Eretico di SienaCaso Rossi: Ris contro Ris (e non solo)... - Eretico di Siena

Caso Rossi: Ris contro Ris (e non solo)…

Era già tutto quasi pronto, ieri, per un pezzo sull’attualità geopolitica (Trump versus l’Europa, Putin che fa lo storico et multa alia), ma poi si è scatenata l’ennesima bagarre politico-mediatica sul Caso Rossi, ed è francamente arduo resistere alla tentazione di scriverne, almeno un pochino. Per l’occasione, ribadisco, per l’ennesima volta, la pienissima disponibilità ad un confronto pubblico con qualsivoglia rappresentante della famiglia: meglio un dibattito – aperto e davanti al pubblico -, che fare sempre dichiarazioni a favore di telecamere compiacenti, nevvero?

IL TANDEM IENE-COMMISSIONE D’INCHIESTA

Come già accaduto in passato – anche in questo caso, niente di nuovo sotto il sole -, il Caso Rossi vive una nuova fiammata di attenzione e di clamore mediatico, con i risvolti politici evidenti (questione MPS e Magistratura, in particolare): era già successo svariate altre volte, ed il precedente più eclatante era stato quello dell’audizione – davanti alla prima Commissione – del colonnello dei carabinieri Pasquale Aglieco (12 dicembre 2021: deve essere il contesto prenatalizio, a favorire certe fiammate…). In quel caso, sarebbero stati i tre magistrati senesi a compromettere la scena criminis: poi, il succitato colonnello è andato ad Hammamet, e la pista è evaporata (anche perché quella narrazione vedeva ben presente l’ assai imbarazzante questione – su cui nessuno sembra volere tornare – della famosa telefonata a Rossi della futura Ministra Garnero Santanché…).

Prima ancora – e si procede per sottrazione – c’era stata la pista orgiastica, dei pervertiti della high society senese (praticamente tutti, a parte ovviamente David Rossi): pista ormai del tutto decaduta – anche per i processi a carico di chi l’aveva sostenuta, incidentalmente -, e della quale in tutta franchezza sentiamo un po’ la mancanza, a questo punto. A fronte di tutte queste perizie in 3 D, o magari 5, che bello era quando si discettava di “orgiastici e pervertiti”: il mitico “Trojo”, insomma, un po’ ci manca, inutile nasconderlo…

Da ieri, il tandem fra la seconda Commissione parlamentare sul Caso Rossi e la trasmissione Le iene ha partorito la “certezza” che il povero Rossi sia stato ammazzato, con le stesse identiche modalità su cui da anni la famiglia – dopo avere fatto mettere a verbale di essere arciconvinti del suicidio, gioverebbe ricordare – spinge: Rossi spenzolato ben bene dalla finestra del suo studio, poi fatto precipitare.

Il tandem vede da una parte – quella della Commissione, pagata dai nostri dindini – il duo composto dal medico legale Robbi Manghi e dal tenente colonnello dei Ris Adolfo Gregori (sulla questione Ris si tornerà a breve); dall’altra – Le iene, per capirsi – la presenza financo di un ingegnere forense, considerato un esperto di virtual crash, di nome Giuseppe e di cognome Monfreda (il quale ha ormai soppiantato il povero ingegner Scarselli, il volenteroso docente del Sarrocchi ormai sopravanzato dal succitato Monfreda).

Nello stesso giorno, il tandem Commissione-Iene, dunque, avrebbe riscritto una volta per tutte la vicenda: nessun suicidio, è stato un omicidio; sulla tempistica dell’uscita duplice, ci sarebbe molto da elucubrare, ma non vogliamo scendere al livello dei leoni da tastiera – nutriti di pane e complotti -, per cui su questo aspetto ci si aggiorna, se del caso.

Sulla questione fattuale, invece, si può tranquillamente scrivere, e da subito, che gli entusiasmi della famiglia e dei supporters andrebbero un po’ ridimensionati: invece di usare l’indicativo – giusto per dire -, quantomeno avrebbero dovuto usare il condizionale.

Siamo infatti oggi, tutto al più, alla fase della perizia contro perizia, al duello fra Ris che la pensano in modo diametralmente opposto, niente di più: per non parlare del fatto che, alla fine della fiera, bisognerebbe trovare financo un (meglio due) assassino. Anche se l’impressione – non certo nuova – è che basti aprire un fascicolo per omicidio, purché sia: auguroni…

 

RIS 1 E RIS 2…

Mentre la marea montante di chi ovviamente non può conoscere le carte si ferma alla notizia del giorno – magari pensando che la partita sia definita -, è qui ed ora il momento di ricordare almeno un paio di aspetti (ve ne sono parecchi altri, ma il tempo è come sempre tirannico); in primo luogo, che – come sopra scritto – qui ci sono due versioni opposte date da Ris (Raggruppamento investigazioni scientifiche) diversi. Sarebbe stato corretto – da parte delle Iene, e magari da parte del Presidente della Commissione, che sbandiera come verità ormai acquisita quella dell’omicidio – tenerne ben conto: quantomeno, e soprattutto, dirlo…

A pagina 3 della relazione dei Ris – datata luglio 2022 -, al termine dei lavori della prima Commissione di inchiesta, è vergato nero su bianco quanto segue:

“la dinamica (della caduta di Rossi, Ndr) più compatibile è quella riferibile ad un gesto anticonservativo in cui il dottor Rossi, cosciente, si tiene a penzoloni fuori dalla finestra, aggrappato alla barra di protezione con entrambe le mani e la punta dei piedi e le ginocchia poggiate verso il muro ed infine si lascia cadere nel vuoto sottostante, rivolgendo la parte anteriore verso il palazzo”.

Per poi aggiungere, smontando proprio ciò che ieri è stato detto:

“A tal proposito è doveroso evidenziare l’estrema difficoltà – scaturite dalle prove pratiche effettuate in situ dal personale dei Ris di Roma – che uno o più individui avrebbero avuto nel tenere sospeso un corpo umano di 70 kg fuori dalla finestra in questione, tenendolo per i polsi o per la zona sottoascellare (l’ingombro fisico del fancoil ed il basso davanzale non consentono di trovare punti a cui appigliarsi, con il rischio concreto di precipitare insieme alla vittima)”.

I due assassini di Rossi, invece – secondo la nuova ricostruzione – non avrebbero avuto alcuna paura di cadere loro stessi, anzi: pur di ammazzare il manager montepaschino, i due – verosimilmente energumeni – sono entrati dentro Rocca Salimbeni (che non sarà stata impermeabile al 100%, ma neanche del tutto sguarnita come vorrebbero fare credere oggi), riuscendo a non farsi vedere da alcuno, hanno poi spenzolato ben bene il Rossi verso il vicolo (senza che nessuno – dentro o fuori – sentisse mezzo urlo da parte della vittima, che era cosciente), e poi sono usciti, di nuovo nel buio di tutti.

Ma non è finita qui, giacché tocca riprendere in mano un elemento, il quale – non certo a caso, sia ben chiaro – né la Commissione di inchiesta né le solertissime Iene ricordano…

 

LE TRE, INSUPERABILI, LETTERE D’ADDIO

“Ciao Toni (la moglie Antonella, Ndr) Amore l’ultima cosa che ho fatto è troppo grossa. Nelle ultime settimane ho perso” (lettera 1).

“Ciao Toni, Amore l’ultima cosa che ho fatto è troppo grossa per poterla sopportare. Hai ragione, sono fuori di testa da settimane” (lettera 2).

“Amore mio, ti chiedo scusa ma non posso più sopportare questa angoscia. In questi giorni ho fatto una cazzata immotivata, davvero troppo grossa. E non ce la faccio più credimi, è meglio così” (lettera 3, anche questa subito trovata dai Pm nel cestino della stanza del suicida, e che siano autografe è testimoniato financo da una perizia di parte familiare!).

La vedova, Antonella Tognazzi, al marito aveva a tal punto creduto, da incaricare nel 2014 la Direttrice della Clinica psichiatrica dell’Università di Sassari, la professoressa Liliana Lorettu, di fare una consulenza; la sintesi della quale era – come tutta la famiglia sosteneva, conoscendo benissimo lo stato psicologico di Rossi, compresi gli atti di autolesionismo – che Rossi si fosse ucciso, con un classico suicidio “stress lavoro correlato” (“nel caso specifico, vari elementi fanno ipotizzare un legame fra lo stress lavorativo al quale Rossi era stato sottoposto ed il suicidio”, scrive fra le altre cose la psichiatra: consulenza richiesta dalla vedova, si ribadisce).

La quale, sulla odierna stampa (La Nazione, Orlando Pacchiani, per citare un articolo) fa scrivere invece questo, smentendo in modo plateale la se stessa del 2013 e 2014:

“Per me è già un grande traguardo l’avere confermato che David non era la persona in quel momento disagiata…David non era questo, e avergli ridato la sua dignità è tantissimo per me”.

Contraddizione chiara ed esplicita con quanto affermato dalla psichiatra da lei stessa cercata per una consulenza, dunque: ma nessun giornalista gliene chiede mai ragione, perché il tandem politico-mediatico deve pur andare avanti.

Aspettiamo comunque – come già scritto la settimana scorsa – il prosieguo dei lavori della Commissione: che si facciano i nomi dei due penzolatori al più presto, dunque; e che poi li si interroghi, chiedendo loro perché mai abbiano fatto scrivere ben tre lettere suicidarie a chi stavano per ammazzare: non ne sarebbe bastata una sola, di grazia?

Ps Molto di ciò che ho scritto oggi (non tutto: le conclusioni dei Ris 1, sono del 2022) è contenuto nel mio “Cronaca di un suicidio (annunciato)”, uscito per Cantagalli nel luglio del 2021; a proposito di libri, esce proprio oggi – per Sillabe – il mio romanzo “Quattro croci a Siena – Caterina e i libri degli altri”: nessun riferimento al Caso Rossi, giacché trattasi di un romanzo, ambientato nella Siena del 1979 (dal 29 aprile a fine giugno, per la precisione). La presentazione è in Sala storica, alle 17,15: di questo, ovviamente, si riparlerà più avanti (ma anche del Caso Rossi, tranquilli)…

 

33 Commenti su Caso Rossi: Ris contro Ris (e non solo)…

  1. ginocacino scrive:

    … caro Eretico, quello che mi stupisce davvero è la tua “granitica” posizione e convinzione della tesi che sostieni (può sembrare paradossale, dato che hai scritto un libro dedicato alla vicenda, l’osservazione ma tant’è) senza un benchè minimo dubbio!

    commissioni di inchiesta, perizie e controperizie ma soprattutto quelle drammatiche foto del defunto con quei segni sotto le ascelle o quel segno al polso o quella ferita sul viso ecc. non hanno scalfito la tua , appunto granitica, convinzione e questo, come già detto, mi stupisce

    anche pensare poi che tutto sto bailamme sia dovuto solo e quasi esclusivamente ad una trasmissione televisiva che ha come conseguenza commissioni di inchiesta, Ris, perizie varie e controperizie e quant’altro c’è intorno alla vicenda (quindi senza elementi concreti che possano innescare quantomeno un ragionevole dubbio) mi pare assurdo

    … come ebbi modo di commentare fin dagli albori del caso e via via in tanti post qui sull’Eretico che ne hanno trattato a me personalmente cosi come m’è parsa inaccettabile la tesi del suicidio tout court ovviamente alla luce di quello che dicevo sopra, (foto segni dinamiche ecc.) e che nemmeno la lettura del tuo libro ha consolidato, allo stesso modo pensare a due o più individui che si sono intrufolati in Rocca, sono arrivati alla stanza del Rossi e l'”hanno suicidato” mi è sempre sembrato altrettanto incredibile …. quindi? e quindi il tarlo, il dubbio, rimane intatto (le sentenze della magistratura non devono essere emanate al di la di ogni ragionevole dubbio?) e, a quanto pare, non solo per me ma anche per una moltitudine di altre persone e istituzioni

    tutto il resto, pista orgiastica, i fondi neri allo IOR, individui che fanno capannino all’entrata del vicolo, telefoni che chiamano e computer che si attivano dopo il decesso ecc. questo si, l’ho sempre considerato alla stregua di gossip

    • Eretico scrive:

      Caro Gino,
      ti aspettavo al varco, come si diceva una volta, e mi fa piacere di risponderti…

      Allora, visto che giustamente non puoi conoscere tutti i miei passaggi (peraltro ben presenti nel libro): anche io ho avuto dubbi, e infatti ero presente e motivato all’evento che da Piazza Salimbeni portò al Palazzo di Giustizia. Poi, dopo avere letto bene le carte (e consulenze come quella della Cattaneo, oggi dimenticata da tutti), ho capito cosa ci fosse davvero dietro al cambiamento di versione della famiglia: e francamente mi stupisco che ci siano persone intelligenti come te che non capiscono il combinato disposto che si è venuto a creare fra gli interessi di certa politica (con l’opposizione che non si fa sentire, per paura) e quelli familiari, con le trasmissioni interessate solo all’audience.
      Visto che mi tiri tu in ballo, tu le tre lettere e la perizia della professoressa Lorettu (chiesta dalla famiglia), come te le spieghi?

      Grazie in anticipo della risposta…

      L’eretico

      • ginocacino scrive:

        … Eretico ti rispondo volentieri (e ci mancherebbe) ma temo di deluderti … io faccio parte del “popolino” che segue l’attualità, la cronaca e i fatti relativi informandosi qua e la e non sono in grado assolutamente di dare un giudizio nel merito nemmeno relativo alle cose che proponi; quello che penso, come ho sempre sostenuto, è che in questo caso di chiaro non c’era e non c’è nulla (ma per carità nulla di chiaro nemmeno in favore della tesi opposta alla tua) ma che invece c’era e c’è una cappa nebbiosa che avvolgeva e avvolge il tutto e questa cappa (passami la metafora) non è riuscita a diradarla nemmeno la lettura del tuo libro;

        anzi, l’istituzione della seconda commissione di inchiesta, la nuova perizia, le nuove constatazioni dei RIS e i risultati conseguenti mi portano comunque a pensare che questi dubbi, questa nebbia è quantomeno condivisa a più livelli (da qui l’affermazione nel precedente commento … “anche pensare poi che tutto sto bailamme sia dovuto solo e quasi esclusivamente ad una trasmissione televisiva che ha come conseguenza commissioni di inchiesta, Ris, perizie varie e controperizie e quant’altro c’è intorno alla vicenda (quindi senza elementi concreti che possano innescare quantomeno un ragionevole dubbio) mi pare assurdo … mentre la tua “granitica” convinzione mi stupisce si, ma non mi sembra assurda

        vero è anche che ultimamente la Giustizia sta padellando spesso … a parte il caso Rossi evidentemente ancora non chiuso, la vicenda di Garlasco è un altra di quelle cose che spingono le persone del “popolino” come me a pensare che “c’è del marcio in Danimarca” ovvero che spesse volte forse troppe volte probabilmente le indagini sono condotte e portate avanti più per confermare la tesi degli investigatori che per trovare la verità oltre ogni ragionevole dubbio come dovrebbe essere

        tutto qui

        • Eretico scrive:

          Caro Ginocacino,
          per intanto apprezzo il tono del tuo contributo: civile e pacato. Non è – credimi – una questione di “popolino”, se non in modo ironico: è normalissimo che una persona “normale” ne sappia parecchio meno di uno (un “coglione”, come una “editorialista” di punta vicina alla famiglia Rossi mi definisce) che ha letto, studiato e parecchio riflettuto sulle carte.

          La mia convinzione è del tutto granitica – oggi esattamente come ieri – proprio perché so cosa c’è dietro – a vari livelli – a questa tristissima vicenda.

          Con la pacatezza che ti contraddistingue, aspetto che tu mi dica la tua sulle tre lettere pre suicidio…

          L’eretico

  2. m.c. scrive:

    Io sono senza parole. Sono costernata. Che si sia trattato di omicidio o di suicidio (io non ho la verità in tasca, e davvero non lo so come siano andate le cose), mi sembra di enorme cattivo gusto insistere a fare dell’ ironia o del sarcasmo nei confronti di una vicenda così drammatica. Penso solo al dolore della madre che ha perso un figlio. E credo sarebbe più dignitoso, financo doveroso, il silenzio e il rispetto per una morte atroce.
    Se non abbiamo nemmeno più il senso della pīetas, non siamo messi bene. Che orrore.

    • Eretico scrive:

      Cara M.C.,
      tu scrivi che “mi sembra di enorme cattivo gusto insistere a fare dell’ironia o del sarcasmo nei confronti di una vicenda tanto drammatica”, e poi scrivi di “orrore”. Mah, mi pare che tu sia fuori calibro, ma fai pure: se tu avessi letto il mio libro sul Caso Rossi (nessun obbligo di farlo, ci mancherebbe: ma visto che poi intervieni su questo argomento, e sul blog di chi lo ha scritto, può servire), sapresti che ho chiarito in modo assai netto che l’unica componente della famiglia che non mi sognerei mai di attaccare è la madre, proprio in quanto tale.

      Quanto agli altri, potresti magari chiedere loro – a tutti loro – perché abbiano cambiato opinione in modo così drastico, per esempio: all’inizio, sapendo bene in quali condizioni psicologiche versasse, erano tutti per il suicidio…e visto che i loro legali oggi dicono che bisognerebbe chiedere scusa alla famiglia (come se fosse stato stabilito alcunché: siamo sic et simpliciter alla perizia contro perizia, e la Magistratura per adesso neanche ha aperto un fascicolo); potrebbe, in attesa dei futuri sviluppi, iniziare Filippo Rossi, a chiedere scusa: mi accusò di essere il mandante morale del SUICIDIO del fratello, quindi ora che per loro siamo di fronte ad un omicidio, perché non ammettere di essersi sbagliati ad accusare pubblicamente uno che non c’entrava? Quelle violente parole – giustificate dalla drammaticità del momento, ma oggi sono passati 12 anni, eh – le trovi nell’archivio del blog (7 marzo 2013). Nè Filippo Rossi, né altri esponenti della famiglia hanno mai fatto i conti con quella reazione a caldo: toccherebbe fra le altre cose ammettere l’ovvio, vale a dire di essere straconvinti loro stessi del suicidio.

      Quanto alla pietas, chiunque abbia conosciuto David Rossi ti potrà dire quanto fosse discreto e riservato: pensi che avrebbe apprezzata una tale sovraesposizione post mortem? Ah, già: la sovraesposizione era, è e sarà per cercare la Verità…

      Ps quanto all’ingegner Scarselli – senz’altro brava persona, come scrivo anche nel mio libro -, la sua tesi è stata superata non solo da un Giudice, ma anche dalla consulenza Zavattaro-Cattaneo (la hai mai letta, di grazia?), nonché dalla Superperizia dei Ris (I Commissione di inchiesta): tutto al più, a volere essere generosi, su quattro che l’hanno analizzata, 3 convergono in senso negativo, uno invece in senso favorevole (per la famiglia Rossi, però, la Scienza vale solo quando concorda con la propria narrazione): chi si accontenta, gode…

      L’eretico

      • m.c. scrive:

        Raffaele, io 12 anni fa ti difendevo a spada tratta con chiunque, sia sui social che di persona. E lo sai. Mi pare evidente che nessun pm e nessun giornalista – financo quei giornalisti che hanno fatto della morte del Rosso un trionfo mediatico da circo Barnum, e su questo penso siamo d’accordo – abbia mai caldeggiato l’ipotesi che potessi essere stato tu il responsabile. Eccimancherebbe altro che qualcuno potesse sostenere tale ipotesi! Mi piacerebbe semplicemente che questa morte disastrosa potesse diventare un’ occasione per riflettere sul valore della vita. Un’ occasione per riflettere sul dolore altrui. Un’occasione enorme per renderci conto che ci sono uomini che credono che il prestigio professionale sia più importante della vita stessa, al punto tale di darsi la morte. Non vi pare che sia arrivato il momento di riflettere su questo?
        Quanto all’ ipotesi omicidio/suicidio, io ho una terza teoria: lui ha minacciato di suicidarsi, qualcuno che era con lui ha tentato di dissuaderlo, probabilmente lo ha afferrato per le braccia tentando disperatamente di trattenerlo, non ce l’ha fatta, è scivolato giù. Non può confessarlo per paura di essere indagato per omicidio colposo.
        Non ho le prove, ma potrebbe essere un’ ipotesi che giustificherebbe la presenza di terze persone.
        Posso solo concludere dicendo che mi dispiace che un uomo possa morire così.E mi dispiace che nessuno abbia avuto pietà per lui.

  3. m.c. scrive:

    Mi corre inoltre l’obbligo di chiosare che quelo che tu chiami “il povero ing Scarselli” non è affatto povero. Tutt’ altro. Questa nuova perizia non fa che confermare quello che lui aveva già detto. Il Rossi NON poteva essersi lanciato all’ indietro stando “seduto sul davanzale” come affermavano i pm. In quanto, la fisica della caduta di un grave ne è conferma – il corpo avrebbe fatto una capriola e si sarebbe quasi certamente trovato a faccia in giù. Quindi direi che aveva ragione Scarselli (bravissima persona). Era quasi certamente appeso alla sbarra, e questo è ormai fatto appurato. Poi che si sia lasciato andare o che qualcuno lo abbia lasciato andare, questo non lo so. Tra un ingegnere e un pm, credo che un ingegnere abbia a disposizione nozioni di fisica un po’ più precise, ecco.

  4. Ics scrive:

    La tesi del suicidio mi sembra ancora la più realistica. Ad ogni modo, sembra legittima la necessità di rendere “potabile” al popolino sozzo la questione magistratura.
    Riforma necessaria e fin troppo timida.
    Serve per certificare un’ovvietà (in una democrazia): l’indirizzo strategico di un paese spetta al popolo tramite le elezioni politiche e non certo ai magistrati a seguito di concorsino pubblico.
    La caduta del muro di Berlino aprì la strada alla stagione mani pulite. Una nuova guerra fredda è alla porte, l’epoca dei moralmente superiori è ormai al termine. È il momento che la magistratura torni a fare il proprio mestiere al servizio degli interessi nazionali.

    L’è arrivata la letterina dall’America: ci vogliono revocare la pensione di invalidità.
    Ci disprezzano perché siamo quello che loro non vogliono diventare: anziani, rattrappiti, pigri & pavidi. In una parola: perdenti

    • Cecco scrive:

      Mi scuso con lei per la precisazione ma la magistratura non deve essere asservita agli interessi nazionali bensì alla legge. Dove quello che lei auspica avviene mancano le basi per la democrazia, non credo che lei sia un sostenitore dei regimi autoritari, o mi sbaglio?

      • Ics scrive:

        Certo che devono rispondere alla legge. Dovrebbero rispondere al principio di responsabilità: se sbagli, paghi e vai a casa.
        Ad esempio, sono più di 10 anni che questa storia va avanti perché chi doveva indagare all’inizio è stato approssimativo, non professionale: ci sono state sanzioni?
        Penso alle persone finite in galera per decisione di un magistrato che è andato, tutto tronfio, in televisione a leggere una lettera falsa, attribuendola a Giovanni Falcone.
        Vite rovinate e milioni di euro pagati dallo stato per ingiuste detenzioni.
        Un magistrato, come un medico, “gioca” con la vita della gente e, come un medico, DEVE rispondere penalmente e civilmente delle proprie azioni.

        A proposito di medici: dovrebbero fare un test a trimestre per scremare gli studenti. Se babbo & mamma dicono che il figliolo l’è un genio, non è che bisogna a tutti costi farlo giocare al dottore.
        Se mancano le basi, meglio mandarlo da Tomaso da fontebranda a laurearsi in neocomunismo.

  5. UNO DI STROVE scrive:

    Caro Eretico, la mia ammirazione dopo pezzi come questo arriva al massimo grado: sei l’unica voce che rappresenti la razionalità. Come si fa a pensare ad uno ammazzato dopo tre lettere suicidarie senza dubbio sue, oltre a tutto il resto? E la vedova che si fa fare la consulenza dalla psichiatra per correlare il suicidio allo stress lavorativo, è la stessa che oggi dice che il marito non era “disagiato”? Forse non sono la stessa persona, dai…

    • Ermellina scrive:

      La consulenza chiesta dalla vedova illo tempore, presumibilmente sarebbe servita per chiedere alla banca un congruo risarcimento per lo stress subito dal Rossi, circostanza che supportava, sempre illo tempore, l’insano gesto.
      Questo mi pare di avere inteso in una delle interrogazioni parlamentari, ma non ricordo di chi.

  6. Anonimo scrive:

    Ripeto quanto ho già scritto in precedenti interventi sull’argomento: a mio avviso la deposizione della Sig,ra Dalla Riva in occasione della sua audizione da parte della prima Commissione d’inchiesta inquadra, sotto vari e completi aspetti, la morte del Rossi.

    Fausto

  7. Gp scrive:

    A suo tempo ho letto le sentenze e il libro dell’eretico e la mia logica mi impone la convinzione sul suicidio, anche se la prima sentenza è scandalosamente vaga e lacunosa. Ricordo benissimo le accuse rivolte ai ‘blogger’ per aver istigato il suicidio il povero Rossi, provenire da molti di quelli che oggi gridano all’omicidio… Vivo al piano terra quindi proporrei un altro ‘test’… sfido chiunque a ciondolarmi per i polsi (anche in due o tre) dalla finestra, non per vedere come atterro, ma in che condizioni si lascerebbe la stanza con tutto quello che c’è dentro, muri, vetri, stipiti compresi, e per vedere in che raggio vengono udite le mie urla.
    Chiediamoci piuttosto cosa abbia visto, fatto o saputo da gravare talmente sulla sua coscienza da costringerlo a quel gesto

    • Eretico scrive:

      Caro Gp,
      hai perfettamente ragione (ci tornerò nel prossimo pezzo), e grazie per avere ricordato il vergognoso sciacallaggio cui fui sottoposto a caldo (non essendo uno da chiagne e fotti, non sono riuscito a capitalizzarlo, purtroppo…).
      Cogli un altro aspetto che rende a dir poco risibile la suggestione omicidiaria, pur appetitosissima per l’infoitment e per le speculazioni politiche: la stanza di Rossi era perfettamente in ordine, dopo la cazzottata e lo spenzolamento. Sarebbe bastato questo, ma è il Caso Rossi, no? The show must go on…

      Ad Ottavio: grazie della solidarietà e dei complimenti, davvero; ti chiedo solo di rimodulare il tuo commento: quella brava personcina che tu citi, infatti, può permettersi tutto, ma poi è anche permalosa, e si si parla di internarla in un ospedale psichiatrico magari si offende anche…

      A Fausto: repetita iuvant, la audizione della dottoressa Dalla Riva avrebbe dovuto chiudere i giochi; invece la politica ha deciso di creare una seconda Commissione, in cui non c’è stato alcuno spazio per nessuna – dicasi nessuna – voce discorde.

      Ps in Via Beccafumi, pare ci sia in atto una messa in sicurezza della scarpata…

      L’eretico

      Ps su Via Beccafumi

      • Ottavio scrive:

        Vabbe a questo punto, se non si può scrivere nemmeno questo, non scrivo più.

        • Eretico scrive:

          Caro Ottavio,
          scrivi, scrivi: in questo contesto ammorbato, il tuo parere vale il doppio o il triplo…

          Ciò che non ti ho pubblicato – concernente la gentilissima persona che continua ad insultarmi in modo “socialista”, sic – è solo motivato dal fatto che sto decidendo cosa fare (se querelare o meno, essendo la diffamazione evidente a chiunque dotato di un minimo di senno), e non voglio darle alcun potenziale appiglio in questo frangente. Sono certo che mi capirai.

          Nel frattempo, chiedendo tu di Filippone: oltre alla mia, credo gli sia arrivata la solidarietà di tanti concittadini perbene, ormai schifati da questo circo Barnum che cerca di tritare tutto e tutti: anche chi – in quel maledetto 6 marzo 2013 – stava solo svolgendo in modo impeccabile il ruolo di amico e di bravissima persona.

          A presto, dunque!

          L’eretico

  8. leonardo scrive:

    siete sicuri al 100% del suicidio? o tutte le probabilità portano ad una ricostruzione del suicidio più probabile di un omicidio
    Nella probabilità c’è ancora tanto spazio di conoscenza
    Io credo che ci sia una necessità della verità, per i familiari, per i conoscenti, per la città e l’Italia …….
    io spero che si possa arrivare alla verità…..e sarà quella poi accettata da tutti

  9. Roberto scrive:

    Fuori tema: qualcuno sa di preciso cosa è successo a via Beccafumi?

  10. Carla scrive:

    Che sia suicidio o omicidio resta il fatto che l’uomo che si é affacciato dal vicolo ha visto un morto forse non ancora morto a terra ed é andato via senza nulla fare fa schifo

  11. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Il caso Rossi a me sembra solo un episodio di sciacallaggio da parte di certa televisione spazzatura. Ormai è evidente che non è stato suicidio e che ormai trovare il colpevole sarà sempre più difficile. E’ giusto che le indagini vadano avanti, la verità deve venire fuori, se c’è un serio indizio o una eventuale pista che le cose vadano avanti, ma senza tutto il martellamento dei media. Solo le Autorità giudiziarie devono lavorare ed in santa pace senza continue notizie, pettegolezzi che servono solo a sviare e confondere le indagini. Infine un po’ di rispetto per i familiari, che devono affrontare il lutto e questo continuo accanimento mediatico è vergognoso. Se dovranno esserci delle ulteriori serie indagini dovranno essere fatti dagli organi competenti senza la tribù di nani, ipocriti e sciacalli che finora hanno finora i media.

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      che finora hanno ammorbato i media.

    • Eretico scrive:

      Caro Vedo sempre più nero,
      figurati se non concordo con te al 101% sullo “sciacallaggio da parte di certa televisione spazzatura”: e faccio notare che è stata anche La Nazione – paludatissima – a scrivere a chiare lettere che è ripreso in grande stile il macabro turismo del Vicolo Monte pio: contenti noi, contenti tutti…

      Non concordo affatto, invece, sul passaggio “ormai è evidente che non è stato suicidio”: scusami la nettezza, ma non è assolutamente così, in alcun modo. C’è una perizia – non ordinata dalla Magistratura, la quale ad ora non ha riaperto alcun fascicolo sul Caso Rossi -, che è a favore della tesi omicidiaria; di contro, sempre a livello di Commissione (la prima), ve ne è un’altra – sempre dei Ris -, la quale mette nero su bianco l’esatto contrario.

      A dirla proprio tutta, poi, ci sarebbe una consulenza che è quella decisiva, per i magistrati, anche per la caratura delle figure cui era stata illo tempore assegnata: la consulenza Cattaneo-Zavattaro. Quella, ha messo la pietra tombale sulla verità giudiziaria a favore del suicidio (fino a prova contraria, ovviamente: la quale non è certo la consulenza sbandierata dai media in questi giorni). Non a caso, la consulenza Cattaneo-Zavattaro è stata del tutto espunta dall’attuale dibattito, in cui si vuole fare passare a furor di rilancio mediatico una cosa che non è…

      E non è solo questione di dinamica della caduta, su cui appunto siamo alla consueta bagarre periziale; in settimana prossima, si cercherà di fare ragionare su quel 6 marzo nel suo complesso. Poi, ognuno pensi con la propria testa e creda in ciò che vuole, ci mancherebbe…

      L’eretico

      • Spettatore Critico scrive:

        Concordo. Suicidio senza se e senza ma, ma con un però: quale sarebbe l’effetto di una riapertura delle indagini per omicidio? A chi gioverebbe sapere che Rossi fosse (io non lo penso) coinvolto, quindi destinatario di attenzioni losche ed omicidiarie per il suo ruolo o le sue decisioni? Qual’è la contropartita a questa che di fatto è una infamia alla reputazione di Rossi (invece molto stimato e apprezzato)? Il caso omicidiario porterebbe ombre su una figura, il Rossi, che a mio modesto parere è una figura integerrima, stimabile, capo solo della funzione Comunicazione (fino all’arrivo della nuova Governace) e per niente coinvolto nelle decisioni e negli affari finanziari del Monte, come si vorrebbe far credere. MPS, come tutte le banche, ha regolamenti ed autonomie delegate interne, nessuno si è mai soffermato sul fatto che Rossi non aveva alcun potere di decidere oltre i limiti alquanto bassi a lui delegati? Lo si dipinge come il deus ex machina di elargizioni e di gestioni di promozioni e compensi, e di chissà quali altre gestioni finanziarie tali da rendenrlo bersaglio omicidiario. Ma siete sicuri che sia così? Quali sarebbero i fatti a dimostrarlo? E dove mai sono state esplorate e acquisite da questa o quella commissione le deleghe di autonomia del Rossi sulle quali Rossi doveva rispondere solo a se stesso? Ma siete tutti sicuri che Rossi decidesse tutto il suo budget della comunicazione totalmente in autonomia? E poi basta con Filippone, gli sono stati talmente tanto rotti i coglioni nel cercare ambiguità nel suo cristallino comportamento che al prossimo giubileo occorre farlo Santo (subito). E basta con il “passaggio Migliorino”… e con le persone uscite da piazza dell’Abbadia scoperta macrocosmica “Migliorino”, ma da tutti risaputa per chi ha lavorato nella ex sede Banchitalia di piazza dell’Abbadia. Chi conosce come funzionava sa che quella strada è impercorribile e tracciata con allarmi e telecamere. Veramente basta. Non so per quale fine si continua ad infangare indirettamente la figura del Rossi. Basta. RIP, David ROSSI una preghiera per te.

  12. Superciuk scrive:

    Un off-topic completo, che riguarda però l’istruzione, tema su cui in questo blog c’è sempre attenzione. Imperversa la polemica sull’esame di ammissione a medicina, in cui le giovani leve hanno dato misera prova di sè. Scanso la critica generazionale, per sollevare un dubbio veramente populistico: com’è che pretendiamo (giustamente) una selezione sull’intelletto della futura classe medica, mentre non pretendiamo nessuna selezione su ruoli altrettanto delicati, tipo parlamentari, ministri e super dirigenti pubblici? È solo populismo o un’istanza che meriterebbe di essere portata avanti in modo serio?

    • Eretico scrive:

      Caro Superciuk,
      ti potrei dire – non avendo purtroppo tempo per ampliare il discorso – che quantomeno i parlamentari ce li possiamo scegliere con il voto (certo, se l’offerta è misera come è, il problema si pone, eccome se si pone…), mentre di solito i medici uno se li trova, e si mette nelle loro mani senza averli votati.

      In questo, pur con la scarsa simpatia per il personaggio e per il suo modo di porsi, concordo in tutto con Burioni: se un ragazzo non sa certe cose di base, anche se è pompato dai genitori – e magari da professori scolastici di manica troppo larga -, è bene che pensi ad altro. Come ha scritto un altro lettore, vada magari in Facoltà alla Tomaso nazionale, insomma: lo dice uno, a scanso di equivoci, laureato in Lettere (Storia contemporanea, di fatto)…

      Buona settimana a tutti i lettori!

      • Holden Caulfield scrive:

        Così è troppo banale. Premetto che sono medico e l’esame di ingresso l’ho fatto anche io. Mio figlio si è sottoposto alla mattanza del semestre filtro e si è andati oltre a quanto immaginabile perfino da una mente disturbata. La didattica è durata due mesi scarsi, gli studenti hanno dovuto fare tre esami universitari (3!) nello stesso giorno a fine novembre (inizio dicembre di secondo appello), con uno strano concetto di semestre universitario. I professori che hanno svolto le lezioni nei singoli atenei avevano indicazioni sommarie sul programma e non hanno potuto calibrare l’esame scritto su quanto trattato e viceversa. La critica di Burioni sulle scuole superiori poi la trovo pretestuosa, presuntuosa e classista (del resto non è la prima volta che ne dà dimostrazione). Erano esami universitari e non una prova di selezione per entrare e si doveva andare oltre a quanto trattato nelle superiori tenendo conto delle esigenze specifiche del corso di laurea. Sarei curioso di conoscere l’andamento degli stessi esami lo scorso anno. Qualora si dovesse confermare che in un anno i ragazzi si siano trasformati da geni a incapaci mi sembrerebbe verosimile ipotizzare che il semestre filtro faccia alquanto schifo senza andare troppo a cercare altre considerazioni.

  13. m.c. scrive:

    Scusate eh, ma qui stiamo ancora a parlare di perizie e contro perizie. Ma in 12 anni su questo blog non ho mai letto una riflessione (non una) sull’aspetto umano di questa macabra vicenda. Vogliamo sviscerate l’unico vero argomento che è alla nostra portata – le perizie sono appannaggio dei tecnici, e noi non lo siamo – e cioè la critica di una società in cui diamo per scontato che un tizio possa togliersi la vita per pressioni che riguardano il lavoro? Ma che davvero ci sembra normale che il lavoro, la carriera, divento più importanti della vita stessa? Ma che razza di società siamo diventati? Siamo bestie? Cosa stiamo insegnando ai ns figli?

  14. Massi scrive:

    Buonasera, io non so se fu suicidio o omicidio ma una cosa che mi lascia molti dubbi sono gli ematomi sugli arti e le ferite al torace e stomaco. Sono spiegabili, secondo lei, come conseguenza della caduta? Saluti

    • Eretico scrive:

      Caro Massi, l’ho scritto decine di volte, ma lo ribadisco assai volentieri: le feriti cui fai riferimento, sono le conseguenze non certo della caduta – avvenuta all’indietro -, ma dello sfregamento sulla finestra durante le esitazioni. Come da consulenza Cattaneo-Zavattaro e Ris (I Commissione).

      Consulenze – e lo dico a M. C. – che andrebbero lette, eccome se andrebbero lette: altrimenti uno può sempre andare da Giletti (ieri sera) o alle Iene (stasera); quanto ai discorsi che fai, Rossi si è ammazzato perché gli stava cadendo addosso il mondo che l’aveva visto protagonista e vincente, come braccio destro di Mussari: ed il fatto di avere concreta paura dell’arresto – come testimoniato dalla moglie, in versione allora convintamente suicidaria – non è stato certo secondario.

      Ps A Holden: il mio era un discorso del tutto generale, ovviamente, niente sapendo di quel passaggio in particolare…

      L’eretico

  15. UNO DI STROVE scrive:

    Caro Eretico, leggo ora il commento di M. C., cui ti riferisci al femminile, come dunque farò io.
    Se non ricordo male, è quella che scrive sempre, anche con un po’ di supponenza, che bisogna documentarsi sulle cose su cui si scrive, che lei su Kirk aveva letto tutto lo scibile, anche in lingua originale (non come noi, dall’inglese incerto), poi sulla questione della famiglia del bosco era informatissima a 360°, mentre noi ci si limitava a quello che si trova sulla stampa (mainstream, poi: che schifo).
    Ora, arriva il Caso Rossi, tu parli delle consulenze, le chiedi se ne abbia letta mezza, ed ecco che in questo contesto le consulenze tanto non si possono capire, tanto non siamo esperti…se non ci fosse, M. C. bisognerebbe inventarla…

    • m.c. scrive:

      UNO DI STROVE (e anche Eretico eh) , almeno leggi il mio post. Pur troppo pare che nel ns paese ci sia questo allarme dell’ incapacità della comprensione del testo. Forse non hai capito cosa ho scritto. Allora ti aiuto io. La mia critica riguardava l’incapacità di chiedersi perché la ns società possa accettare che un uomo si tolga la vita per motivi di lavoro. Ed è assai probabile che sia così. È assai probabile che abbia deciso di suicidarsi. Ma perché lha fatto?
      Siamo arrivati al punto di ritenere tutto sommato “normale” che il prestigio professionale sia più importante della vita stessa. La mia era una considerazione di ordine etico, che certamente non può trovare risposta in una relazione tecnica. La domanda era rivolta a chi ha ancora il senso della pīetas (e ovviamente a chi sa leggere). Ora hai capito?

      P.s. i leoni da tastiera posso anche incontrarli di persona eh

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