Eretico di SienaIl Parenzo della discordia (e Tomaso?) - Eretico di Siena

Il Parenzo della discordia (e Tomaso?)

Ieri mattina, dalle colonne de La Nazione (Eleonora Rosi), ho avuto notizia della lettera aperta, da parte dell’associazione AllertaMedia, contro l’evento organizzato sabato prossimo, alle ore 11 (per chi fosse interessato: conviene arrivare in congruo anticipo) in Sala storica: la mattinata, nelle intenzioni teoriche, era consacrata alla preparazione della mia conferenza di stasera su “L’universo femminile in Giovanni Boccaccio” (la quale, alle 17,30, si terrà lo stesso, ci mancherebbe); invece di Boccaccio, gran parte della mattinata stessa è invece trascorsa nel rispondere alle sollecitazioni della stampa, la quale correttamente voleva sapere cosa ne pensasse colui al quale la lettera aperta era indirizzata. Vediamo, dunque, di fare almeno il punto della situazione…

 

ALLERTAMEDIA NON VUOLE PARENZO IN SALA STORICA

Questa associazione si autodefinisce così: “realtà indipendente di monitoraggio critico e contro-informazione attiva da anni sul territorio nazionale e internazionale”; e già qui – come diceva il buon Lubrano illo tempore – il dubbio sorge, spontaneo: ma Allertamedia, da autodefinizione, non dovrebbe fare contro-informazione (che non è proprio afferente al chiedere di fatto il blocco di un evento culturale)? Questo mi pare un atto contro la informazione, più che controinformazione…

Ah, resta però il “monitoraggio critico”: che vorrebbe dire – a quanto sembra di capire – l’arrogarsi il diritto di decidere chi sia titolato a parlare di un argomento o meno. Vale per Israele, magari anche per altro (più che altro per Israele, state tranquilli).

Cosa che è già assai opinabile, a prescindere; e lo è ancora di più, nel momento in cui lo si fa senza neanche in concreto dire quali sarebbero le presunte, concrete e fattuali, menzogne da cui l’ospite dovrebbe emendarsi. Pare di capire l’uso del termine “genocidio”: e lì, senza dubbio, Parenzo la pensa diversamente dalla pluridecorata Francesca Albanese, per dire.

Si può magari aggiungere che la questione – sulla quale infatti la Corte penale ancora non si è espressa in modo compiuto – è almeno un po’ controversa (senza volere in alcun modo negare che i morti, a Gaza, sono stati senz’altro troppi)? Forse ai monitoranti sarà sfuggito, fra gli altri, l’autorevole parere del professor Marcello Flores – uno che studiava i genocidi, tipo quello ai danni degli Armeni, quando alcuni degli attuali monitoranti non sapevano neanche cosa significasse il termine in questione -, sul tema del “genocidio” di Gaza; intervistato da Daniele Dell’Orco (Libero, 12 ottobre 2025), Flores dichiara quanto segue:

” Sono abbastanza contrario  a questa corsa alla definizione che sta ormai svolgendo un ruolo propagandistico e politico-ideologico. Sarà una Corte internazionale a stabilire che tipo di crimine internazionale si stia compiendo a Gaza”.

Di più: come ha magistralmente ricordato ieri la senatrice Liliana Segre, si può dire che – in ogni caso – usare Gaza per cercare di mettersi alle spalle la Shoah, che insomma utilizzare Gaza contro Auschwitz, sia una autentica aberrazione?

 

IN ATTESA DEL TOMASO NAZIONALE…

A proposito: dall’articolo odierno sulla Nazione – sempre di Eleonora Rosi – pare di capire che i fautori del “monitoraggio critico” sarebbero propensi a portare, come loro rappresentante, Tomaso Montanari, Rettore dell’Università per Stranieri e ben noto attivista Pro Pal (uno spesso silenziato, peraltro: mai sui giornali, e men che meno in televisione in prima serata, come noto). Benissimo: il 7 marzo (sulla data, si dice sotto) non ci sarebbe persona più adatta, per un incontro in Sala storica su Israele e Gaza. Non si aspetta altro che il nome venga formalizzato dai monitoranti, per poi procedere con gli inviti ufficiali allo storico dell’Arte prestato alla causa palestinese.

Sarebbe davvero un bel confronto, insomma: in autunno, durante l’occupazione (non proprio democratica, a dirla tutta) del Liceo Piccolomini, fummo invitati entrambi; con la differenza che lui – quando ovviamente era il suo turno – si presentò, ma solo materializzandosi da remoto, giacché – lo si immagina – troppo impegnato nel portare avanti la resistenza culturale contro l’Occidente colonialista; viceversa, lo scrivente – come ben noto, persona sfaccendata – trovò senza particolari problemi il modo ed il tempo di presenziare in persona (chi volesse, potrebbe senza grossi problemi recuperare il resoconto bloggeristico dell’incontro). Vediamo dunque se, a questo giro, l’incontro avrà manzonianamente da farsi, o meno…

 

PARLARE DI GAZA, MA NON DELL’IRAN…

Infine: ma dei 30mila (almeno) morti iraniani (per restare in zona: dell’Ucraina figuriamoci, chi se ne frega?!?) – in un lasso di tempo ben minore, dunque magari il peggio deve ancora venire – Allertamedia non dice niente di niente? Il monitoraggio critico, in quel caso, non si attiva?

Facendo altresì notare come fra quei 30mila (almeno) massacrati, in una manciata di giorni in Iran, di certo non c’era alcun terrorista, a differenza che, invece, nella carneficina di Gaza: ove, insieme a bambini, donne e vecchi, sono stati ammazzati anche fior di terroristi (ed i numeri – a differenza che in Iran – arrivavano ed arrivano da una sola fonte: il Ministero della Sanità, gestito da Hamas stessa).

In ogni caso – come fra l’altro riferito oggi dalla stampa locale – la risposta dello scrivente, chiamato in causa in modo personale, è stata all’insegna del più ampio pluralismo.

Gli esponenti di Allertamedia non solo – come peraltro accade al termine di ogni evento in Sala storica, da loro evidentemente assai poco frequentata – potranno intervenire in modo del tutto libero, dicendo la loro e muovendo le loro critiche al termine della chiacchierata fra lo scrivente e David Parenzo.

Di più: visto che lo hanno esplicitamente richiesto, infatti – per quanto la Sala storica di solito non si apra certo a richiesta di terzi, i quali si alzino una mattina chiedendo una par condicio che loro sono i primi, in altri luoghi, a non concedere -, il 7 marzo (un altro sabato mattina) i monitoranti critici potranno avere a loro disposizione la succitata Sala: basta che mi indichino, con congruo anticipo, il nome di chi, se del caso, verrà a parlare del rapporto fra Israele e la Palestina – dal punto di vista palestinese per intendersi -, e lo scrivente introdurrà e dialogherà con lei/lui (sperando ovviamente – come sopra scritto – che si tratti di Tomaso Montanari, ma va bene chiunque). Esattamente come si farà sabato con Parenzo.

Più par condicio di così, si muore. Sarà sufficiente a spegnere i fuochi della polemica? Magari no, figuriamoci; certo, non  raggiungeremo le vette di effettivo pluralismo raggiunte nelle scuole e nelle università occupate, quando si parla di Israele e di Gaza: quello – che rappresenta l’optimum –  proprio no. Almeno, però, potremo dire di avere pur provato…

 

Ps Tutti noi guardiamo questo pezzo di città, costruito – in modo francamente irragionevole, per non dire altro – su un costone di arenaria, a continuo rischio frana: quando l’hanno edificato, si diceva che c’era l’inurbamento dalle campagne in atto, ed uno sbocco abitativo bisognava pur offrirlo. L’ha fatto anche lo scrivente – di guardare in queste ore -, con un po’ di inquietudine in più del solito.

No, non sono andato a Niscemi, in provincia di Caltanissetta: sono sic et simpliciter andato fuori da Porta Laterina, e mi sono messo a guardare, da quel punto di osservazione privilegiato, San Prospero bassa…

37 Commenti su Il Parenzo della discordia (e Tomaso?)

  1. m.c. scrive:

    Raffaele, per chi non potrà essere presente in sala è possibile seguire l’evento online?

    • Eretico scrive:

      Cara M.C.,
      sarà certamente assicurata e garantita la diretta sul Facebook della Comunale, come peraltro in occasione di ogni evento in Sala storica (da più di un anno a questa parte), salvo problemi tecnici last minute.

      A Fausto: anche io non credo che il Rettore Montanari – alias il “Tomaso nazionale” – si degnerà di presenziare, il 7 marzo; molto più facile andare nel prime time de La7 a pontificare dalla Gruber – da Papa cattocomunista e donmilanista -, che accettare un confronto pubblico, de visu rispetto a gente in carne ed ossa, in qualche caso financo non d’accordo con lui.

      L’eretico

  2. Anonimo scrive:

    Avevo letto sui giornali della polemica avanzata da questa Associazione, a cui hai replicato a tono, come presidente di un istituzione culturale, che, a mio ricordo, proprio durante i tuoi mandati si è distinta anche come luogo di dialogo e confronto pluralista/democratico.
    Comunque se il 7 marzo incontro sarà, occhio Raffaele a dialogare con Montanari e ad esprimere idee diverse dalle sue…..come minimo rischi di prendere del fascista!

    Fausto

  3. Gp scrive:

    Bravo Eretico… il pluralismo è la linfa vitale della democrazia. Nel caso specifico credo che se lunghi monologhi del sedicente sionista Parenzo fossero trasmessi h24 a reti unificate, in Italia non ci sarebbero più simpatizzanti della causa israeliana.
    Ps… il ‘sionismo’ sostanzialmente è la colonizzazione della palestina per diritto divino

  4. Ottavio scrive:

    Non mollare e non cedere ai violenti.

  5. UNO DEL MAINSTREAM scrive:

    Innanzitutto, complimenti sfegatati all’Eretico per la autentica lezione di pluralismo data ai signori di Allertamedia (hanno dei nomi e cognomi?).
    Una domanda ai lettori, e soprattutto ai tanti che sui social criticano l’evento con Parenzo, riallacciandomi a quanto scritto nel pezzo: ma con che coraggio, e faccia, questi signori volevano censurare l’evento? Da quale pulpito? Loro nelle aule delle università occupate praticano la difficile arte del confronto e del pluralismo? Ma come si fa ad essere così sfacciatamente sfacciati?

    Complimenti, e continua così.

  6. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Venire a sentire Parenzo? Quello che tutte le sere su Radio4 con quell’esaltato di Cruciani fa una trasmissione, “La zanzara”, piena di parolacce ed urla reciproche e alla fine non si capisce nulla di quello che hanno detto? No, grazie; ho cose più importanti da fare. Ormai su tutto è solo un chiaccherare, discorsi da bar, che alla fine ognuno rimane della stessa opinione; solo un offendersi e parlarsi addosso. Anche se qualche volta dicono anche cose giuste, ma il modo in cui si svolge la trasmissione svaluta il suo contenuto. Ho perso interesse a tutte queste polemiche dal suicidio pilotato del Rossi a tutte le notizie sulle guerre, ora tocca all’Iran l’Ucraina è passata di moda, poi toccherà alle malefatte dell’Ice negli USA. Parole, disquisizioni, su tutto solo per attirare l’attenzione dei media, poi c’è sempre il solito ospite che pubblicizza un suo libro al riguardo; mi raccomando, compratelo che i soldi mi servono. Chiuso, mi prendo una bella pausa, ne vale la pena. Quanto fiato sprecato su tante cose che poi sono rimaste come prima, come un pollaio che litigano tra galline e poi si posano le piume ed è rimasto tutto come prima. Non so se conoscete la canzone “Se fossi Dio” di Gaber? Concordo col suo messaggio. Povera Siena e povera Italia.

    • Roberto scrive:

      Bravo. I giullari sono giullari….

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      In tutto questo discorso pessimista confermo la mia stima all’Eretico. Giusto il confronto, anche se vedo, purtroppo, che in questi tristi tempi vale più l’urlare che il parlare ed ascoltare prima di rispondere. Mah, cerchiamo di essere ancora ottimisti, valorizziamo le poche iniziative utili in questa Città decaduta che è Siena, parte di una Nazione in decrescita, compresa in un’Unione di Paesi sempre più svalorizzata.

  7. Ics scrive:

    Genocidio è quando neocomunista fischia.
    Nel conflitto arabo-israeliano manca proprio la dimensione quantitativa per classificarlo come genocidio.
    In Ruanda, nel giro di pochi mesi, furono macellati circa un milione di persone.
    Con la superiorità militare e tecnologica israeliana, sarebbero bastate un paio di settimane.
    Nei conflitti, prima o poi, arriva il momento del sano realismo.
    Quello che ci permise di evitare una devastazione totale nella seconda guerra mondiale.
    Quel pragmatismo che ultimamente ha portato l’Armenia a salvare il salvabile.
    Quello che sta guidando l’Ucraina in questi mesi di trattative.
    La mancata accettazione della realtà porta inevitabilmente a pagare prezzi maggiori, come avvenne a tedeschi e giapponesi nel secondo conflitto mondiale.
    Come sta succedendo ai palestinesi che, ritenendo ancora percorribile la via militare, decennio dopo decennio hanno peggiorato la loro condizione.

    • Eretico scrive:

      Caro Ics,
      il tuo “genocidio è quando neocomunista fischia”, di boskoviana memoria, è davvero notevole: mi permetto di cambiare il “neocomunista” con il “cattocomunista” alla Tomaso e Rosaria, per capirsi. Forse ci sta anche meglio…

      Che a Gaza siano state uccise troppe persone (donne e bambini, intendo), non vi è dubbio: fra i 70mila, comunque, molti erano terroristi, cosa che invece non è – come scritto nel pezzo – in Iran, contesto per cui Allertamedia mi pare timiduccia, per così dire (se mi sbaglio, chiedo subito venia).

      E che la massima auctoritas storica italiana sul tema – il professor Marcello Flores, il quale dalla Sinistra peraltro viene, eccome – lo dica e lo scriva, per me è un punto decisivo: per loro, invece, è acqua fresca; l’uno, ha studiato per anni queste tematiche, gli altri vanno per slogan: tutta qua, la differenza, ahinoi…

      L’eretico

      • Gp scrive:

        Quanti bambini è lecito uccidere per far fuori un terrorista? Eventualmente questo rapporto vale anche per i paesi occidentali o la vita palestinese vale meno (che so… in italia si possono uccidere fino 5 bambini per ogni terrorista, in germania solo 5 e in palestina 8 o 9)?
        Cosa ne pensi del sionismo?

        • Eretico scrive:

          Caro Gp,
          ho solo detto una verità purtroppo inequivocabile: vale a dire che, nella conta del massacro di Gaza, insieme a bambini e donne – che non sarebbero certo dovuti morire – sono morti anche migliaia e migliaia di terroristi; cosa che invece a Teheran non è accaduta: fino a prova del contrario – e a meno che tu non creda all’ayatollah Khamenei – in loco sono morti solo, solamente e soltanto civili.

          Cosa penso del sionismo? Discorso un po’ complesso: vieni sabato – o collegati – e qualcosa ne dirò (peraltro l’ho già scritto, a suo tempo: ma non mi ricordo quando)…

          L’eretico

          • Gp scrive:

            Gp infatti ho proprio confermato ciò che hai detto… ti ho solo chiesto se secondo te c’è un numero accettabile di bambini morti per ogni terrorista ucciso ed eventualmente a quanto ammonta.

          • Eretico scrive:

            Caro Gp,
            mi pare di averlo già scritto, ma repetita iuvant, senza problemi: messa così la domanda, che vuoi che ti risponda? Ovviamente, nessuno, in teoria.

            Purtroppo, con questo ragionamento, avrebbero per esempio fatto malissimo anche gli Alleati a liberare l’Italia: bombardamenti indiscriminati, crudeli, sui civili (conosci senz’altro il caso di Gorla, per dirne solo uno); anzi, in quel contesto si cercavano spesso solo i civili, che nessuno in Italia usava come scudi umani, al pari invece dei gentiluomini di Hamas (loro nei bunker, i civili sopra, a “proteggere” i miliziani).

            L’eretico

          • Gp scrive:

            I nazisti, per combattere quello che per loro era terrorismo, tipo via Rasella, avevano stabilito con 10 morti per tedesco ucciso un rapporto di rappresaglia per l’applicazione del quale (alle Fosse Ardeatine ovviamente) i responsabili sono stati processati e condannati. Dal 2000 al 2023 tale rapporto si ritrova curiosamente tra le vittime israeliane e palestinesi (circa 1300 vs 13000) e dopo il 7 ottobre il rapporto è scivolato verso i 70 a 1. Non si può neanche chiamare ‘guerra’… se uno scenario in cui il terzo esercito del mondo massacra indiscriminatamente una massa di straccioni fra cui alcuni dotati di mitra e razzi fatti col fertilizzante si può chiamare ‘guerra’? Allora anche la battaglia del ghetto di Varsavia è stato un atto di guerra e non un crimine nazista?
            I bombardamenti alleati su italia, Germania e Giappone sono crimini di guerra impuniti. A norimberga ci sono state condanne per molto meno

      • Roberto scrive:

        <> ????
        dai, non puoi averlo scritto davvero.

      • francesco scrive:

        ” … comunque, molti erano terroristi, …”.

        buongiorno.

        potrei avere la fonte da cui scaturisce questa affermazione?

        è ovvio che le parole di Bibì o Trump non le considero attendibili?

        saluti
        f

        • Eretico scrive:

          Caro Francesco,
          una volta tanto, fammi fare una contro domanda: secondo te, dunque, Tsahal dal 2023 all’ottobre scorso ha ucciso a Gaza 71mila civili e neanche un terrorista di Hamas?

          Finito l’incontro con Parenzo: del quale, ovviamente, si scriverà, dopo il fine settimana…

          Buon fine settimana a tutti!

          L’eretico

          • Francesco scrive:

            Non ho detto quanto mi imputi.

            Ho chiesto soltanto la fonte dei conteggi.

            Tutto qui.

            Gli oltre 70000 morti possono essere tutti terroristi come tutti innocenti.
            È necessario che qualcuno mi spieghi il metodo del conteggio.
            Non mi basta il generico “molti lo sono” propalato da Bibi’, cui posso tranquillamente rispondere che moltissimi non lo sono.

            Salutissimi e buona domenica.

    • Superciuk scrive:

      Ottimo ragionamento: siccome di altri genocidi più grossi non si sa nulla, quelli di cui invece siamo informati non sono più genocidi. Figuriamoci poi se quelli che si agitano così tanto sono quei “comunisti” che ci stanno antipatici: chissà, in questo caso ammazzare palestinesi potrebbe diventare anche un atto meritorio. Un tempo il cinismo si sposava con la brillantezza. Questo tipo di argomentazione però ormai è trita e ritrita, e risentita fin troppe volte: di brillantezza non c’è più traccia

  8. Cecco scrive:

    Diciamoci la verità, sia Parenzo che Montanari non brillano certo per simpatia, se comunque ti riuscisse a farli incontrare forse dovresti mettere un maxischermo fuori dalla Sala storica, fanno parte ambedue del mainstream, sarebbe un bel colpo!

  9. pino mencaroni scrive:

    Meglio AllertaMeteo…

  10. Fabio Calvellini scrive:

    A Gaza in effetti è soprattutto un problema di semantica..

  11. Anonimo scrive:

    Ospitando le irricevibili tesi del Parenzo, in base al quale se critichi il governo di Netanyahu sei antisemita, hai per una volta tenuto fede al tuo nickname di “eretico”.

    • Eretico scrive:

      Caro Anonimo (si può anche scrivere il nome, su questi temi non si prendono querele, tranquillo),
      se tu avessi letto il libro in questione – o anche solo ascoltato metà dell’evento, toh – avresti visto che Parenzo critica il Governo Netanyahu, ed ancora di più i Ministri ultraortodossi. Prima di scrivere, magari, bisognerebbe – almeno il minimo sindacale, si capisce – documentarsi. Ha detto di più: per quello che vale, lui – e ciò vale anche per lo scrivente – è del tutto solidale con i palestinesi (pochissimi) che hanno provato a ribellarsi ai “resistenti” di Hamas.

      A M. C.: credo che il popolo palestinese di Gaza non si sia ribellato ad Hamas (qualcuno sì, come detto: non a caso, subito ammazzato) per pura paura, per umanissimo terrore; d’altra parte, i terroristi in questione sono assai ben armati, e non a caso questa guerra – a differenza di altre – a mio parere Israele non può dire di averla vinta: troppi morti civili, ed Hamas non del tutto estirpata come invece sarebbe stato giusto (non per tutti, purtroppo).

      A Francesco: le fonti sono o quelle di Hamas (un po’ faziose), oppure quelle di Tsahal (un po’ faziose): concordano sul numero di morti (oltre 70mila), e lì si fermano; non potendo credere con sicurezza a nessuno, si va dunque su stime prudenziali: essendo i terroristi il target da colpire, qualcuno sarà pur stato ammazzato, no? Altrimenti Tsahal sarebbe veramente, oltre che crudele, un esercito del tutto incompetente…

      L’eretico

      • Fabio Calvellini scrive:

        Crudele di sicuro. Poi se non si sono accorti in anticipo di quello che stava per succedere il 7 ottobre anche mon tanto competenti, oppure chissà..

        • francesco scrive:

          non si sono accorti che quelli di hamas si esercitavano con i deltaplani!

          ti pare possibile?

          chissà perchè il giorno 8 settembre 2025 c’è stato un attacco suicida su un bus a gerusalemme est 86 morti, 11 feriti).
          per caso alla vigilia della testimonianza di Bibì al suo processo per corruzione, che a seguito dell’attentato è stata cancellata.

          ps. x eretico.
          ” … le fonti sono o quelle di Hamas (un po’ faziose), oppure quelle di Tsahal (un po’ faziose): concordano sul numero di morti (oltre 70mila), e lì si fermano…”.
          esatto.
          molti terroristi sono certamente morti ma nessuno sa quanti.
          è certo che i civili sono mooolti di più.

  12. m.c. scrive:

    Raffaele, ottimo lavoro! Ho finito ora di vedere l’evento online. Pur troppo non ho potuto essere presente in sala storica. Non ho ancora letto il libro, mi sarebbe piaciuto averlo con la firma di Parenzo. Lo leggerò.
    Molto, molto interessante. Davvero grazie per questo evento.
    Ho una domanda, che avrei fatto a Parenzo, ma che rivolgo a te che hai già letto il libro: abbiamo capito ormai tutti che la popolazione palestinese viene usata come scudo umano dalle milizie di Hamas (che scavano tunnel e insediano le basi militari sotto gli ospedali e le scuole), ecco mi chiedevo come si spiega che i civili palestinesi non si ribellino e non chiedano asilo al governo israeliano salvandosi la vita? È possibile che i civili palestinesi siano essi stessi collusi con Hamas al punto di lasciarsi usare come scudi disposti a rischiare la propria vita e quella dei propri congiunti, pur di difendere e supportare le istanze di Hamas? Me lo sto chiedendo da un bel po’. Grazie per la risposta. E spero il 7 marzo di poter venire.

  13. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Giudizio sulla questione Gaza? Premettendo che i civili indifesi sono i primi a rimetterci e che ci dovrebbe essere un organismo super partes, come per esempio l’ONU, entità creata apposta, ma che finora si è rivelata inutile e velleitaria. Finora solo accuse reciproche senza fatti concreti per la pace. Israele? Palestina con Hamas? E’ come fare il tifo o per la mafia o per la ‘ndrangheta, accidenti alla meglio. Poi chiamare anche a fare da paciere nelle varie guerre in Medio Oriente, persone come Erdogan, con le mani sporche del sangue dei Kurdi, ma dove vogliamo andare.

  14. ginocacino scrive:

    … questa si che è davvero bella, anzi bellissima :) Parenzo solidale con i palestinesi dici? certamente con i palestinesi quando sono ben morti e senza distinzione fra bambini anziani donne e infermi … per lui assolutamente tutti terroristi! e del resto ti basta ripescare ed ascoltare a caso qualunque puntata de la Zanzara (dove da il meglio di se) specie quelle dal 07 ottobre in avanti arrivando fino a quella sconcezza pubblicata da Trump (Gaza beach) per la quale ha quasi avuto un orgasmo in diretta e ancora basta ascoltare le sue reazioni a chiunque, e per qualsiasi motivo, criticava Netanyahu o qualcuno dei suoi ministri e stessa cosa anzi peggio a chiunque obbiettava sulle nefandezze compiute in passato e attualmente dai coloni; Parenzo è un sionista della peggior specie lui si convinto fino nel midollo del motto dal fiume al mare

  15. Giuseppe Pallini scrive:

    Il Parenzo della discordia

    Ci sarei andato tanto volentieri
    a quell’incontro lì a la Comunale
    per stringere la mano al bravo Ascheri,
    ma un ce la fo, cammino troppo male.

    Ognuno pòle dire i su’ pareri,
    che sian diversi mi pare normale,
    però ci sono ancor certi messeri
    che un la vedono propio tale e quale.

    Sono sempre gli stessi, un è questione,
    la pensan sempre a la stessa maniera,
    per loro, i nipotini di Baffone,

    chi dissente si deve imbavaglià.
    Non prevalebunt, almeno si spera,
    è meglio vivere in libertà.

    3 Febbraio 2026

    • Gp scrive:

      Complimenti, bellina… chissà, a proposito di bavagli, che ne pensa il sedicente giornalista sionista dei suoi 278 ‘colleghi’ ammazzati dagli israeliani a gaza

  16. Anonimo scrive:

    Nell’era dei media/internet/social ecc.. le guerre si vincono anche riuscendo a condizionare psicologicamente le opinioni pubbliche. Ciò premesso, le notizie che provengono da Gaza sono, a mio avviso, tanto vere, ma in parte anche inventate ….e in questa guerra di propaganda ritengo che Hamas sia nettamente in vantaggio.

    Fausto

    • Eretico scrive:

      Caro Fausto, allora te le cerchi: lo sai che ora sarai subissato di commenti critici?
      Ciò detto, questo è stato un tema trattato da Parenzo; senza bisogno che lo dicesse lui, ciò credo vada detto: Israele non ha saputo vincere sul campo (Hamas pare si stia riorganizzando, e di certo non disarma),e la vittoria mediatica è di gran lunga per Hamas.Che ha sempre documentato in video, assai ben confezionati, gli scempi e le distruzioni di Tsahal, mentre Israele ha fatto solo in minima parte vedere l’orrore dei civili massacrati il 7 ottobre: lo ha fatto per rispetto dei familiari (i suoi), mentre ad Hamas ciò non interessa affatto, anzi: Sinwar -lo ricorderete tutti – teorizzava in modo esplicito il doveroso sacrificio dei civili (i suoi e quelli degli altri)…

      PS stasera, alle 22, lo scrivente in 20 minuti su Siena Tv condensa il Caso Rossi: ne riparleremo, ovviamente…

  17. Gp scrive:

    Anche io ho non riesco a trovare notizie dell’Us Poggibonsi ma solo roba su Inter e Milan. Israele è finito meritatamente nella Champions League dei massacratori di bambini e civili, lasciando Hamas fra i dilettanti. Israele deve solo imparare a gestire questa eccellenza mondiale guadagnata sul campo. Pazienza se dopo aver massacrato decine di migliaia di civili, ucciso giornalisti, medici, bombardato chiese, moschee, ospedali, scuole, ambulanze, libano, siria, iran, yemen, caschi blu (anche italiani), rubato terre ecc… non riuscirà a vincere la guerra di propaganda… per vincerla dovrebbe per lo meno regalare un’atomica ad Hamas.
    Il mio non è un commento critico ma una constatazione

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