniti sostenitori dei nazisti in quanto si sentirono uniti alla loro madre patria. Dato poi che non sono più obbligati di sentirsi italiani, io li vorrei ancora più liberi mandandoli direttamente sotto l’Austria dato il loro misero contributo all’Italia, perderemmo poco. A me del tennis interessa poco o nulla, sono più importanti i contributi ad una Nazione. Un ultimo aneddoto di loro: anni fa andai nelle Dolomiti e spesso ai locali venivano chieste informazioni prettamente turistiche e non è stato raro che questi rispondevano in tedesco o altra lingua; dopo che venivano mandati a quel paese, l’Austria, alla “senese”, capivano subito e rispondevano correttamente in italiano. Quindi: Geht nach Österreich, ihr dummen Leute!!! La traduzione è offensiva e chi la deve capire la capirà.
Puoi spiegare meglio? Che cos’è l’obbligo a proclamarsi italiano?
Scommetto un sanese d’argento che fra poco Nagel andrà a lavorare direttamente o indirettamente per la Francia (o forse dovrei dire che continuerà a farlo)
….sicuramente non è stata trovata la valigetta piena di denaro del mariuolo Chiesa, a quello che si sente dire sono state trovate consulenze, fatture, situazioni di conflitto di interessi di chi con una mano approva progetti e dall’altra acquisisce incarichi, in cambio, a dirla in breve, di grattacieli.Insomma, se il denaro non scorre direttamente brevi manu, scorre comunque in via indiretta…
Se non è una nuova mani pulite, è una mani pulite 2.0
Fausto
Ormai, dopo 30 anni, c’è la sensazione del visto e rivisto, del deja vu.
In questi decenni abbiamo osservato una parte della magistratura finire per fare di tutto: i parlamentari, i sindaci, gli ideologi, gli scrittori, i registi, i presentatori ecc. ecc.
L’unica cosa che non hanno mai fatto è pagare quando hanno sbagliato.
Diviene una questione di credibilità.
Comunque, azzoppato l’unico soggetto realisticamente alternativo, si può procedere con l’obiettivo principale (in ottica elettorale): la meridionalizzazione della sinistra.
Se gli israeliani avessero dato ascolto agli ebrei occidentali “de sinistra”, sarebbero già stati macellati dagli arabi.
Con Ricci siamo a due.
Stranamente un altro piddino moderato.
A codesto ritmo il PD starà, al tavolo della trattativa con i grillopitechi, a pecora e coi pantaloni calati.
La coalizione togata.
I nostri eroihihihih!!
Re Sergio l’è così offeso con Sinner che un dice più una parola.
Calenda si dice a favore della separazione delle carriere: Carle’ pensa a famiglia & salute.
Veloci con codesta riforma che so’ incazz@ti neri
Era dalla riforma Vassalli, padre dell’ attuale procedimento penale accusatorio, che la separazione delle carriere doveva essere effettuata….
Si fa per dire
Fausto
Poi c’è i referendum, e senza quorum…..
Il tentativo di modernizzazione dei partiti con la fine della prima repubblica, la nascita di nuovi soggetti politici e la presa di distanza dalle ideologie ha trasformato i partiti stessi in associazioni che assomigliano sempre più a comitati d’affari che organizzazioni di cittadini. La distanza tra il vecchio PCI con Berlinguer e la questione morale ed il PD di Fassino con il suo famoso “abbiamo una banca” è siderale, praticamente stiamo parlando di ere geologiche diverse ed a stento si fatica a riconoscere una qualche continuità tra i due soggetti. In un partito lobby (a Sienina di questo ne sappiamo qualcosa) l’introduzione di un soggetto estraneo quale la Schlein, poteva rappresentare una rottura con il nuovo corso ed in qualche modo far riacquistare al partito una certà credibilità, almeno questo credo nelle intenzioni di chi l’ha votata, in realtà il moloch PD ha finito per divorare nelle sue logiche interne anche la Schlein che si ritrova a sacrificare se stessa e le sue buone intenzioni sull’altare della nomenclatura piddina. L’altra trasformazione è quella dell’opinione pubblica che appare rassegnata e disillusa e che ormai esprime il proprio disappunto spesso rinunciando al voto e più in generale alla partecipazione lasciando di fatto i partiti nelle mani di comitati d’affari e favorendo così il completo allontanamento della politica dalle classi più popolari.
Caro Cecco, secondo me la Sclein è vittima della sua stessa inconsistenza… a cui forse deve anche la sua elezione: una biden in gonnapantalone a ‘capo’ di un partito dove vecchi arnesi arrugginiti ma potenti possono continuare a fare i cavoli propri coi soldi nostri
Per fortuna stavolta nessuno parla di giustizia a orologeria, giudici rossi o neri, innocenti fino al terzo grado di giudizio. Grande La Russa, che ha detto che l’inchiesta deve andare avanti, ma la giunta deve dimettersi, cosi come ha chiesto alla sua sodale Santanchè, o al suo sodale Del Masrto. Perla di Salvini che ha detto che il ricorso in Cassazione contro di lui è stato fatto per distrarre dell’inchiesta Milanese.
Grazie anche a te , carobEretico, che hai finalmente interrotto il silenzio sulle vicende politiche, con pezzo sulla Elly.
Fuori argomenti, ma presenti nell’attualità cittadina. A Siena si sono registreate 27% in meno di prenotazioni, molti esercenti sono in crisi per relativa mancanza di introiti turistici. Tutti a chiedersi il perché; io uno, forse di più, l’avrei trovati. Un turista se arriva a Siena col treno deve affrontare un viaggio disagevole, una via crucis. Treni lenti ed orari scomodi. Poi c’è l’aggravante dei chilometri da raddoppiare tra Granaiolo ed Empoli che costringe a scomodi cambi tra treno e autobus. Fossero almeno risolutivi i lavori, sono solo propedeutici siamo solo, come si dice, al “caro babbo”, poi c’è da cominciare a lavorare davvero. Chi viene da Roma e Grosseto poi deve sopportare anche peggio. Alla fine il turista arriva a Siena e trova una stazione con dei lavori eternamente in corso. I cartelli per il centro sono inesistenti e lasiano disorientati. Arrivati al Centro trovano prezzi alti, dal gelato alla pizza, musei non sempre aperti, al dormire e tanto altro. Non ho parlato dei collegamenti per strada, ma siamo sempre allo stesso livello mediocre. Quando alla fine del soggiorno, il turista ripartirà come ricorderà il soggiorno a Siena? Ci ritornerà? Ci farà pubblicità? Meno 27% è la risposta. Ma già qualcuno pensa all’aeroporto di Ampugnano, alla faccia del possibilissimo inquinamento sonoro ed ambientale. Con tutte le carenze senesi di comunicazione, l’iniziativa appare inutile e dedicata ad un ristretto gruppo di persone con buone disponibilità economiche, dato che verranno permessi velivoli di piccole dimensioni, gran parte privati.
Una domanda: gli albergatori che si lamentano della scarsità di presenze o di permanenze di turisti in città, quali servizi offrono alla clientela? Ci sono, ad esempio, strutture dotate di piscina e/o spa/ e/o palestra ecc.? Sul punto sono ignorante, ma, facendo mente locale direi, di no, salvo poche eccezioni in zone limitrofe al centro.
Oggi con l’offerta che c’è la differenza la fanno, a mio avviso, i servizi……..
Fausto
Sempre in estate, come quando ci venne prospettata la modernizzazione della linea Siena-Chiusi, cosa mai avvenuta, in cambio dei disagi per i lavori nella Chiana Senese per la Direttissima. Ora il nostro Governatore della Toscana sta muovendo mari e monti per sabotare l’ipotesi di Creti come sede della futura Stazione di Alta Velocità MedioEtruria. Creti è dislocata in una posizione equidistante tra Arezzo, Siena e Perugia quindi più conveniente rispetto alla proposta del decentrato Rigutino da parte della regione Toscana. Rigutino è vicino al già troppo favorito Arezzo e lontano dalle altre due città. Finché in Umbria c’è stato il governo di centro destra Perugia è sempre stata favorevole a Creti, ma ora a Perugia con il centro sinistra al comando, in barba alla logica ed al bene dei comuni cittadini interessati al progetto, ci stanno ripensando. Siena rischia di perdere anche questa possibilità molto importante per la sua economia ed uscire dall’isolamento, ma già ora c’è il Palio e c’è il rischio che tutti pensino a tutt’altre cose; sarebbe meglio stare svegli stavolta. Però la sfortuna, sempre d’estate cercano sempre di fregarci, finora con successo. Dato che a Roma il colore del Governo è il nostro, una puntatina, una telefonata a chi decide più di un Governatore, incapace e sleale come il nostro, sarebbe molto utile. Anche una nutrita manifestazione per opporsi alla decisione di Giani. Inoltre, presto ci saranno le elezioni regionali e quindi sarebbe bene che i partiti senesi di centro sinistra facciano un’opera di avvertimento e ripensamento alla Sede Regionale perché Giani e soci potrebbero avere la brutta sorpresa di una notevole mancanza di voti a loro favore.
Certo che arrivare col treno o altro mezzo pubblico a Creti o a Rigutino per prendere l’alta velocità e andare a Roma sarà comodissimo! Mettere invece un treno diretto tra Siena e Roma, come esisteva tanti anno fa, non costerebbe nulla, e non si spenderebbe milioni di euro per una stazione scarsamente inutile,
…scarsamente utile, dovunque sia
Il progetto, si far dire, di Enac & Co su Ampugnano è solo un’arma di distrazione di massa. Il fulcro del business sono le decine di ettari da ricoprire di pannelli solari per produrre energia da rivendere nella rete dato che un aeroporto per quattro gatti benestanti che atterrano brucia pochissima dell’energia prodotta. Veramente singolare che Enac, ente senza scopo di lucro che si occupa di sicurezza del volo, si metta a produrre energia, che non c’entra niente con il volo, e a fare profitti, che non c’entrano niente con una missione senza scopo di lucro.
I voli privati che da Roma Urbe arriverebbero ad Ampugnano sono già in essere sul territorio
senese da anni. Da Roma Urbe c’è già un servizio di voli privati in elicottero sulla provincia di Siena, svolto
da Esperia, per quattro gatti benestanti magari alloggiati
in relais di lusso con eliporto.
Quattro gatti rimarranno anche con il “Made in Enac”. Mai sentito dire, nella teoria e nella pratica economica, che l’arrivo di quattro gatti super benestanti promuova sviluppo, occupazione e turismo. Se qualcuno
lo sostiene dovrebbe, al più presto, farsi visitare da uno bravo, c’è sempre una occasione per migliorarsi..