Eretico di SienaLa domenica del villaggio: Limonov, Platone, Rambo (e Ps culturali) - Eretico di Siena

La domenica del villaggio: Limonov, Platone, Rambo (e Ps culturali)

Eccoci giunti al consueto, immancabile appuntamento cultural-domenicale del blog ereticale; oggi nella lista ci sono, as usual, tre argomenti principali, conditi da svariati Ps: si parte con la controversa, ma indubbiamente affascinante, figura di Eduard Limonov, intellettuale russo e fondatore del Partito nazionalista-bolscevico; si continua con una riflessione – un po’ cinematografica, soprattutto storica – sul terzo capitolo della saga di Rambo; poi, per la rubrica scolastica, si parte da una riflessione sulle quote azzurre nella scuola, che arriva a toccare Platone e la sua nota (nota?) esaltazione dell’omosessualità maschile.

Buona lettura a tutti, domenica essendo, dunque!

EDUARD LIMONOV: IL MALEDETTISMO IN LETTERATURA

Che si tratti di personalità indubbiamente affascinante, lo dimostra quel gran furbo del romanziere francese Emmanuel Carrère, il quale ne ha scritto una biografia romanzata, sbancando l’hit parade libraria non solo francese, qualche anno fa; noi abbiamo preferito leggere, di lui, dalla sua stessa viva penna: dal libro – autobiografico fino all’impudenza – “Zona industriale” (uscito ad aprile per Sandro Teti editore), esce infatti un ritratto della complessità del personaggio Eduard Limonov.

In primo luogo, era forse dai tempi del Vate D’Annunzio che, in campo europeo (la Russia è Europa?), non si trovava un intellettuale (poeta, scrittore, libero pensatore), capace di creare un movimento politico che – discutibile se non inquietante – è comunque capace di smuovere passioni politiche autentiche: il suo Partito Nazional-bolscevico (apparente ossimoro politologico, stante l’internazionalismo che dovrebbe contraddistinguere la forma mentis bolscevica), così radicale, è – soprattutto è stato – un pungolo verso lo strapotere putiniano, e Limonov un paio di anni di galera post-sovietica se l’è fatta (oltre ad andare a combattere con i serbo-bosniaci, ai tempi della Guerra della ex-Jugoslavia, in nome della solidarietà panslava).

Ciò che colpisce nel libro, scritto appena uscito dalla galera nel 2004, è poi la sincerità, la genuinità dell’opera: ci saranno le umanissime omissioni del caso, ma Limonov non nasconde i suoi insuccessi, le sue fragilità, financo le sue meschinerie.

Anche in un campo che è in larghissima parte quello sessual-sentimentale; e qui, si arriva al maledettismo di Limonov, declinato con tratti alla Bukowski: l’infatuazione del sessantenne, appena uscito di galera, per le giovani ragazze di provincia, ma al contempo il dolore per il rapporto, difficile e tormentato, con l’attuale compagna, madre dei due figli, verso la quale l’uomo non nasconde la gelosia.

Insomma, un libro davvero particolare (un “romanzo moderno”, secondo l’autore), per una vita certo non banale: contestabilissima – sia chiaro -, ma indubbiamente foriera di fascinazione. Non si era partiti paragonando Limonov ad un D’Annunzio slavo, forse?

L’ANGOLO DEL PROF: PLATONE E L’AMORE OMOSESSUALE (MASCHILE)

In settimana, si è tornato a discutere della questione del gap di genere nelle scuole italiote (effettivamente ben presente): troppe donne, necessità di quote azzurre (Fioroni, da Ministro, fu il primo a porre la questione)? A noi, basterebbe che si certificasse, e sul serio, la preparazione effettiva dei docenti, e comunque sull’argomento – già peraltro toccato in passato – torneremo.

Per questa domenica, invece, vorrei sottolineare – sulla scorta dell’uscita di una selezione di brevi saggi di Adriana Cavarero su Platone (“Platone”, a cura di Olivia Guaraldo, Raffaello Cortina editore, pagg. 200, euro 16,15) -, quanto sia stimolante, per i colleghi docenti di Filosofia, il tema dell’omosessualità in Platone stesso. Chi scrive, prova davvero grande invidia per le spiegazioni che sono loro riservate.

Potere spiegare per esempio che il cosiddetto “amore platonico” è solo in parte quello volgarizzato dalla vulgata corrente (l’amore che si allontana dal corpo, sublimandosi), ma contiene in re ipsa anche una seconda parte, una seconda, platonica verità (ovviamente opinabilissima): la superiorità dell’amore omosessuale maschile su quello considerato “naturale”, cioè eterosessuale. Per capirsi: alle donne, spetta il compito di fare figli, per garantire la continuità della specie (in effetti, un pochino a rischio, seguendo tutti i dettami del grande filosofo fino in fondo); ai maschi, invece, spetta l’amore gerarchicamente superiore, quello al massimo grado qualitativo: per l’appunto, quello intramaschile. Rispetto a Platone, dunque, le istanze dei Gaypride sono moderatamente gradualistiche, tutto al più timidamente riformistiche: che lezioni meravigliose, da fare su argomenti come questi…

RAMBO FILO BIN LADEN (A SUA INSAPUTA)?

Titoletto provocatorio, certo, ma riflettiamoci un pochino: l’altra sera mi sono visto (credo per la prima volta), all’ennesimo passaggio televisivo, parte di un film tanto mediocre, quanto di straordinario interesse storico-antropologico: “Rambo 3”; girato nel 1988 dal regista Peter Mac Donald, quindi ad un annetto dal crollo del Muro berlinese, ci racconta di un mondo – quello della Guerra fredda – agli sgoccioli, con i sovietici che vengono ancora presentati né più, né meno che come i nazisti illo tempore, con qualche aggiunta di psicopatologia non sempre presente nella descrizione dei nazi. Già questo sarebbe interessante, ma non è certo tutto: i sovietici sono in azione in Afghanistan, nel loro Vietnam, ove Breznev li ha scelleratamente portati in quel densissimo 1979. John Rambo (interpretato da uno Stallone davvero ai minimi termini recitativi) va sul posto per salvare il suo nume tutelare, il colonnello cui deve la vita, e per farlo si deve alleare con quegli stessi mujaehddin che gli americani armavano (anche con i temibili missili antiarei Stinger) e foraggiavano in ogni modo, contro gli invasori sovietici. Il nemico (gli afghani) del mio nemico (che erano i sovietici) è mio amico, no? E via con tutta la retorica del popolo afghano invitto, indomito e fiero (retorica peraltro ben meritata, nel caso di specie); chissà John Rambo, se avesse potuto sapere, in quel 1988, che contro quello stesso popolo afghano, ed in quegli stessi luoghi, non più tardi di tredici anni dopo, l’esercito Stars and stripes si sarebbe avventurato, questa volta nella veste dell’invasore: peraltro, anch’esso con risultati deludenti assai. Anche perché si trovò davanti guerriglieri temibili, nonché armati ed addestrati dagli States stessi, pochi anni prima…

Ps 1 Una volta tanto, una buona notizia sul fronte della Salute: secondo i dati del Sistema sanitario inglese, in loco le prescrizioni omeopatiche sono diminuite, dal 1995 al 2016, del 96% (!); uno studio del 2017 – citato da Andrea Grignolio su Repubblica Salute del 25 settembre scorso -, poi, ci informa che, in 11 paese presi ad esempio nel mondo, solo il 3,9% della popolazione aveva assunto prodotti omeopatici, e solo l’1,5% si era recato da medici omeopatici.

Ps 2 Pomeriggio/serata molto positiva, sabato sera, nel Montone, nella splendida sala pensata dal Michelucci: con il fido Gabriele Maccianti – che, in casa giocando, ha presentato anche materiale nuovo, e soprattutto ha parlato di due personaggi montonaioli ben presenti quel 9 maggio 1938 davanti ad Hitler e a Mussolini, cioè l’allora Priore Fernando Giannelli e Ranuccio BIanchi Bandinelli -, si è parlato di quella “giornata particolare”, che sancì la drammatica alleanza fra il terzo Reich germanico e l’Italia fascista. E si è dimostrato, fra le altre cose, che quell’alleanza tutto era, fuorché inevitabile e scontata.

Ps 3 Stamattina, invece, dal Montone alla Selvina (ma sempre con il fido Gabriele Maccianti): tour della Grande Guerra a Siena, dalla Casa del popolo in Via Pianigiani fino a San Domenico, ove si trova il monumento ai caduti, passando per gli altri luoghi non perdibili (lapide per Arturo Pannilunghi; asilo Monumento; Parco delle Rimembranze). Tour della durata di un’ora e 45 minuti, con non pochi giovani stranamente attenti (a dimostrazione del fatto che il contesto contradaiolo – se opportunamente usato, però – può essere veicolo di formazione culturale).

Ps 4 Già in mattinata si è diffusa la voce (Corrsiena, poi sito di Siena TV) della nomina – che è del Sindaco – dello scrivente a Presidente della Biblioteca comunale; come peraltro previsto, ne scriveremo a breve, in settimana, con dovizia di particolari, ed indicando come ci si intenderà muovere all’interno di questa straordinaria istituzione culturale.

Uso il blog per scusarmi con i laudatores odierni ai quali non ho potuto rispondere di persona, per mera mancanza di tempo ( va bene anche chi critica, ci mancherebbe: anche di loro si scriverà, altrimenti che gusto c’è, per Zeus?); anche ai lettori del blog, consiglio di risparmiare le preziose cartucce: per le critiche e le congratulazioni, aspettate il pezzo specifico, almeno c’è più materiale.  Ad majora, dunque!

17 Commenti su La domenica del villaggio: Limonov, Platone, Rambo (e Ps culturali)

  1. manunta scrive:

    Ps 3 Vero basta volerlo, e darsi da fare, per la cacaiola sinistrata mentale ,come gia’ abbiam avuto modo di leggere ,par che le contrade sian loco di abrutimento alcolico (abrutimento al quale peraltro i sinistrati ,spesso e frequentemente partecipano per poi ,in un singolare sdoppiamento di personalita’ post sborniam, deprecarlo).
    Tradizione ,storia , ed identita’ culturale non posson ignorare il tessuto
    delle contrade, troppo spesso il verminaio politically correct(trad. coliticamente col retto) schifa quell ambito, o lo considera solo vano trastullo di genti imbarbarite a avvinazzate.
    Le contrade potrebbero (e in alcuni casi lo hanno) avere un ruolo sociale
    anche di educazione e coscienza civica.
    Siena non sputi sulla sua identita’, la usi utilmente piuttosto.

  2. COSMEDIN scrive:

    difficile saper dire di no e lasciar libera la mente, vero don raffaè?

    • Eretico scrive:

      Caro Cosmedin (ovviamente anonimo),
      mi ero raccomandato di attendere il pezzo ad hoc, indarno…come antipastino, comunque: la mente è/sarà libera, stanne pure tranquillo. I fatti lo dimostreranno, abbi fede.

      L’eretico

      • Paolo Panzieri scrive:

        Non ti curar di lor ma guarda e passa …
        è la cultura delle clientele che non concepisce altro
        delle piazze tragicamente mezze vuote fatte passare per piene
        della doppia morale, delle fake news e del falso buonismo
        degli 80 euri (e fai 100 almeno pidocchioso!) non ai poveri veri, ma ai votanti meno abbienti perché si comprino uno zainetto o una pizza
        della supposta, inesistente superiorità morale
        del politically correct falso come un soldo bucato
        della mancanza di onestà intellettuale per poter fare mezzo ragionamento.
        Rosichino pure.
        Anticipo i complimenti.
        Non ci poteva essere scelta migliore.

    • manunta scrive:

      interessante, casuale, o presuntuosa scelta del nick?
      se fosse in relazione con la notizia:
      1)Nell portico di s maria in cosmedin e’ posta la bocca della verita’.
      2)La chiesa nel VII sec costruita,fu’ uno dei primi esempi di tempio pagano(dedicato alla venerazione delle reliquie di ercole) ,riciclato in chiesa
      cristiana.
      3)Era ,anticamente parte del foro boario.
      4)E pare che i chiaravallici neotemplari ,la usino ora come luogo di ritrovo.(cosi come pare anche nel medioevo)
      Che fa’ allude? e se si a cosa?
      1)Alla sua attendibilita’ come dietrologo?
      2)Alla neoconversione del pagano eretico Raffa?
      3)All duro cimento che lo attende con le vaccine senesote per trarle a cultura?
      4)Ad una eventuale iniziazione del bon (don?) Raffa ai neotemplari?
      A tutte e quattro le cose?
      Si espliciti , caro mariano.

      • COSMEDIN scrive:

        nick presuntuoso forse, casuale no avendo casa lì a due passi. quanto al resto che dire? nessuna malevolenza verso il prof, né rosicate o altre cattiverie. solo una opinabile personale opinione che questa città tutto si prenda e trasfiguri anche chi transita, con merito, per illuminati corridoi privi di apparenti trabocchetti : il ‘don’ ne è solo la conseguenza ,qui dove basta aver diretto una bocciofila per essere appellato presidente a vita. La migliore autotutela: vivere altrove o astenersi ma come direbbe gaber senza partecipazione niente libertà e dunque ciascuno anche il prof. in attesa di diventare don si comporti come meglio crede

  3. manunta scrive:

    manunta ,ben lo sa’ che,rompe l cazzo
    lo rompe spesso a certi gran soloni
    che d universita’ aman l andazzo
    genti che mutuan le lor opinioni
    pescando sempre dallo stesso mazzo
    mazzo truccato bono pei minchioni
    i liofizzatori della cultura
    aman seccare la di lei natura

    e l universita’ spesso e’ sicura
    sede dove tale prosciugamento
    asporta linfa e rende poi dura
    la digestione e l assorbimento
    di cio’ che potrebb’ essere la cura
    all ignoranza e all istupidimento
    sicche” cultura torni a empire l buzzo
    di genti avvezze a far come lo struzzo

    chi merda non sa’ riconosce’ al puzzo
    e coliticamnete usando l’ retto
    di cachinnare abbia vizio ed uzzo

    dice, manunta e’ omo assai scorretto
    offende chiosa e non ha educazione
    e agli studiati non porta rispetto

    vera verissima giust’ osservazione
    di chi lui giace a dormir nel letto
    di sua presunta grand’ erudizione

    da tale letto mannunta sempre scote
    menti pompose ma’ d idee lor vuote

    pare pero’ che or la’dove si puote
    tra i professori ci sian eccezioni
    uno che dice sia stanco delle vuote
    ed elitarie pallose lezioni

    dice che vol sonare con le note
    e l intervalli al popolo graditi
    cultura porta lui di certo n dote
    e vol sfamar chi di lei abbia appetiti

    cultura assai pomposa avea sopiti
    gli stimoli di spirito e cervello
    si cambin quindi i vecchi vestiti

    e l obbiettivo sia di nuovo quello
    di far tornare al popolo cultura
    basta con l elitario e vecchio modello

    la cosa potra’ sembrare a farsi dura
    Raffa ci prova ,e questa l e’sicura.

    E io ,se vole ,gni do’ mano a oltranza , e chi stara’ col fucile puntato pronto a infama’,senza mover dito ,poro lui, lo tribbio veroce cristo (modo di dire).

    Beloni inani occhio a voi ,appena attaccate col belio sarete massacrati ,in ottava terzine sonetti e prosa.

    Basta belare ,non e’ roba da omini , rimboccarsi le maniche e proporre.
    L incontro e’ a mezza strada , che ognun faccia l su’ pezzo.
    viva l popolo fanculo l elite’ d ogni tipo ordine e grado.
    leone argento rampante sfondo rosso, coraggio e passione ,chi un l’ ha zitto.

    • Roberto scrive:

      Beato te che hai speranza nel popolo. La maggioranza di questo purtroppo da sempre va dietro a chi promette e da panem et circenses e ne coltiva quindi sapientemente l’ignoranza. A scanso di equivoci non mi riferisco necessariamente a chi oggi ha le redini della nostra città o del paese.

      • manunta scrive:

        beato un par di palle caro mio
        spiegami un po’ codesta posizione
        rassegnazione? o ti credi iddio?
        che omo fece di giusta condizione
        e omo poi pecco’ e non resto’ pio
        e da perfetto cadde in corruzione
        oppure sei tu delle genti brave
        che popolo ritien branco di fave?

        I popolo e’ quella roba che popola paesi citta’ e nazioni. punto
        Poi ci son le elite’ apolidi finanziarie, e quelle presuntamente culturali. Du’ bande di esseri superiori che avendo la stessa smania di fondo,(trattare il popolo com un branco di bestie,visto che tale lo ritengono ) ultimamente si son messe a remare insieme.
        Bobby sei a livello cioni mario, come diceva la valli(alida) : fai ribrezzo ai popolo di’ mondo, a leggiti di sicuro , a vedetti, sarei curioso.

        • Roberto scrive:

          prova ad esser sincero con te stesso. Ammetti che anche tu non hai in fondo una gran stima nel popolo, visto che quasi tutti i tuoi interventi (e a dire il vero spesso concordo con te) son volti a risvegliarlo e ad acculturarlo. Tuo malgrado fai parte della stessa elite che vai criticando, magari con fini differenti, ma è la stessa minestra.

  4. Senesediritorno scrive:

    OFF TOPICS MA TANTE CONGRATULAZIONI….

    ..Al Professore Ereticale per la sua nomina a Presidente della Biblioteca Comunale degli Intronati.
    Congratulazioni vivissime con l’augurio più fervido di riuscire a raddrizzare al livello che merita la gestione della Biblioteca stessa.

  5. alberto bruttini detto Cacaccia scrive:

    Complimenti per il coraggio, Raffaele, direi che il da fare non ti mancherà.

  6. VEDO (meno) NERO scrive:

    Buon lavoro Eretico per il nuovo incarico. E complimenti alla tua selvina per il giro della Grande Guerra, molte altre Contrade vi dovrebbero imitare. Altro che un Palio inutile, queste sono le giuste iniziative per ricordare tutti quei poveri giovani morti per una guerra che si poteva anche evitare. Avete dimostrato e confermato di essere una grande contrada smentendo tanti invidiosi che vi considerano solo fortunati e ripiego per non fare vincere la rivale. A proposito del Palio Straordinario, Giove Pluvio ha dato il suo parere in merito. Che tuoni e che acquazzoni in questo inizio di ottobre. Si spera nella salvezza dei teloni o si rinvia tutto al prossimo anno, che sarebbe meglio. Il 4 novembre ci starebbe bene una commemorazione con tutti i cittadini, le autorità istituzionali e Contrade ai vari luoghi collegati al ricordo della “inutile strage”. E se piove apriremo l’ombrello.

  7. manunta scrive:

    Vai si parte bene , i cupi sinistri depressi astiosi e beloni,comincian a metter le mani avanti, o dove eran questi fenomeni della cultura, quando il monte compagnomassone ,elargiva milionate ,a calcio, basket ,e tutte le peggio minchiate per tener la popolazione a trastullarsi?
    Hanno il coraggio di parlare ora di panem et circenses?

    Fanno rigirar lo stomaco a leggerli ,esseri inutili ,ipocriti con la puzzetta sotto l naso , ignoranti patentati( le vostre lauree son tali patenti) con smanie elitarie.
    Io mi chiedo solo una cosa …. come fa’ una donna sana a dalla a degli invertebrati depressi e piagnucolosi ?
    O son depressi perche’ nontrombanti?
    Mistero della topa.

  8. Daria gentili scrive:

    Dopo aver letto il pezzo del tuo amico martinellato – che leggo sempre per la soddisfazione di vedere come certi soggetti, di sinistra dura e pura, abbiano sformato di aver perso le elezioni – non posso esimermi dal non aspettare il tuo pezzo sulla nomina a Presidente della biblioteca e farti i miei più vivi complimenti ed auguri.
    Al tuo amico martinellato che parla di te come giunto a far parte del “ sistema” , ricordo che se la tua nomina è indice del nuovo sistema, questo certamente è un buon viatico, visto che il sistema sceglie persone competenti.
    Si dovrebbe il martinellato ricordare il loro sistema – che, ad esempio ha visto un ragioniere asl a capo della Fondazione oppure un avvocato di provincia a fare il banchiere ( si deve continuare.?) – notare la differenza e avere un po’ di pudore nel parlare

  9. ps4

    Ottimo, buona compagnia e buon lavoro!

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