Eretico di SienaFestival, turismo macabro, gas (e 3 Ps) - Eretico di Siena

Festival, turismo macabro, gas (e 3 Ps)

Tre argomenti stimolanti, per il pezzo odierno, conditi da 3 Ps (uno familiare, va pur detto); ci sarebbe molto da dire sulla politica estera, fra l’Ucraina (ove desta scalpore la defenestrazione del Generale Zaluzhny, defenestrazione che dall’esterno pare un colpo d’invidia da parte di Zelensky) ed il Medio Oriente (si torna a parlare di Iraq ed USA).

Quanto a Biden, il rapporto del Procuratore che lo inchioda ai suoi sempre più evidenti problemi neurologici, potrebbe essere uno straordinario assist ai Democratici: c’è ancora tutto il tempo per cambiare candidato, e trovarne uno – migliore di Biden – che sbarri la strada a The Donald…

 

GAS: UN LIBRO ILLUMINANTE

Giovedì pomeriggio, grazie all’invito del professor Giovanni Buccianti (il quale sarà in Comunale il prossimo 18 marzo, per presentare la sua ultima fatica letteraria), lo scrivente ha moderato un dibattito davvero stimolantissimo, scaturito dalla presentazione del libro “L’arma del gas – L’Europa nella morsa delle guerre per l’energia” (Feltrinelli, uscito nell’ottobre 2023). Un agile volume di 216 pagine (con Indice dei nomi, bibliografia di riferimento e note dei singoli Capitoli annessi), scritto da due giornalisti, i quali sanno trattare temi di enorme complessità, con il linguaggio e la scrittura dell’alta divulgazione economica e geopolitica: Giuseppe Oddo, pensionato – ma sempre attivissimo – del Sole 24 ore, ed Andrea Greco, esperto di cose economiche e finanziarie di Repubblica. Li avevo conosciuti entrambi illo tempore, quando mi occupavo della banca allora senese, e li ho rivisti molto volentieri.

Per entrare in medias res, ci affidiamo alla quarta di copertina, esempio di magistrale sintesi: “Le guerre del Ventesimo secolo sono state combattute per il petrolio. Quelle del Ventunesimo secolo saranno combattute per il controllo delle riserve strategiche e delle vie di trasporto, terrestri e navali, del gas naturale”.

In effetti, il gas – all’interno della aggressione putiniana all’Ucraina di ormai quasi due anni or sono – ha certamente giocato il suo bel ruolo, e l’Europa dal punto di vista economico e geostrategico ne ha pagato le nefaste conseguenze; l’Italia ha in parte limitato i danni – ha detto Greco – grazie ai rapporti diplomatici nel Nord Africa, in qualche caso risalenti financo all’era Mattei (scomparso nel 1962!).

Con toni e sfumature diverse, in ogni caso i tre relatori (Buccianti, Oddo e per l’appunto Greco) concordavano sul fatto che l’Italia e l’Europa siano state, e siano, troppo prone ai desideri statunitensi, e con una forma mentis esageratamente punitiva verso la Russia. Ovviamente, io non concordo sul loro punto di vista, pur con tutti i distinguo del mondo (è proprio il caso di dire): ma quando si ascoltano discorrere persone così informate e pacate, la discussione fila sempre per il verso giusto, e l’essere in disaccordo è, in qualche misura, un valore aggiunto. Nessuno è andato sopra le righe, ognuno ha portato il suo contributo di conoscenza dei fatti: come si sarebbe dovuto e si dovrebbe fare sui media, se non esistesse la dittatura dell’audience, con gli urlatori chiamati a sommo studio per incassare più pubblicità…

 

SIENA COME AVETRANA: IL TURISMO DELL’ORRORE

Domenica Michele Misseri – condannato ad otto anni per la soppressione del cadavere della nipote Sarah -, uscirà dal carcere dopo 8 anni di detenzione, e tornerà a vivere nella sua villetta di Via Deledda.

Il Sindaco di Avetrana – Antonio Iazzi – non solo esorta a non riprendere il “turismo macabro” (nel 2010 arrivavano di continuo torpedoni anche da Regioni limitrofe!), ma ha anche disposto un’ordinanza di chiusura al traffico della sopra citata Via Deledda, proprio per evitare che macchine e moto possano contribuire ad alimentare quel tristissimo – per chi lo pratica – tipo di turismo.

Anche Siena – grazie al circo Barnum che si è voluto e saputo creare intorno al più classico dei suicidi, fatto passare per inesistente omicidio – ha un Vicolo (inutile dire quale), il quale attira tanti turisti e curiosi, provenienti da ogni dove: i quali, magari, vengono a Siena anche per altro, visto che le cosette da vedere ci sono. Ma poi – qualche volta anche con guida annessa, eh – si concedono il selfie d’ordinanza all’interno del vicolo senza sfondo. “Qui è dove l’hanno buttato”…”no, no: almeno un paio di metri più in là, dove poi cascò l’orologio”, sic…: siamo arrivati – e ci siamo da anni – a questo, per non farci mancare niente.

A differenza che per la Via di Avetrana, il vicolo senese è privato (del Monte dei Paschi); banca che si guarda bene dal fare togliere quello striscione, sul quale nessuno ha il coraggio di dire quello che, negli anni, sempre più persone hanno finalmente capito: vale a dire che si tratta – al di là dell’oggettiva impresentabilità estetica – di un qualcosa cui hanno partecipato, con scritte ed altro, tante persone in buona fede, che hanno fatto il gioco di chi ha montato il Caso Rossi.

Quanto ancora si deve aspettare, per fare togliere quello striscione? Cosa altro deve accadere, perché si ponga finalmente fine a questa ignobile pantomima, giocata sulla pelle di una persona che ha deciso di uscire di scena, ormai 11 anni or sono?

Si accennava alla buona fede. Buona fede altrui, usata però per interessi molto, molto, molto concreti e pragmatici, da parte di chi dice di volere a tutti i costi la verità: purché – sia ben chiaro – sia quella che va bene a loro, però…

 

IL FESTIVAL? W GIGLIOLA CINQUETTI…

Che dire del Festival, peraltro in attesa del gran finale di domani sera (notte)? Fra cene ed eventi vari, ne abbiamo visto davvero troppo poco per giudicare: si resta dell’idea, granitica, che di certo duri troppo – e la dilatazione dei tempi è nefasta -, e che inoltre questo volere inserire tanto altro che con le canzonette non ci entra un piffero (dai trattori a Travolta che fa pubblicità occulta, alla mamma del ragazzo ammazzato a Napoli, fino alla intensissima testimonianza di Allevi) sia cosa nefasta assai.

Poi, ci sono anche cose notevoli: prima di scrivere questo pezzo, per esempio, ci siamo guardati alcuni duetti, con gente del calibro di Vecchioni, Cocciante, la Nannini, financo il ripescato Pino Donaggio (“Che idea”: che capolavoro di ironia ed arguzia).

L’altra sera, su RaiStoria, c’erano alcuni passaggi del Festival del 1964: in bianco e nero, condotto da Mike Bongiorno; l’anno di Gigliola Cinquetti, la quale sorprese e commosse tutti con la sua “Non ho l’età”.

Una canzone in cui si parlava esplicitamente di romanticismo (oggi sostituito non certo dall’illuminismo…), in cui si cantava che lei – in quanto 16enne – non poteva uscire con il ragazzo che amava, il quale era pregato – se davvero innamorato – di aspettare qualche anno. La differenza fra il modello Cinquetti ed una ragazza (o ragazzo, sia chiaro) di oggi, rappresenta una autentica voragine antropologica, dalla quale non si può tornare indietro: dal tempo dell’attesa della Gigliola nazionale, in un paio di generazioni siamo passati a quello del tutto e subito (e sempre).

Non staremo ad infierire, a dire che allora i genitori facevano i genitori, e i docenti non venivano accoltellati o picchiati: l’abbiamo già fatto tante e tante volte.

Fateci però chiudere con questo input: la Gigliola che sapeva aspettare – che doveva aspettare -, poi le sue gioie successive se le sarebbe verosimilmente godute. Le Gigliole ed i Giglioli di oggi – che non sanno aspettare neanche l’autobus -, invece, anche a sentire psichiatri e psicologi dell’età evolutiva, se la passano parecchio peggio. Parecchio peggio davvero.

Non sanno più aspettare, loro: e le ditte farmaceutiche che producono ansiolitici e psicofarmaci in genere, da par loro, gonfiano gli introiti…

Ps 1 Mercoledì l’Augusto pater ha festeggiato i suoi 80 anni, con degna kermesse, durante la quale mi sono permesso di ricordare alcuni altri illustri ottuagenari di questo 2024 (fra gli intellettuali, Massimo Cacciari). Sempre attivissimo (sui social, anche troppo!), lo vedremo ad Aprile in Sala storica per un grande evento dedicato alle due date fondanti del Monte dei Paschi (quando era senese): 1472 e 1624.

Ps 2 La questione, in effetti, si pone, come fatto notare anche da una lettrice del blog: se si condannano con veemenza (e noi ci accodiamo, alla grande) i blocchi stradali da parte degli ambientalisti (quelli un pochino integralisti, se ci è consentito), parimenti si può accogliere senza alcun problema che una strada venga interrotta da una sequenza di trattori, di grazia? Certo che gli agricoltori hanno anche buone ragioni per protestare, ma, quantomeno in linea di principio, ce le hanno anche gli ambientalisti che si sdraiano per strada…

Ps 3 Giorno del Ricordo: a parte qualche scaramuccia, rispetto agli anni e ai decenni precedenti quest’anno il ricordo della devastante tragedia delle foibe – che dal 2004 viene celebrata il 10 Febbraio di ogni anno – pare essere incanalata – come è giusto che sia – in una cornice di memoria storica, o quasi.

Anche perché è il 27 Gennaio, ormai, ad essere diventata una data più divisiva che mai, con tutti gli imbarazzi del caso: con gente che prima era ambiguamente freddina sulla Shoah, ed oggi meritoriamente celebra la ricorrenza, a destra; e con non pochi che sacralizzavano la Giornata della liberazione di Auschwitz, i quali oggi sono decisamente più freddini, a sinistra. Potere del 7 ottobre…

7 Commenti su Festival, turismo macabro, gas (e 3 Ps)

  1. Gp scrive:

    Grazie Eretico. Credo che seguirò il tuo consiglio letterario. Proprio ieri ho letto qualcosa su un giacimento stimato di 1000 miliardi di metri cubi proprio di fronte a gaza per il quale Isreaele avrebbe concesso licenze di esplorazione (anche a Eni, tra l’altro).
    Ricordo anche che subito dopo la rivoluzione di piazza Maidan(dal 2014 al 2019) un certo Hunter Biden (cognomen omen) fu messo nel cda di Burisma, società quasi monopolista per l’estrazione di gas in Ucraina. Ricordo anche che nel primo governo Poroshenko del 2014 sedevano una ventins di stranieri fra ministri e sottosegretari, fra cui il ministro delle Finanze Natalia Jaresko, cittadina USA, già dipendente del Dipartimento di Stato USA.

  2. Unoacasi scrive:

    Non Pino Donaggio, ma Pino d’Angiò.
    Per quanto riguarda i blocchi stradali dei trattori e degli ambientalisti credo sia più facile arrabbiarsi con gente sdraiata in terra che con trattori da molte tonnellate alti più di 3 metri.

    • Eretico scrive:

      Grazie della segnalazione, caro lettore: ovviamente era un angioino, non un aragonese… comunque la canzone è davvero gradevolissima…

      L’eretico

  3. Daria gentili scrive:

    ……una politica estera di craxiana memoria nei confronti degli Stati Uniti in questi momenti, sarebbe stata, forse, più opportuna…..
    Transitando via dei Rossi è capitato anche a me, svariate volte, di vedere turisti “ del macabro” fare selfie e/o foto in vicolo Monte Pio e la cosa è veramente raccapricciante….

    Fausto

  4. Ics scrive:

    Sul tema giovani:
    https://www.linkiesta.it/2024/02/bloccanti-puberta-ormoni-transgender/

    Basterebbe puntare sul nucleare, l’è pure energia pulita. Tanto già la compriamo dalla Francia

    Ovvìa, relatori in linea con l’opinione sanremese della comica: pensati decolonizzato.
    In sintesi: il lamento del compagno insoddisfatto.
    La soluzione migliore? Canta che ti passa.

    Viva Giorgia che salva il monte ed il palio!!!
    Fa felice il cittadino e financo il gazzilloro!!!

    L’occasione è lieta per associarsi agli auguri

  5. Pingback: Eretico di Siena: "Vicolo Monte Pio come Avetrana, basta turismo dell'orrore, togliamo lo striscione" | Gazzetta di Siena

    • Eretico scrive:

      Ringrazio La Gazzetta di Siena che ha ripreso il passaggio sul Caso Rossi, dando concreta ed ulteriore visibilità al mio scritto.
      A tale proposito, avendo ricevuto richieste per vie private di chiarimenti in tal senso, voglio chiarire una cosa relativamente alla complessa questione delle “guide”: nel mio pezzo, ovviamente intendevo il termine nel senso, generale ed estensivo, che oggi lo stesso ha; in concreto, la grande massa di turisti che si riversa su Siena – fra i quali quelli del “terrorismo macabro”, in pieno stile Avetrana, purtroppo – non è certo guidata solo da professioniste e professionisti locali. Sui quali, conoscendo la passione che nutrono verso la città, spero non ci siano dubbi di sorta sul fatto di neanche pensare ad una bella tappa nel Vicolo in oggetto: il mio riferimento era verso la pletora di accompagnatori provenienti, ormai, da ogni dove.
      Lo davo per scontato, ma ad ogni buon conto lo segnalo volentieri; come altrettanto volentieri accolgo il fatto che anche le guide senesi si oppongono, fermamente ed in modo deciso, a questo ignobile sfruttamento di un fatto di cronaca nera: Siena, fortunatamente, ha ben altro da offrire, e loro sono i primi e le prime a ben saperlo…

      L’eretico

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