Eretico di SienaCina, Flotilla, Greta (e Armani, e Fede) - Eretico di Siena

Cina, Flotilla, Greta (e Armani, e Fede)

Eccoci al consueto appuntamento settimanale del blog, tutto dedicato alla Politica estera: della Francia, scriveremo a palle ferme, giacché tutto pare a dir poco in movimento (“governo balneare” ormai è espressione parigina, più che romana), e la mobilitazione popolare di domani promette scintille; dopodiché, ci si butta sui Ps, per scrivere qualcosina su due figure importanti come Emilio Fede e Giorgio Armani, scomparse nei giorni scorsi…

 

LE MENZOGNE STORICHE DELLA CINA

Solo in pochi – fra i quali, ovviamente sul Corriere della sera, l’ottimo Danilo Taino – hanno fatto notare un aspetto, peraltro cruciale, della grande parata militare di Piazza Tien an men dello scorso 3 settembre (preannunciata dallo scorso pezzo: non ci voleva molto a immaginare ciò che sarebbe accaduto, passo dell’oca compreso: l’unica autentica sorpresa è stata la presenza di D’Alema, su cui è doveroso stendere un pietosissimo velo).

Xi viene definito un “revisionista”: se del caso, della peggior specie; più nettamente, lo si potrebbe definire uno sfacciato mentitore, uno che orwellianamente ridisegna il Passato, per controllare al meglio il Presente. Come tutti i dittatori, ci mancherebbe.

Cosa però che non è mai stata così facile come adesso, nel tempo della Grande Ignoranza diffusa. D’altra parte, in Cina è vietato ricordare – a proposito del luogo del fatto – la strage di Tien an men (giugno 1989), e financo il decennio della devastante Rivoluzione culturale (1966-1976), sulla quale sta per uscire in Italia l’appetitoso “Memoria rossa. La Cina dopo la Rivoluzione culturale”, di Tania Branigan (Iperborea); senza questi passaggi, la Cina odierna non si può capire.

Almeno due perle della parata del 3 settembre, comunque, concedetemele: uno guarda la parata, lo sfoggio muscolar-missilistico, vede il legame fra il 1945 ed il 2025, e pensa che il fascismo (nazionalista) giapponese sia stato sconfitto dai cinesi; il fatto è che – se un cittadino medio sapesse di Historia quanto ne dovrebbe sapere uno studente di terza media – il 90% abbondante dello sforzo bellico antinipponico gravò sulle spalle degli USA: di Roosevelt prima, fino all’aprile 1945; di Truman poi (bombe atomiche agostane comprese).

Seconda perla, davvero inarrivabile: a fronte delle gigantografie del 1945, quanti avranno pensato che in quell’anno il comunismo cinese – che Xi rappresenta, vestendosi alla Mao – non era neanche lontanamente al potere? Di più: al potere, era Chiang Kai shek, proprio colui che si opponeva ai comunisti cinesi, per poi riparare – da sconfitto, ma nel 1949! – a Formosa, l’attuale Taiwan che tanto gola fa all’attuale leader cinese: ma tanto – nell’Era dell’Ignoranza diffusa – che differenza fa? 1945 o 1949, pari sono, in questo eterno presente in cui miliardi di persone si fanno prendere per il sederino: come sempre accaduto, ma con la differenza che oggi la grande maggioranza dei presi per il sederino sono anche beatamente contenti di esserlo…

 

LA FLOTILLA VIEN DAL MARE

Prima di entrare nel merito politico ed umanitario della ineunte trasferta della Flotilla (e niente scrivendo del grave evento denunciato nelle ore scorse, sul drone tunisino: la cosa pare per adesso avvolta in una nebbia da dipanare), si permetta di scrivere questo: il fatto che – come ammesso da molti partecipanti stessi (in due pezzi del Quotidiano nazionale, fra gli altri) – non pochi fra i partenti siano persone senza alcuna esperienza personale di navigazione, pone per intanto una questione logistica di primo ordine; dobbiamo forse considerare cialtroni patentati solo coloro i quali – per dirne una – si avventurano in quota con le scarpette da tennis (facendolo per divertimento vacanziero, certo), e considerare invece come coraggiosi uomini e donne, coloro i quali  (per un ideale, non per vacanza), si avventurano in mare aperto, magari senza sapere neanche nuotare? Non sembri un elemento bagatellare, perché non lo è affatto: prima della risposta della Marina militare israeliana, c’è da temere l’incidente in quanto tale, a quanto si legge. Detto dagli stessi partecipanti. Con tutto ciò che ne consegue e deriva, in un contesto come questo.

Quanto all’elemento politico, non stiamo ora a ritirare fuori per l’ennesima volta la questione comparativa: Flotilla per Gaza (in teoria, sacrosanta), neanche una manifestazione per i civili morti, e le case ed i palazzi sventrati, in Ucraina. Continuo a non capire – o, meglio, a capire purtroppo sin troppo bene -, ma mi adeguo.

Tutti a Gaza, dunque; insieme alle bandiere, bandierine e bandierone della Palestina, però, perché non ci sarà mezzo striscione (scommetteteci pure tutto lo stipendio settembrino) contro Hamas? Se sono terroristi, un po’ birbantelli saranno anche loro, forse: in fin dei conti, considerano un “gesto eroico” il massacro di civili (robetta di queste ore, tanto per dire).

Perché non ci sarà uno striscione in cui si citi in modo chiaro il 7 ottobre, inoltre? Solo perché sono stati massacrati meno civili di quanti ne abbia massacrati l’esercito israeliano in seguito? Se si procede per elementi meramente quantitativi, se insomma si va solo numeri (di morti) alla mano, allora tocca dare ragione a Galli Della Loggia (Corriere della sera di domenica): comparate i 6 milioni di ebrei fatti fuori dai nazisti (nello stesso arco di tempo del post 7 ottobre 2023), con i 65mila (di cui almeno il 15% terroristi) inopinatamente uccisi da Israele, e poi ne riparliamo.

Perché infine non ci sarà neanche un focus sugli ostaggi in mano all’Anonima sequestri palestinese? Gente sequestrata e torturata, en passant, nonché usata come carne da macello in senso ricattatorio.

I naviganti della Flotilla, da par loro, hanno paura di essere denunciati per diffamazione dai macellai palestinesi? Sono così coraggiosi con Israele (e lo sono, perché rischi concreti quelli della Flotilla ne corrono, visti anche i precedenti), e poi così arrendevoli con Hamas?

 

GRETA, L’EROINA DUAL USE

Chi legge questo blog da qualche annetto, benissimo sa che quando Greta Thunberg ex abrupto si presentò al mondo dalla sua Svezia (correva l’anno 2019), fui in parte ammirato da questa attivista, allora ragazzina, la quale – fra l’altro parlando l’Inglese parecchio meglio della media dei suoi coevi italiani – denunciava con veemenza la questione climatica; mi sembrò – pur fra tutti i dubbi del caso – una figura assai più positiva che negativa.  Raccattai critiche aspre e durissimi commenti, sul blog, come succede quando si parla di tematiche e figure divisive: a me, comunque, Greta non dispiaceva affatto…

Nel tempo, le modalità stesse della sua lotta politica sul climate change le iniziai a trovare sempre più opinabili: invece che marinare – e fare marinare! – la scuola ogni venerdì, sarebbe stato meglio chiedere più conoscenze specifiche su quelle tematiche, restando nelle aule, e poi manifestare di domenica, o di sabato pomeriggio. Qualcosa si iniziava ad incrinare, sic.

Da quando poi è divenuta una “eroina dual use” (clima e Gaza, ma ora parecchio più Gaza che non il clima), le cose dal mio punto di vista sono letteralmente degenerate: obtorto collo, devo ammettere che chi mi criticava aveva – a parte i toni, spesso eccessivi per la Greta del 2019 – piena ragione. Il fenomeno-Greta sa infatti, e sempre più, di laboratorio, di conformismo a piè sempre più sospinto.

Fra l’altro, pur lei provandoci, risulta difficile capire quale possa mai essere il trait d’union fra le sue battaglie ambientaliste (che continuiamo a difendere, senza i suoi eccessi) e la questione Gaza; anche perché, fra le tante, c’è una differenza macroscopica: per la questione ambientale, la attivista svedese portava avanti, insieme alle durissime critiche sull’esistente, anche una pars construens (contestabile, ma concreta e scientificamente in larga parte accettata), mentre nel caso del suo attivismo per la Flotilla, a fronte di una sacrosanta critica agli eccessi del Governo Netanyahu, quale sarebbe la pars construens? Meglio non pensarci neanche, date retta…

 

Ps 1 La stampa – locale e non solo, con qualche eccezione – plaude in modo incondizionato alla riuscita scalata di banca MPS a Mediobanca (intorno al 62%): gaudeamus igitur; permettetemi, però, di non riuscire ad uscire con la bandiera, se fra i principali registi dell’operazione c’è un certo Francesco Gaetano Caltagirone…

Ps 2 Emilio Fede ci ha lasciato: una certa simpatia era difficile che non la ispirasse, e la veneranda età esige rispetto; arrivare però a considerarlo un esempio, un modello di giornalismo, beh insomma ce ne corre; fra l’altro, due cose gli vanno imputate, fra le altre: l’avere iniziato lui – a livello televisivo, anticipando i social – a sbeffeggiare gli avversari politici (Prodi, per esempio), partendo dal loro aspetto estetico e fisico: cosa opinabile, specie se si fa – come l’ha fatta lui, per anni ed anni – in modo unilaterale, per compiacere chissà chi; infine, l’avere lanciato una figura come Paolo Brosio, su cui non aggiungo altro…

Ps 3 Anche Giorgio Armani ci ha lasciato: figura di imprenditore esemplare (fino a prova di biografia non autorizzata, ovviamente!), magister elegantiarum e esempio di understatement. Mi sia permesso di ritornare nel tempo a quando – anche da queste colonne – si attaccava con durezza (documentata) l’ottimo Ferdinando Minucci, e tanti tifosi mensanini – invece di porsi qualche domandina – attaccavano me, dicendo che ero pagato da Armani (sponsor della squadra milanese, per inciso). Neanche un maglioncino, purtroppo, neanche quello si raccattò…

 

57 Commenti su Cina, Flotilla, Greta (e Armani, e Fede)

  1. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    PS 1: Appunto, Caltagirone, un nome, una figura che non da sicurezza. Certa gente speculatrice ci hanno causato molti problemi nel passato. Un giudizio sull’operazione BMPS-Mediobanca? Risposta manzoniana: “Adelante Pedro (Siena) con juicio”, ancora la nebbia del dubbio non si è diradata. Anche l’affare Antonveneta sembrava per tutti, esperti e non, un affare d’oro poi…

  2. Ottavio scrive:

    > “però, perché non ci sarà mezzo striscione (scommetteteci pure tutto lo stipendio settembrino) contro Hamas?”

    La fabbrica dell’odio (i social media) fa il tifo per Hamas perchè Hamas è anti-occidentale (“Death the West, death to Israel”, nella civilissima Gran Bretagna si può dire, l’ho visto e sentito io di persona). La sinistra social-comunista europea ha sempre odiato l’occidente, il cristianesimo, la democrazia liberale e borghese. In Francia li chiamano, giustamente “Islamo-Gauchistes”.

    Anche il celebratissimo manifesto di Ventotene, che pochi hanno letto, era un manifesto contro la democrazia liberale borghese. Pollo io, che mi spellai le mani ad applaudire Altiero Spinelli al congresso del defunto Partito Radicale nel 1985 a Firenze. Come me ne pento! Ma ero giovane e avevo i capelli.

    • Roberto scrive:

      Imla summa del mainstrmeam della destra.

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      La sinistra social-comunista europea ha sempre odiato l’occidente, il cristianesimo, la democrazia liberale e borghese. In Francia li chiamano, giustamente “Islamo-Gauchistes”? Ecco, ma non pensano che se gli islamici vanno al potere le donne saranno le prime a rimetterci perché verrebbero mandate a casa a are le casalinghe, tutti gli attestati di studi, diplomi, lauree saranno solo medaglie da mostrare sui muri ai conosceni; il loro luogo di elezione sarà la cucina, il salotto, la camera con tante culle da accudire; un ritorno al passato. Le femministe come la penseranno? L’unica cosa positiva sarà la drastica diminuzione della disoccupazione, i posti liberati dal gentil (sic) sesso saranno occupati dai maschi. La società occidentale farà il passo del gambero.

  3. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Su la flotta di Gretina. E se parecchi dell’equipaggio soffrono il mal di mare? E se appena arrivati i palestinesi impongono a Gretina e donne accompagnatrici il velo e copertura completa nera nonostante il caldo a 40 gradi? E qualcuno della congrega di Gretina fa l’errore di mangiare un panino col salame? Siamo sicuri che i rifornimenti verranno dati ai bisognosi oppure requisiti dai ribelli e venduti al mercato nero? Anche agli ebrei? Molti loro hanno capito che non è una crociera? Se stavano a casa era meglio. Lascino lavorare la diplomazia.

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      Piccola aggiunta: speriamo che sui vascelli umanitari non se ne approfittino, per un passaggio, dei marioli terroristi. In Tunisia e dintorni ce ne sono molte di teste calde, basti leggere le cronache giornaliere di reati, prepotenze e vilipendi alle Forze dell’Ordine compiuti in grande maggioranza da gente di questa nazione. Altro che invasione russa, la più pericolosa è quella islamica.

  4. Anonimo scrive:

    …..riguardo alla parata cinese ed a XI, nonché agli atri due noti dittatorelli in sua compagnia, mi ha colpito anche la notizia che è stata rubata una conversazione in cui questi discutevano nientepopodimeno che di immortalità ……sembra che si siano detti, sicuri, che possono vivere al momento fino a 150 anni! Non so cosa ne pensi, ma, a mio avviso, ci vorrebbe uno bravo, tanto.
    Che i morti, anche bambini, ucraini non facciano notizia ormai è una cosa assodata, anche a latitudini più vicine. Ho visto le foto della manifestazione pro Palestina dell’altro giorno sotto la sede della cgil senese: bandiere rosse, della pace, palestinesi ecc. ma di Ucraina nessuna traccia.
    Ps1 la stampa, di tutti i colori, plaudi illo tempore anche all’operazione Antonveneta. Non penso sia la stessa cosa, ma temoper le ricadute sulla città e che ciò possa comportare un ulteriore perdita di posti di lavoro in Direzione Generale. Spero vivamente di sbagliarmi

    Fausto

    • Gp scrive:

      Caro Fausto, per aiutare i bambini ucraini abbiamo distrutto la nostra politica energetica e industriale, con conseguente infkazione ed impoverimento collettivo… a chi governa quella povera gente abbiamo mandato 130 miliardi di aiuti, molti di tipo militare.
      Israele ha bombardato tre volte le ns truppe in Libano e ci abbiamo giocato a calcio mentre quella sciagurata teocrazia commercia tutt’ora in armi con diversi paesi europei. Il paragone gaza/ucraina come lo hai impostato non sta proprio in piedi…

      • Anonimo scrive:

        ….x me il paragone invece calza a pennello! C’è un filo rosso di certa sinistra che collega tutto: l’essere, essenzialmente, anti occidentali e anti americani ….

        Fausto

    • Roberto scrive:

      Ma perché non ci vai tu con le bandiere dell’Ucraina a manifestare invece di stare al calduccio e pretendere che altri lo facciano al posto tuo? Se non sbaglio in questo paese ognuno può ancora manifestare per ciò che gli pare, come per esempio i tifosi fascisti della Roma hanno fatto a Pisa intonando faccetta nera e amenità simili.

      • Anonimo scrive:

        …..io non pretendo niente, solo mi fa strano quelli che manifestano, per me, a senso unico. E lo noto.Stop!

        • Roberto scrive:

          Troppo facile, dovresti sporcarti di più le mani. Io invece noto che ci sono tantissimi, come te, e anche il nostro caro Eretico, che praticano lo sport di criticare chi manifesta per la Palestina, affermando che dovrebbero manifestare anche per l’Ucraina, per il Sudan, per il Myanmar e per tutto il resto. Ma io mi chiedo, e chiedo anche a voi, perché non c’è nessuno, di nessun colore politico (Lega, Fdi, FI, PD, M5S etc.)che organizza per il popolo Ucraino qualcosa di analogo alla Flottiglia?

          • Eretico scrive:

            Caro Roberto,
            vedo che proprio non cogli quello che scrivo: mai fatto riferimento al “benaltrismo”, mai citato Sudan, Birmania e “tutto il resto”; sono il primo a sapere bene che si manifesta solo – o in larga prevalenza – per chi si senta più vicino, o meno lontano.
            Ergo, se ne deduce che la maggioranza degli italiani sente più vicino il dramma – innegabilmente tale – dei palestinesi (alcuni dei quali si potrà ben dire terroristi della peggior specie: quanto alle fonti, basta fare un agevole giro on line), rispetto agli ucraini, compresi – solo per fare l’ultimissimo esempio – i pensionati sventrati dai missili di Putin mentre facevano la coda per la pensione.
            Fra l’altro, a differenza di ciò che dici, c’è chi ha organizzato eventi pro-Ucraina: Calenda, il subito sbeffeggiato Michele Serra (per una volta che ne aveva fatta una buona!) a Bologna, ed altri ancora. Tutti eventi con 4 gatti presenti ma ci sono pur stati.

            A Fede, che saluto: il fatto è che l’Ucraina ha assorbito energie, denaro e armi (pochine, le nostre), ma non ha saputo mobilitare la gente; per Gaza, invece, solo pochi aiuti umanitari governativi, e grandissimo consenso popolare, vedasi la Flottila ma anche tutti gli eventi sabbatici.

            Come dimostrato anche dagli eventi di ieri, infine: quello che succede a Gaza è in larga parte esecrabile, e l’abbiamo scritto da poco dopo il 7 ottobre (almeno un pochino abbiamo aspettato, giacché il diritto all’intervento di Israele mi pare fosse il minimo sindacale), ma non avrà alcuna influenza sull’assetto geopolitico dell’Europa, salvo potenziali attentati terroristici; ciò che sta avvenendo in Ucraina o in Polonia, invece, può cambiare il corso della storia europea, e non certo in meglio.
            Siccome i corpi dei civili – ammazzati e sventrati – ci sono da ambo le parti (i sequestrati ce li hanno solo i benemeriti “resistenti” di Hamas, però), credo che la pietas debba andare davvero verso tutti, ma siccome dovremmo avere anche un cervello funzionante, forse dovremmo essere un po’ più attenti a ciò che succede al nostro confine orientale…

            L’eretico

          • Gp scrive:

            I sequestrati non li ha solo hamas, ne sono piene le carceri israeliane

      • Maurizio scrive:

        Intanto hanno chiuso la cloaca di Milano… 1-0

  5. francesco scrive:

    “… in fin dei conti, considerano un “gesto eroico” il massacro di civili (robetta di queste ore, tanto per dire)…”

    io, che mi vanto di essere scettico oltre che maligno, così come dubitavo della sorpresa dell’attacco del 7 ottobre (esercitazioni con deltaplani nella zona più controllata del mondo assieme al confine tra le 2 coree!) dico che questo attentato mi suona perfetto.
    infatti ieri Bibi doveva comparire a processo per corruzione e per puro caso avviene un attentato che rende impossibile la sua presenza davanti ai giudici.
    ops!

    certo che questi terroristi tengono davvero tanto a netanyahu!

    galli della loggia: come ha fatto a contare la % dei terroristi tra le vittime?

    infine per andare per mare non importa saper nuotare o saper governare una barca.
    ci sono gli equipaggi preposti.
    o tutti quelli che vanno in crociera sanno portare un transatlantico e sono provetti nuotatori?
    oppure per salire su un treno si deve essere macchinisti?

    saluti
    francesco

    • Eretico scrive:

      Caro Francesco, la percentuale dei terroristi ammazzati non è assolutamente farina di Galli Della Loggia, ma di agenzie internazionali e di Hamas stesso: ergo, si può stare tranquilli che è tarata bene… l’editorialista faceva un altro discorso: tanto cinico, certo, quanto numericamente inappuntabile. Il suo pezzo si recupera facilmente on line, immagino…

      Quanto agli esempi che fai tu, scusa ma non ci siamo proprio: se io faccio una crociera, faccio per l’appunto una crociera, e ho una nave enorme che mi porta, mentre la Flottila mi sembra composta da navi piccole, al massimo medie. E vanno verso un luogo di guerra, giusta o ingiusta che sia, non altrove.
      Ma è soprattutto il principio, che conta: se vuoi andare, vai, ed io ti riconosco volentieri il coraggio; ma non puoi anche pretendere che il tuo Governo faccia carte false per difenderti.Come scriveva un grande conoscitore degli italiani, siamo il Paese in cui si vuole fare la rivoluzione d’accordo con i carabinieri…

      L’eretico

      • Francesco scrive:

        Hai ragione.
        Non ci siamo.

        La flottilla non è la risposta definitiva all’emergenza di gaza, ma un’azione volta a scuotere i politici.

        Tajani pochi giorni fa sosteneva che l’Italia avrebbe riconosciuto lo stato di Palestina quando questo avrebbe riconosciuto lo stato di Israele.
        Purtroppo per lui questo riconoscimento era già avvenuto illo tempore (Arafat nel 1988).
        Da allora tajani ha parlato delle pentole colme d’oro alla base degli arcobaleni.

        A differenza che nel caso ucraino, dove i governi pompano ingenti risorse in armamenti, per gaza solo parole.

        Quanto alla frase di Flaiano, assolutamente inarrivabile, faccio presente che carabinieri e forze dell’ordine spesso, se non sempre,sono state contro i rivoluzionari.
        A tale proposito ti suggerisco di approfondire l’operazione del 1921, 28 febbraio, per rompere le barricate di Scandicci.

        Saluti

      • Roberto scrive:

        E quali sarebbero queste agenzie internazionali che avrebbero certificato la percentuale di terroristi uccisi? Per saperlo, non per contraddirti.

  6. Cecco scrive:

    Non sono un fan di Travaglio, non sono filoputiniano, non ho mai votato uno dei partiti appartenenti ai deputati partiti con la Flotilla però vorrei fare qualche considerazione senza essere tacciato di essere quello che non sono. Putin è un invasore e dunque non ci sono scusanti, il popolo ucraino soffre per la guerra e non è colpevole di quello che sta accadendo, tutto possiamo dire però tranne che l’Occidente non si sia fatto carico di questa maledetta guerra, anzi, se ci diciamo la verità possiamo affermare che ha sperato di usare questo conflitto per indebolire la Russia putiniana riempiendo di armi l’esercito ucraino, accogliendo i profughi (perfino la Lega nostrana non si è opposta), sanzionando la Russia con sanzioni che ci si sono ritorte pericolosamente contro (crisi economica tedesca su tutto) e finanziando un governo democraticamente eletto ma comunque espressione di un oligarca, la realtà è che l’Occidente ha sperato di portare l’Ucraina nella propria area d’influenza, la storiella del bene contro il male non sta in piedi e i politici che la raccontano sanno bene che in realtà stiamo parlando di geopolitica e non di cosa sia giusto o sbagliato. Di tutto questo a farne le spese è il popolo ucraino e sulla loro pelle si gioca una partita che temo finirà male, naturalmente ci sono le colpe di Putin che ha trascinato il proprio paese in una guerra di logoramento ed a farne le spese è la povera gente e questa è una costante di tutte le guerre. L’altra guerra maledetta invece è quella di Israele dove il 7 ottobre 2023 un massacro di Hamas ha dato inizio al più odioso dei conflitti ovvero quello di David contro Golia, peccato che questa volta Golia sia israeliano. Non solo distrutti gli ospedali (azione giustificata dal fatto che Hamas gli usava come scudo), fermati gli aiuti umanitari ai confini (ma questi avrebbero dato modo ad Hamas di avere il controllo sulla popolazione civile), sparato sulle file degli affamati che accedevano agli aiuti umanitari (naturalmente per ripristinare l’ordine), uccisi i giornalisti (avrebbero potuto riportare notizie filo Hamas), uccisi gli operatori sanitari (avrebbero potuto curare persone vicino ad Hamas) e così via. Israele in realtà è un alleato dell’Occidente, anzi, è egli stesso Occidente e quindi non importa se il suo è un governo canaglia e che nel paese si respiri democrazia solo se sei bianco ed ebreo. In realtà è diventato come il Sudafrica prima di Mandela e la comunità internazionale dovrebbe trattarlo allo stesso modo, ma è l’unico alleato affidabile che abbiamo nell’area e pazienza se pratica di fatto una politica di apartheid raziale e religiosa, anche qui, al solito non stiamo parlando di giusto o sbagliato ma di geopolitica. E allora, l’unico modo per riscattare l’onore di un Occidente che si gira dall’altra parte e fa finta di non accorgersi dello sterminio in atto è passare sopra ai governi ignavi e muoversi come cittadini, e la famigerata Flotilla questo fa e anzi, riscatta la Politica (questa volta con la P maiuscola) tramite quei deputati che mettono i loro corpi, e si spera la loro immunità diplomatica, al servizio di un’operazione che forse non otterrà risultati concreti ma almeno spero accenda una luce dove adesso davvero c’è solo il buio, No, non ci sono due pesi e due misure, entrambi i popoli soffrono la follia della guerra, ci sono però due pesi e due misure nel considerare gli aggressori perchè entrambi sono molto pericolosi, peccato perchè uno è considerato un nemico mentre l’altro è dei nostri. Su Greta che dire, non piace? Pazienza. Che si tratti di ambiente o di guerra per adesso si è sempre schierata dalla parte giusta, poi magari non risolverà un bel niente, però almeno ci prova, personalmente la preferisco a certi presunti leader sempre pronti a schierarsi con il più forte di turno per ottenere in cambio non si sa che cosa, magari “solo” un 15% di dazi per i prodotti da esportare.

    • Roberto scrive:

      Tutto inappuntabile ed inoppugnabile. Ma molti hanno orecchie e occhi chiusi. E poi,che dire, sei chiaramente un comunista….

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      Bei discorsi… in teoria. Io la vedo un po’ diversamente. Gli abitanti di Gaza avrebbero dovuto contrastare i terroristi e non prestarsi ad ospitare negli ospedali ed altre sedi civili basi di Hamas. Ora sono censurati, ma pochi anni fa giravano dei video dell’Isis dove grandi e bambini, abitanti anche di Gaza e Cisgiordania, inneggiavano alla conquista ed islamizzazione dell’Occidente con minacce al nostro Papa Francesco e la distruzione della Basilica di San Pietro. Qualche bambino brandiva un coltello chiedendo di sgozzare un cristiano. Considerando l’età, sicuramente erano tutti plagiati, ma allora la realtà era questa. Ora ne pagano le conseguenze. Lodevoli le iniziative di Flotilia e pure la richiesta di uno Stato palestinese indipendente, ma finché non verrà tolto il bubbone di Hamas e fatte libere elezioni non vedo nessuna soluzione. Non siamo sicuri che i soccorsi andranno alle persone giuste e che i terroristi siano isolati dalla loro gestione e che rivendo tutto al mercato nero. Oltre a fornire i soccorsi, ci dovrebbe essere un’organizzazione umanitaria ad organizzare la distribuzione e questo mi sembra che manchi o sia insufficiente. Per l’Ucraina, altra guerra più trascurata dai media, l’Unione Europea si deve attivare con Zelensky a giungere alla pace perché ormai i terreni perduti non li potrà più riconquistare, figuriamoci se un cinico come Putin ci rinuncia, chiudere la questione con il fronte attuale. Accettare la triste realtà che la Russia ha vinto; consideriamo poi che i territori contesi sono a netta maggioranza russa. Quello che dispiace è che il vero colpevole di tutto, Rimbambiden, è bello tranquillo a godersi la pensione in qualche località turistica americana. Voleva fare entrare l’Ucraina nella Nato; se Putin avesse deciso di mettere delle basi a Cuba, di fronte alla Florida, gli americani non sarebbero stati molto contenti. Questa è la dura realtà, altri discorsi sono solo favole. Ucraina neutrale, ma i Paesi confinanti dovranno attivarsi alla difesa dei propri confini, la Nato dovrebbe servire a questo. Ovviamente tutto in funzione al serio impegno della Russia di non avere ulteriori pretese sull’Ucraina. Non creo che Putin avrebbe voglia di perdere altre risorse per un ulteriore conflitto. Tutto questo dipende anche da una maggiore coesione dell’Unione Europea e un rinsavimento dell'”incapace col ciuffo” americano. Gli USA, purtroppo, è sempre meno lo Stato giuda, da un rimbambito siamo passati ad un megalomane, che tristezza.

      • Francesco scrive:

        Sono per sterminare tutte le popolazioni della Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Milano e Roma poiché non si sono opposte efficacemente al proliferare delle mafie nei loro territori.

        • Francesco scrive:

          PS
          Siccome le associazioni mafiose stanno entrando indisturbate anche a Sienina, per portarmi avanti con il lavoro, comincerei a fare fuori un po’ di habitatori della suddetta.

          • Roberto scrive:

            …cominciando dall’ospedale e dalle scuole, nei cui sotterranei sicuramente si nascondono i mafiosi

        • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

          Guardare qualche video dell’Isis di alcuni anni fa. Fatti molto bene. Ci sono molti palestinesi adulti e bambini (plagiati) che inneggiano per l’ISIS e contro l’Occidente minacciando tutti i cristiani a cominciare dal Papa. Gaza libera, ma anche da tutti i terroristi di Hamas. La Flotilia buona azione del “cattivo” (secondo loro) Occidente, ma dovrebbe esserci un controllo molto serio (ONU, FAO, altri simili), sulla distribuzione dei soccorsi altrimenti tutto sarà vano.

          • Gp scrive:

            Nooooo Caro Vedo Nero… fai confusione. In realtà, come ha dichiarato l’ex ministro della difesa israeliano Liberman, l’isis è finanziata e armata da Israele in funzione anti/hamas

      • Cecco scrive:

        Per adesso gli unici ad attaccare una chiesa cristiana a Gaza sono stati i soldati della democratica Israele, oltre ad attaccare i nostri soldati in missione al confine con il Libano, però anche questo è colpa di Hamas, ci mancherebbe!

    • ginocacino scrive:

      …concordo quasi totalmente … il quasi sta per la parola guerra che si addice perfettamente alla situazione Russo-Ucraina ma non certamente a quella Israelo Palestinese … questo è, se non tecnicamente un genocidio, sicuramente un massacro, una carneficina, una strage di persone e cose … ma che guerra è questa? dove sono i soldati palestinesi? dove sono gli aerei, la contraerea, i carri armati, i droni, i missili le misure elettroniche e amenità simili, dove sono?
      nell’altro post avevo proposto all’eretico di metterci nei panni di quella gente, di quei bambini, di quelle madri e di immaginare cosa potrebbero pensare di noi occidentali, dell’America e degli Europei anche alla luce della situazione Ucraina … davvero niente di buono!

      non so se Israele riuscirà in questa nefasta impresa di impossessarsi di tutta la Palestina e la Cisgiordania espellendo i suoi cittadini, i superstiti ovviamente, dopo aver letteralmente spianato tutto ma so quello che ha ottenuto fino ad ora …. il riaffacciarsi e riacutizzarsi del sentimento non solo antisionista ma soprattutto antisemita fra le popolazioni di tutto il resto del mondo … ed è un sentimento atavico che, nella storia, si è affacciato più volte e sempre con più forza e violenza … mala tempora currunt sed peiora parantur

  7. Ics scrive:

    Corsi e ricorsi storici: si prospetta una nuova guerra fredda e la sinistra italiana, con D’Alema, si candida di già come referente della dittatura comunista.

    La flottiglia alla rada è tristemente simbolica: il comunista “pancia piena e culo al caldo” è insofferente, protesta platealmente, minaccia sempre di andare ma un si leva mai dalle OO.

    Quella con Mediobanca sembra una tappa intermedia in un percorso di aggregazione. Per la collettività senese c’è una sola considerazione: 50 anni fa nel settore bancario servivano 100 dipendenti, oggi ne bastano 30/40, fra 15/20 anni 10 saranno più che sufficienti.

    Armani era uomo del fare. Una razza in via d’estinzione in Italia. Oggi va parecchio di moda lagnarsi per lo stipendio: basterebbe proporsi sul mercato del lavoro per farsi valutare le competenze, le capacità professionali. Si potrebbe anche scoprire che, per quello che si fa, per il valore aggiunto che si produce, bisogna anche ringraziare per la paga attuale.

    • Gp scrive:

      Vero… fra 15/20 anni se continua così i senesi (tutti extra moenia) di lavoro rifaranno le camere ai turisti.
      Speriamo che Leonardo e Esselunga ce la facciano a portare un po’ di lavoro malgrado gli ‘ostacoli’…

    • Roberto scrive:

      Tutte opinioni e quindi opinabili. Solo una cosa che hai detto però mi pare contrasti con la realtà: si può essere d’accordo o no sulla iniziativa della flottiglia, ma se volevano stare col culo al caldo, sarebbero stati comodamente a casa o al lavoro a scrivere su blog e socoal, invece di imbarcarsi su delle bagnarole tutt’altro che confortevoli rischisndo anche di finire affondati o in qualche carcere speciale della democratica Israele.

      • Ics scrive:

        La sceneggiata ha il pregio di monopolizzare i media, oscurando di fatto le notizie dal campo.
        Le informazioni, i numeri che arrivano da gaza, la cui fonte è quasi sempre hamas, sono difficilmente verificabili.
        La pochezza di quattro strulli in barca, invece, è accessibile e palese all’utente medio.
        Un mi sembra un grande aiuto alla vostra causa.

        • Eretico scrive:

          Caro Ics,
          wait and see: riusciranno i nostri eroi a portare beni di prima necessità, per sfamare i palestinesi? Se sì, chapeau, come a chiunque faccia cose concrete, concretamente a favore degli altri, specie se affamati; altrimenti, invece, sarà stato un completo fallimento, giacché non vi era certo necessità della Flotilla, per accendere i fari mediatici su Gaza: è dall’ottobre 2023 – da prima che iniziasse l’operazione di Israele, poi degenerata. i proPal si erano già portati avanti con il lavoro – che le piazze occidentali si mobilitano, ogni sabato che Zeus manda in terra e non solo…

          Quanto ai droni russi, tranquilli: sul Fatto odierno, l’esperto Gajani sostiene che è stato un incidente, o – più verosimilmente – un’operazione di false flag, organizzata da Polonia e Ucraina, per fare passare male quel birbantello, quel monellaccio di Putin. Strano magari che sia durata così tanto, ma se lo dice Gajani, è legge. Ergo, sono i polacchi ad essere isterici, chiaro?

          L’eretico

          • Gp scrive:

            Personalmente non mi pare questo il caso, ma dopo che l’art. 5 era stato invocato per un missile ucraino che aveva colpito due poveri contadini polacchi, dopo gli attentati ai gasdotti, dopo il finto attacco al gps dell’aereo della Vonderlaien qualche dubbio fantozziano a qualcuno potrebbe anche sopraggiungere…

          • Eretico scrive:

            Ma certo, caro Gp, io proprio non capisco come si faccia ad essere così isterici da potere pensare che Putin volesse saggiare la risposta (politica e militare, della Nato ed anche di Trump), con una ventina di droni fatti gentilmente planare in territorio polacco per svariate ore: siamo tutti così pregni di russofobia, così accecati dall’odio verso lo statista dell’Est, da pensare sempre male…proprio una distorsione psicologica, che ci vuoi fare…

            L’eretico

          • Gp scrive:

            Ma l’hai letto il mio commento? Comunque l’europa ha la stessa voglia di far pace che ha Putin, cioè zero, almeno finche Vdl e soci non avranno messo stabilmente le mani sui 1000 miliardi di ‘riarma l’europa’… intanto Giorgetti ha detto che il taglio dell’irpef va rivisto sulla base dei nuovi impegni internazionali.

          • Eretico scrive:

            Caro Gp,
            prima di diventare noiosi, con questa contrapposizione un po’ troppo insistita, ti chiedo sic et simpliciter questo: oltre all’Ucraina – mi pare invasa manu militari da Putin, ma tu hai fonti migliori -, sono arrivati i ben più recenti sconfinamenti nello spazio aereo di Polonia (all’errore crede, o fa finta di credere, giusto Trump), nonché della Romania.

            Lasciamo stare le pregresse Georgia e Crimea (per difendere i russofoni, diamine), e niente da dire sulla ormai antiquata Cecenia (guerra chiusa da Lebed, fatta subito riaprire da Putin, con Grozny rasa al suolo).

            Insomma, chi ha Putin alle porte, è legittimato a difendersi anche in modo preventivo, o ci si riarma solo per risollevare e ricollocare il settore automobilistico germanico? E soprattutto: tu cosa consigli di fare, da par tuo?

            L’eretico

          • Gp scrive:

            Sostanzialmente consiglio solo di smettere di esportare la democrazia (in Georgia, la prossima potenziale Ucraina, opera 1 ong ogni 400 abitanti, quasi tutte finanziate dall’estero).
            Tanto per non ripetere gli errori del passato (solo un piccolo esempio… per non parlare di Hunter Biden):

            https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-12-02/l-ucraina-vara-governo-ministri-stranieri-selezionati-cacciatori-teste-202117.shtml

          • Eretico scrive:

            Caro Gp,
            sul Caso di Hunter Biden – assai grave – credo che Biden senior si sia giocato parte della sua credibilità (Hunter ne ha sempre avuta pochina, sic): non come per l’Afghanistan 2021, ma insomma…

            Ciò detto, che l’Occidente voglia mettere le mani – a livello politico ed economico – sull’Ucraina o sulla Georgia, chi lo nega? Il fatto è sempre quello, anche se oggi, per molti, non si può più dire: il modello europeo, con tutte le sue magagne e storture, è parecchio, parecchio, parecchio meglio del resto che c’è.
            E non a caso, la maggioranza – che in democrazia prevale – degli europei dell’Est dimostra di anteporre l’Ovest all’Est: saranno tutti degli emeriti idioti – come i baltici, i polacchi, i finlandesi ed i tedeschi che si preparano alla guerra -, però così è…

            L’eretico (in attesa del pezzo di domani, Deo adjuvante)

  8. UNO DI STROVE scrive:

    Caro Eretico, chapeau come sempre…chissà se la “femminista convinta” scriverà ancora un suo commento sul maschilismo di questo blog frequentato soprattutto da maschiacci, o se invece sarà imbarcata su una nave della Flotilla: hai scritto male di Greta, che si batte per i diritti dell’ambiente e delle donne, notoriamente al primo posto dell’agenda politica in Palestina e non parliamo all’interno di Hamas (o Hezbollah, Houthi ed Iran, con compagnia cantante).
    Questi della Flottila partono, contro anche il volere della Unione europea, e pretendono di essere difesi e garantiti a priori.
    Magistrale la citazione da Flaiano: siamo proprio il Paese delle rivoluzioni fatte d’accordo con i carabinieri…

  9. Fede Lenzi scrive:

    Ciao Eretico, come stai? Mi aveva già indispettito leggere, diversi mesi fa, che il 7 ottobre in qualche modo giustificasse tutto quello che è venuto dopo. Rileggerlo a distanza di quasi due anni mi stupisce oltremodo. Sembra quasi che Israele sia un paese modello straziato dall’attentato del 7 ottobre. Israele si sta pulemdo i piedi da decenni su tutti gli accordi presi e con i coloni occupa illegalmente territori che non gli appartengono. Tra l’altro buttando fuori di casa la gente coi fucili puntati, o mandandola al manicomio con dieci controlli e check point per andare a comprare il pane. Quello che succede in Cisgiordania da illo tempore è qualcosa che non si augurerebbe al proprio peggior nemico, qualcosa di profondamente inumano. E inumano è quello che succede nella striscia di Gaza, ma che purtroppo non interessa a molti.

  10. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Il “cartonato immobile” Mattarella l’ha sparata grossa commentando l’invasione dei droni russi in Polonia paragonandola al 1914, preludio alla guerra mondiale. La cosa è ridicola; Putin anche se non è uno stinco di santo non sarebbe stupido da iniziare una guerra in cui perderemmo tutti. Poi proprio ora che sta per riprendersi i territori russofoni dell’Ucraina ed ha un certo appoggio anche da Trump. Mattarella e tutti i capi dell’UE pensino al vero pericolo per la nostra civiltà occidentale: l’invasione dei mussulmani. Ogni barcone di migranti che sbarca alle nostre coste sono problemi sociali e di sicurezza in arrivo; di gente che non si vuole integrare e ci considera decadenti, imbelli, mollicci e, secondo il loro cervello retrogrado, infedeli. In Francia, in Inghilterra dove sono più numerosi che da noi, stanno già creando grossi problemi sociali e di sicurezza. Un dato di fatto preoccupante: in una recente inchiesta inglese, è stato rilevato che il nome più diffuso in Inghilterra è Mohamed e questo dice tutto sull’avanzata di questi nuovi barbari. Già, ma anche il nostro presidente appartiene alla congrega dei buonisti, tranquilli, protetti dalla scorta, lontano dalla gente comune. Facile nascondere un vero problema con una minaccia molto improbabile come l’invasione russa. Basta girare nelle nostre città e vedere quante “nuove risorse”, nulla facenti, stazionano ovunque, mantenuti dalle nostre tasse. E sarà sempre peggio se non verranno messi dei seri limiti alla loro presenza e leggi più rapide per l’espulsione dei più pericolosi. Le toghe “rosse”, tanto amiche dei “poveri” migranti stanno facendo troppi danni con le loro sentenze in contrasto con l’operato del Governo; ci vorrebbe una legge per bloccarne la loro attività di disturbo.

  11. AL scrive:

    Non si tratta di essere coraggiosi con gli unì e arrendevoli con gli alti .
    La Flotilla è una testimonianza, non una soluzione e ha il merito di riportare l’attenzione su Gaza, laddove la politica internazionale sembra ormai anestetizzata. L’instabilità nel medio oriente è una responsabilità dell’Europa, sembriamo essercene dimenticati. Quelle linee di confine così precise non hanno tenuto conto della storia , della cultura, della religione di quei territori e nel tempo hanno condotto a scontri , instabilità, conflitti come quello israelo-palestinese.
    Manifestare per Gaza non significa sostenere Hamas, così come criticare Hamas non giustifica i massacri a Gaza.
    Le due cose non si escludono.

  12. Gp scrive:

    Su Mps mo permetto di confividere una considerazione. È in atto da anni una vera e propria guerra di conquista francese a danno dei risparmi degli italiani in cui Nagèl (notare l’accento alla francese) era apertamente schuerata con gli invasori, in barba alla cosiddetta ‘indipendenza’ di Mediobanca (googlare Nagèl Ligresti)
    Mediobanca contrubuì in maniera decisiva alle nomine di Mustier in Unicredit e Donnet in generali. Mustier cedette Pioneer ad Amundi (che aveva il piddino Letta fra gli advisor…) e Donnet doveva completare il lavoro tramite l’accordo con Natixis/Bpce di Nicolas Namias (già dipendente del tesoro e consulente del governo Hollande) con la benedizione del ministro delle finanze (ormai uscente) Lombard, ex n.1 di Generali France. Fra i vertici della nuova società che avrebbe gestito la maggior parte degli 800 MILIARDI della cassaforte italiana, non ci sarebbe stato nessun italiano (tre francesi e un inglese). In questi giorni di tensioni politiche in cui per l’appunto la Francia ha raggiunto il ns spread credo sia evidente l’importanza strategica del risparmio. Ha fatto bene il governo ad intervenire.

  13. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Armani? Grande persona. Modesto e corretto con tutti. E’stato un onore per l’Italia; ce ne fossero tanti come lui. Non sarà scordato. Emilio Fede? Pieno di difetti, fedelissimo di Berlusconi fino all’ultimo nel bene e nel male; almeno non è stato un voltagabbana. Una testa matta, in fondo anche divertente.

    • Gp scrive:

      La proverbiale faziosità di Fede era assolutamente nella media del giornalismo italiano. L’unica differenza è cge ka sua era autodichiarata quotidianamente

      • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

        Fede aveva i suoi difetti, ma lo preferisco maggiormente a quello di pluridecennale presenza nella tarde sere sulla RAI1, con la faccia lunare, piena di nei, intelligente giornalista, ma molto voltagabbana, sempre pronto a leccare il potere in carica.

  14. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Grande prova di democrazia dei buonisti europei. Era stato proposto un minuto di silenzio per la morte di Kirk Charlei, rappresentante del partito conservatore, ucciso ieri negli Usa. Cosa rifiutata con gli applausi della sinistra. A parte la condivisione o meno delle sue idee, certi episodi dovrebbero essere giudicati con empatia verso le vittime. Ricordate la campagna martellante della sinistra per l’uccisione negli USA del “povero” Floyd George, manifestazioni “Black lives matter” e ipocrisie varie. Due pesi e due misure. Tra l’altro Kirk teneva un discorso per evidenziare la morte di Iryna Zarutska una ragazza ucraina di 22 anni uccisa a sangue freddo da un pregiudicato afroamericano con una lunga lista di reati, ma a piede libero. Lo scopo era di chiedere maggiore sicurezza per tutti i cittadini e che certe persone pericolose devono essere bloccate. Due pesi e due misure, i sinistrorsi non si smentiscono mai. Ricordo ancora la “pazza” di Macerata, ex presidente della Camera dei Deputati, inginocchiarsi, ma non solo lei, per solidarietà; che tristezza. I buonisti, mai al governo, mai.

  15. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Flotilla, Hamas e la contraddizione degli aiuti umanitari
    Negli ultimi giorni si è parlato molto della cosiddetta Flotilla diretta verso Gaza, una missione presentata come iniziativa umanitaria a sostegno della popolazione palestinese. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, dietro l’operazione potrebbe esserci anche il nome di Amun, indicato da fonti come possibile sostenitore della spedizione. Qualora tale ipotesi fosse confermata, si aprirebbero scenari delicati, perché si tratterebbe di un sostegno economico a un progetto che, sotto la veste umanitaria, potrebbe perseguire finalità anche politiche.
    Il popolo palestinese riceve già quotidianamente beni alimentari, sanitari e di prima necessità non solo da Israele, ma anche da numerosi Paesi occidentali e da organizzazioni internazionali. Tuttavia, secondo osservatori e inchieste pubblicate da agenzie come Reuters, The Guardian e The Times of Israel, una parte di questi aiuti sarebbe stata talvolta ostacolata o rallentata da Hamas, con il rischio che non raggiungessero pienamente le famiglie civili che ne avrebbero estremo bisogno. Se questi episodi corrispondessero al vero, si tratterebbe di una circostanza gravissima, poiché significherebbe sottrarre beni vitali alla popolazione più vulnerabile.

    Resta evidente un nodo centrale: finché Hamas continuerà ad avere radicamento nei Territori palestinesi, sarà difficile immaginare la nascita di una Palestina davvero libera e democratica. È complicato parlare di Stato indipendente quando, al suo interno, opera un gruppo armato che ha spesso dichiarato come obiettivo quello di colpire Israele. In questo modo, chi afferma di combattere per la liberazione del proprio popolo finisce, secondo molte denunce, per limitarne le prospettive, trattenendolo in una condizione di ostaggio.
    Israele, dal canto suo, dichiara di garantire l’ingresso quotidiano di beni di prima necessità verso Gaza e di voler liberare i palestinesi dal dominio dei radicalismi. Un’affermazione che va letta dentro il contesto di un conflitto pluridecennale, ma che richiama un principio universale: la pace e la democrazia non possono nascere laddove dominano violenza e odio.

    Solo l’eliminazione delle logiche terroristiche e l’apertura a un percorso autenticamente democratico potranno restituire al popolo palestinese la speranza di una vita dignitosa, libera e pacifica. Allo stesso tempo, al popolo israeliano spetterebbe finalmente il diritto di vivere senza il timore quotidiano, dopo decenni di attacchi e persecuzioni.
    La vera sfida, oggi, non è solo politica o militare: è umana. La pace non si costruisce con i muri o con le armi, ma con il coraggio di guardare l’altro negli occhi e riconoscerlo come uomo, donna, bambino. Ogni vita salvata è una vittoria, ogni mano tesa è un mattone in più per il futuro.
    Che sia il popolo palestinese o il popolo israeliano, entrambi hanno diritto alla stessa cosa: vivere senza paura, crescere i propri figli in serenità e coltivare la speranza. Questa si chiama democrazia. Questa si chiama libertà dei popoli. E questa, più di tutto, si chiama vita.
    Ma tutto questo sarà possibile soltanto se la minaccia terroristica di Hamas verrà definitivamente cancellata.

    • Roberto scrive:

      Sono d’accordo sulla eliminazione delle log8che terroristiche, di Hamas e di Israele, che ne fa uso a sproposito, solo che utilizza missili droni e aerei.

  16. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    In tutto questo rincorrersi di notizie, ma Gretina che fine ha fatto? I soldati di Hamas sono tutti in attesa dei viveri e medicinali con i binocoli puntati sul mare. Che le è preso il mal di mare?

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      Aggiornamento: sembra che Gretina abbia lasciato la Flotilla. Il male di mare? La volubilità della pulzella? E intanto la Flotilla va, Gretina non più.

      • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

        Contrordine: Gretina va, sempre nella flotta, ma in una altra barchetta, lontano dal comitato direttivo. Forse non l’ascoltavano nei suoi lunghi monologhi e voleva sempre la prima scena.

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