Eretico di SienaValitutti, Blanco, Zelensky (e Foibe) - Eretico di Siena

Valitutti, Blanco, Zelensky (e Foibe)

Eccoci al pezzo infrasettimanale, il quale viene dedicato a tre personaggi, l’uno diversissimo dall’altro: all’insegna della varietas, come ci piace fare in questo blog. L’anarchico di vecchia data Valitutti, il leader ucraino Zelensky e il cantante Blanco sono i tre prescelti dalla redazione, a questo giro…

 

LELLO VALITUTTI: IL CORPO COME RICATTO

Qualcuno, forse, avrà riconosciuto l’anziano signore disabile – ripreso da molte tv -, il quale sabato scorso, durante una manifestazione anarchica, ringhiava rabbia contro lo Stato che farebbe morire Alfredo Cospito, dicendo papale papale che i nemici dell’anarchia andrebbero abbattuti fisicamente: per chi non lo sapesse, si tratta di Pasquale Valitutti, detto Lello, figura ormai storica di quel che resta dell’anarchia d’antan. Sempre per chi non lo sapesse, trattasi di colui che fu trattenuto – dopo la strage di Piazza Fontana – dalla Polizia, insieme a Giuseppe Pinelli; di più: si tratta della persona, la quale ha sempre sostenuto che il commissario Calabresi fosse all’interno della stanza, al momento della morte del povero Pinelli.

Valitutti, esattamente come Cospito, usa il suo corpo – di disabile, in questo caso – per contrastare le forze dell’ordine, immaginiamo in estrema difficoltà nel caricare una persona non deambulante: e qui, ognuno giudichi secondo la sua sensibilità. Estrema coerenza nonché coraggio, da parte dell’anarchico in carrozzina, oppure uso sfacciatamente ricattatorio del proprio corpo di anziano invalido?

Mentre i lettori ci pensano, eccovi il finale di un pezzo di Fanpage del 15 aprile 2014, vergato da tal Davide Falcioni, in seguito a scontri fra anarchici e Polizia del giorno pregresso; è un ritratto di Lello Valitutti, per essere chiari:

“…è un militante politico e la sua figura merita di essere ricordata per la coerenza, per il contributo che ha saputo dare alla ricostruzione di una delle vicende più oscure della storia italiana (la morte dell’anarchico Pinelli, su cui la Magistratura ha però sentenziato in modo diverso da lui, Ndr)…è uno dei ragazzi che manifestavano per costruire un mondo migliore”.

Quello, a quanto pare, in cui chi non condivida i suoi ideali, dovrebbe essere eliminato, anche fisicamente…

 

LA TOPPA SU ZELENSKY: MOLTO PEGGIO DEL BUCO

Il vecchio adagio della toppa peggio del buco, beh quello è davvero pressoché immortale: si prenda ciò che è successo per l’invito festivaliero al leader ucraino Zelensky (o autoinvito, comunque all’inizio accettato toto corde), e se ne avrà per l’appunto ennesima, sfacciata conferma.

Lo scrivente era effettivamente assai dubbioso sulla presenza festivaliera del Presidente ucraino: non certo perché facente parte di quella, purtroppo ampia, schiera di italiani che – chissà perché – lo denigrano a priori, in quanto ex attore e comico (come se fosse un qualcosa di non emendabile: magari sono gli stessi che, per anni, hanno esaltato il muscolare Reagan, fautore della sconfitta del Socialismo reale), o perché considerato un servo sciocco di Biden (allora lo è stato anche Churchill di Roosevelt).

No, i dubbi dello scrivente nascevano dal fatto che il mescolare alto e basso va benissimo (è un certo Dante ad avercelo insegnato per primo, nell’Inferno), ma anche il senso della misura è cosa buona e giusta: e mettere insieme il Commander in chief di un Paese drammaticamente martoriato – con gli ospedali pediatrici ed oncologici bombardati ogni tre per due -, con i Cugini di campagna, non sembrava davvero una gran pensata.

Di certo, però, se una decisione – per quanto criticabile – è stata presa, sarebbe poi bene mantenerla fino in fondo, soprattutto visto che il contesto geopolitico non è certo mutato in pochi giorni; dunque, il fare leggere la lettera del leader ucraino ad Amadeus è un ripiego a dir poco penoso, e per vari motivi: oltre al fatto di essere un obiettivo cedimento alla componente criptoputiniano, c’è da aggiungere che un messaggio appartiene a chi lo formula, ma anche in qualche modo a chi lo pubblicizza.

Ancora una volta, l’Italia si dimostra quel che purtroppo è: se non la Repubblica delle banane, certo quella degli Amadei…

 

LA PERFORMANCE DI TAL BLANCO

Premesso che, per lo scrivente, Blanco è quel Carrero Blanco, di Francisco Franco sodale, che l’ETA fece esplodere il 20 dicembre 1973 (toh, quest’anno cade anche l’anniversario), stamattina si è vista la straordinaria – nell’accezione latina – performance del cantante Blanco: colui il quale ieri notte – in fascia protetta, almeno – ha visto bene di distruggere un po’ di fiori della gloriosa Riviera di Ponente; prima a pedate, poi anche con le braccia (par condicio distruttiva, chapeau al signorino).

Il suo comportamento – ci pare di potere dire – non merita ulteriori commenti: le immagini parlano con la loro stessa evidenza; altri aspetti, due in particolare, ci sembrano invece degnissimi di antropologica nota. Dando ovviamente per scontato che il tutto non fosse programmato, a maggior ragione in una serata iniziata con un incipit all’insegna della pedagogia civile, sull’asse Benigni-Mattarella: pare, fra l’altro, ci sia un precedente del cantantino, quanto a nervosismo sul palco, e francamente ci pare poco credibile comunque, come ipotesi.

Primo aspetto, dunque: rivedendo l’immediato post eventum, Amadeus ha chiesto tre o quattro volte al calciante (di fiori) se volesse, una volta calmatosi, cantare di nuovo, e pare di capire che ciò non sia accaduto solo per i fischi del pubblico (minimo sindacale: si può pagare per vedere uno scempio simile, di grazia?).

Secondo aspetto: dopo un po’, in modo simpatico peraltro, è apparso il sempiterno Gianni Morandi, scopadotato, a sistemare, almeno in parte, ciò che restava degli scempiati fiori.

Conclusione: gli adulti italiani, non sanno più punire i giovani, ma almeno sarebbe cosa decente che non si genuflettessero ai loro piedi, come ha per l’appunto fatto Amadeus; nessuno pretendeva che gli desse un paio di golini – scusandoci per il francesismo, visto che siamo in Riviera -, però almeno che non lo coccolasse sfacciatamente, questo sì.

Quanto al Gianni nazionale, è la seconda prova festivaliera della mutazione antropologica: siamo un Paese di vecchi, i quali non riescono più a tramandare saggezza e sobrietà ai giovani, e – finché fisicamente abili- devono darsi da fare per rimediare ai danni prodotti dai nipoti.

Con ciò, consoliamoci pure: fra Turchia e Siria, lì stanno parecchio peggio…

Ps Venerdì (ore 17,30, in Sala storica della Comunale), in occasione del Giorno del Ricordo, lo scrivente terrà una lectio – come sempre, i presenti giudicheranno se magistralis o meno – dal titolo: “Le foibe: una tragedia italiana troppo a lungo dimenticata”. Cercando – come negli anni scorsi – di portare avanti una equilibrata, pur nella estrema complessità del contesto, narrazione storica della drammatica vicenda.

 

21 Commenti su Valitutti, Blanco, Zelensky (e Foibe)

  1. Ics scrive:

    Alla fine è andato a Londra a parlareq al parlamento riunito. Basterebbe vedere quel video per capire la grandezza della Gran Bretagna. In confronto ( con o senza Sanremo) siamo un popolo di straccioni.

    Ci meritiamo Re Sergio ed il suo giullare Roberto che ricordano ai sudditi che ci s’ha la costituzione più bella del mondo…

  2. Anonimo scrive:

    Blanco come gli Yardbirds in Blow up di M. Antonioni, che per futili motivi (uno strumento che non funzionava) spaccarono tutto (finzione cinematografica ma ispirata a Who ed Hendrix). Riferimenti altissimi per chi ama la Rock Culture! Lasciamo saggezza e sobrietà ai vecchi!

    • Eretico scrive:

      Caro Anonimo,
      grazie per il tuo prezioso riferimento specifico (di Hendrix ricordavo bene, non degli Who): ma quella, per l’appunto, era “rock culture”, come tu stesso la definisci: questa di questo Blanco come la si dovrebbe definire, di grazia? Oltre al fatto che chi sfascia una chitarra, sfascia il suo: non così per i fiori di un palco, o di una aiuola.

      Salvo che arrivi il big one, nel fine settimana si scriverà qualcosa sulla “horribil scossa” delle 21,51 di ieri, 8 febbraio 2023: sperando che il perdurante sciame sismico faccia lo sciame, vale a dire sciami…

      Last but not least: ovviamente, data l’ordinanza del Sindaco e non solo, la mia lectio sulle Foibe di domani – in occasione del Giorno del Ricordo – in Comunale, è stata obtorto collo annullata.

      L’eretico

      • Anonimo scrive:

        Le rose erano “le sue”, nel senso che facevano parte della coreografia della sua canzone (quindi non era aiuola pubblica nè coreografia del festival in generale). L’impressione è che, con questa pessima “Woke Culture” imperante oggi, fra poco verrà introdotto anche il reato di “maltrattamento dei vegetali”….

    • Gp scrive:

      In quella memorabile scena del ’66 gli Yardbirds, freschi orfani di Eric Clapton (impegnato a metter su i Cream con Ginger Backer e Jack Bruce) schieravano alle chitarre nientepopodimeno che il compianto Jeff Beck (quello che spacca la chitarra) e Jimmy Page.
      Dopo un paio di anni e vari cambi di formazione Page avrebbe fondato i New Yardbirds, che presto avrebbero mutato il nome in Led Zeppelin… ma questa è un’altra storia.
      In Italia quell’anno Modugno/Cinquetti vinsero Sanremo… sigh!

  3. Anonimo scrive:

    Anche se salterà la tappa sanremese Zelensky è in tour… ha chiesto sottomarini e caccia… in linea di principio son favorevole ad aiutare uno stato aggredito, ma non incondizionatamente. Dovremmo pretendere almeno la rinuncia alla Crimea e al Donbass e una legge a tutela delle minoranze, delle opposizioni politiche, della libertà di espressione. Se questo non viene fatto è sempliceme perché gli Usa mirano all’escalation e alla destabilizzazione dell’europa. Sono cent’anni che fanno così e dal loro punto di vista è una strategia che funziona benissimo.

  4. Lucio scrive:

    S’è ballato, e ballato ha il sindaco on i suoi assessori! Ma queste volta a ritmo giusto: tempi , modi ed esecuzioni impeccabili, come si conviene ad un primo cittadino!
    Complimenti…era questo il sindaco che avevamo votato e non quella caricatura dei primi 4 anni.
    Valore aggiunto la scelta di alcuni assessori sempre tra la gente e per la gente, con esperienze associative, He hanno umanizzare un potere, quello politico amministrativo, divenuto una torre d’Avorio.
    Con un minimo di sale in zucca , avessero candidato l’assessore giusto, la sinistra non avrebbe avuto chance…invece come dei pieddini qualsiasi, si sono fatti la guerra tra loro, dimostrando l’inadeguatezza rappresentativa.

  5. Giuseppe Pallini scrive:

    A proposito di terremoto e di festival, ho pubblicato nel mio sito internet questo sonetto.

    La Nazione, Siena 9 Febbraio 2023 – Terremoto a Siena, nuove scosse stamani. Quasi 40 nella notte. Lo sciame sismico prosegue. Ecco le raccomandazioni del Comune ai cittadini.

    Il terremoto

    Con quello ch’è successo là ‘n Turchia
    si pòl capire che anche qua ci fosse
    paura fra la gente, un lo so mi’a!
    Sono bastate quelle prime scosse

    per fa’ scappare tanti ne la via
    temendo che venissero più grosse
    e poi dice che stando in compagnia.
    uno si sente più sicuro. Forse

    è meglio la prudenza, tanto più
    che a quell’ora non perdi proprio niente
    se smetti di guardare a la tivvù

    quel festival chiassoso ed invadente,
    gente che un dice nulla e ben pagata
    per una massa sottosviluppata.

    9 febbraio 2023

  6. Vedo nero e basta scrive:

    Sull’ex comico ucraino e sulle pazzie di Blanco l’unica cosa: io Sanremo da anni mi rifiuto di guardarlo. Il festival dell’ipocrisia e dell’inutilità con canzoni che sfiorano il massimo ridicolo ed offesa alla musica. Rassegna di ospiti inutili, spesso delle mummie del canto ripescate dall’oblio. E poi sempre più lungo e prolisso di menate svuota cervello. E del militante Valitutti che dire? Quando ormai ha quel pezzetto, quella rotella che nella sua mente non ha mai funzionato, bisogna stendere un velo di oblio ed indifferenza. Lui come tanti studentelli occupanti di sedi universitarie -pur di fare festa vale tutto- non si rendono conto che l’abolizione del 41 bis sarebbe un grande regalo per tutte le peggiori organizzazioni criminali, di gente che offendono il genere umano per la loro crudeltà. Il vecchio anarchico Valitutti si è ridestato dalle sue stupide utopie anarchiche e merita il massimo disprezzo o pietà per la sua immutabile demenza, ora anche senile. I giovincelli scherzosi invece oltre al disprezzo suscitano veramente schifo; loro magari, sempre per fare festa, in tempi precedenti hanno anche manifestato in nome delle molte vittime della mafia ed altre organizzazioni criminali e quindi dov’è la loro logica? Sempre la solita ragione: pur di saltare qualche lezione, rinviare, magari qualche esame scomodo, tutto fa brodo, staccare la spina del cervello e fare caciara. Povera Italia. Concludo con rammarico di non aver potuto partecipare alle 17 e 30 alla conferenza sul ricordo delle foibe. Il raffreddore ha vinto, purtroppo. Riguardo questa iniziativa il papero giulivo di Amadeus, al riguardo interpellato, ha dichiarato che non ne parlerà a Sanremo perché non si puo’ parlare di tutto e prima di questo argomento ce ne sono molti altri interessanti. Doppia ragione per non guardare la Buffonata canora di Sanremo. Sul terremoto, ho a casa un libro: “Siena città di terremoti?” di Padre Vittorio Benucci, in cui si spiega moltobene come funziona il terremoto partendo dal generale al particolare di Siena. Si fa anche una cronologia del fenomeno nella storia di Siena dalle Biccherne al 1953 quando suonò il campanone per la scossa tellurica. L’unica cosa positiva è che Siena ha un terreno in gran parte argilloso e tufaceo, molto elastici che in parte assorbono le scosse a differenza del terreno calcareo che in gran parte costituisce l’Appennino, più la parte orientale, poco elastico e soggetto a brusche rotture con conseguenze terribili per chi vi abita. Un altro elemento a favore di Siena è che le scosse ce ne sono spesso nel tempo e questo serve a diminuire e liberare in varie fasi la tensione del terreno soggetto alla forza della faglia che attraversa la provincia. Ovviamente non siamo esenti da conseguenze spiacevoli, ma abbiamo le costanti nominate che ammorbidiscono in parte le scosse ed il pericolo. Questo è tutto; speriamo che l’autore del libro abbia ragione. Stop alla mia prolissità.

  7. Vedo nero e basta scrive:

    Ovviamente per prevenire le conseguenze del terremoto occorre un controllo contiuo delle case e monumenti e quelle di costruzione più recente il rispetto delle norme anti sismiche. Il terremoto in Turchia e Siria è stato tremendo, ma se non ci fossero stati gli abusi, la corruzione che hanno permesso la costruzione selvaggia e sregolata di tante case ci sarebbero stati sicuramente molti meno morti. Alla televisione abbiamo visto cadere case sbriciolate come se al posto del cemento fosse stata usata la sabbia. Purtroppo a quella tanta gente, già con tanti gravi problemi, piove sul bagnato.

  8. Daria gentili scrive:

    Il gesto di Blanco, se spontaneo, poteva rappresentare una voce fuori dal coro dal teatrino costruito, peccato che fosse tutto concordato……
    Per quanto riguarda Zelensky giusto aver fatto quello che è stato fatto sin ora, ritengo però che l’Europa avrebbe dovuto sforzarsi ad ogni costo di impostare,
    contestualmente, una posizione negoziale e diplomatica terza rispetto ai belligeranti, piuttosto che accodarsi sic e simpliciter agli indirizzi dell’amministrazione USA.
    Ma l’Europa esiste o no?

    • Vedo nero e basta scrive:

      Un’Europa unita, senza frontiere. Sarebbe una cosa splendida, anche dopo le passate guerre sanguinose, ma è rimasto tutto nel mondo dei sogni e dei buoni propositi. Gli egoismi, la voglia di essere sempre i primi di tanti Stati che ancora sognano le colonie o il dominio del mondo, sta mandando tutto a rotoli. Invece di essere un’entità unita e valida controparte alle superpotenze mondiali (USA, Russia, Cina), ci siamo dimostrati deboli disuniti ed al traino degli USA, di Rimbambiden, un presidente che in pochi anni ha già fatto più danni del vituperato ex Trump. Certo, una cosa la sta ottenendo cioè quella di riprendere il controllo dell’Europa, di legarla a doppio filo agli interessi USA. Abbiamo perso la guerra ed ora ci viene ricordato. Ultima notizia che i media hanno taciuto è quella che c’è il sospetto che l’attentato al gasdotto Nord Stram sia stato fatto dagli USA con la collaborazione dei servizi segreti britannici (la Gran Bretagna storica alleata pecora degli USA) per mettere in difficoltà la Germania e di riflesso tutta l’Europa. La fonte è del Premio Pulitzer Seymour Hersh e qui sotto c’è il collegamento del relativo articolo. Ovviamente finora dalla Nato, gli Usa, l’Inghilterra e l’UE, poche parole e niente fatti chiarificatori. Non c’è limite al peggio. https://insideover.ilgiornale.it/guerra/l-ombra-degli-stati-uniti-dietro-l-attentato-al-nord-stream-2.html

  9. Vedo nero e basta scrive:

    Sulla buffonata di Sanremo. Bello il monologo della Egonu, pagato con 25mila € dei nostri soldi di abbonati alla televisione, dopo tutte le pippe sul razzismo da lei subito e quelle della sua diversità sessuale. La “povera” discriminata che straparla di appartenenza all’Italia, anni fa voleva gettare alle ortiche la maglia azzurra perché criticata per una sua pessima prestazione sportiva alle Olimpiadi. Già che ha i genitori trasferiti a Manchester avrebbe la soluzione per rimediare. Ha parlato tanto di diritti per le donne ed ora ha stipulato un costoso contratto in una squadra in Turchia, paese dove le donne non sono certo rispettate, come anche le diversità sessuali. Ed a proposito della Turchia, non ha detto una parola di solidarietà per le vittime del recente tragico terremoto in Anatolia. Anche qui c’è da dire che anche la Siria è stata colpita, ma per colpa delle sanzioni europee al regime di Assad e la presenza dei ribelli curdi, i soccorsi arriveranno con maggiore difficoltà. Insomma di argomenti seri ce n’erano da dire, invece, cosa vergognosa, nessuno ha suggerito di parlarne nel pietoso monologo della Egonu; ma, certo, bisogna rispettare la scaletta del Festival dell’ipocrisia, del vuoto morale e mentale. Cosa grave che molti l’hanno seguito, record di ascolti, quanti lobotomizzati in questa società. Vedo nero.

  10. Pierpaolo scrive:

    Roby Roby è un fan di Macron… Roby Roby

  11. Paolo Panzieri scrive:

    Ma un bel referendum per abrogare San Scemo mai?
    Una vetrina falsa ed inutile di pedanti banalità, con la scusa di una pseudo gara musicale tra canzonette – di regola – tra il brutto ed il parecchio brutto.
    Soldi, tanti del servizio pubblico buttati.
    Aboliamolo.

    • Vedo nero e basta scrive:

      San Scemo è esistito fino al 2005 con sede a Torino, tranne due volte a GEnova ed una a Milano. Era una gara tra canzoni di gruppi musicali demenziali. Era la parodia del vero Festival, ma tutto sommato era più divertente e originale del vero Sanremo. La pazzia, l’irriverenza al potere, ma forse anche più cervello e verità dell’originale. Purtroppo dopo il 2005 si è conclusa questa interessante esperienza. Aboliamo Sanremo e rimettiamo di nuovo Sanscemo, almeno si ride un po’. Basta gente stupida che si ritiene intelligente, ma in realtà veramente scema. Meglio fare gli scemi sapendo di esserlo solo per finta.

      • Paolo Panzieri scrive:

        Non lo sapevo … una bellissima idea.
        Ero rimasto ad Elio e le Storie tese con il loro irriverente e demenziale: abbiamo vinto il festival di S. Remo …
        Si impara sempre qualcosa.

  12. Lucio scrive:

    Come lo scorpione nella favola di Fedro, si è voluto riaprire le scuole con un azzardo senza eguali, mettendo a rischio ragazzi e docenti.
    Se invece di una scossa di 2.6 ci fosse stata un’ altra come mercoledì, e ci fossero stati incidenti sarebbe stata la poltrona-trono a ballare, così tanto che l’inquilino avrebbe rischiato di cadere.
    Proprio vero…l’eccezione che conferma la regola.

  13. Giuseppe Pallini scrive:

    San Scemo

    Leggo che non c’è solo “Vedo nero”
    che un gli garba per niente quel San Remo,
    io che non siamo pochi proprio spero
    e m’è garbata chiamallo San Scemo,

    come ha fatto il Panzieri, ma dispero
    che noi la maggioranza mai saremo,
    quei cervelli all’ammasso, so’ sincero,
    in casa e la tivvù sempre vedremo

    a sede’ li davanti imbambolati
    a ascoltà quelle quattro puttanate
    dette da tipi furbi e ben pagati

    o da mummie con i capelli tinti,
    parlano come scimmie ammaestrate
    e di di’ chissà cosa so convinti.

    13 Febbraio 2023

  14. Lucio scrive:

    A chi non gli garba San Remo può sempre andare a fare altro..sulle spese poi, andrebbe considerato quanti rientra di pubblicità…ma è un concetto troppo altro per i semplici e troppo spesso per i faziosi( che invece assorbono vespa e il suo cachet)

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