Eretico di SienaAh già, esiste l'antisemitismo (e Caso Rossi)... - Eretico di Siena

Ah già, esiste l’antisemitismo (e Caso Rossi)…

Era già quasi pronto un corposo pezzo sul Caso Rossi (sul quale ovviamente si tornerà, giacché la cosa diventa sempre più stimolante), ma ciò che accade nel mondo ha fatto optare la redazione per parlare, per l’appunto, di altro: in attesa di sapere come andranno a finire le trattative sull’Ucraina (forse – ad essere ottimisti – c’è l’accordo fra USA, Volenterosi ed Ucraina, ma la vediamo assai bigia che i liberaldemocratici ed incorruttibili putiniani accettino il succitato piano di pace), fateci scrivere almeno qualcosina su due fatti: uno, accaduto lontanissimo da noi; l’altro, invece, parecchio di meno…

 

I FATTI DI SIDNEY

Ciò che è accaduto domenica a Sidney, nella splendida cornice di Bondi beach, rappresenta uno dei più violenti massacri antisemiti del post 1945: niente di paragonabile al pogrom del 7 ottobre, essendo per ora la conta dei morti ferma a quota 15, ma il massacro purtroppo resta tutto.

Diciamo subito che Netanyahu – a commento di ciò – ha detto una cosa errata, sostenendo che questa strage sia direttamente collegabile al settembrino riconoscimento dello Stato di Palestina da parte australiana (la via è quella dei due Stati, inutile girarci intorno: certo, non con Hamas armata ed al potere); mentre ha ragione da vendere, accusando il Premier Anth Albanese di avere gravemente sottovalutato l’antisemitismo dilagante in Australia, ove bandiere israeliane furono pubblicamente bruciate – proprio a Sidney – il 9 ottobre 2023: 48 ore dopo il pogrom, e quando ancora non era neanche iniziata la reazione, o vendetta che dir si voglia, dello Stato di Israele.

“L’Australia è cambiata, l’antisemitismo dilaga, ormai è permesso tutto”, dice a Repubblica odierna lo scrittore Howard Jacobson, che l’Australia la conosce piuttosto bene per averci vissuto a lungo:

“Quanto è accaduto a Gaza dopo il 7 ottobre è stato tremendo, ma è stata anche l’occasione, per molti, per sprigionare tutto il loro odio antiebraico, fino a quel momento covato e represso” (l’intervista di Jacobson è a pagina 10).

Ah, giusto en passant: Il Fatto quotidiano, oggi, non dedica neanche un articolo o un commento al pogrom di Sidney; ovviamente, questa è circostanza del tutto casuale ed involontaria, ma in generale il sangue ebraico si asciuga prima…

Di tutto questo massacro, resta fortunatamente il gesto – tanto importante, quanto davvero coraggioso – del fruttivendolo 43enne, di religione fra l’altro islamica: divenuto, più che legittimamente, un autentico eroe nazionale.

A dimostrazione del fatto che applicare la classica colpa collettiva è sempre sbagliato: il padre ed il figlio massacratori, di certo non rappresentano tutto l’Islam (e ci mancherebbe anche altro); ma questo dovrebbe valere anche per gli ebrei, specie quelli della diaspora, i quali non hanno nessuna attinenza con l’eccessiva reazione voluta dal Governo Netanyahu a Gaza: solo che la prima parte del ragionamento, quella va bene per tutti; la seconda, invece, no. “Palestina libera, dal fiume al mare”, no?

L’IMAM DI TORINO

Ieri è arrivata la notizia della liberazione dell’Imam di Torino, Mohamed Shahin, che da fine novembre – raggiunto da un decreto di espulsione – era al Cpr di Caltanissetta; il Ministro dell’Interno Piantedosi aveva così deciso – considerandolo un pericolo per lo Stato – dopo le sue veementi frasi giustificazioniste a proposito del pogrom antisemita del 7 ottobre 2023.

Frasi che meritano una attenta lettura, o rilettura se del caso: “Sono d’accordo con quello che è successo il 7 ottobre 2023, non è una violenza”. La lettura, insomma, è quello dell’atto giusto, comunque legittimo, financo resistenziale. Giova ricordare che a suo favore – oltre ovviamente ai Pro Pal et similia – si era schierato addirittura il Vescovo di Pinerolo (Pio II – per dirne uno – si starà rivoltando nella tomba: altri tempi, si dirà…).

Che dire, se non che siamo contenti di questo esito? Si è evitato di creare un martire del libero pensiero, del free speech come usa dire oggi; e poi, perché condannare all’espulsione un Imam, allorquando nelle piazze, per le strade, nelle università e nelle scuole (okkupate, ci mancherebbe altro) si è fatta la stessa cosa, si sono sostenute le stesse, identiche, tesi fra settembre ed ottobre?

L’espulsione dall’Italia dell’Imam sabaudo, insomma, avrebbe creato un precedente gravissimo: per coerenza, sarebbero stati da espellere migliaia e migliaia di persone, a partire da università e dalle scuole (okkupate, ci mancherebbe altro): la fuga degli italici cervelli, in questo caso, sarebbe diventata pressoché irrefrenabile…

 

GLI INTELLETTUALI GAZISTI

In settimana scorsa, è (finalmente, fateci dire) uscito il Report di Amnesty international (di certo, una organizzazione benemerita, nonché in nessun modo tacciabile di essere filo-Netanyahu): quelli di Hamas il 7 ottobre 2023 – omicidi, ferimenti, sequestri, stupri – sono stati crimini contro l’umanità. Non che ci fosse bisogno di Amnesty, ma benvenuta lo stesso, suvvia: meglio tardi, che giammai…

E finalmente, dopo il massacro di Sidney, si può parlare e scrivere di antisemitismo in modo esplicito, senza continuare a nascondersi dietro alla vigliacca ambiguità di chi usa l’antisionismo perché nessuno si può dire antisemita: dire che uno è “antisionista” è cool, dirsi “antisemita” continua invece ad essere considerato eccessivo, poco accettato in società (per ora, almeno).

Ed ecco che – dopo avere scritto tonnellate di pezzi su Gaza (compreso sull’ultimo Venerdì di Repubblica, ove paragona i gazawi ai resistenti italiani), con strenna natalizia libresca di contorno – il Tomaso nazionale ha iniziato a tirare fuori i sacrosanti distinguo sul fatto che una cosa sono gli ebrei in quanto tali, un’altra invece il Governo Netanyahu. Toh, meno male che ce lo dice lui (adesso).

In attesa che il Tomaso nazionale organizzi – insieme alla insigne giurista Albanese – una manifestazione di piazza in solidarietà degli ebrei di Sidney, in attesa che vada – insieme alla insigne giurista Albanese – in qualche scuola a condannare, senza ma e senza se, l’antisemitismo dilagante (non solo in Australia), accontentiamoci per ora dei distinguo, suvvia…

 

Ps 1 In Cile, ha stravinto Antonio Kast: e ha vinto nettamente, con il 58% dei consensi. Il popolo è sovrano: certo che avere, come leader, una figura che non ha mai preso, in alcun modo, le distanze da Augusto Pinochet, nonché pare avere avuto un padre nazista, una certa qual impressione la desta…

Ps 2 La presentazione del mio romanzo giallo “Quattro croci a Siena”, la settimana scorsa in Sala storica, è andata davvero assai bene: molto partecipata, con relatori che vanno ringraziati per la brillantezza e l’acume di certe osservazioni (Luca Luchini ed Enrico Toti), ed impreziosita dalla interpretazione di alcuni passi del libro, da parte di due eccellenti lettrici come Mariangela Colella e Paola Lambardi. Per chi volesse, il video integrale – a parte le musiche – è disponibile su Youtube.

Ps 3 Caso Rossi, anyway: ieri sera mi riferiscono di un Giletti tutt’altro che felpato, bensì scatenatissimo, sulla “Garlascheide senese” (almeno, nel caso della povera vittima, lì un omicida c’è davvero, chiunque sia); stasera, poi, su Rossi tornano Le Iene (poteva forse essere diversamente, di grazia?). La redazione, con calma, cerca di vedere tutto, prende i suoi appuntini e poi, a fine Commissione, scemate le varie fiammate mediatiche e politiche (con un Presidente che ormai parla ai 4 venti di “omicidio”, essendo un garante di imparzialità), sarà divertente ripartire da zero, da ciò che in una aula di Giustizia di solito conta: i fatti. Senza dimenticare quelle testimonianze – fatte mettere nero su bianco davanti a organi di Polizia giudiziaria, non davanti a Giletti – rilasciate quando David Rossi era un suicida acclarato.

Per ora, ci sia permessa una domandina, rivolta ai lettori, moltissimi dei quali incerti o favorevoli alla tesi omicidiaria: vi siete mai chiesti perché, in queste trasmissioni, esista una narrazione unica ed univoca – quella che si sarebbe trattato di omicidio -, e non si assista, mai e poi mai, ad un confronto plurale?

31 Commenti su Ah già, esiste l’antisemitismo (e Caso Rossi)…

  1. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Il caso Rossi lo definirei un accanimento mediatico; dovrebbe essere concluso con un pensiero con rispetto per la vittima e chi lo rimpiange. Se è stato omicidio o suicidio ormai sarà sempre più difficile capirci qualcosa, gli organi competenti dovrebbero lavorare in pace, cosa finora inesistente. Riguardo alla manifestazione che dovrebbero organizzare Tomaso nazionale e la giurista Albanese a favore dei morti di Sidney, caro Eretico puoi aspettarla tranquillamente, ma mettiti seduto comodo e con molta pazienza preparati a vederla, forse. Ci siamo capiti. Intanto le “anime buone” inclusive e solidali verso un’unica parte, sono felici per avere manifestato e vinto per la liberazione del povero Iman torinese. Continuiamo a farci del male come disse il buon Nanni Moretti che, tra l’altro, ora ha ispirato il comportamento, di certi alti vertici sinistrorsi, sull’andare o non andare ad una riunione politica avversa a cui erano invitati.

  2. Roberto scrive:

    Condannare il governo Isrealiano e accusarlo di compiere crimini contro l’umanità, e finanche di genocidio, significa essere antisemiti?
    Antisemitismo era quello dei nazisti e dei fascisti italiani , ukraini ,polacchi etc.( indipendentemente se lo fossero solo per scimmiottare e ingraziarsi i loro alleati nazisti) che coltivavano l’odio contro gli ebrei e promulgavano leggi contro di essi, predicando e paraticandone l’eliminazione sistematica, per il fatto solo di essere ebrei.
    Dirò di più, anche coloro, che sostengono la tesi “dal mare al fiume”, non possono essere accusati di antisemitismo, in quanto lottano contro quello stato che secondo loro non avrebbe ragione di esistere non perché costituito da ebrei, ma perché considerato usurpatoe di una terra che apparteneva ai palestinesi. Tesi ovviamente non condivisibile, ma sicuramente non fondata sull’antisemitismo stle nazi-fasci.

  3. Superciuk scrive:

    “Se fossi nato in un campo profughi per 50 anni senza prospettive per i miei figli probabilmente sarei anch’io un terrorista”. Chi è il noto antisemita che pronunció questa frase?

    • Eretico scrive:

      Caro Superciuk,
      era un certo Giulietto Andreotti: tipico esponente di quell’ala filopalestinese della Dc che faceva dell’Italia un luogo di passaggio delle armi dei terroristi, purché non colpissero in Italia. E che si era nutrito, imbevuto di antigiudaismo cattolico, che odorava di incenso, sin da piccolo…

      A Roberto: antisemita è chiunque colpisca o uccida un ebreo, per il solo fatto di essere tale. Come quei “bravi” uomini di Hamas, indirettamente esaltati dalle tante manifestazioni delle settimane scorse, nonché nelle università e nelle scuole…

      L’eretico

      • Roberto scrive:

        E invece secondo me quelli di Hamas non sono antisemiti. Non combattono contro lo Stato di Israele, in maniera deprecabile come tutti i terrorismi, perché Israele è il nemico che ha invaso le terre dei palestinesi.
        Altrimenti gli Ukraini dovrebbero essere considerati antirussi, e li perseguiterebbero a prescindere dal fatto che hanno invaso il loro paese.
        Antisemiti, ripeto, sono i fascisti e i nazisti, e tutti quelli che odiano gli ebrei, a prescindere. E per ragioni storiche, che tu stesso hai ricordato scrivendo di Andreotti, che affondano le radici nell’antico pregiudizio antiebraioco di origine cristiana, che ha generato nei secoli, massacri di ebrei, che peraltro si sentivano molto più sicuri nei paesi dominati dagli islamici (per esempio nella Sicilia o nella Spagna del medioevo, ma anche nei paesi nordafricani), piuttosto che in quelli cristiani.

      • Superciuk scrive:

        Certo, l’immagine di Giulio Andreotti che esterna opinioni in preda a incontrollabili pulsioni razziste è molto credibile….e la consecuzione tra fervente cristiano e antisemita puzza di pregiudizio (come l’antisemitismo tanto per fare un esempio). Ho riesumato il divo Giulio non perché fosse un personaggio amabile, ma perché aveva sulla questione palestinese un punto di vista forse discutibile, diciamo complesso, ma non credo desiderasse lo sterminio degli ebrei. Si può condividere o meno il sentimento filopalestinese, ma screditarlo con l’antisemitismo è una scorciatoia troppo facile

    • Marco Burroni scrive:

      Il punto e’ proprio questo, come mai esistono campi profughi da 80 anni? Come mai nessuno stato arabo limitrofo ha provveduto a dare uno status piu’ stabile ai palestinesi?
      Dopo la seconda guerra mondiale circa 300.000 profughi italiani furono cacciati dalla Jugoslavia, vivono essi ancora nei campi profughi o sono stati integrati? E molti stati arabi sono anche schifosamente ricchi, come mai se ne fregano dei Palestinesi?
      Sono queste alcune domandine che i numerosi filopalestinesi dovrebbero farsi prima dinparlare a vanvera.

      • Eretico scrive:

        Caro Marco,
        chapeau: hai colto un passaggio davvero cruciale, aggiungendo la eclatante comparazione fra gli istriani ed i palestinesi. Aggiungo che la solidarietà filopalestinese, dopo il 7 ottobre, si è manifestata – con slogan orrendi e bandiere israeliane bruciate, peraltro – parecchio di più in Occidente, che non fra gli stessi Stati arabi, più interessati a ben altro: non che questa sia cosa buona e giusta, ma forse giustappunto una domanda qualcuno se la dovrebbe fare, i nostri okkupanti. I quali forse sic et simpliciter neanche sanno, di essere parecchio più filopalestinesi loro, degli altri arabi…

        A Superciuk: guarda che non c’è nessun pregiudizio nell’accostare Giulio Andreotti all’antigiudaismo cattolico, è semplicemente Historia; il divo Giulio, infatti, quando faceva il chierichetto ed anche parecchio dopo (fino al Concilio Vaticano II, per capirsi), era uno che recitava il “pro perfidis Judaeis”, sotto Pasqua: non volendo appesantire la mia risposta con dotte citazioni storiografiche, basti pensare a “Il marchese del Grillo”, con ciò che Alberto Sordi risponde all’artigiano ebreo, il quale vorrebbe essere pagato per il suo lavoro.
        Insomma, tutto c’è, quindi, fuorché pregiudizio. Si chiama Historia, a dirla tutta, è durata diversi secoli e l’ottimo Giulio ne è stato – con tantissimi altri – degno, anzi degnissimo, continuatore…

        L’eretico

      • Roberto scrive:

        Provona rispondere a Marco Burroni.Secondo me:
        1.paura. sanno di avere eserciti infinitamente più deboli di quello Israeliano e quindi non sono in grado di sostenere militarmente i palestinesi (quando lo hanno fatto sono sempre stati sconfitti)
        2. Interessi : vogliono continuare a vendere petrolio all’Occidente in tranquillità
        3. Non vogliono aprire la strada alla deportazione dei palestinesi
        4. Hanno già problemi con la povera della loro popolazione e non possono importare altri poveri
        5. Infine solo nell’immaginario collettivo occidentale i paesi ad influenza islamica sono un unicum.

        • Marco Burroni scrive:

          Riguardo al punto 3 ti smentisco: i paesi arabi sono decisamente aperti alle deportazioni dei palestinesi. Due esempi, il primo sono i palestinesi cacciati dalla Giordania dopo il Settembre nero del ’70 e che ripararono in Libano: la storia del Libano dopo il ’75 conferma il punto 4.
          Il secondo sono i palestinesi che nel 1991 furono cacciati dal Kuwait dopo Desert storm. Colpevoli di essersi schierati con Saddam al ritorno del governo legittimo non furono perdonati e piu’ di 300.000 furono costretti a lasciare il paese.
          Tutto questo descrive bene il rapporto ambivalente tra i palestinesi e gli altri stati arabi.

      • francesco scrive:

        buongiorno.
        come state?

        i paesi arabi ricchissimi pompano ingenti quantità di soldi verso lo stato palestinese.
        il punto è un altro.
        la situazione ingarbugliata in quel punto fa comodo, parecchio comodo, a tutti.
        iran e saudi in primis ed a coloro ad essi collegati.

        in tutto questo poi ci sono le molteplici risoluzioni onu che israele ha sistematicamente ignorato, oltre al comportamento dei coloni in cisgiordania che nessuno si preoccupa di fermare.

        non credo sia negabile che spesso israele se ne è fregata del diritto internazionale facendo bellamente i propri comodi (bombardamenti in libano, siria, omicidi in iran).

        ridurre tutto a domandine ai filopalestinesi è assai limitato, anche perchè ci sarebbero domande da rivolgere ai filosionisti (non filoisraeliani, si noto bene).

      • Superciuk scrive:

        Faccio fatica a capire cosa c’entra questo con l’antisemitismo….E la conclusione del ragionamento quale sarebbe? Che è giusto tenere i palestinesi nei campi profughi per altri 50 anni perché è questo che si meritano? Non saprei se definirmi filopalestinese, ma definerei senz’altro questo “parlare a vanvera”

        • Marco Burroni scrive:

          Quando dico “parlare a vanvera” mi riferisco a commenti come questo. Dimmi dove avrei scritto” i palestinesi devono stare nei campi altri 50 anni”. Se questo e’ tutto quello che hai capito del mio intervento allora ti suggerisco di posare il fiasco e di leggere libri con le parole – prima di rispondermi ancora.

          • Superciuk scrive:

            Stai sul punto. Io sto dicendo (e mi pare di essere stato chiaro) che si può giudicare insostenibile la condizione attuale del popolo palestinese senza essere antisemiti (e senza parlare a vanvera). Cosa c’entra con questo la mancanza di sostegno dei paesi arabi vicini?

      • Gp scrive:

        Il punto che ha centrato è che che gli ospiti dei campi profughi sono vittime di persecuzioni genocidiarie, come i profughi istriani (molti integrati, si… ma nel paesaggio carsico), con la differenza che fino al 2023 il ‘ritmo’ dei sionisti era inferiore a quello dei titini. Ritenere che la solozione sia la deportazione in egitto o in giordania mi pare nazistoide e decisamente rafforzante la tesi genocidiaria… o il diritto a vivere nella propria terra vale solo per gli ucraini?

        • Marco Burroni scrive:

          Il diritto a vivere nella propria terra era anche degli ebrei europei, che prima furono decimati dalle persecuzioni naziste e poi – a guerra finita- non poterono tornare nei paesi di origine e furono letteralmente costretti ad emigrare altrove (Stati Uniti e Israele in primis)… Era degli Ebrei Sefarditi, che tra gli anni ’50 e ’60 furono cacciati dagli stati Arabi nordafricani, anche loro accolti e integrati in Israele…
          Questo per dire che Israele e’ anche frutto della nostra intolleranza, degli europei e degli Arabi. Ricordiamocelo sempre invece di fare il tifo per questo o quello, cerchiamo di essere adulti e di assumere posizioni equilibrate.

          • Gp scrive:

            Aver subito un tentativo (o più di uno) di genocidio non da il diritto di tentarne un altro

  4. Anonimo scrive:

    Dopo mesi e mesi in cui è stato consentito in quasi tutti i paesi occidentali, anche per cercare qualche voto in più, che la propaganda anti semita prendesse piede, non era difficile prevedere che una strage di ebrei accadesse.
    Strage – e questo nella gravità dell’episodio, mi appare ancor più grave- compiuta non da un organizazione militare e/o paramilitare e/o da professionisti, ma da semplici cittadini, padre e figlio, molto probabilmente indottrinati in qualche moschea, da parte dei soliti Iman ormai sparsi per il mondo e di cui viene sottovalutata la pericolosità………
    Concordo con vedo nero: continuiamo a farci del male !!

    Fausto

  5. Ics scrive:

    L’imam va espulso per certificare una banalità: non esiste alcun diritto assoluto a vivere in occidente per loro e non esiste alcun obbligo per noi ad accoglierli per forza.
    Oggi è il singolo imam, domani saranno i quartieri “no go” o l’imposizione di usi e costumi non accettabili in una realtà occidentale laica.
    Nel contesto attuale, spiace rilevarlo, l’approccio permissivo è perdente. Tanto noi siamo rinunciatari & pavidi tanto loro sono radicati nelle loro convinzioni.
    Genera più di una perplessità la sicurezza del neocomunista nostrano di poter riuscire dove collettività ben più strutturate (paesi nordici o Germania) hanno fallito.

    Il lavoro delle forze dell’ordine è inutile se non supportato a livello giudiziario.
    Riformare
    Riformare
    Riformare

  6. ginocacino scrive:

    … il mai pienamente sopito sentimento antisemita (qualche post indietro c’era qualcuno che commentando diceva che l’antisemitismo è ormai (sic) cosa di sinistra anzi era entrato pienamente nella sinistra istituzionale) è da stronzi e teste di cazzo indipendentemente dall’orientamento politico ma, secondo la mia ininfluente opinione, è stretta anzi strettissima e diretta conseguenza della politica Israeliana, è conseguenza della furia cieca e incontrollata dei suoi governanti, è conseguenza dell’atteggiamento dei coloni e della politica coloniale che continua indisturbata non ostante la tregua e infine è conseguenza di nefandezze simili messe in atto da loro (basta solo, come esempio , lo stillicidio di vite umane in coda per un pezzo di pane o una bottiglia d’acqua)
    dice un famoso proverbio “chi è causa del suo male pianga se stesso” … ebbene ai Palestinesi ormai non sono rimasti nemmeno gli occhi per piangere (il male fatto da Hamas l’hanno pagato caro, carissimo e continuano a pagarlo) mentre gli Israeliani sono lanciati sul modello trumpiano di Gaza Beach …. e ci si sorprende per il redivivo sentimento antisemita?
    quanto al rapporto dei Palestinesi con i confinanti paesi Arabi non è certo cosa nuova (a parte le varie guerre lampo che hanno visto protagonisti diversi paesi arabi vs Israele, sempre sterilizzati), da sempre sono in contrasto fra di loro, fra sunniti e sciiti, fra ricchi e poveri e mai, a mio ricordo, hanno preso a cuore la causa palestinese se non per circostanze di facciata ma questo non può essere un “alibi” per noi opulenti occidentali per “fottersene”

  7. Holden Caulfield scrive:

    Sarà off-topic ma oggi sul suo blog, un ex compagno di scorribande da campagna elettorale, ha scritto di te (in realtà anche di me), che proprio furbo furbo non sei…

    • Eretico scrive:

      Caro Holden,
      dopo avere letto il tuo commento, sono andato volentieri a leggermi Wiatutti. Che dire? Ormai da qualche annetto, io e Simone Bernini – gestore del succitato blog – abbiamo come sai idee ben diverse su tempi di una certa qual importanza (si pensi alla Russia putiniana, giusto per fare un altro esempio, e si potrebbe continuare): il Caso Rossi è un altro di questi scottanti argomenti.

      Ciò che dico a lui, come a tutta la grande quantità di lettori che sono incerti o sicurissimi della tesi omicidiaria, è sic et simpliciter questo: ragionate con la vostra testa, e sappiate che siamo solo di fronte ad una classica guerra fra consulenze (magari con ripercussioni interne fra i Ris: affari loro, si capisce); a questo punto, aspettiamo a gloria il 2027 (il decennale di quando iniziò la campagna mediatico-politica sul Caso Rossi – prima suicida per tutti -, nonché la fine di questa Commissione che sente solo gli omicidiaristi): poi, una volta non scoperto l’inesistente assassino, vedrete che sarà un piacere riparlarne. E con dovizia di particolari (che si aggiungono, peraltro, giorno dopo giorno)…

      L’eretico

  8. Ottavio scrive:

    Mi ero riproposto di non scrivere più, però una cosa vorrei capire prima di eclissarmi nell’oblio, e lo vorrei capire tanto più perchè non vivo a Siena da più di 30 anni e per capire se ho fatto bene o male ad andarmene via.

    Mi sono fatto una certa idea, Eretico, aiutami tu: una certa “persona” (che tu mi hai chiesto di non nominare), più o meno dal 2015 ha messo su una campagna di odio e di disinformazione rivolta più o meno a tutta la Siena che conta (fino a qui niente di male, di paladini dei cittadini ce ne vorrebbero anche di più). Secondo me lo fa per prendersi delle rivincite personali, e anche qui niente di male.

    Questa persona, che stupida non è e si exprime anche abbastanza bene, capisce, prima degli altri, che il caso Rossi possa essere uno strumento perfetto per attuare la sua vendetta. Inizia a “plagiare” gente di Siena e ad instillare dubbi non solo sulla morte del povero David Rossi, ma anche sulla sua moralità, cioè che possa essere stato parte di un complotto. Mossa forse immorale, ma sicuramente geniale, no?

    Questa persona non ha bisogno di lavorare, quindi ha molto tempo libero. Fa un’azione incessante di lobbismo e riesce a coinvolgere le Iene. Una volta coinvolte le Iene, hai fatto il 99% del lavoro. Poi passano glia anni e la tesi delle Iene di questo grande complotto si sgonfia ma, Deus ex Machina, una nuova commissione parlamentare decide di reinventare la ruota et voilà, la “persona” diviene il nuovo propulsore di altre teorie di complotto, questa volta ancora più radicali (riciclaggio di denaro sporco, diversi morti eccellenti, ex-dirigenti del MPS referenti della mafia, addirittura ci sarebbero dei calabresi, che orrore! Ci pensate, dei calabresi nella nostra bella Siena!

    Insomma, mi sto inventando tutto io o c’é del sugo qui dentro? E possibile che Siena non abbia gli anticorpi per isolare una certa persona?

    • Eretico scrive:

      Caro Ottavio,
      per intanto contento di rileggerti, e spero davvero non per l’ultima volta (neanche per la penultima, suvvia): in questi tempi perigliosi, sei uno dei pochi che continua ad usare la razionalità, nella “Garlascheide senese”, che non finisce mai di stupirci e – se non ci fosse un morto di mezzo – anche di divertirci.

      Ciò detto, concordo in pressoché tutto, e ti suggerisco di restare sul blog: verso gli ultimissimi dell’anno, mi riprometto di scrivere un pezzo che ti piacerà, diciamo così…

      Ciò detto, come dimostrato da altri casi di portata nazionale, il web è ormai così: leggevo stamattina che Meta non vuole eliminare il video del – falsissimo, ovviamente – colpo di Stato in Francia, generato dalla AI e visualizzato da milioni di persone. Problema a dir poco enorme, insomma…

      L’eretico

  9. UN AMMIRATORE DA TEMPI NON SOSPETTI scrive:

    Carissimo Eretico, su questi argomenti avrei tante cose da scrivere, ma stamattina ti scrivo perché ho ricevuto, come gradito dono natalizio, una copia del tuo libro Quattro croci a Siena. L’ho letto davvero tutto d’un fiato, sacrificando il sonno, ma ne è valsa la pena.
    Mi firmo come tuo ammiratore, quindi sono certamente di parte, ma lasciami dire che è un piccolo capolavoro, forse neanche così piccolo. C’è la tensione del giallo, con il notevole colpo di scena del finale, c’è amore per la Biblioteca, c’è una conoscenza ed un amore per la città che ha pochi pari (immagino già una tua Passeggiata letteraria lungo i luoghi del libro). Complimenti vivissimi, non ho altro da aggiungere.

  10. Eretico scrive:

    Carissimo “Ammiratore da tempi non sospetti”,
    ti ringrazio molto per le belle parole spese sul mio ultimo libro: se confermati da altri, questi punti da te evidenziati fanno davvero assai piacere.

    Mi permetto di aggiungerne un altro: è anche un sincero e genuino atto di omaggio – come da dedica, fra l’altro – alla Biblioteca comunale, la quale con il suo Sapere resta un argine, un baluardo contro il pernicioso appiattimento sul presente – tipico dei social e dell’informazione superficiale – , oggi largamente prevalente.

    Il potere dei libri – o dei libroni, come nel mio romanzo! – c’era nel 1979, ed almeno in parte resta anche oggi…

    L’eretico (Presidente e scrittore)

  11. Giuseppe Pallini scrive:

    La novella dello stento

    Le Jene tornano sull’argomento,
    ne riparlano a la televisione,
    mi pare la novella de lo stento
    che non arriva mai a la conclusione,

    se ne discute, è propio un tormento
    anzi, si dice oggi, un tormentone.
    Pensare come loro un me la sento,
    certo sul caso è nato un polverone.

    Il pòro Rossi, allora, fu ammazzato?
    Successe più di dodici anni fa
    e dissero che s’era suicidato,

    lo credo anch’io e la magistratura
    per ora pare un sappia cosa fa.
    Quale sarà la sua mossa futura?

    • Eretico scrive:

      Caro Beppe,
      grazie davvero per avere impreziosito questo blog con la tua, peraltro garbatissima, ironia: ve n’è davvero grande bisogno…

      Tanti auguri a te, e a presto…

      • Giuseppe Pallini scrive:

        Caro Eretico,
        Grazie del tuo apprezzamento. Verrei volentieri a sentire le tue conferenze alla Biblioteca, ma le gambe non mi portano quasi più. Seguo il tuo giornale e condivido in massima parte le tue idee. Saluta il tuo babbo, che ricordo con simpatia e grande stima. Se vuoi leggere i miei sonetti, batti sul computer “Beppe Pallini”, ne pubblico un paio alla settimana, commentando Siena e il Palio. Cordialmente
        Beppe

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