Il Natale? Il secondo tempo del Black friday…
Eccoci al consueto pezzo natalizio, una sorta di “pezzo-panettone” che quasi sempre buttiamo giù in questi giorni di festività: diviso come sempre in tre distinte sezioni, la prima delle quali dedicata all’attualità geopolitica.
A proposito, a Bruxelles poteva andare anche parecchio peggio – nel senso di una Ue che si sgancia dall’Ucraina, come avrebbero voluto le quinte colonne putiniane al suo interno, Ungheria in primo luogo -, ma l’errore comunicativo di caricare la vigilia del 18 dicembre in senso di confisca degli asset russi congelati, resta: sapendo che non si sarebbe potuto fare, e che sarebbe stato di conseguenza scelto il piano B, l’errore comunicativo resta, e resta tutto.
NATALE DI GUERRA (VERA)
Ci sia consentita una riflessione natalizia sul contesto bellico e geopolitico, afferente ai due principali conflitti – dal nostro punto di vista – di questo sin troppo intenso 2025.
Inutile girarci intorno: l’assuefazione verso gli eventi bellici regna, impera sovrana; ed è cosa se non giusta, certo profondamente umana: l’assuefazione al Male è un formidabile strumento conservativo. Se non fossimo capaci di adattarci ad essa, la nostra vita sarebbe, forse, insostenibile. Poi – e qui invece le cose si complicano un po’ – esiste la asimmetria: piazze piene (con corollario di violenze di strada, slogan orrendi e devastazione della redazione de La Stampa), fra settembre ed ottobre, con contorno di atenei e scuole occupate (con i diritti delle maggioranze conculcati a favore di quelli delle minoranze ideologizzate), per manifestare la propria solidarietà ai gazawi, martellati dalla eccessiva – ed in definitiva perdente, non essendo riuscita a debellare, ad eradicare del tutto Hamas – reazione israeliana al pogrom del 7 ottobre 2023.
Come plurime volte scritto su queste colonne, dall’altra parte, pressoché nessuna solidarietà di piazza (o di strada, o di ateneo, o di scuola) per gli ucraini. Niente di niente.
Con un’asimmetria non solo a livello di empatia, di capacità di partecipare a lutti e distruzioni, se non filtrandole attraverso l’ideologia (post terzomondista, nonché antisemita, ma camuffandola da un antisionismo professato di solito senza sapere cosa sia storicamente il sionismo), ma proprio a livello razionale: i tanti, troppi gazawi morti, infatti, ci possono e devono comunicare moti dell’animo; i morti ucraini, oltre a comunicarci moti dell’animo (non a molti, peraltro), parlano del nostro futuro: perché se ci sarà una Terza guerra mondiale, essa nascerà sulle ceneri del Donbass, non certo di Gaza.
E se a questo sciaguratamente un giorno si arrivasse, ci sarà sempre il saputello di turno, il quale dirà e scriverà – proprio come vuole Putin – che questa guerra ce la saremo cercata noi: perché la lezione del 2025, è quella che “guerrafondai” sono coloro i quali vogliono solo difendersi (senza invadere nessuno), non invece coloro i quali aggrediscono, violando ogni norma del Diritto internazionale, e prendono letteralmente per il sederino, facendo finta di trattare per una pace, che non sanno garantire neanche per Natale…
NATALE DI GUERRA (ALLA GLICEMIA)
Sarà anche vero che non si ingrassa dal 24 dicembre al 1 gennaio, però…però la stampa (a livello locale, oggi il Corriere di Siena ci fa il titolone di apertura!) scrive di ristoranti pieni zeppi di prenotazioni, e – si immagina – prenotati non per una mezza porzione di primo ed un’insalatina di ordinanza.
Fra i 70 ed i 99 milligrammi per decilitro: questa la soglia della glicemia sana, messa seriamente a rischio dagli stravizi; i quali – come ben noto – prima erano giustamente tali, in quanto avvenivano semel (aut bis) in anno. Oggi, non abbiamo certo bisogno del Natale, per straviziare dal punto di vista enogastronomico: diciamo che quelli cui ci stiamo per approcciare non sono dunque stravizi, sono l’iper stravizio istituzionalizzato, l’apogeo – che potremmo definire leopardiano – dell’eccesso gastronomico. Giovi infatti ricordare che il buon Giacomino, prima di morire (giugno 1837), si fece fuori, in poche ore, una ingentissima quantità di confetti di Sulmona, che il padre del suo contubernale Antonio Ranieri gli aveva fatto arrivare la sera prima…
Ogni famiglia italiana pare spendere 220 euroni di regali, in media: pochi o tanti che siano, ognuno lo giudichi; ma che nessuno osi negare la veridicità di ciò che aveva preconizzato Pier Paolo Pasolini sulla società consumistica – lui, che aveva sì vissuto il boom economico, ma che al contempo fu ammazzato durante l’austerity post 1973 -, con tutti i suoi effetti nefasti (Pasolini contestava l’omologazione della televisione: cosa avrebbe detto oggi dei social, di grazia?).
Facciamocene una ragione: il Natale per buona parte della popolazione è il secondo tempo del Black friday, se non un passaggio fra il suddetto Black friday novembrino ed i saldi di inizio gennaio. Facciamocene una ragione, per l’appunto…
LA FINE DEL PIACERE DELL’ATTESA
“C’è la luna sui tetti e c’è la notte per strada
le ragazze ritornano in tram
ci scommetto che nevica, fra due giorni è Natale
ci scommetto dal freddo che fa”…
così cantava Francesco De Gregori nel 1978 – tre anni dopo la fantastica “Rimmel”, della quale ricorre il cinquantesimo, quest’anno -, per pennellare da par suo il Natale.
Non sono solo il clima, la meteorologia, ad essere cambiati (l’abbinamento fra il Natale e la neve può riproporsi sopra i mille metri, sotto è assai difficile: ma mai dire mai, eh): a cambiare, infatti, è stato soprattutto il clima psicologico, mentale. In tutti – ma soprattutto nei ragazzi – si è persa la capacità, e la intrinseca bellezza, dell’attesa: in un tempo di eterno e sfacciato presentismo, in un contesto in cui ciò che si vuole, si ha – a portata di clic, ovviamente -, la capacità di attendere è ormai evaporata. E sarà pressoché impossibile tornare indietro, ahinoi.
Restiamo al grande De Gregori, mettendo insieme la guerra ed il Natale: un passaggio di uno dei suoi capolavori più noti – “Generale”, giustamente approdato anche in molte scuole – rende magnificamente questa idea, dei bambini piangenti “che a letto non ci vogliono andare”, a cagione della gioia smisurata del momento. La quale gioia, per essere tale, non ha bisogno di un clic, quanto invece, molto semplicemente, di essere aspettata e bramata.
“Generale, la guerra è finita
il nemico è scappato, è vinto è battuto
dietro la collina non c’è più nessuno
solo aghi di pino e silenzio e funghi
buoni da mangiare, buoni da seccare
da farci il sugo quando viene Natale
quando i bambini piangono
e a dormire non ci vogliono andare”.
Non c’è molto da aggiungere, se non l’augurare buone Feste a tutti i lettori: credenti come noi (nel Paganesimo, come noto), ovvero agnostici ed atei che siano…
Ps Colgo l’occasione per ringraziare coloro che hanno già acquistato copia del mio giallo “Quattro croci a Siena” (esaurito in qualche libreria, ma dopo le Feste ritorna), e che magari lo stanno leggendo o lo leggeranno in questi giorni: perché, ovviamente, la consumer society, con i suoi eccessi, va criticata senza pietà, ma quando si compra un buon libro (specie se dello scrivente), ogni critica svanisce…









Buon Natale a te, Eretico, e a tutti, anche se a me personalmente non me può importare di meno.
Off Topic: dopo l’esplosiva relazione del RIS che riaprirebbe il caso David Rossi (l’unica cosa che riaperto e ringalluzzito è il “non cielo dicono” del popolino di Facebook, quelli che “lo sapevamo, ma non abbiamo fatto niente”), sarei molto, ma molto curioso di sapere come intenderà andare avanti la Commissione d’inchiesta.
Sicuramente questo é stato un colpaccio d’immagine per Gianluca Vinci e buon per lui. Però, se la tesi del trattenimento per un braccio resisterà, questa sarà anche la fine della teoria, supportata da un certo ex-deputato “di Siena”, secondo cui il Rossi sarebbe stato picchiato nella sua stanza, prima di essere poi stato defenestrato, perchè sia la stiratura del gomito sia i segni sul polso sinistro sarebbero da addebitare all’afferramento da parte di uno o più aggressori.
Perchè si sarebbe voluto o dovuto trattenere il Rossi per poi lasciarselo scappare e non invece scaraventarlo direttamente dalla finestra? Perchè non liquidarlo secondo metodi più sicuri usati dalla mafia o dalla ‘ndrangheta?
Se questo è un omicidio, è un omicidio molto, molto anomalo, che nulla fa pensare alla mafia o alla criminalità ma a qualcosa di personale. Forse quell'”amico che mi ha tradito”?
Caro Ottavio,
sto osservando, con un certo qual rigore, un piano natalizio disintossicante, sul Caso Rossi: come già detto, Deo adjuvante, ci tornerò con l’ultimo pezzo del 2025.
Per adesso, godiamoci la celebrazione del Natale, o Sol invictus che si intenda (dopo il Black friday – semper laudabitur -, ed in attesa dei saldi, si capisce).
Di nuovo tanti auguri a tutti i – peraltro davvero tanti – lettori!
Ah, rispondo a me stesso, giacché mi ero dimenticato una cosa piuttosto importante: è già on line – per chi ovviamente fosse interessato – il calendario di gennaio 2026 degli incontri in Sala storica; si parte con un gustosissimo divertissement letterario, di ambito leopardiano, con il professor Biotti, per finire, con Davide Parenzo, a discettare di Israele: senza omettere alcunché di ciò che – a mio parere – deve essere detto sul Governo Netanyahu, ed al contempo sui rigurgiti del mai debellato antisemitismo…
……abbandono per un attimo la lettura di Quattro croci a Siena – sono al cap. dedicato a Loredana – per fare gli Auguri a tutti i lettori del blog!
Ora si prosegue nella lettura del libro sino alla fine……..
Fausto
Caro Fausto,
sei un bel pezzo avanti, e forse, a quest’ora, avrai finito la lettura: se scrivi come va a finire, però, mi tocca censurarti, suvvia…
Quanto a Ics, pur sapendo che sei ironico: Caterina parte dal suo lavoro di bibliotecaria per cercare di scoprire la verità sui tre omicidi del 29 aprile 1979, ma non per questo trascura il suo lavoro, anzi: magari tutti i dipendenti pubblici italiani avessero la sua passione e la sua acribia per ciò che fa, magari (e qui non sono certo ironico)…
Di nuovo tanti auguri a tutti!
Io oggi e domani sarò buona, quindi faccio i miei migliori auguri di Buon Natale a tutti, eretici e non.
p.s. sarò buona solo oggi e domani, non ci fate la bocca eh! 😉
Un giallo risolto da una bibliotecaia?
Sembra un duro attacco dell’eretico contro il troppo tempo libero dei dipendenti pubblici & contro i magistrati troppo impegnati a fare politica.
Ovvìa, aspettiamo la ristampa.
Buon natale!
… buongiorno e Buon Natale ai lttori del blog ed al suo redattore capo; … ahemm Eretico, nell’incontro con Parenzo per discettare di Israele chiedigli anche cosa ne pensa dei coloni e della politica coloniale Israeliana in Cisgiordania in barba alla tregua e in c… ai Palestinesi anche qui oltre che a Gaza
Saluti
Caro Ginocacino,
sarà di certo un argomento il quale verrà toccato, il prossimo 31 gennaio in Sala storica; anche perché, personalmente, è un qualcosa che ho sempre condannato, visto che determina l’impossibilità della idea dei due Stati, oltre a legittimare de facto quei coloni che incendiano quelle zone, ma poi magari si avvalgono del loro diritto – sbagliatissimo, secondo me – di non arruolarsi in Tsahal. La legge che permette ai coloni di non entrare nell’esercito dovrebbe essere abrogata quanto prima.
L’eretico
Perché dovrebbero? I coloni costituiscono un vero e proprio ‘corpo speciale’… una ‘wagner’ ripagata con la terra altrui che il ‘servizio militare’ lo fa eccome.
Infatti, sono già di fatto la punta avanzata dell’esercito regolare che interviene poi per spalleggiarli e consolidare le conquiste illegittime.
Carissimo Eretico, spero tu abbia trascorso un sereno Sol invictus, come scrivi tu.
Visto che si continua a parlarne, volevo concedermi un off topic sulla “famiglia nel bosco”: sono d’accordo con i tantissimi che dicono che il pranzo di Natale al padre poteva senza dubbio essere concesso, ma resta il fatto (non l’unico) che quando i bambini erano ricoverati (per colpa dei genitori, che gli avevano fatto mangiare funghi a rischio) la madre aveva rifiutato per loro l’uso del sondino. Questo vuol dire mettere a rischio concreto la salute dei figli, per un motivo ideologico, giusto o scorretto che sia, e i figli, di fronte ad un rischio per la loro salute, non appartengono più neanche al padre e alla madre. Cosa scontata, ma ormai non si può dare niente per scontato…
I genitori sono in torto assoluto. Buona l’iniziativa di portargli via i figli se non vogliono cambiare modo di vita. Però ci sarebbero molte famiglie di zingari che trattano male i figli e tutto questo dibattere su di loro non c’è. Due pesi e due misure? Non va bene.
Epperò, la prima pediatra che visitò i bambini dichiarò che godevano di ottima salute psico-fisica. E il Ministero dell’ Istruzione produsse la documentazione che certificava l’idoneità della bambina più grande alla terza elementare in quanto aveva superato l’esame. Se ci fate caso queste dichiarazioni sono sparite dalla rete. Si saranno sbagliati. Boh?
Cara M. C.,
non so se siano sparite dalla rete, ma so che una bambina che, a 8 anni, non sa né leggere né scrivere (sia in italiano che in inglese), sta a significare che la homeschooling è una ca..ta pazzesca, comunque la si rigiri. Non è per me una novità, ma una conferma piena, quella sì…
L’eretico
Beh, allora quelli che lavorano al Ministero dell’ Istruzione sono dei dementi se hanno rilasciato certificazione di idoneità per la terza elementare a una che non sa leggere e scrivere, ti pare?
Certo, credo che al Ministero – visto come Salvini si è preso a cuore la famigliola nel bosco – ci sia un certo favor pro neorurali, per così dire.
Ora, fra l’altro, pare spuntata anche una bronchite non curata, alla stessa bambina: ma l’importante è tutelare la famiglia nel bosco, ci mancherebbe altro…
Ciò detto, a scanso di equivoci: credo che un pranzetto natalizio – al caldo, e a questo giro senza mangiare lo stesso cibo delle caprette – ci potesse senz’altro stare…
L’eretico
Giacomo Leopardi ha fatto home schooling. C’è chi si è laureato con 110/110 avendo fatto homeschooling da bambino. C’è chi ha preso il Nobel per la fisica senza averla mai studiata all’ Università. Chi ha costruito un impero informatico senza aver mai frequentato il college. C’è chi con una laurea in ingegneria fa l’aiuto cuoco a 40 anni. E potremmo fare molti altri esempi.
Ma il punto qui è un altro. Si rischia una deriva pericolosa se si crea un precedente. I minori possono essere sottratti alla famiglia solo in costanza di pericolo e maltrattamenti. Qui si parla di una finestra con gli spifferi, di una bambina che verosimilmente non ha fatto i compiti, e di un’ altra con la bronchite. A chi non è mai capitato?
(Su Salvini, sono d’accordo con te, stenderei un pietoso velo tout court).
Per m.c.: nessun Ministero ha rilasciato alcuna idoneità scolastica per la bambina. L’idoneità è stata rilasciata da una scuola privata di Brescia… ognuno poi è libero di valutare se la scelta di una scuola non pubblica (ovvero a pagamento) e così lontana dalla loro abitazione sia casuale o meno. Io un’idea ce l’ho. Per il resto, l’inagibilità della casa, le negligenze in campo sanitario, l’ostruzione agli accertamenti psicofisici sui bambini, tutti elementi ritenuti accertati dal tribunale, mi paiono motivare fortemente un provvedimento di tutela dei minori. Ma – come noto – le opinioni contano più dei fatti e la pancia più della testa, per cui senz’altro dovevano essere lasciati dove stavano.
Caro/a “Isolati”,
mi scuso di avere tardato clamorosamente a pubblicare il tuo commento, sul quale peraltro – come ben immagini – concordo in toto: ero in vacanza, ed ho perso qualche colpo…
Buon 2026!
Toh, guarda caso c’era chi – magari in buona fede – pensava di dare soldi alla generica causa palestinese, e poi li dava direttamente ad Hamas. C’era chi scendeva in piazza, con tanta rabbia in corpo, e non si accorgeva di fare esattamente il gioco dei terroristi macellaebrei (sionisti). Per criticare anche con durezza il Governo Netanyahu, ci si accodava ai terroristi, e li si pagavano anche. Bene, bravi, bis.
Penso che qualche soldino rimaneva anche a chi finanziava Hamas. Mi fanno ridere, poi, quelli che sponsorizzano associazioni benefiche (sig) come “Save the children” che trai vari genitori ci sono donne con delle belle facce con guance piene ed anche obese. Quei soldi dove finiscono nella pancia dei genitori, così fanno un altro figlio da sfamare (noi)? Qualche banconota resta attaccata anche in qualche mano birichina dell’Ente richiedente? Pensare male è peccato, ma spesso ci ci indovina.
E quindi la conclusione del ragionamento qual’è, a parte il livore? Chi ha donato in buona fede non sarà contento e si augurerá che si faccia chiarezza, ma non per questo cambia idea su quanto è accaduto e ancora sta accadendo. Se si decide di continuare a sostenere l’Ucraina (aggiungo giustamente) nonostante i sospetti di corruzione, altrettanto giustamente si continuerà a pensare che in Palestina sia in atto un crimine e che sia giusto sostenere la popolazione civile.
A me dei poveri derelitti di Gaza interessa come la vita delle termiti amazzoniche. Che comincino a denunciare i loro connazionali terroristi affiliati ad Hamas; omertosi.
Grazie per averci comunicato questo parere così motivato e ragionato…ci arricchisce e ne terremo sicuramente conto
Un pò di vergogna no?
Mi chiedo : per un pentolone, fortunatamente scoperchiato, quanti ne rimangono ancora coperti, sfruttando le pieghe della nostra democrazia, del pietismo/buonismo cattocomunista, della prodigalità/ ( ingenuità?) delle varie associazioni di volontariato…..et alia?
Fausto
Natale? Tutti buoni? Io nemmeno per le Feste. Anzi la sera del 25 il mio pensiero di ogni anno è: “Anche quest’anno il Natale ce lo siamo tolto dalle p…e”. La cosa non cambia con Capodanno che il mio desiderio sarebbe quello di andare a dormire la sera del 31 alle 21,00 e svegliarmi il giorno dopo alle 9 giusto per fare colazione. Anno nuovo, vita vecchia. La Befana la gusto meglio perché so che il giorno dopo è finito tutto. La gente ritorna ad astiarsi come sempre, nessun augurio, falso, col sorriso, ugualmente falso. Le Feste, la celebrazione dell’ipocrisia, sono finite. Viva il 7 gennaio!
… be, a parte l’incipit del commento che non so se condividere (questo fatto del tutti buoni e io nemmeno per le feste non mi garba
al limite meglio essere buoni tutto l’anno tranne che per le feste) mi trovi d’accordo al 1000% … a parte l’ora di andare a dormire e di svegliarsi … con tutta la buona volontà non riuscirei ad andare a letto alle 21 nemmeno se costretto
Bere qualcosa di dolce e caldo, andare a letto e leggere un buon libro, io lo sto facendo con un saggio di storia, rilassandosi e poi dormire. La mattina dopo una bella colazione consumata con appetito senza la bocca amara per la cena notturna e il poco sonno, una passeggiata e poi una bella mangiata a pranzo magari in compagnia con i propri cari, però senza melensi vecchi ed inutili auguri con propositi per l’anno nuovo, che poi dopo pochi giorni sono già scordati. L’importante è che la compagnia sia di pochi, ma buoni e sinceri.