Eretico di SienaNuovo sport mondiale: l'attacco all'Europa (e 3 Ps) - Eretico di Siena

Nuovo sport mondiale: l’attacco all’Europa (e 3 Ps)

Eccoci all’appuntamento settimanale del blog, in cui – dopo la inevitabile parentesi paliesca di mezz’agosto – si torna a parlare di Politica internazionale, con le davvero pessime notizie le quali arrivano tanto dal Medio Oriente, quanto dal fronte russo-ucraino, con l’aggiunta dell’arresto dell’ucraino che sarebbe la mente operativa del clamoroso sabotaggio del gasdotto North Stream del 2022 (come già scritto, e sapendo che tanti lettori non concordano affatto: sabotare infrastrutture strategiche del nemico è del tutto legittimo, quando si attui, nei fatti, la resistenza ad un invasore: avendo colpito sul suolo tedesco, l’ucraino sarà penalmente perseguito – se le indagini porteranno ad un processo -, ma così resta).

E siccome piove sempre sul bagnato, che dire dei dazi, in particolare – per il nostro territorio – sul nettare bacchico? Va bene che margini negoziali pare che ancora ci siano, ma sarà bene che gli ilcinesi, e non solo loro, inizino sul serio a cercarsi anche altri mercati, se vogliono che il loro Bengodi perduri…

 

GAZA E CISGIORDANIA: IL GRANDE ISRAELE SI AVVICINA

A differenza che per il fronte orientale, in quello mediorientale c’è di “buono” che nessuno, in questo agosto impazzito, ha mai avuto serie e concrete speranze di risoluzione del conflitto fra Israele ed Hamas: ergo, non ci sono particolari disillusioni.

Certo è che il fronte di Gaza – per quanto resti il più più drammatico (si veda il report Onu sulla carestia) – ormai se la gioca, quasi alla pari, con quello della Cisgiordania: quando il Ministro (delle Finanze, peraltro) Smotrich annuncia il piano governativo per i nuovi insediamenti, si capisce che questa volta il pernicioso progetto del Grande Israele si sta davvero concretizzando. Come mai prima. E quando la politica e il fondamentalismo religioso si amalgamano, si fondono così sfacciatamente, come si fa ad essere ottimisti?

La componente messianica di Israele – lo ribadiamo per l’ennesima volta, fino allo sfinimento – è nefasta e nefanda: i coloni incitano concretamente all’odio, lo praticano – avendo il porto d’armi pressoché automatico -, mentre possono al contempo essere esentati dal servizio militare, a differenza degli altri. Roba da pazzi, o meglio: roba da puro integralismo politico-religioso.

Da una parte, insomma, abbiamo Hamas – e tanti che ne hanno ripreso in questi anni il vergognoso messaggio, anche nelle italiche piazze -, che vuole la Palestina “dal fiume al mare”, con la conseguenza della cancellazione sic et simpliciter di Israele dalla carta geografica (come l’Iran, da par suo, auspica da decenni); dall’altra, il Governo Netanyahu, il quale propugna manu militari il Grande Israele, con la conseguente abrasione dell’ipotesi – l’unica di fatto praticabile – dei due Stati per i due popoli.

Si dice spesso che al peggio non ci sia fine, con piena ragione; in quelle terre, fra Gaza e Cisgiordania, al peggio del peggio siamo, comunque, parecchio vicini…

 

IL TRIONFO DI PUTIN (GRAZIE A TRUMP)

Questo agosto 2025 passerà alla Historia come l’agosto sovietico: la maglietta indossata in modo provocatorio dal Ministro Lavrov – con la scritta Cccp vergata sopra i suoi flaccidi pettorali – potrebbe esserne il simbolo da consegnare ai futuri manuali di Storia, per l’appunto. A proposito di Historia: oggi, 23 agosto, è l’anniversario di quel 1939, in cui quel brav’uomo di Hitler e Stalin si misero d’accordo per spartirsi la Polonia (con concessioni reciproche sulla Finlandia e sui Baltici); basterebbe questo, a seppellire di risate i fenomeni che ancora parlano di “denazificare” gli altri. Pensassero a quel 23 agosto, e stessero poi, almeno, ben zitti: per decoro, almeno.

Le vecchie volpi del Cremlino – Lavrov primus inter pares -, ed ovviamente lo stesso Putin, hanno messo sotto scacco matto il “biondone” della Casa bianca, dalle valghe ginocchia; l’incontro di Ferragosto è stato francamente imbarazzante; dal punto di vista storico e politico, l’unica cosa che resterà sarà la potenza delle immagini: il tappetino rosso srotolato dai militari in suo onore, sic; Trump che lo applaude (lo applaude!); Putin, il quale inizia lui a parlare nel punto stampa, invece che l’ospitante, e via penosamente procedendo. L’autocrate moscovita riabilitato davanti al mondo, con piena agibilità politica.

Risultati concreti, a fronte dello scappellamento che avrà fatto sobbalzare dal feretro quel Ronnie Reagan che non avrebbe mai fatto altrettanto con Gorbaciov (soprattutto, non ottenendo un piffero al contempo)? Zero: anzi, l’umiliazione di avere detto – fino al pomeriggio del 15, si badi – di pretendere un cessate il fuoco, ottenendo invece una ulteriore intensificazione di missilate e dronate russe sulla “martoriata Ucraina” (questo lo diceva financo Papa Francesco, figuratevi…).

Ah, giusto en passant: dopo il luglio con il maggior numero di attacchi dal cielo, ieri i putiniani – quelli ufficialmente tali – hanno colpito al confine fra Ucraina ed Ungheria, e nei giorni scorsi un missile è atterrato sulle pannocchie di un campo di mais: in Polonia, però.

I “guerrafondai”, comunque, sono sempre e solo gli europei, ricordatevelo sempre e bene; anzi – come scrive Travaglio nel suo editoriale di ieri sul Fatto, intitolato “La serpe in seno” (l’Ucraina, ovviamente) – cercate di capire quale sia il “peggiore pericolo” per l’Europa:

“Che non viene da Mosca, ma da Kiev: è il nazionalismo ucraino, con punte di fascismo e nazismo…”.

 

NEL FRATTEMPO, L’EUROPA VA RANDELLATA…

Unica nota positiva, in questo agosto politico-diplomatico, la coesione europea (inclusa ovviamente l’Inghilterra, mai così vicina all’Unione dopo il 2016), dimostrata il 18 agosto alla Casa bianca: incontro in larghissima parte inutile, per la risoluzione del conflitto russo-ucraino, ma almeno capace di mostrare un’unità di intenti europea.

Unica stranezza: la presenza della Finlandia – pur con il clamoroso precedente storico dell’invasione sovietica del 1939, toh -, al posto della Polonia (anch’essa invasa dall’Unione sovietica, nel settembre del 1939, in coabitazione con Hitler, toh):poi, però, si è venuti a sapere che il buon Stubb, fra una sauna e l’altra, gioca molto bene a golf, e lo ha fatto anche con Trump. La diplomazia delle buche, suvvia…

Pensiamoci un po’: l’Europa è attaccata, randellata da destra e da manca; da Putin e da Trump, è un attacco continuo: l’aggressione verbale all’Europa è l’unica costante di Trump che non ammetta piroette di sorta; viene assai criticata financo da Mario Draghi, il quale peraltro è diventato una sorta di Papa laico, da tirare per la giacchetta, all’insegna dell’ipse dixit, dove fa più comodo (ieri a Rimini, Draghi è stato durissimo con l’Europa: ma per pungolarla, per sferzarla, non certo per affossarla).

Pensiamo comunque anche a questo (sapendo bene che tanti lettori non concorderanno, ma va bene lo stesso): l’Europa sarà anche spettatore inerte (peraltro, ogni volta che prova a dimostrare l’intenzione di intervenire in modo concreto, viene randellata anche di più), ma sui due principali dossier geopolitici di questo 2025 si può dire che abbia ragione? Lo si può fare, senza essere lapidati dai randellatori dell’Europa?

Sul Medio Oriente, la posizione dei due Stati per i due popoli ce l’ha l’Europa, e non certo Trump dal valgo ginocchio (epiteto omerico, sia chiaro), il quale – fra le varie oscillazioni – sembra comunque fermo a quella del Gaza resort; sull’Ucraina – che è stata aiutata da Bruxelles assai concretamente, dal 2022 – l’Europa vorrebbe semplicemente una pace che fosse, se non giusta, almeno vagamente equa, soprattutto sul fronte delle future garanzie (le quali varrebbero per l’Europa stessa, non solo per la “martoriata Ucraina”, si badi).

Si profila dunque un’Europa a due velocità (con l’Inghilterra di fatto dentro), per superare l’inazione (parziale)? Se sì, non strappiamoci i capelli per la disperazione: si potrebbe financo pensare ad un’Europa addirittura a tre velocità, con Ungheria e Slovacchia un pochinino indietro, visto che, tanto, a loro garba di più Mosca (perché non si fanno finanziare i progetti infrastrutturali dall’ex Urss, di grazia?).

Ad attaccare, bombardare, ferire ed uccidere i civili – a Gaza come a Kiev – oggi non ci sono gli europei, cari bastonatori dell’Europa: i quali europei, soprattutto, non hanno mai neanche dichiarato di volere conquistare alcunché (non come Trump con il Canada o la Groenlandia, o Putin): bene essere chiari, e magari ricordarcelo altrettanto bene…

 

Ps 1 Dopo più di cento rinvii, giovedì è stata riportata ai legittimi proprietari la struttura milanese del Leoncavallo (che dal 1989 non è più nell’omonima via milanese, peraltro): benissimo così, e senza alcuna ironia. Certo, ci si aspetta – come già scritto – la par condicio per altri immobili occupati in modo illegale: il Viminale ha speso parole importanti, e ci auguriamo che siano seguite dai fatti…

Ps 2 L’assalto di Mediobanca alla banca Generali è fallito: Nagel ha dunque perduto, mentre Caltagirone ha vinto (lui è l’uomo del Buon Governo, ed il Bene trionfa sempre, alla fine); a questo punto, la strada di Mps verso Meiobanca è tutta quanta in discesa. Come detto altre volte, quanto tutto ciò sarà a favore effettivo della città, è tutto da vedere…

Ps 3 Il malore di Sinner: è stato un virus – dice il suo staff -, e noi gli auguriamo pronta guarigione; a Cincinnati, almeno, ha iniziato a giocare, alle Olimpiadi di Parigi neanche si presentò in campo (a differenza di Tamberi, il quale, per onorare la italica bandiera, provò a saltare lo stesso, nonostante fosse reduce da una serissima colica renale). Si fa per chiacchierare, eh: nonché, magari, per capire come mai, a Wimbledon, le autorità italiane, assai giustamente, non lo abbiano accompagnato, nel momento del suo massimo trionfo personale: sponsor tutti ben presenti, autorità italiane invece assenti; a lui, tanto, va bene così…

29 Commenti su Nuovo sport mondiale: l’attacco all’Europa (e 3 Ps)

  1. Giuseppe scrive:

    Era molto tempo che non leggevo il suo blog, me ne sono pentito, perché le sue considerazioni mi sembrano molto precise e puntuali.
    È stato anche m piacere leggerla e le assicuro che questa volta non mi dimenticherò di seguirla ancora.

    • Eretico scrive:

      Caro Giuseppe, ti ringrazio per le belle parole, e dunque bentornato fra noi.

      E comunque, stiamo tutti bene allertati: godiamoci i piaceri della vita, perché siamo vicini al punto di non ritorno.Come per l’appunto ha scritto Travaglio, prepariamoci al peggio: l’Ucraina ci sta per invadere…

      L’eretico

  2. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Punto 1: Leoncavallo libero? Ora, per correttezza e coerenza, anche Casa Pound deve liberare il palazzo in cui è abusiva.
    Punto 2: come già detto in precedente commento spero che l’operazione Mediobanca non sia negativa come quella della Banca Antonveneta, ci sono dei personaggi, noti speculatori, sulla scena che non hanno lasciato dei bei ricordi alla BMPS.
    Punto 3: di Sinner interessa come la vita delle formiche rosse dell’Amazzonia, il suo forfait nelle passate Olimpiadi mi ha molto deluso e non lo considero una eccellenza italiana come tanti lo considerano. Sono altri i veri campioni, molto meno remunerati di lui, ma disposti a fare sacrifici pur di rappresentare l’Italia; Tamberi, nonostante la colica volle esserci. Un piccolo sforzo lo poteva fare anche lui, non era importante vincere, ma rappresentare l’Italia.

    • Anonimo scrive:

      Nel 2024 Sinner era sotto scacco per il Clostebol (non ancora reso pubblico), se fosse uscito qualcosa durante le olimpiadi sarebbe scoppiato un macello sia per lui che per tutto lo sport italiano, quindi fu saggio rinunciare.

  3. Cecco scrive:

    Buon pomeriggio. Sulle premesse di politica internazionale con l’Eretico sono spesso in disaccordo, vorrei puntualizzare ma francamente abbiamo due visioni quasi opposte ed è faticoso e forse anche inutile ribattere punto su punto, incredibilmente però spesso coincidono le conclusioni, in fondo pur percorrendo strade diverse il traguardo è lo stesso. Sull’Europa invece qualcosina mi stona, sono in genere molto arrabbiato con l’Europa perchè ritengo che ormai i paesi che la compongono siano rimasti gli unici a conservare un barlume di democrazia liberale. La rabbia mi sale quando vedo i francesi fare i francesi, i tedeschi fare i tedeschi e così via non rendendosi conto che se non cominciamo a comportarci da europei finiamo per essere risucchiati dalle politiche imperialiste dell’Est o dell’Ovest. Un piccolo sforzo per una difesa comune e per una politica estera comune rimetterebbe il vecchio continente al centro del mondo o meglio potrebbe rappresentare l’unico contraltare credibile alle minacce degli imperi.

    • Eretico scrive:

      Caro Cecco,
      eccoti un’altra cosa sulla quale si dovrebbe essere tutti quanti d’accordo (ma stai tranquillo che non sarà così): si può negoziare su molto, ma non proprio su tutto.
      Per esempio, sul fatto che – financo su eventuale mandato ONU – arrivino truppe cinesi come forze di interposizione, sul suolo ucraino: spero che almeno su questo in tutta Europa si convenga (vuoi vedere che Slovacchia, Ungheria e filoputiniani vari, invece, i cinesi ce li vorrebbero?).

      Visto che ci siamo, poi: è dal 2022 che si sente dire che la guerra è colpa degli USA, ed ora con l’asse Trump-Putin questa è diventata la regola; si sente dire un po’ meno, però, che a combattere boots on the ground, in loco, ci sono i “liberaldemocratici” della Corea del Nord, e che i droni che il macellaio moscovita manda ogni santo giorno sull’Ucraina sono in buona parte iraniani con componentistica dual use cinese. Ricordiamocelo, quando si (s)ragiona di questa maledetta guerra…

      Buona settimana a tutti i lettori, ordunque!

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      In teoria ci dovrebbe essere unità di intenti trai membri UE, ma la realtà è diversa e c’è poca voglia di cambiare, specie la Francia, la Germania e l’extracomunitaria Gran Bretagna. La cosa triste è che finora l’Unione Europea ha dimostrato di contare quanto il due di picche, quando è briscola un altro seme. Per farsi valere ci vorrebbe più coesione; invece nulla. Trump e Putin ci hanno lasciato in mano il cerino acceso Sniffolo e se ne sbattono di noi.

  4. Ics scrive:

    https://www.ilsole24ore.com/art/biden-e-scholz-uniti-dure-sanzioni-se-russia-aggredisce-kiev-AEhkGkCB

    Sul mandante del sabotaggio non dovrebbero esserci particolari dubbi.
    Da noi c’è chi è convinto che l’Italia abbia vinto la seconda guerra mondiale e che tra stati europei ed Usa ci sia un rapporto alla pari.
    Ci sono degli spazi di manovra, ma richiedono una volontà forte e diffusa di “sporcarsi le mani”, di sacrificarsi.
    Per noi italiani è pura fantascienza: l’italiano medio non sarebbe disposto a morire per un altro italiano, figurarsi per un estone o un polacco.
    L’economista Draghi certifica una grande verità: non è la dimensione economica a regolare i rapporti di forza tra nazioni. È un “gioco” nel quale misurarsi il pil conta fino ad un certo punto.
    È necessario essere consapevoli della realtà per adattarci al meglio.
    Sono 80 anni che iniziano guerre che poi regolarmente perdono, anche i palestinesi dovrebbero adattarsi alla realtà: più insistono e sempre meno avranno.

    • Gp scrive:

      L’italiano medio ha pagato col 17% del suo potere d’acquisto e decine di miliardi pubblici, che per il donbass (di cui m’imposta esattamente quanto il nagorno, il kashmir, la cisgiordania, gaza, la siria, il libano, il sahara occidentale – tutti occupati illegalmente da macellai ‘amici’ più o meno efficienti) mi sembra già abbastanza.
      Basta almeno dirsi chiaramente che i nemici ce li sceglie il padrone e non l’etica o il buonsenso

      • Ics scrive:

        I popoli che misurano la vita solo in termini di potere d’acquisto sono destinati, a prescindere, a stare sotto padrone.
        Quello che siamo oggi è il frutto di un periodo di prosperità economica (anche al di là dei nostri reali meriti) e di relativa pace, derivante dalla tutela americana.
        La nostra priorità è vivere comodi e a lungo. È una constatazione, non un giudizio dispregiativo.
        Dovremmo prendere coscienza che non tutti interpretano la vita come noi e, in futuro, potrebbero venire a bussare al nostro uscio.
        Alla lunga, far finta di niente è parecchio rischioso.

        Roberto, per te mi butterei nel fuoco.

    • Roberto scrive:

      Per curiosità, tu come ti posizioni rispetto all’italiano medio? Andresti a morire per un tuo concittadino?

  5. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Riprendendo ed aggiornando una triste frase del Metternich, non resta che constatare che l’Europa è un’espressione geografica. In questi giorni di colloqui sull’Ucraina, l’Unione Europea ha fatto solo la parte della comparsa. A parte le decisioni contraddittorie e fasulle di Trump e la decisione distruttiva di Putin di andare avanti col conflitto, l’Europa non ha deciso nulla di rilevante. La ciliegina sulla torta è la litigata da cortile tra Salvini e Macron. Tempi duri ci aspettano.

  6. Anonimo scrive:

    Putin ed i vari negoziatori russi, eredi della vecchia scuola sovietica, hanno giocato con Trump come il gatto con il topo, prendendolo, sostanzialmente, per i fondelli.
    Non ho capito se Trump se ne è reso conto o fa finta di nulla…………… visto che, mentre sosteneva che con lui la guerra sarebbe cessata in 2 mesi, non è riuscito ancora ad ottenere una tregua e neppure un cessare il fuoco.

    Fausto

  7. Giuseppe Pallini scrive:

    Leviamola !

    Mi domando la mossa chi la dà:
    la dà il mossiere oppure la rincorsa?
    Lui sul verrocchio dimmi che ci fa
    s’è lei quando gli torna a dà la mossa.

    Tiene i cavalli a posto, tutto qua,
    e non è detto che sempre lo possa,
    i fantini un si fanno comandà
    e a movere i cavalli fanno apposta.

    Un si sa bene chi l’abbia inventata,
    ma nel regolamento comunale
    sono sicuro che non c’è mai stata

    e a chi gli tocca, con l’altri fantini,
    se non tira a scappà, sta a concordare
    per cercà di chiappare più quattrini.

    • ginocacino scrive:

      … bella,complimenti!! ma devo dire che ormai, negli ultimi anni, la mossa la da il Tittia non la rincorsa e l’ultima carriera lo ha certificato :-)

  8. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Sul mono che va all’incontrario. Bello Trump, visto sul tg mattutino, col cappellino con scritto “Trump was right about everyhing”, in italiano “Trump aveva ragione su tutto”. Come dire che ai matti bisogna sempre dare ragione. Intanto in Ucraina muoiono alla faccia di Sniffolo, Putin e Trump.

  9. m.c. scrive:

    “Sabotare infrastrutture strategiche del nemico è del tutto legittimo, quando si attui, nei fatti, la resistenza ad un invasore”. Epperò non lo è quando si va a danneggiare chi ti sta fornendo appoggio e armi, spendendo un patrimonio per aiutarti e per proteggerti dalla furia bellicista di Putin.
    Il gasdotto Nord Stream fu infatti progettato per “garantire la fornitura di circa 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno, sufficienti a rifornire ben 25 milioni di abitazioni civili. Un vero toccasana per l’approvvigionamento del nord Europa” leggo in un articolo del 8 novembre 2011 vergato da Giuseppe Cordasco per Panorama.
    Progettato da Gazprom (Russia) e Neste (azienda finlandese); i soci gestori Gazprom, E.on, Wintershall, Engie, e molti altri. Insomma parecchi investori europei coinvolti, compagnie assicurative europee che dovranno far fronte all’enorme dànno subìto (probabilmente andando fallite). Per farla breve, il sabotaggio del gasdotto ha danneggiato sommamente gli Europei, e poco o nulla Putin. Anzi, con questa bravata lo hanno fatto incaxxare ancora di più andando ad esacerbare il conflitto in Dombass che poi è sfociato nella guerra di fatto. Ma l’oltraggio più grave lo ha subito l’Europa. Bollette schizzate alle stelle, interruzione di servizio pubblico, per non parlare dell’ingente dànno all’ ecosistema e al bioma marino (250.000 tonnellate di sedimenti contaminanti, sabbie principalmente contaminate da TBT tributilstagno un composto fortemente ecotossico, e piombo). Peraltro in acque di pertinenza di Svezia e Danimarca. E chi lo paga adesso il dànno? Il governo ukraino che non ha una lira per fa’ due?
    Ma vi pare una cosa accettabile che il governo Zelenski abbia dato l’autorizzazione ai propri servizi segreti di perpetrare un atto terroristico ai danni dell’ Europa per poi far ricadere la colpa su Putin (che, almeno questa volta, non c’entrava niente)? Pensava forse che questa messa in scena fosse una strategia furba per entrare nelle grazie europee in funzione anti russa?
    Io glielo manderei, sì, l’esercito UE boots on the ground, ma lo manderei a casa di Zelenski. Spero che il tribunale internazionale chieda conto di questo gravissimo oltraggio. Il più grande attentato alle infrastrutture europee dal secondo conflitto mondiale. Un’idiozia di enorme portata, attaccare i propri (ed unici ) alleati che si stanno dissanguando economicamente per fornire aiuti. Un attacco imperdonabile, un attacco al nostro paese: l’Europa. Un attacco che non può e non deve restare impunito.
    (E non t’azzardare, Raffaele, a darmi della filo putiniana, perché sennò mi sembri un omìno dell’orti).

    • Eretico scrive:

      Cara M. C.,
      mi pareva di essere stato chiaro, facendo emergere l’ambiguità di un atto in sé sacrosanto (sabotaggio di infrastruttura del nemico aggressore), ma opinabile allorquando attacca anche gli interessi degli alleati.

      Ciò ripetuto, mi pare che qui ci sia un arrestato, che forse sarà processato e condannato (in Germania); mentre mi sembra che di macellai russi in galera nelle europee celle ce ne siano parecchi di meno, e Putin – grazie soprattutto al biondone dal ginocchio valgo – ormai è del tutto riabilitato a livello internazionale.

      Quanto all’essere “omino degli orti”, in effetti tecnicamente lo sono, vivendo da 30 anni in campagna, a contatto con cinghialotti e fagianelle (l’orto, però, ce l’ha il mio vicino, il quale mi passa brevi manu i suoi ottimi pomodori)…

      L’eretico, degli orti (altrui)

      • m.c. scrive:

        C’è una differenza sostanziale, Raffa, la Russia non ha aggredito nessun paese UE (almeno per ora). Mentre il governo ucraino, sì. Ricordati che il tizio che ha sabotato il nord stream in acque europee non è un terrorista o un pazzo maniaco isolato, è un agente dei servizi segreti ucraini che ha eseguito degli ordini.

        p.s.: a ottobre se vuoi ti invito a fare la raccolta delle olive, altro che orti !

        • Anonimo scrive:

          ….evidentemente per te gli attacchi ibridi compiuti dai Russi nei confronti di paesi UE non contano nulla !

          Fausto

          • Eretico scrive:

            Caro Fausto (e cara MC, ci mancherebbe),
            non solo ci sono i reiterati attacchi ibridi – di cui l’Italia stessa è stata fatta più volte oggetto -, ma c’è un fatto potenzialmente ben più grave, vale a dire ciò che potrebbe succedere, visto come e quanto Putin ama la pace.

            Come scritto molte altre volte, che negli Stati baltici, in Polonia, Svezia e Finlandia, nonché nella stessa in Germania, siano tutti a tal punto idioti da fare preparare i ragazzini a scuola alla sciagurata evenienza, mi pare strano: una epidemia di demenza collettiva è atterrata in tutti quegli Stati (democraticissimi), all’improvviso?

            L’eretico

          • Anonimo scrive:

            ….a proposito di attacchi ibridi della Russia, e’ di oggi la notizia delle interferenze gps sull’aereo della Von Der Line che è stato costretto ad atterrare usando mappe cartacee. Mi chiedo, e ti chiedo, cosa sarebbe successo se l’aereo si fosse schiantato?
            Ma la colpa della guerra è del colpo di stato dell’Europa……..ha detto, dal suo pulpito di dittatore, l’agnellino Putin

            Fausto

          • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

            Mah, la distruzione del gasdotto Nord Stream è stata fatta da un gruppo ucraino e non dai cosiddetti “nemici” russi. Ora la storia del sabotaggio al Gps dell’aereo dell'”Oca giuliva” Von del Leyen con i sospetti della responsabilità dei servizi segreti russi. Siamo sicuri che i responsabili invece siano altri? Non credo a nulla se non ci sono prove certe. Parere personale, Sniffolo,il comico fallito, dovrebbe incontrarsi con Putin ed accettare la pace congelando il fronte attuale e poi dare le dimissioni con successive elezioni (lui, sicuramente non sarebbe più confermato).

  10. ginocacino scrive:

    … comunque Eretico, ci ripensavo rileggendo il post anzi il titolo … attacco all’Europa! a me pare che non ne abbiano bisogno di attacchi esterni, ci pensiamo già da noi ad essere gli uni contro gli altri con gli antichi vizi sempre in primo piano dalla “grandeur” francese al mai sopito sogno della “CRANDE CERMANIA”, dal rinnovato vigore polacco alla sempre inconsistente e irrilevante Italia per finire ai filorussi per “partito preso” ungheresi e slovacchi … no, decisamente ci si basta per questo.
    … ma poi, quale Europa? dov’è l’Europa? in questo frangente i cosidetti “padri fondatori” si staranno certamente rivoltando nella tomba … la sintesi si può esprimere cosi: un accozzaglia di stati litigiosi uniti, oltre che dalla moneta e dal trattato di Shengen, quest’ultimo già messo alla prova duramente e anzi sospeso unilateralmente da alcuni stati, dal comune servilismo verso gli USA anzi verso Trump che non ha perso occasione per rimarcarlo prendendoci a pesci in faccia davanti al resto del mondo, ecco la nostra amata Europa

  11. Gekko_Gordon scrive:

    P.S. 2:

    In merito all’O.P S. sulla medio-banca più antica d’Italia mi preme sottolineare un aspetto dimenticato dai giornali.

    L’offerente è già stato/a autorizzato/a ad emettere nuove azioni al servizio dell’offerta.

    Perché nessuno si mette a fare un calcolo, non complicato, dell’ipotetico valore borsistico delle azioni post aumento di capitale ?

    G.G.

  12. Gp scrive:

    Se il calcolo del valore futuro di un’azione non è complicato la prego di darmi qualche dritta che a Viareggio ho visto uno yacht che mi piace molto.

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