Eretico di SienaDindini a Gaza, dalla Russia, e poi BB (con 3 Ps senesi) - Eretico di Siena

Dindini a Gaza, dalla Russia, e poi BB (con 3 Ps senesi)

Avevo promesso un pezzo monografico sul Caso Rossi, dopo la fiammata riesplosa in questo intenso dicembre, ed in attesa dei roboanti sviluppi futuri: ovviamente, rispetterò l’impegno preso, ma posticipandolo giusto un po’, giacché i tre argomenti di cui si scrive – due fra politica estera ed interna, uno sulla morte di Brigitte Bardot – sono davvero di assoluta urgenza…

 

GLI ITALICI SOLDI AD HAMAS

Sgombriamo subito il campo dalle illazioni: non è che questa clamorosa inchiesta sui soldi filantropici forniti dall’Italia ad Hamas squalifichi la presenza di chi è andato, in assoluta buona fede, a manifestare fra settembre ed ottobre. Questo va detto: ed è bene che lo dicano giornalisti, blogger, cittadini comuni, non invece il magistrato che ha promosso l’azione penale, il quale si sente evidentemente investito di una sorta di dovere morale di commento, che ci pare non attenere al suo ruolo (pubblico, si capisce).

Ciò che moralmente è opinabile rispetto a chi è sceso in piazza – l’abbiamo detto plurime volte in pubblico e scritto qui ed altrove – è la sfacciata e rivendicata asimmetria morale, la pietas a senso unico ed univoco, all’insegna del non detto per cui i bambini sofferenti ci sono solo a Gaza e non in Ucraina (ove il liberaldemocratico Putin, illo tempore, ne ha fatti rapire a migliaia, per inciso); nonché l’agitare slogan, i quali postulano la distruzione tout court di Israele.

Il problema è che in Italia molti – giovani, ed anche attempati con pancetta ed alopecia di ordinanza – considerano il 7 ottobre non il peggior pogrom antisemita dalla Shoah ad oggi, ma un coraggioso atto resistenziale in pienissima regola, all’insegna del motto “e Israele, allora?”.

Ergo, molti di quei milioncini nascosti nelle intercapedini dei muri – come nelle migliori tradizioni della criminalità organizzata (le manifestazioni pro Cosa nostra o ‘ndrangheta non ci sono, però: si era fermi a qualche sospetto “inchino”) – sono frutto delle elargizioni di due categorie di persone: quelle, di certo maggioritarie, in assoluta buona fede, le quali però potrebbero anche, magari, recitare un minimalista mea culpa, dopo l’emersione di certi fatti (diamo tempo al tempo, suvvia); ovvero trattasi di persone che hanno voluto fiancheggiare, e c’è da sperare che siano perseguite penalmente, senza sconti. Una terza opportunità, in tutta franchezza, ci pare proprio che non ci sia.

Nel frattempo, giusto ieri, Hannoun, davanti ai magistrati che lo dovevano sentire, non ha fatto altro che rilasciare dichiarazioni spontanee, avvalendosi quindi del diritto di non rispondere (facoltà concessa ad ogni indagato, sia chiaro): come sempre, leoni in piazza, davanti ai sodali, un po’ meno invece davanti a chi ti chiede conto di certe azioni, di fronte alla Legge. Chi l’avrebbe mai anche solo pensato…

Sarebbe infine un gran bene che non solo i cosiddetti riformisti del Pd – oltre a Calenda e a Renzi – prendessero le distanze dagli Hannoun della situazione, ma anche tutto il cosiddetto campo largo. Chi un po’ conosce i Settanta, sa bene quale fu il comportamento del Pci di allora nei confronti del terrorismo rosso: assai ambiguo all’inizio, poi di implacabile fermezza dal 1977 in avanti, quando i berlingueriani erano divenuti “i primi della lista”. Il centrosinistra attuale – dispiace davvero dirlo – è drammaticamente fermo al Pci pre 1977, e ciò non può che amareggiare…

 

I SOLDI DALLA RUSSIA

Quelli di cui sopra, sono dindini italiani, i quali arrivavano nelle tasche dei “resistenti” di Hamas (ognuno si tenga i resistenti che crede, sic); poi ci sono i dindini russi che, invece, arrivano in Italia, dalla Russia. In attesa che qualche Procura – o il Centro studi guidato da Marco Minniti – li trovi (cosa non certo facile, giacché qui sono assai furbi sia coloro i quali danno, che i riceventi), noi da tempo ci godiamo lo spettacolo di opinionisti italianissimi, i quali dicono e scrivono di portare avanti un’analisi oggettiva ed imparziale, financo scientifica, la quale però curiosamente coincide sempre, pari pari, con quelle delle Zacharove o dei Peskov di turno. Sono coincidenze curiose, gustosissime: e che infatti ci gustiamo in quanto tali, di solito ritagliando – da amanti del cartaceo quali siamo -, e mettendo subito dopo da una parte, per quando sarà il momento.

Come in queste ore ci stiamo godendo lo spettacolo dei propagandisti russi sul presunto attacco dei droni ucraini alla villa stalinian-putiniana (notoriamente frutto dei risparmi di una vita, per Putin, visto che la corruzione alligna solo e soltanto a Kiev): premesso che nessuno, dopo il Caso North stream, può essere ormai certo di niente su questi attacchi false flag (peraltro gli stessi blogger militari russi – rileva lo storico militare Gastone Breccia sul Quotidiano nazionale odierno, a pagina 9 -, sostengono che in zona nessuno ha visto o sentito alcunché!), è meraviglioso il notare come mesi e mesi di droni, e velivoli militari, sui cieli dell’Est e del Nord Europa siano stati sistematicamente messi in dubbio, se non ridicolizzati, dai propagandisti italoputiniani, mentre adesso i 91 droni ucraini – di cui Mosca non ha fornito nessuna documentazione di sorta: neanche un mezzo tracciato di volo – siano diventati merce da prendere a guisa di oro colato.

Ma va da sé che il problema più cogente è un altro: i russi – come peraltro facevano durante la Guerra fredda: niente di nuovo sotto il sole, proprio niente – pagano alcuni, li mettono a loro libro paga; negli anni Ottanta, per esempio, pagavano bene, per inquinare e dividere l’opinione pubblica sul delicato tema degli euromissili (i quali poi, con la loro deterrenza, furono una delle cause del crollo dell’URSS, insieme alla caduta del prezzo del petrolio e dell’invasione brezneviana dell’Afghanistan).

Allora, però, i rubli servivano per alimentare e fidelizzare lo zoccolo duro della sinistra, più o meno estrema, e qualche cattocomunista d’antan; oggi, invece, nell’epoca del “siamo tutti geopolitici” (da tastiera) e della vittoria del “socialismo” (vale a dire della dipendenza da social), la presa della propaganda moscovita non ha più confini strettamente ideologici o di Partito.

Ha ragione da vendere Stefano Cappellini (è di “Repubblica”, ergo mainstream spinto, spintissimo): hanno vinto loro, bisogna ammetterlo; e la cosa meravigliosa è che – ripetendo da anni a pappagallo le tesi delle Zacharove e dei Peskov, vale a dire dei Lavrov e dei Putin – pretendono anche di essere contro l’establishment, contro i poteri forti. Una cosa che li fa impazzire, è quando uno gli fa notare quanto sia arduo volere essere anti establishment, nel momento in cui la si pensa come la maggioranza dei propri concittadini: quando gli si fa notare di essere allineati con la maggioranza delle persone, diventano tarantolati. Non lo possono accettare.

Per inciso – in attesa per l’appunto del prima richiamato pezzo monografico -, è lo stessa, identica forma mentis del Caso Rossi: tutti (quasi) appecorati sulla narrazione di un paio di trasmissioni tv (senza mai contraddittorio, proprio come nelle dittature), e giù, a tutta birra contro l’establishment! In attesa, nel 2026, di conoscere finalmente i nomi dei due criminali penzolatori i quali, dopo avere contato fino a tre, lo hanno scaraventato giù per terra…

E la cosa antropologicamente più rilevante, è che gli italici turboputiniani (a parte quelli a libro paga, si capisce), fanno tutto ciò, senza vedere un soldo: né dollari, né euro, né rubli. Si facessero pagare, almeno…

 

INFINE, LA BELLEZZA: BRIGITTE BARDOT

“La divinità pagana che ha incantato un’epoca”, titolava Il Giornale di lunedì, a proposito della morte di Brigitte Bardot: con piena ragione; così come il grande regista Claude Lelouch può ben dire che BB era più di una attrice, “incarnando la Francia”: e non a caso, financo l’austero Charles De Gaulle – certo tutt’altro che tenero con i fermenti libertari cui assisteva durante i suoi ultimi anni di vita – quando la ricevette, la paragonò alla icona della Marianne, incappando fra l’altro in una fragorosa risciacquata della austera moglie, dopo l’incontro…

Ritiratasi dalle scene da più di 50 anni – una sorta di Mina d’oltralpe? -, la gran parte delle immagini di BB rimanda alla sua sfolgorante bellezza d’antan; la passione animalista del secondo tempo della sua biografia, poi sopraggiunta, sembra essersi accompagnata a quella monogamia sempre orgogliosamente rifiutata da giovane: sul Palio, aveva parlato un po’ a vanvera, ma ovviamente glielo perdoniamo volentieri, e non da ora. Lei sic et simpliciter non conosceva ciò contro cui polemizzava, a differenza di uno Zeffirelli – pace anche all’anima sua, sia chiaro – il quale invece un po’ di Palio lo aveva ben respirato. Personalmente, si è sempre pensato che questa passione smodata verso gli animali, da parte di BB, fosse tanto sincera, quanto rappresentasse anche l’altra faccia di una sopraggiunta misantropia non da poco. Ed anche i molteplici tentativi di suicidio – almeno 4, quelli ammessi da lei stessa -, non possono che essere spia di un fortissimo disagio interiore.

Ciò che più interessa, è che BB ha rappresentato la sensualità e la libertà femminile contro l’ipocrisia ed il perbenismo ancora imperanti quando lei entrò in modo dirompente sulla scena, e quando le donne italiane – sul suo modello – andavano sulla Costa azzurra a prendere il sole a seno scoperto:ricordate il “Don Juan”, con Brigitte a fianco di Jane Birkin, nude sulla spiaggia? Correva l’anno 1973, per la cronaca.

Nella seconda parte della vita – insieme a polemiche oggettivamente razziste -, ha portato avanti – come anche la Deneuve – la polemica contro gli eccessi del Metoo: nato da nobilissime intenzioni, poi degenerato in un moralismo in qualche misura complementare a quello in vigore all’inizio della sua carriera. Lei, Brigitte, sempre stata dalla parte della libertà delle donne sul proprio corpo: chissà che soddisfazione, a vedere sfilare per i viali parigini, in questi perigliosi anni, giovani francesi in sollucchero per una causa, la quale nega quelle stesse sacrosante libertà.

Stenio Solinas (Il Giornale, 29 dicembre, pagina 19) ha scritto che”…l’impressione che se ne aveva era quella di una divinità pagana per la quale fosse doveroso perdersi, senza colpa e senza espiazione se non per le sofferenze che il successivo abbandono avrebbe provocato”.

Ben detto, benissimo scritto: adieu, dunque, alla divinità pagana, la quale ha incantato – pur con tutta la sua fragilità, o, forse, anche in virtù di quella – una intera epoca…

Ps 1 Uscito il programma di gennaio 2026 degli eventi in Sala storica: si parte con un irresistibile divertissement su Leopardi, si finisce a parlare di Israele, tema di vaga attualità; 7 eventi, come sempre l’uno molto diverso dall’altro, all’insegna della varietas e del pluralismo, di cui c’è sempre grande bisogno. Il Presidente vi aspetta dunque, anche per l’anno prossimo, in Sala storica…

Ps 2 Il Giudice del Lavoro Delio Cammarosano ha sentenziato: il cassiere Fabio Giomi deve essere reintegrato dalla Pam; il suo caso – con il test del carrello divenuto caso nazionale – ha dunque un lieto fine, una volta tanto: il licenziamento – lo abbiamo scritto subito – era davvero spropositato. Come se nelle italiche scuole si dovessero licenziare tutti i docenti che si fanno copiare i compiti davanti al naso dai ragazzi: l’homeschooling – che piace a tanti -, diventerebbe subito realtà ancora più diffusa, perché buona parte del corpo docente dovrebbe essere licenziato…

Ps 3 Domenica scorsa – intervistato sulla Nazione dalla Caporedattrice Michela Berti -, il Cardinale ed Arcivescovo Paolo Lojudice si è tolto qualche sassolino, usando toni piuttosto curiosi per un altissimo prelato come lui (a maggior ragione fra Natale e Capodanno, verrebbe da chiosare); premesso che Carlo Rossi risponde alle qualità enunciate dal Cardinale per la carica di Rettore dell’Opera del Duomo, in riferimento al professor Giovanni Minnucci – Rettore uscente – ed al pregresso Cda, Lojudice ha testualmente detto che “purtroppo mi sono accorto in questi pochi anni che quell’incarico modifica anche le persone (in senso peggiorativo, si intende, Ndr)…in questo momento è necessario un consiglio più tecnico che teorico, servivano meno storici dell’arte e più tecnici, ragionieri, commercialisti, avvocati”.

A parte che nel pregresso, uscente, Cda, di storici dell’arte non vi era neanche l’ombra – e c’erano due avvocati! -, sono parole davvero spiazzanti, da parte di un Cardinale che adesso ragiona da scafato manager d’alto bordo, da tecnocrate di impronta draghiana, dopo avere fatto carriera ecclesiastica – Bergoglio regnante – difendendo a spada tratta i diritti degli ultimi e dei penultimi…

E con ciò, buon 2026 a tutti i lettori del blog: et ad majora!

 

24 Commenti su Dindini a Gaza, dalla Russia, e poi BB (con 3 Ps senesi)

  1. Ottavio scrive:

    Concordo su tutto, meno una cosa.

    Non credo che i “Putini” nostrani si facciano comprare per quattro rubli. Cercare un flusso di denari dalla Russia non porterà a niente. La ragione è molto più spicciola: la Russia di Putin, così come la Cina, piace a questi figuri per via dell’assenza di democrazia. Le decisioni vengono prese più velocemente e con più efficacia se c’è un uomo solo al comando, invece che fare dei rimpalli di mesi tra camera e senato. Il dibattito è visto come un impedimento, la dittatura come una soluzione. Di questo noi Italiani ne sappiamo qualcosa e sappiamo com’è andata a finire.

    • Eretico scrive:

      Caro Ottavio,
      in parte hai ragione: Putin piace molto -senza avere mai il coraggio di ammetterlo – perché è la negazione rivendicata della liberaldemocrazia, che ora fa schifo a parecchi. Meglio una sana dittatura soft, che poi magari tanto soft non sarà.

      Ora è venuto fuori un video con un drone (senza i dettagli su dove sia stato trovato, ma che importa?), il quale sarebbe ucraino: figuriamoci se non è cosa possibile, ma Lavrov aveva parlato di 91 droni, ergo aspettiamo gli altri 90.Se ne riparla l’anno prossimo, ad occhio e croce…

      Buon 2026 a tutti!

  2. Donato scrive:

    Il buon Fabio Giomi mi sembra un’angelo caduto dal cielo. Lavoratori come il Giomi fanno la fortuna delle aziende che li assumono. Onestà, trasparenza e voglia di fare!

  3. Ics scrive:

    Dichiarazioni deliranti dei magistrati.
    Inadeguati & perniciosi.
    Una metastasi istituzionale.

    Foto, strette di mano, comizi.
    L’indagine farà il suo corso. L’è invece già acclarato che il pacifismo dei neocomunisti è sudicio, nauseabondo.
    Tutti a minacciare querela.
    Ricorda il modus operandi a Sienina quando il monte cominciava ad affondare.
    Invotabili.

    Un plauso al sindaco che con Irama & Samira ha portato un po’ di spensierata gioventù. Anno scorso ci fu il piagnisteo di osti & locandieri, quest’anno è il turno dei neocomunisti che avrebbero preferito un comizio di mohammad hannoun.

    Buon inizio anno

  4. Gp scrive:

    Tutte le volte che il Corriere deve scrivere dei crimini israeliani pubblica una sorta di disclaimer tipo: ‘il 7 ottobre hamas ha ucciso barbaramente 1200 persone….’, tanto per non essere tacciato strumentalmente di antisemitismo, quindi anche io per evitare di incorrere in banali ed infondate accuse di putinismo da parte di eventuali ottusi detrattori inizierò i miei commenti sull’arcomento con ‘il 22 febbraio 2022 il dittatore criminale Putin, speramo moia e che non venga di peggio, ha invaso l’Ucraina’… aggiungerei anche che per tutti i politici che prendono soldi dall’estero (russia, ma anche cina, arabia, qatar, francia, usa ecc…) un processino per alto tradimento non ci starebbe male.
    Credo che la stragrande maggioranza degli italiani, e non solo, non conosca neanche i relativamente pochi giornalisti ‘putinuani, imbeccati da Zacharova, ma si sia semplicemente accorta quanto la inutile (per noi) guerra li abbia impoveriti… a distanza di pochi giorni abbiamo assistito al sofferto parto di una manovra da 18 miliardi estremamente deludente ed inefficace ed allo stanziamento di 90 miliardi a fondo perduto (12 in capo all’Italia) ad uno stato aggredito, ma profondamente corrotto ed illiberale.
    Non ci siamo impoveriti solo economicamente (e non è ancira finita), ma anche democraticamente, perché ogni volta che per portare l’acqua al proprio mulino si fanno paragoni fra i ns diritti e quelli dei Russi, ci sconfiggiamo da soli e andiamo a ridurre quel gap di libertà e democrazia che si sta riducendo ma che fortunatamente ci vede ancora in vantaggio.
    Non voglio dilungarmi, ma ciò che è successo in occasione delle elezioni in Romania e Moldavia, ma anche in Francia dove la stessa accusa ha portato Bayroux all’eliseo e Lepen all’ineleggibilità o in Germania (a tal proposito consiglio di leggere le dichiarazioni del sig. Breton, quello che Trump non ha voluto jn america, che jntervistato da Rmc ha ammesso ingerenze ue nelle elezioni rumene e tedesche). I ns giornalisti non fanno (ancora) la fine di Politovskaya, ma se non si allineano vengono silenziati, tipo Gabriele Nunziati, o Frederic Baldan (che dopo aver scritto ‘Ursula gates’, da leggere, ha perso il lavoro ed ha subito la chiusura dei propri conti bancari… solo per fare un paio di esempi.
    In sintesi non dovremmo preoccoparci di quanto stanno messi male in russia o ucraina, ma di quanto stiamo peggiorando noi, per colpa esclusiva di una classe dirigente europea e nazionale inetta e sopratutto corrotta

    • Eretico scrive:

      Caro Gp,
      il tuo citare la Le Pen, presa con le manone nella marmellata dei soldi russi, non mi pare sia cosa particolarmente azzeccata: secondo il tuo ragionamento, per questa ragione andrebbe arrestata sul momento, eh…e poi, permettimi: hai dato dei corrotti alla UE e ovviamente all’Ucraina; forse lo darai per scontato, ma non mi pare che tu lo abbia riferito anche a Putin…lo ripeto: la sua mega villa (conglomerato di ville) – verso cui neanche più Trump crede che siano stati scagliati droni, peraltro -, di che tipo di guadagno sarebbe espressione? Il povero Navalny lo aveva documentato: si è visto la fine che ha fatto…

      L’eretico

      • Gp scrive:

        Prima di pronunciarmi pubblicamente su un argomento cerco di documentarmi e DOPO di farmi un’opinione… Il Fn di Le Pen nel 2014 ha preso un prestito, poi rimborsato di 9 milioni in una banca ceco/russa… nessun illecito, nessuna condanna, ma personalmente lo riterrei anche un buon motivo per non votarla ma non per renderla incandidabile, che è ben diverso. L’incandidabilità è stata comminata per una inchiesta sull’utilizzo illecito dal 2005 al 2016 di fondi ue per finanziare campagne elettorali in patria… Nella stessa inchiesta e per lo stesso uso dei fondi ue Bayroux si dimise da ministro della Giustizia, per poi essere nominato primo ministro e assolto. La inedita pena ‘accessoria’ dell’ineleggibilità quinquennale della Le Pen è stata applicata anche prima della sentenza di appello per ‘rischio di reiterazione del reato’… tutto ok? Mettendo in relazione i fatti francesi con altri interventi giuridici dubbi, confermati dal ‘cinofilo’ (ormai ex) commissario Ue Thierry Breton (‘siamo intervenuti in Romania e siamo pronti a farlo in Germania’), c’è poco da stare allegri, se si tiene alla democrazia. Aggiungerò volentieri al ‘disclaimer’ che la Russia è uno stato corrotto (ma almeno non ci dissanguiamo per finanziarlo), ma continuerò a preoccuparmi molto di più della pessima qualità e della corruzione dei ns amministratori e dei destinatari dei ns aiuti a fondo perduto.
        Mi spiace anche che in un’intervento piuttosto articolato tu abbia (legittimamente, ci mancherebbe) evidenziato solo due aspetti marginali ‘negativi’ ripescando alche il pòro Navalny, come per voler solo smontare o contraddire una tesi diversa dalla tua (parenzo docet?)… pur stimandoti e ritenendoti più colto ed intelligente del sottoscritto, a volte mi pare che a scrivere non sia il tuo lato intellettuale, ma quello ‘tifoso’.

        • Eretico scrive:

          Caro Gp, questo blog non ha mai nascosto di essere tutto, fuorché neutrale o asettico: da lettore di antica data, mi stupisco che tu non lo abbia colto. Quando sono in Sala storica, tengo un atteggiamento diverso, pur senza abdicare alle mie idee, qui è diverso.

          Quanto alla Le Pen, so anche io piuttosto bene com’è andata: vale a dire che lei ha preso soldi russi, putiniano (mai aggiunto altro), e guarda caso era filoputiniana convinta e spinta. Di Salvini, tutti sanno: senza alcuna condanna penale, eh. Di qualcun altro, aspettiamo a gloria, che venga fuori l’Hannoun della situazione…

          L’eretico

          • Gp scrive:

            Prima del 2022 erano tutti putiniani, persino la rai osava documentare i massacri di civili russofoni in donbass

            https://m.youtube.com/watch?v=GfIjoiBxYjw

            Lepen non è ineleggibile per i soldi russi, ma per la controversa sentenza… rioeto, stessa inchiesta stesso reato, Bayroux primo ministro (con condanne al tesoriere e europarlamentari) e Lepen ineleggibile anche orima dell’appello.

            Disclaimer: ‘il 22 febbraio 2022 il dittatore criminale corrotto Putin, speramo moia e che non venga di peggio, ha invaso l’Ucraina’

          • Eretico scrive:

            Caro Gp,
            non ho mai scritto che la Le Pen sia ineleggibile per i soldini gentilmente ricevuti da Putin illo tempore, ergo se per piacere smetti di attribuirmi una cosa mai scritta, mi fai un piacere personale.
            Quanto a Maduro, l’intervento Usa è contro ogni tipo di Diritto internazionale, quindi va condannato: se ne riparlerà in settimana, ovviamente, quando avrò terminate le immeritate vacanzine…

            L’eretico

          • Eretico scrive:

            Aggiungo, per quello che vale: come da memoria del blog, io ero decisamente contro Putin sin dal 2012 (piazza Bolotnaja), e nel 2009 avevo dedicato “Le mani sulla città” ad Anna Politkoskaja: lo ero, quindi, da ben prima che spuntassero come funghi i nostrali filoputiniani, insomma…

            L’eretico

          • Gp scrive:

            Hai fatto bene a specificare, forse avevo colpevolmente frainteso l’espressione: ‘presa con le mani nelka narmellata dei soldi russi’

          • Eretico scrive:

            Bene così, caro Gp: l’importante era il chiarirsi, ci mancherebbe altro…

            In attesa di imminente, nuova pubblicazione, buona giornata a tutti dall’eretico (nonostante questa nevicata “bastarda”)…

  5. Anonimo scrive:

    Certo che i soldi russi arrivano in Italia……servono per la propaganda e per cercare di influenzare l’opinione pubblica In merito alle cause, alle finalità, alle sorti ecc della guerra.
    Anche se, ad ora, mancano le prove, delle erogazioni di denaro, e’evidente che l’influenza russa opera a più livelli, circoli, gruppi, influencer, giornalisti, politici ecc.
    Ciò fa parte, secondo quello che ha detto, e riportato da un giornale, un ex diplomatico russo che a lavorato a Roma, di quelle che sono le “ Misure attive”…

    Fausto

  6. Superciuk scrive:

    Il danno della vicenda hannoun non è solo il finanziamento dei terroristi, ma anche l’automatica delegittimazione di tutti gli aiuti a gaza, da parte di soggetti che probabilmente non aspettavano altro. È stato grottesco sentire proprio stasera Pietro Senaldi giustificare l’allontanamento di medici senza frontiere da Gaza, biascicando frasi sconnesse che collegavano hannoun a medici senza frontiere, ed ai cortei propal….quegli sporchi medici antisemiti, senz’altro in combutta con comunisti e terroristi!

    • Eretico scrive:

      Caro Superciuk,
      concordo con te, a questo giro: i gazawi si trovano fra due fuochi, Hamas da una parte e l’oltranzismo del Governo Netanyahu dall’altra.

      Se ne riparlerà, come si scriverà qualcosa della terribile strage di Crans Montana: ove le migliaia di altri turisti continuano a sciare, riempire bar e ristoranti, fare shopping. Ne riparleremo, sì…

      L’eretico

      • Superciuk scrive:

        Sono assai curioso di leggere le riflessioni su quanto accaduto a krans montana…mi trattengo quindi dal fare osservazioni che, sono certo, compariranno anche nel tuo pezzo

  7. ginocacino scrive:

    OT … buongiorno a tutti, mi sveglio stamane e, come tutte le mattine, faccio la mia personale rassegna stampa (oddio forse è un po’ velleitaria detta cosi ma è mia e per me quindi :)) e la prima notizia che leggo è “Trump bombs Venezuela” e mi chiedo forse è un passaggio necessario per il Nobel per la Pace? … che schifo! vero è che per fortuna ci troviamo dalla parte dei “giusti” del mondo quelli che portano democrazia, prosperità, ricchezza, diritti ecc. … l’abbiamo fatto a partire dagli indiani d’america (sti sudicioni che ancora che ancora si vestivano con pelli di animali) passando per gli africani (che diciamocelo puzzano e poi sono neri quindi …) fino ad arrivare ai paesi Arabi, Iraq, Siria, Libano, Palestina, Yemen, Iran (che continuano ostinati ad invocare Allah akbar e non Padre Nostro) … forse il Venezuela era sfuggito in tanta magnificenza quel Venezuela che notoriamente è il primo esportatore di droghe di tutti i tipi (un po’ come le armi di distruzione di massa di Saddam) … comunque dicevo per fortuna sono dalla parte dei giusti perchè se fossi nato da quell’altra parte fare il terrorista kamikaze era il minimo sindacale … che schifo!

  8. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    In tutta questa confusione che è la situazione mondiale d’oggi, mi viene da rimpiangere il mondo prima della caduta del Muro di Berlino. C’erano due parti chiare e distinte, noi l’Occidente con gli USA a capo della Nato e la Russia al vertice del di Varsavia; ognuno la sua parte da controllare. Gli USA, tramite la NATO, guidava e proteggeva anche noi inetti europei, bravi a costituire solo un’Organizzazione che in pratica si occupata più di trattare sulle dimensioni di banane, piselli, vongole e simili che svolgere una seria politica economica. L’Euro si è dimostrato un mezzo fallimento. L’ammissione dei Paesi ex Patto di Varsavia è stato più un danno che un vantaggio, mi è sembrata più una via per delocalizzare molte nostre aziende in Paesi dove le tutele ai lavoratori erano molto più generiche che nei vecchi Paesi fondatori dell’Unione Europea con relativo risparmio sul costo del lavoro. Finora i Paesi acquisiti hanno preso molto e dato poco all’Unione Europea. L’allargamento dell Nato e dell’UE è stata solo una manovra per l’espansione dell’Occidente a scapito della Russia e con l’Ucraina ne vediamo le conseguenze negative. Chiarisco che non sono putiniano, ma a dare fastidio ad un nido di vespe si rischia di esserne assaliti. Meglio il compromesso prima di azioni pesanti come circondare con le basi Nato un vasto Paese, in crisi e nostalgico della passata grandezza. Tutto questo con l’arzillo vecchietto Biden, il cui figlio ha fatto palate di soldi vendendo le armi all’Ucraina. E l’Unione Europea, succube, ha seguito senza remore la sua politica. Ora Trump fa tutto il contrario e lascia a noi europei la patata bollente della ricostruzione dell’Ucraina e ci offende anche dandoci degli scrocconi ed inetti. Tempi duri ci aspettano.

  9. Anonimo scrive:

    Trump e Maduro. Putin e Kelesky. Erdogan ed i Curdi. Netanyahu e Hamas. Tutti casi pieni di contraddizioni, nessuno è innocente, gli unici sono in parte i loro popoli. Ci sono attacchi a Paesi Sovrani senza che l’ONU, sempre più inutile abbia fatto qualche concreta azione di pace. L’anarchia, la giustizia fatta d soli. A proposito di attacchi a Paesi Sovrani senza la dovuta mediazione all’ONU, l’Italia tormentata dai migranti provenienti dalla Libia e Tunisia potrebbe imitare Trump, dopo il dovuto avvertimento, bombardare i porti libici e tunisini da dove partono le barche, Trump fa una cosa simile bombardando le sedi sospettate di illeciti verso di noi. Lo potrebbero fare anche la Spagna e Francia con problemi dei migranti simili ai nostri. Con Trump la democrazia occidentale, un po’ colonialista,è stato rotto un tabù: meditare gente che la tempesta, la bufera sta per arrivare ovunque. Maduro doveva essere trattato diversamente cercando di sconfiggerlo finanziando la resistenza, mettendo severe sanzioni sul commercio venezuelano, favorendo nuove libere elezioni co il controllo sulla regolarità di un Ente super partes come l’ONU (dovrebbe essere il suo principale compito).

    • Gp scrive:

      Sostanzialmente concordo, ma mi pare che con trump più che un tabù si sia rotto solo un velo di ipocrisia… la musica mi pare sempre la stessa: corea, vietnam, panama, grenada, cuba, venezuela (altri tentativi precedenti,.. ultimo quello di Guaidò), iraq, afganistan, libia, siria, serbia ecc… prima ancora messico, spagna, filippine, nazioni indiane…

  10. Spettatore Critico scrive:

    Sulla sentenza del Giudice del Lavoro: brutta mentalità (senza che entri nelle origini politicche o geografiche perché ormai è diffusa a prescindere) quella che ha portato al licenziamento. Non conosco la sentenza quanto agli effetti sul “donatore di lavoro” ma certi comportamenti datoriali questa sensasione denotano, che ci si senta “donatori di lavoro”… allora vanno anche puniti con pene o con risarcimenti esemplari. In modo da mandare un preciso messaggio: la prossima volta pensaci bene.

  11. Roberto scrive:

    Pare che Trump pagherebbe per avere la Groenlandia 2760 miliardi di dollari. Ma magari volesse anche la Sicilia per lo stesso prezzo, o anche per la metà: io gliela venderei subito, e anche i siciliani penso sarebbero contenti.

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