Eretico di SienaUn Palio della Madonna (e Superpippo) - Eretico di Siena

Un Palio della Madonna (e Superpippo)

L’argomento principe dell’odierno pezzo settimanale sarebbe stato di certo l’incontro alaskiano del 15 agosto: come previsto, è stato un grande successo di Putin – più riabilitato che mai -, a fronte di un Trump che non ha ottenuto neanche il minimo sindacale che aveva preannunciato (ma lui è ovviamente contento lo stesso); vediamo, a questo tristo punto, il secondo tempo (l’incontro di stasera fra The Donald e Zelensky, per intendersi), nonché l’eventuale terzo (si parla del 22 agosto, per il trilaterale Putin-Trump – Zelensky), e poi se ne scrive in modo compiuto. Ma il pessimismo è d’obbligo.

Noi, as usual, ci dedichiamo quindi al Palio di mezz’agosto, vinto con pieno merito dal Montone, a cui vanno i migliori complimenti; per tutte le questioni tecniche sulla corsa, rimandiamo come sempre volentieri ad altri (per quanto concerne la questione mossa, per esempio, ad Orlandino Pacchiani: sull’odierna Nazione, pag. 10), e ci concediamo da par nostro le consuete spigolature di contorno…

 

IL PASSAGGIO DALL’OTIUM AL NEGOTIUM

In questi 4 giorni di Palio, mi è capitato di “scoprire” (si fa per dire, essendo in generale cosa nota a pressoché tutti) un lasso di tempo stimolante: quello intercorrente fra la fine della Prova serale (la terza per l’appunto non c’è neanche stata), e l’apertura delle danze a livello enogastronomico, vale a dire i tavolini fuori, sistemati sul “tufo” (che non sarebbe tale, ma lasciamo stare).

La sera della Prova generale, con il mio consueto e rassegnato pessimismo, pensavo che quasi senza soluzione di continuità – una volta usciti i popoli delle Contrade, dietro ai rispettivi equini – i tavolini venissero immediatamente sistemati, mentre invece almeno qualche minuto (poca roba, ma io pensavo neanche quella!) in cui la pista è solo prerogativa di chi ci voglia passare, esiste ancora.

In quel quarto d’ora (scarso), si attua il passaggio di testimone fra l’otium (non proprio come lo intendevano i Classici, se non come decisamente opposto al negotium), e per l’appunto il negotium, in questo caso le attività commerciali con affaccio sul Campo. I senesi, in questi 4 giorni, sono dunque in larga parte dediti all’otium (magari lavorando duramente in Contrada, ma gratis), mentre, a fare i camerieri e a lavorare nelle cucine, non c’è più quasi nessuno che appartenga alla città (ho premesso il “quasi”, mi raccomando).

I più furbi, ovviamente, sono infine i fantini; i quali, sanno mescolare a loro vantaggio, ed in modo magistrale, il tutto: lusingando l’otium paliesco dei cittadini senesi, fanno al meglio il loro, personale negotium. Prima, rischiavano assai concretamente le mani nel muso ad ogni carriera, oggi invece si fanno i film su di loro, e non hanno problemi a mettersi in posa davanti ai fotografi rinomati, oltre a costruirsi residenze in campagna degne di altre professioni. Chiamali scemi…

 

UNA MADONNA DAL PALAZZO D’ELCI

Il Palio attira sempre di più esponenti dello star system: non è certo una novità, ma il tutto sta subendo un’accelerazione tipica dei tempi, e la presenza di Madonna il 16 agosto rappresenta di certo l’apogeo, in questo precipuo senso (c’era anche l’ottimo Sting, nonché il ballerino Bolle ed alcuni attori a me ormai sconosciuti). Una star autentica, capace di unire i giovani e gli attempati – quorum ego – rimasti fermi a “Material girl” o giù di lì. A questo punto, chi si stupirebbe se – per dirne una, restando agli States – The Donald volesse farsi, l’anno prossimo, una toccata e fuga paliesca? Michelle e Barack lo hanno già fatto, sebbene del tutto avulsi dalla carriera.

Il Palazzo d’Elci Pannocchieschi ha fatto da cornice all’evento paliesco mondano, ed il Continental è stato l’hotel prescelto per la notte, cenone compreso (la motivazione era il 67esimo compleanno della attrice-cantante); una agenzia uscita ieri, poi, ha reso pubblico l’entusiasmo di Madonna verso la toccata e fuga paliesca. Pubblicità tanto clamorosa e globale, quanto del tutto gratuita (pagata da lei, a dirla tutta); con la domanda, ovvia, da porsi come corollario: posto che questa agenzia di Madonna ha un peso specifico mostruoso, Siena ha bisogno di questo tipo di pubblicità? Il tipo di pubblico che nel 2026 verrà a vedere il big event a Siena, che tipo di ricadute porterà sulla popolazione?

La Madonna del drappellone di De Grandi vinto dal Montone, è una Vergine modellata – a stesso dire dell’artista – sulle fattezze di una attrice siciliana ventenne: una Madonna truccata, maliziosamente sbarazzina; è poi arrivata Madonna, da par suo, a fare presenza sul Campo, non certo inosservata. Siamo stati – comunque la si pensi – di fronte ad un Palio, contornata da Madonne sorridenti, felici, entusiaste, di certo tutt’altro che piangenti e lacrimanti: meglio così, suvvia…

 

ATTACCO AL PALIO?

Non potendoci essere particolari discussioni a livello animalista, a questo Palio si è assistito invece – a livello di vis polemica – a quello che, a memoria, mi pare potersi considerare una autentica, genuina prima volta, sulla quale merita dunque di soffermarsi in questo paragrafo.

A pagina 29 del Corriere della sera del 14 agosto – a firma di Stefano Lorenzetto, giornalista da anni specializzato in puntute interviste -, Maurizio Bianchini ha detto la sua sul Palio. Il titolo, ovviamente, è concepito per cercare di interessare il benzinaio di Cefalù o il portiere di albergo di Cortina; ne riporto l’incipit: “Cavalli, risse, fantini corrotti: so tutti i segreti del Palio di Siena…”.

Riporta il Corriere di Siena del 15 agosto, che ci sono state valanghe di critiche “socialiste”, sull’operato di Maurizio Bianchini; e il Sindaco Nicoletta Fabio, nella consueta conferenza stampa prepaliesca, ha accusato Bianchini di personalismo per quello che aveva detto a Lorenzetto.

Me lo sono voluto rileggere con calma, questa intervista: rigorosamente sul cartaceo, giusto prima di vergare queste mie considerazioni.

Non solo non si può imputare a Maurizio Bianchini – come è stato fatto tante e tante volte ad altri – di essere un forestiero o comunque un gazzilloro, giacché si tratta di una persona cresciuta sotto il nume tutelare di Silvio Gigli (come da lui stesso ricordato nel pezzo); ciò premesso, Bianchini ha fatto un elogio della senesità, e del microcosmo delle Contrade: a tratti financo ottimistico e sin troppo generoso, come quando attribuisce merito alle Contrade che “se gira un ladro per strada, lo individuano subito. Il controllo di vicinato è nato qui”. Cosa sacrosanta ai tempi della “chiave lasciata nella toppa”, ma ormai superato da tempo, a maggior ragione oggi, con case nel cuore del centro storico abitate ogni settimana da gente diversa. Anche sul tema dei cazzotti, di certo non si può imputare all’intervistato di avere calcato in alcun modo la mano, dando semmai una interpretazione riduzionista e romantica dei fronteggiamenti. Poi, nell’intervista, ci sono in prevalenza cose risaputissime (ma pensate per un pubblico nazionale, come doveva essere).

Il punto dolente pare quindi essere questo, anche per mera esclusione: quello in cui si dice che le Contrade pagano “anche qualche milione di euro. La contrada mette parecchi quattrini a disposizione del fantino. Se al canape quello ha accanto un avversario che gli dà noia, può promettergli 100mila euro”; a questo punto, Lorenzetto – intervistatore non proprio dell’ultima ora – gli chiede dell’Agenzia delle entrate, intuendo che non si rilascino certificazioni fiscali ad hoc, e Bianchini, da par suo, riporta il famoso caso di Aceto, condannato a suo tempo per evasione fiscale. Niente di più, niente di meno.

Insomma, tante polemiche per una intervista che – peraltro con tutte le cautele del caso – fotografa sic et simpliciter il Palio di oggi; che poi si attacchi chi, dall’interno, porta avanti qualche velata critica – espressa fra le righe, fra l’altro, e senza atteggiarsi in alcun modo a moralista – sul Palio, lascia davvero perplessi.

A fortiori, se pensiamo che si difende Siena (non attaccata) quando si toccano i compensi dei fantini, e non si è detto e non si dice alcunché a fronte della solo affievolita campagna di attacco durissima verso tutta la civitas, descritta in prima serata televisiva come luogo di “orgiastici e pervertiti”, come città simbolo dell’omertà e via discorrendo.

Un silenzio asimmetrico, questo, il quale francamente lascia un po’ di amaro in bocca: anzi, parecchio…

 

Ps Pippo Baudo ci ha lasciato, sabato, a 89 anni; anche se in redazione siamo sempre stati – nell’italico derby dei presentatori – più per Mike Bongiorno che per lui, tanto di cappello allo show man catanese, nonché davvero eccellente talent scout di cantanti (elenco davvero sin troppo lungo da fare) e di comici (Beppe Grillo, prima che il demone della politica se ne appropriasse; poi – in coppia con Arbore – lo stesso Roberto Benigni). Uno che è riuscito a portare Bruce Springsteen al Festival (1996), a cantare una canzone fra le più difficili del suo repertorio, poi, è oggettivamente di un’altra categoria.

Ci fu chi lo accusò – per meri motivi di polemica politica di quel contesto: lui era un democristiano Docg – di fare tv “nazionalpopolare” (Enrico Manca, Presidente della Rai in quota Craxi): lui, con sulfureo aplomb siculo, rispose che allora, da quel momento in avanti, si sarebbe dedicato ad una Tv regionale ed antipopolare…

A parte il tantissimo altro che ci sarebbe da dire: se lui era “nazionalpopolare” (brandito ovviamente in senso spregiativo e polemico), quelli che ci sono ora – al posto suo e di Mike (e di Corrado, e di Enzo Tortora) -, come andrebbero considerati, di grazia?

 

34 Commenti su Un Palio della Madonna (e Superpippo)

  1. Gp scrive:

    Ma se avesse ragione il Bianchini fra le contrade girassero un bel po’ di soldi… la rincorsa la riscuoterebbe il Leocorno?

    • Eretico scrive:

      Caro Gp,
      Maurizio Bianchini diceva tanto per dire: i fantini si accontentano della imperitura gloria, e di qualche cena gentilmente offerta dalla Contrada, figurati…

      Ad Ottavio: l’idea di Sinner fantino? Un po’ troppo alto, direi ad occhio e croce; però i valori morali ce li avrebbe tutti, dal primo all’ultimo…
      A proposito: mi stupisco che nessuna attività commerciale senese usi un fantino come testimonial (almeno che io sappia): il monegasco-sudtirolese potrebbe insegnare come fare!

      L’eretico

  2. Ottavio scrive:

    Sting non è più “ottimo” almeno dal 1984. Poi, sperare che venga Orangeman al palio è puro autolesionismo. Io invece, ricollegandomi ai post precedenti sull’Alto Adige, vorrei tanto vedere Jannick Sinner al palio, ma non come ospite, come fantino!

  3. Ics scrive:

    Nell’attesa che lo stato istituisca il palio di cittadinanza (così si vince tutti), va riconosciuto il merito dell’atzeni come costruttore del giochino.
    La testa di un tedesco e le palle di un sardo: evidentemente troppa roba per il senese moderno.
    Dai che a settembre ci si balocca con la tombola alla festa dell’unità.

    Congratulazioni al Montone.

  4. Leonardo scrive:

    Effettivamente è valida o no la mossa? al di là di come è avvenuta, e lo sapevano anche i piccioni in piazza…..che il verso era quello…..fianca Montone e Pantera, tutti davanti con il petto al canape…nessuno girato, chi non coglie la mossa dopo 50 minuti sono 3 contrade….le altre tutte pronte….l’ onda è già partita quando il leocorno è petto al canape….quindi? Onda attende il movimento leocorno e parte….ma il leocorno ha un metro da fare fino al canape…. quindi? Mossa già rivista anche nel 2018 con il Mari a dettare o tempi…e poi rivista….quindi.. perché la polemica adesso?

    • Holden Caulfield scrive:

      Io ho un solo dubbio: ha senso che una contrada che non vince da 33 anni decida di azzerare le pur scarse possibilità di vincere il Palio montando il vicesottofantino del re di piazza con lo scopo di fargli fare il burattino disturbatore prima e l’innesco della mossa poi? Tutto questo perché forse nel Palio di poi del giorno del mai, se la dea bendata le arride, il re possa montare per lei? Così le Feste si trasformano in farse.
      Chi visse sperando…

  5. UN CONTRADAIOLONE (DISILLUSO) scrive:

    Caro Eretico, inutile incazzarsi troppo: il Palio ormai è questo, e purtroppo indietro non si torna. Le lancette della storia all’indietro non vanno. Molti cinquantenni e sessantenni non ci si divertono più, in parte anche a Palio vinto, perché vedono questo eccesso di cene, cenini, cortei, corteini. Tutto per guadagnare dindini per oliare il Sistema descritto dal Bianchini ma che tu per primo da questo blog avevi denunciato anni fa, come al solito mettendo nero su bianco cose che gli altri si limitano a dire al bar.
    Saluto, ringraziandoti, con questa domanda, cui spero qualcuno risponderà: una famiglia con un figlio (uno e basta, neanche due o tre), dell’Oca o del Montone, per partecipare a tutti i festeggiamenti (e prima ai 4 giorni) palieschi, quanto spende? Lettini sulle spiagge quasi vuoti, tavolate a Sienina sempre piene. Siamo davvero una città unica al mondo.

    • leonardo scrive:

      Il Bianchini ha esagerato…se quello detto è quello riportato dai giornali, ha veramente fatto un’uscita superficiale…sospetto per attirare attenzione su di sé…NON CONDIVIDO
      per rispondere al SUPERCONTRADAIOLONE….puoi anche festeggiare senza andare a cena, o andarci quando lo decidi te….se vai a cena spendi molto meno che andare al ristorante o altri servizi inclusi….Anche la contrada ha delle spese per dare da mangiare e bere….non è la CARITAS….ma lo è anche ……chiaramente non per fare il cenino a palio vinto……
      SI può essere vittoriosi e festeggiare anche senza i cenini!…e le bevute….il fazzoletto, la bandiera, il tamburo….il lavorare in contrada come volontario…..il parlare…TUTTO AMMESSO GRATUITAMENTE….

      • m.c. scrive:

        Rispondo a Leonardo post delle12:30. Io non credo che il Bianchini abbia bisogno di “attirare attenzione su di sé”. Non ha bisogno di ulteriore notorietà, è un giornalista di lungo corso, con una cartiera importante alle spalle, è stato il capo della Comunicazione Mps, una poltrona con un peso specifico non da poco su tutto il territorio nazionale. Credo che in quasi cinquanta anni di carriera, sappia quello che dice. Immagino che le sue dichiarazioni siano scaturite piuttosto da un guizzo di dignità (la cui perdita è tanto deprecabile, quanto frequente).

    • Cecco scrive:

      Il mio caso specifico è questo: figli entrambi di servizio felici e contenti ed io e mia moglie a cena a casina. La crisi personalmente comincia a farsi sentire, in caso di vittoria (recente) pochi cenini, farsi mattere di servizio il più possibile e sperare che la cena della vittoria non abbia un prezzo esoso, e comunque è francamente un bel sacrificio. Sembra che la classe dirigente contradaiola sia abbastanza sorda quando si parla di questo argomento.

      • leonardo scrive:

        Ti parlo per la mia contrada, non vedo assolutamente una classe dirigente sorda e cieca, anzi, essendo più a contatto con il popolo, rispetto alle normali classi dirigenti cittadine, regionali, nazionali, può conoscere veramente meglio le persone e coordinare, assistere. La classe dirigente nelle contrade non è pagata. Il cibo e lo spettacolo ovvio, non nasce nelle pietra, ma si acquista al mercato con i soldi.
        Il Bianchini, per quello che ho letto, quindi riportato da un altro, per me, doveva solo spiegare meglio e fare meno il personaggio show con l’articolone “gossipparo”. Mi sa di “uscita” solo per attenzione su se stesso!

  6. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Su Pippo Baudo. Ottimo presentatore, corretto , sempre distinto e cordiale intrattenitore, scopritore di molti talenti artistici. Anche se mi era leggermente antipatico perché, specie negli ultimi anni, voleva essere sempre presente a scapito di nuove leve che dovevano emergere, c’è da dire che ci ha lasciato indubbiamente un “grande” della televisione italiana. Ha lasciato un segno indelebile nella cultura nazionalpopolare.

  7. Anonimo scrive:

    Madonna pubblicità gratuita ? Siena a bisogno di questo tipo di pubblicità ? ….mi verrebbe da dire ben venga, così come mi verrebbe da dire ben venga che con tutta questa pubblicità si svegli un munifico ammiratore della festa che finanzi, ad esempio, i costumi del corteo, che a questo punto, dopo 25 anni di onorato servizio, cadono a pezzi.
    E’ una provocazione ovviamente, ma, siamo sicuri, che la puzza che avevamo sotto il naso una volta ce la possiamo permettere ancora?
    Senza lilleri non si lallera ………e mi dicono che per quanto riguarda i costumi mentre le contrade sarebbero disposte a far la loro parte, il comune, finite le vacche grasse, sia un po’ in difficoltà….
    Un ripurgato.

    Fausto

    • leonardo scrive:

      MADONNA ha parlato del Palio come poteva parlare di un concerto. Di questa comunicazione le contrade non hanno bisogno. A meno che non si continui a percorrere la strada di far diventar il palio come un evento a sé, quindi una corsa di cavalli in una bella piazza medioevale, con tifoserie colorate lungo la pista e nel mezzo

      • Anonimo scrive:

        Con tutto il rispetto, non sono d’accordo.
        Nel suo breve commento Madonna ha inquadrato il palio e lo spirito della festa meglio di tanti commentatoroni/ giornalistoni che, con tutto il loro bla, bla, bla, dimostrano, in fondo, di non averci capito niente.
        Madonna parla del Palio come di un “rituale sacro” e cos’è il Palio se non, tra le altre cose, un rituale sacro?
        Ecco, in tutto ciò io non vedo nulla di dannoso e offensivo nei confronti della nostra festa. Anzi, mi sembra un bel gesto di affetto.
        Mi fa parecchio più specie – e concludo – la reazione della Sindaca Fabio, che, a mio modesto avviso, avrebbe dovuto rivolgere parole migliori nei confronti di chi ha espresso – ribadisco – un pensiero di affetto verso la città.

        Fausto

        • Eretico scrive:

          Caro Fausto,
          sulla questione Madonna-Palio segnalo, a te e a tutti i lettori, un pezzo assai polemico di Katiuscia Vaselli, su Sienanews: alcuni lo avranno già letto, chi non lo ha fatto lo legga…

          Ho censurato, come sempre obtorto collo, Gp sull’operato del mossiere Bircolotti, perché nel finale c’è una definizione da querela garantita: siccome se non lui, verosimilmente qualcuno a lui vicino di certo il blog lo legge, non vorrei che alcuno avesse problemini giudiziari per “merito” suo. Non ne vale la pena, caro Gp, dai retta…

          L’eretico

          • Igor scrive:

            Grazie per la segnalazione: l’intervento di Vaselli, onestamente, pare davvero solido e sottoscrivibile.
            Così come l’intervista di Bianchini, pure gustosa, se da un lato non rivela nulla di quel che i senesi imparano sin da piccini, dall’altro ha un tono leggero, nient’affatto nocivo rispetto alla Festa e alla città.

            Ma, personalmente, da foresto, a me non aveva neppure destato perplessità l’articolo del Washington Post che, un annetto fa, la maggioranza dei senesi visse come un affronto ingiustificabile :) Si trattava, nella fattispecie, di una ricostruzione “da fuori” dotata di un godibile umorismo.

            Quanto alla mossa, ascoltando varie campane, non son riuscito a capire: era da annullare o meno?
            Posto che la topica maggiore, Bircolotti, da sempre un po’ troppo sopra le righe tra dichiarazioni, interviste, parole ai fantini, mi pare l’abbia fatta nel tardare due minuti e mezzo tra il primo ingresso tra i canapi dell’ottava contrada e la convocazione della nona, lasciando “a bagno maria” Civetta e Onda per motivi a dir poco imperscrutabili (ma l’imprecazione che dalla piazza s’è udita perfettamente in tv è stato un grande momento, a mio parere).

            Saluti!

  8. m.c. scrive:

    A onor del vero l’art 65 del regolamento sembrerebbe non prevedere l’obbligo dell’ ingresso al canape di almeno l’incollatura del cavallo di rincorsa. Ché infatti viene derubricato a “norma interpretativa” in calce all’ articolo. La validità della mossa è dunque definita dall’ ingresso delle nove contrade allineate tra i canapi, ma non necessariamente l’ingresso della rincorsa. Ontologicamente non sarebbe dunque prevista la rincorsa. L’ingresso della rincorsa è, sì, una “consuetudine” ma non è normata come requisito indispensabile. Perciò non ha forza di legge. È solo una norma (interpretativa, appunto) che ha il valore di una stretta di mano tra gentiluomini, è aleatoria, è volatile. Non è incisa sulle tavole della legge, come invece lo è l’ “insindacabile giudizio del mossiere” (sic). Detto questo, o si modifica l’art.65, integrandovi l’obbligo dell’ ingresso della rincorsa come requisito irrinunciabile per la validazione della mossa, oppure non sarà improbabile vedere altri palii in cui la rincorsa viene interpretata da una delle 9 tra i canapi.
    A coloro che si stracciano le vesti mi verrebbe da dire “questo è il palio, baby”, e se non ti piace non lo guardi e vai a vedere le corse regolari.
    Per quanto riguarda l’intervista rilasciata dal Bianchini al Corriere della Sera, non mi sembra che abbia detto “solo cazzate” come ha commentato qualche contradaiolo sprovveduto. Che girano soldi (tanti!) lo sanno ormai anche i turisti che vengono a Siena proprio per vedere il Palio. E la cosa diverte molto.
    Quello che diverte meno è che non abbiamo mai contezza precisa di quanti danari passano di mano in mano, e non sappiamo se queste transazioni siano tracciabili e tassate. Penso all’ingente gettito fiscale che ne sortirebbe per le casse del Comune. Soldi che potrebbero avere ottime ricadute sul welfare cittadino: asili nido, scuole, sanità, decoro urbano, infrastrutture, ecc..ecc.
    Ovviamente queste informazioni restano strettamente private (financo secretate forse) all’ interno delle dirigenze e del loro stretto entourage. Il popolino bue non ne sa nulla. Bene che se ne parli – e con questo senza mancar di rispetto alla sacralità della festa – anche in un quotidiano a tiratura nazionale.
    Intendiamoci, la tradizione delle salve, degli accordi, dei tradimenti ecc, deve rimanere. Epperò se i danari fossero tracciabili e tassabili (visto che si parla di centinaia di migliaia di euro), sarebbe certamente un bene per tutta la comunità. Se poi mi dite che son tutti soldi dichiarato al fisco, ne sarò più che contenta.
    Mi piacerebbe sapere che ne pensano l’Eretico e i suoi lettori.

    P.s.: per una tassa sui rifiuti non pagata nel 2016, causa cambio di residenza, mi è arrivata recentemente una multa di 80€. Ecco.

    • Gp scrive:

      Una manina si darebbe autoregolando le entrate, che tanto non servono a nulla al 99.9% dei senesi, se non ad attirare avvoltoi o ad ‘assicurarsi’ un fantino che altrove corre per un decimo… le squallide sagre paesane con sponsor e settimane di incessanti afflussi vanno abolite

  9. Cecco scrive:

    Appena letta l’intervista del Bianchini, personalmente assolto con formula piena, dove sarebbe lo scandalo? Mi sembra che negli ultimi tempi il giro degli estimatori della festa sia andato ben oltre il territorio senese con tutti i pro ed i contro che questo inevitabilmente comporta. Lavare i panni sporchi in famiglia risulta sempre più difficile se non impossibile. Buonanotte.

  10. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Ora che il Palio è passato, festeggino i vincitori, i fantini siano generosamente pagati, i giovani pronti a mesi di baldorie. Oltre a tutto questo si ritorni a pensare a cose più serie, tipo la pulizia, la sicurezza, la fine dell’isolamento dalle principali vie di comunicazione e tanto altro. Per i “simpatici” sinistrorsi cittadini un compito importante, cioè quello che a ottobre ci saranno le elezioni regionali e quindi ricordare al loro principale candidato, che sta avallando, a danno di Siena, il furto della Stazione AV da Creti a Rigutino, la valenza ed il numero dei loro voti; uomo avvisato, mezzo salvato. All’inizio di settembre ci sarà la Festa dell’Unità alla Lizza e quello potrebbe essere la prima occasione per un ricordino ed avvertimento.

  11. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Sarà sicuramente un futuro argomento, quello dell’acquisizione di Mediobanca. Io vedo sempre il bicchiere mezzo vuoto e quindi spero che non si ripeta un altro caso come quello dell’Antonveneta. Troppe menti pensanti, già colpevoli di storie poco cristalline e molto speculative.

  12. Roberto scrive:

    Leoncavallo sgomberato. Ora aspettiamo lo stesso trattamento per gli amichetti di Casapound a Roma.

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      Concordo. I “Due pesi e due misure” non vanno mai fatti, la giustizia deve essere uguali per tutti, senza eccezioni. Casapound va chiusa, subito.

  13. Gp scrive:

    Scusa l’ot… ma segnalo che a Rimini è stato arrestato lo 007 ucraino che, secondo indagini tedesche, sarebbe tra gli esecutori degli attentati ai gasdotti nord stream (esilaranti i titoli di repubblica che riesce a non scrivere la nazionalità dell’arrestato).
    Quindi, se si eccettuano le bombe israeliane sui ns caschi blu in libano, l’unico attacco subito da paesi ue/nato proverrebbe da Kiev (com’era intuibile).
    Ricordo che l’art. 5 del patto atlantico prevede che “le parti convengono che un attacco armato contro uno o più di loro in Europa o Nord America sarà considerato un attacco contro tutti loro”.
    Credo sia inutile invece ricordare l’impatto economico inflattivo (ed ecologico) che quegli attentati hanno provocato sulle ns tasche e sulle ns jndustrie

    • Eretico scrive:

      Caro Gp, è un off topic il quale toccherò nel prossimo pezzo, in uscita – Deo adjuvante – giusto domani.
      Ciò detto, si tratta di una delle cose senz’altro criticabili, all’interno della Resistenza ucraina (e se Repubblica – che non ho ancora letto – non ha indicato la nazionalità, peste la colga!): la quale – come parrebbe ovvio – non si sarebbe neanche attivata, se non ci fosse stato, per l’appunto, da resistere nei confronti di qualcuno…

      A Roberto: certo, un po’ di par condicio non guasta mai, anche e soprattutto in questi casi…

      L’eretico

      • Roberto scrive:

        Ukraina, tutta la solidarietà, ma non è che siano stinchi do santo anche loro.

        Casapound: prevedo che diranno che sono due casi diversi e mon faranno nulla (sperando di essere smentito dai fatti)

  14. Roberto scrive:

    Fuori tema, ma penso ti possa interessare, visto che si tratta della tua materia: che ne pensi di Mario Sechi al posto del prof Barbero a capo di RAI Storia?
    Qual è il curriculum di Sechi, oltre a giornalista di corte?

    • Eretico scrive:

      Salutando Igor, rispondo a Roberto: una nomina partitica, non c’è dubbio alcuno; il CV di Barbero è assai diverso, la faziosità comunque è uno dei tratti caratterizzanti di entrambi…

      A Gp: il North Stream ha creato danni, e seri, anche agli alleati dell’Ucraina, in questo è criticabile (nonché perseguibile penalmente, infatti).Ma come atto resistenziale,al pari di tutti quelli che distruggono le infrastrutture dell’aggressore, è del tutto lecito…

      L’eretico

      • Roberto scrive:

        Distinguerei tra faziosità e orientamento politico.Ad esempio tu hai un orientamento politico che rispecchia le tue convinzioni, ma non per questo sei fazioso. Sechi è fazioso, cioè allineato sempre e comunque con il potere da cui dipende.

        • Eretico scrive:

          Caro Roberto,
          su Sechi ti ribadisco che hai ragione: è stato portavoce della Premier, credo basti questo.

          Ho peraltro sentito dire a Barbero (peraltro, non certo un contemporaneista, se dobbiamo fare le pulci a tutti) cose – per esempio sulle foibe, ma non solo – che rispecchiano in toto i desiderata della sua – immagino – parte politica; i casi sono due: o su quell’argomento non è preparato, ovvero le ha dette per compiacere il suo pubblico. E non si sa cosa sia peggio, in tutta franchezza…

          Con Gp, resta il pieno disaccordo: l’attacco alle infrastrutture è sempre stato un must per ogni tipo di Resistenza, a partire da quella degli italici partigiani (i cui “eredi”, però, spesso non riconoscono la dignità della resistenza altrui).

          L’eretico

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.