Vacanze ereticali (I): te lo do io il Sud Tirolo (e 3 Ps politici)…
Citato dall’ottimo Marco Imarisio (Corriere della sera, 30 luglio), Sergey Markov (Consigliere per gli Affari esteri di Putin dal 2011 al 2019, anche oggi sempre al pezzo), ha detto quanto segue: “Ai miei amici, sto consigliando di godersi le ultime settimana di una vita spensierata”. Ciò che si sono scritti Trump e Medvedev nelle ore successive, non può che confermare quanto detto da Markov: bene che vada (molto bene), siamo di nuovo in piena, pienissima Guerra fredda. Nel XX secolo, il Mad ci ha salvato dal farla divenire calda, speriamo anche nel XXI.
Noi, che già avevamo preconizzato questo scenario, ci siamo dunque concessi una settimana all’estero, in Sud Tirolo: una settimana, per l’appunto, di “vita spensierata”. Buttiamo dunque giù qualche rapsodica impressione, dal buen retiro di Maria Trens, a 5 km da Sterzing (Vipiteno), e poco più dal Brennero…
ONORE AL MERITO AI SUDTIROLESI
Non è certo una novità, ma tanto di cappello – tradizionale o meno che sia – ai sudtirolesi per il loro dinamismo: comunque li si giudichi (sotto sarò piuttosto critico, per così dire, e senza neanche tirare fuori il Caso Sinner…), sono un popolo con il senso del lavoro che gli è consustanziale. Ed hanno saputo diversificare la loro economia: il turismo in questo momento la fa da padrone, certo, ma chiunque giri per il Sud Tirolo vede un cantiere dopo un altro (visto che in Italia vigeva il famoso bonus 110%, qui avranno il 220%, si immagina); in modo significativo, giovedì mattina mi è capitato di dovermi bloccare, lungo un promettente sentiero nei pressi di Racines, perché un carpentiere mi è venuto incontro, dicendo che c’erano i lavori nel prosieguo del sentiero stesso, ed avanti non si poteva proprio andare, sic.
Quanto al turismo, come si fa a non lodare (anche dal punto di vista ambientale) la card che permette a tutti gli ospiti di una struttura ricettiva di fruire gratis di bus e treni all’interno del territorio? In una settimana di permanenza, non ho messo in moto la mia macchina una singola volta: e ho visitato, fra gli altri, Vipiteno, Bressanone, Brunico, oltre ad una caterva di sentieri. Ce l’abbiamo qualcosa di simile, dalle nostre parti?
Per farla breve: i sudtirolesi sembrano non avere rinunciato assolutamente a niente di ciò che avevano (agricoltura, assai intensiva; allevamento, si pensi ai latticini di Vipiteno; industria, anche con grandi opere strutturali come il nuovo Brennero, per i cui lavori si vedono, lungo la Provinciale per Sterzing, decine di prefabbricati per fare dormire gli operai: scena di altri tempi), e vivono una sorta di golden age per i già citati turismo ed edilizia (pubblica e privata). Due settori i quali si integrano a vicenda, impattando assai sul territorio: su un territorio unico al mondo. Speriamo, nell’interesse loro e nostro di esterni-innamorati, che ce la facciano a trovare un equilibrio, mai forse così a rischio: qui nessuno vuole latouchiane “decrescite serene”, ma l’overtourism e la cementificazione sono un connubio rischiosissimo.
Speriamo bene: il Sud Tirolo è già diverso da quello che era un quarto di secolo or sono, ma per adesso regge; come sarà nel 2050, difficile da dire…
VERGOGNATEVI, CARI SUDTIROLESI
Lo so bene che questo è un tema che all’italiano-turista, all’homo montanus che va in vacanza non importa un fico secco, anzi neanche mezzo; e i lettori di più vecchia data si ricorderanno che il tema in questo blog è stato già trattato, una decina di anni or sono, durante un soggiorno dello scrivente a Toblach (Dobbiaco), ed anche altre volte.
Repetita iuvant: chi non è interessato, vada pure al paragrafo successivo; scrivo queste righe da un minuscolo paesino a 5 km da Sterzing, la deliziosa Vipiteno (città anche del giustamente compianto Alex Langer, morto esattamente 30 anni fa: uno degli ultimissimi, autentici idealisti della scena politica italiana, morto suicida).
A una manciata di metri dal mio alberghetto, trovo una carta geografica delle montagne, bellissime, che ci circondano; ma non posso non notare che poi – in un riquadro – si trova un attacco durissimo, sulla questione della italianizzazione coatta durante il Fascismo (con l’italianizzazione coatta di circa 8000 toponomini), e questo mi può stare anche bene: il monumento alla Vittoria di Bolzano potrebbe già chiudere il discorso. Subito dopo, però, si passa davvero il segno, aggiungendo che dopo il 1945 la Repubblica – antifascista – non avrebbe mai preso atto della succitata italianizzazione coatta, ed infine – cosa che davvero grida vendetta – che l’Italia non avrebbe concesso alcuna compensazioni. Nelle stesse ore, la Provincia autonoma di Bolzano ha votato un assestamento del suo bilancio, con 800milioni aggiuntivi, tutti destinati al “Welfare al canederlo” (scuole, ospedali, strade, contrattazione collettiva e quanto altro): e questi si lamentano delle mancate compensazioni…
Entro nella Bibliothek (in questo caso, all’esterno della struttura non vige neanche il bilinguismo, che sarebbe obbligatorio) del paesino: biblioteca piccola, ben tenuta, con libri soprattutto per i bambini (come se ne trovano in tutte le chiese locali, per inciso: anche perché in Sud Tirolo i bambini esistono ancora!); peccato che non ci sia un solo, singolo libro in lingua italiano (ma c’è un testo di Magnago, il controverso teorico dell’autonomismo): se questo è bilinguismo, si può chiudere bottega.
Questo vuol dire solo una cosa: prendere per il sederone l’Italia. Sono passati 80 anni, dalla fine del Fascismo: i napoletani ed i palermitani – 80 anni dopo la “conquista piemontese” ( quindi durante la Seconda guerra mondiale) – erano animati da sincero spirito nazionale, a parte i conati dei neoborbonici: i sudtirolesi, invece, se ne guardano bene.
Potrei ovviamente continuare con svariati altri esempi, ma credo che questi due di Maria Trens (5 km da Vipiteno, ribadisco) possano bastare a fare dire – come, ed ancora più di altre volte – quanto segue: ma siamo proprio obbligati a tenerci il Sud Tirolo in casa nostra, dando ai sudtirolesi tutto ciò che desiderano, senza ottenere da loro neanche il minimo sindacale del rispetto? E quanto a noi che andiamo – portando ulteriori dindini in questa bellissima terra -, non sarebbe più bello, e senza dubbio dignitoso, arrivare direttamente in uno Stato straniero – passato Trento -, invece di uno che fa finta di essere italiano solo per gonfiare il suo portafoglio?
I matrimoni di interesse sono quelli che durano di più, si dice: qui, però, qualcuno saprebbe dire dove risiederebbe l’interesse italiano, di grazia?
FENOMENOLOGIA DELL’HOMO MONTANUS
Questa estate – come mai prima – stanno fioccando articoli ed editoriali sull’overtourism in montagna, in inspecie sulle Dolomiti: sia per il numero clamoroso di presenze, che purtroppo per il numero incredibile di morti (quasi un centinaio, e siamo solo all’inizio di agosto!), infine per la maleducazione di una parte dei turisti approdati in loco. Problema, questo, che concerne ovviamente non solo le Dolomiti, ma tanti altri luoghi (specie se vidimati dall’Unesco): vedasi Sienina stessa, come tante volte scritto in questo blog.
Il problema centrale è questo (in parte identico per le città di arte, in parte altro): come fare per rendere almeno decorosa la fruizione di certi luoghi, senza doversi sgomitare con vicini maleducati?
Ci sono solo due metodi (se qualche lettore ne possiede un terzo, lo scriva subito, e noi lo ringraziamo a priori); il primo, è quello di fare pagare anche cose che prima era letteralmente impensabile fare pagare (tipico il caso di Ortisei, in cui si fanno pagare 5 euroni per 300 metri di un sentiero pare molto in voga su Instagram, sic); un metodo non nuovo, anzi, ed in voga per l’appunto nelle città pregne di bellezze artistiche e culturali, come Sienina, ove si pagano cose prima gratuite.
Poi, ci sarebbe anche un altro metodo: tanto efficace, quanto brutalmente selettivo, nonché ovviamente neanche proponibile, se non come provocazione bloggeristica di mezza estate. Ci sono luoghi – piuttosto impegnativi a livello altimetrico, e magari in quanto stretti – in cui davvero si passa male, si deve sgomitare se c’è troppa gente, specie se poi si mettono a fotografare o a selphare?
Non potendo fare test sportivi preventivi a tutti i turisti (lo sappiamo bene, eh), ed essendo vagamente nazista l’idea di controllare parametri come il girovita prima dell’ingresso (non proprio l’apogeo del politicamente corretto, in effetti), si potrebbero almeno mettere cartelli che inibissero le foto nei luoghi di passaggio stretti (aiuterebbe molto, date retta), nonché insistere, a livello di moral suasion cartellonistica, sull’obbligo di tenere un passo almeno decente (se non dell’alpino, neanche del bradipo), magari con qualcuno dislocato nei punti cruciali a controllare (visto che si paga per vedere un “museo a cielo aperto”, che si faccia come i custodi dei musei tradizionali, no?).
Lo scriviamo pro domo nostra, è vero: mercoledì, per passare da un ponte in ferro in località Le Stanghe verso le locali cascate (ingresso a pagamento: 8 euro), dopo il terzo pater familias che fotografava la “bella” moglie con prole al seguito bloccando il passaggio, mi sono permesso di usare violenza (verbale, si intende) per non dovermi fermare per i suoi comodi di narcisista (contro ogni decoro estetico, peraltro): al posto mio, lo avrebbe potuto e dovuto fare qualcun altro, più legittimato dello scrivente. E se in un sentiero o in un ponte stretti (un passaggio insomma obbligato, quelli che, in Latino, prevedono l’ablativo semplice per il Moto per luogo) è giusto ed inclusivo che tutti possano passare, posso dire che se io trovo una rediviva sora Lella, la quale – magari con il canederlo ancora in bocca – mi si piazza davanti e non si schioda, mi possa un po’ spazientire?
Insomma, a differenza che nelle città d’arte – ove la situazione, a mio parere, è ormai irrecuperabile -, i grandi spazi dolomitici ancora si presterebbero a margini di manovra postivi e virtuosi; nell’interesse di tutti – sudtirolesi, italiani e turisti all over the world – sarebbe dunque bene intervenire al più presto: prima che il popolo degli homines montani, pur di avere un po’ di spazio vitale, si rifugi nei Nebrodi o nei Peloritani…
Ps 1 Sulla situazione a Gaza, suggerisco di recuperare l’intervista di Francesca Caferri allo scrittore David Grossman (Repubblica, 1 agosto, pagg. 2-3): c’è tutto quel che ci deve essere, per sintetizzare.
Ps 2 A Milano, il Gip ha confermato quasi in toto la validità del lavoro del pool dei PM (arresti anche per l’ex Assessore Tancredi, pur dimessosi): penso che ne vedremo ancora delle belle, per così dire; nelle Marche, il furbissimo Conte si schiera con Matteo Ricci, ma solo a tempo: se e quando gli altri indagati – su cui Ricci addossa ogni responsabilità – parleranno, lo scaricherà maximo cum gaudio; in Calabria, venendo al centrodestra, il Presidente Occhiuto, accusato di corruzione, si dimette e si rivolge al popolo per il suo eventuale ritorno da dominus. In ogni caso, uno schiaffo a chi – sia da una parte che dall’altra – resta abbarbicato alla cadrega, come se ciò che l’avviso di garanzia si porta dietro non contasse alcunché…
Ps 3 Ieri, anniversario della strage di Bologna: come da duplice sentenza della Cassazione, fu strage neofascista; e l’imbarazzo della parte ex missina del Governo è comprensibile: fare i conti con il Fascismo mussoliniano, storico, è già complesso, farlo nei confronti della storia del Movimento sociale italiano lo è ancora di più.









buongiorno e buona domenica ai lettori del blog ed al suo redattore Eretico
e, come non essere d’accordo stavolta con te al 100%? in più posso solo aggiungere, come segno del “disprezzo” che hanno verso gli italiani e i meridionali in particolar modo, che ti parlano in Ladino o in tedesco offendendo fra una risposta e un altra e che in alcuni luoghi la toponomastica è in tedesco e ladino mancante di italiano; e dei contributi a fondo perduto, per i tirolesi of course, per l’acquisto di casa o per l’avvio di una attività? … è vero, quella terra, a parte una piccola parentesi con il Regno di Italia Napoleonico è sempre stata sotto l’influenza austroungarica e come sappiamo, annessa al regno d’Italia dopo la 1 guerra mondiale ma era una regione poverissima e durissima da vivere; la svolta per loro c’è stata con la costituzione italiana, con il riconoscimento delle minoranze, con l’istituzione delle regioni a statuto speciale (+ la provincia autonoma di Bolzano) e con il conseguente flusso enorme di fondi con cui l’Italia li ha inondati … e continua ad inondarli! come dire nell’ultimo secolo è diventato (il Sud Tirolo) una specie di gioiello con l’Italia e gli italiani, siamo noi che li abbiamo titrati fuori dai Masi dove vivevano promiscuamente e con le pezze al culo
i luoghi montani da te citati mi sono oltremodo famigliari avendo frequentato per anni (inverno ed estate) l’alta badia complice una casa di famiglia da quelle parti
Concordo pienamente.
A me gli alto-atesini stanno sulle balle. Sono Regione a Statuto Speciale, prendono una barca di soldi dall’Italia. Li spendono bene, questo è vero, ma un po’ di riconoscenza ci vorrebbe. Nel passato ci sono stato in Alto Adige e non è stato un soggiorno del tutto positivo, guardavano noi italiani con sufficienza e preferivano parlare tedesco, nonostante ci sentissero parlare. Storicamente, nella Seconda Guerra Mondiale, hanno la macchia di essere stati in Italia i più fedeli collaboratori dei nazisti e fascisti. Concludendo, la soluzione migliore sarebbe lasciarli alla loro Madre Austria poi voglio vedere se farebbero la bella vita che gli concediamo con i nostri soldi. PS: non Sud Tirolo, ma Alto Adige; alto atesini e non sud tirolesi. Geograficamente più corretto, lo spartiacque è a nostro favore. Poi, scherzandoci su – ma se lo meritano perché sono antipatici – la parola tirolesi fa pensare a certe persone che hanno dei problemini fisici nelle parti basse.
Caro Eretico, da stamattina sto facendo girare nelle mie chat il tuo pezzo, e sta venendo fuori veramente un bel dibattito, come sempre proficuo sui tuoi scritti.
C’è chi dice che i sudtirolesi hanno dei grandi pregi (gestione del territorio in primo luogo), e chi invece che sono abili e sfacciati sfruttatori dei nostri soldi. Forse entrambe le cose.
In ogni caso, per allacciarmi al tuo articolo, cosa ci guadagni l’Italia a tenersi questi austriaci in casa non è in effetti chiaro praticamente a nessuno…
A Sienina sembra invece partita la litania per il calo dei turisti.
Passata la sbornia post pandemia, era prevedibile una normalizzazione. Anche il turismo soggiace all’equilibrio domanda offerta.
Sui social c’è chi invoca l’intervento del comune.
Seppur piccoli, osti e locandieri restano imprenditori, hanno le associazioni di categoria. Se vogliono eventi tutto l’anno, aguzzino l’ingegno e si frughino nelle tasche.
Il sud Tirolo ci è costato milioni di vite umane ed è strategico come barriera naturale e come collegamento per i traffici commerciali verso l’europa continentale.
Non ci rispettano (e non sono gli unici..) perché non siamo credibili, non siamo percepiti come una minaccia.
Se una comunità è laboriosa e con un minimo di senso civico, le tasse rimaste sul territorio saranno spese sicuramente meglio.
Poveri lombardi: gli ultimi stronzi a mandare a Roma un fiume di lilleri per sfamare la bestia e si ritrovano pure le toghe a bacchettarli.
Alla commemorazione della strage di Bologna c’erano le bandiere “balestinesi” ?
Finalmente abbiamo le prime immagini certificate della carestia a gaza: sono ostaggi israeliani.
… gnamo sig ICS come fai a scrivere certe cose? al di la di come uno la pensi la situazione laggiù non è da “barzelletta” … certamente gli ostaggi sono mesi male (sono stati rapiti, torturati, ammazzati .. come devono stare?) ma la popolazione di Gaza è certamente messa peggio … quelle immagini, quei racconti, quello stillicidio di vittime (a sto punto innocenti o no fa poca differenza) sono un vero maglio sullo stomaco … no, non mi hai fatto ridere per niente!
Le guerre sono sempre sangue e merda.
A far ridere (per non piangere) è la narrazione. Quella che tu hai sostanzialmente confermato, negando perfino agli ostaggi israeliani una pari dignità di sofferenza.
Provo ad alleviarti il magone: nel mondo ci sono popoli che se la passano parecchio peggio dei pacifici palestinesi.
Cari Ginocacino e Ics (ed altri),
credo che la vicenda di Gaza sia una tragedia che dovrebbe finire: se oltre ad intellettuali israeliani (in loco, autorevoli non solo per la qualità della scrittura, ma anche per le loro stesse vicende biografiche: Grossman ci ha perso un figlio, in guerra), anche ex pezzi grossissimi del Mossad, dello Shin Bet e via discorrendo lo dicono e scrivono, credo che questo andrebbe pur considerato.
Inoltre, ancora una volta vorrei sottolineare la complementarità fra Hamas e certe scelte di Netanyahu: nel momento di massimo isolamento politico di Israele (a parte gli USA, che a Gerusalemme bastano ed avanzano, peraltro), ecco che i macellai-sequestratori postano quei due video a dir poco raccapriccianti, che neanche l’Anonima sequestri dei “bei” tempi avrebbe potuto immaginare (si limitavano a tagliare il lobo a qualcuno, si ricorderà).
Sarà proprio brandendo quei due video, che Bibi lancerà l’azione finale su Gaza: complimentoni, dunque, sia a lui che ad Hamas…
L’eretico
… caro Eretico, secondo me la situazione laggiù è sfuggita di mano sia agli uni (Hamas si aspettava questa reazione rabbiosa di Israele in risposta al loro attacco?) che agli altri (Israele ha perso la testa e sta perdendo la faccia davanti al mondo intero) … e comunque mai prima d’ora avevo letto queste condanne senza ambiguità da parte di esponenti della cultura e/o della religione ebraica, israeliani e non, come hai giustamente segnalato anche tu, che puntano il dito verso Netanyahu e Israele …. è evidente che qualcosa sta cambiando nel sentore degli israeliani stessi e sono convinto che questa carneficina, questa ecatombe, questo stillicidio quotidiano di vite ha nauseato, dopo di noi, anche loro.
In queste circostanze e condizioni passano in secondo piano anche ragioni e torti, colpe e rancori [mentre il sig. ICS trova comunque lo spazio per fare sarcasmo anche sulla fame a Gaza, non so anche questa è un invenzione di Hamas? forse ha dedotto male la mia frase sugli ostaggi quando ho scritto “certamente gli ostaggi sono mesi male (sono stati rapiti, torturati, ammazzati .. come devono stare?) ma la popolazione di Gaza è certamente messa peggio” … ma confermo anche questa e non è sarcastica]
“Il cambiamento è visibile non solo tra l’opinione pubblica, ma anche all’interno delle comunità religiose, dei sindacati e persino all’interno di segmenti della stessa diaspora ebraica. Molti ebrei americani, soprattutto i più giovani, si oppongono sempre più apertamente alle politiche del governo israeliano, distinguendo la propria fede dallo stato politico e sfidando l’uso dell’antisemitismo come arma per mettere a tacere le critiche legittime.”
Dice Grossman “dobbiamo trovare il modo di uscire da questa associazione tra Israele e il genocidio. Prima di tutto, non dobbiamo permettere che chi ha sentimenti antisemiti usi e manipoli la parola genocidio”
Penso che l’unico modo per gli ebrei di ottenere realisticamente tale obiettivo sia farsi macellare dai pacifici palestinesi oppure convertirsi all’islam.
Penso che l’approccio comprensivo, indulgente sia un lusso che si può concedere solo chi non è costretto a dormire con un’arma sotto il cuscino e comunque, vedendo come si “integrano” gli islamici nelle società occidentali, dai risultati davvero scadenti.
Hamas si arrende, depone le armi e la tragedia finisce.
Ginocacino, scrivi che gli ostaggi “torturati”, “ammazzati” stanno messi comunque meglio dei civili palestinesi.
Meglio un ebreo morto di un palestinese affamato.
Mi sembra una monopolizzazione del dolore. Una rappresentazione della realtà scarsamente lucida.
Considerando la situazione attuale, la litania di “Gaza libera” interessa quanto la vita delle termiti asiatice (se esistono). Con Gaza Stato indipendente avremmo una cricca di Talebani al governo, anti democratici, ma teocratici, con le loro fisime mussulmane e con la continua minaccia all’Occidente, poiché si sono sempre dichiarati nemici della nostra cultura. Gaza libera, si, ma da Hamas e soci. Finché questo non si realizza ci sono tante altre priorità nel mondo prima di manifestare per Gaza. Gli israeliani non sono innocenti, ma chi ha cominciato, il 7 ottobre, non sono stati certo loro. Hamas cominci a liberare gli ostaggi ancora prigionieri, ma penso, parere personale, che non avverrà mai perché non escludo che questi abbiamo già fatto una brutta fine e le salme siano già state disperse da tempo; quindi sarebbe impossibile la restituzione anche dei loro corpi. Sbaglierò, ma se Israele riuscisse a occupare totalmente la Striscia ci guadagnerebbero tutti perché Hamas avrebbe meno posti dove nascondersi e fare danni ed i civili farebbero una vita più umana di adesso. Non dimentichiamo che parte dei soccorsi che noi gli mandiamo se la prendono i combattenti palestinesi per rivenderla a caro prezzo ai loro confratelli di Gaza. Gaza libera, si, ma da Hamas e tutti i mussulmani fanatici anti occidentali. Nella Seconda Guerra Mondiale gli arabi erano amici dei nazisti e collaboratori attivissimi per la “soluzione finale”, non scordiamolo.
se la morte e la sofferenze sono capricci dispetti, propagande, tattiche, soluzioni, battute…siamo arrivati a non gaurirci mai più, dal nostro difetto di nascita….quel famoso peccato originale ce lo teniamo sempre più stretto…è inutile, non ce la facciamo, non riusciamo neanche più a scrivere o pensare qualcosa di bello, la vita! stesso regalo per tutti, ma non per tutti….
… “Quella che tu hai sostanzialmente confermato, negando perfino agli ostaggi israeliani una pari dignità di sofferenza.”
… non capisco perchè mi dici questo, nè cosa avrei confermato (magari se sei più esplicito posso capire meglio) nè cosa avrei negato (della pari dignità di sofferenza???) … ma dove l’hai letto? da cosa l’hai dedotto? forse è funzionale alla tua risposta?
l’appunto che ho fatto al tuo commento era volto solo ed esclusivamente all’ultima frase “Finalmente abbiamo le prime immagini certificate della carestia a gaza: sono ostaggi israeliani” … mettiamola cosi, questo sarcasmo rivolto ai gazawi e alla situazione terribile che c’è laggiù (hai usato la parola carestia) mi pare davvero fuori luogo e te lo confermo pure!
… davvero ICS continui a stupirmi e non poco e per l’interpretazione di qualche frase (infelice interpretazione … può darsi che mi sia espresso male, te lo concedo, ma non intendevo togliere dignità agli ostaggi anzi, dicevo e lo ripeto, che sono stato rapiti, torturati, ammazzati … come devono stare? intendendo che basta anche la sola etichetta “ostaggi” per immaginare scenari anche peggiori) ma sopratutto mi stupisce il tuo sarcasmo, le tue “feroci” dichiarazioni
ah si? dici tu Hamas si arrende, depone le armi e tutto finisce? e come finisce se posso chiederlo, magari con gaza beach? spiagge e resort per i pingui americani ed israeliani con qualche capatina di inglesi ed europei? io purtroppo osservo che anche prima di Hamas la situzione era la stessa, situazione che si è venuta a creare, manco a dirlo dal 48′ quando gli equilibri di potere e di forze fra il mondo occidentale e “il resto del mondo” era già avviato alla maniera del conte Tacchia, “noi siamo noi e voi non siete un cazzo” … ma vi giro una domanda a te e a “Vedo sempre più nero” che pare sulla stessa lunghezza d’onda … se anche fosse vero che gli “islamici” hanno il terrorismo innato che facciamo? li sterminiamo tutti? in casa loro? con Gaza libera avremmo teocratici al potere che sono una continua minaccia per l’occidente …. ma noi per gli Islamici cosa siamo? noi che palesemente consideriamo Israele una vera e propria testa di ponte per “scardinare” il mondo islamico, l’unica democrazia (povera parola così abusata) in un mondo di barbari? noi per loro siamo una sciagura non una minacia
quindi siate un po’ più espliciti .. ma secondo voi è questa la via giusta? colonizzare Gaza e la Cisgiordania espellendo, con la forza, i suoi antichi abitanti (perchè sono tutti terroristi e islamici o islamici e terroristi) anzi quelli, pochi, che rimarranno vivi? e poi? sarà tutto rose e fiori? o dopo i gazawi dovremo pensare ai Libanesi, agli egiziani, ai giordani, ai siriani ecc. per avvicinarci e “bastonare” anche gli Iraniani? in fondo sono questi ultimi che foraggiano tutti i gruppi terroristi locali no? immagino siate stati felici quando Israele ha attaccato e bombardato l’Iran con la complicita di quel campione di democrazia che è l’attuale presidente americano .. il male va estirpato alla radice no? Purtroppo la reazione iraniana ha spaventato un po’ (diciamoci la verità) … centinaia di missili e droni caduti sul sacro suolo di israele come non si vedeva da anni o come non s’era mai visto e comprese basi americane nell’area ci hanno indotto ad essere più cauti e magari a preparare meglio la distruzione anche di quel grosso paese … islamico e dei peggiori e più radicali
no, non ho la soluzione in tasca e nemmeno idea di come questa storia, questo conflitto, questo astio scritto a fuoco nella memoria collettiva degli uni e degli altri possa trovare una soluzione che vada bene ad entrambi, quello che so, quello che spero è che, intanto, questa carneficina, questo continuo stillicidio di vite finisca perchè non più tollerabile tanto è vero che molti cittadini di fede ebraica israeliani e non, a tutti i livelli, lo stanno chiedendo a gran voce e pubblicamente puntando il dito senza ambiguità contro Netanyahu e Israele … questa ecatombe ha nauseato, dopo di noi anche loro!
Buongiorno.
In alto Adige non ci vado da 2005 e, se sono costretto, ci passo senza fermarmi.
Parlano un tedesco parecchio imperfetto che gli austriaci ed i germanici schifano.
sono inospitali oltre che razzisti e siccome le alpi sono estese vado da altre parti.
Detto questo sono per togliere lo statuto speciale a tutte le 5 regioni che né godono i benefici a fronte di pochi sacrifici.
Per quanto riguarda l’affollamento nei luoghi di vacanza, naturali o d’arte, c’è poco da fare.
Se ci lamentiamo vuol dire che ci siamo anche noi.
Quindi se non vogliamo vedere altri se non noi non dobbiamo andare in giro e restare chiusi in casa.
Siamo oltre 8 miliardi e molti si muovono…
Io ho adottato l’arma della pazienza. Sono in vacanza e figuriamoci se voglio discutere con qualcuno.
Se in un posto arrivo 10 minuti dopo mica muoio. Arrivo dopo e basta.
Buon proseguimento
Caro Francesco, fai molto bene a non volere fare storie per 10 minuti: in vacanza, bisogna pur rallentare, no? Però è sempre valido uno dei motti degli Intronati: neminem laedere…se voglio rallentare, rallentò io per mia scelta, non per un autentico beota che vuole farsi un selfie su un ponte, dal quale si passa solo in fila indiana…
Buona settimana a tutti i lettori (da Sienina)
Eretico, purtroppo stavolta mi hai deluso con questa orgia di luoghi comuni che proprio da te non mi aspettavo. Il bilinguismo non vuol dire che tutti devono parlare entrambe le lingue, altrimenti te li vedi gli italiani residenti tutti a parlare tedesco? Vuol dire semplicemente che entrambe le lingue (anzi sono tre, con il Ladino) sono parlate ma non da tutti. Non e’ una cosa scelta ne dall’Italia, ne dai locali. Ce l’ha imposta l’ONU. Come ho gia’ detto in passato, e’ una forma soft di apartheid e ci dobbiamo convivere.
Poi non e’ vero che il Sud-Tirolo prende soldi dall’Italia, semmai gode di un’ampia autonomia fiscale ma la provincia di Bolzano e’ un contribuente netto.
Insomma, non facciamo del Sud Titolo la stessa retorica che il resto dell’Europa fa contro l’Italia.
Caro Ottavio,
prendo atto della tua delusione, che ovviamente rispetto in toto: so bene che non si può, e soprattutto non si deve, scrivere cose che piacciano a tutti.
Ciò detto, se sono cose così comuni e condivise, perché a livello politico questo oggettivo problema non esiste, da anni, nell’agenda politica nazionale? Pretendiamo che un immigrato subsahariano impari l’Italiano (giustamente), e non siamo in grado di fare parlare la nostra favella a gente che ha documenti italiani sin dalla nascita? Vogliamo biblioteche come quella descritta, con libri solo non italiani?
Il dibattito è aperto, anzi no: perché non interessa a (quasi) nessuno…
L’eretico
>perché a livello politico questo oggettivo problema non esiste, da anni, nell’agenda politica nazionale?
Il problema esiste eccome, solo che non ce lo spiegano bene. Io per esempio la situazione dell’Alto Adige l’ho scoperta da poco. In TV non se ne parla e a scuola figurati, perchè noi italiani brava gente da questo affare non ne usciamo bene. Tra l’altro, abbiamo utilizzato questa vicenda per “pareggiare i conti” storici con il massacro della foibe, dai quali gli Yugoslavi e l’allora PCI non ne sono usciti bene. Quindi, in sintesi: un pasticciaccio brutto, come avrebbe detto Gadda. Io sono più di 15 anni che guardo il TG RAI dell’Alto Adige, quindi su questo mi sono fatto una piccola cultura.
> Pretendiamo che un immigrato subsahariano impari l’Italiano (giustamente), e non siamo in grado di fare parlare la nostra favella a gente che ha documenti italiani sin dalla nascita? Vogliamo biblioteche come quella descritta, con libri solo non italiani?
Perchè come ho detto prima questa soluzione di apartheid non ce la siamo cercata ne noi italiani ne la popolazione altoatesina, ma ce l’ha imposta l’ONU che, come Cimabue, fa una cosa e ne sbaglia due, dopo una vertenza durata 30 anni iniziata dall’Austria che rivendicava il territorio. Visto che hai citato Alex Langer, che io conobbi di sfuggita nel 1985, rileggiti quello che diceva delle “gabbie etniche”. Lui era contrario ai censimenti e all’apartheid, ma non lo ascoltò nessuno, ne a destra ne a sinistra.
> Il dibattito è aperto, anzi no: perché non interessa a (quasi) nessuno…
No, no, interessa eccome, perchè in Alto Adige si eleggono deputati e senatori che potrebbero
fare o disfare una maggioranza.
Hai proprio ragione. Pur troppo il turismo di massa è diventato la decadenza dei costumi. Ormai è diventato solo shopping e cibo. Niente altro. Alcuni giorni fa ero a Firenze. Una turista, in pieno centro storico mi chiede “dov’è la via con i negozi?”. Qui a Sienina, in più di un’ occasione, in via di città turisti con zaino e ciabatte, mi chiedono “dov’è la via con i negozi belli?” o più spesso “dov’è il parcheggio?” (quale, di grazia?). E quando c’è la terra in piazza mi chiedono “che evento c’è?”. La massificazione non è un bene. Mi piacerebbe vivere in un mondo in modalità noli-foras-ire-in-te-ipsum-redi-in-interiore-homine-habitat-veritas.
Ma tant’è. E dunque è giusto sfruttare economicamente la massa, facciamoli spendere il più possibile, facciamo almeno girare l’economia.
In tempi in cui ancora non esisteva il turismo di massa, mamma ci portava a visitare città d’arte. Non prima però, di essersi documentata sulle guide del touring (cui era abbonata). Studiava a lungo storia e percorsi. La devo ringraziare per questo. Altri tempi. Oggi è tutto così volgare. Così brutale. Fosse per me, l’accesso ai musei e alle cattedrali dovrebbe essere consentito solo agli studiosi, agli intellettuali, agli esperti, agli addetti ai lavori, per rispettare la sacralità dei luoghi. Tutti gli altri, i cialtroni zainisti, dovrebbero avere accesso solo ai mangifici e ai centri commerciali, per consumare le loro carte di credito a beneficio dell’ economia locale. Sono stata in Indonesia, lo scorso anno, e anche lì solo negozietti dove vendono troiai made in china, uguali a quelli che trovi qui da noi nei magazzini gestiti da cinesi. Il cattivo gusto impera. Identità perduta.
(Mi scuso per eventuali errori di ortografia, ma sto scrivendo da un telefonino da poveri, made in China).
il made in China non significa prodotto di scarsa qualità
“lo zainista” non significa non interessato all’arte, architettura….
il palio non è poi così famoso, è la città semmai ad esserlo, se poi raggiunta e visitata
le ciabatte sono comode, la decadenza dei costumi …..l’elegante in auto elegante può non essere d’animo gentile e nobile
le cattedrali dovrebbero essere tutte a ingresso libero, per permettere anche al povero di entrare ed essere accolto. San Francesco era un cialtrone?
La generalizzazione non è un bene
Caro Leonardo, per amor di pluralismo rispetto la tua opinione, ma non sposto di una virgola la mia.
A me mi garberebbe parecchio se anche noi si facesse come in sud tirolo. Anzi ogni regione, ognuna gestisce le sue risorse e chi l’ha più lungo se lo tiri.
Venne proposto molti anni fa dalla Lega, allora Lega Nord, ma poi la cosa si è arenata e poi, purtroppo si sa, quando uno conquista una poltroncina al Governo, si impigrisce e si adatta allo status quo. Non solo la Lega, ma anche il Movimento 5 Stelle partito in quarta e si è annacquato e reso poi disponibile a tanti compromessi. La politica, il potere è peggio dell’oppio, della morfina.