Eretico di SienaUcraina, caro-cibo, Bataclan (ed un Ps) - Eretico di Siena

Ucraina, caro-cibo, Bataclan (ed un Ps)

Eccoci all’appuntamento settimanale con il blog: uno dei tre argomenti, doveva essere relativo alla Finanziaria, ma tutto è ancora in alto mare da emendamenti, numerosissimi anche da parte della stessa maggioranza (insieme a cose interessanti, è rispuntato il condono edilizio: cosa oscena, sia consentito dire); ne parleremo più avanti, suvvia…

 

CARO-CIBO, E CIBO BUTTATO…

Il rapporto Istat, da par suo, lo scrive chiaro e netto: negli ultimi anni, il prezzo del cibo è aumentato in modo esponenziale; ci sono varie voci, ma la sostanza è che siamo intorno al 25% di maggiorazione, nell’ultimo lustro. Circostanza che, purtroppo, non abbisognerebbe di particolari commenti aggiuntivi, se non forse di una considerazione di fondo.

Se un marziano – tipo quello immaginato, a Roma, da Ennio Flaiano – arrivasse nell’Italia odierna, e durante il viaggio da Marte si fosse letto e studiato il report dell’Istat, verosimilmente immaginerebbe di trovarsi in una terra di affamati- diseredati. Dopo qualche giorno di permanenza, il suddetto marziano magari cambierebbe idea, sarebbe comunque assai frastornato.

Per sua curiosità, potrebbe leggersi il documento che testimonia come i quantitativi di cibo buttati via (neanche dati lodevolmente ai maiali, come si diceva una volta: proprio buttati via) siano in costante crescita: la fonte è l’Osservatorio Waste watcher international, il quale documenta  come siamo passati dai 75 agli 81 grammi di cibo buttato pro capite ogni singolo giorno (dati 2024, rispetto al 2023). Non solo mangiamo troppo “cibo-spazzatura”, ma abbiamo proprio troppo cibo nella spazzatura.

In definitiva, più costa il cibo, più lo si butta via! Curioso, nevvero? Soprattutto, cosa davvero intelligente e lungimirante…

Dipoi, riprendendo un antico cavallo di battaglia berlusconiano, il nostro marziano, assai curiosone, potrebbe fare un giro per ristoranti, e vedere che sono tutt’altro che sguarniti, nonostante abbiano alzato i prezzi anche loro (magari più del 25%, spesso e volentieri): se non lo fanno entrare, è facile che capiti non per il suo curioso aspetto, ma proprio perché posto non vi è.

Insaziabile di curiosità, il marziano potrebbe financo arrivare a leggersi uno degli innumerevoli report sul sempre più dilagante gioco d’azzardo: perché, se è drammaticamente vero che c’è una escalation di povertà (ed oggi è la Giornata mondiale dei poveri), con un italiano su dieci tecnicamente indigente, e se  c’è gente che si priva di parte del cibo per mancanza di soldi, è altrettanto vero che il gioco d’azzardo è diventato – specie con l’on line -, ancora più una piaga devastante. Pare in modo particolare nei piccoli Comuni (report Federconsumatori Cgil, ottobre scorso). E non è raro che proprio coloro che decidono di tagliarsi calorie e proteine, lo facciano perché messi alle strette dal gioco d’azzardo: non tutti i poveri sono tali per il poker on line – ci mancherebbe altro -, ma una quota non irrisoria – e certificata – sì. Di questi, cosa dire?

Torniamo, in conclusione, agli alimentari. Prendiamocela dunque di brutto con chi gestisce la filiera (come giustamente spesso si dice), prendiamocela con l’Ucraina (come, non certo a sorpresa, scrive Il Fatto di giovedì: ma la colpa non dovrebbe essere in primis di chi invade, di grazia?), prendiamocela con la grande distribuzione (con quella piccola, sarebbe maramaldeggiare); dopodiché, se del caso, potremmo financo provare ad abbozzare un po’ di autocritica su come gestiamo questo aspetto del nostro vivere quotidiano, oppure no?

 

IL REDDE RATIONEM SULL’UCRAINA

Pokrovsk – città importantissima dal punto di vista logistico – sta per cadere (per i russofili stava cadendo da più di un anno, peraltro), ed anche altri settori del fronte resistenziale antirusso sono in seria difficoltà: la deprecabile frenata degli aiuti militari voluta da Trump, e la ormai endemica mancanza di uomini al fronte, stanno inevitabilmente mettendo in serissima difficoltà l’Ucraina.

In più, come il cacio sui maccheroni – a favore di Putin – è arrivata la deflagrazione dell’inchiesta per corruzione che ha cagionato la cacciata di due Ministri ucraini (tanto più grave, visto il contesto: rubare in tempo di pace è gravissimo, farlo in tempo di guerra è osceno a priori), che era già in nuce da luglio: e la colpa di Zelensky è l’avere provato a fermare la Commissione anticorruzione, a suo tempo, prima di essere fermato dalle manifestazioni di piazza; difficile non ritenere che lo abbia fatto per proteggere qualcuno del suo ampio inner circle.

Quanto alla corruzione, tocca ribadire l’ovvio: in Ucraina la corruzione è un devastante portato sovietico, e nessuno pensava potesse essere smantellata tout court; Zelensky – il quale non era assolutamente il candidato filo occidentale, come molti filoputiniani da anni impunemente sostengono – fu eletto nel 2019, proprio con il mandato popolare di provare ad estirparla, la corruzione. In tutta evidenza, su questo ha fallito. La notizia non è, comunque, che in Ucraina ci sia la corruzione: è che la stessa venga scoperta e lodevolmente perseguita. Cosa che in Russia – ove sono corrotti, oltre ai ladroni, anche i giudici – si sognano di fare…

Vediamo dunque cosa accadrà nei prossimi giorni: certo è che l’asse Russia-Corea del Nord – Iran sta incassando successi, e le divisioni all’interno delle opinioni pubbliche europee nel sostegno all’Ucraina aumenteranno: Conte non sta nella pelle, e Salvini – quando si parla di questo conflitto – sembra reduce dalla Marcia della Pace fra Perugia ed Assisi (quando si discetta del diritto di difesa di Israele, Salvini è invece un po’ meno pacifista).

Plaudiamo a Luigi Manconi, il quale stigmatizza – come fatto decine di volte in questo blog – la pressoché totale mancanza di mobilitazione popolare verso l’Ucraina, spiegando e motivando con acuta lucidità la forte, radicata russofilia della comunità italiota: il suo editoriale – “La piazza vuota dell’Ucraina”, Repubblica di venerdì, pagina 13 – è davvero magistrale.

Per quello che ci riguarda, non ci faremo nessun tatuaggio alla Calenda, tanta è la nostra avversione verso la tatuaggite attuale; ma la ammirazione per la determinazione ed il coraggio incrollabile degli ucraini – con tutte le eccezioni del caso -, compreso il loro denunciare la corruzione del cerchio magico del proprio Presidente, resta intatta. Se possibile, anzi, ulteriormente rafforzata.

Gli ucraini – come scritto altre volte – non piacciono alla maggior parte degli italiani, perché gli italiani stessi li vedono troppo diversi da loro: soprattutto, in quanto capaci di un coraggio che la maggior parte degli italiani non sa più neanche dove stia di casa. Pokrovsk, fosse stata in Italia, non sarebbe ridotta in macerie: gliela avremmo direttamente consegnata noi, ai putiniani…

 

BATACLAN, DIECI ANNI DOPO

Bataclan, dieci anni dopo: Parigi ha ricordato, il 13 novembre, la orrenda strage islamista che cagionò 130 morti – in larga parte giovani e giovanissimi -, la più grave in Europa per mano dei terroristi islamici. Se non fosse fallita l’azione terrorista allo Stade de France – durante la partita fra Francia e Germania -, non si può neanche immaginare il numero delle vittime che ci sarebbe potuto essere: l’11 settembre statunitense, con i suoi tremila morti, sarebbe stato superato.

Come più volte ricordato, 10 anni fa si era al tempo del “Je suis Charlie”, e tutti – nell’ormai superato e giurassico 2015 – si leccavano le ferite, rilanciando al contempo la difesa del nostro modo di vivere da occidentali, e all’occidentale. Standard di vita che non ci si vergognava di considerare democraticamente superiori a quello dei Paesi di origine degli islamisti.

Nel 2025, vediamo invece i giovani – quelli politicizzati – scendere in piazza brandendo le bandiere della Palestina (quelle di Hamas si trovano con più difficoltà, on line), minimizzando gli attacchi ed i massacri – che sono solo islamisti, e di nessun altro: andrebbe tenuta presente, questa cosa – rivolti contro il loro stesso modo di vivere (vedasi il 7 ottobre); magari blaterando financo di patriarcato, nel momento in cui ci si schiera per società del tutto oscurantiste, a partire dal ruolo delle donne.

Nelle manifestazioni di venerdì, si è in buona sostanza assistito alla definitiva saldatura fra ambientalismo (sono financo tornati i “Fridays for future”, eh) e posizioni filopalestinesi: non a caso, Hamas è notoriamente all’avanguardia, a livello di rispetto ambientale. I suoi interminabili tunnel ipogei, infatti, sembrano avere tutti il bollino verde, e producono un impatto ambientale ridottissimo…

Ps Dopo il profluvio di commenti su questo blog, il professore-filosofo Antonio Vigilante è tornato a rintanarsi nella sua comfort zone del social, in cui tutti gli scrivono quanto sia bravo e quanto siano birboni coloro che lo attaccano. Lui scrive di essersi molto divertito in questa polemica, e siamo contenti per lui, davvero: ognuno fa quel che può.

In mezzo a tante critiche gratuite, restano i fatti; almeno tre, sono facilmente documentabili:

  1. dopo essere stato da lui attaccato – e dopo averne quindi fatto conoscenza, giacché per me era un assoluto sconosciuto -, gli avevo proposto un incontro sulla questione Gaza: e lui ha rifiutato, dicendo di essere meno preparato del Tomaso nazionale (storico dell’Arte, sic);
  2. all’insegna del consueto benaltrismo di chi non ha argomenti, ha poi proposto un incontro sulla scuola: che io accetto senza problemi, anzi volentieri, aggiungendo solo che la Sala storica non è a richiesta, tantomeno per un incontro che, a suo dire, avrebbe una dimensione corale. Sto ancora aspettando, dunque, di essere convocato dove vorrà lui, per chiarire le nostre, peraltro antitetiche, visioni sulla scuola;
  3. last but not least, gli ho chiesto come siano stati eletti i rappresentanti del Collettivo che ha gestito la okkupazione scolastica del Piccolomini, da lui difesa; di più, da chi sarebbe stata votata la occupazione stessa: prima che iniziasse, non dopo, dopo due giorni che era già in corso.  Risposte, ovviamente, non pervenute: chissà perché…

 

 

 

41 Commenti su Ucraina, caro-cibo, Bataclan (ed un Ps)

  1. Anonimo scrive:

    ….in Russia l’autorità anticorruzione opera con il polonio….
    Quello che scrivi riguardo al Bataclan e gli anni attuali e’ il sintomo anche della strategia di penetrazione culturale islamica nel mondo occidentale, in particolare in Europa. Negli ultimi anni parlare di scontro di civiltà e’ appannaggio di pochi isolati commentatori e in politica c’è, di peggio, chi per accaparrarsi un pugno di voti flirta con movimenti che sono oggettivamente in contrasto con i valori occidentali.

    Fausto

    • Roberto scrive:

      Mi piacerebbe sapere quali sono i paesi e i partiti politici occidentali che oggi rispettano i valori occidentali, e soprattutto quali sono questi valori occidentali? Io ricordavo lo stato di diritto, la libertà di espressione e il liberalismo politico ed economico, la tolleranza per le minoranze, la parità di genere, e concetti radicati nella cultura greco-romana e nell’influenza del cristianesimo, come la ragione, l’amore e l’uguaglianza di dignità tra le persone……

  2. Marco Burroni scrive:

    Se qualcuno ti attacca e poi rifiuta un confronti dicendo di non essere abbastanza preparato vuol dire che le sue opinioni non valgono niente. Io ti consiglierei di lasciar perdere certi fenomeni.

    • Eretico scrive:

      Caro Marco,
      per me finisce ovviamente qui: il professore-filosofo nella sua zona di conforto “socialista” (con tutti a scrivergli quanto sia bravo, ovviamente), io in un blog in cui tanti non concordano affatto con ciò che scrivo (ottima palestra dialettica, infatti).

      Io avevo proposto un confronto a due su Gaza, e dintorni: lui mi ha scritto che, per questo motivo, sarei un maschio alfa, che vuole confronti uno contro uno, invece che allargati ed orizzontali, in cui ognuno dice la sua; voleva una sorta di seduta di autocoscienza collettiva, per capirsi. Così come per l’incontro sulla scuola, per il quale resta in piedi la mia eventuale partecipazione: non certo però, viste le modalità da lui richieste, in Sala storica.

      A proposito: mercoledì in Sala storica Maurone Civai ci presenterà un articolato ricordo sulla Siena degli anni Settanta; un appuntamento a dir poco stimolante…

      Buona settimana a tutti i lettori!

  3. Roberto scrive:

    ….e la rana saltella

  4. QUELLO DI STROVE scrive:

    Carissimo Eretico, premesso come faccio sempre di essere un gazzilloro di Strove, un pochino però informato, mi permetto di senesizzare uno dei punti che hai toccato, come sempre in modo magistrale: questo marziano, se arrivasse a Siena e vedesse i senesi-contradaioli spendere stipendi interi (uno pieno di sicuro, restando nella norma salariale) per pagarsi un Palio (sottoscrizione, cena della vittoria con annessa marea di ininterrotti cenini, festa con vestiti da comprare o affittare, numero unico ed altro), cosa direbbe? Che a Siena la povertà non esiste, o chissà cosa di altro.

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      Hai ragione al 100%. I senesi sperperano troppi soldi per il Palio; è solo la pacchia per tanti fantini che ci hanno costruito una fortuna. La cosa però andrà a scadere perché le vacche grasse stanno lentamente scemando, finché c’è stato Babbo Monte ed il suo indotto, impieghi ben pagati le cose sono andate bene, ora c’è l’ondata dei prepensionamenti con ricche liquidazioni e la cosa andrà avanti per qualche altro anno, ma in calando per ragioni anagrafiche. Finita questa ondata sarà la crisi economica per tutti ed anche quello che riguarda il Palio. Si spenderà molto meno. I giovani intanto stanno, in maggioranza, trovando lavoro altrove. Siena ha vissuto di rendita come le pensioni, se non c’è produzione di reddito, come stipendi o investimenti, la cosa nel tempo non puo’ che andare a scemare. Se non cambiano le cose, Siena è destinata ad una lenta, ma decisa decadenza ed invecchiamento.

      • Roberto scrive:

        I senesi sono liberissimi di spendere i propri soldi come meglio credono, nessuno gli pinta un arma chiedendogli di contribuire alla Contrada.
        Invece il sindaco non può spendere 600.000 euro per far venire un cantante sconosciuto ai più a fare le sue due ore a spese dei contribuenti, che si, in questo caso sono spennati senza il loro consenso.

        • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

          Sulle spese di € 600mila per un cantante sconosciuto concordo pienamente a criticare l’iniziativa. Per i senesi che spendano quanto gli pare ognuno è libero di farlo come e quando vuole, nessuno gli punta un’arma contro, con i derivanti benefici o viceversa. io resto sempre del parere di spendere i miei soldi per cose più utili ed a non pasteggiare una massa di mercenari che hanno costruito una fortuna con i soldi dei senesi. Bei tempi quando questi venivano barbocchiati bene, bene se non facevano gli interessi della Contrada e non si sognavano di certo di chiedere soldi a Palio perso. Pensare che c’è una storia di quello che, ormai in pensione e maggiore vincitore di Palii, quando venne a Siena gli venne chiesto di firmare e lui fece due croci come nome e cognome. La differenza è che ora sono anche più furbi ed istruiti. Concesso spendere, ma razionalmente cari senesi. Il Comune per la storia del cantante sconosciuto, è l’ennesima delusione di questa Amministrazione, ma anche la precedente non era certo migliore. Siamo messi proprio male, a Siena, in Toscana ed in Italia.

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      Unica cosa positiva, ma personale, è che la mia Contrada vince raramente e quindi di soldi finora ne ho spesi molto meno di altre molto più buc..fortunate (Selva, Oca, Drago, Giraffa, ecc.). Le poche volte che ho vinto effettivamente c’era un disegno diabolico di fare spendere in maniera esagerata nei festeggiamenti. Io mi sono misurato, ma tanti miei contradaioli si sono veramente svenati; va bene che è bello vincere dopo tanto tempo, va bene la cena, il numero unoco, ma io altre piorità di spesa e non ho mai esagerato. Contradaiolo all’acqua di rose, atipico? No, realista. Preferirei Siena avesse più possibilità di sviluppo; il Palio è una significativa commemorazione del passato, ma si deve pensare anche al presente ed al futuro. Andare avanti.

  5. m.c. scrive:

    Diciamo che chi ha edificato la propria opinione sui binari dell’ indottrinamento a un certo punto si trova ad avere un bagaglio di argomenti limitato. Chi invece non ha mai abdicato al nutrimento della libertà di opinione – naturalmente la dignità di opinione deve essere solida circostanziata lucida e intellettualmente onesta, altrimenti non la considero tale, ça va sans dire- avrà certamente più frecce al proprio arco per un confronto dialettico serio e responsabile. Penso che sotto sotto ognuno di noi abbia contezza dei propri limiti dialettici, e a un certo punto deve gettare la spugna come chi si alza e se ne va, o più elegantemente – rari nantes in gurgite vasto – può riconoscere che le argomentazioni dell’interlocutore sono effettivamente più valide e magari anche farle proprie arricchendo così il proprio bagaglio.

  6. Ottavio scrive:

    Possiamo dare la colpa a Trump di tutto, e 9 volte su 10 avremmo ragione, ma fintantoché l’Europa (non solo la UE, ma tutta l’Europa) manda solo l’elemosina a Kiev, dobbiamo stare tutti zitti. Ancora la gente non ha capito che è l’Ucraina a fare un favore a noi, arginando l’avanzata del dittatore sanguinario Putin, e non viceversa.

    • Eretico scrive:

      Caro Ottavio,
      sai bene che la penso come te, ma dobbiamo rassegnarci ad essere minoranza (netta, ormai): lo eravamo già fino alla settimana scorsa, oggi – dopo l’emersione delle Mani pulite ucraine – i Salvini, i Conte, nonché i Travaglio e gli Orsini, hanno autostrade di consenso davanti a loro.

      Con i parametri morali odierni, i più avrebbero detto che in Spagna, nel 1936-1939, coloro i quali si erano ribellati all’alzamiento di Franco – poi sconfitti – erano stati dei benemeriti beoti…

      L’eretico

      • Paolo Panzieri scrive:

        Si fa male a seguitare a mandare soldi (non proprio elemosina dai … 12 invii se non erro) a chi con quei soldi compra proprietà lussuose anche in Toscana ed i cui collaboratori li sperperano addirittura dotandosi di prestigiosissimi water d’oro massiccio …
        Si fa male (soprattutto i tedeschi) ad appoggiare chi ti distrugge oleodotti o petroliere a casa tua …
        Si fa male a supportare chi in ogni modo (per sua convenienza per carità) cerca di farti entrare direttamente in guerra con la Russia creando incidenti vari lungo i confini della Nato.
        Del resto il destino di questa guerra ormai è da tempo segnato: la soluzione coreana.
        Prima finisce e più vite umane verranno risparmiate ad una inutile morte.

        Sul paragone con guerra di Spagna, poi, ci sarebbe troppo da dire …
        Stavolta, comunque, sembrerebbe che i nazisti fossero “i buoni” da aiutare.
        Anche no. Abbiamo già dato.

        • Eretico scrive:

          Caro Paolo,
          concordo con te sul fatto della “soluzione coreana”, ormai pressoché inevitabile: mi pare però sia Putin, a non volerla più di tanto.

          Sul resto – come ben sai – non concordo affatto: la corruzione del gruppo dirigente – speriamo non di tutto, almeno – non esime, pur con garanzie sempre più stringenti da pretendere, dall’aiuto ad un popolo aggredito ed invaso da quasi 4 anni.

          Quanto al paragone con la Guerra civile spagnola, mi dispiace che tu ricorra al consueto escamotage – degno de Il Fatto – della Brigata Azov: di indubbie simpatie nazionaliste – più che naziste -, e di certo vicina a figure come Bandera (figura di cui invito a studiare la biografia, assai complessa); ma ora sic et simpliciter a difendere per l’appunto la sua Patria. Nazisti – come detto più volte – sono coloro che si comportano come tali: nel caso di specie, quindi, solo e soltanto i russi, peraltro adiuvati da soldatini nord coreani (alla faccia del dare dei nazisti agli altri), e a disgraziati africani arruolati con l’inganno.
          Chi era antifascista ed antinazista nel 1936 – dispiace tirarlo da morto per la giacchetta -, oggi sosterrebbe la causa ucraina: altrimenti, tradirebbe se stesso…

          L’eretico

      • Gp scrive:

        Dopo averne mandati 126, la prode Ursula ha chiesto altri 140 miliardi di ns tasse per l’Ucraina. Aggiungo che buona parte del 25% del nostro impoverimento giustamente analizzato dall’eretico, è dovuto al taglio delle relazioni col nostro primo fornitore energetico, quindi caro Ottavio ciò che ogni cittadino europeo ha fatto per l’ucraina è uno sforzo che probabilmente non ha eguali nel dopoguerra

        • Eretico scrive:

          Caro Gp,
          purtroppo i numeri e le cifre sono in buona sostanza quelli: che l’Ucraina ci sia costata, ci costi e ci costerà ancora, è un dato di fatto.

          A maggior ragione, trovo sempre sorprendente come buona parte dell’opinione pubblica italiana – senza quasi mai dirlo apertis verbis, ci mancherebbe – gioisca delle difficoltà di chi abbiamo finanziato, plaudendo – senza quasi mai dirlo apertis verbis, ci mancherebbe – per i successi di Putin…siamo degli inguaribili masochisti, di grazia?

          L’eretico

          • Roberto scrive:

            Sul non detto si possono fare tutte le elucubrazioni possibili, meglio fermarsi al detto, altrimenti sul non detto si potrebbe dire che questo blog è frequentato da numerosi fascisti….

          • Eretico scrive:

            Caro Roberto,
            questo blog è frequentato da tantissime persone, e per la famosa legge dei grandi numeri in questo numero rientrano tutte le posizioni politiche, ad occhio e croce: èd è proprio questo il motivo della fortuna del blog stesso; altri preferiscono le camere dell’eco, in cui partono lancia in resta, e gli altri – con qualche sfumatura del caso – danno sempre ragione. Qui, è diverso, ed è bene che sia così.

            A M.C.: quello che tu descrivi, giustamente condannandolo, è proprio ciò che accade quando si va avanti a forza di slogan – magari orrendi – e di tentativi di indottrinamento. Quello, è davvero ciò che si dovrebbe evitare: molti docenti sanno come fare, e si comportano lodevolmente di conseguenza; molti altri no, ovvero non lo vogliono proprio fare, perché si rendono conto di quanto sia facile plasmare politicamente degli adolescenti: gli piace vincere facile, per così dire…

            L’eretico

    • Roberto scrive:

      300 miliardi complessivi di aiuti a Kiev di cui 135 mld in armi finiti dritti dritti nelle casse delle industrie militari, con fior di dividendi distribuiti, da parte di USA e America vi sembrano elemosina? E su, andiamo…
      quanti aiuti abbiamo inviato ai Palestinesi che hanno perso tutto?
      o ai poveracci del Darfur? O alla Nigeria per combattere i fondamentalisti?

  7. Ics scrive:

    Zelensky azzoppato sembra una nuova concessione americana nel percorso verso il cessate il fuoco.
    In qualche maniera, una replica della politica di Kissinger (con scambio di ruoli tra Russia e Cina).
    Il coraggio del popolo ucraino avrebbe meritato miglior sorte.

    Balestina, wokismo, cambiamento climatico: la matrice comune è il disprezzo per l’occidente.
    Giustificabile (entro certi limiti) nei giovani, parecchio meno nei maestrini cattivi.

    Al contrario di Europa e Usa, in Giappone è bastato poco tempo per capirlo: l’immigrazione islamica non è integrabile.

  8. m.c. scrive:

    Epperò, Raffaele, avevo piacere che tu rispondessi a un mio quesito sulla politicizzazione della scuola. Per come la vedo io, ci suono luoghi deputati allo studio e all’ istruzione, e luoghi deputati alla politica.
    Non ritengo opportuna la sovrapposizione delle due istanze. Specialmente quando si tratta di minorenni. Ecco, mi piacerebbe sapere come la pensi da ex docente. Grazie se avrai il tempo di rispondere.

    • Eretico scrive:

      Cara M.C.,
      ti rispondo, e volentieri: in linea di massima, concordo al 100% con te; se uno parla dell’oggi, qualsivoglia docente ci mette anche del suo: nessuno può dirsi avalutativo, e chi lo dice o scrive è solo un gran disonesto intellettuale; altra cosa, però, è il cercare l’indottrinamento, come spesso si è fatto e si sta facendo in queste settimane.

      La scuola non può essere del tutto libera ed affrancata dalla politica, ma dall’indottrinamento dovrebbe esserlo: così, invece, purtroppo non è…

      L’eretico

      • m.c. scrive:

        Ma anche, volevo dire, aizzare i ragazzi e metterli gli uni contro gli altri, innestando in loro il seme dell’ odio reciproco (perché questo la politica è), non mi pare eticamente corretto. L’ambiente dove si studia dovrebbe essere sereno, i ragazzi hanno solo bisogno di serenità e di tranquillità per potersi concentrare negli studi che richiedono massimo impegno e lucidità mentale. Se trasciniamo dei ragazzini in una faida da talk show televisivo, si rischia una deriva bruttissima. Possiamo, per favore, evitare di trasformarli in piccoli mostri?

  9. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Tanto pochi saranno d’accordo con me, ma penso che invece di Rimbambiden presidente ci fosse stato Capitan Fracassa Trump, pur con tutti i suoi difetti, la guerra in Ucraina non sarebbe scoppiata. Penso che avrebbe favorito un incontro bilaterale prima che iniziassero a cantare le armi. Quando comincia a scorrere sangue è molto più difficile fare la pace. Gli Usa avrebbero gradito trovarsi delle basi russe a Cuba in fronte alla Florida? L’Ucraina nel disegno iniziale di Biden sarebbe entrata nella Nato con delle basi ai confini con la Russia; ricordiamo questo particolare; Putin non è certo uno stinco di santo, ma questa sarebbe stata una grave provocazione. Consideriamo poi la malafede del Rimbambiben che ha un figlio importante industriale per la fabbrica di armi. Dei poveri abitanti di Gaza plagiati da Hamas, tanto amato dai nostri italici pacifisti, c’è da dire poco, sono solo delle vittime, ma rimane sempre il mio scetticismo sulla loro vergognosa religione, odioso relitto della Storia. Lo ammetto sono islamofobo, ma siccome conoscere è potere, ho iniziato a leggere il libro “L’Islam e l’Europa” dello storico Franco Cardini. Siccome questa persona l’ho sempre stimata fin dai suoi interessanti interventi su Rai Storia, voglio chiarirmi un po’ le idee sulla nascita e crescita di questa realtà storica. L’unica cosa che so per il momento, è che nel Medioevo erano molto più avanti di noi in molti campi dalla astronomia, chimica, medicina e filosofia; sono loro che hanno riscoperto i filosofi greci; noi occidentali dopo la caduta dell’Impero Romano eravamo regrediti, avevamo fatto il gambero. Dopo varii secoli “bui” invece le cose si sono rovesciate e la nostra civiltà è rinata. Ecco voglio vedere, capire la causa di questo blocco. Il libro è tosto da leggere, ma sono troppo interessato all’argomento e piano, piano sto andando avanti nella lettura.

    • Cecco scrive:

      Caro Vedo Nero (se posso permettermi, dato che non sempre “caro” pare un aggettivo gradito) mi sembra un buon suggerimento il libro di Franco Cardini che mi prometto di leggere. Sull’Islam a naso penso che tu abbia torto, ci sono vari tipi di Islam come ci sono varie interpretazioni del Cristianesimo, e non tutte sono difendibili. E’ una religione che ha milioni di fedeli e che nella storia si è spesso contrapposta al Cristianesimo ma questo non vuol dire che sia intrinsecamente pericolosa, il problema è che spesso con la vernice della religione si nascondono interessi più meschini. Negli ultimi anni del secolo scorso probabilmente ognuno di noi pensava in cuor suo che le guerre di religione fossero il retaggio di un passato oscuro, relegato per sempre ai libri di storia, ed invece agli albori del XXI secolo l’11 settembre ha catapultato il mondo di nuovo in una dimensione di cui l’umanità tutta avrebbe fatto volentieri a meno, l’illuminismo sembrava trascorso invano, retrocediamo all’epoca delle crociate, e allora medioevo per medioevo faccio mia la posizione di San Francesco e del sultano Malik al-Kamil: solo il dialogo può salvarci, con la contrapposizione e l’odio si va da poche parti. Detto questo penso che su Trump tu abbia ragione, Biden rappresentava quella politica americana idealista (noi siamo i giusti) ma espansiva e poco rispettosa dei punti di vista altrui, la mossa di minacciare l’entrata dell’Ucraina nella Nato è stata veramente poco lungimirante anche se francamente niente può giustificare l’aggressione Russa. Se pensiamo alla genesi (o scusa) del conflitto ovvero la preesistente guerra detta “a bassa intensità” nel Donbass praticata soprattutto dal battaglione ucraino filonazista Azov (integrato solo dopo l’invasione russa nell’esercito regolare ucraino per ragioni prettamente strategiche e non certo ideologiche) non possiamo fare a meno di chiederci se parte della colpa del conflitto in corso non risieda anche nella miopia delle organizzazioni internazionali (ONU in primis) che si sono dimenticate di una guerra che andava fermata, magari con una forza di interposizione, prima che diventasse il pretesto per un conflitto nel cuore dell’Europa, come è puntualmente avvenuto, certo parlare con il senno di poi è semplice, ma gli elementi erano davanti agli occhi di tutti e se avessimo avuto dei politici con un minimo di lungimiranza probabilmente oggi i confini ucraini non sarebbero stati violati. Trump è un immobiliarista, il suo faro sono gli affari, la sua proposta di pace per la guerra in Ucraina è abbastanza vergognosa, di fatto sancisce che il Donbass e la Crimea sono russe, trascurando i desiderata europei ed i morti sul campo, anela la fase di ricostruzione e la guerra in corso è solo un intralcio agli affari. Probabilmente la sua sembra adesso l’unica soluzione praticabile per una pace possibile, magari prima dello scoppio del conflitto sarebbero state possibili soluzioni più dignitose per l’Ucraina, ma una volta che le armi hanno cominciato a cantare è prevalsa solo la logica militarista del più forte in un turbinio di dichiarazioni deliranti. L’Europa ne esce impoverita, soprattutto tra le classi già povere ed in parte anche nella classe media, dipendente per l’energia dagli americani e con i singoli nazionalismi rafforzati senza aver appreso la semplice lezione che solo uniti (magari con un solo esercito e non con venti esercitini iportrofici e supercostosi ma scollegati tra loro) possiamo contare qualcosa.

      • Eretico scrive:

        Caro Cecco,
        condivido in molte parti il tuo articolato e variegato intervento (e penso che Vedo nero non si adombrerà se ti poni verso di lui con il “caro”: non ha velleità filosofiche, il nostro appassionato commentatore…).

        Mi permetto solo di eccepire sul tuo passaggio sul Donbass 2014: mi pare infatti che, in questo caso, tu adotti la narrazione putiniana, secondo cui gli ucraini (azovisti-nazisti) avrebbero iniziato a fare danni; ricordiamoci sempre che il 2014 si apre con l’invasione della Crimea, e poi con Putin che – vedendo che l’Europa e gli States non muovono un dito per difendere l’Ucraina – fa partire gli “omini verdi” verso le ricche terre del Donbass (invasione mascherata, ma ben concreta).
        Ergo, nel 2014 abbiamo una doppia aggressione-invasione russa in casa di altri: ad una sola delle quali, l’Ucraina di allora (con Zelensky ben lontano dal potere) riesce ad opporsi.

        L’eretico

      • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

        Concordo con quanto hai detto, particolarmente sull’accenno all’ONU che si dimostrato un ente inutile. Anche l’Europa con i vari membri disuniti senza una politica veramente comune. Giusta la definizione di Trump più immobiliarista che pacifista. Putin un sanguinario e cinico delinquente. A Rimbambiden incapace di risolvere la questione Russia-Ucraina, che dire? Civilmente gli auguro, mentre si gode pacifico la pensione, tanto bene secondo i meriti. Il libro di Cardini va avanti lentamente, ma procede. Per capire qualunque problema non bisogna mai fermarsi all’impulsività, ma informarsi il più possibile, non avere mai dubbi è sbagliato, meglio documentarsi da fonti ritenute storicamente attendibili. Comunque a chi arriva da noi dovrebbero essere elencati sia i diritti ed anche i doveri per integrarsi in Italia, cose queste ultime che una certa parte politica di minoranza ha un po’ trascurato, se non evitato, di fare. Concludo con l’appellativo “caro”, a me attribuito, che non mi tange assolutamente, non ne sono assolutamente ostile, anzi mi sembra anche un termine civile, educato, non offensivo.

  10. Gp scrive:

    Si può anche far finta che deprecabile invasione russa non sia stata una reazione alla politica di espansione USA ad est… coi poveri ucraini che si sono ritrovati da zerbini russi a zerbini Usa, con la differenza che ora qualcuno muore e qualcuno ha i wc d’oro.
    Non ritengo la ‘transizione’ ucraina verso l’occidente un processo libero e democratico e non ritengo l’ucrsina un paese meritevole di essere accettato in ue e nato (non soddisfa basilari requisiti di trasparenza, democrazia, libertà, pluralismo ecc…)
    Tanto per ricordare un emblematico passaggio ‘democratico’ del 2014 (e non voglio neanche citare Soros come fanno quei complottisti del ‘sole’)

    • Eretico scrive:

      Caro Gp,
      figurati se qualcuno nega le intromissioni USA sull’Ucraina (e non solo sull’Ucraina, ovviamente); ma oltre al fatto che – in questo caso specifico -, gli States non hanno invaso o aggredito alcuno (a differenza di quanto fatto dall’ex agente del Kgb, e non vale solo per l’Ucraina), resta un altro elemento: le decine, centinaia di migliaia di persone che nel 2005 – e poi in seguito – scesero in piazza a Kiev, con dieci gradi sotto lo zero ed i rischi di essere arrestati, contro il candidato filorusso (quello filooccidentale fu gonfiato – in senso non metaforico – ben bene), erano tutte a libro paga della Cia?

      L’eretico

    • Anonimo scrive:

      Per la verità l’espansione a est della nato mi sembra più determinata dal democratico Putin che dagli USA, visto, ad esempio, che due stati come Finlandia e Svezia hanno chiesto l’adesione proprio a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina…..
      Per quanto riguarda l’accettazione alla ue e nato dell’Ucraina, la questione della corruzione poteva effettivamente rappresentare un ostacolo all’ammissione del paese, ammissione che non era una cosa automatica. Si
      trattava pertanto di una questione interna che riguardava in primis il paese stesso ed in secundis le istituzioni europee…..Putin, di grazia, che ci azzeccava? E’ stato soltanto l’ennesimo pretesto, a mio avviso, per rinfocolare le sue mire imperialiste su un paese che considera di sua “proprietà “.

      Fausto

      • Gp scrive:

        L’espansione a est della nato è iniziata almeno 25 anni prima degli ingressi di Svezia e Finlandia, che fra l’altro sono paesi comunque ‘occidentali.
        Il problema della corruzione è il minore per l’accesso in ue… mancano proprio i basilari requisiti democratici

  11. Gp scrive:

    Non erano tutti a libro paga della cia, ma sono finiti per essere la carne ma cannone degli usa.
    Mi scuso per il discorso ‘troncato’ ma non sono riuscito a postare un link…

    Per chi fosse interessato basta googlare: ilsole24ore poroshenko soros

    • Eretico scrive:

      Gli ucraini, insomma, o sono corrotti fino al midollo – dalla Cia, ovvero da se stessi -, oppure si rivelano dei solenni beoti, che non hanno lasciato entrare libenter Putin a Kiev (non nel Donbass, proprio a Kiev!) nel febbraio del 2022…mah…

      L’eretico

      • Gp scrive:

        Conclusioni non deducibili dai miei post… non credo che le vittime incolpevoli e impotenti delle schermaglie tra superpotenze meritino di essere chiamati beoti… mah…

      • ginocacino scrive:

        … caro Eretico (se mi posso permettere di usare l’aggettivo qualificativo senza destare irritazioni ;-)) secondo me, tralasciando per il momento le cause e le motivazioni di questa guerra, la colpa più grande dell’Ucraina ma ancora di più del suo gruppo “digerente” (date le notizie assai varie e corpulente di distrazioni di fondi, armi e quant’altro che se in tempo di pace sono odiose in tempi di guerra sono assai peggio) è stata la convinzione che con l’aiuto degli Americani e degli Europei fosse possibile sconfiggere militarmente la Russia arrivando a dichiarare imminente l’attacco russo all’Europa e a considerarsi il muro che stava salvando l’Europa e gli europei da questa invasione e propinando al mondo intero ogni tipo di fake news (al momento questi piani di espansione dei russi fino a Lisbona tali rimangono … delle fake news) per avere il loro sostegno sempre perseguendo la malcelata convinzione di poterli sconfiggere … innescando questa follia collettiva della corsa al riarmo degli stessi paesi Europei a discapito di tutto il resto … ora che siamo arrivati ad un punto cruciale di questa guerra, semmai il piano fosse accettato e portato avanti da entrambe le parti, che ne sarebbe del RearmEU? che ne sarebbe dei tanti proclami sull’integrita Ucraina e della convinzione di poter vincere questo conflitto? è evidente che gli Usa ci hanno rinunciato ma gli Europei no, questi ultimi non vogliono la pace vogliono la sconfitta e l’umiliazione della Russia e del suo Leader che, detta cosi fra le righe, sono la prima potenza atomica del mondo …
        comunque non è ancora finita e sarà interessante vedere come si dipanera questa matassa con questi nodi (i 28 punti del piano proposto) venuti al pettine

  12. Ics scrive:

    https://tg24.sky.it/cronaca/2025/11/20/madre-morta-si-finge-lei-pensione-mantova

    Se c’è un popolo dallo scarso senso civico e neanche troppo sveglio, è quello italiano.
    L’ucraino percepito come concorrente nella domanda di sussidio. La preoccupazione che babbo stato distragga fondi dal nostro mantenimento.
    Ci si riempie la bocca di concetti universali ma in fondo la motivazione è egoistica.
    Popolo sudicio & vile

    • Roberto scrive:

      E ha i governanti che si merita, espressione piena di ciò di cui lo accusi

      • Ics scrive:

        Un popolo tondo difficilmente potrà avere una classe politica quadrata.
        L’orientamento politico è comunque marginale: lo stesso campo largo nasce per rispondere alle istanze peggiori di questa cultura parassitaria.

      • Gp scrive:

        Direi che alla luce di una serie di variazioni normative, sociali, economiche e politiche (dal ‘porcellum’ alle lobby, dalle infiltrazioni mafiose all’impunità dei ‘colletti bianchi’, dal controllo politico di media e magistrati alla corruzione ecc…) la famosa frase ‘ogni popolo ha il governo che si merita’ non è più così condivisibile, se non in democrazia perfetta. In generale direi che i governi sono molto peggio dei popoli.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.